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Decisione

72.2016.81

Colpevole di avere costretto la vittima a recarsi in banca per ottenere del denaro e di averla minacciata, incutendo in lei spavento e timore

28 giugno 2016Italiano29 min

Source ti.ch

Fatti

I. Il

Presidente chiede al PP di quantificare l’ammontare dell’imputazione di

estorsione.

Il PP comunica di non voler

quantificare l’importo.

Il Presidente chiede all’avv. RAAP

1 se è in grado di produrre la documentazione che attesta i pagamenti

effettuati dall’AP in relazione al contratto di intermediazione per l’isola __________.

L’avv. RAAP 1 comunica che per

intanto non è in possesso di questi documenti.

Considerandi

II. Il

Presidente comunica alle parti che intende scostarsi dall’apprezzamento

giuridico dei fatti e meglio che per il punto 1 dell’atto d’accusa la proposta

è quella di considerare il reato di tentata coazione in luogo di quello di

tentata estorsione per tutto o parte dell’importo.

Dà quindi loro facoltà di

esprimersi in proposito.

Le parti si dichiarano

d’accordo.

Il Presidente comunica inoltre

alle parti che intende scostarsi dall’apprezzamento giuridico dei fatti anche

per quanto riguarda il punto 5 dell’atto d’accusa e meglio la proposta è quella

di considerare il reato di contravvenzione alla LF sugli stranieri ex art. 120

LStr in luogo del reato di contravvenzione alla LF sugli stranieri ex art. 115

LStr.

Dà quindi loro facoltà di

esprimersi in proposito.

Le parti si dichiarano

d’accordo.

Sentiti: - il Procuratore

pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: rileva che l’Audi A6 utilizzata per commettere l’estorsione è

partita dal Ticino, è arrivata in Francia per poi venire ritrovata in entrata

in Lituania a nome di una società inesistente francese, ciò che, a mente

dell’accusa, la dice lunga sul mondo che sta dietro a questa vicenda. Vi è, da

una parte, un mandante ufficiosamente ignoto, che ufficialmente possiamo tutti

immaginare chi sia. Dall’altro lato vi sono i cosiddetti “esattori”, i quali si

presentano di persona, incutendo timore per indurre a pagare. Si tratta di una

realtà in cui l’avidità la fa da padrona. Gli esecutori sono tutta gente

pregiudicata, perché questo è il biglietto da visita. Il movente, per tutti è

quello del lucro. Ognuno, infatti, aveva i suoi interessi da conseguire e da

salvaguardare. Per il __________ vi era una percentuale sull’importo del

contratto, per IM 1 era previsto un compenso in denaro e IM 2 dal canto suo

voleva in questo modo aiutare la compagna ottenendo un finanziamento

dall’estero per il riscatto delle azioni del __________. IM 1, quale

controparte per trovargli il finanziamento, pretende da IM 2 di trovargli “qualcuno

da spennare, qualcuno da truffare”. __________ si è procurato manu militari

di IM 2 e da parte di quest’ultimo non vi è stata una ferma opposizione per

cedergliela. L’accusa rileva che quella di utilizzare l’Audi A6 non è una

scelta casuale: si tratta infatti di un’auto di grossa cilindrata targata Ticino,

la quale può certo dissimularsi meglio in un quartiere altolocato di __________

rispetto ad una Citroën targata Francia.

In diritto l’accusa rileva che sono dati tutti gli elementi

costitutivi del reato di estorsione: l’indebito profitto, l’uso della minaccia

di grave danno e il dolo, essendo sufficiente il dolo eventuale (DTF 122 IV

322). Per quanto attiene al sequestro di persona cita i parametri delle DTF 128

IV 73 e 141 IV 10 e della sentenza del Tribunale Federale 6B_123/2014, secondo

cui non è necessario che il sequestro sia di lunga durata, ma basta qualche

minuto. Per quanto attiene, in fine, al reato di minaccia, rileva che lo stesso

è stato messo in concorso con la tentata estorsione siccome l’episodio

specifico si situa, a mente dell’accusa, nel tragitto in macchina tra la casa

di ACPR 1 e la banca.

L’accusa rileva che IM 1 è stato colto in flagranza in macchina

con la vittima. La visita che è stata fatta a __________ non è una scelta

casuale, siccome a __________ abita e lavora il fratello della vittima. Per il

resto, rinvia agli indizi indicati in AI 262 (p. 4 e 5). La prova del dolo è

data dalle stesse parole di IM 1, quando dice che aveva paura della Polizia;

nessuno, infatti, ha paura della Polizia se sta facendo delle cose che sa

essere perfettamente legali.

Per quanto riguarda IM 2, il PP rileva che per riavere l’auto egli

ha versato CHF/EUR 25'000.00, quando bastava una telefonata alla Polizia con

l’informazione che l’auto era sparita. La prova del dolo per IM 2 è che egli ha

scelto e contattato __________, sapendo perfettamente quello che faceva, che

era un buttafuori, e non può essere così ingenuo da avere pensato che una

persona del genere potesse aprirgli le porte per un prestito in Lussemburgo.

Per l’accusa IM 2 è correo in via principale e solo per una questione formale

nel rinvio a giudizio figura l’ipotesi subordinata della complicità.

Quanto alla commisurazione della pena, il PP sottolinea che la

colpa di ambedue gli imputati è grave, trattandosi di una colpa totale e

completa.

Conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 3

(tre) anni e 10 (dieci) mesi e di IM 2 alla pena detentiva di 3 (tre) anni da

espiare. Chiede inoltre la confisca di tutto quanto sotto sequestro in quanto

mezzo di reato;

- l’avv. DUF 1, difensore

dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: rileva

che non vi sono i presupposti per una condanna del suo assistito.

In entrata espone alcuni dati riguardanti la situazione personale

del suo assistito, ponendo l’accento sul fatto che, nonostante al momento

dell’arresto non avesse un lavoro, egli è fiducioso di trovare un lavoro in

Francia e non ritiene di trovarsi in una situazione economica disastrosa,

avendo anche accumulato dei risparmi.

Quanto ai suoi precedenti penali, con riferimento alla condanna

per porto d’armi, rileva che si trattava di un’arma bianca (“arme blanche”),

termine che comprende, a mente della difesa, anche le armi giocattolo. Per

quanto riguarda poi il reato di violenza si tratta di una decisione di appello,

a seguito della quale IM 1 è stato costretto a prendere domicilio presso un

Foyer; senonché, qualche mese dopo, gli è stato invece notificato che poteva

tornare nel precedente domicilio.

IM 1 non ha mai conosciuto IM 2 e ha conosciuto le altre persone

presenti il 3 settembre 2015 unicamente il giorno dei fatti. Sul numero di

telefono di IM 1 non sono emersi contatti telefonici pregressi tra lui e

qualsiasi altra persona legata ai fatti del 3 settembre 2015 (AI 247, p. 34).

La difesa riassume i fatti oggetto del presente procedimento,

ponendo l’accento sul fatto che gli stessi si sono svolti nell’arco di circa 45

minuti e che IM 1 non conosceva le attività di __________, il quale si è

guardato bene dal rendergliele note, ad esempio lasciandolo in un bar di __________

quando si è recato a __________ con IM 2. __________ ha semplicemente mostrato

un contratto in inglese a IM 1, dicendogli che aveva ricevuto l’incarico di

parlare con una persona in Svizzera per verificare quali intenzioni avesse;

aveva quindi bisogno di qualcuno che parlasse inglese per tradurre il contratto

e italiano per parlare con ACPR 1, lingue che __________ non conosceva. Solo

una volta rassicurato da __________ sul fatto che non vi sarebbe stata violenza

e che il credito era esigibile, IM 1 ha accettato di aiutarlo.

La difesa rileva inoltre che nessuna delle 3 persone che si erano

mosse verso l’abitazione di ACPR 1 indossava guanti o passamontagna. Oltre a

ciò, mai IM 1 ha chiesto a ACPR 1 di consegnargli i soldi che aveva in casa,

più volte gli ha detto che erano lì solo per parlare e gli ha pure chiesto di

chiamare la controparte contrattuale. IM 1 non conosceva la situazione dei

pagamenti pregressi di ACPR 1, ma unicamente la cifra indicata sul contratto,

motivo per cui ha chiesto il pagamento di 3 milioni. ACPR 1 per prendere la

propria auto si è recato presso il suo parcheggio da solo e anche quando IM 1,

dopo avere visto la Polizia, ha effettuato la chiamata all’esterno della

macchina, ACPR 1 avrebbe tranquillamente potuto allontanarsi.

La difesa rileva che nei verbali dell’accusatore privato vi sono

diverse contraddizioni. In particolare, in alcuni verbali egli ha riferito che

a casa sua si sarebbero presentate 2 persone, mentre in altri ha parlato di 3.

In un verbale ha riferito che sarebbe stato “il palestrato” ovvero __________

a rivolgergli le minacce, mentre in un altro ha poi affermato che le minacce

sarebbero state proferite soprattutto da IM 1. Allo stesso modo, se

inizialmente ha affermato che sarebbe stato IM 1 a dirgli di “tirar fuori i

soldi”, in un secondo tempo afferma che questo gli sarebbe stato detto da __________.

Falso e contestato, inoltre, il fatto che IM 1 durante il viaggio avrebbe

tenuto con sé il telefono cellulare giallo di __________, circostanza che

quest’ultimo ha peraltro ricordato solo nel verbale del 29 gennaio 2016. Sulla

base delle anomalie nei verbali dell’accusatore privato, a mente della difesa è

da presumere che egli faccia confusione, perlomeno per quanto riguarda chi ha

detto o fatto qualcosa, e su dichiarazioni approssimative non può essere

condannato un uomo. Maggiore affidamento fanno per contro le dichiarazioni di IM

1, le quali sono state sempre le stesse dal 3 settembre 2015 ad oggi.

Per quel che ne è del diritto, rileva che tra gli elementi

costitutivi del reato di estorsione, compare il disegno dell’arricchimento

illegittimo, la cui assenza può avere quale conseguenza che il reato da

prendere in considerazione sia quello di coazione. Nella fattispecie, IM 1

poteva ragionevolmente considerare il debito esigibile nei confronti di ACPR 1.

La difesa riassume quindi i presupposti del reato di coazione, citando i

parametri delle DTF 120 IV 19 e 122 IV 325 e rilevando che nel caso concreto

l’accusatore privato ha reso diverse versioni in merito alle minacce che IM 1

avrebbe espresso nei suoi confronti, tutte integralmente contestate. Non vi

sono quindi, a mente della difesa, i presupposti per una condanna del suo

assistito per i reati di tentata estorsione e/o tentata coazione.

A mente della difesa, poi, nessun rapimento o sequestro di persona

ha avuto luogo, posto che ACPR 1 era libero in ogni momento di andarsene e

questo sia in casa che in automobile. IM 1 non era armato, così come anche __________

e __________, ma aveva con sé unicamente il suo telefono cellulare, peraltro

spento e senza credito. Al momento dei fatti, inoltre, era giorno e fuori c’era

molta gente. Quando è uscito di casa, poi, ACPR 1 ha pure incontrato gli

operai, a cui avrebbe potuto chiedere aiuto. Per quanto riguarda lo spostamento

in macchina, è ACPR 1 che si è messo alla guida della sua autovettura ed egli

ha sempre avuto con sé il suo telefono cellulare. Oltre a ciò, IM 1 ad un certo

punto ha passato diversi minuti fuori dall’auto e in quel momento ACPR 1 poteva

decidere di andarsene. Non sono quindi dati i presupposti del reato di

sequestro di persona.

Contestato è anche il reato di minaccia.

La difesa conclude chiedendo, in via preliminare, il

proscioglimento del suo assistito da tutti i reati imputatigli, la sua immediata

scarcerazione e la restituzione di tutti gli oggetti a lui sequestrati.

Subordinatamente postula che un’eventuale pena venga commisurata alla sua

effettiva colpa, considerato come il capo riconosciuto sia da lui che da ACPR 1

è __________, i fatti si sono svolti in un lasso brevissimo di tempo, IM 1 ha

sempre collaborato ed è solo grazie a lui che sono state identificate le altre

persone, durante la detenzione si è dato da fare, ha sempre lavorato e le sue

intenzioni sono quelle di iniziare una nuova vita. Chiede inoltre che

un’eventuale pena venga posta al beneficio della sospensione condizionale;

- l’avv. DF 1,

difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: in entrata premette di voler dare la vera immagine della partita

di IM 2, ponendo l’accento sul fatto che egli ha sofferto molto, trovandosi in

carcere in regime di detenzione preventiva da poco più di 9 mesi, vivendo 23

ore su 24 rinchiuso in cella, privato della sua possibilità di vedere la

compagna, sofferenza acuita dal fatto che non è coinvolto in nessuno modo nei

fatti del 3 settembre 2015.

Dopo avere riassunto i presupposti oggettivi e soggettivi del

reato di estorsione, nonché le condizioni della correità e della complicità,

rileva che a mente della difesa non vi è né correità né complicità da parte di IM

2, il quale, anzi, è egli stesso è vittima di __________.

La difesa ribadisce le condizion i del processo indiziario,

rilevando che non deve esservi dubbio sui fatti dell’atto d’accusa, e richiama

i principi della presunzione d’innocenza e in dubio pro reo.

IM 2 ha conosciuto __________ tramite amici comuni, rimanendo poi

in contatto con lui. Ad un certo momento __________ gli ha poi chiesto di

trovargli delle persone con cui fare “business” e IM 2 ha poi capito che

si trattava di trovargli persone da truffare e non ha mai dato seguito alla

richiesta. È poi nel contesto dell’impellente necessità di trovare un prestito

per acquistare le quote del __________ che IM 2 si è rivolto a __________ nel

mese di luglio 2015, per chiedergli di aiutarlo ad ottenere un prestito tramite

le sue asserite conoscenze del mondo bancario lussemburghese. La difesa pone

l’accento sul fatto che IM 2, per questo prestito, non si era rivolto

unicamente a __________, ma anche ad altre persone. È inoltre importante

ritenere la situazione disperata in cui si trovava __________, ciò che aiuta a

meglio comprendere comportamenti, suoi e del compagno, – che con il senno di

poi risultano sconsiderati – per riavere l’automobile.

IM 2 e __________ non conoscono IM 1, __________, __________ e ACPR

1.

Agli atti vi è che IM 1, __________ e __________ sono già stati coinvolti in

passato in fatti analoghi, fatti in cui IM 2, per contro, non era in nessun

modo coinvolto. La difesa rileva inoltre che IM 2 non è mai stato alle __________.

ACPR 1 racconta, in due diversi verbali, dell’episodio in cui al suo socio alle

__________ sarebbero stati richiesti dei soldi da parte della controparte

contrattuale. Sappiamo quindi chi è il mandante dell’estorsione, il quale non è

evidentemente seduto in quest’aula, ma soprattutto ACPR 1 non è qualcuno che IM

2.

ha indicato a __________ come persona “da spennare”. Questo mondo è

completamente estraneo a IM 2 e nulla agli atti permette di ritenere un suo

coinvolgimento con gli affari della vittima ACPR 1. La circostanza secondo cui

prima __________ ha chiesto a IM 2 di segnalargli delle persone da truffare e

poi IM 2 ha richiesto quest’ultimo di aiutarlo a trovare un prestito, potrebbe

apparire assurda, ma la medesima, a mente della difesa, deve essere

contestualizzata. IM 2, infatti, nella vita non ha fatto altro che giocare a

calcio e non ha mai dovuto preoccuparsi di nulla, vivendo nel contesto di una

squadra; non deve quindi sorprendere più di tanto il fatto che egli abbia

chiesto ad un buttafuori di aiutarlo ad ottenere un prestito. IM 2 ha poi anche

mandato dei documenti alla persona di contatto indicatagli da __________.

Quando __________ si è presentato di sorpresa al __________ per prendere

l’Audi, IM 2 non era neppure presente. L’Audi è quindi stata sottratta siccome IM

2.

non ha dato seguito alla richiesta di __________ di trovargli persone da

truffare. A questo proposito la difesa rileva che il fatto che __________ fosse

indispettito da questa circostanza, ben emerge dai messaggi whatsapp intercorsi

tra quest’ultimo e IM 2, dei quali dà parziale lettura, rilevando anche che i

contatti tra i due, per contro, non fanno mai un minimo accenno alla vicenda

del 3 settembre 2015. La maniera in cui l’auto è stata sottratta palesemente

non depone a favore di qualsiasi coinvolgimento di IM 2 nell’affare di __________,

ciò che non fanno nemmeno i successivi infruttuosi tentativi di recuperare il

veicolo. Vero è che IM 2 e __________ non hanno subito denunciato il furto del

veicolo alla Polizia, ma __________ aveva promesso di restituire l’auto il

lunedì successivo, lasciando anche la propria Citroën a loro disposizione. __________,

peraltro, non voleva ulteriormente esporsi con l’amico __________, per il

timore di mandare all’aria l’acquisto delle quote del __________, a cui lei

teneva molto. Dell’imbarazzo della donna si trova traccia nei contatti

telefonici intercorsi tra quest’ultima e IM 2, dai quali emerge che la medesima

non sapeva come informare __________ della circostanza. È quindi in questo

contesto che IM 2 e __________ hanno avuto la strampalata idea di offrire del

denaro a __________ per riavere la macchina, pagando CHF 25'000.00. È quindi

ovvio, a questo punto, che quest’ultimo abbia iniziato a richiedere sempre più

denaro. La difesa rileva inoltre che dai messaggi intercorsi tra __________ e IM

2.

emerge che quest’ultimo implorava __________ di restituirgli la macchina,

essendo a sua volta vittima dell’uomo. IM 2 ha offerto sempre più soldi

unicamente per portare __________ a trattative e riavere l’automobile.

Oltre a ciò, il 4 settembre 2015 __________ ha inviato un

messaggio a IM 2 dicendogli di avere un uomo, che avrebbe riconosciuto essendo

“black”, bloccato a __________, chiedendogli di portarlo con lui a __________.

A parte questo messaggio, non vi è alcun contatto che faccia riferimento al 3

settembre 2015. Vi è poi da chiedersi quale sia il senso di informare il

complice che a __________ c’è un uomo bloccato. Questo messaggio inviato da __________

a IM 2 è stato inviato qualche minuto dopo che IM 2 aveva annunciato che

sarebbe andato a __________ alle 12:00, per recuperare la vettura. Se IM 2

fosse stato davvero coinvolto, non vi era certo la necessità di chiedere

notizie di IM 1, IM 2 ne sarebbe stato al corrente siccome ne aveva riferito

anche la stampa già il 3 settembre 2015 stesso. Chiunque avrebbe potuto

rispondere al messaggio di __________ ed egli non aveva altro motivo per

rivolgersi al IM 2 se non che lo conosce e che il medesimo si trovava in Ticino.

Se IM 2 fosse in qualche modo coinvolto in quanto orchestrato da __________,

non è concepibile che egli non conoscesse neppure l’équipe di cui ha parlato IM

1.

e neppure il colore della sua pelle.

Le telefonate non sono da interpretare come un linguaggio in

codice, ma __________ e IM 2 erano solamente preoccupati di non fare sapere a __________

che era stata loro sottratta la macchina, ciò che avrebbe potuto far saltare

tutto l’affare relativo al __________. Se IM 2 fosse stato coinvolto nei fatti relativi

a ACPR 1, inoltre, non si spiega per quale motivo avrebbe dovuto cercare in

tutti i modi di rientrare in possesso di un veicolo con cui era stato commesso

il reato e perché si sarebbe dovuto recare in due occasioni a __________, dopo

i fatti, per poi rientrare in Svizzera. Se avesse avuto qualcosa da nascondere,

non sarebbe certo tornato, essendo lui cittadino francese, ma sarebbe rimasto a

__________, non estradabile. Inoltre, se fosse coinvolto, non sarebbe stato

così sciocco da mettersi alla guida della Citroën per andare fino in Francia a

riprendersi il veicolo utilizzato dagli autori dell’estorsione. Ciò dimostra la

sua totale estraneità ai fatti del 3 settembre 2015. Non vi è alcuna prova per

un suo coinvolgimento. Anche il fatto che la mattina del 3 settembre 2015 abbia

accompagnato __________ fino a __________, non costituisce una prova in tal

senso, posto anche che IM 2 non era neppure a conoscenza del fatto che a __________

risiedesse il fratello di ACPR 1. Non si vede poi perché __________ avrebbe

dovuto portarsi IM 1 da __________, facendogli fare un lungo viaggio, se per la

traduzione poteva avere IM 2, il quale si trovava già in Ticino. Oltre a ciò,

qualche ora più tardi, a presentarsi al domicilio di ACPR 1, non c’è IM 2.

Inoltre, __________ e compagnia non avevano certo bisogno dell’Audi A6 per non

dare nell’occhio e camuffarsi, ma in questo caso avrebbero preso una macchina

per cui non era così semplice risalire al proprietario tramite la targa. Anche

i fatti posteriori, a mente della difesa, dimostrano che IM 2 non c’entra nulla

con tentata estorsione. Il 10 settembre 2015 ACPR 1 ha infatti ricevuto una

telefonata da un sedicente cittadino __________, il quale gli intimava di

pagare 2 milioni, affermando che altrimenti vi sarebbero stati dei problemi. Il

suo recapito ha pure ricevuto una serie di telefonate da __________ e non da IM

2.

__________ non solo ha tentato di contattare la sua vittima, ma ha anche

cercato di mettersi in contatto con __________ e IM 2, altre sue vittime, per

portare a termine il tentativo di estorsione nei loro confronti.

In conclusione, la difesa rileva che non vi è prova agli atti di

una partecipazione di IM 2 al tentativo di estorsione del 3 settembre 2015 ai

danni di ACPR 1. È accertato che IM 2 non ha guadagnato nulla da questo affare.

L’unico e solo elemento che potrebbe collegare IM 2 ai fatti del 3 settembre

2015.

rimane esclusivamente l’Audi A6 e non si può ritenere tale contributo

determinante e causale alla commissione dell’infrazione. Il tentativo di estorsione

si sarebbe potuto consumare anche senza l’Audi A6.

In tali circostanze, richiamato il principio in dubio pro reo, IM

2.

non può che venire prosciolto dalle imputazioni di cui ai punti A e B dell’atto

d’accusa.

Per quanto attiene al soggiorno illegale, rileva che IM 2 è un

cittadino francese a beneficio degli accordi bilaterali e non necessita di

particolari documenti, oltre al passaporto, per circolare in Svizzera. L’art. 9

OASA (soggiorno senza autorizzazione) prevede che per un soggiorno non superiore

a 3 mesi senza attività lucrativa lo straniero non necessita né di un permesso

né di notificarsi. La figlia di __________ ha riferito che IM 2 si recava in

Ticino in modo irregolare, avendo egli un’attività calcistica _______. __________

stessa ha riferito che egli era residente presso di lei in maniera stabile solo

nel corso degli ultimi 2/3 mesi prima del suo arresto. La sua presenza in

Ticino non era quindi fissa e non vi è nulla che provi che IM 2 abbia

soggiornato in Svizzera per un periodo superiore ai 3 mesi, anzi le

dichiarazioni di __________ e IM 2 permettono di considerare provato proprio il

contrario. Non vi è quindi spazio neppure per l’applicazione dell’art. 120

LStr, motivo per cui l’imputato deve essere prosciolto anche da questa imputazione.

Per concludere la difesa chiede il proscioglimento di IM 2 da

tutte le imputazioni di cui all’atto d’accusa e l’accoglimento dell’istanza di

indennizzo.

Preso atto che le parti non hanno

richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui

sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 22, 40, 42, 43,

44, 47, 49, 51, 69, 180, 181, 183 cifra 1 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

IM 1 è autore colpevole di:

1.1

tentata coazione

per avere,

il 3 settembre 2015, a __________,

usando violenza o minaccia di un grave danno contro una persona o

intralciando in altro modo la libertà di agire di lei, costretto a fare,

omettere o tollerare un atto,

e meglio per essersi recato, unitamente ai correi __________, __________

e __________, presso l’abitazione di ACPR 1 a __________ a bordo di un Audi A6

targata __________, rimanendo __________ all’interno del veicolo, rimanendo __________

di guardia alla porta-finestra e penetrando IM 1 e __________ all’interno

dell’abitazione, dopo avere mostrato a ACPR 1 la copia di un contratto relativo

ad un ingente investimento immobiliare effettivamente da lui stipulato, in

particolare IM 1 proferito all’indirizzo di ACPR 1 gravi minacce per la sua

vita ed incolumità fisica, onde indurlo a “tirar fuori i soldi”,

costringendo poi ACPR 1 a recarsi in banca a __________ con il suo veicolo

privato per recuperare del denaro, accompagnato da IM 1 in veste di passeggero,

mentre gli altri seguivano con l’autoveicolo Audi A6, venendo poi IM 1 fermato

dalla Polizia mentre si trovava sull’auto di ACPR 1;

1.2

sequestro di persona e

rapimento

per avere,

il 3 settembre 2015, in correità con __________, __________ e __________,

indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua libertà ACPR 1, dapprima

presso il suo domicilio privato di __________, indi durante il tragitto in

automobile verso la banca di __________, al fine di portare a compimento l’atto

estorsivo di cui al punto 1 del presente dispositivo;

1.3

minaccia

per avere,

il 3 settembre 2015, durante il tragitto in automobile dal suo

domicilio privato di __________ verso la banca di __________, pronunciando al

suo indirizzo la grave minaccia “…chi ha avvisato la polizia non è più al

mondo per raccontarlo…”, incusso spavento e timore a ACPR 1;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa.

2.

IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di minaccia di cui al punto C.4 dell’atto d’accusa

limitatamente all’aver pronunciato all’indirizzo di ACPR 1 la frase “…finire

nel lago…”.

3.

IM 2 è prosciolto dalle

imputazioni di tentata estorsione/tentata coazione (punto A.1 dell’atto

d’accusa), sequestro di persona e rapimento (punto A.2 dell’atto d’accusa),

complicità in tentata estorsione e sequestro di persona e rapimento (punto B.3

dell’atto d’accusa) e contravvenzione alla LF sugli stranieri (punto D.5

dell’atto d’accusa).

4.

Di conseguenza,

IM 1

è condannato

4.1

alla pena detentiva di 2

(due) anni,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

4.2

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa in ragione di 12 (dodici) mesi, con un periodo di prova di

anni 2 (due). Per il resto è da espiare.

5.

È ordinata la scarcerazione

di IM 2.

6.

L’istanza di indennizzo e

riparazione del torto morale ex art. 429 CPP del 27 giugno 2016 di IM 2 è parzialmente

accolta.

6.1

Di conseguenza, lo Stato del

Cantone Ticino è astretto al pagamento a favore di IM 2 di CHF 29'148.85 a

titolo di risarcimento delle spese di patrocinio, e CHF 55'800.00 oltre interessi

al 5% dal giorno successivo alla data della scarcerazione alla data della

crescita in giudicato della sentenza di indennizzo a titolo di indennità per

torto morale.

7.

È ordinato il dissequestro

a favore di IM 2 dell’iPhone 6 plus e della carta SIM Swisscom.

8.

È ordinato il dissequestro

a favore di IM 1 del cellulare Samsung, della carta SIM e delle 3 chiavi, previa

cancellazione delle memorie di carta SIM e telefono, i cui costi sono da

anticipare dall’imputato.

9.

La tassa di giustizia di CHF

1’500.00 e le spese procedurali sono a carico di IM 1 in ragione di 1/2 (un

mezzo). Per il restante 1/2 (un mezzo) sono a carico dello Stato.

10.

Le spese per la difesa

d’ufficio di IM 1 sono sostenute dallo Stato.

10.1

La nota professionale dell’avv.

DUF 1 è approvata per:

onorario CHF 17'964.00

spese CHF 379.20

totale CHF 18'343.20

10.2

Il condannato IM 1 è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di CHF 18’343.20 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 1'500.--

Inchiesta

preliminare fr. 22'650.--

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 268.90

fr. 24'418.90

============

Distinta spese a

carico di IM 1 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 750.--

Inchiesta preliminare fr. 11'325.--

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 134.45

fr. 12'209.45

============

Il rimanente è a carico dello Stato.

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della Popolazione,

ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera