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Decisione

72.2017.238

Autori colpevoli di infrazione aggravata alla LStup per avere, senza essere autorizzati, importato, trasfportato e detenuto 4.9 kg di eroina, grado di purezza variante fra il 46.9% e il 48.2%, contrav

14 marzo 2018Italiano58 min

Source ti.ch

Fatti

i fatti sono ammessi da entrambi gli

accusati e il diritto è pacifico. Lo stupefacente è stato sequestrato, vi sono

tracce di DNA su alcuni panetti di eroina e i tabulati retroattivi dimostrano

la presenza degli imputati sul territorio, il giorno del fermo e i giorni

prima. Si tratta di cinque chili di eroina, destinata alla successiva messa in

commercio. IM 1 e IM 2 non hanno dato atto di essere stati coscienti di aver

trasportato eroina, per loro si trattava di “cioccolato del Marocco”, ovvero

hashish. Anche se questa posizione è già sufficiente per il dolo eventuale (ci

si assume il rischio, non controllando, di trasportare qualsiasi tipo di

stupefacente), a mente della pubblica accusa i due erano perfettamente a

conoscenza del fatto che stavano trasportando dell’eroina, ovvero uno degli

stupefacenti più pericolosi al mondo. Il PP ha questa granitica convinzione per

due elementi fondamentali, emersi da questa inchiesta, al di là delle menzogne

raccontate dagli imputati. Il primo è costituito dal fatto che gli

organizzatori del traffico hanno promesso un compenso di EUR 5'000.- a testa.

Questo compenso è solo compatibile con un trasporto di eroina o eventualmente di

cocaina, ma assolutamente non di hashish. Dati alla mano, un chilo di eroina si

vende sul mercato a ca. EUR 30'000.-, un trasporto del genere costerebbe dunque

ca. 6% del valore complessivo. Invece, un chilo di hashish vale un massimo di

EUR 10'000.-, e un simile compenso equivarrebbe dunque al 20% del valore dello

stupefacente, percentuale che è completamente avulsa da qualsiasi realtà, anche

all’interno del commercio illegale. Inoltre vi è il fatto che i correi non sono

persone di primo pelo in ambito di stupefacenti. A questo proposito cita le

primissime dichiarazioni di IM 2 (primo interrogatorio) in Polizia quando ha

sottolineato che IM 1 nei momenti in cui aveva bisogno di soldi, era uso fare

questo genere di trasporti. Dunque, essi sapevano bene che stavano trasportando

eroina. Il secondo elemento che depone per un dolo diretto risiede nella

circostnza che la vettura in uso a IM 1 (____________________intestata __________)

in cui era celata l’eroina è risultata essere utilizzata da un’organizzazione

già dedita al trasporto di eroina, e non di hashish. Premesso che i trafficanti

che muovono l’eroina non muovono anche l’hashish (trattandosi di due mondi

paralleli che mai s’incontrano) gli atti dicono che la __________ solo tre

settimane prima, il 30 agosto 2017, aveva già trasportato dell’eroina. Si

tratta inoltre di una vettura di cui IM 1 si serviva a piacimento quando veniva

in Ticino, prestandola anche abbondantemente a terzi, che a loro volta l’hanno

utilizzata proprio per il traffico di eroina. Non vi è quindi dubbio, a mente

del PP, che i due sapevano bene cosa stavano trasportando. Non resta dunque che

ragionare sull’ampiezza della pena: l’infrazione aggravata alla LStup commina

una pena minima di un anno e una massima di vent’anni. A favore degli imputati,

vi è esclusivamente un elemento, quello dell’incensuratezza, fatta astrazione

dei reati bagatellari di IM 2. L’accusa vede in questa fattispecie

esclusivamente elementi aggravanti. Pesa, in particolare, che si siano attivati

esclusivamente per scopo di lucro e non hanno agito per finanziare una

personale necessità di consumo di droga. Sono stati attirati dal guadagno

facile, e hanno trasportato un significativo quantitativo di eroina, dalla

purezza vicina al 50% (pari ad almeno il doppio rispetto a quanto poi viene

venduto ai tossicomani per strada). In numeri, una volta tagliato, lo

stupefacente sarebbe equivalso a 25'000 dosi di eroina, per un valore

complessivo vicino al milione di franchi. Cifre che fanno impressione. IM 2 e IM

1 non hanno assolutamente collaborato, anzi, hanno raccontato un sacco di

menzogne. Su tutte il fatto che IM 1 abbia scelto volontariamente di

oltrepassare due dogane in più. Gli imputati non si sono nemmeno dissociati dal

traffico, non hanno rivelato le generalità di altri coinvolti, ma hanno assunto

un comportamento omertoso che non fa ben sperare per il futuro. Pesa, infine,

l’ampiezza dell’espulsione, in quanto nessuno dei due ha legami con la

Svizzera, paese che è servito solo per far transitare la droga. Segnala una

recentissima sentenza della CARP del 1.3.2018, in re G. S. Z. B., che pone

qualche paletto per definire l’ampiezza dell’espulsione. Chiede dunque la

conferma integrale dell’AA, e che IM 2, pure colpevole di contravvenzione alla

LStup, sia condannato ad una pena detentiva di 5 anni e 9 mesi, più il

pagamento di una multa di CHF 100.-, e all’espulsione dalla Svizzera per 8

anni. Per IM 1, il quale è anche colpevole di grave infrazione alla LCS, chiede

una pena detentiva di anni 6 e l’espulsione della Svizzera per 8 anni. Chiede

infine che vengano dissequestrati i cellulari che gli imputati hanno

rivendicato a verbale finale. Per tutto il resto, chiede la confisca con

distruzione dello stupefacente e della documentazione;

§ l’avv. DUF 2, difensore

dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

Il PP si fonda sull’ipotesi secondo

cui i due imputati avrebbero già collaborato in passato nell’ambito del

traffico di stupefacenti, e che, di conseguenza, il viaggio di settembre è uno

di tanti facenti parte di una forma organizzata più ampia di traffico, attiva

soprattutto nel Norditalia, con estensione in Svizzera. A mente del difensore,

ben poco di questo è stato incontrovertibilmente provato. Osserva che

verosimiglianza e probabilità non sono sufficienti per confermare delle

responsabilità penali. Lo stesso rapporto d’inchiesta 24.11.17, conclude che le

indagini non hanno permesso di provare ulteriori viaggi, oltre a quello

indicato nell’AA. IM 2 altro non è che è un trasportatore occasionale, limitato

all’episodio di settembre. La versione fornita da IM 1 collima su ogni punto

con le resultanze probatorie. La __________ è stata consegnata il giorno prima

ad un cittadino marocchino, che l’ha ritornata il giorno seguente a __________.

Entrambi gli imputati hanno sempre coerentemente dichiarato di sapere che

stavano trasportando dello stupefacente, nella forma dell’hashish. Infine,

quanto dichiarato da IM 2, collima con la versione di IM 1, ad eccezione del

ruolo attribuito alla vettura __________ __________ e al conducente della

stessa. Giuridicamente occorre soffermarsi su tali dichiarazioni, e considerare

dunque soggettivamente il dolo eventuale in relazione alla natura dello

stupefacente trasportato. IM 2 non ha partecipato direttamente alla presa di

consegna dello stupefacente, e una verifica del contenuto da parte sua non

sarebbe stata possibile. Bisogna quindi ritenere il dolo eventuale in relazione

al quantitativo e al tipo di droga trasportato. Dal profilo oggettivo, per la

commisurazione della pena, occorre considerare che IM 2 non è parte di

un’organizzazione criminale come sostenuto dal PP, anzi, il suo ruolo è stato

assai limitato e puntuale. Egli non conosceva la destinazione del viaggio, non

sapeva nemmeno a chi appartenesse il cellulare bianco presente nella vettura e

non era nemmeno informato del fatto che occorresse fare una tappa ad __________.

Ha ricoperto il ruolo di semplice trasportatore limitatamente ad un solo

viaggio, oltretutto mai portato a termine, e per cui non ha ricevuto un soldo.

Un simile ruolo non deve essere trattato severamente. Opinioni divergenti sono

emerse circa la presenza in Svizzera della __________, IM 1 ha fornito la sua

versione che non è stata confermata da IM 2. Rileva comunque che l’ipotesi che

questa dovesse fare da apripista non ha trovato conferma in istruttoria. La

presenza in Svizzera di questa automobile non porta dunque nessun risvolto di

rilievo. Nella fattispecie occorre anche considerare che lo stupefacente non è

mai stato messo sul mercato. Cita la sentenza CARP 17.2015.66-17.2015.96 del 2

luglio 2015 per la commisurazione della pena. IM 2 ha collaborato, ha dichiarato

spontaneamente di aver fatto uso di cocaina in Svizzera, sebbene le circostanze

di luogo e di tempo non sono state chiarite, e di questo consumo occorre tenere

conto. Egli è incensurato in Svizzera e ha subito un lungo periodo di

carcerazione preventiva. È nato nel 19__________, ultimo di cinque fratelli,

con i quali ha una grande differenza di età. I suoi genitori sono anziani, il

padre è nato nel 19__________ e la madre nel 19__________. Entrambi necessitano

di cure e medicamenti che IM 2 provvede ad acquistare quotidianamente. IM 2 in

passato ha contribuito in modo importante con denaro e forza lavoro

all’edificazione della casa in __________ dove i genitori hanno vissuto finché

possibile. Bisogna dunque considerare una certa sensibilità alla pena, soprattutto

considerato il fatto che vi è la possibilità che egli non possa assistere i

propri genitori durante i loro ultimi anni di vita, il che versa l’intera

famiglia in uno stato di grave angustia. Egli ha dichiarato tutto quanto sapeva

ed in carcere ha mantenuto una condotta corretta e rispettosa. Chiede dunque

una massiccia riduzione della pena proposta dal PP. Per gli oggetti

sequestrati, si allinea a quanto richiesto dal PP;

§ l’avv. DUF 1, difensore

dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

i fatti riportati negli AA sono

sostanzialmente ammessi. Ogni altra considerazione avanzata dal PP non è altro

che un’ipotesi che non trova conferma. Le versioni degli imputati sono, in

buona sostanza, sovrapponibili. Precisa che IM 1 ha, sin dal primo verbale di

polizia, descritto come si sono svolti i fatti. Per quanto attiene alla __________,

IM 1 ha semplicemente dichiarato di aver visto questa macchina che usciva

nuovamente dalla dogana al momento in cui loro si apprestavano ad entrare. Ne

ha dedotto che fosse una staffetta, ma non ha saputo dire di più. Per quanto

riguarda la qualifica giuridica del reato, questa è pacifica e non contestata.

Per quanto attiene l’elemento soggettivo però, IM 1 ha sin dal momento del

fermo ammesso di aver accettato di condurre un veicolo carico di hashish, così

come gli era stato detto dal marocchino ______. Questa circostanza è

perfettamente coerente con quanto riferito da IM 2 Per cui, nel valutare la

colpa di IM 1, va riconosciuto il dolo eventuale per il tipo di stupefacente.

Posto che le difficoltà finanziarie non giustificano in alcun modo questo tipo

di trasporto illecito, ripercorre il cammino che ha condotto IM 1 a prendere

questa sciagurata decisione. Si tratta di un ragazzo cresciuto in una famiglia

onesta, che si è sposato ed è divenuto padre in giovane età, laureandosi in

economia e distinguendosi per essere un gran lavoratore. Ha avviato un’attività

in proprio riuscendo pure a conseguire un discreto successo. Gli affari

sembravano andare bene, finché una serie di decisioni sbagliate hanno fatto

crollare la sua vita, costruita con sacrificio. Egli si è portato garante di un

debito non suo, e si è ritrovato in breve tempo nella morsa degli strozzini. I

cosiddetti amici per i quali aveva garantito si sono dileguati lasciandolo nei

guai, a far fronte da solo ad un debito con interessi del 10% al mese. Non è

stato in grado di rimborsare il prestito, nemmeno svendendo i beni di famiglia.

Ha iniziato a ricevere minacce, nei suoi confronti e dei suoi cari, addirittura

una volta con una pistola. Preso dalla disperazione, ha cominciato a consumare

cocaina per cercare una fuga dai suoi problemi e dalle sue angosce. Questo

consumo lo ha spinto ad un comportamento che non gli era proprio, ed è in questo

contesto che conobbe ______, alla ricerca di una dose di cocaina. Il

marocchino, che si era reso conto di avere a che fare con una persona

vulnerabile, gli propose di effettuare un trasporto, mentendogli sul tipo di

sostanza. Per IM 1, era un’occasione per racimolare un po’ di soldi. Egli ha

agito in modo irrazionale. Con riferimento alla commisurazione della pena, la

difesa sostiene che l’imputato non ha agito per ottenere un facile guadagno, ma

per tentare, in un modo deleterio, di sottrarsi ad una situazione divenuta

insostenibile. Tanto era grave la sua angustia, che oggi, in carcere, prova un

senso di liberazione per essere stato fermato prima che la situazione sfuggisse

ancor più al suo controllo. A IM 1 viene rimproverato un unico trasporto, nonostante

delle accurate indagini estese in tutto il paese. Non sono emersi altri

elementi e dunque non si può assolutamente dire che egli fosse un trasportatore

abituale di droga, né che lo facesse per mestiere. Egli è da considerarsi un

semplice corriere privo di qualsiasi potere decisionale organizzativo. La

difesa non concorda con il PP che ha negato la collaborazione, perché IM 1, già

l’11.10.2017, ha indicato il nominativo e l’ubicazione della persona che gli ha

fornito lo stupefacente, ovvero tale __________ di __________. Nello stesso

frangente ha pure indicato la persona con cui avrebbe dovuto incontrarsi ad __________

per chiedere l’indicazione precisa di dove avrebbe dovuto consegnare lo

stupefacente, come pure il suo numero di telefono. Se poi queste piste non

hanno dato frutti, questo non è imputabile a IM 1 che ha comunque riferito

tutto quanto che sapeva. Egli ha mantenuto inoltre un ottimo comportamento in

carcere e vorrà, una volta scarcerato, rifarsi una vita nel suo paese, dove

risiedono moglie, figli e genitori. Vi è dunque una concreta possibilità di

reinserimento sociale. In considerazione di tutto ciò, chiede una massiccia

riduzione della pena rispetto a quanto proposto dal PP, tenuto conto anche del

fatto che lo stupefacente non è infine finito sul mercato. IM 1 è intenzionato

a tornare in __________ motivo per cui non si oppone all’espulsione dal

territorio e si rimette alla Corte per la durata della stessa. Infine, per i

sequestri, si allinea anch’egli a quanto osservato dal PP.

Considerato, in

fatto ed in diritto

1 Curricula

vitae

1.1. IM

1

Nel primo interrogatorio reso alla

Polizia il giorno del suo arresto, IM 1 ha riferito quanto di seguito in merito

alla sua situazione personale:

" (…) sono nato in __________

il 14.06.1980 a __________. Ho studiato e fatto tutte le scuole a __________.

Terminate le scuole dell’obbligo ho fatto università nella facoltà economica.

Nel 2002 mi sono sposato con __________ nel 20__________ è nata la nostra prima

figlia mentre nel 20__________ è nato nostro figlio. Terminata l’università mi

sono messo in proprio e sono un commerciante di automobili.”

(VI PG 23.09.2018, p. 3, all. 1 ad AI

1).

Interrogato dal PP in data 7 dicembre

2017, sempre in merito alla propria vita, l’imputato ha aggiunto quanto segue:

" I miei genitori hanno 5

figli, me compreso. Io sono il più giovane. La più vecchia è una mia sorella

che ha oggi __________ o __________ anni. Io con i miei fratelli ho dei buoni

rapporti. Sino al momento dell’arresto avevo buoni rapporti anche con i miei

genitori. Dopo quello che ho fatto non so come mi giudicherà mio papà. Lui

adesso, come mia mamma, è in pensione. Prima lavorava come artigiano del legno

in proprio. Mia mamma invece ha sempre fatto la casalinga.

Con i miei fratelli abbiamo vissuto,

prima di lasciare casa, in un’abitazione di nostra proprietà.

(…) non abbiamo mai sofferto la fame.

Mio papà garantiva vitto e alloggio per tutti senza grandi problemi.

Per quanto riguarda la mia formazione

ho fatto le scuole dell’obbligo e ho conseguito la laurea in economia nel 2006

presso l’Università di __________. In seguito ho iniziato a lavorare ma non nel

campo dell’economia perché ho aperto una mia ditta con la quale ho iniziato

l’attività di compra-vendita di autovetture. L’autosalone è a __________ in __________

Ho dovuto chiuderlo transitoriamente nel 2013 perché l’attività mi è stata

bloccata dalle dogane visto che la persona a cui avevo venduto delle macchine

al momento dell’esportazione non aveva pagato le tasse di sdoganamento. L’autosalone

oggi è purtroppo ancora chiuso. Quando lavoravo l’autosalone rendeva bene,

guadagnavo tra Euro 5'000.00 e 7'000.00 al mese. Fra il 2013 e il 2017 mi sono

arrangiato a comprare e a vendere macchine a titolo personale e non tramite una

ditta. Questo mi ha portato ad avere dei problemi economici e quindi è per

questo che ho accettato di fare quel trasporto di droga.

Quanto alla mia vita privata, mi sono

sposato il 14.06.20__________ a __________. Ho 2 figli i __________ e __________

anni che vanno a scuola. Mia moglie lavora in ospedale a __________. Si occupa

delle trasfusioni di sangue. Preciso che nel 2006 io e mia moglie abbiamo avuto

un altro figlio che è deceduto a circa 7 mesi poiché è nato prematuro. Da

allora mia moglie non sta tanto bene. Mia moglie guadagna al mese circa EURO

420.00.”

(VI PP, 7.12.2017, pp. 7-8, AI 87).

Nel corso del proprio interrogatorio

dibattimentale IM 1 ha così precisato l’asserito declino della propria

situazione finanziaria:

" Prima avevo un business che

andava molto bene, finché ho iniziato una collaborazione con due ragazzi, mi

sembravano due persone fidate e con loro ho anche guadagnato bene. Nel

frattempo, ho sentito delle voci sul loro conto che dicevano che erano pieni di

debiti. Li ho dunque chiamati e mi sono proposto di aiutarli, poiché mi

sembravano persone affidabili. Avevano anche un negozio che volevano vendere

per saldare questi debiti. Dopo un po’ di tempo mi hanno pregato di andare a

parlare con un ragazzo che avrebbe prestato loro dei soldi con degli interessi.

Questi ragazzi si fidavano di me, mi sono dunque fatto garante per loro nei

confronti di questa persona per Euro 115'000.-. Queste persone, nel frattempo,

hanno ricevuto anche dei soldi da una banca, e non hanno più dato nessuna

risposta a questi ragazzi che hanno prestato loro soldi con gli interessi. Sono

dunque stato tradito, e non avendo più altre possibilità sono stato costretto a

vendere il mio appartamento a __________, e pure mio fratello ha dovuto vendere

il suo, il tutto per tentare di restituire questi soldi più gli interessi

generati. Non sono riuscito purtroppo a saldare il debito, che cresceva sempre

di più, riuscivo solo a pagare gli interessi. Finché, un anno fa, hanno

iniziato a venire anche delle persone a casa mia e a minacciarmi, in

un’occasione una persona ha pure minacciato di spararmi perché in quella data

non avevo soldi per pagare la rata.”

(VI

DIB, 14.03.2017, p. 2).

1.2. IM

Considerandi

2.

Interrogato dal PP in data 11 dicembre

2017, IM 2 ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito alla propria vita:

" Sono nato in __________ nel

19__________. I miei genitori hanno avuto 5 figli (me compreso). Io sono il più

giovane. La più anziana è mia sorella che ha oggi circa __________ anni. Con i

miei fratelli ho dei buoni rapporti. Mio papà, che è del 19__________ e che

adesso è un pensione, quando lavorava faceva il contabile a favore dello Stato __________.

Si occupava di registrare le ore dei lavoratori nei campi di cachi.

Anche mia mamma lavorava per lo Stato.

Si occupava dell’esercizio del forno del paese dove veniva fatto il pane.

Ricordo che ai tempi l’__________ era uno stato comunista.

Per quanto riguarda la mia formazione

professionale, devo dire che non ne ho. Ho svolto solo le scuole dell’obbligo.

Già a 11 anni e mezzo ho iniziato a lavorare. Ho iniziato con il lavaggio delle

macchine presso un autolavaggio a __________ (__________). Preciso che i miei

fratelli sono venuti in Italia prima che io nascessi e li ho raggiunti quando

avevo circa 11 anni. Non ho continuato le scuole in __________ perché ero

irregolare. Il permesso di soggiorno l’ho ricevuto solo attorno al 2005.

Negli anni in __________ ho lavorato

anche come imbianchino e gessatore. Ho quasi sempre lavorato in nero. Anche

poco prima di essere arrestato lavoravo a giornate in nero. Ho sempre e solo

lavorato nel __________.

(…) nei mesi precedenti l’arresto

guadagnavo EURO 1’200.00/1'300.00 al mese di media.”.

Alla domanda del PP volta a sapere per

quali motivi si è buttato nella droga, l’imputato ha risposto come segue:

" L’ho fatto per avere un po’

di soldi visto che ne do anche ai miei genitori in __________ visto che devono

comperare dei medicamenti in quanto malati.”

In merito alla propria situazione

personale ha poi aggiunto che “(…) attualmente non ho alcun legame

sentimentale” (VI PP, 11.12.2017, pp. 5-6, AI 89).

Nel corso del proprio interrogatorio

dibattimentale, IM 2 ha così spiegato i motivi che lo hanno portato verso

il traffico di stupefacenti:

“Volevo

aiutare i miei genitori, essendo anziani e malati, entrambi hanno avuto un

ictus.”

(VI

DIB, 14.03.2017, p. 3).

2.

Precedenti

penali

2.1

Dall’estratto

del casellario giudiziale svizzero non risultano precedenti a carico dei due

imputati (AI 2 e 3). Lo stesso dicasi per l’estratto francese (AI 42 e 43).

2.2

Dal

certificato del Casellario Giudiziale italiano a carico di IM 1 non emergono

precedenti (AI 38).

Per contro, a carico di IM 2, il

certificato del Casellario Giudiziale italiano riporta le seguenti condanne:

- 9 ottobre 2009, venti giorni di

carcere sospesi condizionalmente per appropriazione indebita;

- 19 gennaio 2017, tre ammende,

rispettivamente di Euro 1'000.00, 600.00 e 400.00 per tre violazioni delle

norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo

venatorio, a seguito delle quali è altresì stata ordinata la confisca e la

distruzione di quanto in sequestro (AI 39).

3.

Segnalazione

del veicolo e circostanze dell’arresto

3.1

In

data 4 settembre 2017, la Polizia cantonale del __________ ha inviato una diffusione

nazionale per informare dell’arresto di uno spacciatore di eroina, minorenne,

di origini albanesi, avvenuto il 31 agosto 2017. Questi era stato notato salire

sulla vettura __________ __________, di colore __________, targata __________,

il giorno 30 agosto 2017, per poi scendere dal veicolo 300 metri dopo.

Presumendo che all’interno dell’abitacolo vi fosse stata una consegna di

stupefacente o il ritiro di denaro provento dello spaccio di droga, la Polizia

cantonale bernese ha informato i colleghi ticinesi (AI 23 ed allegati).

3.2

A

seguito della ricevuta segnalazione dell’entrata del veicolo __________ __________,

di colore __________, targato __________, dal valico di __________ alle ore

17:53 del 23 settembre 2017, le Guardie di confine, a bordo di due veicoli, in

borghese, lo hanno intercettato e quindi seguito a distanza. Comprendendo di

essere seguito, il conducente della __________ __________ ha imboccato l’uscita

autostradale di __________ per poi reimmettersi subito in autostrada in direzione

nord (AI 55 ed allegati).

3.3

Il

23.

settembre 2017, alle ore 18:15, all’uscita di Lugano-Nord, i prevenuti sono

stati fermati dalla Guardie di Confine a bordo del veicolo __________ __________

di colore __________, targato TI__________, nel quale transitavano ed in cui è

poi stata rinvenuta l’eroina.

Così il rapporto di arresto

provvisorio:

" In data 23.09.2017 alle ore

18:15 le CGCF avevano modo di fermare un veicolo ______ targato __________ con

a bordo i rubricati, mentre si trovavano all’uscita di __________ direzione __________.

In seguito procedevano alla traduzione delle persone e del veicolo presso il

Posto Ticino di __________, per un controllo più approfondito. Da questo ultimo

accertamento, avevano modo di rinvenire all’interno del veicolo in questione, e

più precisamente nel cruscotto, nel vano riservato all’airbag che era stato

rimosso, 10 pani del peso lordo complessivo, pari a 5'930 grammi lordi. Da un

testi indicativo sul primo involucro è stato possibile appurare che la sostanza

al suo interno era eroina.

I due imputati tradotti presso gli

uffici di __________, in sede di verbale hanno ammesso in parte le loro

responsabilità, e più precisamente IM 1 dichiarava di avere rimosso l’airbag

dal veicolo e di avere estratto l’autoradio. In seguito il giorno 22.09.2017 si

sarebbe recato a __________ da un cittadino marocchino, per caricare la

sostanza che a suo dire doveva essere hashish. Dopo aver preso in consegna tale

sostanza, rimontava il cruscotto e l’autoradio, in seguito si dirigeva a __________

per raggiungere il suo amico IM 2. In data 23.09.2017 partivano da __________

con l’intenzione, come dalle dichiarazioni di IM 1 di recarsi a __________ in __________

per consegnare lo stupefacente ad un cittadino marocchino che non è la medesima

persona di ____________________. IM 1 precisava di avere ricevuto tale proposta

dal marocchino di Saronno, dietro compenso di € 5'000.- e che avrebbe dovuto

trasportare 10 panetti da ½ kg l’uno di “cioccolato”. A dire dell’imputato era

la prima volta che eseguiva un trasporto del genere.

Dal canto suo IM 2 asseriva di sapere

che all’interno del veicolo vi era dello stupefacente, ma di non sapere dove

veniva custodito e tanto meno che tipo di sostanza era. A suo dire il veicolo

veniva da loro scambiato con quello di un ragazzo marocchino in zona

dell’uscita dell’autostrada a __________. Poi il giorno seguente, con la stessa

procedura, venivano nuovamente scambiati i veicoli e a questo punto all’interno

della __________ vi era stato caricato lo stupefacente. IM 2 asseriva che si

sarebbero dovuti recare a __________ ed una volta a destinazione, avrebbero

dovuto contattare telefonicamente una persona che diceva loro l’indirizzo

esatto dove eseguire la consegna. A consegna avvenuta sarebbero rientrati a __________

dove avrebbero ricevuto € 10'000.- di compenso per il trasporto. IM 2

dichiarava di non aver mai partecipato prima a simili viaggi. IM 2 pur sapendo

che la vettura conteneva dello stupefacente, ha accettato di accompagnare il

cugino nel viaggio.”

(AI 1).

3.4

IM

1.

e IM 2 sono stati posti in carcerazione preventiva dal 25 settembre 2017 (AI

13.

e 14), quindi in anticipata espiazione della pena, rispettivamente, in data

7.

dicembre 2017 per quanto attiene a IM 1 (AI 88) e l’11 dicembre 2017 per

quanto concerne IM 2 (AI 90).

4.

I

fatti precedenti alle circostanze di cui al punto 1. dell’AA n. 204/2017 del 18

dicembre 2017

4.1

L’arrivo

in Svizzera di IM 1 ed il prestito del veicolo

4.1.1

Interrogato

dalla Polizia il 23 settembre 2017, IM 1 ha rilasciato le seguenti

dichiarazioni in merito al proprio arrivo in Svizzera ed alla sua successiva

trasferta in Italia, dove, come si vedrà, gli è stato consegnato lo

stupefacente poi sequestrato:

" In data 15 settembre ho

preso un aereo da __________ in direzione __________ __________. Giunto a __________

mi sono recato con un Taxi a __________ presso Hotel __________. Dopo aver

dormito due notti, un mio amico di nome __________ mi ha portato da __________

che vive a __________. Giunto presso il suo domicilio mi sono fatto prestare la

sua macchina, una __________ di colore __________ targata __________ 3, con

questa vettura mi sono recato da solo a __________ per trovare un’altra __________.

Successivamente mi sono recato a Losanna e ho dormito da una donna di cui non

conosco il nome. Il 19 settembre sono ritornato in Ticino dalla __________ dopo

averla salutata sempre con la sua automobile mi sono recato in Italia e più

precisamente a __________.”

(VI PG, 23.09.2017, p. 3, all. 1 ad AI

1)

4.1.2

Interrogata

dalla Polizia in data 25 settembre 2017, __________, __________ di IM 1, ha

dichiarato quanto segue in merito alla persona di suo nipote ed al prestito del

veicolo a beneficio di quest’ultimo:

" Lui è figlio di mio _______

__________ che abita a __________ in __________ con la sua famiglia. (…) A mio

modo di vedere non ha nessun problema finanziario, tra la sua attività e il

ricavato dei quattro spazi/negozi che affitta non penso possa avere problemi di

soldi.

(…) da giugno 2017 ad oggi, veniva in

Svizzera regolarmente, almeno una volta al mese e si tratteneva per 5/7 giorni.

(…) mi diceva che veniva in Svizzera per via del suo lavoro di compra-vendita

di autovetture. (…) lui prende l’aereo dal __________ fino a __________, poi da

__________ raggiungeva il mio domicilio mediante mezzi pubblici a disposizione.

Ogni volta che arrivava in Svizzera io gli ho sempre prestato la mia

autovettura marca __________ targata __________, col lo scopo di poter svolgere

la sua attività, sia in Ticino come pure in Svizzera interna. Difatti a mio

nome mi sono arrivate delle contravvenzioni da pagare, mi ricordo che una

arrivava da Zurigo, Berna, Basilea e una dal San Bernardino. (…) Queste multe

risalgono in particolare tra il giugno 2017 ad oggi. (…) Da quello che so io

mio nipote non fa uso di stupefacenti.

(…) dopo che prestavo la mia auto a IM

1.

non notavo nulla di strano nella vettura.”

Gli interroganti hanno quindi mostrato

a __________ una fotografia del proprio veicolo dalla quale si nota che la spia

dell’airbag è accesa.

Queste le sue parole:

" (…) non ho mai notato la

spia in questione come pure le altre, per il fatto che io non guido e sono

sempre solo salita come passeggero anteriore. (…) ho tale veicolo dal mese di

giugno 2017. Prima non ho mai avuto auto intestate a mio nome. (…) ho deciso di

comperare la vettura alla scopo di fare la licenza di condurre a mia figlia ______.

Lo scopo principale per cui ho comperato la vettura era quello. (...) io non

sono in possesso della licenza di condurre (…) io non guido.”

(VI PG, 25.09.2017, pp. 2-4, all. 1 ad

AI 22).

4.2

La

ricezione dello stupefacente ed il nascondiglio nel vano dell’airbag

4.2.1

IM

1:

Interrogato in Polizia il 23 settembre

2017, IM 1 ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito alla ricezione

dello stupefacente ed al compenso per il suo trasporto:

" A __________ ho incontrato

un cittadino Marocchino, di nome _____ di cui però non conosco il cognome.

Questo Marocchino, mi ha proposto di portare del “cioccolato” Hashish, da __________

in __________ e più precisamente __________. In cambio mi avrebbe dato EUR

5'000 al momento della consegna. Io accettavo questo “lavoro”. Questo è

successo mi sembra il 20.09.2017. In data 22.09.2017 sempre da solo, mi sono

incontrato a __________ con questo marocchino, che mi ha consegnato 10 panetti

da ½ kg l’uno di “cioccolato”. I panetti erano all’interno di un sacchetto. Dopo

aver preso il sacchetto, ho rimosso il navigatore della macchina e ho nascosto

i 10 panetti all’interno del cruscotto. Ho quindi rimontato il navigatore (…) ho

smontato anche Airbag e l’ho buttato. Questo per ricavare lo spazio necessario.”

(VI PG, 23.09.2017, pp. 3-4, all. 1 ad

AI 1).

Interrogato dal PP il giorno seguente,

IM 1 ha confermato le proprie precedenti dichiarazioni, ribadendo di aver

inserito personalmente lo stupefacente nel veicolo:

" (…) ho davvero incontrato

il marocchino __________ che mi ha dato la droga. Si trattava di 10 panetti. Li

ho presi tutti in mano e li ho messi all’interno della __________ dove c’è

l’airbag del passeggero che il giorno prima avevo tolto e buttato via.”

(VI PP, 24.09.2017, p.3, AI 4).

Versione, quella appena citata, poi

modificata in occasione dell’interrogatorio dinanzi alla Polizia dell’11

ottobre 2017:

" (…) l’airbag non l’ho tolto

io. Gli agenti interroganti mi fanno prendere atto che nei miei precedenti due

verbali ho dichiarato di aver messo io i 10 panetti di stupefacente all’interno

del vano riservato all’airbag, che avevo rimosso personalmente il giorno prima.

(…) non so chi abbia tolto l’airbag dalla __________. Io mi sono trovato il

carico pieno e pronto per partire il giorno 23.09.2017”

(VI PG 11.10.2017, p. 5, all. 2 ad AI

83).

IM 1 ha mantenuto e quindi ribadito le

proprie ultime dichiarazioni anche in sede di interrogatorio finale di data 7

dicembre 2017 alla presenza del PP:

" Si trattava di un certo __________

e di un altro ragazzo più giovane di me. Mi hanno chiesto se ero disposto a

trasportare stupefacente e io gli ho detto di sì. La droga mi è stata mostrata

e mi ricordo che era contenuta in un cartone. Ricordo anche che io ho toccato

qualche panetto, a caso. In quel momento ci trovavamo in un parcheggio esterno

vicino ad una grande rotonda a Saronno. (…) il 22.09.2017 io ho consegnato la __________

a __________ l’altro ragazzo affinché nascondessero lo stupefacente all’interno

della macchina. Preciso che al momento della consegna __________ mi ha detto

che avrebbero tolto l’airbag del passeggero e nel vano così ricavato avrebbero

messo la droga. (…) mi hanno detto che avrebbero nascosto 5 chilogrammi di

sostanza stupefacente.”

(VI PP 7.12.2017, p. 4, AI 87).

Al dibattimento, IM 1 ha negato di

aver proceduto personalmente all’operazione di riempimento dei veicolo,

dichiarando altresì che in occasione del primo verbale aveva rilasciato una

versione diversa poiché stressato e sotto l’influsso di stupefacenti

aggiungendo che a riempire la vettura dello stupefacente poi sequestrato

sarebbe stata un’altra persona che avrebbe prima ritirato, quindi riconsegnato

agli imputati la __________ a bordo della quale sono stati fermati (VI DIB,

14.03

, p. 4).

Giova sin d’ora rilevare che

l’imputato IM 1 pur dichiarando di non aver provveduto a nasconderli nel vano

airbag lato passeggero del veicolo anche in sede di interrogatorio

dibattimentale, ha dichiarato di aver visto i pacchetti in cui era contenuto lo

stupefacente prima che venisse occultato e di averne toccato qualcuno “per

curiosità” (VI DIB, 14.03.2018, p. 4).

4.2.2

IM

2.

In corso di inchiesta, IM 2 ha in un

primo momento dichiarato di non sapere dove fosse nascosto lo stupefacente

all’interno della vettura. Contestualmente, in merito a chi avesse proceduto

all’occultamento dell’eroina, ha dichiarato quanto segue:

" (…) sono salito in auto

con mio cugino e ci siamo recati al punto stabilito in centro __________. A

questo punto ci troviamo con un ragazzo marocchino di cui non so nulla di lui.

Noi gli lasciamo la nostra vettura e lui ci consegna la sua fino al giorno

seguente, chiaramente in un altro posto.”

(VI PG, 23.09.2017, p. 4, all. 2 ad AI

1).

In occasione dell’interrogatorio del

24.

settembre 2017 innanzi al PP ha precisato l’operazione appena descritta,

indicando in particolare:

" Per quanto concerne il

sistema di scambio di automobili riconfermo quanto già dichiarato in sede di

verbale dinanzi alla Polizia con l’aggiunto che al giorno/ora stabilita ci si

reca con l’automobile per effettuare uno scambio con l’auto della persona che

consegna la sostanza stupefacente. Una volta inserita la sostanza stupefacente

nel veicolo si riceve un messaggio (…), con la quale viene indicato il nuovo

luogo di incontro. La prima autovettura viene così lasciata in un luogo diverso

da quello dove era stata ritirata la prima volta.”

(VI PP, 24.09.2017, p. 3, AI 5).

In sede di verbale di interrogatorio

finale l’11 dicembre 2017, IM 2 ha dichiarato quanto segue:

" È vero che abbiamo preso in

possesso la droga a __________ il 23.09.2017, la quale è stata messa in

macchina da qualcuno, ma non so da chi, penso il giorno prima. È corretto che

ho visto lo stupefacente a __________ un giorno prima che venisse messo in

macchina al posto dell’airbag del passeggero.”

(VI PP, 11.12.2017, p. 4, AI 89).

5.

Quo

alle imputazioni di cui al punto A) dell’AA n. 204/2017 del 18 dicembre 2017:

infrazione aggravata alla LStup – IM 1 e IM 2

5.1

Al

punto 1. dell’AA, ai due imputati viene rimproverato di avere, in data 23 settembre

2017, agendo con la promessa di un compenso di Euro 5'000.00 a testa, importato

in Svizzera attraverso il valico doganale di __________, trasportato e detenuto

sino all’uscita dell’autostrada A2 in territorio di __________ 4.9 kg netti di

eroina (con un grado di purezza variante fra il 46.9% e il 48.2%), sostanza

confezionata in dieci pani occultati nel vano riservato all’airbag, all’uopo

rimosso, del passeggero anteriore all’interno della vettura __________ di

colore __________ targata TI __________ e condotta da IM 1 Lo stupefacente era

destinato a terze persone, non identificate.

5.2

Gli

imputati hanno raccontato versioni diverse e, tra loro, spesso contrastanti.

Solo le rispettive dichiarazioni rese in sede di interrogatori finali sono andate

in una direzione simile. Pur ammettendo di sapere, nel caso dell’imputato IM 1

da giorni, avendo personalmente organizzato l’importazione ed il trasporto

dello stupefacente con un cittadino marocchino a __________, e nel caso di IM 2

quanto meno dal giorno prima della partenza alla volta della Svizzera, che

stavano trasportando dello stupefacente, entrambi hanno sempre negato di essere

a conoscenza del fatto che si trattasse di eroina, dicendosi convinti di

trasportare un carico di hashish.

5.3

L’organizzazione

del viaggio ed il compenso

5.3.1

IM

1.

ha riferito al PP quanto segue, in merito alla genesi del viaggio che ha

intrapreso il 23 settembre 2017 alla volta della Svizzera:

" (…) prima del 21 o

22.09.2017

a __________ io avevo incontrato chi mi ha poi dato lo stupefacente

che è stato trovato all’interno della __________ il 23.09.2017. Si trattava di

un certo __________ e di un altro ragazzo più giovane di me. Mi hanno chiesto

se ero disposto a trasportare stupefacente e io gli ho detto di sì. La droga mi

è stata mostrata e mi ricordo che era contenuta in un cartone. Ricordo anche

che io ho toccato qualche panetto, a caso. In quel momento ci trovavamo in un

parcheggio esterno vicino ad una grande rotonda a __________ (…) il 22.09.2017

io ho consegnato la __________ a __________ e l’altro ragazzo affinché

nascondessero lo stupefacente all’interno della macchina. Preciso che al

momento della consegna __________ mi ha detto che avrebbero tolto l’airbag del

passeggero e nel vano così ricavato avrebbero messo la droga. (…) mi hanno

detto che avrebbero nascosto 5 chilogrammi di sostanza stupefacente. (…) __________

mi ha detto che avrebbe messo all’interno della __________ del “cioccolato”. Io

ho pensato che si trattava di hascisc. (…) io avrei dovuto portare la droga a __________,

in __________ Lì mi avrebbe aspettato il ragazzo che si trovava il giorno prima

a __________ con __________. Preciso che durante il tragitto avrei dovuto

fermarmi a __________ per incontrare un ragazzo, che mi avrebbe fornito l’esatto

indirizzo di destinazione ad __________. (…) per il trasporto di droga __________

mi aveva promesso EURO 5'000.00. Questo denaro mi sarebbe stato consegnato ad

avvenuto trasporto. (…)il ragazzo (“amico” di __________) che ci aspettava ad __________,

avrebbe dato un compenso sia a me sia a IM 2; EURO 5'000.00 a me e ulteriori

EURO 5'000.00 a IM 2

(…) Ribadisco ce io pensavo che avrei

trasportato hascisc quando ho deciso di viaggiare con la droga nascosta in auto.”

(VI PP, 7.12.2017, pp. 4-5, AI 87).

5.3.2

IM

2, infine, ha reso innanzi al PP una versione dei fatti, in merito ai motivi ed

allo svolgersi del viaggio, affine a quella di IM 1, sebbene anche quest’ultimo

avesse inizialmente fornito delle dichiarazioni contrastanti rispetto a quelle

finali, in particolare escludendo ogni coinvolgimento di IM 2 nel traffico di

stupefacenti. IM 2 ha dunque dichiarato:

" (…) io avrei accompagnato IM

1.

sino alla destinazione finale della droga che andava consegnata a qualcuno ma

non so a chi. Io non so bene dove dovevamo recarci. (…) Effettivamente io il

23.09.2017

non dovevo andare a __________ ad una festa. (…) effettivamente chi

avrebbe ricevuto la droga a destinazione, avrebbe dato EURO 5'000 a me e EURO

5'000 a IM 1.”

(VI PP, 11.12.2017, p. 4, AI 89).

5.4

L’importazione,

il trasporto e la detenzione dello stupefacente

5.4.1

In

data 23 settembre 2017, i due imputati hanno attraversato il valico doganale di

__________ con il veicolo __________ targato __________, nel cui vano airbag

lato passeggero sono stati rinvenuti 4.9 kg netti di eroina (con un grado di

purezza variante fra il 46.9% e il 48.2%), alle ore 17:48:18, preceduti da una __________

di colore __________, targata __________, già in uso a IM 2.

5.4.2

Queste

le dichiarazioni di IM 1 in merito all’attraversamento del confine nazionale:

" Per me è chiaro che la __________

ci ha preceduti per verificare se in dogana c’erano dei controlli. Di questo me

ne sono reso conto poco dopo essere entrato in Svizzera perché ho notato questo

macchina vicino ad una rotonda che stava viaggiando verso l’Italia. Per me lì è

stato chiaro che “l’organizzazione” aveva predisposto una staffetta. È ovvio

che se c’erano le guardie in dogana chi si trovava al volante della __________

avrebbe dovuto chiamare me o IM 2. Io però non ero d’accordo con nessuno di

essere chiamato. Di conseguenza la telefonata deduco che avrebbe dovuto

riceverla IM 2.

Il PP mi dice che IM 2 ha dichiarato

il 13.11.2017 che il 23.09.2017 al volante della “sua” __________ vi era un

certo __________. (…) questo nome non mi dice niente. Il PP mi dice che grazie

all’analisi del cellulare __________ in uso al momento del fermo a IM 2 risulta

salvato il dato di una telefonata avvenuta fra IM 2 e proprio tale __________ –

guarda caso – nell’imminenza del nostro passaggio in dogana il 23.09.2017,

ossia alle 17:48:18. (…) IM 2 passa tanto tempo al telefono ma quella precisa

telefonata non me la ricordo.”

(VI PP, 7.12.2017, p. 5, AI 87).

In merito alla __________ in

questione, già in suo uso, IM 2 ha dichiarato:

" (…) il 23.09.2017 la __________

l’avevo prestata a mio __________. Lui però quel giorno non ha fatto da

staffetta a me e a IM 1 per verificare se la dogana era libera. Mio __________

è solo venuto in Svizzera per fare benzina. Confermo che poco prima di passare

la dogana io e lui ci siamo sentiti al telefono.”

(VI PP, 11.12.2017, p. 4, AI 89).

5.4.3

In

merito, quindi, al ruolo della __________ di colore __________, la Corte ha

accertato che si tratta comunque di un veicolo che era in uso all’imputato IM 2

e che la persona cui era stato messo a disposizione è entrata in contatto

telefonico con quest’ultimo proprio nell’imminenza del passaggio in dogana dei

prevenuti. Le circostanze appena descritte rimangono tuttavia tali, senza quindi

che dalle medesime la Corte possa trarre conclusioni utili ai fini del presente

giudizio.

5.4.4

Il

viaggio degli imputati dal confine sino a __________ è quindi proceduto come di

seguito dichiarato da IM 1:

" Sono entrato sul suolo

Svizzero dalla dogana di __________, giunto a __________ ho imboccato

l’autostrada subito mi sono accorto che vi era un veicolo che mi seguiva,

quindi sono uscito a __________ e il veicolo era sempre dietro di me, ho

ripreso l’autostrada direzione Nord giunto a __________, ho deciso di uscire

nuovamente per vedere se questo veicolo continuava a seguirmi. Nei pressi

dell’uscita di __________ direzione __________ in territorio di __________ sono

stato fermato da 3 veicoli. Subito un agente delle Guardie di Confine mi si è

avvicinato mi ha fatto segno di spegnere l’auto e mi ha fatto scendere.”

(VI PG, 23.09.2017, p. 4, all. 1 ad AI

1)

5.4.5

Quanto

avvenuto nei momenti successivi è già stato esposto al considerando 3.3. cui si

rinvia.

5.5

Lo

stupefacente trasportato

5.5.1

Come

anticipato, in occasione dei diversi interrogatori cui i due imputati sono

stati sottoposti, i medesimi hanno affermato di essere convinti che il carico

di stupefacente celato nel vano airbag, lato passeggero, della vettura __________

targata __________ fosse costituito da hashish, non da eroina, come hanno

invece rivelato le successive analisi di laboratorio.

IM 1 lo ha ribadito sia in sede di

interrogatorio finale:

" __________ mi ha detto che

avrebbe messo all’interno della __________ del “cioccolato”. Io ho pensato che

si trattava di hascisc.”

(VI PP, 7.12.2017, p. 4, AI 87),

che in occasione del pubblico

dibattimento:

" allora, io non ho

controllato il contenuto dei pani perché il tipo mi aveva detto che non avrei

dovuto aprirli. Mi era stato detto che era “cioccolato di Marocco”, e di non

controllare, nel senso di non aprire i pani, perché poi si sarebbe sentito

l’odore. Ha proposto 5'000.- euro a testa per questo trasporto. Per noi si

trattava di hashish.”

(VI DIB, 14.03.2018, p. 4).

Confrontato dal Presidente al fatto

che un tale compenso per il trasporto di circa 5 kg di hashish sarebbe stato

sproporzionato se confrontato al valore di mercato di questo stupefacente, IM 1

ha dichiarato quanto segue:

" (…) Io in quel momento era

una persona inesperta, non avevo mai fatto questo tipo di lavoro, non ero

dunque un professionista. (…)”

(VI DIB, 14.03.2018, p. 4).

5.5.2

IM

2.

anche in sede di interrogatorio finale innanzi al PP, pure ha confermato

quanto da sempre sostenuto, e meglio:

" Sapevo che si trattava di

droga. Io pensavo che si trattasse di hashish.”

(VI PP, 11.12.2017, p. 4, AI 89).

5.6

Riscontri

oggettivi

5.6.1

Dal

rapporto di complemento di data 30 novembre 2017 risulta che la vettura marca __________

di colore __________ targata __________ è entrata dal valico di _______ il 23

settembre 2017 alle ore 17:53:21 e ne sia poi riuscita alle 17:55:26. La

vettura __________ targata __________, il giorno stesso, alle ore 17:53:52 è

entrata dal medesimo valico in territorio svizzero.

5.6.2

Gli

accertamenti tecnici condotti sui dieci panetti trovati all’interno del veicolo

sequestrato, hanno permesso di stabilire che i medesimi contenevano eroina in

misura compresa tra i 484.55 e i 492.99 grammi l’uno, con un grado di purezza

variante tra il 46.9 ed il 48.2 %, per complessivi 4.9 kg (all. 10 e 13 ad AI

83).

5.6.3

Le

analisi per identificare il profilo di DNA rilevato sui panetti n. 3 e 8

trovati del veicolo sequestrato hanno dato risultato positivo per IM 1. I

prelievi effettuati sulle mani di quest’ultimo non hanno invece rivelato tracce

di stupefacente (all. 10 e 14 ad AI 83).

6.

Quo

alle imputazioni di cui al punto B. dell’AA n. 204/2017 del 18 dicembre 2017:

contravvenzione alla LStup - IM 2

6.1

L’imputato

in sede di interrogatorio finale innanzi al PP di data 11 dicembre 2017 ha

ribadito quanto già dichiarato nel corso dell’interrogatorio del 19 ottobre

2017.

in merito al fatto di avere, nei due/tre mesi precedenti, consumato in

Svizzera della cocaina acquistata a Milano. Contestualmente, egli ha precisato

i propri consumi, per complessivi 3 grammi di cocaina, come segue:

" (…) Confermo di aver

consumato cocaina in Svizzera in ragione di circa 3 grammi nell’estate del

2017.

I consumi sono avvenuti a Zurigo e a Ginevra.”

(VI PP, 12.12.2017, p. 5, AI 89).

6.2

Sulla

persona di IM 2, al momento dell’arresto del 23 settembre 2017, sono stati

rinvenuti 1.3 grammi di cocaina, circostanza che l’imputato ha confermato,

nello specifico ritenendo corretto quanto riassuntogli dal PP in sede di

interrogatorio finale (VI PP, 11.12.2017, p. 5, AI 89).

7.

Quo

alle imputazioni di cui all’AA n. 27/2018 del 12 febbraio 2018, aggiuntivo

all’AA n. 204/2017 del 18 dicembre 2017: grave infrazione alle norme della

circolazione - IM 1

7.1

In

data 19 luglio 2017, il veicolo __________ di colore ___, targato TI __________,

ha circolato alla velocità di 132 km/h in territorio di __________, su un

tratto in cui il limite massimo di velocità è di 80 km/h.

7.2

Sentita

in data 21 agosto 2017 in Polizia, __________, intestataria del veicolo in

questione, ha dichiarato, oltre al fatto di avere acquistato il veicolo per la

figlia, allora in procinto di ottenere la licenza di condurre, quanto segue:

" (…) io non guido non avendo

mai ottenuto la licenza di condurre.

Questa macchina la

guida a volte mio marito e, come detto mia figlia, oppure dei familiari quando

vengono a farmi visita dall’estero.

L’agente interrogante mi mostra delle

fotografie inerenti l’infrazione alla LCStr commesso con il mio veicolo. (…)

Alla guida si nota una persona di sesso maschile che riconosco essere mio __________

che si chiama IM 1 che era venuto a farmi visita verso il 15 luglio e che è

ritornato al suo domicilio in ______ in data 15 agosto 2017. (…) mi aveva detto

di essere incappato in un radar. (…) viene spesso a trovarmi e (…) sovente uso

il mio veicolo per andare a trovare altri parenti che abbiamo in altri Comuni

della Svizzera. (…) non so chi sia la persona che si vede in fotografia in

veste di passeggero anche perché mio __________ viene a trovarci sempre da

solo.”

(all. a Rapporto di Polizia)

7.3

Interrogato

dal PP in data 9 febbraio 2018 in merito ai fatti in esame, IM 1 ha dichiarato

quanto segue:

" Riconosco che sono io la

persona fotografata al volante di detta vettura. Ammetto pure di aver superato

di 52 km/h il limite di velocità fissato a 80 km/h. (…) a dir la verità

probabilmente non mi sono neanche accorto che in quel punto dell’autostrada

c’era il limite di 80 km/h. Forse ero soprappensiero. (…) l’uomo che si trova

sul sedile del passeggero è IM 2”

(VI PP, 9.2.2018, p. 2, AI 4, inc. TPC

72.2018

)

8.

In

diritto

8.1

I

fatti indicati negli AA sono stati ammessi e riconosciuti dagli imputati,

tranne, come anticipato, che per quanto attiene alla natura dello stupefacente

trasportato e detenuto. La Corte, anche sotto il profilo giuridico, non rileva

elementi meritevoli di dover essere trattati, salve le sole questioni che

s’impongono, risparmiando al lettore superflue disquisizioni giuridiche,

riguardo il dolo ed i criteri da adottare per giungere ad una corretta

quantificazione della pena.

8.2

Il

dolo sul trasporto dell’eroina (AA n. n. 204/2017 del 18 dicembre

2017)

Le

difese hanno sostenuto, con riferimento all’asserita convinzione degli imputati

di trasportare hashish in luogo della rinvenuta eroina, l’ipotesi del dolo

eventuale.

La

Corte ha condiviso il ragionamento esposto in sede di arringa dal PP, sia per

quanto attiene alle cifre, sia per il fatto che l’autore era già ben inserito

nel traffico, facendo quindi propria la tesi del dolo diretto, e

meglio che gli accusati hanno agito con dolo diretto sia perché già solo la

retribuzione non può essere riferita ad un traffico di pari quantitativo di

hashish poiché in manifesta sproporzione con il valore dello stupefacente sul

mercato della droga, sia per il fatto che entrambi gli imputati hanno

visto il quantitativo di stupefacente che era stato caricato nel veicolo, e che,

come risultato dalle analisi effettuate sui panetti, IM 1 aveva pure toccato le

confezioni.

A ciò aggiungasi il fatto

che il veicolo, prestato a IM 1 dall’ignara zia, a sua volta prestato a non

meglio precisati terzi, è stato coinvolto poco prima in attività di spaccio nel

Canton __________.

Del resto, nemmeno possono essere

considerati come degli sprovveduti in fatto di stupefacenti, essendo

consumatori occasionali e, quindi, cogniti dell’ambiente del traffico di droga.

Questa Corte ha quindi accertato il

dolo eventuale solo per quanto attiene al grado di purezza dell’eroina importata,

trasportata e detenuta, per il resto ha ritenuto il dolo diretto.

8.3

La

commisurazione della pena

8.3.1

Per

l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene

conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto

precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a

pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i

moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze

interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare

l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche

l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata

essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione

dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica la giurisprudenza anteriore

fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare - la colpa va

determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (Tatkomponenten).

In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o

di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa

(objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata

nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “risultato

dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo

soggettivo (subjektive Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi

perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art.

63.

vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a

pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della

legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale

(cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno

2010.

consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto

delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in

relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non

siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi

dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del

codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale

sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo

2008.

consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale

dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala

e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica

adeguata. Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF

(in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad

una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati

all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno),

della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi

familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del

comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV

6.

consid. 6.1; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2;

cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio,

il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla

colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena

più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati

(Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale

svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto

penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008,

6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12

marzo 2008, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza

secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il

reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3).

Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire

correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla

colpa (STF 6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid.

3.2

; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile

2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches

Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n.

72, pag. 205).

8.3.2

Colpa

oggettiva

La colpa, per entrambi gli imputati va

qualificata di grave dal punto di vista oggettivo, laddove per grave è da

intendersi l’entità della violazione del bene protetto, ossia la salute

pubblica. Detto che, in tema di traffico di stupefacenti, il criterio decisivo

nella commisurazione della pena rimane il grado di colpa e non tanto il

quantitativo di droga trattato, la giurisprudenza ha stabilito che quest’ultimo

rimane un elemento pertinente di cui occorre tener conto (DTF 6B_370/2007),

poiché maggiore è la quantità di droga messa sul mercato, più importante è la

messa in pericolo della salute pubblica. Aggrava la colpa oggettiva di IM 1 il

concorso di reati con la LCStr, mentre funge da fattore di mitigazione il fatto

che lo stupefacente, per entrambi, non sia finito sul mercato, sebbene ciò non

può esser di particolare beneficio, ritenuto che ciò non è dipeso dalla loro

volontà ma unicamente dall’intervento delle forze dell’ordine.

8.3.3

Colpa

soggettiva e circostanze personali

a.IM

1.

Sebbene entrambi siano stati giudicati

come semplici trasportatori, privi di grandi responsabilità in seno

all’organizzazione dedita al traffico di droga su scala internazionale, la

colpa di IM 1 appare grave anche dal profilo soggettivo. È stato IM 1 ad avere

dei contatti con l’organizzazione volta al trasporto di droga su scala

internazionale, è stato lui a porre le basi per il trasporto, è stato lui a

mettere a tal fine a disposizione un veicolo, è sempre stato lui a conoscere

maggiori dettagli del viaggio e ad agire con fare estremamente scafato al

momento in cui si è accorto di essere inseguito da professionisti in borghese.

La difesa ha sostenuto l’attenuante

specifica del grave stato di angustia, in relazione al fatto che l’imputato

avrebbe agito tenendo un comportamento che non gli era proprio, mosso da

asserite difficoltà finanziarie derivanti dal mancato rimborso di un debito che

si era assunto e delle conseguenti presunte minacce ricevute. A parte il fatto

che, per essere ritenuta, la grave angustia deve costituire una situazione

simile allo stato di necessità (DTF 107 IV 94 consid. 4a; 110 IV 9 consid. 2;

STF 6S.143/2004 del 6 luglio 2004, consid. 1.1;6S.496/2006 del 19 giugno 2007,

consid. 3;6B_963/2008 del 26 marzo 2009, consid. 2), l’entità dello

stupefacente e la rimunerazione pattuita (ben 5'000 EURO) escludono un rapporto

di proporzionalità tra gli asseriti bisogni personali ed il guadagno previsto,

rispettivamente il sacrificio (enorme) del bene protetto. Del resto egli,

alternative ne aveva poiché ha alle spalle degli studi accademici, portati a

termine, ed è quindi uomo dotato di una buona intelligenza, certamente capace

di distinguere ciò che è bene, quindi lecito, da ciò che è male, ossia

illecito. Egli ha in realtà agito per il solo scopo di lucro. Punto.

Ne discende che la sua colpa

soggettiva appare di livello molto grave.

Venendo alle circostanze personali

nulla di particolarmente positivo si rileva nella vita di IM 1. Egli è padre di

due giovani ragazzi e ben sa che le vittime principali del traffico di

stupefacenti sono i giovani, ciò che rende il suo comportamento ancor più

grave.

La collaborazione fornita dal

prevenuto IM 1 è da considerarsi scarsa; egli non ha fatto nomi, né ha fornito

informazioni precise quo alla destinazione del viaggio e quindi dello

stupefacente.

Egli risponde, poi, in concorso di

grave infrazione alle norme della circolazione stradale, che dimostra, ancora

una volta, scarso rispetto delle regole.

L’unica attenuante che merita

considerazione per IM 1 è quindi la sensibilità alla pena, ritenuto che la

sconterà lontano dalla propria famiglia, ed il carcere preventivo già sofferto,

durante il quale egli ha tenuto un buon comportamento.

La Corte ha, quindi, anche tenuto

conto della prassi giurisprudenziale in materia di trasportatori di eroina con

ruolo analogo al suo ritenuto equa una pena detentiva di 5 anni.

b. IM

2.

Per quanto attiene all’imputato IM 2,

la Corte ha ritenuto una colpa oggettiva equivalente. Dal profilo soggettivo

anch’egli non era in ristrettezze economiche e pure alternative ne aveva, di

guisa che anche da questo profilo la colpa appare equivalente a quella di IM 1.

Pure la sua collaborazione è stata

scarsa; IM 2 nel corso dei verbali di interrogatorio ha raccontato diverse

bugie. Basti ricordare che per lungo tempo ha sostenuto di aver semplicemente approfittato

del viaggio di IM 1 per ottenere un passaggio fino a __________, dove doveva

recarsi ad una festa.

Anch’egli si è rifiutato di fare nomi

e dichiarare elementi utili, per gli inquirenti, a smantellare il traffico di

stupefacenti in cui, sebbene considerato quale semplice trasportare, era

coinvolto. IM 2, come del resto pure IM 1, non si è quindi affatto dissociato

dai fatti contestatigli.

L’unico fattore attenuante è

costituito dal fatto che, anch’egli, dovrà scontare la propria pena lontano

dalla famiglia.

Rispetto a IM 1,IM 2 ha avuto un ruolo

leggermente meno attivo nel traffico (si pensi già solo al come organizzarsi

per procacciarsi il veicolo) e non ha commesso altri delitti in concorso.

La Corte ha ritenuto corretto

infliggergli una pena di 4 anni e 9 mesi.

L’imputato, per la contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti di cui al punto B. dell’AA n. 204.2017 del 18

dicembre 2017, è anche condannato al pagamento di una multa di CHF 100.-, con

l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa, sarà sostuita con una

pena detentiva di 1 giorno (art. 106, cpv. 2 CP).

9.

Espulsione

Conformemente all’art. 66a CP, gli

imputati, una volta terminata l’espiazione della pena non sospesa, trattandosi

di un caso di espulsione obbligatorio (lett. o) e per il quale non è

applicabile alcuna delle eccezioni previste ai cpv. 2 e 3 del medesimo

articolo, verranno espulsi dal territorio della Svizzera per un periodo che la

Corte ritiene adeguato fissare in 8 anni.

10.

Deduzion

fatta della tassa di giustizia e delle spese procedurali, è ordinata la

confisca di tutto quanto in sequestro ad eccezione dei seguenti oggetti:

- telefono __________ (rep. __________);

- tessera __________ (rep. __________;

- telefono __________ (rep. __________);

che hanno da essere

dissequestrati a crescita in giudicato della presente.

E’ parimenti

ordinata la distruzione dello stupefacente.

11.

La

tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico dei condannati,

in soldi, con ripartizione interna in misura di ½ ciascuno.

12.

Le

spese per le difese d’ufficio sono state approvate in ragione, rispettivamente,

di CHF 13'077.00 per l’avv. DUF 1 e di CHF 13'341.40 per l’avv. Sarah DUF 2.

Quest’ultima nota è stata corretta ed

adeguata a quella dell’altro difensore. Ciò ritentuo che trattasi di incarti

equivalenti, sia per l’impegno richiesto e profuso, sia per le spese di

trasferta, dal momento che entrambi i difensori sono operativi nella medesima

regione.

visti gli art. 12, 40, 42, 47, 49, 51, 69, 70 CP; 19 e 19a LStup; 90 cpv. 2 LCS; 135,

422.

e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

IM

1.

è autore colpevole di:

1.1

infrazione

aggravata alla LF sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di

eroina che sapeva o doveva presumere mettere direttamente o indirettamente in

pericolo la salute di molte persone,

per avere,

senza essere autorizzato,

in data 23.09.2017,

agendo in correità con IM 2, con la

promessa di un compenso di Euro 5'000.00 a testa,

importato in Svizzera attraverso il

valico doganale di __________, trasportato e detenuto sino all’uscita

dell’autostrada __________ in territorio di __________ 4.9 kg netti di eroina

(con un grado di purezza variante fra il 46.9% e il 48.2%), sostanza

confezionata in 10 pani occultati nel vano riservato all’airbag (all’uopo

rimosso) del passeggero anteriore all’interno della vettura __________ targata __________

da lui condotta, stupefacente destinato a terze persone non identificate;

1.2

grave

infrazione alla LF sulla circolazione stradale

per avere,

il 19.07.2017, sull’autostrada __________

in territorio di __________, violato gravemente le norme medesime cagionando un

serio pericolo per la sicurezza altrui, in particolare per aver circolato con

il veicolo __________ targato __________ alla velocità di 132 km/h (già dedotto

il margine di tolleranza) accertata dalla Polizia mediante apparecchio radar,

malgrado il vigente limite di 80 km/h;

e meglio come descritto nell’atto

d’accusa e precisato nei considerandi.

2.

IM

2.

è autore colpevole di:

2.1

infrazione

aggravata alla LF sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di

eroina che sapeva o doveva presumere mettere direttamente o indirettamente in

pericolo la salute di molte persone,

per avere,

senza essere autorizzato,

in data 23.09.2017,

agendo in correità con IM 1, con la

promessa di un compenso di Euro 5'000.00 a testa,

importato in Svizzera attraverso il

valico doganale di _____________, trasportato e detenuto sino all’uscita

dell’autostrada __________ in territorio di _______ 4.9 kg netti di eroina (con

un grado di purezza variante fra il 46.9% e il 48.2%), sostanza confezionata in

10.

pani occultati nel vano riservato all’airbag (all’uopo rimosso) del

passeggero anteriore all’interno della vettura __________ targata _______

condotta da IM 1, stupefacente destinato a terze persone non identificate;

2.2

contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato,

2.2.1

nel

corso dell’estate 2017 a Ginevra, Zurigo e in altre imprecisate località,

consumato personalmente almeno 3 grammi di cocaina,

2.2.2

in

data 23.09.2017 a __________, __________ e in altre imprecisate località,

detenuto 1.3 grammi lordi di cocaina, sostanza destinata al proprio consumo

personale;

e meglio come descritto nell’atto

d’accusa e precisato nei considerandi.

3.

Di

conseguenza,

3.1

IM

1.

è condannato

alla pena detentiva di 5 (cinque)

anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

3.2

IM

2.

è condannato

alla pena detentiva di 4 (quattro)

anni e 9 (nove) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

alla multa di CHF 100.- (cento), la

quale in caso di mancato pagamento sarà commutata in una pena detentiva

sostitutiva pari a giorni 1 (uno).

4.

È

ordinata l’espulsione di IM 1 ex art. 66a CP per la durata di 8 (otto) anni.

5.

È

ordinata l’espulsione di IM 2 ex art. 66a CP per la durata di 8 (otto) anni.

6.

Deduzion

fatta della tassa di giustizia e delle spese procedurali, è ordinata la

confisca di tutto quanto in sequestro, con distruzione dello stupefacente, salvo

per i seguenti oggetti:

telefono __________ (rep. __________);

tessera __________ (rep. __________;

telefono __________ (rep.__________);

per i quali è ordinato il dissequestro

a favore degli imputati a crescita in giudicato integrale della presente.

7.

La

tassa di giustizia di fr. 3'000.- e le spese procedurali sono a carico dei

condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di ½ ciascuno.

8.

Le

spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

8.1

La

nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 11'905.00

spese fr. 1'106.00

totale fr.

13'011.00

8.2

La

nota professionale dell’avv. DUF 2 è approvata per:

onorario fr. 11'120.85

spese fr. 1'239.70

IVA (8% - 7.7%) fr.

980.85

totale fr.

13'341.40

8.3

Il

condannato IM 1 (avv. DUF 1) è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone

Ticino l’importo di fr. 13'011.00 non appena le sue condizioni economiche

glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

8.4

Il

condannato IM 2 (avv. DUF 2) è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone

Ticino l’importo di fr. 13'341.40 non appena le sue condizioni economiche

glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 3'000.--

Inchiesta

preliminare fr. 21'233.--

multa fr. 100.--

traduzioni fr. 240.--

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 252.60

fr. 24'825.60

============

Distinta spese a

carico di IM 1 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 1'500.--

Inchiesta preliminare fr. 10'616.50

traduzioni fr. 120.--

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 126.30

fr. 12'362.80

============

Distinta spese a

carico di IM 2 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 1'500.--

Inchiesta preliminare fr. 10'616.50

multa fr. 100.--

traduzioni fr. 120.--

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 126.30

fr. 12'462.80

============

Intimazione a:

Comunicazione a: -

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera