72.2017.180
Colpevole di avere sequestrato una persona, minacciando di ucciderla con un coltellino per costringere una terza persona a consegnargli CH 410.00 e EUR 30.00; intersecato una linea di sicurezza e perc
30 novembre 2017Italiano178 min
Source ti.ch
Incarto
n.
72.2017.180
Lugano,
30 novembre 2017/lc
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Marco
Villa, Presidente
GI 2, giudice
a latere
GI 1, giudice
a latere
Jasmine Barone,
vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatori privati:
ACPR 1, (Italia)
ACPR 2
ACPR 3
contro IM 1
rappresentato dall’avv. DUF 1
in carcerazione preventiva dal
12 agosto 2017 al 13 settembre 2017 (33 giorni),
in esecuzione anticipata della
pena dal 14 settembre;
IM 2,
rappresentata dall’avv. DUF 2
in carcerazione preventiva dal
12 agosto 2017 al 12 ottobre 2017 (62 giorni),
in carcerazione di sicurezza dal 13 ottobre 2017 al 30 novembre
2017 e successivamente con decisione del GPC sino al 7.12.2017 compreso (56
giorni);
imputati, a
norma dell’atto d’accusa nr. 150/2017 del 12 ottobre 2017, emanato dal
Procuratore pubblico PP 1, di
A. IM 1 e IM 2 congiuntamente
1. Presa d’ostaggio
aggravata
per avere, la mattina del 12.08.2017, tra le ore 02:02 e le 02:14,
a __________, in via __________, sulla strada pubblica, agendo in correità fra
loro, sequestrato o rapito con la minaccia di morte, ACPR 3, per costringere
l’amica ACPR 2 a farsi consegnare il denaro che aveva con sé,
segnatamente,
viaggiando entrambi sull’auto guidata da IM 2 in diverse vie di __________,
alla ricerca di possibili vittime da derubare, in provenienza da via __________,
fermandosi sul marciapiede di via __________ immediatamente dopo la rotonda
situata all’incrocio fra via __________, via __________, via __________, via __________
e via __________, nel momento in cui scorgevano le due vittime, sole, ferme in
via __________ sul marciapiede nei pressi delle strisce pedonali,
scendendo dal veicolo e avvicinandosi immediatamente IM 1 alle due
donne, nel mentre la correa IM 2 si allontanava alla guida dell’auto, sempre
sulla medesima via, dalla vista delle due vittime,
arrivando IM 1 da tergo per rapporto alla posizione di ACPR 3,
urtandola e afferrandola violentemente con la sua mano sinistra all’altezza del
bicipite destro di lei, impedendole la fuga, puntandole poi un coltello
svizzero con lama estratta all’altezza del fianco di lei e ordinando all’amica ACPR
2 “dammi i soldi altrimenti uccido la tua amica”, minaccia reiterata a
più riprese,
cercando ACPR 2 di fermare il transito di un’auto che proveniva
dalla stessa via, sbracciandosi e spostandosi verso il centro della
carreggiata, ma venendo fermata da IM 1 che le diceva “è inutile che chiedi
aiuto tanto quell’auto è con me”, incutendo ancora più timore nelle due
vittime, ed avvicinandosi a ACPR 2 trascinando con sé ACPR 3 in mezzo alla
strada, sulle strisce pedonali, puntando, a quel momento, per un attimo, il
coltello pure verso ACPR 2,
costretto quest’ultima (ACPR 2), a consegnargli tutto il denaro in
suo possesso, e meglio CHF 410.00 ed EUR 30, mantenendo per circa
10 minuti ACPR 3 immobile e sotto la minaccia di un coltello puntatole al
fianco;
tenuto conto che in seguito, dopo aver raggiunto la sorella IM 2,
che si era allontanata ed essere salito in auto, la refurtiva è stata suddivisa
da IM 1 dando le banconote in EUR (una banconota da EUR 20 e una da EUR 10)
alla sorella e trattenendosi le banconote in CHF che ha inserito nella tasca
anteriore sinistra del pantalone, mentre gli scontrini delle consumazioni, pure
sottratti insieme al denaro, li ha riposti nella tasca posteriore destra del
pantalone;
2. ripetuta rapina
aggravata (in banda), in parte tentata
per avere, il 12.08.2017, a __________, in due distinte occasioni,
in banda con la sorella IM 2, per procacciarsi un indebito profitto ed alfine
di appropriarsene, adottando le medesime modalità per entrambi i casi, e meglio
usando violenza e minacciandole verbalmente e a mano di un coltello (tipo
svizzero) di un pericolo imminente alla loro vita e alla loro integrità
corporale, rendendole incapaci di opporre resistenza,
sottratto a 3 differenti vittime, denaro contante per un valore
complessivo di circa CHF 476.00;
segnatamente,
2.1. a __________, in via __________,
tra le ore 01:54 e le ore 01:58, viaggiando entrambi sull’auto guidata da IM 2
fra le vie di __________, alla ricerca di possibili vittime da derubare, in
provenienza da via __________, fermandosi sul marciapiede destro per rapporto
al loro senso di marcia, dopo aver notato la vittima, una donna sola che
camminava nella stessa direzione,
scendendo dal veicolo e avvicinandosi immediatamente IM 1 alla
vittima, impugnando un coltello svizzero dal quale estraeva la lama e
puntandolo in direzione della vittima, minacciandola con espressioni tipo “fuori
Fatti
i soldi subito, se no ti accoltello” e arrivando addirittura ad appoggiare
la lama del coltello sul di lei collo, all’altezza della trachea, parte destra,
mentre la correa IM 2 si allontanava alla guida dell’auto dalla
vista della vittima, proseguendo sulla stessa via, per poi fermarsi, e quindi,
un attimo dopo, facendo marcia indietro per circa una decina di metri, nel
momento in cui la vittima riusciva ad allontanarsi da IM 1 ponendosi sulla
carreggiata, urlando e sbracciandosi nel tentativo di fermare l’autista di un
camioncino di colore bianco che in quel momento stava sopraggiungendo dal
quartiere di __________-__________, purtroppo senza successo,
raggiungendo, IM 1, immediatamente la vittima che nel frattempo
era fuggita sull’altro lato della strada, puntandole nuovamente il coltello
all’altezza della gola, appoggiando la lama sul collo e minacciandola di stare
zitta (“se fiati ti ammazzo”) e di non “fiatare”, altrimenti l’avrebbe
colpita con il coltello, facendo sì che quest’ultima gli consegnasse la
borsetta che aveva con sé,
nel contempo la sorella IM 2 proseguiva il transito avanzando di
nuovo con parte dell’auto sul marciapiede e le quattro frecce di posizione
accese,
frugando, IM 1 all’interno della borsa senza trovare denaro,
neppure all’interno del portamonete della donna,
rovesciando, la vittima, tutto il contenuto della borsa sul
marciapiede per dimostrare all’uomo di non avere denaro,
arrivando poi, IM 1 ad aprirle la cerniera della giacca per
tentare di sottrarle eventuali gioielli, inutilmente perché la donna non ne
indossava;
venendo infine sollecitato dalla correa con un colpo di clacson e
quindi allontanandosi dalla vittima di corsa dopo averle ancora intimato il
silenzio, mentre la sorella contemporaneamente si spostava repentinamente verso
__________, fermandosi all’interno di un piazzale/posteggio dello stabile di
via __________, sulla destra per rapporto alla sua corsia di marcia, lontana
dalla vista della vittima, sempre con le 4 frecce di posizione accese;
per infine, dopo che il fratello saliva in auto, fare retromarcia
immettendosi sulla medesima strada, spegnendo fari e frecce e procedendo il
transito su via __________ a luci spente, quindi azionando di nuovo le frecce
solo poco prima di raggiungere la stazione FFS di __________;
commesso un tentato furto ai danni di ACPR 1, usando violenza,
minacciandola e rendendola incapace di opporre resistenza, senza risultato, in
quanto la vittima era senza soldi e senza gioielli;
2.2. a __________, in via __________,
nelle circostanze di cui al punto A.1., tra le ore 02:02 e le 02:14, immediatamente
dopo i fatti di cui al punto A.2.1., in provenienza da via __________,
arrestando IM 2 l’auto sul marciapiede di via __________, subito dopo la
rotonda situata all’incrocio fra via __________, via __________, via __________,
via __________ e via __________, nel momento in cui lei e suo fratello
scorgevano le due vittime, sole, ferme sulla via __________, sul marciapiede,
nei pressi delle strisce pedonali,
avvicinandosi immediatamente IM 1 alle due donne, nel mentre la
correa IM 2 si allontanava, sempre sulla medesima via, dalla vista delle due
vittime,
arrivando IM 1 da tergo per rapporto alla posizione di ACPR 3,
urtandola e afferrandola violentemente con la sua mano sinistra all’altezza del
bicipite destro di lei, impedendole la fuga, puntandole poi un coltello (tipo
“svizzero”), che teneva nella sua mano destra, con lama estratta all’altezza
del fianco di lei e ordinando all’amica ACPR 2 “dammi i soldi altrimenti
uccido la tua amica”, minaccia reiterata a più riprese,
cercando ACPR 2 di fermare il transito di un’auto che proveniva
dalla stessa via, sbracciandosi e spostandosi verso il centro della
carreggiata, ma venendo fermata da IM 1 che le diceva “è inutile che chiedi
aiuto tanto quell’auto è con me”, incutendo ancora più timore nelle due
vittime, ed avvicinandosi a ACPR 2 trascinando con sé ACPR 3 in mezzo alla
strada, sulle strisce pedonali, puntando, a quel momento, per un attimo, il
coltello pure verso ACPR 2,
e quindi facendosi consegnare dapprima da ACPR 2 il denaro
(banconote svizzere corrispondenti a CHF 410.00 e due banconote italiane
corrispondenti a EUR 30), arrotolate insieme a due scontrini di cassa
(riguardanti le consumazioni nei locali frequentati dalle due donne quella
sera/notte), e poi da ACPR 3 altro denaro (banconote e moneta svizzera) per un
valore complessivo di circa CHF 36.00,
commesso un furto, usando violenza, minacciandole e rendendole
incapaci di opporre resistente, nei confronti di ACPR 3 per un importo
complessivo di CHF 36.00, come pure nei confronti di ACPR 2 per un
importo complessivo di circa CHF 440.00;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reati previsti: dagli art. 185 cifra 2 CP, in abbinamento
alla cifra 1 e art. 140 cifra 3 CP;
richiamato l’art. 22 cpv. 1 CP;
B. IM 2 singolarmente
1. Infrazione grave alle
norme della circolazione
per avere, in data 11.08.2017, alle ore 22:10, a __________,
provenendo da Viale __________ alla guida del veicolo Daewoo Matiz targato __________,
intersecando poi la linea di sicurezza in Corso __________ per poi percorrere
via __________ in senso opposto alla direzione di marcia prescritta,
violato gravemente le norme della circolazione stradale,
cagionando un serio pericolo per la sicurezza altrui, rispettivamente
assumendosi il rischio di detto pericolo;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: dall’art. 90 cifra 2 LCS; richiamati gli
artti. 26, 27 e 34 cpv. 2 LCS;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1
in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1;
- l’imputata IM 2, assistita
dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 2;
- in qualità di interprete
per la lingua araba __________.
Espletato il pubblico dibattimento:
mercoledì 29 novembre 2017,
dalle ore 09:35 alle ore 18:22,
giovedì 30 novembre 2017, dalle
ore 10:19 alle ore 11:16.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento
Il Presidente propone alle parti
le seguenti modifiche dell’atto d’accusa:
-- a
pag. 1, si stralcia di __________ dopo criminali;
-- a
pag. 1, alle generalità di IM 2, richiamati i doc. TPC 5 e 12, si sostituisce
ad oggi con al 12.10.2017 e odierna con il 12.10.2017 nonché si aggiunge per
essere concessa dal GPC sino al 7.12.2017 compreso;
-- a
pag. 2, al punto A.1, richiamato il verbale d’interrogatorio PP ACPR 2
18.8.2017 a pag. 3 righe 34 (“fuori un coltello…altezza della vita”) e da 45
(“trascinando con sé…”) a 46 (“…tua amica”) si sostituisce del fianco con della
vita, si aggiunge io tra altrimenti e uccido nonché si sostituisce al fianco
con all’altezza della vita;
-- a
pag. 2, al punto A.2, al titolo di reato, dopo (in banda) si aggiunge
subordinatamente semplice;
-- a
pag. 2, al punto A.2, richiamati i verbali d’interrogatorio PS ACPR 2 12.8.2017
a pag. 5 da riga 22 (“R: 400 CHF…”) a riga 23 (“...da 10 CHF”), PP ACPR 2
18.8.2017 a pag. 4 riga 28 (“ADR che gli…una da 10.00”) e a pag. 6 da riga 15
(“A domanda dell’avv…”) a riga 20 (“…avessi nel borsello”) e PS ACPR 3
12.8.2017 a pag. 3 da riga 25 (“Io…”) a riga 27 (“…CHF 36.-”) si sostituisce
CHF 476.00 con fr. 446.- e Euro 30.-;
-- a
pag. 4, al punto A.2.2, richiamato il verbale d’interrogatorio PP ACPR 2
18.8.2017 a pag. 3 righe 34 (“fuori un coltello…altezza della vita”) e da 45
(“trascinando con sé…”) a 46 (“…tua amica”) si sostituisce del fianco con della
vita e si aggiunge io tra altrimenti e uccido;
-- a
pag. 4, al punto A.2.2, richiamati i verbali d’interrogatorio PS ACPR 2
12.8.2017 a pag. 5 da riga 22 (“R: 400 CHF…”) a riga 23 (“...da 10 CHF”) e PP ACPR
2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 (“ADR che gli…una da 10.00”) nonché a pag. 6 da
riga 15 (“A domanda dell’avv…”) a riga 20 (“…avessi nel borsello”) si
sostituisce CHF 440.00 con fr. 410.- e Euro 30.-;
-- a
pag. 4, al punto A.2.2, ai reati si aggiunge il cpv. 1 al n. 1 dell’art. 185
CP, la n. 1 cpv. 1 e il cpv. 1 alla n. 3 all’art. 140 CP;
-- a
pag. 4, al punto B.1, richiamato il doc. TPC 18, si aggiunge Chevrolet tra
Daewoo e Matiz e si sposta __________ dopo targato;
-- a
pag. 5, al punto B.1, al reato, richiamato l’art. 90 LCStr., si sostituisce
cifra con cpv. e LCS con LCStr;
-- a
pag. 5, ai sequestri di IM 1, richiamato l’AI 1 allegato 20, si sostituisce CHF
456,80 con fr. 456.60 e con 0.15 Euro pari a fr. 0,20 e si stralcia tutto
quanto in parentesi;
-- a
pag. 5, ai sequesti di IM 2:
-- richiamato
l’AI 1 allegato 21 si sostituisce CHF 259.00 con Euro 230.- e si stralcia tutto
quanto in parentesi;
-- richiamato
il doc. TPC 18 si aggiunge dopo Daewoo e prima di blu Chevrolet Matiz di colore
e la parentesi chiusa dopo I che viene tolta dopo RL;
-- richiamato
il doc. TPC 18 si corregge il primo numero Imei del Samsung bianco senza SIM da
3 a 2.
Le parti si dichiarano d’accordo
con queste correzioni e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.
Sentiti: - il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: chiedo la conferma dell’AA con le modifiche dibattimentali. In
corso di istruttoria è emerso il legame profondo fra i due imputati, i quali
sono molto uniti. Questo sentimento ha spinto l’imputata ad accompagnare il
fratello a __________. I fatti descritti dall’AA sono pacificamente emersi in
corso di istruttoria grazie alle dichiarazioni più che credibili delle 3
vittime, alle riprese di videosorveglianza nonché alle dichiarazioni stesse
dell’imputato, il quale ha ammesso sostanzialmente i fatti. L’imputato ha
minacciato più volte le sue vittime di pericolo di morte, incutendo in loro un
grande timore e facendogli credere di avere dei correi.
Le modalità delle due rapine sono simili. Le minacce non sono
avvenute solo a parole, ma l’imputato ha puntato il coltello contro le vittime,
in un caso puntandolo alla gola. L’imputata ha assistito a questi fatti, nel
primo caso avvertendo il fratello con un colpo di clacson e fuggendo a fari
spenti nel traffico di __________ una volta che il fratello è risalito in auto
dopo il tentativo di rapina. L’imputato ha riconosciuto le sue colpe, non
riconosce tuttavia di aver puntato il coltello alla gola della vittima, di
averla minacciata di morte e di avere cercato dei gioielli. Per quanto concerne
la seconda rapina, l’imputato non ricorda di aver preso soldi dalla vittima ACPR
3 e di averla minacciata di morte, tuttavia non esclude questa ipotesi.
L’imputata ha partecipato attivamente a questi fatti. In corso d’istruttoria le
sue dichiarazioni non sono state lineari. Se fosse stata in buona fede l’imputata
non avrebbe dovuto mentire su nulla, mentre è emerso che non è stata sincera su
diversi aspetti, quali il motivo del viaggio, il possesso del coltello da parte
del fratello, i motivi per cui quest’ultimo è sceso dall’auto diverse volte e
il fatto che nei primi verbali non ha raccontato delle due soste. Solo in
seguito ella ha raccontato di essersi fermata due volte perché richiesto dal
fratello e di averlo visto in un’occasione con una persona. Anche le modalità
di guida dell’imputata costituiscono un indizio importante a suo carico. La
stessa non può non aver assistito alla scena o sentito urlare la vittima, ha
sollecitato il fratello con un colpo di clacson, vedendo anche il passaggio del
furgone bianco, rimettendosi sulla via cantonale a fari spenti nonostante
quando fosse ferma sul posteggio in attesa del fratello avesse le luci accese.
La scelta di spegnere i fari è dunque un altro indizio in merito alla
consapevolezza della donna su quanto compiuto dal fratello. Anche per quanto
attiene alla seconda rapina, non è credibile la versione dell’imputata di non
aver visto le due vittime una volta rientrata in rotatoria, considerato anche
che in quel momento le luci erano accese e che le due vittime hanno invece
visto l’auto dell’imputata che si è inoltre allontanata appena ha fatto
scendere il fratello. Il continuo girovagare da parte degli imputati
corrisponde dunque alla volontà di questi di cercare altre vittime e non di
cercare la strada per la casetta gialla. L’imputato ha dichiarato di aver
pagato al __________ con una banconota da Euro 50.- datale dalla sorella. Se la
stessa fosse stata in possesso di banconote di taglio minore, come una da 20.-
o da 10.-, l’imputata avrebbe utilizzato queste visto che era un importo più
che sufficiente per il pagamento dei due menu e visto che non erano in possesso
di IM 1, sono dunque quelle appartenenti alla vittima ACPR 2, la quale ha
lamentato il furto proprio di due banconote di tale taglio. Solo alla fine
l’imputato ha affermato di non aver rubato Euro, ciò per discolpare la sorella.
Per quanto concerne gli aspetti giuridici, fra l’art. 140 e 185 CP vi è
concorso perfetto. Il TF in DTF 133 IV 297 riconosce che quando i beni
giuridici non sono i medesimi, entrambi i reati devono essere dati. In questo
caso, il comportamento precedente alla richiesta del denaro da parte
dell’imputato, deve essere qualificato come presa d’ostaggio aggravata, vista
la minaccia di morte. Sono due reati distinti in quanto da una parte viene
protetta la libertà delle due donne e dall’altra il loro patrimonio (TF 121 IV
178). Richiamata poi la sentenza 6B 890/2006 anche l’aggravante della banda
deve essere data ad entrambi. Per la commisurazione della pena, l’imputato ha
avuto un ruolo principale nei fatti. La colpa dell’imputato è da ritenere
oggettivamente e soggettivamente grave già solo perché girava per la città con
un coltello, in uno stato poco lucido, circostanza che però non lo ha limitato
nelle sue azioni. IM 2 ha avuto un ruolo marginale nei reati a lei imputati.
Tuttavia la stessa deve essere punita in qualità di coautore e non di semplice
complice. I due non si sono limitati ad un solo episodio ma hanno persistito.
Vi è per lei dolo diretto per entrambe le rapine, subordinatamente eventuale
solo per la prima. Richiamati i precedenti specifici di IM 1, la sua prognosi
negativa, il fatto di aver sminuito la gravità dei suoi fatti, le due sanzioni
all’interno del carcere, la parziale ammissione dei fatti, la collaborazione,
le condizioni personali e le aggravanti si chiede una pena detentiva di 4 anni,
per IM 2 si chiede invece una pena di anni 3 sospesi parzialmente per 30 mesi
con un periodo di prova di due anni. Si chiede da ultimo l’espulsione di
entrambi per il periodo di anni 10;
- l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: IM 1 si è pentito per tutto quanto messo in atto la notte dei
fatti e si è scusato con le vittime. Per quanto attiene al tentativo di rapina,
in nessun momento l’imputato ha puntato il coltello alla gola della vittima ma
ha tenuto la lama sempre verso il basso. Le dichiarazioni della vittima ACPR 1
appaiono confuse e poco credibili laddove indica che le è stato puntato il
coltello alla gola e le sono state proferite minacce di morte, senza omettere
poi che non combaciano con quanto dichiarato il giorno dei fatti incriminati,
ritenuto che successivamente la vittima ha dichiarato che l’imputato le ha
sottratto un profumo che non è stato rinvenuto al momento del fermo. Nulla
della vittima è stato trovato in possesso dell’imputato al momento del fermo.
Per quanto concerne invece la rapina a danno delle due donne, l’imputato ha
afferrato la vittima ACPR 3 tenendo sempre il coltello con la lama rivolta
verso il basso, versione confermata dalla stessa vittima. Quest’ultima ha anche
indicato che l’imputato non ha puntato la lama nemmeno nei confronti della
vittima ACPR 2, precisando nel contempo che IM 1 non era aggressivo bensì
pacato, quasi addormentato. La versione dell’imputato deve dunque essere
ritenuta credibile. Le versioni delle due vittime non sono infatti lineari. ACPR
2 afferma che il coltello è stato puntato verso la vita dell’amica e verso sé
stessa, mentre ACPR 3 contesta ciò, precisando che il coltello era sempre
vicino alla gamba dell’imputato con la lama puntata verso il basso. Al momento
dei fatti il tasso alcolemico di IM 1 era di circa 1,2 gr/l, ciò che in
combinazione all’assunzione di droghe ha comportato un’alterazione del suo
stato psico-fisico, circostanza confermata dalle vittime ACPR 2 e ACPR 3.
L’imputato non ha agito per scopo di lucro. Per quanto riguarda la presa
d’ostaggio, l’imputato non ha agito con crudeltà e violenza. Ha preso il
braccio alla vittima ACPR 3 ma non l’ha sequestrata e ha chiesto soldi ad
entrambe. L’intenzione dell’imputato era quella di ottenere dei soldi da
entrambe le vittime. Nella fattispecie non sono dunque adempiute le condizioni
oggettive e soggettive del reato di presa d’ostaggio e a tale riguardo si
richiama la DTF 133 IV 297. Vi sarebbe dunque un'unica circostanza ove vi sono
due persone rapinate con l’unico scopo di IM 1 di ottenere del denaro. Si
chiede pertanto il proscioglimento dell’imputato dal reato di presa d’ostaggio,
sia nella forma semplice che in quella aggravata. Per quanto attiene
all’aggravante della banda nella fattispecie di rapina, non sono dati i
rispettivi elementi oggettivi e soggettivi. Non vi era in particolare la
concorde volontà degli imputati di perpetuare più azioni criminali. In merito
alla commisurazione della pena, viste le scuse dell’imputato, il suo sincero
pentimento, il suo stato psico-fisico al momento dei fatti che giustifica uno
stato di scemata imputabilità di grado medio ex art. 19 CP, le conseguenze che
una pena detentiva potrebbe avere sulla sua vita futura, la promessa di lavoro
una volta uscito dal carcere nonché le sentenze emesse in precedenti casi
analoghi, si chiede una riduzione della pena detentiva richiesta dal PP ad un
massimo di 16 mesi, completamente sospesa per un periodo di prova di 5 anni e,
in via subordinata, una pena detentiva parzialmente sospesa con un massimo di 6
mesi da espiare con un periodo di prova di 5 anni. Non ci si oppone
all’espulsione dell’imputato per un periodo di 10 anni;
- l’avv. DUF 2,
difensore dell’imputata IM 2, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: l’imputata deve essere prosciolta dalle imputazioni principali di
rapina e presa d’ostaggio in quanto del tutto estranea. La stessa non può
essere ritenuta correa soltanto perché non sapeva. IM 2 non ha subito detto la
verità in quanto spaventata.
I fatti a carico dell’imputata descritti nell’AA sono del tutto
contestati, gli stessi si basano unicamente su un processo indiziario, in
quanto mancano prove certe e sicure. Per quanto attiene alla rapina in via __________,
l’unica circostanza certa è che IM 2 era alla guida dell’autoveicolo, poiché IM
1 non è titolare di una licenza di condurre. L’imputata non aveva da dubitare
circa le giustificazioni del fratello per le soste. In merito alla prima
fermata, non vedendolo arrivare e in seguito ad un colpo di clacson di un altro
automobilista, l’imputata ha aperto la portiera vedendo il fratello con
un’altra persona ed è per tal motivo che si è avvicinata. Le quattro frecce e i
fari accessi a lato della carreggiata devono essere qualificati come un
comportamento irragionevole per un rapinatore ma logico per un innocente, in
quanto attirano l’attenzione. Lo spostamento del veicolo non aveva altro scopo
che quello di non intralciare la circolazione stradale. Se fosse stata inoltre
correa del fratello, non vi sarebbe stata alcuna logica nell’allontanarsi da
lui per posizionarsi su un vicino spiazzo. Nemmeno la ripartenza a fari spenti
può essere qualificata quale prova certa a carico di __________ considerato che
tale atteggiamento attira immediatamente l’attenzione degli altri utenti
stradali. Nemmeno dall’elemento del clacson possono essere dedotti indizi
significativi a carico di __________, posto anche come la vittima ACPR 1
semplicemente presume che sia stato un correo di IM 1. Molto più plausibile
invece la versione dell’imputata, la quale conferma che è stato un altro utente
a suonare per via della sua posizione sulla carreggiata e per tale motivo si è
spostata. Anche per quanto attiene la seconda rapina a __________, all’imputata
si può solo rimproverare di aver guidato l’automobile. Non vi sono infatti
gravi elementi indizianti e convergenti a carico di IM 2. Lo spostamento
dell’auto è contestato dall’imputata e le versioni di ACPR 2 e ACPR 3 non sono
lineari ed univoche. Da ciò ne deriva che tale ipotetico spostamento non può
essere accertato. Risulta inoltre plausibile che l’imputata non abbia visto le
vittime sul marciapiede, posto come la stessa fosse concentrata sulla manovra
in rotatoria. Traspare inoltre che non vi è la minima pianificazione e
organizzazione per la perpetuazione delle rapine. L’inchiesta non ha nemmeno
accertato che l’imputata fosse a conoscenza del coltello. La stessa guidava ed
era attenta alla strada. Irrilevante dunque se il fratello ha adoperato il
coltello per tagliare il pane, in quanto era buio e la stessa era concentrata
alla guida. Anche per la refurtiva, non è accertato che fra il denaro sottratto
alla vittima ACPR 2 vi fossero delle banconote in Euro mentre IM 1 ha sempre
affermato di non aver consegnato del denaro alla sorella. Facendo anche un
breve calcolo in merito alle spese degli imputati la sera dei fatti, qualora IM
2 avesse ricevuto dei soldi dal fratello la stessa avrebbe dovuto detenere
almeno Euro 260.- al momento del fermo. IM 2 non aveva alcun movente per
compiere le rapine. Per quanto concerne il comportamento processuale,
l’imputata era ed è impaurita e per ciò non ha sempre reso dichiarazioni
lineari ma non per questo non deve essere creduta. Si chiede pertanto il
proscioglimento dell’imputata e l’immediata sua scarcerazione. Deve essere
inoltre calcolato un importo quale indennizzo per torto morale pari a fr. 200.-
per il numero di giorni di detenzione sofferti. Per quanto attiene alla
violazione delle norme della circolazione, la presente fattispecie deve essere
sussunta alla contravvenzione. In via subordinata si chiede una riduzione della
pena e la sospensione condizionale della stessa.
Considerato, in fatto ed in diritto
I) Correzioni
dell’atto d’accusa
1. Richiamati i
verbali d’interrogatorio (di seguito solo VI) di Polizia (di seguito solo PS)
delle accusatrici private (di seguito solo AP) ACPR 2 12.8.2017 a pagina (di
seguito solo pag.) 5 da riga 22 a riga 23 e ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga
25 a riga 27 nonché di ACPR 2 dinanzi al Procuratore pubblico (di seguito solo
PP) 18.8.2017 a pag. 3 riga 34 e da riga 45 a riga 46, a pag. 4 riga 28 e a
pag. 6 da riga 15 a riga 20, gli atti istruttori (di seguito solo AI) 1
allegati (di seguito solo all.) 20 e 21 dell’incarto (di seguito solo Inc.)
2017.7386 del Ministero Pubblico (di seguito solo MP), nonché i documenti (di
seguito solo doc.) del Tribunale penale cantonale (di seguito solo TPC) 5, 12 e
18, all’apertura del pubblico dibattimento si è proceduto alle seguenti
correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA e doc. TPC 1):
"
Il Presidente propone alle parti le seguenti modifiche dell’atto
d’accusa:
-- a pag. 1, si stralcia di __________ dopo criminali;
-- a pag. 1, alle generalità di IM 2, richiamati i doc. TPC 5 e
12, si sostituisce ad oggi con al 12.10.2017 e odierna con il 12.10.2017
nonché si aggiunge per essere concessa dal GPC sino al 7.12.2017 compreso;
-- a pag. 2, al punto A.1, richiamato il verbale d’interrogatorio
PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 righe 34 (“fuori un coltello…altezza della vita”)
e da 45 (“trascinando con sé…”) a 46 (“…tua amica”) si sostituisce del fianco
con della vita, si aggiunge io tra altrimenti e uccido nonché si sostituisce al
fianco con all’altezza della vita;
-- a pag. 2, al punto A.2, al titolo di reato, dopo (in banda) si
aggiunge subordinatamente semplice;
-- a pag. 2, al punto A.2, richiamati i verbali d’interrogatorio
PS ACPR 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 22 (“R: 400 CHF…”) a riga 23 (“...da 10
CHF”), PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 (“ADR che gli…una da 10.00”) e a
pag. 6 da riga 15 (“A domanda dell’avv…”) a riga 20 (“…avessi nel borsello”) e
PS ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga 25 (“Io…”) a riga 27 (“…CHF 36.-”) si
sostituisce CHF 476.00 con fr. 446.- e Euro 30.-;
-- a pag. 4, al punto A.2.2, richiamato il verbale
d’interrogatorio PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 righe 34 (“fuori un
coltello…altezza della vita”) e da 45 (“trascinando con sé…”) a 46 (“…tua
amica”) si sostituisce del fianco con della vita e si aggiunge io tra
altrimenti e uccido;
-- a pag. 4, al punto A.2.2, richiamati i verbali d’interrogatorio
PS ACPR 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 22 (“R: 400 CHF…”) a riga 23 (“...da 10
CHF”) e PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 (“ADR che gli…una da 10.00”)
nonché a pag. 6 da riga 15 (“A domanda dell’avv…”) a riga 20 (“…avessi nel
borsello”) si sostituisce CHF 440.00 con fr. 410.- e Euro 30.-;
-- a pag. 4, al punto A.2.2, ai reati si aggiunge il cpv. 1 al n.
1 dell’art. 185 CP, la n. 1 cpv. 1 e il cpv. 1 alla n. 3 all’art. 140 CP;
-- a pag. 4, al punto B.1, richiamato il doc. TPC 18, si aggiunge
Chevrolet tra Daewoo e Matiz e si sposta __________ dopo targato;
-- a pag. 5, al punto B.1, al reato, richiamato l’art. 90 LCStr.,
si sostituisce cifra con cpv. e LCS con LCStr;
-- a pag. 5, ai sequestri di IM 1, richiamato l’AI 1 allegato 20,
si sostituisce CHF 456,80 con fr. 456.60 e con 0.15 Euro pari a fr. 0,20 e si
stralcia tutto quanto in parentesi;
-- a pag. 5, ai sequestri di IM 2:
-- richiamato l’AI 1 allegato 21 si sostituisce CHF 259.00 con Euro
230.- e si stralcia tutto quanto in parentesi;
-- richiamato il doc. TPC 18 si aggiunge dopo Daewoo e prima di
blu Chevrolet Matiz di colore e la parentesi chiusa dopo I che viene tolta dopo
RL;
-- richiamato il doc. TPC 18 si corregge il primo numero Imei del
Samsung bianco senza SIM da 3 a 2.
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’atto
d’accusa è modificato di conseguenza”
(verbale del dibattimento, di seguito solo VD, a pag. 2 e 3)
II) Apprezzamento
giuridico divergente
2. All’inizio della
procedura probatoria dibattimentale (articolo, di seguito solo art., 341
capoverso, di seguito solo cpv., 3 del Codice di diritto processuale penale
svizzero, di seguito solo CPP), richiamato l’art. 344 CPP, sono stati
alternativamente prospettati alle parti il reato di presa d’ostaggio semplice
(art. 185 cifra, di seguito solo n., cpv. 1 del Codice penale svizzero, di
seguito solo CP) in relazione al punto (di seguito solo pto.) A.1 dell’AA (doc.
TPC 1) rispettivamente di rapina semplice (art. 139 n. 1 CP) per i punti (di
seguito solo pti.) 2, 2.1 e 2.2 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 1 a pag. 3).
III) Vita e precedenti penali
degli imputati
3. Per il vissuto, i
precedenti penali e i progetti di vita di IM 1, cittadino marocchino, nato l’__________,
residente a __________ (AI 1), si rinvia al suo dire nei seguenti passaggi dei
suoi VI PS e PP:
"
Sono nato in Marocco, e all’età di circa __________
anni sono emigrato in Italia con la mia famiglia.
A partire da quell’anno ho poi frequentato le scuole dell'obbligo, terminando i miei
studi con il diploma della terza media.
Da lì in poi ho fatto parecchi lavori diversi tra
loro, tra i __________, __________, __________, __________ e parecchi altri.
Nel 2008 mi trovavo presso un ospedale perché non
stavo bene, e in quell’occasione ho conosciuto la mia attuale compagna __________,
la quale lavorava e lavora tutt’ora in quel settore.
Dalla nostra unione sono nate le nostre figlie, __________
__________ e __________, della quale non ricordo la data di nascita.
Attualmente conviviamo, e le cose vanno bene.
Per quanto riguarda il nostro sostentamento, mia moglie guadagna
circa 1'000.- Euro al mese, mentre io ho un impiego in nero
come corriere e ne guadagno più o meno
700.- al mese.
Circa il mio stato di salute, aggiungo che da dodici anni fino a qualche mese fa, facevo uso di eroina e cocaina, ed
attualmente sono in cura metadonica.
La prova di ciò è il metadone trovato in mio
possesso al momento del fermo”
(VI PS IM 1 12.8.2017 da pag. 3 riga 25 a pag. 4 riga 6)
"
Sono nato e cresciuto in Marocco sino all’età di __________
anni; io, mia sorella e altri quattro fratelli, di cui 3 minori di me, oltre ai
miei genitori, abitavamo a __________.
Mio padre in Marocco faceva __________, mentre in Italia ha sempre fatto il
__________, lavora tuttora. Oltre alla retribuzione come __________, in Marocco risulta pensionato, non so dire quanta prestazione percepisca. Mia madre non ha mai lavorato. Nel __________ sono andato in Italia da
mio zio a __________ per studiare, ho fatto
le scuole elementari,
iniziando anche le medie. In seguito, visto che avevo nostalgia di casa, sono rientrato in Marocco dove
ho conseguito il diploma di __________. Sono rimasto in Marocco per circa un anno prima di
rientrare in Italia; quella volta
sono andato a stabilirmi a __________, provincia di __________, presso
un altro zio. Qui lavoravo presso una
ditta di __________;
sono rimasto lì per circa sei
anni, abitando per circa quattro anni sempre presso lo zio. In seguito ho conosciuto una ragazza e sono andato a convivere con lei; non è
l'attuale mia convivente.
Dopo una vacanza in Marocco, al rientro mi
hanno lasciato a casa e quindi ho
dovuto cercarmi un altro lavoro e
visto che tutti i giorni andavo a
prendere il pane in un determinato panificio, il titolare mi ha offerto un posto di lavoro. Sono stato da lui per circa un anno.
Nel __________/__________ tutta la mia famiglia si
è trasferita dal Marocco andando ad abitare a __________. In verità non sono arrivati
tutti insieme, ma uno per volta, comunque tutti si sono stabiliti a __________.
Visto che la storia con quella ragazza
si è poi conclusa, ho deciso di
raggiungere la mia famiglia a __________ andando ad abitare a casa del papà, dove risiedevano all'inizio pure tutti gli altri miei fratelli.
Per circa due anni e mezzo sono riuscito a lavorare presso la pasticceria __________, a __________, provincia
di __________. Successivamente ho
lavorato insieme a mio fratello in una fabbrica di __________. Ho lavorato lì per circa un
anno. Nel __________/__________ questa fabbrica ha chiuso
e ha licenziato tutti. Ho poi trovato un lavoro in
qualità di __________ per circa un
anno e mezzo. Questo è stato l'ultimo
lavoro in regola che ho fatto
perché in seguito ho sempre
lavorato in nero.
Tutti i miei fratelli lavorano oggi come __________
presso varie ditte italiane e non.
Io purtroppo,
non avendo la
patente, non sono riuscito ad inserirmi in quest'attività e quindi ho
lavorato in nero quasi sempre in ambito di lavori di __________. Con questi lavori in nero riuscivo a portare a casa una media di circa Euro 1000 al mese.
Il lavoro non è comunque regolare, mi chiamano quando c'è
richiesta.
Da circa 7/8 mesi mio fratello __________, che lavora
presso una ditta come __________,
viste le mie difficoltà nel
trovare lavoro e ritenuto il fatto che ho una famiglia __________, ha voluto aiutarmi dividendo parte del lavoro e pure parte del salario con me, all'insaputa del datore di lavoro. In pratica lo aiuto a fare __________ lavorando con
lui. In questi ultimi mesi riuscivo a guadagnare circa Euro 700 al mese.
Fino al 2009 ho vissuto con i miei genitori a __________,
in seguito sono andato a convivere con la mia attuale compagna __________.
Insieme abbiamo avuto __________ figlie, __________ di __________ anni e __________ di __________. __________
lavora __________ e guadagna circa Euro 1000 al mese. __________ riesce a lavorare visto che
ha il mio aiuto e pure quello dei suoi e dei miei genitori. Abitiamo tutti a __________.
Non ho altri figli.
ADR che gli altri
fratelli si chiamano __________, di __________ anni, __________ di __________ e __________ di circa __________
anni. Oltre a
loro c'è mia sorella IM 2 e mio fratello __________.
Ho, con tutta la mia famiglia, un buon rapporto, Ii vedo e Ii sento spesso. __________
ha composto una sua
famiglia e non abita con i miei genitori,
come pure IM 2 che fa la __________ e quindi __________.
ADR che ho un passato da
tossicodipendente; ho fatto uso di
eroina e cocaina per circa 12 anni; ho voluto curarmi e da qualche anno
sono in cura metadonica presso il medico Dr. __________ di __________. Infatti, al momento
dell'arresto, con me avevo
metadone. Attualmente assumo 50 mg di metadone al giorno.
ADR che l'ultima volta
che ho consumato stupefacenti è stato l'altro ieri, poco prima di venire
in Svizzera, a __________. L'ho consumata in un posto abbandonato di __________, dove s'incontrano i tossici. Non ne ho consumata tanta, circa 0.2 grammi di eroina. Quel giorno non ero riuscito a raggiungere il centro presso cui mi rifornisco
di metadone e quindi
ho cercato eroina. Ho pagato quel
quantitativo Euro 10.
ADR che sono stato in una comunità di recupero per
tossicodipendenti, ero intenzionato a smettere con la droga ma non ce l'ho fatta perché condizione
fondamentale era l'allontanamento dalla famiglia per almeno tre mesi, senza vedere né sentire nessuno.
Dopo una settimana me ne sono andato e sono tornato dai miei figli.
Ciò è accaduto nel 2013, quando avevo già __________.
Mi si chiede di riferire dei seguenti alias che possiedo:
- __________, nato in Marocco il __________
- __________ nato in Marocco il __________,
- IM 1 nato in Marocco __________
- __________, nato in Marocco il __________
Ammetto che a __________, quando mi ha fermato la polizia, c'era un
gran casino ed io mi sono
spaventato, dando delle false
generalità, ossia __________.
Per gli altri tre nominativi
si tratta di errori di scrittura fatti dalla polizia; non ero io che mi sono presentato con delle false generalità.
ADR che non ho debiti.
ADR che ho precedenti in
Italia, non ne ho in altre Nazioni. Ho anche un procedimento penale in corso,
sempre in Italia, per il possesso di mezzo grammo di eroina.
Se non sbaglio ho quattro condanne per reati
riconducibili agli stupefacenti e per furto. In quest’ultimo caso si è trattato
di furti di merce di poco valore.
Sarò stato in carcere per un totale di circa due anni e mezzo, considerando anche gli arresti domiciliari.
ADR che sono stato in carcere nel 2012,
2014 e nel 2016, sono uscito dal carcere
circa sei/sette mesi fa e l'ultima condanna riguardava gli
stupefacenti.
ADR che non ho la patente perché non sono
riuscito a superare gli esami
teorici.
Prendo atto che dalle
informative di polizia emergono i seguenti precedenti di polizia:
- 18.03.2015: notizia per furto
aggravato
- 22.04.2015: notizia di reato per furto
- 02.06.2015:. notizia di reato per rapina impropria
- 02.06.2016: notizia di reato per evasione, furto
aggravato
- 29.06.2016: notizia di reato per resistenza a
pubblico ufficiale, evasione
- 30.12.2014: notizia di reato per furto aggravato
- 23.08.2014: notizia di reato per rapina impropria
- 28.04.2014: notizia di reato per furto aggravato
- 11.04.2014: notizia di reato per furto
- 03.10.2013: detenzione domiciliare con permesso di
assentarsi per stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze
stupefacenti
- 03.10.2013: scarcerazione per fine pena per
stupefacenti - furto aggravato
- 20.11.2011: notizia di reato per furto aggravato
- 24.09.2009: condannato per stupefacenti -
produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 08.01.2009: arresto in custodia cautelare per
stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 05.01.2009: notizia di reato per evasione
- 19.12.2008: notizia condanna per patteggiamento
per furto aggravato
- 09.12.2006: notizia di reato per stupefacenti
- 13.09.2006: notizia di reato per stupefacenti -
produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 29.03.2006: notizia di reato per stupefacenti
(concorso)
- 28.09.2005: notizia di reato per falsa
attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità
- 15.10.2003: notizia di reato per stupefacenti -
produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 22.11.2002: notizia di reato per falsa
attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità
- 03.05.2002: notizia di reato per danneggiamento.
Inoltre con gli alias sono pure conosciuto:
- per espulsione dal territorio nazionale nel
19.12.2002 e per furto aggravato in concorso (del 21.08.2008),
- conosciuto per inosservanza dei provvedimenti
dell'autorità (del 21.5.2006).
ln sostanza ho precedenti specifici per rapina, per
furto, anche aggravato, per reati riconducibili agli stupefacenti e pure per
evasione.
I fatti riconducibili agli
stupefacenti mi sembrano un po' troppi. Uno dei casi di rapina riguardava la sottrazione di una maglietta dal negozio __________. In
quell'occasione un ragazzo di colore mi ha fermato ed io per sbaglio
l'ho colpito con un gomito sul
mento. L'altra rapina riguardava la sottrazione di alcune lenzuola che poi
io ho gettato a terra quando sono stato fermato dalla negoziante. Nei confronti di questa persona non ho usato violenza o minaccia.
ADR che non so dire quale sia l'aggravante nei casi di furto.
ADR che le evasioni riguardano momenti in cui non avevo rispettato gli orari di uscita dai domiciliari,
secondo l'Autorità”
(VI PP IM 1 13.8.2017 da pag. 2 riga 7 a pag. 5 riga 18)
"
ADR che confermo di non vivere più con
la mia compagna __________ da
circa 8 mesi. Il motivo non è che non andiamo d'accordo, ma risiede nel fatto che lei ha venduto l'abitazione in cui abitavamo insieme ed è andata ad abitare con i suoi genitori. lo nel
frattempo sono stato arrestato e quando sono uscito dal carcere, nel febbraio 2017, sono andato a stare dai
miei genitori in via __________, __________. Nonostante abitiamo in due
posti diversi io e le mia compagna
continuiamo a vederci e a frequentarci”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 2 da riga 5 a riga 11)
Dopo aver confermato queste sue dichiarazioni (VD all. 1 a pag. 1
I risposta, di seguito solo R), in aula le ha precisate sostenendo che la sua
compagna intende aspettarlo (VD all. 1 a pag. 1 I R) e che in carcere, dove
lavora in falegnameria (VD all. 1 a pag. 2 II R) e dove è già stato oggetto di
due sanzioni disciplinari a cui si rinvia (AI 32 nonché doc. TPC 10 e 13),
assume ancora 8 milligrammi di metadone ricordato come al momento del suo
arresto ne assumesse 15 (VD all. 1 a pag. 2 II R). Incensurato in Svizzera
(doc. TPC 19) non lo è in Italia dove è stato oggetto di sette condanne (AI 30)
per i reati di:
-- falsa dichiarazione a un
pubblico ufficiale sull’identità propria, fatti avvenuti l’8.8.2002 a __________,
con condanna alla pena di 15 giorni di reclusione sospesa condizionalmente in
forza alla sentenza 25.10.2005 del tribunale monocratico di __________ (AI 30 e
Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 1);
-- cessione illecita a terzi
di 0.068 grammi (di seguito solo gr.) lordi di cocaina, fatti avvenuti il
13.9.2006 a __________, con condanna alla pena di 5 mesi e 10 giorni di
reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro (di
seguito solo €) 1'400.- in forza alla sentenza 14.9.2006 del tribunale
monocratico di __________ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 2);
-- furto tentato di una felpa
del valore di circa € 30.-, fatti avvenuti il 18.12.2008 a __________, con
condanna alla pena di 4 mesi di reclusione in forza alla sentenza 19.1.2008 del
tribunale monocratico di __________ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore
Considerandi
II all. 3);
-- cessione illecita di
imprecisati anche se modici quantitativi di cocaina, fatti avvenuti dal
6.2.2008
al 5.3.2008 a __________, con condanna alla pena di 2 anni e 8 mesi di
reclusione e al pagamento di una multa di € 10'000.- in forza alla sentenza
24.9.2009
della Corte di appello di __________ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386
classificatore II all. 4);
-- furto tentato di un
giubbino da uomo del valore di € 140.-, fatti avvenuti il 20.11.2011 a __________,
con condanna alla pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione e al pagamento di
una multa di € 46.- in forza alla sentenza del 15.12.2011 del tribunale
monocratico di __________ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 6);
-- detenzione illecita ai fini
di spaccio di gr. 4.297 di cocaina, fatti avvenuti il 15.10.2003 a __________,
con condanna alla pena di 8 mesi di reclusione sospesa condizionalmente e al
pagamento di una multa di € 1'722.- in forza alla sentenza 21.11.2013 della
Corte di appello di __________ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II al
7) che per la sua datazione richiama la possibile applicazione dell’art. 42
cpv. 2 CP;
-- tentata rapina con lesione
personale a danno di un addetto alla vigilanza di un supermercato allo scopo di
conservare 12 capi d’abbigliamento del valore complessivo di € 159.88, fatti
avvenuti il 13.6.2015 a __________, con condanna alla pena di 1 anno di
reclusione e al pagamento di una multa di € 200.- in forza alla sentenza del
12.1.2016
della Corte di appello di __________ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386
classificatore II all. 8) che per la sua datazione richiama la possibile
applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP;
non dimenticando come il 30.3.2018 avrebbe dovuto presentarsi per
un nuovo processo a suo carico presso il tribunale monocratico di __________
per rispondere dei reati di rapina e di furto, imputazioni sulle quali davanti
al PP e in aula (VD all. 1 a pag. 2) si è così espresso:
" preciso che
io mi trovavo presso la struttura in cui mi reco abitualmente per
recuperare il metadone. Quella volta, visto che io dovevo andare al negozio __________
ho detto ad una persona di riferire al suo amico, proprietario della bici, che sarei ritornato a breve a
consegnargli la bici. Quando sono
tornato ad un certo punto ho sentito un pugno sulla nuca, mi sono girato ed ho
visto il proprietario della bici. Lui era fuori di testa e gridava. lo ho tentato di spiegargli e poi ci ha raggiunti il suo amico, quello con cui avevo parlato in
precedenza. A quel momento il
proprietario della bici si è calmato, ma nel frattempo aveva già fatto denuncia.
Lui mi ha poi detto che avrebbe ritirato la denuncia”
(VI PP IM 1 4.10.2017 a pag. 4 da riga 12 a riga 20)
Ricordato che nei suoi confronti era già stato emesso un divieto
d’entrata in data 19.3.2015 con validità sino al 18.3.2017 in quanto privo dei
necessari documenti di legittimazione al passaggio di frontiera, decisione che
però non gli è mai stata recapitata a seguito di un suo cambiamento d’indirizzo
(Inc. MP 2017.7386 classificatore II), una volta scarcerato è intenzionato a
ritornare a __________:
"
dai miei figli e da __________ che mi sta aspettando. Preciso che
ho già ricevuto una seria proposta di lavoro e quindi spero di uscire il prima
possibile dal carcere se non già alla fine del dibattimento. Voglio cambiare. Per
quanto concerne gli stupefacenti, ho cercato aiuto a __________. Voglio
smettere con la droga ma da solo rischio di non farcela, ragione per cui voglio
farmi aiutare da un medico.
L’Avv. DUF 1 produce quale doc. Dib. 1 una proposta di
lavoro a tempo determinato, in qualità di commesso, presso il __________ e a
domanda del Presidente precisa che a quanto a lui noto, per quanto attiene
l’atto ricevuto questa mattina, la proposta di lavoro è immediata, cioè al
termine della carcerazione del suo protetto.
AD del Presidente l’imputato precisa che la sua famiglia
conosce la gerente del supermarket da circa tre anni e che lui, circa un anno
fa, vi aveva lavorato come garzone per tre mesi, rapporto contrattuale
conclusosi non perché non aveva lavorato bene ma perché il datore aveva avuto
dei problemi di natura economica. Ora, con la ripresa dell’economia, è convinto
che questo rapporto potrà durare anche più dei tre mesi di prova”
(VD all. 1 a pag. 2 III/IV R)
4.
Per il vissuto, i
precedenti penali e i progetti di vita di IM 2, cittadina marocchina, nata il __________,
residente a __________ (AI 1), si rinvia al suo dire nei seguenti passaggi dei
suoi VI PS e PP:
" Sono nata in Marocco il __________, lì ho
frequentato le scuole dell'obbligo
ed in seguito ho fatto __________ di scuole superiori. Successivamente __________ ho studiato quale __________
in una scuola privata, terminata quest'ultima __________ rimanevo a casa alternando con dei periodi di stage.
Nel __________/__________ partivo dal Marocco per raggiungere l'Italia, luogo in cui vi era già parte della mia famiglia. Giunta in Italia e più precisamente a __________ alloggiavo
per circa sei/otto mesi ed in seguito trovavo lavoro a __________, luogo in cui attualmente vivo insieme alla famiglia. Per la durata di sei/sette anni
ho lavorato quale __________ poi per circa due anni in __________ quale __________. Tutt'ora svolgo un lavoro come __________ presso __________ (I).
Voglio precisare che non ho mai fatto nulla di male nella mia vita”
(VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 3 da riga 24 a riga 35)
"
Di salute sto bene.
Attualmente lavoro quale __________ (I). Finanziariamente non ho
grossi problemi, vivo con i miei genitori”
(VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 8 da riga 22 a riga 24)
" Sono nata in Marocco dove ho vissuto fino
al __________.
In Marocco ho frequentato le scuole dell'obbligo. Ho poi frequentato una scuola __________. Ho
conseguito il diploma di __________. Ho lavorato come stagista __________, non pagata, per pochi mesi in un paio di posti di lavoro, sempre in Marocco. Dopodiché sono venuta in
Italia, per raggiungere mio papà e i miei due fratelli IM 1 e __________.
Loro tre già si trovavano a __________,
dove li ho raggiunti. Un altro mio fratello, __________,
si trovava
pure in Italia, ma a __________, con mio zio. Mia mamma e gli altri due miei fratelli __________ e __________ sono rimasti in Marocco e ci hanno raggiunti anni dopo, forse meno di due anni
dopo il mio arrivo in Italia.
ADR che ho 5 fratelli. A parte IM 1 che si trova qui con me in
Svizzera, tutti loro abitano a __________, così come i miei genitori.
A __________ sono rimasta
poco tempo, non sono in grado di indicare quanto. Non
parlavo la lingua italiana. Ho chiesto il permesso di soggiorno a __________
dove già si trovava un mio fratello e mio zio, che ho ottenuto in
breve tempo, e mi sono poi subito trasferita a __________, dove ho trovato subito lavoro come __________. Lavoravo per la società __________.
Per 5-6 anni ho lavorato per la ditta __________. Dopodiché ho cambiato
datore di lavoro, ma ero sempre __________. Ad un certo punto ho lavorato come __________.
ADR che in media percepisco
circa Euro 500.00 al mese.
ADR che vivo con i miei genitori. Non ho un compagno,
non ho figli e non sono sposata.
ADR che ogni tanto
contribuisco nell'economia famigliare facendo la spesa. Non pago l'affitto di casa, lo paga mio padre.
In famiglia viviamo io, i
miei genitori, mio fratello __________. Mi spiego meglio. lo vivo in una casa con mio papa, mia mamma e __________. Dell’affitto
della stessa si occupa mio padre. Mio fratello __________ abita in una casa più
piccola, con I miei fratelli __________, __________ __________ e IM 1. I miei genitori vivono un po' con me e un po' con loro.
ADR che io ho buoni
rapporti con tutti i miei
fratelli.
ADR che __________ ha __________
figli che abitano con lui. __________ ha __________. IM 1 ha anche __________ figlie, che vivono con la mamma”
(VI PP IM 2 13.8.2017 da pag. 2 riga 15 a pag. 3 riga 8)
Dopo aver confermato queste sue dichiarazioni (VD all. 1 a pag. 2
VII R), in aula le ha ulteriormente precisate affermando di fare:
"
…omissis…”
(VD all. 1 a pag. 3 1 R)
Contestata la sua sanzione disciplinare del 16.8.2017 per aver
comunicato con qualcuno in lingua araba attraverso una finestra della sua cella
(AI 33 e VD all. 1 a pag. 3 III R), impegnatasi durante la carcerazione nel
seguire una scuola di cucina e di cucito nonché nel far palestra (VD all. 1 a
pag. 2 IX R), è incensurata sia in Svizzera (doc. TPC 19) che in Italia (AI
31). Se scarcerata è intenzionata a riprendere le sue attività lavorative,
continuando ad abitare dai suoi genitori (VD all. 1 a pag. 3 II R).
IV) Circostanze dell’arresto
dei due imputati
5.
Le circostanze
d’arresto provvisorio (art. 217 e seguenti, di seguito solo segg., CPP) dei due
imputati trovano riscontro negli AI 1 da pag. 2 a pag. 3, 27 a pag. 14 primo
fotogramma nonché 76 a pag. 1 e 2:
" Verso le
ore 02.13 di sabato 12.08.2017, la centrale operativa é stata allarmata dalla
signora ACPR 2 (vittima) la quale ha segnalato di esser appena stata rapinata a __________. La donna ha subito fornito i primi connotati
ed è stato sganciato un dispositivo di ricerca regionale quale misura d'urgenza.
La pattuglia della
Gendarmeria di __________ ha dunque
raggiunto la richiedente per la raccolta delle
prime informazioni. Sul posto la pattuglia ha preso contatto con
la vittima ACPR 2 ed ha appreso che l'autore aveva rapinato anche la signora ACPR 3. In
sostanza le due vittime hanno
spiegato agli agenti intervenuti che, camminando lungo
via __________ a __________, sono
state avvicinate da un veicolo dal
quale un uomo (autore), con in
mano un coltello e con minaccia di morte, le ha
costrette a consegnare del denaro contante (ACPR 2 ha consegnato circa CHF
410.
- ed EUR tra 20 e 50 EUR, ACPR 3 CHF 36.-). L’autore si era poi allontanato
a piedi.
Verso le ore 02.40 la
Polizia __________ ha fermata
il veicolo Daewoo
Matiz con targa __________ al cui interno vi erano i
rubricati __________. Dai primi
accertamenti effettuati è emerso che i due fermati (fratello e sorella) erano coinvolti nella rapina appena
capitata in zona __________”
(AI 1 da pag. 2 a pag. 3)
"
17.
Ore 02:41:10
Il veicolo è stato fermato dalla Polizia __________ all’altezza
del debarcadero, lungo __________”
(AI 27 a pag. 14)
" In data e ora
di cui sopra, mentre mi trovavo di pattuglia con l’app. __________, venivamo
informati dalla CEOP di una
avvenuta rapina in Via __________ a __________ ai danni di due donne…
Per questo motivo su
disposizione del sgtm __________
procedevamo ad effettuare un posto di blocco in Via __________ all'altezza
del ristorante __________.
Da Viale __________ sopraggiungeva in prossimità del
posto di blocco una vettura di piccola cilindrata di colore blu con a bordo un
ragazzo e una ragazza dalle fattezze magrebine. L'app __________ intimava il
fermo del veicolo che si arrestava
sulla corsia del bus (lato destro
della carreggiata direzione centro città). Immediatamente l'app __________
notava la presenza di un coltellino svizzero appoggiato sulla
coscia destra dell'uomo.
Il personaggio con la mano sinistra si toccava la tasca dei pantaloni, per
questo motivo l'app __________, temendo per la nostra incolumità, lo invitava a tenere le mani in vista e successivamente mediante una leva al suo braccio destro lo faceva scendere dalla
vettura in modo da poter garantire la sicurezza dell'intervento ed effettuare il
controllo dell'individuo. In quel
momento sopraggiungeva anche la
pattuglia della Polizia Cantonale, gend __________ e gend __________.
Io procedevo ad una perquisizione di
sicurezza dell'uomo al fine di
trovare eventuali altri oggetti pericolosi. Esclusi
quest ultima all'interno della tasca
sinistra dei pantaloni potevo rinvenire la somma di CHF 456.-.
Ricordo che su una banconota
era affisso un post-it di colore
verde, come pure uno scontrino del ristorante __________. Allo stato attuale non ricordo la suddivisione dettagliata delle banconote
ritrovate.
Per contro, la donna rimaneva all'interno del veicolo in quanto, non disponendo di agenti di Polizia femminili, non
si poteva procedere alla
perquisizione di sicurezza
della IM 2”
(AI 76 a pag. 1 e 2)
6.
Le istanze di
carcerazione preventiva (art. 224 cpv. 2 CPP) del PP del 13.8.2017 nei
confronti dei due imputati per i presupposti reati di rapina aggravata (art.
140.
n. 2 e 3 cpv. 2 CP) a fronte del pericolo di fuga (art. 221 cpv. 1 lettera,
di seguito solo lett., a CPP), di collusione (art. 221 cpv. 1 lett. b CPP) e di
recidiva (art. 221 cpv. 1 lett. c CPP, AI 10 e 11) sono state accolte dal
Giudice dei provvedimenti coercitivi (di seguito solo GPC) con decisioni
14.8.2017
sino al 15.9.2017 per IM 1 (AI 13) e sino all’1.9.2017 per IM 2 (AI
15). A seguito di sua richiesta del 13.9.2017 (AI 58) IM 1 è stato posto in
esecuzione anticipata dalla pena (art. 236 cpv. 1 CPP) dal 14.9.2017 (AI 59) e
in questo stato compare in aula.
L’istanza di proroga della carcerazione preventiva (art. 227 CPP)
di IM 2 presentata dal PP il 28.8.2017 (AI 39) è stata accolta dal GPC con
sentenza 8.8.2017 sino al 12.10.2017 (AI 53), decisione impugnata dal legale
dell’imputata presso la Corte dei reclami penali (di seguito CRP) con reclamo
(art. 393 cpv. 1 lett. c e 396 cpv. 1 CPP) datato 21.9.2017 (AI 62), che è
stato respinto dall’adita autorità con pronuncia 26.10.2017 (doc. TPC 12).
L’istanza di carcerazione di sicurezza (art. 229 cpv. 1 CPP) del 12.10.2017 (AI
99.
e doc. TPC 2) nei confronti di IM 2 è stata parzialmente accolta dal GPC,
con decisione 19.10.2017 (doc. TPC 5), sino al 7.12.2017, da cui la fissazione
del pubblico dibattimento per i giorni 29/30.11.2017 (doc. TPC 6).
V) Dichiarazioni
d’istruttoria delle tre accusatrici private
7.
Per quel che
concerne i fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) l’AP ACPR 1
(costituitasi AP in sede di VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 2 da
riga 37 a riga 38) nel suo VI PS e PP si è così espressa:
"
Sono scesa dal veicolo lungo la strada che dall’hotel __________
porta verso __________, sul marciapiede di destra. Ero sola in quel momento. Mentre camminavo in salita ho notato una piccola automobile di colore blu (colore intenso) che giungeva
da tergo. Non ho idea del modello o marca precisa, era una piccola automobile. La targa __________.
Questo veicolo si è fermato un centinaio dopo di me sempre su via __________,
Il veicolo si è fermato poco prima dell'hotel __________. Si
è arrestato sul marciapiede ed ha azionato le 4 frecce. Avevo avuto l'impressione che il
conducente si fosse perso. Dal veicolo è uscito il passeggero (lato destro), il conducente è rimasto in automobile. Il passeggero si è direzionato a piedi verso di me. lo mi
sono fermata.Questo signore, avvicinandosi a me, ha aperto un coltello con le mani.
Il coltello, per dimensioni di lama e impugnatura, sembrava un coltellino svizzero, però ricordo un manico marrone a differenza dei coltellini svizzeri che sono
rossi. Quando l'individuo ha aperto il coltello si trovava a circa 3 metri da me. Questo individuo si è avvicinato ancora di più a me e tenendo con la mano
destra il coltello e puntandolo verso di me, mi ha detto fuori i soldi subito, se no ti accoltello!. Ricordo che aveva appoggiato persino la lama sul mio collo.
Li ho capito
della pericolosità del
personaggio.
lo avevo con me una borsetta e la prima reazione è stata
di dargli tutto, direttamente la borsetta. In quel frangente, proveniente da __________, stava giungendo un
furgoncino bianco. lo ho fatto un salto in mezzo alla strada cercando di fermare questo veicolo urlando, il quale però mi ha schivato e si è allontanato. Ho poi raggiunto il marciapiede opposto della
strada e l'individuo mi ha seguito
e nuovamente mi ha minacciato, con il coltello appoggiato al
mio collo, mi ha intimato di stare zitta e di
non fiatare, se no mi avrebbe colpito con il
coltello. Io avevo ancora
con me la borsetta e l'ho
consegnata al rapinatore, il quale l'ha aperta, ha frugato all'interno ma non ha trovato i soldi che cercava. Lui insisteva di voler avere i miei soldi, mi aveva detto sei
svizzera, so che hai soldi!. lo però non avevo denaro. Lui si stava arrabbiando ancor
di più, dunque ho rovesciato il contenuto della borsetta sul marciapiede. Lui ha trovato il mio portafoglio vuoto. Gli avevo fatto vedere il mio documento
dicendogli di non essere svizzera.
Gli avevo detto una bugia, gli avevo
riferito di aver giocato tutti i
soldi al casinò di __________. Quando ha capito che non avevo denaro ha cominciato a cercare collanine o gioielli, ma io non avevo alcun bene indossato. Mi ha fatto anche la morale: non si può andare in giro senza soldi!. Visto che continuavano a transitare dei veicoli, ho sentito suonare un clacson. Non so dire da quale veicolo provenisse
il suono, ma avevo avuto
l'impressione che il conducente del veicolo dal quale l'autore era sceso stesse suonando per sollecitare il rientro dell'amico. Mi
sorprende che nessuno si sia fermato pur vedendomi a
terra con diversi oggetti al suolo. Questo rapinatore mi
ha intimato di restare lì ferma per 10 minuti, di non fiatare. E poi è scappato
verso l’automobile. Non ho seguito con lo sguardo la fuga di questo rapinatore (ero
impaurita), ma poi mi sono girata e l'automobile era sparita. Mi sono dovuta riprendere, mi mancava il fiato.
Ho deciso di scendere verso
il __________ (volevo cercare qualcuno a cui chiedere aiuto). Ho
raggiunto il __________. Improvvisamente ho visto arrivare una pattuglia a sirene e fari blu accesi sul __________. Ho deciso dunque di fermare
il veicolo della Polizia. Ricordo che gli
agenti indossavano le uniformi
blu. Ho spiegato agli agenti che ero stata rapinata. Avevo detto che
gli autori (in due) erano a bordo di una piccola automobile.
Ricordo di aver detto che l'autore
era molto secco, intendo dire magro.
Tra il momento della rapina sino al momento
nel quale ho fermato la Polizia sarà passata una mezzora”
(VI PS ACPR 1 12.8.2017 da pag. 2 riga 36 a pag. 4 riga 12)
"
ADR che il coltello il
qui presente me lo ha appoggiato alla gola già all'inizio quando
mi trovavo sul marciapiede di destra, direzione stazione. lo quando ho
visto un furgoncino bianco
sopraggiungere ho fatto un salto in mezzo alla strada, quando il qui presente ancora mi teneva il coltello alla gola.
Quando sono passata sul marciapiede opposto anche
lui mi ha seguito, rimettendomi subito il coltello alla gola.
lo avevo terrore, le gambe mi tremavano e pensavo di morire di mano magrebina; la cultura di questa gente ammazza le donne come le galline.
ADR che la minaccia più volte rivoltami è stata se fiati ti ammazzo.
ADR che quando mi
trovavo sul marciapiede di
sinistra (sempre direzione __________), il qui presente, quando ha capito che non avevo soldi, mi ha
abbassato la cerniera di un giacchetto ed io ho finanche pensato che cercasse a quel momento un approccio sessuale. Poi mi ha detto che cercava le
collanine.
ADR quando mi sono posta in mezzo alla strada nel tentativo di fermare il furgoncino ho urlato disperatamente ferma; chissà poi cosa
ha pensato l'autista del furgone.
ADR che alla fine, prima di andarsene, il qui presente mi ha intimato di stare zitta e ferma per 10 min.
ADR che nel momento in cui mi sono messa
in mezzo alla strada vedevo l'auto dalla quale è sceso il qui presente ferma, sul
marciapiede di destra con le 4 frecce accese; ricordo che si trovava ferma in cima alla brughetta; nel momento in cui mi sono spostata sul
marciapiede di sinistra io in pratica davo le spalle all'autovettura e quindi non ho più prestato attenzione all'auto, ero terrorizzata e speravo che
qualcuno mi vedesse.
ADR che il qui presente
si è allontanato da me subito dopo
aver sentito il clacson; secondo me era stata la
persona che guidava l'auto a richiamare la sua
attenzione.
ADR che quando in seguito mi sono girata e mossa io non ho visto più nessuno, né il qui presente né l'auto su cui lui viaggiava…
ADR che ricorderò sempre
il sentore del freddo della lama del coltello al collo. Ricordo che la lama è
stata appoggiata sul mio collo, nella mia parte destra all’altezza della
trachea e quindi piuttosto sul davanti. Non ricordo con quale mano lui tenesse
il coltello”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 da pag. 4 riga 5 a pag. 5
riga 1)
8.
Per quel che
concerne i fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) le AP ACPR
3.
(costituitasi AP nell’AI 74) e ACPR 2 (costituitasi AP nel suo VI PS
12.8.2017
a pag. 6 da riga 33 a riga 34 e AI 66) nei loro VI PS e PP si sono
così espresse:
8.1
per l’AP ACPR 3
"
Giunte davanti al mio domicilio, decidevo di accompagnare ACPR 2 fino alla rotatoria che
congiunge via __________, Via __________, Via __________ e Via __________, così da farle
percorrere un minor tratto di strada da sola.
Giunte all'altezza del civico nr. __________ di
Via __________, ci fermavamo nei
pressi del passaggio pedonale li presente così da salutarci.
Ad un certo punto ACPR 2 notava un uomo
avvicinarsi da via __________.
Preciso che io non lo vedevo sopraggiungere in quanto gli davo le spalle. L'uomo, improvvisamente afferrava con la sua mano
sinistra, in maniera violenta, il
mio braccio destro. Notavo che nella
mano destra teneva un coltello tipo coltellino svizzero il quale aveva una lama di colore
argento. Preciso che l'uomo non me
lo puntava addosso. La punta della lama rimaneva per tutto il periodo della rapina indirizzata verso il terreno.
L'uomo dopo avermi afferrata, in maniera pacata ma minacciosa, diceva a ACPR 2 dammi i soldi sennò uccido
la tua arnica. A questo punto ACPR 2 estraeva dalla sua borsetta il denaro contante che possedeva e lo
consegnava all'uomo. In seguito
l'uomo si rivolgeva a me dicendomi di consegnarli il denaro. lo ubbidivo e gli consegnavo tutto il denaro che avevo all'interno del borsellino, ovvero CHF 36.-. Preciso che nel mentre il personaggio continuava a tenermi per il braccio.
Dopo che io gli consegnavo i soldi l'uomo si
allontanava come se nulla fosse stato. Ricordo che si dirigeva in
direzione del lago imboccando via __________. Dopo l’allontanamento
dell’uomo io chiamavo immediatamente il 117”
(VI PS ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga 10 a riga 31)
"
ADR che riconosco il
qui presente. È colui che la notte del 12.08.2017 mi ha minacciato di morte.
Ricordo che quella notte questa persona aveva detto alla mia amica che se non
gli avesse dato i soldi mi avrebbe ucciso…
Voglio aggiungere che all'inizio, quando il qui
presente si è avvicinato a me prendendomi per il braccio, con la sua
mano destra mi ha puntato il
coltellino che aveva con sé proprio verso
di me all'altezza del ventre.
ADR che in quel momento il qui presente non mi ha minacciato chiedendomi espressamente
dei soldi, ma ha subito minacciato la mia amica come detto sopra, asserendo che se non gli dava i soldi mi avrebbe ucciso.
ADR che in un secondo momento ricordo che ci siamo
avvicinati a ACPR 2 trovandoci tutti in
mezzo alla strada sulle strisce pedonali. Il qui presente teneva sempre in mano il coltello anche se con la punta
rivolta verso terra.
ADR che il qui presente
non ha puntato il coltello verso ACPR 2.
ADR che anche quando poi eravamo tutti e tre sulle strisce pedonali
il braccio con in mano il coltello del qui presente non
era steso, ma
aperto con un angolo inferiore ai 90 gradi.
ADR che io non ho visto bene quanti e quali tipi di soldi ACPR 2 ha consegnato al qui presente.
ADR che il qui presente non ha contato i soldi che gli sono stati
consegnati; ora come ora non ricordo se li ha messi subito via, sulla
sua persona. A quel momento io ero sotto minaccia di un coltello che da solo sicuramente può, fare male.
L'interrogante mi chiede se ricordo di essere stata
spinta dall'imputato, prima di venire afferrata per il braccio. lo ricordo
dell'afferramento al braccio in modo inaspettato,
non di uno spintonamento.
L'interrogante mi chiede se confermo di aver
consegnato soldi all'imputato.
Si, ho consegnato al qui presente tutto quello che avevo nel
borsello, e meglio la cifra indicata in polizia.
ADR che glieli ho
consegnati personalmente, dopo che ACPR 2 aveva consegnato i suoi di soldi.
Mi viene chiesto se l'imputato ha minacciato di morte anche la mia arnica ACPR 2 e io rispondo di no.
Sono sicura di questa risposta.
Mi viene chiesto se ricordo nel momento in
cui il qui presente già mi aveva afferrato per il braccio che da
via __________ è sopraggiunta una
vettura e se il qui presente ha detto qualcosa a me o
alla mia amica in merito a questa vettura.
Preciso che tutti e tre eravamo sul marciapiede
quando è sopraggiunta un'auto; la
mia amica non aveva ancora tirato fuori il borsello dalla sua borsa.
Quando è sopraggiunta l'auto, ricordo era di colore nero e all'interno ho visto una sagoma scura, sicuramente un uomo, non ho visto la targa. ACPR 2 si è dunque mossa
sbracciandosi nel tentativo di far
fermare l'auto. L'auto non si è fermata e in quel momento il qui presente ha detto l'auto non si ferma perché tanto è qui con me.
Per questo di seguito ci siamo spostati tutti in mezzo alla strada.
ADR che ho sentito
personalmente queste parole proferite dal qui presente.
ADR che ho visto il qui
presente prendere a piedi la via __________ dopo i fatti a nostro danno.
Ricordo di averlo visto camminare in tutta tranquillità.
ADR che non ho visto
alcuna auto lì vicino a noi e neppure ho visto poi il qui presente salire su di
un’auto.
ADR che nel mentre ci
stavamo salutando io e ACPR 2, ricordo che con la coda dell'occhio ho visto sopraggiungere dalla via __________
un'autovettura, mi sembra di
colore scuro e affrontare la rotonda, ma non l'ho
vista fermarsi e quindi non so dire quale direzione abbia preso; suppongo
abbia intrapreso la via __________”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 da pag. 2 riga 41 a pag.
5.
riga 7)
8.2
per l’AP ACPR 2
" Arrivate alla rotonda che
si trova tra Via __________ e Via __________ mi immettevo sul passaggio pedonale
che che si trova su Via __________. Mentre attraversavo la strada salutavo ACPR 3 quando con la coda
dell'occhio notavo un'auto
di colore scuro fermarsi su Via __________ subito dopo
la rotonda. Da essa vedevo scendere a passo sostenuto un uomo il quale si dirigeva
verso ACPR 3. Una volta raggiunta la afferrava da dietro e le
prendeva il braccio destro. Immediatamente estraeva un coltello di
piccole dimensioni e lo impugnava con la sua mano destra. Brandendo
il coltello e minacciandoci di
morte, ci diceva di consegnarli
tutto il denaro
contante in nostro possesso. Preciso che l'automobile
da cui era sceso l'uomo si allontanava immediatamente su Via __________ in direzione del __________. Non so dire se si sia fermata dopo qualche metro o se si allontanava definitivamente…
D: Lei dove si trovava quando l’uomo teneva per il braccio la sua
amica ACPR 3?
R: Ero rimasta sul passaggio pedonale di via __________ ed ero in
mezzo alla carreggiata.
Vorrei precisare che una volta afferrata ACPR 3, l’uomo la trascinava
verso di me e cominciava a minacciarmi in mezzo alla strada. Da parte mia, vedendo il coltello, provavo ad allontanarmi per cercare
aiuto. In quel momento
sopraggiungeva da Via __________ una vettura di colore scuro e immediatamente provavo a fermarla sbracciando e stando in mezzo alla strada. L'aggressore mi diceva di non chiedere aiuto al conducente dell'auto siccome a suo dire era un suo complice. A questo punto siccome
l'auto non dava seguito alla mia
richiesta d'aiuto e non vedendo
altre alternative, andavo incontro
alla mia amica per assecondare le richieste dell'assalitore…
Una volta tornata da ACPR 3 aprivo la mia borsa e prendevo il mio
portafoglio. Visto lo stato dell’uomo, cercavo di prendere tempo. Infatti, prima
di dargli i soldi, facevo passare tutto il contenuto del borsellino passando prima dai documenti e poi dai miei oggetti privati. Ad un certo punto vedevo l'uomo innervosirsi e dunque decidevo di dargli i
soldi. Questo anche perché le sue
minacce nei confronti di ACPR 3 diventano più frequenti.
D: Quanto denaro contante ha consegnato al malvivente?
R: 400 CHF in banconote da 100 CHF tenute insieme da una spilla. All'interno del mazzetto vi era un'altra banconota
da 10 CHF. Vorrei precisare che quei soldi mi erano stati
consegnati il giorno prima dal mio
fidanzato per le mie prossime vacanze. Sopra questo mazzetto vi era appiccicato un piccolo post-it di
colore verde con
scritto il mio nomignolo ACPR 2. Inoltre consegnavo una cifra tra i 20 e i 50 euro in contanti.
D: Potrebbe specificare meglio la tipologia di minacce che ha ricevuto?
R: La minaccia era contro ACPR
3.
L'uomo mi diceva: Se non
mi dai i soldi ammazzo la tua arnica.
Dopo aver preso i miei soldi l’uomo prendeva
anche quelli di ACPR 3. Dopo aver recuperato tutta la refurtiva si allontanava
a piedi su Via __________ in direzione del lago.
D: Una volta che l’uomo si é allontanato ha
sentito dei rumori quali stridio di gomme, chiusura portiere o altro?
R: Non ho sentito nulla di particolare.
D: Quanti soldi ha dato ACPR 3 all'uomo?
R: Non so dirlo siccome
mentre l'uomo prendeva i soldi a ACPR 3 io scrivevo un messaggio al mio ragazzo con scritto vieni.
D: Durante tutta la faccenda, il coltello dove era rivolto?
R: Era sempre rivolto verso qualcuno. In certi momenti verso ACPR 3 e in altri verso di me…
L'agente interrogante mi mostra
il documento Allegato D dove è raffigurata
una banconota da 100 CHF con apposto un post-it
di colore verde. Dichiaro che il
post-it presente su quella banconota
è quello lasciato dal mio
fidanzato”
(VI PS ACPR 2 12.8.2017 da pag. 3 riga 20 a pag. 6 riga 28)
"
All'altezza delle strisce pedonali ci siamo
salutate ed io me ne stavo andando
dall'altra parte del marciapiede per raggiungere via __________. ACPR 3 per
rientrare ripercorre abitualmente la stessa strada e quindi via __________ per un po' fino
all'intersezione con via __________.
Mentre camminavo continuavo
a parlarle e poi abitualmente ci si salutava fintanto che ci si vedeva. lo mi sono fermata a metà delle strisce pedonali e continuavo a parlarle quando con la coda dell'occhio ho visto una macchina di colore scuro provenire dalla via __________, dove si trova il fitness __________; in pratica dalla strada parallela alla via __________. Si vede bene nel doc. 2
allegato al presente, dove indico con una freccia la direzione dell'auto.
L'autovettura ho poi visto che si fermava sul marciapiede nel luogo indicato sul doc. 3 con un cerchio rosso. Vedo scendere questo ragazzo dall'auto; ho visto
subito che non era un __________, l'ho visto subito in volto visto che ero girata verso la mia amica.
Non ho fatto
caso quale targa avesse l'auto. L'uomo a passo sostenuto è andato verso la mia amica e l'ha dapprima
urtata. C'è stato proprio lo scontro e poi l'ha afferrata al braccio
destro; la teneva con il suo braccio sinistro, mentre con il destro ha subito tirato fuori un coltello
e gliel’ha puntato all'altezza della vita. Era molto vicino a ACPR 3 con la lama.
La mia amica non ha visto l'arrivo dell'uomo perché era di spalle.
ADR che la presa dell'uomo è avvenuta sull'avambraccio di ACPR 3.
ADR che ho visto il
gesto dell'uomo mentre tirava fuori dalla tasca dei pantaloni il coltellino. Ho visto la lama.
lo a
quel momento mi sono girata verso la strada, non sapevo se fuggire, citofonare
a qualcuno o urlare. Lui poi, avendo paura che io potessi fuggire, mi ha raggiunto trascinando con sé ACPR 3 e continuando a dire dammi i soldi altrimenti io uccido la tua arnica.
Da via __________ ho visto arrivare un'auto nera tipo
golf, non era quella da cui è sceso l'uomo. lo mi sono girata verso l'auto in arrivo e ho
gesticolato con le braccia in aria cercando
aiuto. L'auto non si è fermata e in quel momento, quando l'auto doveva ancora affrontare la rotonda
l'uomo mi ha detto è inutile che chiedi aiuto tanto quell'auto è con me, intendendo che all'interno vi fossero
dei suoi complici. lo mi sono spaventata ancora di più, ho pensato
che potessero addirittura sequestrarci. L'auto preciso mi è passata a circa 20/30 cm
dal mio corpo, senza fare alcun cenno di frenata…
A quel momento io mi sono
girata verso la mia amica e l'uomo
che la teneva ferma. lo avevo la borsetta che ho pure oggi con me, tipo bauletto, e avevo il portamonete
che ho estratto dalla tasca interna della borsa e che mostro. In questo portamonete ho tutto. Quando l'ho aperto ho detto a lui i documenti non te li do, ho la tessera sanitaria,
la patente ecc…, ho tirato fuori anche una bustina di un medicamento e lui mi ha chiesto cosa fosse e io gli
ho risposto che era un antidolorifico.
Quindi ho estratto degli euro e CHF 400.00 arrotolati
visto che il portamonete è
piccolo. Questi ultimi soldi erano assemblati insieme e sopra la prima banconota era apposto un post-it piccolo con scritto ACPR 2 che é il
mio soprannome. Queste 4 banconote erano tenute insieme da una graffetta.
Io ho preso il rotolino di banconote da CHF 100.00 e glielo ho consegnato perché lui ha cominciato ad innervosirsi visto che cercavo di prendere tempo. Preciso che all'interno di questo rotolino io tengo tutti i soldi in banconote e pure gli
scontrini.
L'uomo oltre alle 4 banconote da CHF 100.00 ha sicuramente preso delle banconote in Euro e pure lo scontrino,
quello della cena dell'__________ per una spesa pari a CHF 81.00.
ADR che gli EUR credo fossero una banconota da 20 e una da 10.00.
ADR che sono sicura di aver consegnato all'uomo anche le banconote italiane, perché quando ho dato il rotolino di banconote ho visto che vi erano anche i
colori delle altre banconote, quelle
italiane.
Quando ho consegnato le banconote a lui, ho
chiuso il portamonete e nell'immediato, tenendo il cellulare nella borsetta e senza farmi vedere dall'uomo che
nel frattempo chiedeva a ACPR 3 di avere tutti i suoi soldi ho mandato un
messaggio al mio ragazzo,
scrivendogIi vieni.
Posso riferire che quando ho inviato il messaggio via WHATSAPP erano le
02.06
lo per
una frazione di secondi ho quindi
abbassato lo sguardo.
In seguito ho visto la mia amica estrarre dei soldi dal borsellino; ricordo che ha consegnato dapprima
delle banconote e poi ricordo pure
che lui ha preteso anche la moneta e lei gliel'ha data. Lui essendo vicino a lei,
vedeva l'interno del suo
borsellino…
ADR che non ho visto
dove l’uomo ha messo il denaro; a quel momento guardavo la mia amica.
ADR che l'uomo se n’è
andato sempre a passo sostenuto
prendendo la via __________.
ADR che il coltellino
era quello tipo svizzero; non so se era rosso, ma di sicuro la lama era aperta.
Mi viene chiesto se mi è stato puntato il coltellino da parte dell'uomo.
Rispondo di sì; nel momento in cui
lui ha raggiunto ACPR 3, io non sapendo cosa fare, come sopra detto, se urlare, scappare, ecc.., ho fatto qualche
passo e in quel momento lui si è girato verso di me e venendomi incontro con la mia amica mi ha mostrato
il coltello.
Non mi ha puntato poi il coltello sul corpo, ma l'aveva sempre all'altezza della vita. Ogni tanto lo girava verso di
me mostrandolo e minacciandomi a
parole come sopra detto.
Mi viene chiesto se ho visto dopo che l'uomo è sceso dall'auto, se
la stessa lo ha atteso in quel posto o se è proseguita.
Come già detto l'auto si è fermata nel punto indicato sul doc. 3; era sul marciapiede quando ha fatto scendere
l'uomo. Subito dopo però l'auto si è spostata proseguendo sulla via __________. Vista la
conformazione della strada, non ho idea del fatto che l'auto si sia fermato poco distante o
poi abbia proseguito.
A domanda dell'avv. DUF 2, rispondo che ho proprio visto l'auto che
proseguiva la sua corsa su via __________.
Mi viene chiesto se secondo me chi guidava
l'autovettura ci ha viste sulla
strada mentre camminavamo.
Secondo me l'auto ha visto entrambe
visto che proveniva da via __________ ed ha percorso la rotonda
proprio dalla parte in cui eravamo
noi, io sulle strisce e ACPR 3 sul
marciapiede.
ADR che io non ho fatto caso a
chi guidasse l'auto da cui è sceso l'uomo che ci ha rapinate.
ADR che non so dire esattamente quanto tempo è trascorso, ma
di sicuro non più di 10 minuti.
Subito dopo l’accaduto ci siamo posizionate vicino
ai citofoni dello stabile che si trova proprio sulla via __________, alla fine
della strada e abbiamo atteso l’arrivo della polizia, che ci ha impiegato
parecchio, circa 15 minuti.
Mi viene chiesto di riferire del mio stato d’animo
dopo i fatti, come pure di quello della mia amica ACPR 3.
Posso dire solo una parola: Terrore. Abbiamo
iniziato a tremare, non sapevamo cosa dirci e ci siamo abbracciate piangendo”
(VI PP ACPR 2 18.8.2017 da pag. 3 riga 18 a pag. 5 riga 46)
"
ADR che confermo che
l'uomo è sceso dall'auto e si è diretto subito verso la mia amica.
ADR che confermo anche
che l'uomo ha rivolto il coltello pure nei confronti della sottoscritta e meglio quando io impaurita non sapevo cosa fare ho fatto qualche passo lui si è girato verso di me tenendo sempre la mia
amica per il braccio e mi ha mostrato il coltello, rivolgendolo verso di me, sempre all'altezza della vita e minacciandomi dicendomi che se non gli
davo i soldi avrebbe ammazzato la
mia amica…
ADR che confermo che fra
i soldi rubatimi vi erano CHF e EUR.
ADR che confermo anche di aver visto la mia amica consegnare dei soldi al qui presente”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 da pag. 4 riga 35 a pag.
5.
riga 18)
VI) Dichiarazioni
d’istruttoria e dibattimentali dei due imputati
9.
Per quel che
concerne i fatti a danno dell’AP ACPR 1 di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA
(doc. TPC 1) IM 1, anche se non da subito, è sostanzialmente reo confesso (VD
all. 1 a pag. 3 IV R) e questo in forza alle seguenti sue dichiarazioni:
"
Quel giorno, mentre circolavo in auto con mia
sorella, io le ho chiesto di fermarsi, lei non sapeva perché. Sono uscito
dall’auto e volevo chiedere una sigaretta. Avevo visto una signora camminare
sul marciapiede dalla parte opposta alla nostra. Mi sono avvicinato alla donna,
l’ho vista un po’ bevuta e le ho chiesto una sigaretta. Lei mi ha detto che non
ne aveva. Io a quel punto le ho chiesto di darmi qualche soldo. Avevo ancora
con me quel coltellino nella tasca del pantalone e l’ho estratto solo a quel
momento, quando le ho chiesto i soldi. Non ho aperto il coltellino, la lama non
si vedeva. La donna mi ha detto di aver speso tutto al __________, io ero un
po’ fuori e con quest’ulimo termine intendo che non so perché abbia fatto
questo gesto…
Mi viene chiesto di disegnare la posizione mia,
di quella di mia sorella e di quella della
donna.
Ho disegnato su di un foglio (doc. 2 allegato) la posizione di mia sorella,
quando si è fermata e mi ha fatto scendere con
la lettera S;
ho poi indicato sul foglio il
tragitto che io ho percorso dalla
parte opposta al nostro senso di marcia e al di là della strada fino ad arrivare al marciapiede dove ho incontrato la donna. La mia posizione la indico con la lettera A, mentre quella della
donna con la X.
ADR che la donna si è seduta sul marciapiede ad un dato momento,
non so perché, forse era un po' ubriaca. A quel punto mi aveva mostrato la borsa dicendomi che
non aveva nulla. Eravamo una in faccia all'altro così come indicato sul documento, ma non so essere preciso.
Mi viene chiesto
se mia sorella non si è mai mossa da dove ci siamo fermati e ha atteso che io tornassi.
Quando sono ritornato da lei ho visto che si era
spostata perché ho dovuto cercarla.
L'ho trovata sempre sulla stessa corsia di marcia più avanti, sul marciapiede sulla destra.
Ho disegnato su un altro
foglio (doc. 3 allegato) il tragitto che io ho percorso, secondo
quello che ricordo, dopo aver lasciato la donna sul
marciapiede. In pratica ho
proseguito sullo stesso marciapiede,
salendo, e quando ho visto l'auto di mia sorella, indicata sul documento
doc. 3 in rosso con la lettera S, ho attraversato la
strada. Non so dire quanta strada abbia percorso mia sorella per arrivare al punto
indicato in rosso, so che non era un lungo tratto di strada. Sul documento ho pure disegnato la precedente posizione di mia sorella quando sono sceso dall'auto.
ADR che io non ho visto mia sorella spostarsi per raggiungere la posizione S in rosso sul doc. 3...
Mi viene detto se, dopo essere salito in auto, dopo aver tentato di rapinare la vittima
su via __________, ho riferito a mia sorella qualcosa di questi fatti.
Assolutamente no.
Se lei avesse saputo quello che io ho fatto mi avrebbe buttato giù dall'auto.
ADR che il coltello quando sono risalito in auto l'avevo nella tasca anteriore
dei pantaloni.
Mi viene detto cosa abbiamo fatto dopo essere
ripartiti da via __________.
Siamo partiti per raggiungere la stazione e
acquistare le sigarette.
Mi viene chiesto se ho raggiunto la stazione e
se ho acquistato le sigarette.
Rispondo che ho raggiunto la stazione ma non ho
acquistato le sigarette…
ADR che non ricordo se mia sorella prima di
fermarsi ha messo la freccia e non ha spento il motore.
ADR che non ricordo se mia sorella quando sono risalito in auto mi ha detto di avermi visto insieme alla donna…
ADR che non ricordo che mia sorella aveva fatto
retromarcia per immettersi di nuovo sulla stessa carreggiata”
(VI PP IM 1 30.8.2017 da pag. 5 riga 17 a pag. 14 riga 18)
che sono state successivamente precisate e corrette una volta
preso conoscenza di quanto riportato da questa AP rispettivamente in sede di
confronto:
"
E' corretto che nel momento
in cui mi sono avvicinato a lei ho aperto il coltello esponendo la lama.
Non è possibile che io le abbia detto "Fuori i soldi subito se no ti accoltello", non fa parte del mio gergo.
ADR che io alla donna ho semplicemente detto di darmi i soldi.
Mi viene detto dunque che non le ho chiesto le sigarette quando mi sono avvicinata a lei.
No, le sigarette le ho chieste appena mi sono avvicinata a lei.
Mi viene detto che
non ho contestato il fatto di essermi avvicinato alla donna con
il coltello e quindi
mi si chiede se ho minacciato la donna con il coltello chiedendole le sigarette.
No, prima di raggiungerla e prima di estrarre il
coltello, ad una certa distanza, ho chiesto alla donna una sigaretta? Non
ricordo cosa mi ha risposto, sicuramente mi ha detto che non l’aveva perché io
poi, sempre avvicinandomi a lei, ho estratto il coltello e le ho chiesto i
soldi.
Mi viene chiesto se ho puntato la lama del
coltello sul collo della donna.
L’imputato fa cenno di no con la testa e lo
ribadisce poi a parole.
ADR che ho visto il
furgoncino bianco sopraggiungere e pure la donna porsi in mezzo alla
strada sbracciandosi. Il veicolo non si è fermato.
Mi viene detto che
la donna ha dichiarato che in quel momento si è messa ad urlare e mi si chiede se lo confermo. Non me lo ricordo.
ADR che è corretto che la donna ha poi raggiunto il lato opposto
della strada ed io mi sono mosso con lei subito dietro
lei.
ADR che quando abbiamo
raggiunto l'altro marciapiede il coltellino l'avevo ancora in mano ma non l'ho minacciata di nuovo.
Anche a quel
momento non ho messo la lama del coltello alla sua gola.
ADR che è possibile che le ho detto di stare zitta; non le ho detto di non fiatare. Non l'ho minacciata di morte dicendole che l'avrei accoltellata se non fosse stata zitta.
ADR che la donna non mi ha consegnato la sua
borsetta ed io mi sono messo a
frugare all'interno della stessa. Come più sopra detto è stata lei che mi ha detto di non avere soldi. E' che lei si è abbassata un po' perché ha messo la borsa sul marciapiede, mostrandomi
il contenuto e dicendomi di aver
speso tutto al __________.
ADR che non le ho detto "sei svizzera so che hai soldi'.
ADR che non è vero che la
donna ha rovesciato il contenuto della sua borsetta sul marciapiede.
ADR che effettivamente
ho visto il suo borsellino vuoto, me l'ha mostrato lei.
ADR che non ho chiesto alla
donna collanine e gioielli.
ADR che non è vero che ho detto alla donna che non si può andare in giro
senza soldi.
ADR che non ho sentito suonare un clacson.
ADR che quando mi sono
allontanato dalla donna non
ricordo di averle detto di stare ferma per dieci minuti…
ADR che non so
dire se sia stata mia sorella a suonare il clacson”
(VI PP IM 1 30.8.2017 da pag. 10 riga 29 a pag. 11 riga 44)
"
lo il coltello non l'ho assolutamente puntato al collo della qui presente.
Mostro all'interrogante come tenevo il coltello quando mi sono avvicinato alla qui presente.
Viene scattata una foto della scena da me mimata e allegata al presente verbale quale doc. 2.
ADR. che quando la qui presente ha tentato di fermare il furgoncino
lo ha fatto dal marciapiede di sinistra (direzione __________), non lo ha fatto ponendosi in mezzo
alla strada. Quando sono sceso
dall'auto e mi sono avvicinato a lei, quest'ultima già si trovava
sul marciapiede di sinistra.
lo non
ho mai preso in mano la borsa della qui presente.
Lei l'ha poggiata a terra aprendola e dicendomi guarda che non c'è niente, non ho soldi.
ADR. che ho aperto il
coltello mentre attraversavo la
strada e poi l'ho sempre mantenuto rivolto verso il basso, come mostrato
poc'anzi.
Non l'ho mai puntato verso di lei, men che meno appoggiandoglielo al collo.
ADR. che alla qui
presente quando mi sono avvicinato le ho chiesto voglio i soldi, non le ho mai detto
espressamente che l'avrei ammazzata se non mi avesse dato i soldi. Quando lei ha visto il coltello non mi ha lasciato il tempo di fare
nulla, lei subito mi ha detto che non aveva soldi,
mettendosi a terra e mostrandomi
il contenuto della borsa.
ADR. che non ricordo di aver detto alla qui presente di non fiatare o di non parlare.
ADR. che quando è
passata l’auto la qui presente ha alzato le mani senza spostarsi dal
marciapiede e senza urlare. In quel momento ha volto le braccia verso la strada
e il furgone si è spostato nella sua traiettoria un po’ sulla sua sinistra.
ADR. ricordo di
aver sentito il suono di un clacson, era mia sorella che probabilmente mi ha
richiamato visto che era passato più del tempo necessario per chiedere una
sigaretta.
ADR. che
sicuramente non ho chiesto le sigarette alla qui presente…
L’ispettore __________ mi chiede quanto tempo è
trascorso da quando sono sceso dall’auto a quando ho sentito il suono del
clacson.
Rispondo 3 minuti.
L'ispettore __________ mi chiede di riferire cosa è successo in quei
3.
minuti visto che ho dichiarato che la qui
presente mi ha subito mostrato il contenuto della borsa appena l'ho avvicinata chiedendole i
soldi.
Siamo stati tutto il tempo a guardare nella borsetta. Era una borsa grande che conteneva tante cose.
Mi viene chiesto
se quando ho sentito il clacson e mi sono allontanato la qui presente si trovasse ancora a terra con la borsa aperta.
Non mi ricordo.
ADR. che non ho assolutamente chiesto alla qui presente se avesse delle collane o dei gioielli. Ricordo che appena la qui presente ha
scorto e preso il portafoglio in mano dopo un po' l'ha cercato all'interno della borsa, io ho sentito il clacson e me ne sono andato a
passo sostenuto.
Mi viene dunque detto che la qui presente non mi
ha mostrato l'interno del borsello.
Invece sì, me lo ha mostrato aprendolo davanti a me;
io non l’ho comunque mai preso in mano.
L’ispettore __________ mi chiede se la vittima ha
rovesciato il contenuto della borsa sul marciapiede.
Rispondo di no, la stessa ha frugato nella borsa con
le mani ed ha estratto alcuni oggetti mettendoli sul marciapiede; ricordo di
aver visto qualche confezione di crema o profumo…
Ero bevuto io ma anche lei lo era, ricordo che
mentre stava mostrandomi il contenuto della borsa alzava le braccia dicendomi
guarda che non ho nulla, appoggiando la sua mano sulla mia spalla in due
differenti momenti.
Mi viene chiesto se sono sicuro che il clacson
era stato suonato da mia sorella.
Sì, perché non c’erano altre macchine in quel
momento.
Mi viene chiesto se ho detto a mia sorella prima
di scendere che volevo andare a chiedere una sigaretta.
Si, gliel’ho detto.
Mia sorella stava guidando. Quando ho visto la qui
presente la mia intenzione iniziale era quella di chiederle delle sigarette. Ho quindi detto a mia sorella ferma ferma un attimo
che chiedo una sigaretta. Quando sono sceso dall'auto, avevo il coltello in tasca e ho preso il coltello, lo ancora oggi non so spiegarmi quello che ho fatto.
L'ispettore __________ mi chiede di spiegare quando la qui presente mi dava le pacche
sulle spalle.
Quando entrambi eravamo inginocchiati a terra e lei mi mostrava il contenuto della borsa…
Mi viene chiesto
se ho sottratto il profumo come indicato dalla qui presente.
Rispondo di no, quando ho visto che non
aveva soldi me ne sono andato”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 da pag. 5 riga 14 a pag.
8.
riga 35)
10.
Per quel che concerne
i fatti a danno delle AP ACPR 2 e ACPR 3 di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2
dell’AA (doc. TPC 1) IM 1, anche se non da subito, è sostanzialmente reo
confesso (VD all. 1 a pag. 5 V R) e questo in forza alle seguenti sue
dichiarazioni:
" Mentre giravamo ad un certo
punto io ho chiesto a mia sorella di accostare perché dovevo fare la pipì. Lei ha accostato ad un marciapiede e
non so se abbia acceso le quattro frecce.
lo mi sono allontanato
perché cercavo un posto in disparte dove poter fare pipi.
ADR che mi sono allontanato circa 3 o 4 metri dall’auto in
direzione opposta al senso di marcia.
Mi viene mostrata la distanza di circa 3 o 4 metri ed io
dichiaro che forse erano di più, saranno stati circa il doppio.
Quando ho finito di fare pipi mi sono accorto della presenza delle
due donne dietro di me. Non so cosa mi sia preso, ad un certo punto mi sono trovato con il coltellino in mano ed ho chiesto ad una
delle due di darmi i soldi. Lei mi ha dato tutto il portafoglio dicendomi
che all'interno vi erano tutti i suoi documenti. lo gliel'ho riconsegnato
subito chiedendo di avere solo i soldi. Lei mi ha consegnato delle banconote; non ho visto se erano franchi o euro. lo ho preso il denaro e
l'ho messo subito in tasca senza
contarlo. Ho raggiunto mia
sorella, sono entrato in auto ma non le ho detto quello che avevo fatto...
Mi viene detto che
prima di scendere dall'auto ho dovuto recuperare il
coltellino dallo zaino.
Mi si chiede perché l'ho fatto visto che dovevo
fare solo pipi.
Quando abbiamo comprato il
pane e il tacchino all'autogrill ci siamo fatti due panini utilizzando il coltellino che poi ho messo in tasca.
Mi si chiede se nella posizione in cui era mia
sorella avrebbe potuto vedermi con lo specchietto retrovisore.
Secondo me no, io ho cercato di non
farmi vedere.
Mi viene chiesto
di riferire se ho afferrato fisicamente una o entrambe
le donne.
Si, una l'ho toccata.
Mostro all'interrogante come ho preso il gomito/avambraccio destro di una delle donne, ponendomi davanti a lei;
l'ho afferrata con la mano
sinistra, senza particolare forza, mentre
nella mano destra avevo il coltellino con la lama chiusa.
Mi si dice che nel verbale di ieri mattina ho dichiarato di aver brandito un coltellino
da tasca aperto con le mani.
lo non
ho aperto il coltello; non escludo
che fosse aperto il cavatappi.
Mi si dice che nel mio verbale di ieri mattina mi é stato detto
che all’interno dell’autovettura, tra le altre cose, é stato ritrovato anche un
coltellino con la lama aperta.
Impossibile.
ADR che il coltellino non era rivolto direttamente contro
le donne, il braccio era diretto verso il basso con un angolo di 40 gradi.
In quel momento ho detto alla donna che ho afferrato, con tono
deciso Mi servono i soldi, dammi i soldi.
ADR che l'altra donna era ferma vicino
a quella che io ho preso per il braccio, non si è mossa ma mi ha detto Dio ti paga per quello che stai facendo.
ADR che l'altra donna non mi ha dato soldi; ero confuso e quando ho ottenuto i soldi da una, me ne sono subito andato.
Mi viene chiesto
se le due donne erano impaurite dal mio gesto.
Penso di sì”
(VI PP IM 1 13.8.2017 da pag. 8 riga 36 a pag. 10 riga 11)
poi successivamente precisate una volta preso conoscenza di quanto
riportato dalle due AP rispettivamente in sede di confronto:
10.1
in relazione all’AP ACPR
2.
"
E’ vero che quando sono sceso sono andato a passo sostenuto
perché mi scappava la pipì.
Non è vero che ho minacciato di morte le due.
ADR che non é vero che mi sono diretto subito da una delle
donne. Prima mi sono fermato a fare pipì e poi le ho viste.
ADR che non é vero che l’ho presa da dietro.
L'interrogante si mette a disposizione per farle
vedere come ho afferrato la donna
e io mi pongo alla sua destra in uno spazio arretrato afferrandola con il braccio.
Mi si dice che così come ho mostrato la presa è avvenuta da tergo…
E’ possibile che io abbia portato la donna che avevo
afferrato verso l’altra, ma senza usare particolare violenza.
Ricordo che l'altra si è messa in mezzo alla strada sbracciandosi alla vista di un'autovettura, ma
non è vero che gli ho detto che in quell'auto c'era un mio complice…
E’ corretto dire che il denaro mi è stato dato non
dalla donna che avevo afferrato ma dall’altra…
ADR che non ricordo di aver detto se non mi dai
i soldi ammazzo la tua amica ma posso dire che questo non è il mio abituale gergo.
ADR che i soldi me li ha dati una sola delle due; non so se il denaro proveniva
da entrambe”
(VI PP IM 1 13.8.2017 da pag. 10 riga 40 a pag. 12 riga 11)
"
ADR che ribadisco che quando sono scesa dall’auto ho fatto
la pipì e solo dopo ho visto le due donne…
ADR che è vero che prima di afferrare il gomito di una
delle due, ho urtato la donna con il mio corpo, le ho dato una spinta e mi sono
posizionato al suo fianco vicino a lei…
Mi si dice che in pratica mi sono posizionato a 5 cm dalla
vittima e il coltello l’ho tenuto diretto davanti a me con un’angolatura di
circa 40 gradi.
E’ giusto, non l’ho mai puntato nella direzione della donna che ho
afferrato.
ADR che la lama era visibile, era estratta…
ADR che non ho detto a una delle due dammi i
soldi altrimenti uccido la tua arnica.
ADR che mentre eravamo
sulle strisce pedonali è effettivamente passata un'autovettura; non
ricordo ora come ora se la donna
abbia cercato di attirare l'attenzione sbracciandosi.
ADR che non è vero che io in quel momento ho detto alla donna che era inutile che chiedeva aiuto perché l'auto era con me.
ADR che ricordo che la donna mi aveva detto che i documenti non me li dava, ricordo che mi ha mostrato anche
un medicamento e che poi mi ha
consegnato delle banconote arrotolate”
(VI PP IM 1 30.8.2017 da pag. 18 riga 32 a pag. 19 riga 12)
"
lo non
ricordo precisamente la dinamica. Non ho contestato la versione della sua amica non ricordandomi però di aver
usato parole di minaccia verso di loro. Non contesto di aver usato un coltellino tipo svizzero con lama aperta che ho rivolto verso la ragazza che ho afferrato ma solo in un primo momento. In seguito l'ho abbassato avvicinandolo alla mia gamba…
lo continuo a ribadire che non ho mai
rivolto il coltello direttamente verso il corpo delle due donne.
Mi si fa notare che la vittima ha
dichiarato che una volta sceso dall'auto io mi sarei diretto subito verso ACPR 3, quindi non è vero che mi sono fermato prima a fare pipi e che soltanto dopo
avrei notato le due donne.
Ribadisco che io ho fatto la pipi subito dopo essere sceso dall'auto.
Mi viene chiesto
se sono sicuro.
lo ricordo di aver avuto lo stimolo di
fare la pipi, se poi l'ho fatto io
non lo ricordo più.
Vengo invitato a prendere posizione in merito alla dichiarazione della vittima ACPR 2, secondo la quale oltre alle 4 banconote da CHF 100.00, nel mazzetto vi erano anche degli Euro, e meglio una
banconota da 20 e
una da 10.
lo appena ho preso i soldi li ho subito messi in tasca e la polizia quando mi ha
fermato ha preso tutti i soldi che
avevo in tasca, anche quelli che
già avevo.
ADR. che non so dire quanti soldi avessi io in
tasca prima di incontrare le vittime. Ricordo però che avevo solo CHF.
Vengo invitato a prendere posizione in merito al dire di ACPR 2, secondo la quale io avrei preso soldi sia da lei, sia da ACPR 3.
lo ricordo di aver preso soldi solo da
una delle due donne...
Non escludo che quando sono
sceso mia sorella si sia spostata per far passare le auto.
Mi viene chiesto
se ricordo che mia sorella nel momento in cui sono salito in auto dopo i suddetti fatti, si fosse spostata dal posto in cui mi ha lasciato scendere.
Mi sembra di si, non ricordo
precisamente se si sia spostata o no.
ADR. che in merito al braccio con cui tenevo il
coltellino, io non ricordo ora se l'abbia abbassato o se lo tenessi
sempre alla stessa altezza.
ADR che io non
ricordo se l’auto che ha tentato di fermare la qui presente sia andata in
contromano”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 da pag. 5 riga 27 a pag.
7.
riga 41)
10.2
in relazione all’AP ACPR
3.
"
Ribadisco di non ricordare la minaccia ma di sicuro
non ho preso soldi dalle mani della donna che ho afferrato. Gli unici soldi che
ho ricevuto li ho presi dall'altra donna. Non so se fra quelli c'era anche il denaro di questa”
(VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 12 da riga 30 a riga 32)
"
non ho la certezza…di aver detto alla sua amica
che se non mi avesse dato il
denaro avrei ammazzata la qui
presente…
ADR che confermo di aver afferrato la qui presente per il
braccio destro, mentre con la mia mano destra impugnavo il coltellino e la
lama era aperta.
lo non
ricordo di averle puntato il
coltello contro, all'altezza dell'addome. Come già detto il coltello lo tenevo in
mano con la punta rivolta verso il basso ed il braccio alzato anche se di poco.
Confermo che è passata un'autovettura e che l'amica
della qui presente ha cercato di fermarla; io non ricordo però di aver detto loro che quell'auto era con me.
Mi si dice che chi
non ricorda non esclude di
aver fatto o detto qualcosa quindi non escludo di
aver detto che quell'auto era con me.
E' giusto, non lo escludo.
Mi si dice che secondo la versione della vittima, avrei
chiesto soldi prima
alla sua amica ACPR 2 e
poi anche a lei.
Dunque ad entrambe le donne. Ed entrambe mi avrebbero consegnato denaro. Prima ACPR
2, minacciandola che se non mi
avesse dato i soldi avrei ucciso la sua arnica;
dopo mi sarei rivolto alla qui presente ACPR 3, dicendole a sua volta di consegnarmi il denaro e ACPR 3 mi avrebbe consegnato CHF 36.00.
Mi viene chiesto
di prendere posizione.
lo in
tutta sincerità ricordo che i soldi me li ha consegnati solo una delle due ed oggi come oggi non so dire se è la qui presente o
l'altra ragazza”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 13 a
riga 38)
11.
IM 2 ha sempre
contestato qualsiasi sua responsabilità in merito ai fatti avvenuti a danno
delle tre AP:
"
Mi si dice che mio fratello ha ammesso di aver commesso una
rapina ai danni di due donne, dopo essere sceso dalla mia vettura.
Vengo invitata a riferire quanto a mia conoscenza.
Io giuro non ne so di niente.
ADR che io ho saputo di questa cosa soltanto una volta
arrivati in Polizia. Una poliziotta mi ha chiesto se sapevo il motivo per il
quale ci trovavamo in Polizia, io ho risposto che magari era per un controllo e
lei mi ha detto di no, che mio fratello aveva commesso una rapina”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 14 da riga 29 a riga 37)
" Sono venuta a __________ a
fare una gita con mio fratello,
lui mi ha detto che il giorno dopo
voleva andare all'__________ a
cercare un lavoro. Avremmo dormito nel parcheggio vicino alla casa __________.
lo non mi sono accorta di niente né mio fratello mi ha detto qualcosa. Non avrei mai pensato che mio fratello potesse fare quello che ha fatto. Se me ne fossi accorta o me lo avesse detto me ne
sarei andata e lo avrei lasciato Iì. lo non ho paura di mio fratello.
Ribadisco la mia innocenza…
Io sono una tipa tranquilla, non ho mai fatto nulla
di male”
(VI GPC IM 2 14.8.2017 a pag. 2)
"
Voglio dire all’interrogante che sono estranea ai fatti, sono
innocente, sono stata arrestata ingiustamente”
(VI PP IM 2 4.10.2017 a pag. 12 da riga 24 a riga 25)
ribadendo questo suo dire in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag.
3.
V R e a pag. 5 I/VI R) e confortata in predetta posizione anche dal fratello
che ha sempre proclamato, in istruttoria (VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 10 da
riga 13 a riga 14) e in aula (VD all. 1 a pag. 3 IV R e a pag. 5 II R), la
completa estraneità della sorella, alla quale, dopo i fatti di cui ai pti. A.1,
A. 2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1), non avrebbe consegnato € 30.- (VD all. 1 a
pag. 6 VII/VIII R).
Più specificatamente, in merito ai fatti a lei contestati, IM 1 si
è così espressa:
11.1
per i fatti a danno
dell’AP ACPR 1 (pti. A.2 e A.2.1 dell’AA, doc. TPC 1)
" Abbiamo
percorso delle stradine, a causa
dei sensi unici mi sono persa. Ad
un certo punto mi sono ritrovata in stazione, ci sono passata davanti. Mio
fratello era sempre in auto con me. Cercavamo la strada che
ci portasse allo stadio che faticavo a trovare. Quindi continuavo a girare, non sono in grado di riferire che strade ho percorso. Ad un certo punto, dopo una rotonda che ho percorso, IM 1 mi ha detto fermati che devo fare pipi.
ADR che era un posto in cui c'erano tante case e
tanti palazzi.
Mi si chiede come ho reagito alla richiesta di IM 1 e io
rispondo che mi sono fermata
immediatamente. Mi sono accostata a lato della strada, sulla destra. Non ho messo le 4 frecce. Mio fratello è sceso sul
marciapiede e io sono rimasta II
ferma. Se non sbaglio dove mi sono fermata io c'erano dei cespugli. Quando mio fratello è sceso, si è diretto
subito verso il dietro della macchina. Non ho visto dove è andato. Io mi sono
messa a guardare il mio telefonino, quello vecchio, per vedere se riuscivo a
prendere l'internet. Ribadisco che sono rimasta II ferma.
ADR che mio fratello è
stato via circa 10 minuti. Quando
è tornato gli ho chiesto come mai
ci aveva messo così tanto e lui mi ha risposto che non voleva
farla qui vicino alla macchina, si era spostato un po'.
Mi viene chiesto
se non aveva più senso farla vicino alla macchina che fungeva da protezione da sguardi altrui e io ho risposto di no
perché lui aveva vergogna.
Mi si dice che è difficilmente credibile, visto che si tratta di mio fratello con il quale pure vivo.
lo ho pensato io che lui avesse vergogna perché se io fossi stata al suo posto avrei avuto
vergogna.
Quando IM 1 è tornato alla macchina, era tranquillo. Mi ha detto "bon,
andiamo". E io sono partita. Ho continuato a girare e poi ci siamo
fermati di nuovo, su sua
richiesta. Mi ha chiesto se puoi, aspettami un attimo e mi sono fermata con la macchina. Ci trovavamo lungo
una strada normale”
(VI PP IM 2 13.8.2017 da pag. 9 riga 32 a pag. 10 riga 19)
11.2
per i fatti a danno
delle AP ACPR 2 e ACPR 3 (pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA, doc. TPC 1)
"
Dalla prima sosta, abbiamo percorso strade per circa 10 minuti,
dopodiché IM 1 mi ha chiesto di fermarmi di nuovo. Non mi ha detto per quale motivo. lo gli ho detto ma dai, siamo arrivati. lo credevo di essere vicina al posteggio dello stadio. Però in realtà non eravamo vicini allo stadio, mi sbagliavo. Infatti
alla fine di
quella strada siamo arrivati a __________. Comunque, quando IM 1 mi ha chiesto di fermarmi, io ho accostato la macchina sulla destra e mi sono fermata. Lui è sceso, è andato verso il dietro della macchina, poi ha svoltato in un angolo e da li non l'ho più visto. Lui è
stato via circa 5 minuti. In ogni caso si è assentato meno tempo rispetto alla
volta precedente.
Quando è tornato alla macchina io non gli ho chiesto che cosa aveva fatto. Ho pensato che avesse dovuto urinare ancora, in quanto so che bevendo
birra poi bisogna andare in bagno più spesso. IM 1 non mi ha detto il motivo per cui era sceso dalla
macchina. IM 1 era tranquillo, è salito in
macchina e si è seduto. Ha acceso
una sigaretta e mi ha detto di andare e così ho fatto…
Quindi dopo che IM 1 è risalito in macchina, io ho percorso l'unica strada che
io conosco
per raggiungere il posteggio dello stadio. lo volevo
andare a dormire. Soltanto che ad un certo punto lungo questa strada siamo stati fermati dalla Polizia”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 10 da riga 19 a riga 40)
12.
In relazione ai fatti
di cui al pto. B.1 dell’AA (doc. TPC 1) per il presupposto reato di infrazione
grave alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 2 della legge federale sulla
circolazione stradale, di seguito solo LCStr) IM 2 ha dichiarato di non essersi
accorta di essere entrata in una via in contromano (VI PP IM 2 24.8.2017 a pag.
12.
riga 30) e quindi che non potesse fare quel tipo di manovra (VD all. 1 a
pag. 7 X R).
VII) Altre risultanze
d’istruttoria e dibattimentali
13.
A fondamento della
presente sentenza si richiamano espressamente le seguenti risultanze
d’istruttoria:
13.1
per la Corte non vi è
dubbio alcuno che IM 2 sapesse perfettamente che suo fratello aveva con sé un
coltellino tipo svizzero (AI 89 e 95, AA a pag. 5 e doc. TPC 1), poi trovato
dalla polizia comunale al momento del loro arresto provvisorio (art. 217 segg.
CPP, AI 76 e considerando, di seguito solo consid., 5 della presente sentenza),
con la lama aperta, a fianco della coscia destra di IM 1 che era seduto sul
sedile anteriore destro dell’autovettura Daewoo Chevrolet Matiz (VI PS IM 1
12.8.2017
a pag. 6 da riga 4 a riga 5, PP IM 1 4.10.2017 a pag. 9 da riga 6 a
riga 17 nonché AI 1 e 27 a pag. 14), e questo in forza alle loro stesse
dichiarazioni in sede d’istruttoria:
"
A precisa domanda, io e mia sorella rispondevamo di averlo usato
per prepararci il panino che avevamo acquistato quando ancora stavamo
viaggiando in Italia. Del resto c’era anche il pane e il petto di pollo che
volevamo mangiarci”
(VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 6 da riga 6 a riga 8)
"
Quando abbiamo comprato il pane e il tacchino all’autogrill ci
siamo fatti due panini utilizzando il coltellino che poi ho messo in tasca”
(VI PP DUF 1 13.8.2017 a pag. 9 da riga 22 a riga 23)
"
Preciso che durante il viaggio per venire in Svizzera abbiamo
acquistato due baguette e una confezione di tacchino a fette. Il pane era caldo
e mia sorella lo ha mangiato rompendolo con le mani, a lei piace il pane caldo.
Io ho recuperato il coltellino dallo zaino, ho tagliato il pane in due e ci ho
messo dentro il tacchino, non tutto”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 14 da riga 43 a riga 47)
"
D: Lei a verbale ha dichiarato che suo fratello era intenzionato
a prepararsi un panino al pollo, come voleva prepararlo?
R: Voleva tagliare il pane con un coltello piccolo ed insieme
mangiare il pollo”
(VI PP IM 2 12.8.2017 a pag. 7 da riga 16 a riga 18)
13.2
che la scusa, prima
negata (VD all. 1 a pag. 3 dopo V R) ma poi ammessa in aula da IM 1 (VD all. 1
a pag. 4 III e IV), che questi proferì alla sorella, sia prima che dopo i fatti
di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc TPC. 1), per giustificare la sua
richiesta di fermata su Via __________:
"
Mi viene chiesto se ho detto a mia sorella prima di scendere che
volevo andare a chiedere una sigaretta.
Sì, gliel’ho detto”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 7 da riga 44 a
riga 46)
"
che io alla domanda di mia sorella di cosa volessi rientrando in
auto su via __________ le ho risposto le sigarette”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 23 da riga 14 a riga 15)
altro non è, per la Corte, che una crassa bugia (VI PP confronto IM
1.
/ ACPR 1 28.9.2017 a pag. 6 riga 1) già solo perché al momento della sua
carcerazione, tra i suoi effetti personali, vi era anche un pacchetto di
sigarette (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 22 da riga 36 a riga 37 e IM 2 4.10.2017
a pag. 6 da riga 14 a riga 15 nonché AI 1 all. 7) che al momento di questi
fatti - e l’imputato non poteva non ricordarsene (VD all. 2 a pag. 7 dopo IV R)
né tantomeno non vederlo - era nel vano sotto lo stereo dell’autovettura (VI PP
confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 8 da riga 17 a riga 18). Da ciò non si
può far altro che concludere che scendendo dalla macchina IM 1, senza però che
la sorella lo avesse potuto oggettivamente sapere né tantomeno immaginare (VD
all. 1 a pag. 5 I/II R), avendo precedentemente
"
visto una signora camminare sul marciapiede dalla parte opposta
alla nostra”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 5 da riga 18 a riga 19)
altro non volesse fare che rapinarla
"
alla qui presente quando mi sono avvicinato le ho chiesto voglio
i soldi”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 5 riga 33)
per far così fronte, visto anche la sua difficile situazione
finanziaria (consid. 3 della presente sentenza), alle sue spese rispettivamente
a quelle delle figlie (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 23 da riga 3 a riga 4);
13.3
che oggettivamente se IM
2, che invece, a suo dire, pensava che suo fratello avesse chiesto di fermarsi
solo per urinare (VD all. 1 a pag. 3 V R), avesse saputo quelle che erano le
reali sue intenzioni prima dei fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc.
TPC 1 e cons. 13.2 della presente sentenza), mai avrebbe parcheggiato la sua
autovettura su buona parte del marciapiede con i blinker accessi (AI 27 a pag.
5.
primo e terzo fotogramma nonché a pag. 6 primo e secondo fotogramma, dalle
ore, di seguito solo h, 1:54:20 alle h 1:56:51) e questo già solo per il
maggior rischio che il suo mezzo di trasporto, sia per la marca, il genere o il
numero di targa, potesse essere facilmente identificato e comunicato alla
polizia da un qualsiasi altro utente della strada in quei frangenti transitante
su Via __________;
13.4
che non è contestato né
contestabile che IM 2, al momento dei fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA
(doc. TPC 1), abbia visto suo fratello
"
dall’altra parte della strada in ginocchio insieme ad un’altra
persona, girata di spalle, ma che non riuscivo a capire se fosse uomo o donna,
sul marciapiede. A quel momento mi sono un po’ adirata, mi sono chiesta cosa
facesse con quella persona ed ho pensato di spostare la macchina un po’ in
avanti per vedere cosa stessero facendo”
(VI PP IM 2 24.8.2017 a pag. 4 da riga 15 a riga 19)
13.5
che non è assolutamente
certo, malgrado le positive affermazioni di IM 1, anche se prima dubitative (VI
PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 5 da riga 44 a riga 46) e poi più
convinte (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 7 da riga 42 a riga
43), che il clacson udito sia da quest’ultimo che dall’AP ACPR 1 (VI PP
confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 da riga 34 a riga 35) provenisse,
quale avviso di pericolo, dall’autovettura di IM 2, che invece contesta questa
circostanza (VD all. 1 a pag. 5 I R), e non invece, anche solo, dal conducente
del furgone bianco in discesa verso __________ (AI 27 a pag. 5 secondo
fotogramma, h 1:54:59) che stava osservando, forse anche preoccupato, quanto
stava capitando dinanzi a lui, cosi come ricordato dall’AP nei suoi VI PS e PP:
"
In quel frangente,
proveniente da __________, stava giungendo un furgoncino bianco. lo ho fatto un
salto in mezzo alla strada
cercando di fermare questo veicolo
urlando, il quale però mi ha
schivato e si è allontanato. Ho
poi raggiunto il marciapiede opposto della strada e l'individuo mi ha seguito”
(VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 15 a riga 18)
"
ribadisco che lo stesso mi ha avvicinato quando mi trovavo sul
marciapiede di destra (direzione __________) e poi, dopo che ho tentato invano
di fermare il furgoncino ponendomi in mezzo alla strada, urlando e con le
braccia alzate, mi ha raggiunto quando io sono arrivata al marciapiede del lato
opposto”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 6 da riga 5 a riga
8)
13.6
che non è contestato né
contestabile che in relazione ai fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc.
TPC 1), sino al ritorno di IM 1 nell’autovettura (AI 27 a pag. 6 secondo
fotogramma nonché a pag. 7 primo e secondo fotogramma, da h 1:56:51 a h
1:57:03), le luci anabbaglianti fossero sempre state accese, per poi esser
state spente (AI 27 a pag. 7 terzo fotogramma, h 1:57:23) - anche se fatto
contestato da IM 2 (VD all. 1 a pag. 3 VII R vs. IM 1 VD all. 1 a pag. 4 II R)
- e poi riaccese non automaticamente (doc. TPC 28), fermo restando che,
malgrado il dire di IM 2 d’averlo fatto solo dopo qualche secondo la ripartenza
(VD all. 1 a pag. 4 I R vs. IM 1 VD all. 1 a pag. 4 II R), non sia stato
possibile determinare esattamente dove e quando (doc. TPC 24) ciò sia avvenuto
tra gli incroci via __________ / via __________ (AI 27 a pag. 8 secondo
fotogramma, h 1:57:58) e via __________ / via __________ (doc. TPC 26 a pag. 2,
h 1:58:42 e AI 27 a pag. 9 primo fotogramma, h 1:58:24);
13.7
che la tentata (art. 22
cpv. 1 CP) rapina (art. 140 n. 1 CP) ai danni dell’AP ACPR 1 (pti. A.2 e A.2.1
dell’AA, doc. TPC 1) è durata circa due minuti (di seguito solo min.) e mezzo e
meglio dalle h 1:54:20 (AI 27 a pag. 5 primo fotogramma) alle h 1:57:03 (AI 27
a pag. 7 secondo fotogramma);
13.8
che indipendentemente
da quanto sostenuto da IM 1 nei suoi VI, in merito alla dinamica dei fatti di
cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) la Corte non ha avuto alcun motivo
per discostarsi dalle dichiarazioni rilasciate in merito dall’AP ACPR 1 nei
suoi VI e meglio:
-- di essere stata più
volte minacciata di morte (VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 9 a riga 12
e da riga 18 a riga 20 nonché a pag. 5 da riga 17 a riga 18, PP confronto IM 1
/ ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 riga 14 vs. VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017
a pag. 5 riga 34 e riga 38);
-- che sia prima che dopo il
passaggio dell’autofurgone bianco (consid. 13.5 della presente sentenza)
l’imputato, proferendo le minacce di morte di cui sopra, aveva appoggiato la
lama aperta del coltellino tipo svizzero (AI 89 e 95, AA a pag. 5 e doc. TPC 1)
alla gola di questa AP (VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 12 a riga 13 e
da riga 18 a riga 20, PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 da riga 5 a
riga 10 e da pag. 4 riga 45 a pag. 5 riga 1 vs. VI PP confronto IM 1 / ACPR 1
28.9.2017
a pag. 5 da riga 14 a riga 16 e da riga 29 a riga 31);
-- che non trovando soldi,
l’imputato ha cercato di impossessarsi di eventuali collane dell’AP (VI PP
confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 da riga 16 a riga 19 vs. VI PP
confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 6 da riga 28 a riga 29);
13.9
che non è contestato né
contestabile che la rapina (art. 140 CP, pti. A.2 e A.2.1 dell’AA e doc. TPC 1)
commessa a danno dell’AP ACPR 1 è stata solo tentata (art. 22 cpv. 1 CP) e che
l’iniziale motivazione soggettiva di IM 1 fosse quella di ricavarne del denaro
per sé e per le figlie (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 23 da riga 3 a riga 4)
visto che, nel suo modo di ragionare, così come ricordato da questa AP, se sei
svizzero hai soldi:
"
Io avevo
ancora con me la borsetta e l'ho
consegnata al rapinatore, il quale
l'ha aperta, ha frugato
all'interno ma non ha trovato i
soldi che cercava. Lui insisteva di voler avere i
miei soldi, mi aveva detto sei svizzera, so che hai soldi!. lo però non avevo denaro. Lui si stava arrabbiando
ancor di più, dunque ho rovesciato
il contenuto della borsetta sul
marciapiede. Lui ha trovato il mio
portafoglio vuoto. Gli avevo fatto
vedere il mio documento dicendogli di non essere svizzera”
(VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 20 a riga 26)
Ciò posto per la Corte non può che esserci altra conclusione che
chiedendo poco tempo dopo alla sorella di fermarsi all’incrocio tra via __________
e via __________, questo imputato non dovesse espletare la benché minima
funzione corporale (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 8 da riga 6 a riga 8), poi del
resto verosimilmente evasa alle h 2:20:49 (consid. 13.11 della presente
sentenza) ma volesse, avendole viste (consid. 13.13 della presente sentenza),
rapinare anche queste due AP visto che dai fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1
dell’AA (doc. TPC 1) non aveva conseguito alcunché;
13.10
che proprio a fronte dei
precedenti penali del fratello a lei assolutamente noti (consid. 13.18 della
presente sentenza), nella seguente sua risposta dibattimentale:
"
D PP a IM 2: Quando ha visto il fratello assieme ad una
donna con una borsa a terra, sapendo i suoi precedenti, cosa ha pensato, le è
venuto un qualche dubbio?
R IM 2: Non ho pensato nulla. Ma è per quello che volevo
scendere e vedere cosa stesse succedendo”
(VI all. 1 a pag. 5 III R)
IM 2 non può essere assolutamente considerata credibile e questo
non solo per quanto aveva appena visto (consid. 13.4 della presente sentenza)
ma anche per l’arrivare alla macchina di corsa e trafilato del fratello (AI 27
a pag. 7 primo fotogramma). Conseguentemente a ciò, per la Corte, IM 2, almeno
come reale e concreta eventualità, non poteva non aver preso in considerazione
che IM 1, pochi istanti prima, avesse rapinato l’AP ACPR 1 e non semplicemente
aiutato un’altra persona che si trovava - e chissà mai perché - in ginocchio,
in piena notte, su un marciapiede (consid. 3.4 della presente sentenza);
13.11
che per la Corte la
giustificazione proferita da IM 1 alla sorella per invitarla a fermarsi
all’uscita della rotonda su Via __________ e cioè che doveva scendere per
urinare (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 8 da riga 6 a riga 8 e da riga 25 a riga
26, PP IM 1 13.8.2017 a pag. 8 da riga 36 a riga 37 e PP IM 2 13.8.2017 a pag.
9.
da riga 35 a riga 37) non convince assolutamente tanto da apparire come
un’ulteriore sua bugia visto e considerato come alcuni minuti dopo e meglio
alle h 2:20:49 lo si vede fare pipì sotto il portico dei palazzi del __________
di __________ (AI 27 a pag. 12 primo fotogramma), circostanza che,
evidentemente, anche in aula IM 1 ha continuato a dichiarare di non ricordare
(VD all. 2 a pag. 7 I R) benché confermata, anche perché l’avrebbe visto espletare
queste funzioni, dalla sorella (VD all. 2 a pag. 7 VII R);
13.12
ma anche ammettendo,
perché cosi sostenuto dai due imputati, che per convincere la sorella a
fermarsi IM 1 le abbia unicamente detto che doveva fare la pipì (VD all. 2 a
pag. 6 I/II R), la Corte non può che sottolineare l’assoluta inconsistenza del
successivo suo agire, da cui l’insorgenza di un più che lecito dubbio sulla
reale veridicità del motivo di questa sosta, se, infatti, invece di unicamente
urinare e ritornare in macchina per continuare la loro ricerca della casa __________
(VD all. 2 a pag. 7 III/IV), si è invece subitamente diretto verso le due AP
(VD all. 2 a pag. 6 seconda contestazione), rispettivamente perché, dopo i
fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1), non dire a IM 2 di
aver urinato - e in questo senso la sua giustificazione dibattimentale di
natura culturale (VD all. 2 a pag. 6 VI R) appare come quanto mai inconsistente
- se poi, solo alcuni minuti dopo, non avrà alcuna remora a liberarsi in pieno
campo visivo della sorella così come meglio ricordato nel consid. precedente;
13.13
che in relazione ai
fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) ed indipendentemente
dalle negazioni di IM 2 (VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 9 riga 43 e a pag. 15 da
riga 43 a riga 44 nonché VD all. 2 a pag. 6 I R), per la Corte non è contestato
né contestabile che questa imputata, così come suo fratello benché anche lui lo
contesti (VD all. 2 a pag. 6 III R), avesse visto le due AP e che dopo aver fatto
scendere IM 1 dall’autovettura, sia ripartita su Via __________ e questo già
solo in forza alle seguenti dichiarazioni dell’AP ACPR 2:
"
Come già detto l'auto si è fermata nel punto indicato sul doc. 3; era sul marciapiede quando ha fatto scendere
l'uomo. Subito dopo però l'auto si è spostata proseguendo sulla via __________. Vista la
conformazione della strada, non ho idea del fatto che l'auto si sia fermato poco distante o
poi abbia proseguito.
A domanda dell'avv. DUF 2, rispondo che ho proprio visto l'auto che
proseguiva la sua corsa su via __________.
Mi viene chiesto se secondo me chi guidava
l'autovettura ci ha viste sulla
strada mentre camminavamo.
Secondo me l'auto ha visto entrambe
visto che proveniva da via __________ ed ha percorso la rotonda proprio
dalla parte in cui eravamo noi, io
sulle strisce e ACPR 3 sul
marciapiede”
(VI PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 5 da riga 19 a riga 31)
13.14
che i fatti di cui ai
pti A.1. A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) possono essere quantificati, nella
loro durata, tra tre e cinque min. (VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 10 riga 26 e VD
all. 1 a pag. 5 VII/VIII/IX R);
13.15
che indipendentemente da
quanto sostenuto da IM 1 nei suoi VI e in aula, in merito alla dinamica dei
fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) la Corte non ha
avuto alcun motivo per discostarsi dalle dichiarazioni rilasciate in merito
dalle AP ACPR 2 e ACPR 3 e meglio:
-- che mentre la
seconda veniva indebitamente trattenuta, alla prima veniva intimato
minacciosamente “dammi i soldi altrimenti io uccido la tua amica” (VI PP
confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 4 da riga 37 a riga 41 e IM 1 / ACPR 3
22.9.2017
a pag. 2 da riga 41 a riga 43 e a pag. 3 da riga 42 a riga 44 nonché
PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 da riga 43 a riga 46 vs. VI PP IM 1 13.8.2017 a
pag. 12 da riga 7 a riga 8, IM 1 30.8.20117 a pag. 10 da riga 31 a riga 32,
confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 5 riga 28, IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a
pag. 5 da riga 13 a riga 14, PP IM 1 4.10.2017 a pag. 10 da riga 7 a riga 8 e VD
all. 2 a pag. 5 X R);
-- che il coltellino tipo
svizzero (AI 89 e 95, AA a pag. 5 e doc. TPC 1), con la lama aperta, è stato
puntato all’altezza della vita di entrambe le AP e non anche o solo verso il
basso (VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 4 da riga 37 a riga 41 e
a pag. 6 da riga 40 a riga 41 nonché IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 3 da riga
38.
a riga 40 e PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 da riga 32 a riga 35 vs VI PP
confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 5 da riga 28 a riga 31 nonché a pag. 6
da riga 11 a riga 12, confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 18 a
riga 22, PP IM 1 4.10.2017 a pag. 10 da riga 7 a riga 8 e VD all. 2 a pag. 5 X
R);
-- che al passaggio di
un’autovettura, che non si fermò malgrado la richiesta d’aiuto dell’AP ACPR 2,
l’imputato fece loro credere che si trattava di suoi complici (VI PP confronto IM
1.
/ ACPR 2 22.9.2017 a pag. 5 da riga 4 a riga 11 e IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a
pag. 4 da riga 35 a riga 39 vs. VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 11 da riga 29 a
riga 30 e confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 23 a riga 28);
-- che, richiamato quanto sarà
sotto indicato nel consid. 13.16 della presente sentenza, è a entrambe le AP e
non ad una sola che l’imputato sottrasse dei soldi (VI PP confronto IM 1 / ACPR
2.
22.9.2017 a pag. 6 riga 36 e IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 30 a
riga 38);
13.16
che malgrado la
contestazione dibattimentale di IM 1 (VD all. 2 a pag. 6 dopo VIII R), in
merito alla refurtiva di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) per
la Corte non è contestato né contestabile che all’AP ACPR 2 siano stati
sottratti franchi (di seguito solo fr.) 410.- (VI PS ACPR 2 12.8.2017 a pag. 5
da riga 22 a riga 23 e consid. 1 della presente sentenza) e € 30.- sotto forma
di una banconota da € 20.- e una da € 10.- (VI PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4
riga 28 e a pag. 6 da riga 18 a riga 20 nonché consid. 1 della presente
sentenza), rispettivamente all’AP ACPR 3 fr. 36.- (VI PS ACPR 3 12.8.2017 a
pag. 3 da riga 25 a riga 27 e consid. 1 della presente sentenza), da cui,
ricordato che al momento del suo fermo IM 1 aveva con sé solo fr. e € 0,15 (VI
PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 6 riga 29 e AI 1 all. 4), la
fondamentale conseguenza, anche se avversata da entrambi gli imputati (VD all.
2.
a pag. 6 VII/VIII R), che prima del loro arresto provvisorio (art. 217 segg.
CPP e consid. 5 della presente sentenza) IM 1 abbia consegnato tutta la
refurtiva in € alla sorella (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 9 da riga 15 a riga 17
e AI 1 all. 4) che del resto al momento del fermo da parte della polizia si
troverà in possesso di una banconota da € 20.- e di una da € 10.- (AI 1 all. 12
e non di tre banconote da € 10.-) così come era il taglio e il numero di quelle
sottratte all’AP ACPR 2 (VI PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 e a pag. 6 da
riga 18 a riga 20 nonché consid. 1 della presente sentenza). Né questo
passaggio di € 30.- tra i due imputati deve sorprendere perché così facendo IM
1.
le restituiva fr. 30.- / fr. 35.- (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 6 riga 20 e a
pag. 7 da riga 1 a riga 3) che questa gli aveva dato per i suoi consumi presso
il __________ (VI PP IM 2 4.10.2017 a pag. 2 riga 15) di __________;
13.17
che un qualsiasi
corretto calcolo di spesa, così come fatto dalla difesa in sede di discussione
(art. 346 cpv. 1 lett. d CPP e VD a pag. 7), per giustificare che gli € 230.-
sequestrati a IM 2 (AI 1 all. 12) al momento del suo arresto provvisorio (art.
217.
segg. CPP e consid. 5 della presente sentenza) fossero tutti suoi appare
oltremodo arbitrario rispetto alla linearità del consid. precedente visto e
considerato come non si sa quale era la somma esatta in suo possesso al momento
della loro partenza da __________ (nel suo VI PP 24.8.2017 a pag. 3 da riga 5 a
riga 6 ha unicamente specificato, restando sul vago, che erano quasi € 300.- e
qualche piccola moneta) né si sa quanto i due abbiano realmente pagato per i
loro acquisti e consumazioni varie all’autogrill, al __________, dal gelataio o
al __________;
13.18
che IM 2 è perfettamente
a conoscenza del fatto che suo fratello sia tutt’altro che uno stinco di santo
e questo non solo perché non possono non esserle note, in quanto parente, i
suoi precedenti in Italia (consid. 3 della presente sentenza), ma anche perché
per un suo furto in un grande magazzino non ancora giudicato e che nulla ha a
che vedere con i fatti di cui alla sua prossima udienza a __________ del
30.3.2018
(consid. 3 della presente sentenza), pure lei è stata fermata e
interrogata dalle forze dell’ordine:
"
A domanda
dell'avv. DUF 2 a sapere
come si sono svolti i fatti a __________,
rispondo che come già dichiarato nel precedente verbale quella volta ho sottratto due magliette, nascoste all’interno dei
pantaloni sul davanti, quando mia sorella non era con me. in un secondo momento
con mia sorella ci siamo ritrovati al bar vicino all’uscita del centro
commerciale e un agente della sicurezza, quando stavamo uscendo, ci ha fermato.
Preciso che quando ho sottratto le magliette mia sorella si trovava in un altro
reparto e quindi non sapeva nulla di quello che avevo fatto. Entrambi siamo poi
stati portati dai carabinieri nei loro uffici e siamo stati interrogati”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 3 da riga 39 a riga 46)
"
Prendo atto che da informazioni di Polizia, risulta un precedente in Italia
nei miei confronti di furto, e meglio per una notizia di reato all'autorità giudiziaria del 22.04.2015; si tratta di fatti commessi insieme a mio fratello, perché anche lui è conosciuto per gli stessi fatti.
Vengo invitata a riferire di
cosa si tratta.
Mi ricordo che una volta eravamo entrambi in un negozio. lo esco raramente con lui. Lui ha il vizio di rubare. Con lui siamo andati
in un negozio di vestiti, c'erano i saldi. lo all'interno del negozio
sono andata al reparto donne mentre lui è andato nel reparto uomini. lo ho comprato dei vestiti, li ho pagati
alla cassa e sono uscita. Mio fratello invece è stato fermato da un agente della sicurezza del negozio e l'ho visto solo quando sono uscita dal negozio.
lo mi sono resa disponibile a
pagare la maglia che lui aveva sottratto ma mi è stato preteso il pagamento anche di altri vestiti che si trovavano all'interno della cabina di prova maschile. lo ho detto che avrei pagato
solo quello che aveva
rubato. Non ricordo che
conclusione abbiano avuto questi fatti”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 19 da riga 27 a riga 41)
13.19
che malgrado la sua
assunzione di cocaina e forse di eroina prima di partire da __________ (VI PP IM
1.
30.8.2017 a pag. 4 da riga 11 a riga 29 e PS IM 1 12.8.2017 a pag. 7 da riga
29.
a riga 30 nonché AI 95), rispettivamente il suo consumo di birra nel corso
della serata, che però non ha potuto essere meglio quantificato visto anche le
differenti dichiarazioni rilasciate in merito dall’imputato (VI PP IM 1
13.8.2017
a pag. 7 da riga 38 a riga 39 per 7 birre, 30.8.2017 a pag. 6 da riga
22.
a riga 25 per 6 birre e 4.10.2017 a pag. 6 da riga 27 a riga 28 per 12/13
birre nonché VD a pag. 6) e da sua sorella (VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 8 riga
18.
per 2 birre e 24.8.2017 a pag. 3 riga 37 per 2/3 birre), a IM 1, che alle h
8:16 del 12.8.2016 presentava un tasso alcolico di soli 0.15 mg/l (VI PS IM 1
12.8.2017
a pag. 9 riga 10), la Corte non ha potuto riconoscere, come
attenuante specifica, una qualsivoglia sua scemata imputabilità per tutti i
reati, se riconosciuti, dell’AA (doc. TPC 1) già solo perché non oggettivamente
peritata ex art. 19 cpv. 2 e 20 CP anche se, evidentemente, nella
commisurazione della sua pena (consid. 22.1 della presente sentenza) ha
comunque tenuto conto di questo suo stato come attenuante generica ex art. 47
CP visto anche le dichiarazioni rilasciate in merito da due AP:
"
Mi si chiede se la mia percezione era quella di un uomo ubriaco o
sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Non so dirlo, ciò che mi ha fatto pensare a questo è stato il
fatto che si muovesse un po’ a rilento e aveva lo sguardo perso…
Anche per questo suo carattere un po’ rimbabito era motivo di
ulteriore angoscia perché non sapevamo cosa lui potesse ancora farci”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 8 da riga 8 a riga
20)
"
Mi viene letto parte del mio verbale in polizia e meglio da riga
23.
a riga 26 di pagina 4 ove dichiaro che il qui presente mi pareva insicuro,
pacato o come addormentato e che non fosse in grado di rendersi completamente
conto di quello che stava facendo.
Confermo quanto avevo detto in polizia e preciso che il qui
presente non era aggressivo.
ADR. che quando dico che il qui presente non era aggressivo
intendo fisicamente”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 da pag. 5 riga 44 a pag.
6.
riga 7)
13.20
che in relazione ai
fatti di cui al pto. B.1 dell’AA (doc. TPC 1) si richiama l’AI 27 a pag. 2
terzo fotogramma e a pag. 3 primo fotogramma aventi le seguenti diciture:
"
03.
Ore 22:10:46
Il veicolo arriva lungo __________, svolta a sinistra
(intersecando la linea di sicurezza) e circola lungo la via di __________ in
contromano.
Dettaglio della manovra appena citata”
(AI 27 a pag. 2 e 3)
14.
Se è vero che ogni
imputato non è tenuto a deporre a proprio carico (art. 113 cpv. 1 CPP) e anzi
può liberamente mentire ogni volta che vuole, è pur vero che, in generale, la
sua credibilità ha da essere giudicata anche e soprattutto tenuto conto di
quella che è stata la sua attitudine nel raccontare, a che momento
dell’istruzione e in che modo, quella che è poi risultata essere la verità
processuale. Orbene, in questo contesto, ai due imputati non può di certo
essere accordato alcun particolare merito ricordato, in aggiunta a quanto sopra
esposto nel cons. 13 della presente sentenza, che:
14.1
secondo IM 1 una delle
due AP in via __________ gli avrebbe regalato fr. 13.- (VI PS IM 1 12.8.2017 a
pag. 5 riga 10), che, perlomeno dei primi suoi VI, non sarebbe mai avvenuta la
tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1
(VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 9 da riga 1 a riga 8 e PP IM 1 13.8.2017 da pag.
13.
riga 18 a pag. 14 riga 14) e che, con la sorella, sarebbe ritornato al __________
per riconsegnare un fantomatico cellulare (VI PP IM 1 4.10.2017 da pag. 6 riga
30.
a pag. 7 riga 38 e decreto di abbandono, di seguito solo ABB, 1035/2017 del
12.10
);
14.2
secondo IM 2 il fatto che, usciti dal __________, si era fermata con l’automobile soltanto
una volta (VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 19 a riga 21), che, perlomeno
nei suoi primi VI, la tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina (art. 140 n. 1 CP) a
danno dell’AP ACPR 1 non sarebbe mai avvenuta (VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 6 da
riga 1 a riga 2, PP IM 2 13.8.2017 da pag. 18 riga 16 a pag. 19 riga 19) o che
in quei frangenti non avesse spento i fari e le luci della sua autovettura (VI
PP IM 2 24.8.2017 a pag. 11 riga 23) rispettivamente che, con il fratello,
sarebbe ritornata al __________ per riconsegnare un fantomatico cellulare (VI
PP IM 2 4.10.2017 da pag. 11 riga 5 a pag. 12 riga 22 e ABB 1035/2017
del 12.10.2017).
VIII) Diritto
15.
In merito ai tre capi
d’imputazione dell’AA (doc. TPC 1) si ricorda come:
15.1
giusta l’art. 10 cpv. 2
CP sono crimini i reati per cui è comminata una pena detentiva (art. 40 CP) di
oltre tre anni ritenuto come giusta il cpv. 3 di predetta norma sono delitti i
reati per cui è comminata una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
15.2
giusta l’art. 12 cpv. 2
CP commette con intenzione un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10
cpv. 3 CP) chi lo compie consapevolmente e volontariamente ritenuto come basti
a tal fine che l’autore ritenga possibile il realizzarsi dell’atto e se ne
accolli il rischio. La
seconda frase dell’art. 12 cpv. 2 CP definisce la nozione di dolo eventuale
(decisione del Tribunale Federale, di seguito solo DTF, 133 IV 9 consid. 4 e
sentenza non pubblicata del Tribunale Federale, di seguito solo STF,6B_621/2010 del 20.5.2011 consid. 5.2) che sussiste laddove l’agente
ritiene possibile che l’evento o il reato si produca e, cionondimeno, agisce, poiché prende in considerazione l'evento nel caso in cui si realizzi e lo accetta pur non desiderandolo (DTF 135 IV 152 consid. 2.3.2, 134 IV 26 consid. 3.2.2, 133 IV 9 consid. 4.1, 131 IV 1 consid. 2.2, 125 IV 242 consid. 3c, 121 IV 249 consid. 3a, STF 6B_621/2010 del 20.5.2011 consid. 5.2 che conferma la sentenza della Corte di cassazione e
di revisione penale, di seguito solo CCRP, Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010 consid. 4.3,6B_458/2009 del 9.12.2010 consid. 5.1.1,6B_996/2009 del 15.3.2010 consid. 1.1,6B_656/2009 dell'11.3.2010 consid. 5.2, Corte di appello e di revisione
penale, di seguito solo CARP, Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del
7.4
, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e
17.2012
/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011 e CCRP Inc. 17.2010.1 del 21.4.2010 consid. 2.6). II discrimine tra dolo eventuale e negligenza cosciente può
rivelarsi delicato, poiché in entrambi i casi l'autore ritiene possibile che
l'evento dannoso o il reato si produca (STF 6B_621/2010 del 20.5.2011 consid. 5.2
nonché CARP Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016,
17.2013
-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del
7.6.2013
nonché 17.2011.55
del 26.10.2011). La conclusione per cui l'autore ha accettato il risultato non può, quindi, essere dedotta dal semplice fatto che egli ha agito sebbene fosse consapevole del rischio della sopravvenienza del risultato, in quanto si tratta di un elemento comune al dolo eventuale e alla negligenza
cosciente (DTF
130.
IV 58 consid. 8.4, STF 6B_1004/2008 del 9.4.2009 consid. 3.1 e CARP Inc. 17.2015.148+168 e
17.2016
-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014,
17.2012
-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011). La differenza si opera quindi al livello della volontà e non della coscienza (STF 6B_621/2010 del 20.5 2011 consid. 5.2 che conferma la
sentenza CCRP Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010 consid. 4.3.c e CARP Inc.
17.2015
+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del
18.8
, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011). Vi è negligenza, e non dolo, qualora l'autore, per
un'imprevidenza colpevole, agisce presumendo che l'evento, che ritiene
possibile, non si realizzi. Vi è per
contro dolo eventuale quando l'autore ritiene possibile che tale
evento si produca e, ciononostante, agisce, poiché lo prende in
considerazione nel caso in cui si realizzi, accettandolo pur non
desiderandolo (DTF 130 IV 58 consid.
8.
, STF 66_621/2010 del 20.5.2011
consid. 5.2 che conferma
la sentenza CCRP Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010 consid.
4.3
c, 66_458/2009 del 9.12.2010
consid. 5.1.1, 66_656/2009 dell'11.3.2010 consid. 5.2, CARP Inc. 17.2015.148+168 e
17.2016
-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014,
17.2012
-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011 e CCRP Inc. 17.2010.1 del 21.4.2010 consid.
2.
). Di
regola, la volontà dell'interessato può essere dedotta, in
mancanza di confessioni, da indizi esteriori e regole di
esperienza. Il giudice può desumere
la volontà dell'autore da ciò che
questi sapeva, laddove la possibilità che l'evento si produca era tale
da imporsi all'autore, di modo che si possa ragionevolmente ammettere che lo
abbia accettato (DTF 133 IV 222 consid.
5.
, 130 IV 58 consid. 8.4,
CARP Inc. 17.2015.148+168
e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014,
17.2012
-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011 e CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010
consid. 4.3.c confermata dal Tribunale Federale, di seguito solo TF). Tra gli elementi esteriori, da cui è possibile
dedurre che l'agente ha accettato l'evento illecito nel caso in cui
si produca, figurano in particolare la gravità della
violazione del dovere di diligenza e la probabilità,
nota all'autore, della realizzazione
del rischio (DTF 135 IV 12 consid. 2.3.2 e
2.3.3
nonché CARP Inc. 17.2015.148+168
e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014,
17.2012
-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011).
Quanto più grave è tale violazione e quanto più alta è la
probabilità che tale rischio si realizzi - alla luce delle circostanze concrete
e dell'esperienza della vita - tanto
più fondata risulterà la
conclusione che l'agente, malgrado i suoi dinieghi, aveva accettato l'ipotesi che l'evento
dannoso si realizzasse (DTF 135 IV
12.
consid. 2.3.3, 134 IV 26
consid. 3.2.2, 133 IV 1 consid.
4.
, STF 6B_996/2009 del 15.3.2010 consid. 1.2,
CARP Inc. 17.2015.148+168 e
17.2016
-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014,
17.2012
-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011 e CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010 consid. 4.3.c
confermata dal TF). La probabilità deve essere di un grado
elevato poiché il dolo eventuale
non può essere ammesso con
leggerezza (DTF 133 IV 9 consid.
4.2
, STF 6B_519/2007 del 29.1.2008 consid. 3.1,
CARP Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016,
17.2013
-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del
7.6.2013
nonché 17.2011.55
del 26.10.2011 e CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010 consid. 4.3.c
confermata dal TF). Altri elementi esteriori rivelatori possono essere il
movente dell’autore e il modo nel quale egli ha agito (DTF 135 IV 12 consid. 2.3.3, 133 IV 1 consid. 4.6, 130 IV 58 consid. 8.4; 125 IV 242 consid. 3c, STF 6B_656/2009 dell’11.3.2010 consid. 5.2, CARP Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78
del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e
17.2012
/173 del 7.6.2013 nonché 17.2011.55 del 26.10.2011, CCRP Inc. 17.2010.1 del 21.4.2010 consid. 2.6 e 17.2009.59 del
9.6.2010
consid. 4.3.c confermata dal TF);
15.3
giusta l’art. 22 cpv. 1
CP chi, avendo cominciato l’esecuzione di un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o di
un delitto (art. 10 cpv. 3 CP), non compie o compie senza risultato o senza
possibilità di risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato
può essere punito con pena attenuata (per il diritto si richiamano le sentenze
della CCRP Inc. 17.2010.21 dell’11.10.2010 consid. 3.3 lett. c e 17.2010.38 del
14.12.2010
consid. 13.3 nonché CARP Inc. 17.2013.60 del 16.7.2013 consid. 8.3
lett. a);
15.4
giusta l’art. 103 CP
sono contravvenzioni i reati cui è comminata una multa (art. 106 CP);
15.5
giusta l’art. 140 n. 1
cpv. 1 CP chi commette un furto (art. 139 CP) usando violenza contro una
persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all’integrità
corporale o rendendola incapace di opporre resistenza, è punito con una pena
detentiva (art. 40 CP) sino a dieci anni o con una pena pecuniaria (art. 34
segg. CP) non inferiore a 180 aliquote giornaliere ricordato come giusta l’art.
140.
n. 3 cpv. 1 CP il colpevole è punito con una pena detentiva (art. 40 CP)
non inferiore a due anni se ha eseguito la rapina (art. 140 CP) come associato
ad una banda intesa a commettere furti (art. 139 CP) o rapine (art. 140 CP). Secondo la giurisprudenza una banda è data quando due o più
soggetti si uniscono con la
volontà, espressa in modo esplicito o concludente, di
compiere insieme, in futuro,
più di due reati indipendenti anche se non
ancora chiaramente determinati (DTF
135.
IV 158 consid. 2 e 3.3, 132 IV 132 consid. 5.2,
124.
IV 86 consid. 2b, 122 IV 265 consid.
2b, 100 IV 219 cons. 2, STF 68.510/2013 del 3.3.2014 consid.
3.
, 68.531/2013 del 17.2.2014 consid. 3.2 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014
consid. 21). La costituzione di una
banda rafforza il singolo autore
sotto il profilo fisico e psichico,
rendendolo particolarmente pericoloso e facendo prevedere la
commissione di ulteriori reati (DTF 135 IV 158
consid. 2 e-3.3, 132 IV 132 consid. 5.2,
124.
IV 86 consid. 2b,
STF 68.510/2013 del 3.3.2014 consid.
3.
, 68.531/2013 del 17.2.2014 consid. 3.2 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014
consid. 21). Una
banda può essere costituita già dall'unione di due persone, a
condizione che vi siano determinati elementi di organizzazione, ad
esempio la ripartizione
di ruoli o compiti, che vanno oltre
quelli della semplice correità o che l'intensità della collaborazione raggiunga
una misura tale per cui si possa parlare di una squadra con un
certo grado di affiatamento e
stabile, anche se la
sua durata si è eventualmente protratta soltanto per un lasso di tempo relativamente
breve (DTF 135 IV 158
consid. 2 e 3 nonché 124
IV 86 consid. 2b) ritenuto che
tenuto conto dell'elevata comminatoria di pena, la
nozione di banda deve essere interpretata in modo
restrittivo (STF 68.510/2013 del
3.3.2014
consid. 3.3,6P.104/2004 del 24.3.2005 consid.
3.
e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21). Dal profilo soggettivo, l'appartenenza ad una banda presuppone che sia
accertata la volontà dell'autore di compiere congiuntamente una pluralità di infrazioni (DTF 124 IV 86 consid. 2b, 124 IV 286 consid. 2, 122 IV 265 consid. 2b, 105 IV 181 consid. 4b, STF 68.510/2013 del 3.3.2014 consid. 3.3;6B.531/2013 del
17.2.2014
consid. 3.2 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 cons. 21). La semplice circostanza che due correi commettano insieme più reati e
che si attendano ogni volta determinati vantaggi dalla loro cooperazione non costituisce
forzatamente un indizio di tale volontà (DTF 124 IV 86 consid.
2b e 2 c/cc, STF 6B.510/2013 del 3.3.2014 consid. 3.3 e
3.4.2
rispettivamente CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21). Neppure si può
concludere a posteriori per una
tale volontà fondandosi sul fatto che due o
più autori hanno perpetrato in modo simile una serie di reati
ravvicinati nello spazio e nel tempo (STF
6P.104/2004 del 24.3.2005 consid. 4 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014
consid. 21);
15.6
giusta l’art. 185 n. 1
cpv. 1 CP chi sequestra o rapisce una persona o comunque se ne impadronisce per
costringere un terzo a fare, omettere o tollerare un atto è punito con una pena
detentiva (art. 40 CP) non inferiore ad un anno ricordato come giusta la n. 2
di predetta norma la pena non è inferiore a tre anni se il colpevole ha
minacciato di uccidere la vittima, di cagionarle una lesione personale grave o
di trattarla con crudeltà;
15.7
giusta l’art. 90 cpv. 1
LCStr è punito con la multa (art. 106 CP) chi contravviene alle norme della
circolazione contenute nella presente legge o nelle prescrizioni d’esecuzione
del Consiglio federale ricordato come giusta il cpv. 2 di predetta norma è
punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena
pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi, violando gravemente le norme della
circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il
rischio di detto pericolo.
16.
Limitatamente ai pti.
A.1, A.2, A.2.1 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) e tenuto conto delle sue
contestazioni (consid. 11 della presente sentenza) il procedimento è totalmente
indiziario per IM 2, la cui posizione processuale dipenderà anche dalla
credibilità o meno, per la Corte, delle dichiarazioni di sua estraneità da
parte di IM 1 (consid. 11 della presente sentenza). Trattasi allora opportuno
ricordare che cosa s’intende con questo termine (consid. 16a della presente sentenza)
oltre a richiamare sia il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP e
cons. 16b della presente sentenza) e quello della libera valutazione delle
prove da parte del giudice (art. 10 cpv. 2 CPP e cons. 16c della presente
sentenza), per poi passare alla sussunzione di questi principi alla fattispecie
qui in esame (consid. 17 e 18 della presente sentenza):
a) nel processo
indiziario, l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per
induzione logica una conclusione circa la sussistenza o meno del fatto da
provarsi e se la circostanza indiziante non è certa devono innanzitutto
accertarla altri elementi di prova. Si può fondare il giudizio di condanna,
mancando prove dirette, su indizi, che permettono un processo d’induzione
condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso dovendo la condanna
essere la logica conseguenza della corretta valutazione di quegli indizi,
ritenuto che ove vi siano più indizi in relazione al fatto da provarsi il
giudice deve avere cura di valutarli nel loro insieme e non isolatamente. Un
giudizio può quindi fondarsi su indizi, purché correlati logicamente nel loro
insieme, ritenuto che l’esistenza o meno di un fatto è provata quando il
giudice ne è personalmente convinto e meglio moralmente certo. In particolare,
nei processi indiziari nella valutazione della credibilità delle affermazioni
di uno o più parti occorrerà esaminare i fatti e le circostanze concrete, e
meglio se tali affermazioni, senza ispirarsi a motivi di odio o di rancore,
appaiono e sono spontanee, lineari, costanti, univoche e disinteressate. Un
approfondito esame delle differenti versioni tra le parti è il momento primo
che il giudice deve porsi sulla via dell’accertamento della verità. Questo
metodo di valutazione è stato più volte ribadito dal TF con la precisazione
che, in assenza di riscontri oggettivi, la credibilità dell’autore,
rispettivamente dei testimoni, assurge a punto centrale della valutazione delle
prove, il tutto alfine di accertare, al di là di ogni dubbio oggettivo, che i
fatti si sono svolti in un determinato modo. Rilevanti, per la valutazione
delle opposte versioni, sono allora la linearità e la costanza nel tempo delle
versioni date, la loro logica intrinseca, la loro verosimiglianza e la presenza
o meno di indizi che ne supportino la verosimiglianza. A questo proposito va
rilevato che le dichiarazioni rese dalle parti vanno lette nel loro insieme,
tenuto conto del momento e dello stato d’animo in cui versavano le parti al
momento in cui esse sono state rese, evitando di estrapolare singole parole od
espressioni dal loro contesto e di dare loro delle semplici interpretazioni
letterali, spesso illusorie o fallaci. In questo senso va sottolineato che il
TF ha già avuto modo di stabilire che non tolgono credibilità ad una vittima delle
contraddizioni che, rispetto allo svolgimento dei fatti nella loro integralità,
si rivelano essere aspetti minori o secondari poiché esse vanno messe in conto
all’emozione e allo spavento dovuto ad una simile prova. Occorre quindi
esperire un attento esame del materiale probatorio ponendo la versione della
vittima a confronto con gli elementi oggettivi certi e quindi verificare se il
suo racconto è lineare, univoco, costante e privo di fronzoli, laddove per
fronzoli non si intendono delle eventuali imperfezioni marginali, ma
contraddizioni su punti determinanti che non consentono di accertare, al di là
del dubbio oggettivo, che i fatti si sono svolti come raccontato;
b) il principio in
dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) è conseguenza della presunzione d’innocenza
(art. 10 cpv. 1 CPP) garantita dagli art. 32 cpv. 1 della Costituzione
federale, 6 n. 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e
delle libertà fondamentali e 14 cpv. 2 Patti Onu II. Esso trova applicazione
sia nell’ambito della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione
dell’onere probatorio. Riferito alla valutazione delle prove, esso significa
che il giudice non può dichiararsi convinto dell’esistenza di una fattispecie
più sfavorevole all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del
materiale probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano svolti in quel
modo. La massima non impone però che l’amministrazione delle prove conduca ad
una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti e teorici,
tuttavia, non sono sufficienti, poiché sono sempre possibili, né una certezza
assoluta può essere pretesa. Il principio è disatteso quando il giudice, che
dispone di un ampio potere di apprezzamento, avrebbe dovuto nutrire, dopo
un’analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi
sulla colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I 38 nonché STF 6B.203/2008 del
13.5.2008
e 1P.20/2002 del 19.4.2002). Il TF s’impone in quest’ambito un certo
riserbo e interviene unicamente qualora il giudice condanni l’accusato,
nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implicasse
la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua
colpevolezza (DTF 127 I 38 e 124 IV 86). Sotto questo profilo il principio in dubio
pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) ha la stessa portata del divieto d’arbitrio (DTF
133.
I 149 e 120 IA 31). Il giudice non incorre nell’arbitrio quando le sue
conclusioni, pur essendo opinabili, sono comunque sostenibili nel risultato
(DTF 133 I 149, 131 I 57, 129 I 217, 173 e 8). Una valutazione unilaterale dei
mezzi di prova viola per contro il divieto dell’arbitrio. Un giudizio di
colpevolezza può comunque poggiare, mancando prove materiali inoppugnabili o
riscontri peritali decisivi, su indizi atti a fondare il convincimento del
giudice (STF 1P.20/2002 del 19.4.2002);
c) giusta l’art. 10 cpv. 2 CPP
il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae
dall’intero incarto. Il principio della libera valutazione delle prove (art. 10
cpv. 2 CPP) non significa che i fatti possano venire accertati secondo il buon
volere del giudice o le soggettive sue convinzioni. Esso significa, invece, che
chi giudica non è vincolato a regole scritte o non scritte riguardanti il
valore delle prove, ma statuisce esclusivamente sulla scorta di un esame
coscienzioso, dettagliato e fondato su criteri oggettivi di tutti gli elementi
probatori agli atti e di tutte le circostanze a carico e a scarico, senza
altresì essere vincolato da norme sul valore probante astratto dei diversi
mezzi di prova (SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung
Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo / San Gallo, 2009, art. 10 numero, di seguito
solo no., 4 e 5, VERNIORY, Commentaire Romand, Code de procédure pénale
suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2011, art. 10 no. 35 segg., BERNASCONI,
Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike AG, Zurigo / San Gallo
2010, art. 10 no. 15 e 16 nonché DTF 133 I 33 e 117 Ia 401). Il principio della
libera valutazione delle prove (art. 10 cpv. 2 CPP) significa che non vi è una
gerarchia dei mezzi di prova, ragion per cui, ad esempio, la deposizione di un
testimone non ha di principio maggior valore probante di quella di una persona
informata sui fatti o di quella dello stesso imputato o di una parte lesa (STF
6B.936/2010 del 28.6.2011 e 6B.10/2010 del 10.5.2010). Il giudice deve sempre
formare il proprio convincimento unicamente sulla concreta forza persuasiva,
valutata in modo approfondito e oggettivo, di un determinato mezzo di prova (HOFER,
Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbling Lichtenhahn,
Basilea, 2011, art. 10 no. 58 segg., SCHMID, op. cit., art. 10 no. 5 e BERNASCONI,
op. cit., art. 10 no. 23). Nell’accertamento dei fatti e nella valutazione
delle prove, di cui in sentenza deve essere data congrua motivazione (STF
6B.10/2010 del 10.5.2010), il giudice continua a disporre di un ampio potere di
appezzamento (DTF 129 I 8 e 118 Ia 28 nonché STF 6P.218/2006 del 30.3.2007).
17.
Sulla scorta delle
risultanze d’istruttoria e dibattimentali:
17.1
in relazione ai
reati di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) IM 1 è stato condannato
per il reato di tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina semplice (art. 140 n. 1 CP)
a danno dell’AP ACPR 1 (VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.2 e 1.2.1) mentre è stato
prosciolto dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP, pto. A.2 dell’AA,
doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) e questo in forza alle seguenti
considerazioni:
17.1.1
per il riconosciuto
reato di tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina semplice (art. 140 n. 1 CP, pti.
A.2 e A.2.1 dell’AA, doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.2 e 1.2.1)
i presupposti oggettivi e soggettivi di legge risultano essere assolutamente
adempiuti in base alle risultanze istruttorie riassunte ai consid. 13.7, 13.8 e
13.9
della presente sentenza a cui espressamente si rinvia;
17.1.2
per il suo
proscioglimento dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP, pto. A.2
dell’AA, doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) basti ricordare, essendo a tal
fine sufficiente, come il proscioglimento della sorella da questa imputazione
(consid. 18.1.1 della presente sentenza) comporti la decadenza di uno dei
presupposti di legge di detta aggravante, segnatamente la presenza di due o più
soggetti (consid. 15.5 della presente sentenza), senza altresì dimenticare come
predetta norma richieda per la sua attuazione l’intenzionalità degli autori,
qui però non data, di perpetrare in comune più di due infrazioni così come,
vista la fattispecie, sarebbe stato ben difficile individuare quel minimo ma
necessario grado di organizzazione o di intensità collaborativa tra i
rispettivi membri come, invece, richiesto dalla vigente dottrina e
giurisprudenza (consid. 15.5 della presente sentenza);
17.2
in relazione ai reati
di cui ai pti. A.1. A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) IM 1 è stato condannato
per i reati di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) e
ripetuta rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 3 e ACPR 2
(VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.1, 1.2, 1.2.2 e 1.2.3) mentre è stato prosciolto
dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc.
TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) e questo in forza alle seguenti
considerazioni:
17.2.1
per il riconosciuto
reato di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) e ripetuta
rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 3 e ACPR 2 (VD all. 2
a pag. 1 pti. 1, 1.1, 1.2, 1.2.2 e 1.2.3) i presupposti oggettivi e soggettivi
di legge sono da ritenersi come sicuramente adempiuti e questo non solo per il
reato di cui all’art. 185 n. 1 cpv. 1 (per la durata più di un qualche secondo
anche se un qualche minuto è già sufficiente in base ai DTF 128 IV 73, 121 IV
269, 121 IV 178 e 113 IV 63 nonché SJZ 60/1964 nr. 137 rispettivamente per
l’essersi impadronito di una persona per costringere un'altra a fare un
determinato atto i consid. 8, 8.1, 8.2, 13.14, 13.15 e 13.16 della presente
sentenza a cui espressamente si rinvia) e n. 2 CP (per la minaccia di uccidere
DTF 121 IV 269 e 121 IV 162 ricordato che se basta una pistola scarica a
maggior ragione non può che essere sufficiente un coltellino tipo svizzero a
lama aperta nonché il consid. 13.15 della presente sentenza a cui espressamente
si rinvia) ma evidentemente e anche per il reato di rapina semplice (art. 140
n. 1 CP, per il concorso, già solo perché trattasi di due beni giuridici
protetti differenti, DTF 133 IV 297 e 113 IV 63 nonché i consid. 13.15 e 13.16
della presente sentenza a cui espressamente si rinvia). Irrilevante ai fini del
giudizio la contestazione della difesa secondo cui si sarebbe trattato solo di
due rapine (art. 140 n. 1 CP e VD a pag. 6) perché così non è. In specie,
infatti, vi è prima stata una presa di ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1
e n. 2 CP) a danno di ACPR 3 quale mezzo di pressione e via preliminare per
riuscire a rapinare ACPR 2 e solo dopo una seconda rapina (art. 140 n. 1 CP) a
danno della sopraccitata prima vittima e non, invece, due rapine (art. 140 n. 1
CP) tra loro connesse anche se distinte e separate. Ed anche soggettivamente
l’agire di IM 1 che prima ha trattenuto ACPR 3 e poi ha rapinato le due donne
ben giustifica il riconoscimento dei reati di cui agli art. 185 n. 1 cpv. 1 e
n. 2 CP in combinazione con l’art. 140 n. 1 CP;
17.2.2
per il suo
proscioglimento dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP) di cui al pto.
A.2 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) si richiama quanto sopra
indicato nel consid. 17.1.2 della presente sentenza a cui espressamente si
rinvia.
18.
Sulla scorta delle
risultanze d’istruttoria e dibattimentali:
18.1
IM 2 è stata prosciolta
dall’imputazione di rapina aggravata poiché commessa in banda (art. 140 n. 1 e
3.
cpv. 1 CP) in parte tentata (art. 22 cpv. 1 CP) di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA
(doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e questo in forza alle
seguenti considerazioni:
18.1.1
é innegabile che prima
di arrivare su Via __________ mai IM 1 aveva detto a sua sorella, né questa
poteva avere validi motivi per poterlo anche solo immaginare, quale era il
reale scopo della sua richiesta di fermarsi, cioè quella di voler rapinare
(art. 140 CP) l’AP ACPR 1 (consid. 13.2 della presente sentenza). Altresì, e
anche se alcuni successivi comportamenti di questa imputata potevano lasciare
adito a delle perplessità, segnatamente lo spostare l’autovettura (consid. 13.4
della presente sentenza), ripartire a fare spenti (consid. 13.6 della presente
sentenza) o nulla chiedere al fratello su quanto successo e visto (consid. 13.4
della presente sentenza) una volta lo stesso tornato in macchina, è altresì
vero che chi vuole essere correo di una rapina (art. 140 CP) di certo non
posteggia il proprio mezzo meccanico con i blinker accessi (consid. 13.3 della
presente sentenza) mentre la sua ripartenza al buio (consid. 13.6 della
presente sentenza) potrebbe, anche se solo per benevola estensione, ancora
giustificarsi con una sua maldestra manipolazione della relativa leva di
comando (doc. TPC 28) proprio a fronte dell’arrivare di corsa e trafelato del
fratello (consid. 13.10 della presente sentenza), senza poi dimenticare quanto
da lei stessa visto sul retrostante marciapiede (consid. 13.4 della presente
sentenza) oltre al suono di un clacson, che se non vi é prova certa che sia
stato il suo (consid. 13.5 della presente sentenza), era comunque un ennesimo
ed innegabile segnale che qualcosa di strano era appena capitato. Ciò malgrado
e per insufficienza di prove oltre che in applicazione del principio in dubio
pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP e consid. 16b della presente sentenza), IM 2 deve
essere prosciolta dal reato di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno
dell’AP ACPR 1 così come descritto al pto. A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1);
18.1.2
il suo proscioglimento
dal reato di cui al pto. A.2.1 (VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) dell’AA (doc.
TPC 1) comporta la stessa conseguenza anche per l’aggravante della banda (art.
140.
n. 3 cpv. 1 CP e VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e questo per le stesse
argomentazioni di cui al consid. 17.1.2 della presente sentenza a cui
espressamente si rinvia;
18.2
IM 2 è invece stata
condannata per i reati di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR
3.
e ACPR 2 (VD all. 2 a pag. 2 pti. 2, 2.1, 2.1.1 e 2.1.2) mentre è stata
prosciolta dalle imputazioni di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv.
1.
e n. 2 CP) di cui al pto. A.1 dell’AA (doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2
pti. 4 e 4.1) e ripetuta rapina aggravata per aver agito in banda (art. 140 n.
1.
e 3 cpv. 1 CP, pto. A.2 dell’AA, doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4
e 4.2) e questo in forza alle seguenti considerazioni:
18.2.1
per la Corte, ripartendo
da Via __________, questa imputata non poteva non aver preso in considerazione
che qualcosa di strano era capitato e questo per quanto visto sul retrostante
marciapiede (consid. 13.4 della presente sentenza), per l’inatteso suono di un
clacson (consid. 13.5 della presente sentenza), per l’arrivo di corsa e
trafelato del fratello (consid. 13.10 della presente sentenza) e per
l’inconsistente scusa da lui precedentemente datagli per fermarsi (consid. 13.2
della presente sentenza). Se a ciò si aggiunge come la stessa non potesse non
sapere che IM 1 aveva con sé un coltellino tipo svizzero (consid. 13.1 della
presente sentenza) rispettivamente che visto i suoi precedenti (consid. 3,
13.10
e 13.18 della presente sentenza) il decidere di sottrarre qualcosa a
qualcuno con violenza non era di certo qualcosa di straordinario (consid. 3 e
13.18
della presente sentenza), ne consegue, per la Corte, come partendo da Via
__________ IM 2 non poteva non aver preso in considerazione che questi avesse
appena rapinato una persona. Ulteriore riprova di ciò la si ha del resto nel
fatto che nulla ebbe a chiedergli in merito, ciò che invece chiunque altro al
suo posto avrebbe fatto, a meno che, logicamente, non lo avesse voluto fare
proprio per non aver conferma di quanto già aveva ben capito, in altre parole
l’avvenuta rapina (art. 140 CP) appena messa in atto a danno dell’AP ACPR 1.
Questo convincimento interiore, che si ribadisce questa imputata non poteva non
avere e che differenziava sostanzialmente la fattispecie di via __________ con
quella di via __________, doveva allora metterla assolutamente sull’attenti
davanti alla successiva richiesta di IM 1 di nuovamente fermarsi pochi minuti
dopo con la scusa di voler urinare quando, in fin dei conti, perlomeno a suo
modo di vedere, poco doveva mancare per raggiungere la casa gialla (consid.
13.12
della presente sentenza). E soprattutto questo convincimento interiore
non poteva che trasformarsi in assoluta certezza sul fatto che suo fratello
fosse intenzionato a commettere una nuova rapina (art. 140 CP) quando predetta
sua richiesta di arrestarsi si sovrapponeva all’aver visto due giovani donne
sulla strada, ritenuto come per la Corte è risultanza assolutamente data e non
contestabile, anche perché negarla sarebbe arbitrariamente premiare le
dichiarazioni dei due imputati rispetto a quelle dell’AP ACPR 2 (consid. 13.13
della presente sentenza), che l’imputata, uscendo da via __________, avesse
assolutamente visto le due future vittime. Per la Corte accettando così di
fermarsi su Via __________ (consid. 13.13 della presente sentenza) l’imputata
non poteva non aver preso in considerazione, almeno per dolo eventuale (art. 12
cpv. 2 CP e consid. 15.2 della presente sentenza), che suo fratello volesse
andare a rapinare anche queste due nuove vittime, da cui il riconoscimento a
suo danno del reato di cui al pto. A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) che trova
ulteriore conferma dal mancato ritrovamento di € 30.- sulla persona di IM 1 e
quindi la logica conseguenza che risalito in macchina questi li consegnò alla
sorella (consid. 13.16 e 13.17 della presente sentenza), da cui, per tale
motivo, anche la voluta mancata prospettazione del reato (art. 344 CPP) nella
forma della complicità (art. 25 CP) e il mantenimento dell’ipotesi accusatoria
della correità;
18.2.2
tacito che se questa
imputata, e questo in forza alle motivazioni di cui sopra (consid. 18.2.1 della
presente sentenza) non poteva assolutamente escludere ed anzi aveva accettato
seppur per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 CP e consid. 15.2 della presente
sentenza), che suo fratello, scendendo nuovamente dall’autovettura andasse a
commettere una rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 2 e ACPR 3 che
anche lei, del resto, aveva appena visto sulla strada (consid. 13.13 e 18.2.1.
della presente sentenza), è altresì vero che la stessa mai avrebbe potuto
immaginare, né aveva il più piccolo motivo anche solo per sospettarlo, che
questi, per siffatto scopo, avrebbe precedentemente preso in ostaggio l’AP ACPR
3.
(art. 185 n. 1 cpv. 1 CP) minacciandola di ucciderla (art. 185 n. 2 CP e
consid. 13.15 della presente sentenza). Da ciò e per inesistenza dei
presupposti soggettivi di legge, il proscioglimento di questa imputata dal
reato di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) di cui al
pto. A.1 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.1);
18.3
IM 2 è stata per finire
condannata per il reato di infrazione semplice alle norme della circolazione
(art. 90 cpv. 1 LCStr nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 2 e 2.2) così come
richiesto dalla stessa difesa (VD a pag. 7) rendendo quindi inutile una formale
prospettazione da parte della Corte che l’ha prosciolta dal reato più grave di
cui al cpv. 2 di questa norma (VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.3) nella misura in
cui l’effettuata manovra risulta essere una contravvenzione (art. 103 CP) e non
un’infrazione (art. 1 all. 1 pto. 3 riferimento “304 inosservanza del
segnale di prescrizione” al numero 2 dell’ordinanza concernente le multe
disciplinari), fermo restando come il non aver visto il relativo segnale di
divieto di accesso (art. 18 cpv. 3 dell’ordinanza sulla segnaletica stradale e
consid. 12 della presente sentenza) non può essere ritenuta valida
giustificazione ricordato come giusta l’art. 27 cpv. 1 LCStr l’utente della
strada deve osservare i segnali e le demarcazioni stradali come anche le
istruzioni della polizia, fermo restando che i segnali e le demarcazioni hanno
le priorità sulle norme generali.
IX) Espulsione
19.
Giusta l’art. l’art.
66a cpv. 1 CP il giudice, a prescindere dall’entità della pena inflitta,
espelle dal territorio svizzero per un tempo da cinque a quindici anni lo
straniero condannato per il reato di rapina (art. 66a cpv. 1 lett. c e 140 CP)
rispettivamente di presa d’ostaggio (art. 66a cpv. 1 lett. g e 185 CP).
20.
In merito ai loro
legami con il territorio svizzero i due imputati si sono così espressi in sede
d’istruttoria, confermando queste loro dichiarazioni anche in aula (VD all. 1 a
pag. 2 I e VIII R):
20.1
per IM 1
"
R: L’anno scorso, ho soggiornato per circa un mese in Ticino a __________
in quanto ero alla ricerca di un posto di lavoro. Il mio legame con la Svizzera
è stato solo questo”
(VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 10 da riga 1 a riga 3)
" Sono venuto in Svizzera per la prima volta l'anno scorso; ricordo che
era inverno e quindi penso fosse ad inizio 2016. Ero venuto alla ricerca
di un lavoro.
Mi ero fermato a __________.
In precedenza avevo conosciuto un
egiziano in questura in Italia, che mi aveva
detto di abitare proprio a __________. Mi aveva anche parlato della casa __________ della Caritas. Ho quindi pensato di venire a vedere il posto e sono
venuto in treno. Una volta a __________
mi sono accorto che la gente era molto cordiale e la città molto bella.
Già quella prima volta che sono andato alla Casa __________, uno
dei volontari mi aveva dato buone possibilità per
un lavoro presso l'__________ di __________. Ricordo che aveva contattato
qualcuno all'__________ ed io sono subito andato a parlare con questa persona. Ho preso
il treno per __________ e all'__________ ho incontrato un signore di corporatura robusta, non ricordo
il suo nome, che mi
ha detto che per lavorare Iì avrei avuto
bisogno del
permesso di soggiorno, lo non ce l'avevo e lui mi ha detto di fargli avere quello italiano. Sono andato subito a __________, ma
il mio permesso di
soggiorno era in fase di rinnovo e quindi
non ho potuto farglielo avere.
ADR che sono tornato in Svizzera altre due o tre volte e tutte le volte ho raggiunto
Casa __________ dove pure mangiavo e mi lavavo.
Uno dei volontari mi aveva detto di passare
ogni tanto da lì perché magari
sarebbe potuta capitare l'occasione di trovare un lavoretto.
Ho atteso di ricevere il permesso di soggiorno e quindi mi sono organizzato con mia sorella che ha la
patente per tornare in Svizzera.
ADR che se non sbaglio ho
ricevuto il permesso di soggiorno circa un mese
fa.
ADR che venerdì
sono partito proprio con lo scopo di venire in Svizzera cercando
di andare a
lavorare all'__________.
ADR che prima di venire in Svizzera non avevo preso
contatto con nessuno dell'__________. Non avevo il numero di telefono della persona con cui avevo parlato in precedenza”
(VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 6 da riga 5 a riga 35)
"
Io non ho più intenzione di venire in Svizzera in tutta la mia
vita”
(VI PP IM 1 4.10.2017 a pag. 11 riga 22)
20.2
per IM 2
" D: Mi viene
chiesto di precisare i legami che
ho con il territorio svizzero.
R: Non ho alcun legame, vengo
ogni tanto per far un giro visto che mi piace il lago”
(VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 8 da riga 20 a riga 21)
"
Ricordo un'occasione in cui sono venuta a __________ con mio fratello IM 1. Se non sbaglio circa 2 anni fa. Prima che lui venisse incarcerato. Anche
quella volta lo scopo era quello di vedere il lago e vivere un po' la città. Mio fratello già la conosceva perché ci
era già stato in un posto che si chiama __________, non so bene, se non sbaglio è un
luogo in cui gli danno lavoro e
alloggio. Non so riferire nulla di più in merito a questo __________. Questa è
stata la mia prima volta a __________.
Sono poi venuta a __________ una volta, circa 1 anno fa, da sola. Anche quella volta sono venuta al solo scopo di fare un giretto, vedere il lago. Mi ricordo
che avevo fatto anche il bagno.
Il mio sogno sarebbe quello
di trovare lavoro a __________. È una città che mi piace.
ADR che qui a __________ non conosco nessuno. In Svizzera in generale io non ho né parenti, né amici”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 5 da riga 27 a riga 40)
20.3
In aula entrambi gli
imputati, se condannati per una delle due norme ricordate dall’art. 66a cpv. 1
lett. c) e g) CP, hanno dichiarato di non opporsi ad una decisione di
espulsione nei loro confronti (VD all. 1 a pag. 8 I/II R).
X) Colpa, prognosi, pena
21.
In merito alle norme
di diritto in concreto applicabili si ricorda come:
21.1
giusta l’art. 40 CP la
durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata massima è
di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;
21.2
giusta l’art. 42 cpv. 1
CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34
segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena
detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una pena condizionale non
sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini (art. 10
cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3);
21.3
giusta l’art. 44 cpv. 1
CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena, al
condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni;
21.4
giusta l’art. 47 cpv. 1
CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita
anteriore e delle sue condizioni personali oltre che dell’effetto che la pena
avrà sulla sua vita, ritenuto che conformemente al cpv. 2 di predetta norma la
colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne rispettivamente secondo la possibilità che l’autore aveva di
evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;
21.5
giusta l’art. 48a cpv.
1.
e 2 CP se attenua la pena il giudice non è vincolato alla pena minima
comminata e può pronunciare una pena di genere diverso da quello comminato, ma
è vincolato al massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena;
21.6
giusta l’art. 49 cpv. 1
CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di
più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista
per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non può tuttavia
aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è in ogni modo
vincolato al massimo legale del genere di pena;
21.7
giusta l’art. 50 CP se
la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze
rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione;
21.8
giusta l’art. 51 CP il
giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del
procedimento in atto o di un altro procedimento, ritenuto che un giorno di
carcere corrisponde a un’aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34 segg.
CP) o a quattro h di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP);
21.9
giusta l’art. 106 cpv.
1.
CP se la legge non dispone altrimenti, il massimo della multa è di fr.
diecimila ritenuto come giusta il cpv. 2 di predetta norma in caso di mancato
pagamento della multa (art. 106 CP) per colpa dell’autore il giudice ordina
nella sentenza una pena detentiva (art. 40 CP) sostitutiva da un minimo di un
giorno a un massimo di tre mesi.
22.
Richiamate le sentenze
in DTF 136 IV 55 e 134 IV 132 e CARP Inc. 17.2016.46+68 e 17.2016.94 del
3.5
, Inc. 17.2011.114 del 20.4.2012 e Inc. 17.2012.78+99 del 5.11.2012 è
innegabile che:
22.1
la colpa (art. 47 CP)
di IM 1 è, indiscutibilmente, oltremodo grave. Nello spazio di qualche ora,
totalmente irrispettoso della grande paura arrecata a tre giovani donne che da
tale esperienza resteranno a lungo segnate e che minacciò di morte con un
coltellino tipo svizzero a lama aperta, ha commesso, senza la benché minima
remora, i reati di ripetuta rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) in parte tentata
(art. 22 cpv. 1 CP) e di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n.
2.
CP). Anche in istruttoria così come in aula è apparso poco collaborativo se
non contraddittorio, da cui la sua minima se non scarsa presa di coscienza
della gravità del suo agire e questo sia per quello che è stato l’effettivo
ruolo della sorella che per i suoi continui tentativi di sminuire le sue
oggettive responsabilità, tanto da escludere una qualsivoglia possibile
applicazione, anche se richiesta a torto dal difensore (VD a pag. 6),
dell’attenuante specifica del sincero pentimento (art. 48 lett. d CP). Con una
prognosi personale e giudiziaria oltremodo negativa visto anche solo le sue
sentenze italiane del 21.11.2013 e del 12.1.2016 (consid. 3 della presente
sentenza), l’unica attenuante, non specifica ma generica, a parziale riduzione
della sua pena, può essere solo l’eventuale suo leggero stato d’ebrietà e il
suo agire, al momento dei fatti, non particolarmente aggressivo (consid. 13.9
della presente sentenza). Richiamata anche solo, a titolo comparativo, la pena
comminata nella sentenza CARP Inc. 17.2017.12.+179+190 del 29.8.2017 dove per
una semplice rapina (art. 140 n. 1 CP) senza presa d’ostaggio (art. 185 n. 1
CP) l’autore è stato condannato ad una pena detentiva (art. 40 CP) di 36 mesi,
partendo, nel caso in specie, da una pena detentiva (art. 40 CP) di base
complessiva di 60 mesi, comprensiva anche del concorso di reati (art. 49 CP), e
meglio 36 mesi per il reato di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1
e n. 2 CP) e rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP Badiali, 12 mesi per il
reato di rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 3 e 12 mesi per il
reato di tentata (art. 22 cpv. 1 CP), a dire il vero mancata vista quella che è
stata la sua dinamica, rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1, da
ridursi del 20%, quindi di 12 mesi, sia per la sua generica ed incompleta
confessione che per il suo stato personale al momento dei fatti, si arriva a 48
mesi che vengono ulteriormente diminuiti di 4 mesi per tenere equamente conto
del suo precedente vissuto (consid. 3 della presente sentenza), del carcere
preventivo sofferto (art. 227 CPP, consid. 6 della presente sentenza e art. 51
CP) e ancora da soffrire lontano dai suoi affetti. Ciò posto ne consegue la
condanna di IM 1 ad una pena detentiva (art. 40 CP) di 44 mesi, ciò che esclude
qualsivoglia applicabilità in suo favore dell’art. 43 CP, da dedursi,
evidentemente, il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP e VD all. 2 a pag. 2
pto. 5) e in anticipata esecuzione della pena (art. 236 cpv. 1 CPP e consid. 6
della presente sentenza). Avendone adempiuto le condizioni oggettive di legge
(art. 66a cpv. 1 lett. c e g CP) a questo imputato, a cui sono state
espressamente ricordate le avvertenze di cui all’art. 291 cpv. 1 e 2 CP (VD
all. 2 a pag. 3 pto. 8.3), è stata ordinata l’espulsione dal territorio
svizzero per la durata di 10 anni (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e 8.1) e questo,
rispetto al minimo di legge, per volutamente ricordare, a futura tutela della
prevenzione generale dei reati e degli interessi d’ordine pubblico e della
collettività, quella che è stata l’oggettiva gravità del suo agire;
22.2
rispetto a suo fratello
l’agire e quindi la colpa (art. 47 CP) di IM 2 è sicuramente meno grave. Il
reato di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP nonché consid. 18.2 e 18.2.1 della
presente sentenza) a lei ascritto, comunque ripetuta in quanto a danno di due
distinte persone (VD all. 2 a pag. 2 pti. 2, 2.1, 2.1.1 e 2.1.2) e, non lo si
dimentichi, pur sempre commesso con un coltellino tipo svizzero a lama aperta e
da lei accettato anche se per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 CP e consid. 15.2
della presente sentenza), non era assolutamente programmato e le è in qualche
modo caduto addosso a causa dell’agire del fratello che non ha saputo meglio
gestire e che però alla fine, come visto, ha pur sempre fatto proprio.
Incensurata in Svizzera e in Italia (consid. 4 della presente sentenza e per il
suo effetto neutro sulla commisurazione della pena si veda DTF 136 IV 1), la
sua prognosi resta evidentemente positiva. Ciò posto e tenuto conto della
gravità, comunque oggettiva, del reato di rapina (art. 140 n. 1 CP) già solo
per i due beni giuridici così violati e della durata del carcere preventivo
(art. 227 CPP e consid. 6 della presente sentenza) e di sicurezza (art. 229
cpv. 1 CPP e consid. 6 della presente sentenza) sofferto, partendo da una pena
detentiva (art. 40 CP) di base di 18 mesi, ne consegue la condanna di IM 2 ad
una pena detentiva (art. 40 CP) di 15 mesi, da dedursi il carcere preventivo
(art. 227 CPP) e di sicurezza sofferto (art. 51 CP e 229 cpv. 1 CP nonché VD
all. 2 a pag. 3 pti. 6 e 6.1), sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con
un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e VD all. 2 a pag. 3 pto. 7)
nonché, tenuto conto della comminatoria di pena di cui all’art. 90 cpv. 1
LCStr, al pagamento di una multa di fr. 200.-, con l’avvertenza che in caso di
mancato pagamento per colpa sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 CP)
di 2 giorni (art. 106 cpv. 2 CP nonché VD all. 2 a pag. 3 pti. 6 e 6.2).
Evidentemente, avendone adempiuto le condizioni oggettive di legge (art. 66a
cpv. 1 lett. c CP) a IM 2, a cui sono state espressamente ricordate le
avvertenze di cui all’art. 291 cpv. 1 e 2 CP (VD all. 2 a pag. 3 pto. 8.3), è
stata ordinata l’espulsione dal territorio svizzero per la durata minima di 5
anni (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e 8.2).
XI) Confische, sequestro
conservativo e dissequestri
23.
In merito alle norme
di diritto in concreto applicabili si ricorda come:
23.1
giusta l’art. 69 cpv. 1
CP il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data persona, ordina
la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a commettere un
reato o che costituiscono il prodotto di un reato se tali oggetti compromettono
la sicurezza delle persone, la moralità o l’ordine pubblico;
23.2
giusta l’art. 70 cpv. 1
CP il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il
prodotto di un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l’autore
di un reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo
di ripristinare la situazione legale;
23.3
giusta l’art. 263 cpv.
1.
all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali
se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (art. 263 cpv.
1.
lett. a CPP), per garantire le spese procedurali (art. 422 segg. CPP), le
pene pecuniarie (art. 34 segg. CP), le multe (art. 106 CP) e le indennità (art.
263.
cpv. 1 lett. b e 433 segg. CPP), per essere restituiti ai danneggiati (art.
263.
cpv. 1 lett. c CPP) o per essere confiscati (art. 263 cpv. 1 lett. d CPP);
23.4
giusta l’art. 267 cpv.
1.
CPP se il motivo del sequestro viene meno, il pubblico ministero o il giudice
dispone il dissequestro e restituisce gli oggetti o i valori patrimoniali agli
aventi diritto;
23.5
giusta l’art. 268 cpv.
1.
lett. a) CPP il patrimonio dell’imputato può essere sequestrato nella misura
presumibilmente necessaria a coprire le spese procedurali (art. 422 segg. CPP)
e le indennità (art. 433 segg. CPP).
24.
Tenuto conto delle
risultanze d’istruttoria (VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 5 da riga 21 a riga 37 e IM
2.
13.8.2017 da pag. 3 riga 11 a pag. 4 riga 44, AI 1 all. 11, 12, 20, 21, 89 e
95.
nonché doc. TPC 4 e 18) e delle dichiarazioni delle parti in sede
dibattimentale (VD all. 1 a pag. 7 XI/XII/XIII R e a pag. 9 I R), la Corte ha
ordinato:
24.1
il dissequestro e la
restituzione (art. 70 cpv. 1 CP nonché art. 263 cpv. 1 lett. c e 267 cpv. 1 CPP)
all’AP ACPR 2 di fr. 410.- e € 30.- (VD all. 2 a pag. 3 pti. 9 e 9.1) nonché
all’AP ACPR 3 di fr. 36.- (VD all. 2 a pag. 3 pti. 9 e 9.2);
24.2
la confisca (art. 69
cpv. 1 CP e art. 263 cpv. 1 lett. d CPP) a IM 1 di 1 coltellino svizzero (VD
all. 2 a pag. 3 pto. 10);
24.3
previa deduzione della
tassa di giustizia, delle spese procedurali (art. 422 segg. CPP) e dei disborsi
per la retribuzione dei difensori d’ufficio (art. 135 CPP) è ordinato il
sequestro conservativo (art. 263 cpv. 1 lett. b e 268 cpv. 1 lett. a CPP):
24.3.1
a IM 1 di fr. 10,60 e di
€ 0.15 pari a fr. 0.20 (VD all. 2 a pag. 3 pti. 11 e 11.1);
24.3.2
a IM 2 di € 200.- già
cambiati in fr. (VD all. 2 a pag. 3 pti. 11, 11.2 e 11.2.1) e di 1 autovettura
Daewoo Chevrolet Matiz di colore blu targata __________ (VD all. 2 a pag. 3
pti. 11, 11.2 e 11.2.2);
24.4
il sequestro
conservativo quali mezzi di prova (art. 263 cpv. 1 lett. a CPP) di 1 scontrino
EP __________ (VD all. 2 a pag. 4 pti. 12 e 12.1) e di 1 scontrino EP __________
(VD all. 2 a pag. 4 pti. 12 e 12.2);
24.5
il dissequestro e la
restituzione (art. 70 cpv. 1 CP e art. 267 cpv. 1 CPP) a IM 2 di 1 cellulare
Samsung bianco IMEI n. __________ senza scheda SIM (VD all. 2 a pag. 4 pti. 13
e 13.1) e di 1 cellulare Samsung bianco IMEI n. __________ (VD all. 2 a pag. 4
pti. 13 e 13.2).
XII) Indennizzo e riparazione
del torto morale
25.
Giusta l’art. 429 cpv.
1.
CPP se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi
confronti è abbandonato, l’imputato ha diritto a un’indennità per le spese
sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (art.
429.
cpv. 1 lett. a CPP), a un indennità per il danno economico risultante dalla
partecipazione necessaria al procedimento penale (art. 429 cpv. 1 lett. b CPP)
e a una riparazione del torto morale per le lesioni particolarmente gravi dei
suoi interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà
(art. 429 cpv. 1 lett. c CPP).
26.
Nonostante
l’intervenuto proscioglimento di IM 1 dall’imputazione di ripetuta rapina
aggravata (art. 139 n. 1 e 3 cpv. 1 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc. TPC 1)
limitatamente all’aggravante della banda (art. 139 n. 3 cpv. 1 CP e VD a pag. 2
pto. 3) e di IM 2 dalle imputazioni di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n.
1.
cpv.1 e n. 2 CP nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.1) di cui al punto A.1
dell’AA (doc. TPC 1), di ripetuta rapina aggravata (art. 139 n. 1 e 3 cpv. 1
CP) in parte tentata (art. 22 cpv. 1 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc. TPC
1) limitatamente all’aggravante della banda (art. 139 n. 3 cpv. 1 CP nonché VD
all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e di cui al pto. A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1 nonché
VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) rispettivamente di infrazione grave alle norme
della circolazione (art. 90 cpv. 2 LCStr) di cui al pto. B.1 dell’AA (doc. TPC 1
nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.3), ai due imputati non è stato
riconosciuto alcun indennizzo e riparazione del torto morale ex art. 429 segg.
CPP in quanto:
26.1
per IM 1 già solo
perché correttamente non richiesto dal suo difensore d’ufficio (art. 132 CPP)
avvocato (di seguito solo avv.) DUF 1 (VD a pag. 4 e all. 2 a pag. 4 pto. 15);
26.2
per IM 2 già solo
perché malgrado l’istanza verbale presentata in aula dal suo difensore
d’ufficio (art. 132 CPP) avv. DUF 2 (VD a pag. 4) limitata:
"
ai giorni di carcerazione ingiustificata per un importo di fr.
200.
- al giorno a valere quale torto morale. Non chiederà altri indennizzi per
danno materiale, ritenuto il riconoscimento di assunzione delle spese legali a
carico dello Stato”
(VD a pag. 4)
questa imputata è stata ritenuta colpevole per il reato di
ripetuta rapina (art. 139 n. 1 CP nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 2, 2.1, 2.1.1
e 2.1.2) a danno degli AP ACPR 2 e ACPR 3, da cui il fatto che la privazione
della libertà da lei subita sino al giorno del pubblico dibattimento non é
stata né illegittima né ingiustificata (art. 429 cpv. 1 lett. c e 431 CPP).
XIII) Retribuzione dei
difensori d’ufficio
27.
Giusta l’art. 135 cpv.
2.
CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del difensore
d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando come ai
sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche glielo
permettano, l’imputato condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg.
CPP) è tenuto a rimborsare la retribuzione alla Confederazione o al Cantone
(art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare al difensore la
differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv.
4.
lett. b CPP).
28.
Quo alla
determinazione della retribuzione degli onorari del difensore d’ufficio (art.
132.
CPP) si richiama l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi
di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle
ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1) secondo cui l’onorario del
patrocinatore che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo
il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-/h (DTF 132 I 201 cons.
8.
, STF 1P.161/2006 del 25.9.2006 cons. 3.2,2P.17/2004 del 6.6.2006 cons. 8.5
e sentenza della CARP Inc.
17.2017.27
del 24.7.2017 cons. 6b).
In forza alla pluriannuale giurisprudenza dell’allora Giudice
dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione delle note
professionali prima dell’1.1.2011 la retribuzione del patrocinatore va fissata
in considerazione del tempo impiegato,
dell'importanza della pratica, dell'impegno difensivo e della qualità del
lavoro prestato, delle difficoltà giuridiche e fattuali, del
numero degli interrogatori e delle udienze ai quali il patrocinatore d'ufficio ha
partecipato, del risultato ottenuto e della responsabilità assunta
(RUCKSTUHL, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung,
Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2011,
art. 135 no. 3, DTF 122 I
1.
cons. 3a, STF 6B.273/2009
del 2.7.2009 cons. 2.1,6B.960/2008 del 22.1.2009 cons.
1.1
e sentenza della CARP Inc. 17.2017.27 del 24.7.2017 cons. 6c). In applicazione del
principio generalmente riconosciuto secondo
cui va retribuito il tempo corrispondente ad una regolare, ordinata e ragionevole
conduzione del mandato, non è determinante il tempo effettivamente impiegato ma, invece, il dispendio di
un patrocinatore
mediamente diligente e sperimentato nel diritto
penale nella trattazione di un mandato di analoga complessità (sentenze della CARP Inc.
17.2017.27
del 24.7.2017 cons. 6d e del Consiglio di moderazione del 19.11.1996 in re avv.
B.). Inoltre non vengono
rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare
eccessivi, rammentato come nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve
assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale (SCHMID, op. cit., art. 135 no. 3, pag. 236, BERNASCONI, op. cit., art. 135 no. 4, STF 6B.464/2007 del 12.11.2007 cons. 4, sentenze della CARP Inc.
17.2017.27
del 24.7.2017 cons. 6e e del Consiglio di moderazione del 21.6.1995 in re avv.
B. e dell’8.11.1996 in re avv.
B.). Relativamente alle spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede
che al patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) può essere riconosciuto un
rimborso per le spese di cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di
fotocopiatura e di apertura e archiviazione incarto così come le altre spese
sopportate nell’interesse del cliente o da questi cagionate, quali, in
particolare, quelle di trasferta.
29.
Premettendo che nessun
patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) ha interposto reclamo alla CRP (art. 135
cpv. 3 lett. a e 396 cpv. 1 CPP) avverso la decisione di retribuzione del suo
onorario, spese e trasferte da parte della Corte (doc. TPC 35, VD all. 2 a pag.
4.
pti. 17, 17.1 e 17.2 nonché a pag. 5 pto. 17.3) si ricorda come:
29.1
l’avv. DUF 1,
patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) di IM 1 dal 12.8.2017 (AI 8), ha
presentato tre note professionali, la prima datata 25.9.2017 (AI 73), la
seconda 10.10.2017 (AI 91) e la terza 23.11.2017 (doc. TPC 21), che sono state
tassate per fr. 11'750.40 e meglio fr. 10'712.- per l’onorario, fr. 168.- per
spese e trasferte nonché fr. 870.40 per l’imposta sul valore aggiunto (di
seguito solo IVA, VD all. 2 a pag. 4 pti. 17 e 17.1), ritenuto che IM 1 è
tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 11'750.40
non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP
e VD a pag. 4 pto. 17.1.1);
29.2
l’avv. DUF 2,
patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) di IM 2 dal 12.8.2017 (AI 9), ha
presentato due note professionali senza IVA non essendone soggetta (VD a pag.
3), la prima datata 12.10.2017 (AI 96) e la seconda del 24.11.2017 (doc. TPC
23), che sono state tassate per fr. 13'174.- e meglio fr. 12'875.40 per
l’onorario nonché fr. 298.60 per spese e trasferte (VD all. 2 a pag. 4 pti. 17
e 17.2), ritenuto che IM 2 è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino
l’importo di fr. 13'174.- non appena le sue condizioni economiche glielo
permettano (art. 135 cpv. 4 CPP e VD a pag. 5 pto. 17.2.1).
XIV) Tassa di giustizia e spese
procedurali
30.
La tassa di giustizia
di fr. 3'500.- e le spese procedurali (art. 422 segg. CPP) sono poste a carico
di IM 1 in ragione di 2/3 e di IM 2 in ragione di 1/3 (art. 426 cpv. 1 prima
frase CPP), ad eccezione di fr. 500.- a carico dello Stato (art. 426 cpv. 2 CPP
e VD all. 2 a pag. 4 pto. 14).
Visti gli art. 12, 19, 22 cpv. 1, 40, 42, 44,
47, 48a, 49, 66 cpv. 1 lett. c) e g), 69, 70, 106, 140 n. 1 cpv. 1 e n. 3 cpv.
1, 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP nonché 291 cpv. 1 e 2 CP;
90.
cpv. 1 LCStr;
80.
segg., 84 segg., 135, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg., 429
segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
IM 1 è autore colpevole di:
1.1
presa d’ostaggio aggravata
per avere, a __________, il 12.8.2017, sequestrato ACPR 3,
minacciando di ucciderla con un coltellino svizzero per costringere ACPR 2 a
consegnargli fr. 410.- e Euro 30.-;
1.2
ripetuta rapina, in parte
tentata
commesse a __________, il
12.8
, in parziale correità con IM 2:
1.2.1
ai danni di ACPR 1, compiendo
senza risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato;
1.2.2
ai danni di ACPR 2 con una
refurtiva di fr. 410.- e Euro 30.-;
1.2.3
ai danni di ACPR 3 con una
refurtiva di fr. 36.-;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
2.
IM 2 è autrice colpevole
di:
2.1
ripetuta rapina
commesse a __________, il 12.8.2017, in correità con IM 1:
2.1.1
ai danni di ACPR 2 con una
refurtiva di fr. 410.- e Euro 30.-;
2.2.2
ai danni di ACPR 3 con una
refurtiva di fr. 36.-;
2.2
infrazione alle norme
della circolazione
per avere, a __________, l’11.8.2017, alla guida dell’autovettura
Daewoo Chevrolet Matiz, targata __________, intersecato una linea di sicurezza
e percorso una via in senso opposto alla direzione di marcia;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
3.
IM 1 è prosciolto
dall’imputazione di ripetuta rapina aggravata di cui al punto A.2
dell’atto d’accusa limitatamente all’aggravante della banda.
4.
IM 2 è prosciolta dalle
imputazioni di:
4.1
presa d’ostaggio aggravata
di cui al punto A.1 dell’atto d’accusa;
4.2
ripetuta rapina aggravata
in parte tentata di cui ai punti A.2 dell’atto d’accusa limitatamente
all’aggravante della banda e A.2.1;
4.3
infrazione grave alle
norme della circolazione di cui al punto B.1 dell’atto d’accusa.
5.
IM 1 è condannato alla pena
detentiva di 44 (quarantaquattro) mesi, da dedursi il carcere preventivo
sofferto e la pena anticipatamente espiata.
6.
IM 2 è condannata:
6.1
alla pena detentiva di mesi
15.
(quindici), da dedursi il carcere preventivo e di sicurezza sofferto;
6.2
al pagamento di una multa di
fr. 200.- (duecento) con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per
colpa, sarà sostituita con una pena detentiva di 2 (due) giorni (art. 106 cpv.
2.
CP).
7.
L’esecuzione della pena
detentiva inflitta a IM 2 è sospesa con un periodo di prova di 2 (due) anni.
8.
Giusta l’art. 66a cpv. 1
lett. c) e g) CP è ordinata l’espulsione dal territorio svizzero di:
8.1
IM 1 per la durata di 10
(dieci) anni;
8.2
IM 2 per la durata di 5
(cinque) anni;
8.3
IM 1 e IM 2 vengono resi
attenti come giusta l’art. 291 CP cpv. 1 e 2 CP, chiunque contravviene ad un
decreto d'espulsione dal territorio della Confederazione o d'un Cantone,
emanato da un'autorità competente, è punito con una pena detentiva sino a tre
anni o con una pena pecuniaria e che la durata di questa pena non è computata
in quella del bando.
9.
È ordinato il dissequestro
e la restituzione:
9.1
a ACPR 2 di fr. 410.- e Euro
30.
-;
9.2
a ACPR 3 di fr. 36.-.
10.
È ordinata la confisca a IM 1
di 1 coltellino svizzero.
11.
Previa deduzione della tassa
di giustizia, delle spese procedurali e dei disborsi per la retribuzione dei
difensori d’ufficio è ordinato il sequestro conservativo:
11.1
a IM 1 fr. 10,60 e Euro 0.15
pari a fr. 0.20;
11.2
a IM 2 di:
11.2.1
Euro 200.- già cambiati in fr.;
11.2.2
1 autovettura Daewoo Chevrolet
Matiz di colore blu targata __________.
12.
È ordinato il sequestro
conservativo quali mezzi di prova di:
12.1
1 scontrino EP __________;
12.2
1 scontrino EP __________.
13.
E’ ordinato il dissequestro e
la restituzione a IM 2 di:
13.1
1 cellulare Samsung bianco
IMEI n. __________ senza scheda SIM;
13.2
1 cellulare Samsung bianco
IMEI n. __________.
14.
La tassa di giustizia di fr.
3’500.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1 in ragione di 2/3 e
di IM 2 in ragione di 1/3, ad eccezzione di fr. 500.- a carico dello Stato.
15.
Non è riconosciuto a IM 1
alcun indennizzo e riparazione del torto morale ai sensi degli art. 429, 430 e
431.
CPP.
16.
Non è riconosciuto a IM 2
alcun indennizzo e riparazione del torto morale ai sensi degli art. 429, 430 e
431.
CPP.
17.
Le spese per le difese
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
17.1
Le note professionali
dell’avv. DUF 1 del 25.9.2017, del 10.10.2017 e del 23.11.2017 sono approvate
per:
onorario fr. 10'712.00
spese e trasferte fr. 168.00
IVA (8%) fr. 870.40
totale fr. 11'750.40
17.1.1
IM 1 è tenuto a rimborsare allo
Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 11'750.40 non appena le sue
condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
17.2
Le note professionali
dell’avv. DUF 2 del 12.10.2017 e del 24.11.2017 sono approvate per:
onorario fr. 12'875.40
spese e trasferte fr. 298.60
totale fr. 13'174.00
17.2.1
IM 2 è tenuto a rimborsare allo
Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 13’174.- non appena le sue condizioni
economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
18.
Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per
iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 3'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 583.60
Multa fr. 200.--
Spese postali,tel.,affr. in
blocco fr. 302.50
fr. 4'086.10
============
Distinta spese a
carico di IM 1 (2/3)
Tassa di giustizia fr. 2'000.--
Inchiesta preliminare fr. 389.07
Spese postali,tel.,affr. in
blocco fr. 201.67
fr. 2'590.73
============
Distinta spese a
carico di IM 2 (1/3)
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 194.53
Multa fr. 200.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.83
fr. 1'495.37
============
La tassa di giustizia ammonta a fr. 3'500.--, vengono dedotti
fr. 500.-- a carico
dello Stato come ordinato al punto 14. del dispositivo.
Intimazione a: -
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Sezione della
circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino
- Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona
- Direzione del carcere
penale La Stampa, CP, 6904 Lugano
Per la Corte delle assise
criminali
Il Presidente La
vicecancelliera