72.2017.139
Truffa qualificata, ripetuta e in parte tentata; truffa semplice, tentata; falsità in documenti ripetuta; cattiva gestione ripetuta; denuncia mendace; sottrazione di cose requisite o sequestrate; furt
21 dicembre 2017Italiano121 min
Source ti.ch
Incarto
n.
72.2017.139
Lugano,
21 dicembre 2017/sg
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Mauro
Ermani, Presidente
GI 1, giudice
a latere
GI 2, giudice
a latere
Veronica
Lipari, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatori privati:
ACPR 1
ACPR 2
ACPR 3
patrocinato dall’avv. RAAP 1
ACPR 4
ACPR 5
ACPR 6
ACPR 7
patrocinato dall’avv. RAAP 4
ACPR 8
ACPR 9
ACPR 10
ACPR 11
ACPR 12
ACPR 13
ACPR 14
patrocinata dall’avv. RAAP 2
ACPR 15
ACPR 16
ACPR 17
ACPR 18
ACPR 19
ACPR 20
contro
IM 1
rappresentato dall’avv. DUF 1
in carcerazione preventiva dal 19 ottobre 2016 (294
giorni), in carcerazione di sicurezza dall’8 agosto 2017,
in anticipata espiazione di pena dal 10 ottobre 2017;
IM 2
rappresentato dall’avv. DUF 2
in carcerazione preventiva dal 28.6.2017 al 1.7.2017 (4
giorni);
imputati, a
norma dell’atto d’accusa nr. 117/2018 dell’8.8.2017 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di
IM 1
1. ripetuta
truffa, consumata e tentata
qualificata
siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le
ragioni sociali __________ in liquidazione e __________ in liquidazione per
assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito,
e meglio per avere
nel periodo febbraio 2015 – ottobre 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre località in Svizzera e all’estero,
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto,
agendo in parte in correità con IM 2,
nonché in parte in correità con __________, __________,
__________, __________ e __________ (contro i quali si procede separatamente),
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone
subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti
pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,
e meglio per avere
agendo sotto il paravento delle società __________ e
__________, appositamente acquistate da IM 1 e IM 2 la prima e da IM 1, IM 2 e __________
la seconda, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false
generalità, segnatamente quelle di __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________ e __________ acquistato o
tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando
l’acquisto a nome della __________ prima e
della __________ poi, sia per telefono che via e-mail o online,
sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi,
o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false
generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio
di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce
ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano mezzi propri per
effettuare tali pagamenti e che le stesse avrebbero avuto breve durata e
sarebbero state abbandonate non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque
prima che la loro insolvenza potesse essere rilevata da terzi,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a
consegnare merce a credito per almeno CHF 453'936.90, rispettivamente
tentando di indurle a consegnare merce a credito per almeno CHF 63'411.10,
merce in parte recuperata ed in parte restituita ai
fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti
ignoti,
e meglio, per avere:
1.1. nel
corso del 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________ e __________, nonché in altre imprecisate località in
Svizzera e all’estero,
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto,
agendo in parte in correità con IM 2,
nonché in parte in correità con __________ (contro
il quale si procede separatamente),
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone
subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti
pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte, e meglio per avere
agendo sotto il paravento della società __________,
appositamente acquistata da IM 1 e IM 2, nonché presentandosi nell’ambito delle
trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________,
acquistato o tentato di acquistare a credito merce
varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail ed
online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti
falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante
false generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio
di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce
ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per
effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbero avuto breve durata e
sarebbe stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque
prima che la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a
consegnare merce a credito per almeno CHF 295'786.30, rispettivamente
tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno
CHF 48'126.30,
merce in parte recuperata ed in parte restituita ai
fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti
ignoti,
1.1.1. nel maggio 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con una o più persone non meglio
identificate,
ripetutamente ingannato gli organi e/o collaboratori
della ACPR 2, inoltrando per il tramite della ACPR 6, rivenditore di veicoli,
due richieste di concessione di un finanziamento a favore della società __________,
una per l’acquisto dell’autovettura Volkswagen Golf A7, no. matricola
318.862.606 e una per l’acquisto dell’autovettura Nissan Juke, no. matricola
323.627.125,
presentandosi in compagnia di una terza persona,
rimasta ignota, la quale si è identificata, contrariamente al vero, quale socia
e gerente della società, scegliendo l’imputato il tipo di veicolo e trattando
le condizioni d’acquisto,
sottoscrivendo, ovvero facendo sottoscrivere, in
data 12.06.2015 il contratto di leasing, falsificando o facendo falsificare la
firma della socia e gerente della società,
permettendo, in tal modo, alla __________ di
ottenere i suddetti veicoli, inducendo la società finanziatrice a finanziare
l’acquisto per complessivi CHF 50'482.20,
sottacendo che la __________ aveva già la pregressa
intenzione di non far fronte agli impegni finanziari intrapresi, considerato
che unicamente la prima rata leasing è stata pagata alla consegna e che lo
scoperto nei confronti della ACPR 2, ammonta a tutt’oggi a CHF 48'433.30,
ritenuto che la vettura Volkswagen Golf A7 è stata
nel frattempo ritrovata in Spagna e recuperata dalla ACPR 2, e rivenduta al
prezzo di CHF 10'000.00,
mentre la vettura Nissan Juke non è stata al momento
recuperata;
1.1.2. nel maggio 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,
concluso, in almeno 7 circostanze, contratti di
abbonamenti telefonici con la società ACPR 17 a nome della società __________,
sottoscrivendo il relativo contratto in almeno 5 occasioni, producendo una
delega falsa, da lui precedentemente allestita apponendo la firma di ACPR 4,
socia e gerente della società,
già sapendo ab initio che non avrebbe fatto
fronte agli addebiti, usufruendo dei servizi della società ACPR 17 senza alcuna
controprestazione e acquisendo nel contempo gratuitamente 6 telefoni cellulari
marca IPhone, da lui poi rivenduti a terze persone per un importo complessivo
non meglio quantificato, accumulando uno scoperto nei confronti della società ACPR
17 di complessivi CHF 20'769.85;
1.1.3. nel giugno 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località in Svizzera e in Italia,
allestendo una falsa richiesta datata 25 giugno
2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4,
falsificando la firma di quest’ultima,
ottenuto delle tessere della società ACPR 16,
impiegate per rifornimenti di carburante per un valore complessivo di CHF
6'132.80, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
1.1.4 nel periodo
giugno i– luglio 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando in almeno un’occasione il falso
nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società __________, __________,
numerosi pneumatici di diversa grandezza, per un importo complessivo di CHF
41'403.95, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
1.1.5. nel periodo
giugno – luglio 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando in alcuni casi il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 14, diversi pneumatici per un valore
complessivo di CHF 17'884.80, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe
rimasta insoluta,
ritenuto come parte della merce, e meglio 2 (due)
pneumatici da camion, sono stati recuperati presso l’abitazione di IM 1 in
Italia ed è stata ordinata la restituzione al danneggiato;
1.1.6. nel periodo
giugno - agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando i falsi nominativi di __________, __________
e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 20, diverso
materiale per un importo complessivo di CHF 83'508.95, sottacendo il
fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,
considerato che in data 13 giugno 2015 IM 2 ha
consegnato ad un dipendente della ACPR 20 un importo di CHF 2'000.00 a seguito
della richiesta di acconto, essendo la __________ una nuova cliente,
rispettivamente in data 19 giugno 2015 è stata emessa una nota di credito di
CHF 2'806.90 per della merce ritornata alla ACPR 20;
1.1.7. nel periodo
giugno – agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________
ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2,
allestendo una falsa richiesta datata 25 giugno
2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4,
falsificando la firma di quest’ultima,
ottenuto due tessere della __________ utilizzate per
rifornimenti di carburante e acquisti vari per un valore complessivo di CHF
16'465.15 (di cui CHF 23.75 per spese di richiamo), sottacendo il fatto che
le fatture sarebbero rimaste insolute;
1.1.8. a far tempo da
luglio 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2,
allestendo una falsa richiesta datata 7 luglio 2015,
millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando
la firma di quest’ultima,
ottenuto tre tessere __________ per aziende dalla
società __________, impiegate per rifornimenti di carburante per un valore
complessivo di CHF 9'851.05, sottacendo il fatto che le fatture
sarebbero rimaste insolute,
1.1.9 nel periodo
luglio – agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 10,
materiale per un importo complessivo di CHF 3'917.40, sottacendo
il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,
nonché tentato di acquistare a credito materiale per
un importo complessivo di CHF 45'319.40, non riuscendo nell’impresa in
quanto si trattava di un importo troppo elevato per la prima comanda di un nuovo
cliente;
1.1.10. nel periodo
luglio – agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con __________ (contro il quale si
procede separatamente),
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società __________,
diverso materiale per un importo complessivo di CHF 11'105.65,
sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
1.1.11. nel periodo
giugno – settembre 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località
in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2,
allestendo una falsa richiesta datata 23 giugno
2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4,
falsificando la firma di quest’ultima
ottenuto due tessere della ACPR 11, impiegate per
rifornimenti di carburante e altri acquisti per un valore complessivo di CHF
4'808.75, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
1.1.12. nel periodo
luglio – settembre 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società __________,
218.24 tonnellate di blocchetti “quaderstein” (blocchi di sasso) per un valore
complessivo di CHF 30'822.10, sottacendo il fatto che le fatture
sarebbero rimaste insolute;
1.1.13. a far tempo dal
mese di agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con __________,
utilizzando il falso nome __________, acquistato a
credito dalla società __________, un centrafari con visore laser e puntamento
laser, per la somma di CHF 682.55, sottacendo che la fattura sarebbe
rimasta insoluta;
1.2. nel corso del 2016,
__________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________ e __________, nonché in altre località in Svizzera e
all’estero,
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto,
agendo in parte in correità con IM 2
nonché in parte con __________, __________, __________,
__________ (contro i quali si procede separatamente),
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone
subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti
pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,
e meglio per avere
agendo sotto il paravento della società __________,
appositamente acquistata da IM 1, IM 2 e __________, nonché presentandosi
nell’ambito delle trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________,
__________, __________, __________, __________ e __________,
acquistato o tentato di acquistare a credito merce
varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail o
online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti
falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante
false generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio
di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce
ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per
effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbe avuto breve durata e sarebbe
stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che
la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a
consegnare merce a credito per almeno CHF 158'150.60, rispettivamente
tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno
CHF 15'284.80,
merce in parte recuperata ed in parte restituita ai
fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi ignoti,
e meglio per avere
1.2.1. nel periodo
febbraio – aprile 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 15, un verricello Perzel FSW 85H 8,5 T,
comprendente di accessori, per la somma di CHF 9'700.00,
sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta;
1.2.2. nel marzo 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 2 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 19, una cisterna (uni-tank 1000 l) e un
muletto elettrico Handgeführter hochebender Wagen, per complessivi CHF
9'223.20, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,
ritenuto come parte della merce, e meglio la
cisterna, è stata recuperata presso l’abitazione di IM 1 in Italia ed è stata
ordinata la restituzione al danneggiato;
1.2.3. nel periodo
marzo – aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 9, diverso materiale per la somma
complessiva di CHF 2'686.55, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe
rimasta insoluta,
nonché tentando di acquistare ulteriore merce a
credito per la somma complessiva di CHF 1'490.40, ritenuto inoltre come
un’ulteriore ordinazione del 2 aprile 2016, per un importo non meglio
quantificato, effettuata direttamente presso la sede non si è concretizzata, in
quanto la parte danneggiata ha richiesto il pagamento delle forniture
precedenti prima di procedere alla consegna dell’oggetto;
1.2.4. nel periodo
marzo – aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________, __________
ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
utilizzando i falsi nominativi di __________, __________
e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 1, diverso materiale per
la somma complessiva di CHF 13'510.50, sottacendo il fatto che le
fatture sarebbero rimaste insolute,
ritenuto come parte della merce, e meglio una
idropulitrice HDS 7/16C e una fresaneve ST268EPT HUSQVARNA CV.9, è stata
recuperata presso un magazzino in uso a __________ ed è stata proposta la
restituzione al danneggiato;
1.2.5. nel periodo
marzo – aprile 2016,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera
ed in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando il falso nominativo di __________,
ottenuto, consegnando falsa documentazione,
segnatamente un estratto dell’ufficio esecuzioni relativo alla società __________
falso, due carte carburante della ACPR 8, utilizzate per rifornimenti di
carburante per un valore complessivo di CHF 23'667.65, sottacendo il
fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
1.2.6. nel periodo
marzo – aprile 2016,
ad __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 5,
materiale, segnatamente quantitativi di olio e grassi, per la somma complessiva
di CHF 21'529.85, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste
insolute,
ritenuto come parte della merce, e meglio un bidone
da 180 kg di olio BISON ADC-X SAE 10W-40, un bidone da 180 kg di olio GEAR
UNIVERSAL SAE 80W-90, due fusti da 60 litri Antigelo G30, un fusto da 60 litri
Antigelo 30, un fusto da 60 litri olio idraulico Biosynt ISO VG46 e un fusto da
60 litri olio cambio Elephant gear 75/90, è stata recuperata presso IM 2 e
restituita al danneggiato;
1.2.7. nel mese di
aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società __________,
materiale per la somma complessiva di CHF 3'057.90, sottacendo il fatto
che la fattura sarebbe rimasta insoluta;
1.2.8. nel periodo
aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 13, diverso materiale per la somma
complessiva di CHF 1'317.60, sottacendo il fatto che le fatture
sarebbero rimaste insolute,
nonché tentando di acquistare ulteriore merce a
credito per la somma complessiva di CHF 13'794.40;
1.2.9. nel periodo
aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con __________ (contro il quale si
procede separatamente),
utilizzando il falso nominativo di __________,
fatto credere, contrariamente al vero, che la
società __________ necessitava con urgenza di personale da impiegare,
proponendo alla società di collocamento ACPR 18, la persona del suo conoscente __________,
inducendo in tal modo la conclusione di un contratto di lavoro tra quest’ultimo
e la società di collocamento, presentando di seguito i conteggi/bollettini
delle ore lavorative svolte, in realtà mai effettuate, permettendo a __________
di percepire dalla società di collocamento lo stipendio, omettendo in seguito,
come pianificato dall’inizio, di pagare a quest’ultima le relative fatture per
la fornitura del personale a prestito, per complessivi CHF 6'476.20;
1.2.10. nel periodo
aprile – maggio 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 12, diverso materiale per la somma
complessiva di CHF 1'442.05, sottacendo il fatto che le fatture
sarebbero rimaste insolute;
1.2.11. nel periodo
aprile – maggio 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con __________ (contro la quale si
procede separatamente),
utilizzando il falso nominativo di __________,
fatto credere, contrariamente al vero, che la
società __________ necessitava con urgenza di personale da impiegare,
proponendo alla società di collocamento __________ la persona della sua
conoscente __________, inducendo in tal modo la conclusione di un contratto di
lavoro tra quest’ultima e la società di collocamento, presentando di seguito i
conteggi/bollettini delle ore lavorative svolte, in realtà mai effettuate,
permettendo ad __________ di percepire dalla società di collocamento lo
stipendio, omettendo in seguito, come pianificato dall’inizio, di pagare a
quest’ultima le relative fatture per la fornitura del personale a prestito, per
complessivi CHF 1'237.15;
1.2.12. nel periodo
aprile – maggio 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con __________ (contro il quale si
procede separatamente),
utilizzando il falso nominativo di __________,
fatto credere, contrariamente al vero, che la società
__________ necessitava con urgenza di personale da impiegare, proponendo alla
società di collocamento __________, la persona del suo conoscente __________,
inducendo in tal modo la conclusione di un contratto di lavoro tra quest’ultimo
e la società di collocamento, presentando di seguito i conteggi/bollettini
delle ore lavorative svolte, in realtà mai effettuate, permettendo a __________
di percepire dalla società di collocamento lo stipendio, omettendo in seguito,
come pianificato dall’inizio, di pagare a quest’ultima le relative fatture per
la fornitura del personale a prestito, per complessivi CHF 5'700.90;
1.2.13. nel periodo
aprile – ottobre 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 2 e __________,
utilizzando il falso nome di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 7,
materiale, segnatamente sassi da muro, per la somma complessiva di CHF
58'324.15, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,
ritenuto come parte della merce, e meglio circa 25
tonnellate, sono state recuperate e restituite da IM 2 su richiesta della ACPR
7 a seguito delle fatture scoperte,
mentre parte della stessa (in ragione di circa 300
tonnellate) è stata rivenduta da IM 2 alla società __________, nel periodo
agosto 2016 – dicembre 2016, contro pagamento di un importo complessivo di
almeno CHF 32'555.28;
1.2.14. nel periodo
maggio 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
utilizzando il falso nome di __________,
acquistato a credito dalla società __________,
materiale per la somma complessiva di CHF 276.90, sottacendo il fatto
che la fattura sarebbe rimasta insoluta,
ritenuto come la merce non ha potuto essere
consegnata all’indirizzo della società, essendovi unicamente una casella
postale, e nessuno ha provveduto al ritiro della stessa, che quindi è stata
ritornata alla venditrice;
2. ripetuta
truffa, tentata
per avere,
nel periodo marzo – aprile 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________Viconago
ed in altre imprecisate località,
in correità con IM 2,
alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito
profitto,
ripetutamente tentato di ingannare con astuzia
organi e/o collaboratori di varie compagnie di finanziamento, affermando cose
false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore,
inoltrando a nome della società __________ delle richieste volte ad ottenere
l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di un camion, allegando alle
stesse falsa documentazione (falsi contratti di lavoro, falsa valutazione
dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta formare,
sottacendo, contrariamente al contenuto del
contratto stipulato, che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato,
considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata
smontata e sostituita con una di valore nettamente inferiore,
tentando di indurli in tal modo a finanziare
l’acquisto,
tentando quindi di danneggiare in tal modo il
patrimonio degli istituti di finanziamento, rispettivamente tentando di mettere
così in pericolo, perlomeno temporaneo, tale patrimonio, considerato che questi
ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa
CHF 225'000.00, ignari del fatto che la loro valutazione sarebbe stata
fondata su dati non corretti,
e meglio per avere,
2.1. nel corso del
mese di marzo 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località,
in correità con IM 2,
inoltrato alla società __________, una richiesta di
concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del
trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM
2), sottoscrivendo, falsificando la firma di ACPR 4, la richiesta di
finanziamento,
sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su
dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato
aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti
da utilizzare per spese personali,
ritenuto che il finanziamento non è stato concesso,
non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa
inattiva da diverso tempo;
2.2. nel periodo
marzo/aprile 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località,
in correità con IM 2,
inoltrato alla società __________ una richiesta di
concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del
trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM
2),
sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su
dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato
aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti
da utilizzare per spese personali,
ritenuto che il finanziamento non è stato concesso,
non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa
inattiva da diverso tempo;
3. ripetuta
bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento
per avere,
nel periodo maggio 2015 – fine 2016,
a __________, __________ ed in altre località del
Cantone Ticino,
in correità con IM 2,
nella loro veste di organi di fatto delle società __________
e __________, ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei creditori,
l’attivo delle società, distraendo valori patrimoniali di spettanza delle
stesse,
e meglio per avere,
3.1. nel periodo
maggio 2015 – settembre 2015,
a __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 2,
nella loro veste di organi di fatto della società __________,
distratto beni provento dell’attività sociale e
pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non
meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di
materiale ordinato a nome della società,
diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei
creditori,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal 9 marzo 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del 8 marzo 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per
un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data 16 agosto 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare
il loro credito nella procedura di liquidazione;
3.2. nel periodo
marzo 2016 – fine 2016,
ad __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 2,
nella loro veste di organi di fatto della società __________,
distratto beni provento dell’attività sociale e
pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non
meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di
materiale ordinato a nome della società,
diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei
creditori,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso
per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il
loro credito nella procedura di liquidazione;
ALTERNATIVAMENTE
3. ripetuta
cattiva gestione
per avere,
nel periodo maggio 2015 – fine 2016,
a __________, __________ ed in altre località del
Ticino,
in correità con IM 2,
nella loro qualità di organi di fatto delle società,
a causa di cattiva gestione, in particolare a causa
di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente di una grave
negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,
cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento,
rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza
delle società __________, con sede a __________ e __________, con sede ad __________,
poi dichiarate fallite,
e meglio per avere,
3.1. nel periodo
maggio 2015 – settembre 2015,
a __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 2,
nella loro qualità di organi di fatto delle società __________,
omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un
sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività
sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo
non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei
alla società,
cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo
indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa
situazione,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso
per un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data __________ 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare
il loro credito nella procedura di liquidazione;
3.2. nel periodo
marzo 2016 – fine 2016,
ad __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 2,
nella loro qualità di organi di fatto della società __________,
omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un
sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività
sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo
non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei
alla società,
cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo
indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa
situazione,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso
per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il
loro credito nella procedura di liquidazione;
4. falsità in
documenti
per avere
nel periodo marzo 2015 – aprile 2016,
a __________, __________, __________, __________, __________
ed in altre imprecisate località,
agendo in parte in correità con IM 2,
nonché in parte in correità con __________, __________,
__________, __________ (contro i quali si procede separatamente),
alfine di nuocere al patrimonio altrui e di
procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero per perfezionare
l’inganno astuto di cui sub 1 e 2,
formato documenti falsi e attestato in documenti,
contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì
uso a scopo d’inganno,
e meglio per avere,
4.1. nel mese di
marzo 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
in correità con IM 2 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto
di padroncino per __________” datato 31 marzo 2015, attestante un’attività
lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2, facendone poi uso a
scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento alle società di
finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________ a
garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella
Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 2;
4.2. nel periodo marzo
- aprile 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
in correità con IM 2 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto
di collaborazione come padroncino con autoarticolato” datato 4 aprile 2015,
attestante un’attività lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2,
facendone poi uso a scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento
alle società di finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________
a garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella
Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 2;
4.3. nel periodo
marzo – aprile 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2,
allestito a nome __________ una richiesta di
finanziamento indirizzata alla __________, per l’acquisto del trattore a sella
Renualt Magnum, di proprietà di IM 2, falsificando o facendo falsificare la
firma della gerente della società e meglio di ACPR 4;
4.4. nel corso del
mese di maggio 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
allestito una falsa delega, datata 7 maggio 2015, a
suo favore, falsificando la firma di ACPR 4, gerente della __________,
facendo uso a scopo d’inganno di tale documento,
utilizzandolo per sottoscrivere degli abbonamenti telefonici con la compagnia
telefonica ACPR 17 a nome della __________, ottenendo in tal modo degli
apparecchi telefonici gratuiti, da lui poi rivenduti, perpetrando le truffe di
cui al punto sub. 1.1.2;
4.5. nel giugno
2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
sottoscritto o fatto sottoscrivere il contratto di
leasing C, il verbale di consegna e il documento “determinazione dell’avente
diritto economico”, datati 12 giugno 2015, concernenti il veicolo VW Golf 1.4
TFSI DSG, no. matricola 318.862.606, falsificando la firma di ACPR 4;
4.6. nel giugno 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
sottoscritto o fatto sottoscrivere il contratto di
leasing C, il verbale di consegna e il documento “determinazione dell’avente
diritto economico”, datati 12 giugno 2015, concernenti il veicolo Nissan Juke,
no. matricola 323.627.125, falsificando la firma di ACPR 4;
4.7. nel giugno
2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
allestito in data 25 giugno 2015 il “modulo di
richiesta della carta per aziende e flotte aziendali” della ACPR 16,
falsificando la firma di ACPR 4 e fatto uso, a scopo d’inganno, di tale
documento, trasmettendolo alla ACPR 16, permettendogli di ottenere in tal modo
3 carte utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.3.;
4.8. nel giugno
2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2,
sottoscritto il formulario “domanda di carte per
ditte” indirizzato alla __________, datato 23 giugno 2015, facendo credere
che lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificando
la firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________,
permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di
carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.7.;
4.9. nel luglio
2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2,
sottoscritto il modulo “richiesta per aziende”
indirizzato alla __________, __________, datato 7 luglio 2015, falsificando la
firma di ACPR 4, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________,
permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere __________ per il rifornimento
di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.8.;
4.10. nel giugno 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2,
sottoscritto il formulario “domanda di carte per
ditte” indirizzato alla ACPR 11, datato 23 giugno 2015, facendo credere che lo
stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificandone la
firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla ACPR 11,
permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di
carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.11;
4.11. nel corso del
mese di agosto 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2,
allestito un falso contratto di vendita datato 8
maggio 2015, dal quale risultava, contrariamente al vero, che IM 1 aveva
venduto la società __________ a __________, __________ e __________, persone
inesistenti, mentre in realtà la società continuava ad essere utilizzata da lui
e IM 2,
facendo uso a scopo d’inganno di tale documento,
trasmettendolo o facendolo trasmettere alla società ACPR 2, alfine di far
credere che i contratti leasing erano stati stipulati da queste persone e che
pertanto erano le stesse in arretrato con i pagamenti delle relative rate,
rispettivamente tramettendolo o facendolo trasmettere all’Ufficio esecuzioni
alfine di dimostrare che la società non era più a loro riconducibile;
4.12. nel corso del
mese di marzo 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
sottoscritto il modulo “richiesta tessera a credito”
indirizzato alla ACPR 1, datato 3 marzo 2016, falsificando la firma
dell’amministratore unico, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo
alla ACPR 1, permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere per acquisti a
credito a nome della società, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al
punto 1.2.4.;
4.13. nel corso del
mese di marzo 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 2,
allestito o fatto allestire l’estratto dell’Ufficio
delle esecuzioni della società __________, che attestava, contrariamente al
vero, che la società non aveva esecuzioni in corso,
facendone poi uso, a scopo d’inganno, consegnandolo
o facendolo consegnare alla società ACPR 8, permettendogli in tal modo di
ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per
commettere le truffe di cui al punto 1.2.5.;
4.14. nel corso del
mese di aprile 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con __________ (contro il quale si
procede separatamente),
falsificato la firma dell’avente diritto della
società __________ apponendola sul contratto di fornitura di personale a
prestito datato 8 aprile 2016 stipulato con la ACPR 18,
documento poi inviato, a scopo d’inganno, alla
società di collocamento al fine di ottenere il versamento dello stipendio a
favore di __________ e quindi utilizzato per commettere le truffe di cui al
punto 1.2.9.;
5. denuncia
mendace
per avere,
nel corso del mese di novembre 2016,
a __________ e a __________,
in uno scritto indirizzato ad un Procuratore
Pubblico e successivamente a margine di un verbale d’interrogatorio in Polizia,
alla presenza del suo difensore, denunciato all’autorità come colpevole di un
crimine o di un delitto una persona che egli sa innocente, per provocare contro
di essa un procedimento penale,
e meglio per avere denunciato falsamente l’ispettore
__________, ACPR 3, benché lo sapesse innocente, per provocare contro di esso
un procedimento penale, dichiarando, contrariamente al vero, che lo stesso gli
aveva chiesto, per il tramite di __________, il versamento direttamente a lui
di un importo a contanti di CHF 10'000.00 allo scopo di archiviare il
procedimento penale avviato nei suoi confronti, rispettivamente per coprire i
costi dell’inchiesta;
6. sottrazione
di cose requisite o sequestrate
per avere,
a __________,
in circostanze di tempo non meglio precisate, ma
verosimilmente nel corso del mese di agosto 2012,
sottratto cose sequestrate dall’Autorità,
e meglio per avere
sottratto la pala gommata LIEBHERR L506, colore
bianco, no. matricola 916.014.168, no. di telaio 371344, oggetto di sequestro
nell’ambito del verbale d’interrogatorio di __________ di data 19 agosto 2009
(INC.2009.3846), oggetto che sapeva essere sotto sequestro da parte dell’autorità,
considerato che ne era stato reso edotto nell’ambito di un verbale
d’interrogatorio a cui era stato sottoposto e meglio nel corso del suo verbale
d’interrogatorio del 23 febbraio 2012 nell’ambito dell’INC.2009.3846,
considerato che egli ha poi proceduto a vendere il
suddetto veicolo a tale __________ in data 31 agosto 2012;
SUBORDINATAMENTE
6. furto
per avere,
in circostanze di tempo non meglio precisate, ma
verosimilmente nel corso del mese di agosto 2012,
a __________
a scopo di procacciarsi un indebito profitto,
sottratto, al fine di appropriarsene, una cosa
mobile altrui,
e meglio per avere,
sottratto la pala gommata LIEBEHERR
L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di telaio 371344, oggetto
di sequestro di data 19 agosto 2009, depositato presso __________;
IM 2
7. ripetuta truffa, consumata e tentata
qualificata
siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le
ragioni sociali __________ in liquidazione e __________ in liquidazione per
assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito
e meglio per avere
nel periodo febbraio 2015 – dicembre 2016,
a __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________ e __________ ed in altre imprecisate
località svizzere e italiane,
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto,
agendo in correità con IM 1 ed in parte con __________
(contro il quale si procede separatamente),
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone
subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti
pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,
e meglio per avere
agendo sotto il paravento delle società __________ e
__________, appositamente acquistate da IM 1 e IM 2 la prima e da IM 1, IM 2 e __________
la seconda, nonché presentandosi IM 1 e l’imputato, nell’ambito delle
trattative, sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________,
o affermando l’imputato di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________
per conto della società,
acquistato o tentato di acquistare a credito merce
varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________ prima e della __________ poi, sia per
telefono che via e-mail o online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme
d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le
ditte fornitrici mediante false generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio
di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce
ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano mezzi propri per
effettuare tali pagamenti e che le stesse avrebbero avuto breve durata e
sarebbe state abbandonate non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque
prima che la loro insolvenza potesse essere rilevata da terzi,
inducendo in tal modo le ditte fornitrici a
consegnare merce a credito per almeno CHF 350'435.05, rispettivamente
tentando di indurre in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a
credito per almeno CHF 61'920.70,
merce in parte recuperata ed in parte restituita ai
fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti
ignoti,
e meglio, per avere:
7.1. nel corso del 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________ e __________, nonché in altre
imprecisate località in Svizzera e all’estero,
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto,
agendo in correità con IM 1,
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente
l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli
del patrimonio di tali ditte,
e meglio per avere
agendo sotto il paravento della società __________,
appositamente acquistata da IM 1 e IM 2, nonché presentandosi nell’ambito delle
trattative IM 1 e l’imputato sotto false generalità, segnatamente quelle di M. __________,
__________, __________, __________, Marco __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, o affermando l’imputato di essere
semplicemente stato ingaggiato quale __________ per conto della società
acquistato o tentato di acquistare a credito merce
varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail ed
online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti
falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante
false generalità, o affermando di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________
per conto della società,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio
di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce
ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per
effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbero avuto breve durata e sarebbero
stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che
la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a
consegnare merce a credito per almeno CHF 208'662.15, rispettivamente
tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno
CHF 48'126.30,
merce in parte recuperata ed in parte restituita ai
fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti
ignoti,
e meglio per avere,
7.1.1. nel periodo
giugno – luglio 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando in almeno un’occasione il falso
nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società __________,
numerosi pneumatici di diversa grandezza, per un importo complessivo di CHF
41'403.95, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
7.1.2. nel periodo
giugno – luglio 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando in alcuni casi il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 14, diversi pneumatici per un valore
complessivo di CHF 17'884.80, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe
rimasta insoluta,
ritenuto come parte della merce, e meglio 2 (due)
pneumatici da camion, sono stati recuperati presso l’abitazione di IM 1 ed è
stata ordinata la restituzione al danneggiato;
7.1.3. nel periodo
giugno - agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando i falsi nominativi di __________, __________
e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 20, diverso
materiale per un importo complessivo di CHF 83'508.95, sottacendo il
fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,
considerato che in data 13 giugno 2015 IM 2 ha
consegnato ad un dipendente della ACPR 20 un importo di CHF 2'000.00 a seguito
della richiesta di acconto, essendo la __________ una nuova cliente,
rispettivamente in data 19 giugno 2015 è stata emessa una nota di credito di
CHF 2'806.90 per della merce ritornata alla ACPR 20;
7.1.4. nel periodo
giugno – agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________
ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1,
allestendo una falsa richiesta datata 25 giugno
2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4,
falsificando la firma di quest’ultima,
ottenuto due tessere della __________ utilizzate per
rifornimenti di carburante e acquisti vari per un valore complessivo di CHF
16'465.15 (di cui CHF 23.75 per spese di richiamo), sottacendo il fatto che
le fatture sarebbero rimaste insolute;
7.1.5. a far tempo da
luglio 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1,
allestendo una falsa richiesta datata 7 luglio 2015,
millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando
la firma di quest’ultima,
ottenuto tre tessere __________ per aziende dalla
società __________, impiegate per rifornimenti di carburante per un valore
complessivo di CHF 9'851.05, sottacendo il fatto che le fatture
sarebbero rimaste insolute;
7.1.6. nel periodo
luglio – agosto 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 10,
materiale per un importo complessivo di CHF 3'917.40, sottacendo
il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,
nonché tentato di acquistare a credito materiale per
un importo complessivo di CHF 45'319.40, non riuscendo nell’impresa in
quanto si trattava di un importo troppo elevato per la prima comanda di un
nuovo cliente;
7.1.7. nel periodo
giugno – settembre 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località
in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1,
allestendo una falsa richiesta datata 23 giugno
2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando
la firma di quest’ultima
ottenuto due tessere della __________, impiegate per
rifornimenti di carburante e altri acquisti per un valore complessivo di CHF
4'808.75, sottacendo che tali fatture sarebbero rimaste insolute;
7.1.8. nel periodo luglio
– settembre 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società __________,
218.24 tonnellate di blocchetti “quaderstein” (blocchi di sasso) per un valore
complessivo di CHF 30'822.10, sottacendo il fatto che tali
fatture sarebbero rimaste insolute;
7.2. nel corso del 2016,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto,
agendo in correità con IM 1 ed in parte con __________
(contro il quale si procede separatamente),
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente
l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli
del patrimonio di tali ditte,
e meglio per avere
agendo sotto il paravento della società __________,
appositamente acquistata da IM 1, IM 2 e __________, nonché presentandosi
nell’ambito delle trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________,
__________, __________, __________, __________ e __________, o affermando
l’imputato di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________ per conto
della società,
acquistato o tentato di acquistare a credito merce
varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail o
online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti
falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante
false generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio
di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce
ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per
effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbe avuto breve durata e sarebbe
stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che
la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a
consegnare merce a credito per almeno CHF 141'772.90, rispettivamente
tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno
CHF 13'794.40,
merce in parte recuperata ed in parte restituita ai
fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi ignoti,
e meglio per avere
7.2.1. nel periodo
febbraio – aprile 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 15, un verricello Perzel FSW 85H 8,5 T,
comprendente di accessori, per la somma di CHF 9'700.00,
sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta;
7.2.2. nel marzo 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,
in correità con IM 1 e __________,
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 19, una cisterna (uni-tank 1000 l) per
la somma di CHF 2'106.00 e un muletto elettrico Handgeführter hochebender
Wagen), per la somma di CHF 7'117.20, per complessivi CHF 9'223.20,
sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,
ritenuto come parte della merce, e meglio la
cisterna, è stata recuperata presso l’abitazione di IM 1 in Italia ed è stata
ordinata la restituzione al danneggiato;
7.2.3. nel periodo
marzo – aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________, __________
ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
utilizzando i falsi nominativi di __________, __________
e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 1, diverso materiale per
la somma complessiva di CHF 13'510.50, sottacendo il fatto che le
fatture sarebbero rimaste insolute,
ritenuto come parte della merce, e meglio una
idropulitrice HDS 7/16C e una fresaneve ST268EPT HUSQVARNA CV.9, è stata
recuperata presso un magazzino in uso a __________ ed è stata proposta la
restituzione al danneggiato;
7.2.4. nel periodo
marzo – aprile 2016,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in
Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando il falso nominativo di __________,
ottenuto, consegnando falsa documentazione,
segnatamente un estratto dell’ufficio esecuzioni relativo alla società __________
falso, due carte carburante della ACPR 8, utilizzate per rifornimenti di
carburante per un valore complessivo di CHF 23'667.65, sottacendo il
fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;
7.2.5. nel periodo
marzo – aprile 2016,
ad __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 5,
materiale, segnatamente quantitativi di olio e grassi, per la somma complessiva
di CHF 21'529.85, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste
insolute,
ritenuto come parte della merce, e meglio un bidone
da 180 kg di olio BISON ADC-X SAE 10W-40, un bidone da 180 kg di olio GEAR
UNIVERSAL SAE 80W-90, due fusti da 60 litri Antigelo G30, un fusto da 60 litri Antigelo
30, un fusto da 60 litri olio idraulico Biosynt ISO VG46 e un fusto da 60 litri
olio cambio Elephant gear 75/90, è stata recuperata presso IM 2 e restituita al
danneggiato;
7.2.6. nel mese di
aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando il falso nominativo di __________,
acquistato a credito dalla società __________,
materiale per la somma complessiva di CHF 3'057.90, sottacendo il fatto
che la fattura sarebbe rimasta insoluta;
7.2.7. nel periodo
aprile 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando il falso nominativo di __________, acquistato
a credito dalla società ACPR 13, diverso materiale per la somma complessiva di CHF
1'317.60, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,
nonché tentando di acquistare ulteriore merce a
credito per la somma complessiva di CHF 13'794.40;
7.2.8. nel periodo
aprile – maggio 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1,
utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 12, diverso materiale per la somma
complessiva di CHF 1'442.05, sottacendo il fatto che le fatture
sarebbero rimaste insolute;
7.2.9. nel periodo
aprile – dicembre 2016,
ad __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,
in correità con IM 1 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
utilizzando il falso nome di __________,
acquistato a credito dalla società ACPR 7,
materiale, segnatamente sassi da muro, per la somma complessiva di CHF
58'324.15, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,
ritenuto come parte della merce, e meglio circa 25
tonnellate, sono state recuperate e restituite da IM 2 su richiesta della ACPR
7 a seguito delle fatture scoperte,
mentre parte della stessa (in ragione di circa 300
tonnellate) è stata rivenduta da IM 2 alla società __________, nel periodo
agosto 2016 – dicembre 2016, contro pagamento di un importo complessivo di
almeno CHF 32'555.28;
8. ripetuta
truffa, consumata e tentata
per avere,
nel periodo marzo – giugno 2016,
a __________, __________, __________, __________, __________,
__________Viconago ed in altre imprecisate località,
in parte in correità con IM 1,
alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito
profitto,
ripetutamente ingannato con astuzia organi e/o
collaboratori della cassa malati __________, nonché tentato di ingannare, con
astuzia organi e/o collaboratori di varie compagnie di finanziamento,
affermando cose false o dissimulando cose vere,
oppure confermandone subdolamente l’errore,
inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al
patrimonio della cassa malati __________ e tentando di indurli in tal modo ad
atti pregiudizievoli al patrimonio delle società di finanziamento,
e meglio per avere,
8.1. nel
periodo marzo – aprile 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________
ed in altre imprecisate località,
in correità con IM 1,
ripetutamente tentato di ingannare con astuzia
organi e/o collaboratori di varie compagnie di finanziamento,
affermando cose false o dissimulando cose vere,
oppure confermandone subdolamente l’errore,
inoltrando a nome della società __________ delle
richieste volte ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di
un camion, allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti di
lavoro, falsa valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta
formare,
sottacendo, contrariamente al contenuto del
contratto stipulato, che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato,
considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata
smontata e sostituita con una di valore nettamente inferiore,
tentando di indurli in tal modo a finanziare
l’acquisto,
tentando quindi di danneggiare in tal modo il
patrimonio degli istituti di finanziamento, rispettivamente tentando di mettere
così in pericolo, perlomeno temporaneo, tale patrimonio, considerato che questi
ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa
CHF 225'000.00, ignari del fatto che la loro valutazione sarebbe stata
fondata su dati non corretti,
e meglio per avere,
8.1.1. nel corso del
mese di marzo 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località,
in correità con IM 1,
inoltrato alla società __________, una richiesta di
concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del
trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM
2), sottoscrivendo, falsificando la firma di ACPR 4, la richiesta di
finanziamento,
sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su
dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato
aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti
da utilizzare per spese personali,
ritenuto che il finanziamento non è stato concesso,
non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa
inattiva da diverso tempo;
8.1.2. nel periodo
marzo/aprile 2015,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre imprecisate località,
in correità con IM 1,
inoltrato alla società __________ una richiesta di
concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del
trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM
2),
sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su
dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato
aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti
da utilizzare per spese personali,
ritenuto che il finanziamento non è stato concesso,
non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa
inattiva da diverso tempo;
8.2. nel
periodo giugno 2015 – aprile 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
notificato in più occasioni all’assicurazione __________
la propria inabilità lavorativa, trasmettendo diversi certificati medici che lo
dichiaravano inabile al lavoro al 100%, inducendo così i funzionari
dell’assicurazione a versare un’indennità in realtà non dovuta, considerato che
è emerso che nei periodi di asserita incapacità lavorativa IM 2 ha comunque
continuato a svolgere regolarmente le proprie mansioni in qualità di __________,
inducendo la __________ a versargli indebitamente a
titolo di indennità giornaliere complessivamente CHF 71'250.00,
considerato che nel frattempo l’imputato ha
risarcito la cassa malati dell’importo di CHF 30'250.00 come richiesto da
quest’ultima, la quale si è dichiarata tacitata;
9. ripetuta
bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento
per avere,
nel periodo maggio 2015 – fine 2016,
a __________, __________ ed in altre località del
Cantone Ticino,
in correità con IM 1,
nella loro veste di organi di fatto delle società __________
e __________, ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei creditori,
l’attivo delle società, distraendo valori patrimoniali di spettanza delle
stesse,
e meglio per avere,
9.1. nel periodo
maggio 2015 – settembre 2015,
a __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 1,
nella loro veste di organi di fatto della società __________,
distratto beni provento dell’attività sociale e
pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non
meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di
materiale ordinato a nome della società,
diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei
creditori,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal 9 marzo 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del 8 marzo 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per
un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data 16 agosto 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare
il loro credito nella procedura di liquidazione;
9.2. nel periodo
marzo – fine 2016,
ad __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 1,
nella loro veste di organi di fatto della società __________,
distratto beni provento dell’attività sociale e
pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non
meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di
materiale ordinato a nome della società,
diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei
creditori,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso
per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa
poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il
loro credito nella procedura di liquidazione;
ALTERNATIVAMENTE
9. ripetuta
cattiva gestione
per avere,
nel periodo maggio 2015 – fine 2016,
a __________, __________ ed in altre località del
Ticino,
in correità con IM 1,
nella loro qualità di organi di fatto delle società,
a causa di cattiva gestione, in particolare a causa
di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente di una grave
negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,
cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento,
rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza
delle società __________, con sede a __________ e __________, con sede ad __________,
poi dichiarate fallite,
e meglio per avere,
9.1. nel periodo
maggio 2015 – settembre 2015,
a __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 1,
nella loro qualità di organi di fatto delle società __________,
omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un
sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività
sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo
non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei
alla società,
cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo
indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa
situazione,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso
per un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data __________ 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare
il loro credito nella procedura di liquidazione;
9.2. nel periodo
marzo 2016 – fine 2016,
ad __________ ed in altre località del Cantone
Ticino,
in correità con IM 1,
nella loro qualità di organi di fatto della società __________,
omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un
sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività
sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo
non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei
alla società,
cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo
indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa
situazione,
ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a
far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________
del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso
per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016
risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento,
sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF
10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il
loro credito nella procedura di liquidazione;
10. falsità in
documenti
per avere
nel periodo marzo 2015 – marzo 2016,
a __________, __________, __________, __________, __________ ed in
altre imprecisate località,
agendo in correità con IM 1
ed in parte in correità con __________, __________ e
__________ (contro i quali si procede separatamente),
alfine di nuocere al patrimonio altrui e di
procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero per perfezionare
l’inganno astuto di cui sub 7 e 8,
formato documenti falsi e attestato in documenti,
contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì
uso a scopo d’inganno,
e meglio per avere,
10.1. nel mese di
marzo 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
in correità con IM 1 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto
di padroncino per __________” datato 31 marzo 2015, attestante un’attività
lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2, facendone poi uso a
scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento alle società di finanziamento
alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________ a garanzia della
richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum,
perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 8.1.;
10.2. nel periodo marzo
- aprile 2015,
a __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
in correità con IM 1 e __________ (contro il quale
si procede separatamente),
fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto
di collaborazione come padroncino con __________” datato 4 aprile 2015,
attestante un’attività lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2,
facendone poi uso a scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento
alle società di finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________
a garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella
Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto
8.1.;
10.3. nel periodo
marzo – aprile 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1,
allestito a nome __________ una richiesta di
finanziamento indirizzata alla __________, per l’acquisto del trattore a sella
Renualt Magnum, di proprietà di IM 2, falsificando o facendo falsificare la
firma della gerente della società e meglio di ACPR 4;
10.4. nel giugno 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1,
sottoscritto il formulario “domanda di carte per
ditte” indirizzato alla __________, datato 23 giugno 2015, facendo credere che
lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificando la
firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________,
permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di
carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.1.4.;
10.5. nel luglio 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1,
sottoscritto il modulo “richiesta per aziende”
indirizzato alla __________, __________, datato 7 luglio 2015, falsificando la
firma di ACPR 4, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________,
permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere __________ per il rifornimento
di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.1.5.;
10.6. nel giugno 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1,
sottoscritto il formulario “domanda di carte per
ditte” indirizzato alla __________, datato 23 giugno 2015, facendo credere che
lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificandone la
firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________,
permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di
carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.1.7.;
10.7. nel corso del
mese di agosto 2015,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1,
allestito un falso contratto di vendita datato 8 maggio
2015, dal quale risultava, contrariamente al vero, che IM 1 aveva venduto la
società __________ a __________, __________ e __________, persone inesistenti,
mentre in realtà la società continuava ad essere utilizzata da lui e IM 1,
facendo uso a scopo d’inganno di tale documento,
trasmettendolo o facendolo trasmettere alla società ACPR 2, alfine di far
credere che i contratti leasing erano stati stipulati da queste persone e che
pertanto erano le stesse in arretrato con i pagamenti delle relative rate, rispettivamente
tramettendolo o facendolo trasmettere all’Ufficio esecuzioni alfine di
dimostrare che la società non era più a loro riconducibile;
10.8. nel corso del
mese di marzo 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1 e __________,
sottoscritto il modulo “richiesta tessera a credito”
indirizzato alla ACPR 1, datato 3 marzo 2016, falsificando la firma
dell’amministratore unico, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo
alla ACPR 1, permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere per acquisti a
credito a nome della società, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al
punto 7.2.3.;
10.9. nel corso del
mese di marzo 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate
località,
in correità con IM 1,
allestito o fatto allestire l’estratto dell’Ufficio
delle esecuzioni della società __________, che attestava, contrariamente al
vero, che la società non aveva esecuzioni in corso,
facendone poi uso, a scopo d’inganno, consegnandolo
o facendolo consegnare alla società ACPR 8, permettendogli in tal modo di
ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per
commettere le truffe di cui al punto 7.2.4.;
11. riciclaggio
di denaro
per avere,
a far tempo da ottobre 2016,
a __________ e __________,
compiuto atti suscettibili di vanificare il
ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo che provenivano da un
crimine,
e meglio per avere, temendo che venissero
sequestrati dalle Autorità gli indebiti profitti da lui conseguiti con le
truffe commesse effettuando acquisti a credito con le società __________ e __________,
prelevato in più occasioni denaro a contanti dal conto no. __________ della
ditta individuale __________ acceso presso __________, tentato di vanificare il
ritrovamento e la confisca di parte del provento delle truffe di cui al punto
precedente,
e meglio per essere riuscito a prelevare almeno CHF
125'000.00 a contanti, nascondendo tale denaro in una cassetta di metallo da
lui interrata nella proprietà dei propri genitori a __________;
fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: dagli
artt. 139, 146 cpv. 1 e 2, 163 cifra 1, 165 cifra 1, 251 cifra 1, 289, 303 e
305bis CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1
in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;
- l’imputato IM 2, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 2;
- l’avv. RAAP 4,
patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 7.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:35 alle 17:00.
Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
si tratta sostanzialmente di truffe al credito. L’inchiesta è
stata complessa a causa del numero di imputati, del numero delle operazioni
illecite commesse, come pure del loro atteggiamento nel corso di tutta
l’istruttoria. I fatti hanno avuto anche dei risvolti internazionali colpendo
diverse persone, tra cui anche delle piccole ditte che a seguito di questi
reati rischiano il fallimento. Ripercorre l’avvio delle inchieste, descrive le
denunce del sig. __________ per __________ e della ACPR 8 per la __________.
Per entrambe le società, i nomi degli imputati non figurano a RC. Inizialmente
Fatti
i due procedimenti furono trattati separatamente, non essendovi chiari indizi
del fatto che vi fossero dei legami. Dopo che la __________ fu dichiarata
fallita, la Polizia è riuscita a risalire fino a IM 1, nonostante egli avesse
interposto fra le persone giuridiche e la sua persona diversi nominativi
inventati e soggetti che non c’entravano niente. Emerse inoltre il ruolo attivo
di IM 2, che si sarebbe presentato più volte presso delle società venditrici qualificandosi
quale __________ della __________ per ordinare/ritirare della merce. Emergono
le modalità operative messe in atto, l’uso di nominativi falsi, l’ordinazione
di merce presso fornitori della Svizzera interna, il mancato pagamento della
merce messo in conto fin dall’inizio. La __________ ha continuato l’attività
della __________ ormai sull’orlo del fallimento. Gli imputati hanno mentito
sull’arco di quasi tutta l’inchiesta e hanno inquinato le prove finché è stato
loro possibile. I due hanno in particolare concordato una versione comune dei
fatti da riportare agli inquirenti, IM 2 inoltre violando le misure sostitutive
dell’arresto. Ripercorrendo le circostanze dell’arresto di IM 1, rileva che
egli ha scaricato tutta la sua responsabilità su terzi inventati. Il suo
comportamento processuale è stato defatigatorio, fino a scrivere numerose lettere
all’attenzione dei magistrati, arrivando addirittura a proferire malcelate
minacce. La versione dei fatti concordata fra gli imputati è stata mantenuta
quasi fino a fine inchiesta. Questa mancata collaborazione ha complicato non di
poco l’accertamento dei fatti, ciononostante gli inquirenti sono riusciti a
delineare il quadro complessivo della vicenda. Gli imputati hanno commesso
truffe al credito per oltre CHF 450'000.- sull’arco di un anno e mezzo,
nascondendosi dietro strutture societarie svizzere e creando falsi documenti,
sfruttando la buona fede vigente nelle relazioni commerciali. L’inganno è
comunque stato astuto come prevede la giurisprudenza del TF; essi hanno potuto
contare sull’assenza di controlli stante il principio della buona fede delle
relazioni commerciali. Ripercorre il passato degli imputati ed i loro
precedenti penali. IM 1 ha diversi precedenti specifici, non collabora e la sua
prognosi non può dirsi favorevole. Egli è dedito a delinquere e nemmeno le
precedenti condanne lo hanno fermato. Non si assume mai le proprie
responsabilità, le sue lettere, di cui legge degli estratti, ne sono la prova.
Ancora oggi sostiene l’esistenza di tale __________, personaggio, secondo
l’accusa, da lui inventato. Ripercorre il passato di IM 2, ed evidenzia che non
aveva bisogno di delinquere, aveva un lavoro e poteva mantenersi. Nonostante
abbia trascorso dei giorni in carcere, appena uscito, ha inquinato le prove e
nascosto della merce e del denaro, violando oltretutto le misure sostitutive impostegli.
Per quanto riguarda la colpa e la pena, i fatti sono oggettivamente molto gravi
per il numero di reati commessi, per il concorso di reati gravi, per la
reiterazione e l’entità complessiva, come pure per l’aggravante del mestiere. IM
1 ha dimostrato mancanza di scrupoli, nulla o scarsa assunzione di
responsabilità e mancata collaborazione. Egli ha inoltre diversi precedenti
penali. Chiede che la pena abbia ad essere superiore ai tre anni e da espiare.
La prognosi in ogni caso è assolutamente negativa: qualora la pena inflitta
dovesse essere più bassa, non potrà comunque essere sospesa. Egli ha agito per
puro lucro, vivendo di attività illecite. Anche IM 2 ha agito con mancanza di
scrupoli, scarsa o nulla assunzione di responsabilità e mancata ammissione dei
fatti anche di fronte all’evidenza. Solo alla fine ha ammesso il suo
coinvolgimento. Egli ha cercato di far ricadere la colpa su terze persone e ha
sottaciuto che parte della merce acquistata era ancora in suo possesso, per poi
venderla e nascondere il ricavato sottoterra. Anch’egli ha agito per puro
lucro, senza un reale bisogno, avendo ai tempi un lavoro. In conclusione, per IM
1 chiede una pena detentiva di tre anni e sei mesi e la revoca della sospensione
condizionale della pena precedentemente inflitta il 2.6.2014. Per IM 2 chiede
una pena detentiva di 36 mesi, non si oppone ad una sospensione parziale della
pena chiedendo se del caso di stabilire il periodo di sospensione condizionale
in almeno 3 anni, oltre alla revoca della sospensione per la precedente pena
inflitta il 19.10.2015. Chiede che gli imputati siano condannati a risarcire il
danno agli accusatori privati, la confisca di tutto quanto in sequestro, con
deduzione di tasse di giustizia e delle spese e l’assegnazione del restante
agli accusatori privati;
§ l’avv.
RAAP 4, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 7, il quale formula e
motiva le seguenti conclusioni:
Descrive la fattispecie che concerne il suo rappresentato. Si
tratta di una serie di ordini sull’arco di un mese, per un totale di sedici
forniture. IM 2 si presentava di volta in volta per caricare 25 tonnellate di
sassi da muro grezzi. Diceva di agire per conto di __________. Egli ha agito
rapidamente, in modo spregiudicato. Nessuna fattura, secondo l’ordinario corso
degli avvenimenti economici era stata inviata. Rinvia all’istanza di
risarcimento agli atti per le sue pretese. Postula la conferma integrale
dell’AA. Inoltre chiede alla Corte di fare una riflessione: la ACPR 7 opera nel
settore primario, si tratta di un’attività molto dura ed impegnativa se
paragonata per esempio al lavoro d’ufficio. Chi lavora nell’estrazione del
granito si reca tutti i giorni in cava, all’aperto, assumendosi anche una serie
di pericoli dovuti alle perforazioni, agli esplosivi e quant’altro. Queste
persone lavorano al fronte con fatica. Il sig. __________, titolare
dell’azienda, ci lavora personalmente e attivamente al fianco dei suoi
dipendenti. Considerato ciò, l’agire degli imputati ha una componente ancora
più meschina. È stato ritrovato soltanto ca. il 5% della merce sottratta.
Chiede alla Corte di tenere conto anche di queste circostanze di commissione
del reato;
§ l’avv.
RAAP 2, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 14, il quale
formula e motiva le seguenti conclusioni:
rinvia all’istanza di risarcimento per le sue pretese, chiede la
confisca con attribuzione dei valori patrimoniali sequestrati;
§ l’avv.
DUF 2, difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:
L’imputato è reo confesso, l’intervento difensivo si concentrerà
dunque sulla commisurazione della pena. Riguardo alla qualifica giuridica la
difesa non ha nulla da obiettare, poiché è innegabile che l’agire configuri il
reato di ripetuta truffa, tentata, consumata e qualificata. Alla Corte chiede
di valutare, nell’ambito della commisurazione della pena, e non certo
contestando gli importi indicati dalle parti, se da parte di talune ditte non
sia sussistita una qualche lacuna o un po’ di lassismo nella procedura di
verifica di controllo nelle procedure di vendita, e anche nella fatturazione e
nel controllo dei pagamenti. Qualche accortezza in più avrebbe magari limitato
l’entità del danno finanziario. IM 2 non è un criminale senza scrupoli; egli è,
al contrario, anche ingenuo, come emerge dagli atti. Cresciuto in una famiglia
sana di onesti lavoratori, che dal nulla ha creato un’attività dimostrando
grande impegno, ha ottenuto, nonostante le difficoltà, un diploma e la patente
per guidare mezzi pesanti. Egli aveva avviato la propria attività di __________,
attività che amava. Ad oggi, ambisce ad una tranquilla vita famigliare ed una
sicurezza lavorativa per far fronte ai propri impegni. Purtroppo, ad un certo
punto della sua vita si è perso. Il tutto ha preso avvio da un prestito finito
male, e dal seguente tentativo di rientrare di questi fondi. L’imputato si è
reso conto del proprio agire e lo ha ammesso alla fine nella sua totalità,
dimostrando l’avvenuto cambio di mentalità. Oggi è un’altra persona, ha un
lavoro come dipendente e svolge i picchetti per il __________. La sua attività
lo tiene impegnato a tempo pieno. Si è sposato e sta per diventare padre.
Infliggergli una pena da scontare rischierebbe di compromettere il suo futuro.
Occorre infatti evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il suo
reinserimento. Data per acquisita la sua volontà di risarcire le vittime per
quanto possibile, da subito tramite l’importo sequestrato in corso d’inchiesta,
chiede, visto tutto quanto sopra, che venga inflitta una pena detentiva massima
di 24 mesi integralmente sospesi. Sebbene non sia incensurato, la precedente
condanna non è tale da pregiudicare la sospensione completa. Chiede in
subordine, qualora la pena inflitta dovesse essere superiore ai 24 mesi, che
questa sia sospesa parzialmente con un periodo da espiare massimo di 6 mesi, se
possibile in regime di semi libertà. Non si oppone ad un periodo di prova più
lungo così come richiesto dalla PP. Per il resto aderisce alle richieste dalla
PP con riferimento alle confische e chiede il dissequestro dei classificatori
indicati alla cifra e) dell’AA;
§ l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:
IM 1 riconosce integralmente i fatti così come descritti nell’AA.
L’inchiesta è stata lunga e laboriosa, ma non per sua sola responsabilità. Egli
ha certo tentato invano di sostenere l’inverosimile, ma non era il solo. IM 2,
a piede libero, ha contribuito a mantenere le sue versioni. Malgrado tutte le
strampalate storie concepite in corso d’inchiesta, per finire ha ammesso le sue
responsabilità. Sono noti i suoi precedenti penali, ma non è un criminale
pericoloso. Ha sempre pagato per quanto commesso. IM 1 si trova da quattordici
mesi in carcere, di cui otto in carcerazione preventiva. Per i fatti, la difesa
non può esimersi dal rilevare che in taluni casi le vittime hanno agito con una
certa leggerezza. Cita la DTF 142 IV 153 che fornisce degli spunti interessanti
per il presente caso. Anche solo consultando il registro di commercio sarebbero
balzate agli occhi alcune circostanze sospette, ad esempio la __________ ha
ordinato degli pneumatici e dei sassi, che con il suo scopo sociale hanno poco
a che vedere. Per l’accusa di cui al pt. 3 AA si rimette al giudizio della Corte.
Per il resto le ulteriori imputazioni sono integralmente riconosciute. La colpa
di IM 1 non è certo irrilevante. Con riferimento ai suoi precedenti penali,
essi però non possono condurre ad un aumento massiccio della pena, che
equivarrebbe ad una seconda condanna per fatti già puniti. Egli non ha solo
delinquito nel corso della sua vita, anzi ha dimostrato di essere in grado di
lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente. Ad oggi ha un contratto di lavoro
con la __________. IM 1 deve essere sanzionato per quanto commesso con una
condanna giusta. Durante questo lungo periodo di carcerazione egli ha maturato
la consapevolezza del suo agire. Il padre si è gravemente ammalato e non gli è
potuto stare accanto. Giudica la richiesta di pena della PP eccessiva, chiede
una pena detentiva di due anni e mezzo, sospesa parzialmente. Cita le
condizioni per la sospensione parziale della pena. La difesa ritiene che a
fronte del carcere già sofferto, del buon comportamento, dell’aver riconosciuto
le proprie responsabilità e delle prospettive future (appoggio della famiglia e
lavoro), non ci siano gli elementi per concludere per una prognosi chiaramente
negativa. L’effetto educatore di una pena parzialmente sospesa con periodo di
prova di 5 anni, sarà sufficiente. Ne chiede dunque la scarcerazione. Le
pretese degli ACP sono integralmente riconosciute e si associa alla PP per i
dissequestri.
Considerato, in fatto ed in diritto
1. CURRICULUM VITAE
1.1. Dal verbale
finale 11.7.2017 di IM 1 emerge il riassunto della sua situazione personale:
“Sono
nato il __________ a __________. …omissis…
ADR che ho debiti per circa 240’000.00 franchi in Svizzera. ADR
che questi debiti sono stati accumulati a seguito dell'attività di __________ per la ditta individuale, in quanto non riuscendo a incassare quanto mi era dovuto, non riuscivo nemmeno a
effettuare i pagamenti.”
(AI 445).
1.2. Anche dal
verbale finale 13.7.2017 di IM 2, si può estrapolare l’interrogatorio sul suo
CV:
“Sono
nato il __________ a __________. …omissis…
”
(AI 450).
Considerandi
2.
PRECEDENTI PENALI
2.1
Dall’estratto del
casellario giudiziale di IM 1 emergono quattro precedenti penali tra il 2006 ed
il 2015, trattasi per la maggior parte reati patrimoniali (in particolare,
appropriazione semplice e truffa) e reati previsti dalla legge federale sulla
circolazione stradale. La condanna più grave ancora iscritta è proprio quella
del 10 agosto 2006, per la quale gli è stata inflitta una pena detentiva di 12
mesi, in gran parte espiati quale detenzione preventiva. Per i dettagli si
rinvia all’estratto del casellario giudiziale in atti.
IM 1, interrogato a tal proposito nel corso del
verbale finale, ha evidenziato una condanna ancora precedente, ad oggi non più iscritta
nell’estratto del casellario:
ADR che ho diverse condanne in Svizzera. La prima è nel 2002 per appropriazione indebita in quanto, visto che
non venivo pagato dal mio datore di lavoro di quel momento e meglio la __________, ho venduto __________. ADR che non ricordo quale è stata la mia condanna. La seconda condanna si riferisce al 2006, quando sono stato condannato per abuso di un impianto per l'elaborazione
dati e altri reati. Si trattava di reati da me commessi nell'ambito di
un'attività di __________ presso __________ Ho subito una condanna
a 12 mesi di
detenzione da espiare. ADR che successivamente sono stato condannato per appropriazione semplice per una storia legata
ad una vettura intestata a __________ che avevamo venduto, ma che poi mi è stato chiesto di riprendere in quanto era parcheggiata in un garage in Vallese. lo
sono andato a riprendere la vettura e
quando sono stato contattato dall'acquirente gli ho detto che il veicolo era a sua disposizione previo pagamento di spese che avevamo dovuto sopportare e lui in contropartita mi ha denunciato. Sono stato
condannato a una pena pecuniaria
da pagare. ADR che poi sono stato condannato nel
2014.
per truffa e falsità in documenti. ADR che non ricordo quando era la
condanna e mi viene detto essere stata di 90 aliquote giornaliere sospese per il periodo di prova di tre anni, poi prolungato di un anno a seguito di ulteriore
condanna da me subita nel 2015 per appropriazione semplice e altri
reati. ADR che ricordo questa condanna legata ad un __________. ADR che non ricordo quale è stata la
pena che mi viene detto essere stata di 30 aliquote sospese.”
(AI 445).
2.2
Dall’estratto
del casellario giudiziale di IM 2, emerge un solo precedente penale, di data 19
ottobre 2015 per titolo di furto, per il quale gli è stata inflitta una pena
pecuniaria di 12 aliquote giornaliere a CHF 40.- l’una, sospese
condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, più una multa di CHF 200.-.
Dal verbale finale di IM 2, le seguenti dichiarazioni:
“ADR che sono stato
condannato nel 2015 per avere sottratto una motosega
alla __________.
ADR che ho sottratto questa motosega per ripicca in quanto io
avevo del lavoro e loro non mi permettevano di eseguirlo, bensì mi facevano restare a a non fare nulla tutto il giorno.”
(AI 450).
3.
PREMESSA
Gli imputati sono stati arrestati e poi indagati in relazione ad
illeciti posti in atto tramite le società __________ ed __________, a danno del
patrimonio delle stesse e dei creditori, nonché ai danni della compagnia
leasing ACPR 2. Già a far tempo dall’autunno/inverno 2015, sono giunte al
Ministero pubblico diverse denunce per presunte attività illecite della __________,
la quale era stata ceduta a IM 1 con delle tempistiche sospette. Dal rapporto
d’inchiesta della Polizia, emerge il riassunto della situazione di quel periodo:
“IM 1, in correità con IM 2 e in parte con gli altri imputati, ha
ingannato con astuzia diversi fornitori, in particolare in Svizzera interna,
ordinando merce di svariato genere utilizzando il mantello sociale prima della __________
e successivamente della __________ (nelle quali non risultava organo), sapendo
fin dall’inizio che la stessa non sarebbe mai stata pagata. (…) Il modus
operandi (…) è stato quello di riuscire ad acquisire tramite terzi una società
da gestire per utilizzarne il mantello giuridico, facendo in modo di non
apparire a Registro di commercio (…) Le società venivano sommerse dai debiti,
ciò che le portava inesorabilmente verso il fallimento. Nelle varie attività
truffaldine messe in atto, IM 1 poteva contare sul pieno appoggio del cugino IM
2, il quale, tra le altre cose, ha fornito le garanzie necessarie ad ottenere
la fiducia dei fornitori, come ad esempio l’utilizzo del nome del __________
(società stabile e presente sul territorio da anni; di __________). (…) con
entrambe le società (…) sono state create identità fittizie indicate ai
fornitori quali titolari delle società, utilizzate quindi per far ricadere le
responsabilità su soggetti inesistenti. Tra i numerosi nomi utilizzati,
possiamo segnalare che per __________ il nome più utilizzato era __________,
mentre per __________ il nome ricorrente era __________.”
(AI 468).
Con decisione 4 luglio 2017, la PP PP 1 ha disgiunto il
procedimento penale nei confronti di IM 1 e IM 2, imputati principali con
riguardo alla fattispecie poi indicata nell’atto d’accusa, perseguendo gli
altri, per lo più con ruoli marginali, separatamente (AI 418).
4.
CIRCOSTANZE
DELL’ARRESTO
IM 2 è stato arrestato il 26 giugno 2016 e scarcerato con misure
sostitutive il 1° luglio 2016 (4 giorni). Il suo arresto ha avuto origine da
tre denunce presentate contro ignoti e la società __________. La prima denuncia
è arrivata dalla ACPR 8 il 29.4.2016, la seconda dall’ex amministratrice unica
della __________ (__________) il 2.5.2016, e l’ultima dalla ACPR 5 l’8.5.2016. L’ex
amministratrice si lamentava di aver ricevuto delle fatture per forniture di
merce non pagate a nome della società e di essere stata contattata dai
creditori i quali cercavano tale “__________”, personaggio che poi si rivelerà
inesistente in quanto inventato dagli imputati. Le altre due ditte, lamentavano
di aver ricevuto ordini di merce da parte di tale __________ o da IM 2, senza
poi essere state pagate. IM 2 è stato interrogato ed arrestato il 26 giugno 2016,
essendo emersi elementi che lo legavano a questi acquisti (AI 21 incarto IM 2).
Egli ha raccontato una versione dei fatti precedentemente confezionata con IM 1,
scaricando tutta la responsabilità su persone da loro inventate, quali tali __________
e __________. È stato poi scarcerato dal GPC il 1° luglio 2016 con l’ordine di
misure sostitutive (divieto di avere contatti di qualsiasi genere con il cugino
IM 1, __________ e __________, divieto di accettare ulteriori lavori da queste
persone) (AI 27 incarto IM 2), avendo il magistrato non ritenuto più attuale il
rischio di collusione, essendo che il primo interrogatorio di IM 2 risaliva a
settimane prima (18 maggio 2016) (AI 27 incarto IM 2). Gli inquirenti
rallentarono dunque il ritmo delle indagini, ma proseguirono la ricerca delle
persone nascoste dietro le due società __________ ed __________, fino a
giungere a IM 1, residente in Italia e che, in un primo momento, citato
telefonicamente, si rifiutò di presenziare ad un interrogatorio, non
risparmiando una serie di lettere totalmente inconcludenti, scritte da lui
personalmente all’attenzione del PP allora titolare dell’inchiesta. In questi
scritti, egli ha sostenuto a spada tratta la propria innocenza ed estraneità
con i fatti, vittimizzando la sua posizione e arrivando a intimorire
l’inquirente con malcelate minacce (es. AI 37, 38 incarto IM 2). Di seguito si
riporta un singolo estratto, da considerarsi come uno su tanti, per inquadrare
l’atteggiamento di IM 1 di quel periodo:
“(…) Oggi me lo consenta di dire, ma mi
trovo imputato grazie a evidenti cospirazioni di fantasia, degno dei più famosi
gialli di Agatha Christie, una situazione che da quanto emerge è tutt’altro che
giuridicamente equa e razionale alla fattispecie e circostanze d’imputazione,
anzi reputo le azioni da voi addotte oggettivamente contrastante sia
dall’eventuale bisogno dell’istruttoria che nella conduzione e coordinamento
dell’inchiesta stessa, spaziando dalla legalità d’operato d’inquisizione
all’opposto, infrangendo norme scontate e leggi scontate. Aggiungo che
nell’ombra del dubbio di un’angosciante situazione, che a oggi mi coinvolge
ingiustificatamente, è che non sono a oggi riuscito ancora a capire in che
ruolo io possa essere coinvolto, o meglio ancora, che figura di protagonista o
antagonista mi avete assegnato, siccome di tutta questa situazione mi costringe
ingiustificatamente e contro la mia volontà a latitare dal mio paese d’origine,
pertanto è ovvio che di trasparenza e razionalità ne resta ben poco, insomma
una situazione che si può definire come una sorta di sequestro di persona,
grazie ad un mandato di cattura azzardato e inaudito. (…) sembrerebbe il crack __________,
(…) non voglio nemmeno immaginare il costo di questo flop giudiziario, (…) i
fatti non sussistono, (…) L’ipotesi più attendibile se fosse, e visto il corso
dell’indagine in corso, che se non per un’eventuale impianto accusatorio
illecitamente ordinato a tavolino, è inevitabile il proscioglimento da ogni
forma d’accusa, versione che personalmente consiglierei e prenderei in
considerazione (…) è chiaro che sono in possesso di materiale sufficiente che
potrebbe essere eversivo nella situazione, creando per certo, un effetto domino
nel sistema istituzionale Ticinese, Istituzioni che comunque stando ad
indiscrezioni non godono di piena e sana fiducia detta da organi superiori. (…)
io non spero e non abbia offeso nessuno nella presente lettera (…) ho solo
descritto opinioni e situazioni che mi costringono in una restrizione
ingiustificata, che comunque tra le righe e senza il profumo della drasticità
impulsiva, ma lasciano comunque intendere ovviamente su quello che sono le mie
intenzioni in merito, in caso di persistenza ingiustificata, ed è proprio per
la mia non impulsività che non ho ancora agito di conseguenza, siccome mi
reputo una persona che cerca di usare l’intelligenza e non l’istinto (…).”
(AI 38 incarto IM 2).
L’imputato è stato finalmente arrestato in data 19 ottobre 2016
presso il domicilio dei genitori a __________ (AI 34), in regime di
carcerazione preventiva in quanto giudicato a rischio di collusione dal GPC (AI
39), poi mutato in rischio di fuga e di recidiva (AI 455). IM 1, il 10 ottobre
2017.
ha chiesto di essere posto in anticipata espiazione della pena (doc. TPC 14).
5.
FATTI
E MOTIVI A DELINQUERE
5.1
Truffa
per mestiere
5.1.1
Nel corso delle indagini
l’incarto è passato sotto la direzione di tre diversi procuratori pubblici, con
il che IM 1 è stato sentito numerose volte per chiarire il suo ruolo
all’interno delle società __________ e __________ e per mesi ha continuato a
mentire, imperterrito, su ogni aspetto gli venisse chiesto in relazione alle
presunte truffe, con tanto di personaggi inventati e versioni della storia
concordate e preconfezionate già da tempo con IM 2, nel caso fossero stati
fermati. Ad ogni nuova contestazione, egli ha adattato la sua versione
aggiungendo nuove menzogne, o, se in difficoltà, limitandosi a dei “non
ricordo”, o “non so dire perché abbia dichiarato ciò”. Come se ciò non
bastasse, egli ha continuato anche dal carcere a scrivere numerose lettere indirizzate
personalmente ai magistrati inquirenti, contenenti anch’esse invenzioni su come
egli fosse stato incastrato, fosse innocente, vittima fra le vittime,
sull’assurdità, a suo dire, della sua carcerazione e sulla violazione di tutti
i suoi diritti. Tale comportamento totalmente non collaborante è proseguito
fino al 9 maggio 2017, ove, dinanzi alla PP PP 1 (che da poco aveva ripreso
l’incarto) e alla presenza del nuovo difensore, IM 1 si è deciso a fare le
prime parzialissime ammissioni sui fatti e sulle persone da lui stesso
inventate (AI 325):
“(…) io, __________ e IM 2 ci siamo accordati per utilizzare la
società __________ per effettuare, ognuno per i cavoli suoi, delle ordinazioni
senza poi pagare la merce. (…) lui (ndr. __________,
che poi risulterà inventato) mi ha accennato alla possibilità di
utilizzare questa società per l’appunto per effettuare ordinazioni senza pagare
la merce. (…) in pratica IM 2 indicava come detto le società dove si potevano
effettuare delle ordinazioni. Io verificavo online, se vi era a disposizione il
catalogo, gli oggetti che avrei potuto acquistare. Comunicavo a IM 2 i codici
degli oggetti da acquistare e lui si occupava direttamente dell’ordinazione.
(…) io personalmente non ho mai contattato direttamente le ditte, né ho fatto
ordinazioni (…) La PP mi chiede chi ha proposto di far risultare il __________
quale destinatario della consegna della merce, rispettivamente il motivo. Rispondo
che è stato utilizzato il __________ per dare credibilità. Non ricordo chi ha
proposto di utilizzare il nome di questo __________.”
(AI 325).
Da qui, verbale dopo verbale, IM 1 ha dovuto correggere le varie
menzogne da lui raccontate agli inquirenti, come ad esempio l’inesistenza di
tali __________ e __________ (del quale fino all’ultimo, ancora in aula, ha
sostenuto comunque dell’esistenza, quantunque solo con altre generalità):
“__________ esiste veramente. Il verbale viene sospeso (…) per
permettermi di parlare con il mio difensore (…) Vorrei precisare che __________
non è mai esistito. Si tratta di una figura inventata da me e __________, alias
__________. Anche IM 2 sapeva che __________ non esiste. (…)”
“(…) il nominativo __________ è inventato, ma la persona esiste
veramente. Si chiama __________ (…) non l’ho mai presentato né a IM 2, né a __________
(…) non so il cognome (…) Solitamente vendevo grazie al passaparola. Unica
eccezione i telefoni cellulari per i quali ho verificato negli annunci di chi
cercava questo genere di oggetti e li ho contattati. ADR che la maggior parte
della merce l’ho rivenduta in Italia. ADR che solitamente vendevo questa merce
sottocosto.”
(AI 374).
5.1.2
Stesso comportamento per IM 2,
il quale solo a partire dal 19 maggio 2017, ha cambiato atteggiamento
processuale ritrattando le sue precedenti versioni in merito all’esistenza di
tale __________, ammettendo di aver colluso dopo l’apertura dell’inchiesta e
descrivendo il funzionamento dell’attività criminale messa in atto:
“Vorrei rettificare quanto detto in precedenza. Effettivamente __________
non esiste. ADR che era stato IM 1 a dirmi cosa dovevo raccontare nel caso in
cui fossi stato interrogato in merito alle attività della __________. ADR che
io avevo poi sentito IM 1 sia dopo il mio primo verbale d’interrogatorio, sia
prima e dopo gli altri verbali, anche quelli successivi alla mia scarcerazione.
(…) solitamente lui ordinava merce che già sapeva dove rivendere. Mi aveva
detto che l’avrebbe rivenduta in Italia (…) IM 1 mi ha parlato ben presto del
fatto che se qualcuno avesse chiesto informazioni io avrei dovuto parlare di __________.
ADR che lui mi aveva pure spiegato che aveva allestito un falso contratto da
cui risultava che aveva venduto la società __________ a questo __________ e ad
altre persone ad hoc. (…) ad un certo punto sono iniziati i problemi con la __________,
considerato che le società fornitrici iniziavano a reclamare i vari pagamenti e
lo facevano prevalentemente con me. Io mi sono quindi rivolto a IM 1 dicendogli
che doveva risolvere la situazione. Lui ha quindi scritto varie lettere. ADR
che a quel punto era chiaro che comunque la __________ non poteva più venir
utilizzata. IM 1 mi aveva comunque detto che aveva acquistato altre società,
tra le quali la __________, acquistata da due persone di __________ secondo
quanto da lui dettomi. Mi aveva detto che avrebbe dovuto valutare cosa fare, ma
che comunque voleva riavviare “l’attività” con una SA. ADR che mi aveva detto
che una SA avrebbe reso di più in quanto poteva fare operazioni più grosse. (…)
di valore superiore. (…) anche in questi casi la merce non sarebbe stata
pagata. ADR che successivamente “l’attività” è ricominciata. (…)”
(AI 345).
“Vorrei comunque fare un’ulteriore rettifica rispetto a quanto da
me dichiarato nei miei precedenti verbali. Volevo precisare che la figura di __________
è inventata. Era stato IM 1 a dirmi che se mi fosse stato chiesto avrei dovuto
menzionare __________. So che IM 1 ha detto la stessa cosa anche ad altri.”
(AI 361).
“(…) prima ancora di essere per la prima volta interrogato dinanzi
alla Polizia io avevo già avuto modo di parlare con IM 1 circa la versione che
sarebbe dovuta essere data nel caso in cui ci avessero chiesto informazioni per
le operazioni effettuate con __________ e __________. ADR che era stato IM 1 a
dirmi cosa avrei dovuto raccontare e successivamente io l’ho spiegato anche a __________.
ADR che era stato IM 1 a dirmi che avremmo dovuto far ricadere la colpa su __________
e __________, dandomi una descrizione di queste due persone che avrei dovuto
eventualmente ripetere alla Polizia. ADR che per quanto mi riguarda __________
e __________ sono due persone inventate, non esistono, io non le ho mai viste.
ADR che confermo che io parlavo con IM 1 dopo i miei verbali d’interrogatorio e
gli raccontavo cosa mi era stato chiesto. ADR che quello che lui mi diceva era
di mantenere sempre la versione legata a __________ e __________. (…) ho detto
a __________ cosa avrebbe dovuto raccontare se fosse stato interrogato e meglio
quella che era la versione concordata in precedenza con IM 1.
ADR che non ricordo esattamente di chi è stata l’idea di far
giungere il materiale ordinato tramite __________ e __________ in parte presso __________.
Preciso che tra __________ e __________ vi era un contratto d’affitto per un
container. ADR che è stato IM 1 a spiegarmi come procedere. ADR che sono stato
io ad allestire un contratto scritto tra __________ e __________, mio papà non
sapeva nulla. ADR che era previsto un importo mensile che comunque non è mai
stato pagato. ADR che per __________ il contratto è stato timbrato e firmato da
IM 1, mentre per __________ è stato timbrato e firmato da me. ADR che io non ho
diritto di firma per __________. ADR che successivamente ho poi gettato tutta
questa documentazione. (…)”
(AI 388).
5.1.3
Per quanto concerne le singole
fattispecie di truffa e di falsità in documenti elencate nell’AA, gli imputati dal
verbale finale, sono sostanzialmente rei confessi, salvo per pochi episodi per
i quali, fors’anche per confusione, si sono contraddetti o che hanno ammesso
solo parzialmente il loro coinvolgimento. Fatto sta che, in aula, hanno
dichiarato, per il tramite dei loro difensori, di riconoscere integralmente il
contenuto dell’AA, senza riserve (v. verbale d’interrogatorio dibattimentale).
Le singole fattispecie non hanno dunque da essere approfondite oltre in fatto, bastando
il rinvio al testo stesso dell’atto d’accusa, riportato integralmente in
entrata della presente sentenza.
5.2
Riciclaggio di denaro
Questa imputazione riguarda il solo IM 2. Dopo aver trascorso
praticamente tutta l’inchiesta rispondendo “non lo so”, oppure “l’ho venduta in
Italia” o “l’ho venduta a ditte in Svizzera interna” alla domanda di dove fosse
finita la merce da loro ordinata senza pagare, la PP ha contestato a IM 2 una
serie di prelevamenti a contanti avvenuti sul suo conto subito dopo l’arresto
di IM 1, per un totale di fr. 125'000.-. Così ha dichiarato IM 2, tentando
varie acrobazie prima di confessare la verità:
“La PP mi dice che in data
24.01.2017
sul conto della mia ditta vi era un saldo di circa 81'500.00
franchi. Il medesimo giorno è stato effettuato un prelevamento a contanti di
50'000.00 franchi. Sempre in data 24.01.2017 risulta che dal mio conto privato
io ho prelavato a contanti un importo di 39'000.00 franchi, per complessivi 89'000.00
franchi. La PP mi chiede cosa ne è stato di questi soldi.
Rispondo che 40'000.00 li ho
consegnati ai miei genitori e a mia sorella quale rimborso di un prestito. ADR
che non mi ricordo il motivo per cui mi era stato concesso il prestito. ADR che
il resto l’ho in parte riversato sul mio conto. Mi viene detto che sui conti
vi è un unico versamento solo un mese dopo di franchi 11'000.00 a contanti. Mi
viene chiesto dove avrei tenuto questo importo durante questo mese e rispondo
che non mi ricordo. ADR che il restante importo l’ho versato alla __________.
Mi sembra fosse di circa 40'000.00 franchi.
La PP mi chiede a cosa si
riferiva un importo così elevato per una cassa malati e io rispondo che avevo ricevuto delle indennità per perdita di
guadagno a seguito di un’operazione che avevo subito ma nel frattempo avevo
comunque lavorato. (…) La PP mi dice che questo comportamento adempie a
quelli che sono gli elementi di una truffa e mi estende l’accusa (…) La PP mi
dice pure che in data 26.10.2016 e 27.10.2016 risulta che io ho effettuato due
prelevamenti a contanti per complessivi 36'000.00 franchi.
È probabile che io abbia pagato
qualche fattura.
La PP mi contesta che dalla
contabilità non risultano pagamenti di fatture a contanti. Ne prendo atto. Non ricordo cosa ho fatto di questo
denaro.
La PP mi contesta che questo
denaro è stato prelevato una settimana dopo l’arresto di IM 1. La PP mi chiede
se io non ho prelevato questo denaro in quanto con l’arresto di IM 1 anche la
mia situazione avrebbe potuto peggiorare e quindi volevo “metterlo al sicuro”.
Dico che non è così.
Probabilmente ho pagato delle fatture personali (…) quali fatture (…)
non me ne ricordo. (..) La PP dice che contattati telefonicamente mia
sorella __________ e mio papà __________ hanno dichiarato che io non ho
rimborsato loro un prestito con un importo di 40'000.00 franchi a contanti. La
PP mi dice che complessivamente io ho prelevato nello spazio di 3 mesi
125'000.00 franchi a contanti dal conto. La PP mi chiede cosa ne ho fatto di questo
importo. (…) Dopo aver parlato con il mio difensore voglio dire che io a
casa ho degli importi a contanti che risultano essere quanto mi è rimasto dei
prelevamenti che mi sono stati contestati. ADR che dovrebbero esserci tra i 50
e i 70'000.00 franchi. ADR che sono interrati all’esterno dell’abitazione e
solo io so dell’esistenza di questo denaro.”
(AI 388).
La Polizia ha dunque proceduto alla ricerca del denaro, rinvenendo
nel giardino di IM 2 una cassetta di sicurezza contenente (AI 391):
- una busta “Privato IM 2
Euro FR” con 72 banconote da CHF 1'000.00
- una busta “soldi IM 2
53'000.00” con 53 banconote da CHF 1'000.00
- una busta “soldi IM 2
vendita legname” con 5 banconote da CHF 1'000.00, 9 banconote da CHF 200.00, 27
banconote da CHF 100.00, 12 banconote da CHF 50.00, 1 banconota da CHF 20.00 e
13.
banconote da Euro 50.00,
per un totale di CHF 135'120.00 e Euro 650.00.
Al dibattimento, IM 2 ha di nuovo ammesso le proprie
responsabilità, precisando di aver agito in tal modo in quanto:
“Ho avuto paura, non sapevo cosa fare. Ho pensato a mia moglie e a
tutto, volevo nascondere un po’ le cose, non volevo rimanessimo senza soldi.
AD IM 2 risponde che mio padre non mi parla più. Mia madre
mi sta aiutando con il lavoro, ma è l’unica. Con mio padre e mia sorella i
rapporti purtroppo non sono più quelli di prima, avendoli io coinvolti in
questa storia. Non ho collaborato fin da subito nell’inchiesta anche perché
avevo paura di essere arrestato in un periodo difficile per mia moglie,
…omissis…”
(v. interrogatorio dibattimentale).
Anche questa imputazione, non contestata, non necessita dunque di
ulteriori approfondimenti in fatto.
5.4
Bancarotta fraudolenta e
frode nel pignoramento alternativamente cattiva gestione
IM 1 e IM 2 sono accusati di tali reati ai ptt. 3 e 9 dell’AA,
proposti dalla pubblica accusa in alternativa. Anche in questo caso, trattasi
di imputazioni non contestate. Vista la proposta in alternativa, è comunque
necessario soffermarsi sulla questione in diritto.
5.4.1
Giusta l’art. 163 CP, il
debitore che, in danno dei suoi creditori, diminuisce fittiziamente il proprio
attivo, in particolare distrae o occulta valori patrimoniali, simula debiti,
riconosce debiti fittizi oppure incita un terzo a farli valere, è punito, se
viene dichiarato il suo fallimento o se viene rilasciato contro di lui un
attestato di carenza beni, con una pena detentiva sino a 5 anni o con una pena
pecuniaria.
A norma dell'art. 165 cifra 1 CP il debitore che, in un modo non
previsto nell'art. 164 CP, a causa di una cattiva gestione, in particolare a
causa di un'insufficiente dotazione di capitale, spese sproporzionate,
speculazioni avventate, crediti concessi o utilizzati con leggerezza, svendita
di valori patrimoniali, grave negligenza nell'esercizio della sua professione o
nell'amministrazione dei suoi beni, cagiona o aggrava il proprio eccessivo
indebitamento, cagiona la propria insolvenza o aggrava la sua situazione
conoscendo la propria insolvenza, è punito, se viene dichiarato il suo
fallimento o se viene rilasciato contro di lui un attestato di carenza di beni,
con una pena detentiva sino a cinque anni. L'enumerazione delle condotte
punibili non è esaustiva (DTF 6P.168/2006 consid. 8.2.1). L'art. 165 CP,
diversamente dall'art. 164 CP, concerne di norma un comportamento complessivo
(Globalverhalten) che va valutato dal giudice nella realizzazione dei suoi atti
costitutivi, con ampio margine d'apprezzamento (Donatsch, Strafrecht III,
Zurigo 2008, pag. 337; Wermeille, La diminution effective de l'actif au
préjudice des créanciers et de la gestion fautive in: RPS 1999 pag. 385).
Nell'apprezzare tale comportamento, il giudice deve, in particolare, valutare
se vi sia stata una mancanza di senso di responsabilità che denota
indiscutibilmente una leggerezza riprovevole (DTF 115 IV 41 consid. 2; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol. I Berna 2002, n.
21-22 ad art. 165; CCRP 10 marzo 2009, inc. 17.2008.75, consid. 8). Un
solo atto di cattiva gestione può essere sufficiente a configurare
l'infrazione. Se all'accusato vengono rimproverati più atti di cattiva gestione
correlati con il fallimento, si deve considerare che ci si trova confrontati
con una sola infrazione ma la pluralità di atti deve essere valutata nel quadro
della commisurazione della pena (DTF 123 IV 195; Corboz, op. cit., n. 30 ad
art. 165). Per dotazione insufficiente del capitale la dottrina, facendo spesso
riferimento al messaggio del Consiglio federale, annovera tutti i casi in cui
un'impresa non dispone, già sin dall'inizio, di risorse sufficienti per far
fronte alle spese generate dall'attività imprenditoriale che si accinge a
svolgere, come pure i casi in cui il capitale azionario al momento della
fondazione non è stato liberato dagli azionisti ed i casi in cui i conferimenti
in natura sono stati sopravvalutati (Corboz, op. cit. N. 23 ad art. 165;
Trechsel/Ogg; Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2008, N. 5 ad
art. 165; Messaggio del Consiglio federale concernente la modifica del Codice
penale svizzero e del Codice penale militare in: FF 1991 II pag. 873 ad n.
213.
). L’applicazione della norma presuppone, però, comportamenti di una
certa gravità, poiché non è pensabile che l'infrazione possa consumarsi ogni
qualvolta una società fallisca in seguito a un'insufficiente dotazione di
capitale (Messaggio del Consiglio federale cit., pag. 873). L'aspetto
soggettivo della cattiva gestione ha suscitato vive controversie in dottrina
fra coloro che, dopo la modifica del testo di legge, sostengono che
l'infrazione può configurarsi solo col dolo eventuale (tesi minoritaria) e
quelli invece che ritengono che, come in passato, è sufficiente la negligenza
grave (tesi dominante). La giurisprudenza del Tribunale federale ha avuto modo
di chiarire che il nuovo testo non ha fatto altro che riprendere e completare
l'enumerazione degli atti di cattiva gestione dell'articolo previgente. La
revisione non ha, quindi, modificato la natura degli atti punibili. Col che,
pur avendo lasciato aperto il tema in talune decisioni (ad es. DTF 6S.24/2007
del 6 marzo 2007 consid. 3.5), l’Alta corte ha ammesso che i principi
sviluppati dalla prassi precedente la modifica rimangono applicabili (DTF
6P.164/2006 del 29 dicembre 2006 consid. 9.3.3;6P.168/2006 del 29 dicembre
2006.
consid. 8.3.3.), ossia che il reato di cattiva gestione può essere
commesso anche per negligenza grave (DTF 6B_492/2009 del 18 gennaio 2010
consid. 2.2;6P.29/2007 del 27 aprile 2007 consid. 11.1). Secondo la
giurisprudenza pubblicata prima della modifica, è sufficiente che il reo abbia
causato o aggravato l'insolvenza con una grave negligenza, ritenuto che
l'intenzione di provocarla non è necessaria. L'autore deve, per contro, avere
saputo che l'atto o l'omissione che gli è addebitata poteva contribuire a
cagionare o ad aggravare l'insolvenza (DTF 115 IV 41 consid. 2).
5.4.2
L’art. 163 CP è una norma
destinata a punire chi fittiziamente diminuisce il proprio attivo in danno dei
creditori. Al contrario, l’art. 165 CP (cattiva gestione) punisce chi
effettivamente diminuisce l’attivo societario mediante operazioni che vìolano
manifestamente l’obbligo di diligenza che incombe all’amministrazione della
società (krasse Sorgfaltspflichtverletzung). L’atto illecito del reato di
bancarotta fraudolenta consiste nella simulazione della riduzione del capitale
azionario, per esempio mediante occultamento di valori patrimoniali oppure
mediante il trasferimento degli stessi da una società all’altra. In caso di
occultamento di valori patrimoniali, il reato di bancarotta fraudolenta
presuppone che alla vittima venga data una falsa impressione attraverso
menzogne oppure mezze verità (carattere fraudolento).
In conclusione, nel reato di bancarotta fraudolenta, la
diminuzione dell’attivo societario è fittizia, mentre in quello di cattiva
gestione è reale (Donatsch/Flachsmann/Hug/Maurer/Riesen-Kupper/Weder, StGB
Kommentar; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch
Handkommentar).
5.4.3
Nel caso di specie è dunque
chiaro trattarsi di cattiva gestione, avendo gli imputati effettivamente
diminuito l’attivo societario fino a causare il fallimento delle società. Con
il che, essendo i fatti non contestati, la Corte ha confermato l’atto d’accusa
propendendo per quest’ultima imputazione.
5.5
Denuncia mendace
Questa imputazione riguarda invece il solo IM 1. L’imputato, nel
corso dell’inchiesta, ha avanzato accuse nei confronti dell’ispettore ACPR 3, __________,
in uno scritto indirizzato al PP __________ e direttamente a margine di un
verbale dinanzi alla Polizia. Egli ha dichiarato di aver consegnato CHF
10'000.00 per il tramite di __________, all’isp. ACPR 3 e questo affinché
quest’ultimo archiviasse il procedimento penale nei suoi confronti.
L’interrogatorio di __________ ha permesso di evidenziare come trattasi anche
in questo caso di bugie raccontate dall’imputato, il quale, con questo suo
comportamento, ha comunque causato l’apertura di un procedimento penale nei
confronti dell’ispettore di polizia, ben sapendo che in realtà lo stesso non
aveva commesso alcun reato.
A verbale finale, interrogato a tal proposito, egli si è limitato
a giustificare il suo operato in tal senso:
“Io non volevo denunciare l’ispettore o meglio io ho probabilmente
frainteso tutta la questione. ADR che io non ricordo più bene come è andata ma
sono molto dispiaciuto e credo di aver frainteso tutto.”
(AI 445).
Anche questa imputazione, pure ammessa in aula, ha trovato dunque
piena conferma.
5.6
Sottrazione
di cose requisite o sequestrate sub. furto
IM 1 è inoltre imputato di tali reati, proposti in subordine, per
fatti che avrebbe commesso nell’ambito di un precedente procedimento penale del
2012.
Dal verbale finale, interrogato a tal proposito, emerge quanto
segue:
“La PP mi legge uno stralcio del mio verbale (…) 23 febbraio
2012.
nell’ambito dell’INC.2009.3864 (pagg. 11 e 12):
“PALA
GOMMATA LIEBHERR L506 e MINISTRASPORTER HUTTER cingolato, acquistati
mediante contratto leasing del 17 gennaio 2007 stipulato con la __________
La
PP mi sottopone il contratto di finanziamento leasing (DOC. 4) e mi chiede chi
lo ha firmato per conto della __________.
Rispondo
che l’ha firmato l’amministratore __________.
La
PP mi dice che la Pala Gommata (…) è stata sequestrata dal Ministero pubblico
nelle mani di __________.
Ne
prendo atto. Preciso che io ho ceduto la proprietà della Pala Gommata a __________,
in quanto gli dovevo un importo di circa 18’000/20'000 CHF per vari lavori,
soprattutto di meccanico, che __________ aveva fatto a mio favore. A quel
momento io avevo calcolato di aver pagato a favore della __________ un importo
di circa 27'000 CHF, importo pari al valore della Pala Gommata. Visto quanto
precede ho quindi deciso di cedere la Pala Gommata a __________, ritenuto come
il prezzo della stessa era già stato coperto.”
La PP mi chiede se voglio prendere posizione.
Confermo di aver preso la pala gommata. Io non ricordo il periodo,
ma visto che mi viene detto aver chiesto le targhe dell’agosto 2012 è stato
allora che io l’ho presa.”
(AI 445).
Anche per queste imputazioni i fatti sono chiari e non contestati.
Alla Corte non è restato che esaminare la questione in diritto, con il che, al
dibattimento, le parti sono state preliminarmente rese edotte sul fatto che per
i due reati è ammesso il concorso, essendo che gli stessi hanno quale scopo la
protezione di due beni giuridici diversi (la pubblica autorità il primo, il
patrimonio il secondo), i due sono stati dunque considerati come imputazioni
singole, e non subordinate. Ne discende che la Corte ha infine confermato
entrambi i capi d’accusa.
6.
COMMISURAZIONE DELLA
PENA
6.1
Se un’inchiesta per fatti
simili è, di per sé, molto complessa, già solo considerata la voluminosità
dell’incarto e l’alto numero di transazioni da esaminare, a renderla ancor più complicata
e ad ostacolare il lavoro degli inquirenti, gli accusati ci hanno messo un
impegno e una dedizione fuori dal comune.
Infatti, se al dibattimento sono finalmente cadute anche le ultime
divergenze emerse nei rispettivi verbali finali, avendo gli imputati per finire
riconosciuto tutti i fatti dell’AA, non si può non sottolineare come il loro
comportamento processuale sia stato non soltanto non collaborativo, ciò di cui
peraltro hanno pure diritto, ma addirittura collusivo. Come non menzionare:
- per IM 1 le numerose
lettere scritte dal carcere, con toni minacciosi nei confronti degli
inquirenti, fino ad accusare un ispettore di essersi offerto per essere
corrotto, accusa che è quanto di più infamante si possa rivolgere ad un
funzionario di Polizia, anche perché assolutamente falsa ed inventata;
- per IM 2 il fatto che,
graziato dal GPC che lo ha scarcerato con generose misure sostitutive,
rivelatesi, alla luce dei fatti, del tutto inefficaci, altro non ha fatto che
provvedere subito a disfarsi della merce (in particolare, dei sassi) oggetto
delle truffe, ricavandone un beneficio economico, per poi occultarne il
provento (da notare, per un importo che andava ben oltre al prestito iniziale
di 10'000.- o 20'000.- CHF da lui asseritamente dati al cugino), e per finire
concordare con lui le versioni da riferire agli inquirenti.
Detto, come già sopra precisato, che sulle imputazioni alternative
si è optato per la cattiva gestione e non per la bancarotta fraudolenta,
questione peraltro di scarso rilievo pratico, la Corte si è quindi chinata
sulla questione della sanzione, da commisurarsi essenzialmente in funzione
della colpa.
6.2
Giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la
colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso
(Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il
grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la
reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la
giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le
espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione”
(DTF 129 IV 6 consid. 6.1).
Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden),
i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere
del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di
evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di
decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101
consid. 2a p. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto
delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta
dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di
tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della
pena ai sensi dell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007
consid. 2.2).
Sul piano soggettivo, le colpe degli imputati si equivalgono. In
sostanza, al di là di chi abbia dato concretamente avvio alle truffe, IM 2 e IM
1.
hanno dato vita ad un sodalizio volto ad ingannare, sin dall’inizio, ignari fornitori,
ordinando merci già con l’intenzione di non pagare, emblematico risultando
l’uso di nominativi falsi ed inesistenti.
Se è vero che, come giustamente precisato dalla difesa, il grado
di inganno non è da considerarsi particolarmente elevato, è altrettanto vero
che, a fronte dell’uso di false identità, risulta assai difficile per gli
accusatori privati operare verifiche al riguardo del loro debitore, così come,
francamente, alla ACPR 7, per fare un esempio, non si poteva pretendere di più
di una verifica a RC dell’esistenza della società.
Se per IM 2 pesa il riciclaggio, soprattutto per le sue finalità,
per IM 1, sempre per le sue finalità, pesa la denuncia mendace.
Anche sul piano oggettivo, le colpe degli imputati si equivalgono.
Entrambi hanno malversato su un periodo lungo, ripetutamente e per importi di
entità simile. Anche i concorsi, intesi come violazione di più beni protetti,
sono molto vicini, fin quasi a sovrapporsi.
In definitiva, la Corte ha ritenuto per entrambi, sia sul piano
oggettivo che su quello soggettivo, una colpa grave per aver leso in maniera
importante il patrimonio altrui, per aver colpito più beni protetti, per mero
fine di lucro, allorquando entrambi non ne avevano bisogno, perché anche IM 1,
nonostante i debiti, un modus vivendi l’aveva trovato, trasferendosi
all’estero. Del resto egli non ha delinquito per poi saldare i propri debiti,
ma solo per egoismo.
Venendo alle circostanze personali, IM 1 ha la posizione più grave
poiché già pregiudicato. A lui la prigione di 10 anni prima non ha fatto alcun
effetto. Abitare in Italia ed entrare in Svizzera a delinquere, era diventato
un modo per garantirsi, dal suo punto di vista, l’impunità.
Meno grave, da questo punto di vista, è la responsabilità di IM 2,
che è alla sua prima esperienza giudiziaria, il piccolo precedente non avendo,
per la Corte, rilievo alcuno visto che si è trattato di un episodio non
particolarmente grave e punito con una dozzina di aliquote giornaliere.
A favore di IM 1, per contro, va tenuto conto del lungo e anche
sofferente carcere preventivo sofferto che, peraltro, per le considerazioni che
seguiranno, pare aver comunque sortito effetti benefici significativi.
Ne discende che, per la Corte, al netto di quanto si va a dire
nelle considerazioni che seguono, adeguata alle colpe rispettive e alla
situazione personale degli imputati, si giustificano senz’altro le richieste di
pena avanzate dalla PP.
6.3
Senonché, improvvisamente, IM
1, dopo aver fatto di tutto per ostacolare il lavoro degli inquirenti (si pensi
solo alle ricerche che si sono rese necessarie per rintracciare le persone
inesistenti che lui insisteva a sostenere, invece, esistevano) ha finalmente
deciso di assumersi le proprie responsabilità, ammettere le sue colpe, cambiare
radicalmente i toni e passare in regime di anticipata espiazione della pena.
Che in questa scelta siano prevalse anche considerazioni di opportunità
processuali, è probabilmente vero, ma è altrettanto vero che egli oggi si è
presentato in maniera radicalmente diversa da quella palesata in istruttoria.
Detto che su IM 1 gravano pesanti precedenti e un comportamento sempre ai
limiti della legge, spesso oltre la stessa, la Corte si è quindi chiesta se, in
queste circostanze, dal profilo della prevenzione speciale, ossia della
prevenzione della recidiva fosse più adeguato condannare IM 1 ad una pena
ferma, senza più possibilità di essere sospesa, o sospenderla parzialmente ed
assistere la parte sospesa di un periodo di prova massimo di 5 anni con il
preciso monito che essa, se dovesse di nuovo delinquere, sarà senz’altro
ripristinata.
La Corte ha deciso per questa seconda opzione, eccezionalmente,
volendo credere che questo ravvedimento – e solo grazie a questo – sia davvero
sincero. Per non banalizzare, tuttavia, l’aspetto anche punitivo che deve
rappresentare la pena, ha comunque fissato in 18 mesi la parte da espiare e in
18.
mesi quella sospesa condizionalmente per un periodo di 5 anni.
Del resto la Corte non ha prestato particolare credito alle concrete
opportunità di lavoro di cui al contratto prodotto, sia perché non è indicato
il grado di occupazione, sia i motivi per i quali la ditta sarebbe sempre
disposta ad attendere che IM 1 esca di prigione, e sia, per finire, quale
sarebbe il suo interesse ad assumerlo visto che egli nemmeno può vantare
esperienze lavorative nel ramo __________. Quello prodotto appare in realtà
poco più di una dichiarazione di comodo, allestito a meri fini processuali.
6.4
Per IM 2, detto di una colpa almeno
equivalente, non dimentichiamo che egli non ha esitato a fingersi inabile al
lavoro per incassare anche indennità non dovute, l’assenza di precedenti
significativi e l’assunzione, comunque tardiva, di responsabilità (dopo aver
truccato subito dopo la scarcerazione) non sono bastate per comprimere la pena
entro i 24 mesi, per consentire una sospensione totale. A mente della Corte è
dunque adeguata una pena detentiva di 30 mesi.
Per lui la prognosi sembra essere meno problematica, perché ha un
lavoro, sta formando un nucleo famigliare e tutto sommato ha una famiglia che
non lo ha, completamente, abbandonato.
Per non pregiudicare la sua risocializzazione, conscia anche delle
modalità che la legge offre in casi del genere, facilitazioni che saranno
ulteriormente concrete a partire dal 2018, la Corte ha fissato in sei mesi la
quota parte da espiare, sospendendo il resto per un periodo di prova di tre
anni.
Anche lui deve sapere, da un lato, che solo la presa di coscienza
e l’assunzione di responsabilità nell’ammettere i fatti (quello che ha fatto appena
scarcerato è davvero gravissimo), gli ha evitato una pena detentiva ferma, e,
dall’altro, che se nel periodo di prova dovesse commettere altri reati, la
stessa (di 24 mesi) sarà ripristinata.
7.
PRETESE ACP
All’incarto si evidenziano numerosi atti forniti dai diversi
accusatori privati in corso d’inchiesta, e nell’AA figurano, dettagliatamente
elencati, prima le parti costituitesi accusatrici private ed in seguito i
semplici danneggiati, vuoi perché hanno ricevuto la merce indietro, vuoi perché
sono stati parzialmente risarciti, hanno rinunciato alla loro qualità di
accusatori privati o non si sono mai costituiti tali.
Al dibattimento gli imputati hanno riconosciuto integralmente le
pretese degli accusatori privati, accolte nella misura indicata nel dispositivo
della sentenza, nel quale sono pure indicati i riferimenti delle relative
istanze di indennizzo in atti. Per il resto, gli accusatori privati sono stati
rinviati al competente foro civile per la quantificazione della loro pretesa,
rispettivamente per le parti di danno qui non integralmente riconosciute.
8.
ACCESSORI
Per quanto concerne i valori patrimoniali sotto sequestro, è stata
ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro con attribuzione, deduzion
fatta della tassa di giustizia e delle spese procedurali (ivi compresi gli
importi dovuti ai difensori d’ufficio avv. __________, avv. DUF 1 e avv. DUF 2,
con riferimento, oltre a quanto tassato nella presente sentenza, anche alle
note d’onorario già tassate dal Ministero pubblico in corso d’inchiesta, v. AI
274, 475 e 476), della parte restante agli accusatori privati,
proporzionalmente alle loro pretese qui riconosciute.
Con riferimento agli oggetti ed alla documentazione sotto
sequestro, ne è stata ordinata la confisca, salvo per i seguenti:
- Unità di sistema (case)
marca HP, modello pavillon slimeline s5000, serial number CZH94000WT;
- Hard disk
“Western digital WD 8000”, serial S/N 56WD807001407019CELL00;
- Hard disk
“DiamondMax21” da 320gb ”, serial S/N 5Qf1M27N;
- Hard disk
“Western digital WD 3200B EVT”, rif. P/N465899-001 e CT nr:
2ADKP003HW5NY8;
- - Pc
Card marca Exsys mod. EX-1356, avente seriale 607100516;
- telefono cellulare Nokia
avente IMEI __________;
- scheda esterna __________;
- la documentazione indicata
al capitolo “Altre indicazioni ai sensi dell’art. 326 CPP”, lett. B), pt. 2,
limitatamente a quanto indicato alla lett. b) (cfr. AI 21,
documentazione annessa all’AI 36, INC.2016.3535); alla lett. e) (cfr. AI
390); ed alla lett. f) (cfr. AI 288);
per i quali è stato ordinato il dissequestro a favore di coloro
che li detenevano al momento del sequestro.
La tassa di giustizia di fr. 5'000.- e le spese procedurali sono state
poste a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di
½ ciascuno.
Per quanto concerne le note professionali dei difensori d’ufficio,
giusta l’art. 135 cpv. 1 CPP, il difensore d’ufficio è retribuito secondo la
tariffa d’avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio
d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (in
seguito: Regolamento Tpu), l’onorario dell’avvocato che opera in regime di
assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della
tariffa di fr. 180.- l’ora (cfr. DTF 132 I 201 consid. 8.5. - 8.7.; STF
1P.161/2006 del 25 settembre 2006 consid. 3.2.).
La retribuzione del patrocinatore va fissata in considerazione del
tempo impiegato, dell’importanza della pratica, dell’impegno difensivo e della
qualità del lavoro prestato, delle difficoltà giuridiche e fattuali, del numero
degli interrogatori e delle udienze ai quali il patrocinatore d’ufficio ha
partecipato, del risultato ottenuto e della responsabilità assunta (cfr. art.
21.
cpv. 2 LAvv; DTF 122 I 1 consid. 3a; STF 6B_273/2009 del 2 luglio 2009,
consid. 2.1; STF 6B_960/2008 del 22 gennaio 2009 consid. 1.1; Harari/Aliberti,
in Commentaire Romand, CPP, Basilea 2011, ad art. 135, n. 15, pag. 575;
Ruckstuhl, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2. ed.,
Basilea 2014, ad art. 135, n. 3).
In applicazione del principio generalmente riconosciuto secondo
cui va retribuito il tempo corrispondente ad una regolare, ordinata e
ragionevole conduzione del mandato, non è determinante il tempo effettivamente
impiegato ma, invece, il dispendio di un patrocinatore mediamente diligente e
sperimentato nel diritto penale nella trattazione di un mandato di analoga
complessità (per il Ticino, vedi Consiglio di Moderazione 19 novembre 1996,
pag. 4, in re avv. B.; cfr., per un altro ambito, CARP del 18 maggio 2011, inc.
17.2011
, consid. 3.3; CRP del 29 dicembre 2010, inc. 60.2010.218).
Visto tutto quanto sopra, le note professionali degli avvocati DUF
1.
e DUF 2, sono state approvate così come presentate, con unico adattamento
riguardo al tempo effettivo del dibattimento, essendo state ritenute idonee ad
un dispendio di un patrocinatore mediamente diligente in una simile causa
penale. A carico degli imputati sono state poste infine anche le note
professionali già tassate dal Ministero pubblico (AI 274 avv. __________, AI
475.
avv. DUF 1 e AI 476 avv. DUF 2).
visti gli art.: 12, 40, 43, 44,
47, 49, 51, 69, 70, 139, 146, 163, 165, 251, 289, 303 e 305bis CP; 82,
135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara
e pronuncia:
1.
IM 1 è autore colpevole di:
1.1
truffa ripetuta, in parte
tentata
1.1.1
qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato
ad agire ripetutamente sotto le ragioni sociali __________ in liquidazione e __________
in liquidazione per assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito,
per avere
nel periodo febbraio 2015 – ottobre 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed
in altre località in Svizzera e all’estero, al fine di procacciare a sé e ad
altri un indebito profitto, agendo in parte in correità con IM 2 e con terzi
perseguiti separatamente, sotto il paravento delle società __________ e __________,
nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità,
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
acquistando o tentando di acquistare a credito merce varia dalle stesse,
sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con dei falsi nomi, o
presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false
generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio di far fronte al
pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano
mezzi propri per effettuare tali pagamenti,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito
per un totale di almeno CHF 453'936.90, rispettivamente tentando di indurle
a consegnare merce a credito per un totale di almeno CHF 63'411.10, merce
in parte recuperata, in parte restituita ai fornitori, ed in parte
verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti;
1.1.2
truffa semplice, tentata,
per avere, nel periodo marzo – aprile 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________ ed in
altre imprecisate località, in correità con IM 2,
alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
tentato di ingannare con astuzia le compagnie di finanziamento __________,
e __________,
e meglio per avere, inoltrando a nome della società __________
delle richieste volte ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per
l’acquisto di un camion, allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti
di lavoro, falsa valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o
fatta formare, sottacendo che il camion sarebbe stato almeno in parte
deprezzato, considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento
sarebbe stata smontata e sostituita con una di valore inferiore,
tentato di danneggiare o di mettere così in pericolo, perlomeno
temporaneo, il patrimonio degli istituti di finanziamento, considerato che
questi ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa
CHF 225'000.00, ritenuto che i finanziamenti non sono stati concessi,
non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa
inattiva da diverso tempo;
1.2
falsità in documenti ripetuta
per avere,
nel periodo
marzo 2015 – aprile 2016,
a __________,
__________, __________, __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
agendo in
parte in correità con IM 2, nonché con terzi perseguiti separatamente, alfine
di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto, ovvero per perfezionare l’inganno astuto di cui sub 1.1,
in 14
differenti occasioni, formato documenti falsi e attestato in documenti,
contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì
uso a scopo d’inganno;
1.3
cattiva gestione ripetuta
per avere,
nel periodo
maggio 2015 – fine 2016,
a __________, __________ ed in altre località del Ticino,
in correità
con IM 2, nella loro qualità di organi di fatto delle società, a causa di
cattiva gestione,
cagionato o
aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato
la situazione conoscendo l’insolvenza delle società __________, con sede a __________
e __________, con sede ad __________, poi dichiarate fallite;
1.4
denuncia mendace
per avere,
nel corso
del mese di novembre 2016, a __________ e a __________,
in uno
scritto indirizzato ad un Procuratore Pubblico e successivamente a margine di
un verbale d’interrogatorio in Polizia, alla presenza del suo difensore,
denunciato falsamente l’ispettore __________ ACPR 3, benché lo sapesse
innocente, per provocare contro di esso un procedimento penale, dichiarando,
contrariamente al vero, che lo stesso gli aveva chiesto, per il tramite di __________,
il versamento direttamente a lui di un importo a contanti di CHF 10'000.00 allo
scopo di archiviare il procedimento penale avviato nei suoi confronti,
rispettivamente per coprire i costi dell’inchiesta;
1.5
sottrazione di cose requisite
o sequestrate
per avere,
a __________,
in circostanze di tempo non meglio precisate, ma verosimilmente nel corso del
mese di agosto 2012,
sottratto la
pala gommata LIEBHERR L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di
telaio 371344, oggetto di sequestro nell’ambito del verbale d’interrogatorio di
__________ di data 19 agosto 2009 (INC.2009.3846), oggetto che sapeva essere
sotto sequestro da parte dell’autorità, considerato che ne era stato reso
edotto nel corso del suo verbale d’interrogatorio del 23 febbraio 2012
nell’ambito dell’INC.2009.3846, considerato che egli ha poi proceduto a vendere
il suddetto veicolo a tale __________ in data 31 agosto 2012;
1.6
furto
per avere,
in circostanze di tempo non meglio precisate, ma verosimilmente
nel corso del mese di agosto 2012, a __________
a scopo di procacciarsi un indebito profitto,
sottratto la
pala gommata LIEBEHERR L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di
telaio 371344, oggetto di sequestro di data 19 agosto 2009, depositato presso __________
di __________ a __________;
e meglio
come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.
2.
IM 2 è autore colpevole di:
2.1
truffa ripetuta, in parte
tentata
2.1.1
qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità
dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le ragioni sociali __________ in
liquidazione e __________ in liquidazione per assicurarsi una regolare fonte
(supplementare) di reddito,
nel periodo febbraio 2015 – dicembre 2016,
a __________, __________, __________, __________ ed in altre località in Svizzera e all’estero, al fine di procacciare a
sé e ad altri un indebito profitto, agendo in parte in correità con IM 2 e con
terzi perseguiti separatamente, sotto il paravento delle società __________ e __________,
nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità,
ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di
ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici,
acquistando o tentando di acquistare a credito merce varia dalle stesse,
sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con dei falsi nomi, o
presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false
generalità,
sottacendo l’assenza della volontà ab initio di far fronte al
pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano
mezzi propri per effettuare tali pagamenti,
inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito
per un totale di almeno CHF 350'435.05, rispettivamente tentando di indurle a consegnare merce a credito per
un totale di almeno CHF 61'920.70, merce in parte recuperata ed in parte
restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a
terzi rimasti ignoti;
2.1.2
truffa semplice, tentata,
2.1.2.1
per avere, nel periodo marzo –
aprile 2015,
a __________, __________, __________, __________, __________ ed in
altre imprecisate località, in correità con IM 1,
alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
tentato di ingannare con astuzia le compagnie di finanziamento __________,
e __________,
e meglio per avere,
inoltrando a nome della società __________ delle richieste volte
ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di un camion,
allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti di lavoro, falsa
valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta formare,
sottacendo che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato, considerato
che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata smontata e
sostituita con una di valore inferiore,
tentato di danneggiare o di mettere così in pericolo, perlomeno
temporaneo, il patrimonio degli istituti di finanziamento, considerato che
questi ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di
circa CHF 225'000.00, ritenuto che i finanziamenti non sono stati
concessi, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la
stessa inattiva da diverso tempo;
2.1.2.2
e per avere, nel periodo giugno
2015.
– aprile 2016,
a __________, __________ ed in altre imprecisate località,
notificato in più occasioni all’assicurazione __________ la
propria inabilità lavorativa, trasmettendo diversi certificati medici che lo
dichiaravano inabile al lavoro al 100%, inducendo così i funzionari
dell’assicurazione a versare un’indennità in realtà non dovuta, considerato che
è emerso che nei periodi di asserita incapacità lavorativa IM 2 ha comunque
continuato a svolgere regolarmente le proprie mansioni in qualità di
autotrasportatore, inducendo la __________ a versargli indebitamente a titolo
di indennità giornaliere complessivamente CHF 71'250.00, considerato che nel
frattempo l’imputato ha risarcito la cassa malati dell’importo di CHF 30'250.00
come richiesto da quest’ultima, la quale si è dichiarata tacitata;
2.2
falsità in documenti
per avere,
nel periodo
marzo 2015 – marzo 2016,
a __________,
__________, __________, __________, __________, __________ ed in altre
imprecisate località,
agendo in
correità con IM 1 e terzi perseguiti separatamente, alfine di nuocere al
patrimonio altrui e di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero
per perfezionare l’inganno astuto di cui sub 2.1,
in 9
differenti occasioni, formato documenti falsi e attestato in documenti,
contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì
uso a scopo d’inganno;
2.3
cattiva gestione
per avere,
nel periodo
maggio 2015 – fine 2016,
a __________,
__________ ed in altre località del Ticino,
in correità
con IM 1, nella loro qualità di organi di fatto delle società, a causa di
cattiva gestione,
cagionato o
aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato
la situazione conoscendo l’insolvenza delle società __________, con sede a __________
e __________, con sede ad __________, poi dichiarate fallite;
2.4
riciclaggio di denaro
per avere,
a far tempo
da ottobre 2016, a __________ e __________,
compiuto
atti suscettibili di vanificare il ritrovamento o la confisca di valori
patrimoniali sapendo che provenivano da un crimine,
e meglio per
avere, prelevando in più occasioni denaro a contanti dal conto no. __________
della ditta individuale __________ acceso presso __________,
tentato di
vanificare il ritrovamento e la confisca di parte del provento delle truffe di
cui sopra, almeno CHF 125'000.00 a contanti, nascondendo tale denaro in una
cassetta di metallo da lui interrata nella proprietà dei propri genitori a __________;
e meglio
come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.
3.
IM 1 è prosciolto
dall’imputazione di bancarotta fraudolenta di cui al pt. 3 dell’AA.
4.
IM 2 è prosciolto
dall’imputazione di bancarotta fraudolenta di cui al pt. 9 dell’AA.
5.
Di conseguenza,
5.1
IM 1
trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quelle di cui al
decreto di accusa del 02.06.2014 (DAC 2009.3846) e del 30.09.2015 (DAC
2015.
);
è condannato
5.1.1
alla pena detentiva di 36
(trentasei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
5.1.2
L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa in ragione di 18 (diciotto) mesi, con un periodo di prova
di anni 5 (cinque). Per il resto è da espiare.
5.2
IM 2
trattandosi
di pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui al decreto di accusa del
19.10.2015
(DAC.2015.6685),
è condannato
5.2.1
alla pena detentiva di 30 (trenta)
mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
5.2.2
L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa in ragione di 24 (ventiquattro) mesi, con un periodo di
prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.
6.
Nei confronti di IM 1, è
ordinata la revoca della sospensione condizionale della pena di 90 aliquote
giornaliere a 30 CHF cadauna di cui al DAC 2009.3846.
7.
Nei confronti di IM 2, è
ordinata la revoca della sospensione condizionale della pena di 12 aliquote
giornaliere a 40 CHF cadauna di cui al DAC 2015.6685.
8.
IM 1 ed IM 2, sono
condannati a pagare in solido le seguenti indennità per titolo di risarcimento
del danno:
- a ACPR 7, CHF fr. 57'637.30
(composti da fr. 4’173.50 per spese legali e fr. fr. 53'463.80 per risarcimento
del danno) (AI 99, doc. dib. 1);
- a ACPR 14, CHF fr. 22'903.20
(composti da fr. 7’808.40 per spese legali e fr. 15’094.80 per risarcimento del
danno) (AI 121, doc. dib. 2 e 3);
- a ACPR 11, CHF 4'903.35 (AI
102);
- a ACPR 10, CHF 4'354.65 (AI
276);
- a ACPR 8, CHF 23'667.65 (AI 1,
INC. 2016.3535);
- a ACPR 13, CHF 1'317.60 (AI
324);
- a ACPR 12, CHF 1'442.05 (AI
328.
e 426);
- alla ACPR 15, CHF 9'700.- più
interessi al 5% a partire dal 1.3.2017 (AI 430);
9.
IM 1 è condannato a pagare le
seguenti indennità per titolo di risarcimento del danno:
- a ACPR 17, CHF 20'769.85 (AI
137);
- a ACPR 16, CHF 6'132.80 (AI
416);
- a ACPR 9, CHF 2'686.55 (AI
241);
- a ACPR 18, CHF 6'476.20 (AI
98B).
10.
Gli accusatori privati sono
rinviati al competente foro civile per la quantificazione della loro pretesa,
rispettivamente per le parti di danno qui non interamente riconosciute.
11.
Per quanto concerne i valori
patrimoniali sotto sequestro, è ordinata la confisca di tutto quanto in
sequestro con attribuzione, deduzion fatta della tassa di giustizia e delle
spese procedurali (ivi compresi gli importi dovuti ai difensori d’ufficio avv. __________,
avv. DUF 1 e avv. DUF 2, con riferimento, oltre a quanto tassato nella
presente, anche alle note d’onorario già tassate dal Ministero pubblico in
corso d’inchiesta, AI 274, 475 e 476), della parte restante agli accusatori
privati, proporzionalmente alle loro pretese qui riconosciute. Il tutto a
crescita in giudicato integrale della presente.
12.
Con riferimento agli oggetti ed
alla documentazione sotto sequestro, ne è ordinata la confisca, salvo per i
seguenti:
- Unità
di sistema (case) marca HP, modello pavillon slimeline s5000, serial number
CZH94000WT;
- Hard disk “Western digital WD 8000”, serial S/N
56WD807001407019CELL00;
- Hard
disk “DiamondMax21” da 320gb ”, serial S/N 5Qf1M27N;
- Hard
disk “Western digital WD 3200B EVT”, rif. P/N465899-001 e CT nr:
2ADKP003HW5NY8;
- Pc
Card marca Exsys mod. EX-1356, avente seriale 607100516;
- telefono
cellulare Nokia avente IMEI __________;
- scheda
esterna __________;
- la
documentazione indicata al capitolo “Altre indicazioni ai sensi dell’art. 326
CPP”, lett. B), pt. 2, limitatamente a quanto indicato alla lett. b)
(cfr. AI 21, documentazione annessa all’AI 36, INC.2016.3535); alla lett. e)
(cfr. AI 390); ed alla lett. f) (cfr. AI 288);
per i quali
è ordinato il dissequestro a favore di coloro che li detenevano al momento del
sequestro, a crescita in giudicato integrale della presente.
13.
La tassa di giustizia di fr.
5'000.- e le spese procedurali sono a carico dei condannati, in solido, con
ripartizione interna in misura di ½ ciascuno.
14.
Le spese per la difesa d’ufficio
sono sostenute dallo Stato.
14.1
La nota professionale dell’avv. DUF
1.
è approvata per:
onorario fr. 4’431.00
spese fr. 229.00
IVA (8%) fr. 372.80
totale fr. 5’032.80
14.2
La nota professionale dell’avv. DUF
2.
è approvata per:
onorario fr. 4’320.00
spese fr. 319.00
IVA (8%) fr. 371.10
totale fr. 5’010.10
14.3
Il condannato IM 1 è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr.10'747.05 (avv. __________,
AI 274), e gli importi di fr. 1'343.50 (AI 475) e di fr. 5’032.80 (avv. DUF 1)
(art. 135 cpv. 4 CPP).
14.4
Il condannato IM 2 è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 29'794.60 (AI 476) e
l’importo di fr. 5’010.10 (art. 135 cpv. 4 CPP).
Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 5'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 9'720.--
Spese diverse fr. 225.--
Spese postali,tel.,affr. in
blocco fr. 523.95
fr. 15'468.95
============
Distinta spese a
carico di IM 1 (1/2)
Tassa di giustizia fr. 2'500.--
Inchiesta preliminare fr. 4'860.--
Spese diverse fr. 112.50
Spese postali,tel.,affr. in
blocco fr. 261.98
fr. 7'734.48
============
Distinta spese a
carico di IM 2 (1/2)
Tassa di giustizia fr. 2'500.--
Inchiesta preliminare fr. 4'860.--
Spese diverse fr. 112.50
Spese postali,tel.,affr. in
blocco fr. 261.98
fr. 7'734.48
============
Intimazione a: -
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Ufficio di comunicazione
in materia di riciclaggio di denaro (MROS), Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna
- Direzione del carcere
penale La Stampa, CP, 6904 Lugano
Per la Corte delle assise
criminali
Il Presidente La
vicecancelliera