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Decisione

72.2017.70

Truffa ripetuta; bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento

25 ottobre 2017Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

Il Presidente comunica che, per

quanto attiene al secondo trattino del punto 2 dell’atto d’accusa, la

fattispecie potrebbe configurare anche l’ipotesi di tentata truffa ai danni

della ACPR 1 e chiede quindi alla pubblica accusa se intende

estendere l’accusa in tal senso in applicazione dell’art. 333 CPP.

La PP risponde affermativamente.

Le parti si dichiarano d’accordo

e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

Sentiti: - il Procuratore

pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: rileva, per quanto attiene ai rapporti tra la defunta e IM 1, che

l’AP era una donna sola e malata, che si fidava di lui, come ammesso dallo

stesso imputato, il quale ha pure affermato che tra loro si era sviluppata una

grande amicizia. È in questa situazione di fiducia che si è sviluppato il

legame tra l’imputato e l’AP. L’imputato ha millantato all’AP degli

investimenti in un progetto che già a quel momento era sfumato. Come da egli

stesso affermato, il denaro non l’ha investito, ma l’ha utilizzato per far

fronte e sue spese personali, come sapeva già al momento della richiesta. È

palese, a mente dell’accusa, lo sfruttamento del rapporto di fiducia, così come

è palese l’impossibilità per la signora di fare delle verifiche ed è anche

palese che la defunta non le avrebbe mai fatte, perché vi era una grande

amicizia, e dei grandi amici ci si fida. Purtroppo la signora __________ ha mal

riposto la sua fiducia.

Per quanto riguarda il diritto, ricorda gli elementi oggettivi e

soggettivi del reato di truffa, rilevando che gli stessi sono pacificamente

adempiuti in concreto. Per quanto riguarda in particolare l’ipotesi che è stata

aggiunta di tentata truffa in danno dell’avv. __________, rileva che il

documento è stato prodotto allo scopo di far credere che tutte le pendenze

fossero tacitate, mentre sappiamo che questa non è la verità.

Per quanto riguarda i tre documenti di cui al punto 2 dell’atto

d’accusa, rileva che la signora __________ voleva dei documenti a dimostrazione

della consegna del denaro per gli investimenti. Riassume i presupposti

oggettivi e soggettivi del reato di falsità in documenti, osservando che nel

caso concreto vi è falso ideologico e che i documenti prodotti comprovano la

dazione del denaro.

Per quanto attiene al punto 3 dell’atto d’accusa i fatti sono

ammessi. L’imputato ha detto bellamente in aula che non voleva pagare i debiti e

ha quindi dichiarato meno. La PP pone l’accento sul fatto che lui non vuole

pagare i debiti, in compenso lo Stato e quindi noi tutti abbiamo anticipato gli

alimenti per i suoi figli. Prendiamo inoltre atto che ha un leasing di CHF

800.00, riceve un sussidio di cassa malati di CHF 500.00 e la quota per il golf

è di CHF 25'000.00 all’anno. Gli elementi costitutivi del reato di cui al punto

3 sono pacificamente adempiuti.

Quanto alla commisurazione della pena, l’accusa rileva che IM 1

aveva tutte le possibilità di avere una vita dignitosa con il suo guadagno

lecito. La sua situazione non può essere così tragica se viene mantenuto il

leasing per CHF 800.00. Egli avrebbe potuto avere una vita molto dignitosa

grazie al suo lavoro, soprattutto negli anni buoni dei bancari, ma ha deciso di

delinquere. Ha agito senza scrupoli, tentando di fregare l’AP anche una volta

già deceduta. Ha agito su un lungo periodo e ogni giorno guardava in faccia la

sua vittima, che abitava dove lui lavorava e andava da lui a fare Reiki per

sentirsi meglio. È vero che alla fine l’imputato ha ammesso i fatti, ma è anche

vero che lo ha fatto una volta messo alle strette. Egli non ha risarcito a

tutt’oggi nulla. Bisogna anche considerare che dai fatti è passato comunque un

certo tempo e successivamente non ha più delinquito, essendo inoltre

incensurato. Tenuto anche conto dell’importo non elevatissimo, ma comunque di

una certa importanza, l’accusa ritiene che sia adeguata alla colpa

dell’imputato una pena di 17 (diciassette) mesi sospesa condizionalmente per un

periodo di 2 (due) anni. Non ha osservazioni riguardo all’istanza di

risarcimento dell’AP, se non che evidentemente i CHF 200'000.00 devono essere

riconosciuti;

- l’avv. RAAP 1,

rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le

seguenti conclusioni: quando si perde un congiunto chiaramente è un momento

molto difficile, ma quando si viene a sapere anche che questo congiunto lo si è

fregato, approfittando della sua bontà, fa ancora più male. Oggi gli eredi della

signora __________ hanno voluto in modo discreto essere tra il pubblico, non

sapevano fino all’ultimo momento se venire o meno, ma poi si sono fatti forza,

pensando di doverlo alla memoria della defunta. Ciò che fa veramente male agli

eredi e colpisce e sciocca anche chi è abituato a dibattere fattispecie simili,

è l’atteggiamento dell’imputato, per certi versi davvero irritante. IM 1 ha

iniziato il dibattimento affermando che la sua clientela a causa del

procedimento è diminuita drasticamente. Non risulta che quanto da lui

guadagnato in questi anni sia mai stato dichiarato al fisco. L’imputato ha

dichiarato in quest’aula con faccia tosta che lui va avanti con CHF 1'500.00 al

mese, ma ha delle spese che ammontano a CHF 40/50'000.00 all’anno, e quindi già

questo ci fa capire che non ce la dice giusta; se veramente le sue entrare

fossero solo queste, sarebbe in predita continua. Ha avuto per tutta

l’inchiesta un atteggiamento spocchioso, tranne nell’ultimo verbale, dove preso

alle strette dalla PP, dopo essersi consultato col suo difensore, ha ammesso i

fatti, fortunatamente in modo liquido, ma era oggettivamente un po’ tardi. Non

solo non sono arrivate le scuse, ma addirittura ha considera l’onorario della

collega __________ fuori di testa. Immaginiamoci la scena della povera signora

segnata dalla malattia che firma il documento su richiesta dell’imputato, senza

neppure leggerne il contenuto, per permettere all’imputato di poter presentare

a chi ne faceva richiesta il documento che attestava gli asseriti pagamenti mai

effettuati. Non contento di questo, IM 1 ha contestato pure la fattura della

collega __________. La difesa rileva di avere inoltrato uno scritto, l’8

febbraio 2017, con cui chiedeva un versamento di CHF 35'000.00 per l’onorario

suo e della collega avv. __________, osando pensare che nella posizione

dell’imputato non fosse necessario comprovare ogni posta della collega, che non

ha gonfiato nulla. I CHF 200'000.00 sono serviti a mantenere un tenore di vita

chiaramente sopra le righe rispetto a quello che lui guadagnava. L’imputato non

sa nemmeno dire per cosa esattamente li ha utilizzati. Questo fa ancora più

male dal punto di vista dell’AP. Chiede quindi il risarcimento dei CHF

200'000.00 del maltolto, della sua nota d’onorario (con tariffa oraria leggermente

più bassa di quella usuale), della nota d’onorario della collega __________,

per cui ripete che si tratta di un lavoro certosino resosi necessario a seguito

delle reticenze dell’accusato e della perizia resasi necessaria per valutare se

il diritto di prelazione era stato fatto con un prezzo troppo favorevole

all’imputato. Rileva di avere allegato all’istanza di risarcimento alcune

e-mail della Polizia alla collega __________, dove le si chiedeva un’infinità

di informazioni, che attestano che l’operato della collega era necessario.

Chiede la conferma integrale dell’atto d’accusa e la conferma delle richieste

dell’AP. Se poi un giorno o l’altro arriveranno anche le scuse dell’imputato

agli eredi dell’AP tanto meglio;

- l’avv. DF 1,

difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: è chiaro, e qui dà atto a quanto detto dall’accusa e dal

rappresentante dell’AP, che chi commette una truffa ai danni di una persona

anziana e malata è reprensibile. È altrettanto vero che il comportamento tenuto

da IM 1 è stato a dir poco reticente durante l’inchiesta. Va però rilevato che

probabilmente c’è anche chi ha bisogno di più tempo per elaborare una presa di

responsabilità. Alla fine, nell’ultimo verbale, l’imputato ha ammesso tutti i

fatti in maniera liquida, cosa che ha fatto anche in aula, escluso qualche

tentennamento dovuto alla tensione della giornata. Non solo ha ammesso i fatti

per la procedura penale, ma non si è opposto al trasferimento dei dati emersi

da questa procedura all’autorità fiscale. Ci sarà quindi una coda anche

fiscale. Ha riconosciuto il debito nei confronti dell’AP, ha riconosciuto la

nota d’onorario dell’avv. RAAP 1 e quantomeno in quanto al principio ha

riconosciuto anche quella dell’esecutrice testamentaria. Su questo punto la

difesa rileva che è vero che la prima richiesta di risarcimento delle spese

legali era costituita da un totale di CHF 35'000.00, ma è anche vero che ha

chiesto ad entrambi di trasmettere la nota d’onorario, non fosse altro che per

scrupolo di patrocinio, ma la nota dell’avv. __________ è stata prodotta per la

prima volta al dibattimento, mentre in precedenza si è rifiutata di

trasmetterla. Non è quindi stato possibile sottoporre a nessuna verifica questa

pretesa. Sulla quantificazione oggi su due piedi ha qualche difficoltà ad

entrare nel merito.

Quanto al diritto, per la truffa rileva che la stessa è stata

ammessa. Discorso analogo vale per quanto concerne la bancarotta fraudolenta e

la frode nel pignoramento. Per quanto concerne la falsità in documenti e la

tentata truffa nei confronti della __________, rileva che i fatti sono ammessi.

Cade però in diritto il reato di falsità in documenti come reato a sé stante,

siccome i primi tre documenti erano chiaramente funzionali alla truffa, non sono

stati usati per altri scopi, ma erano semplicemente tesi a dare qualcosa di

scritto alla signora __________. Per quanto concerne il “riconoscimento di

debito/dichiarazione”, lo stesso era teso a coprire la truffa già avvenuta,

motivo per cui non si può vedere un tentativo di truffa nei confronti degli __________,

soprattutto perché l’intento non era quello di ottenere altri averi, ma

essenzialmente quello di coprire la truffa già avvenuta.

Quanto alla commisurazione della pena, rileva che IM 1 ha riconosciuto

alla fine le proprie colpe sia in ambito penale che in ambito fiscale e ha già

subito delle conseguenze da questa procedura. Chiede quindi una riduzione della

pena, da lato per l’assoluzione dai reati di falsità in documenti e tentata

truffa ai danni della ACPR 1, e dall’altro in ragione dei citati fatti. Per la

sospensione condizionale si associa alla richiesta dell’AP. Per quanto concerne

le pretese di parte civile, riconosce il maltolto e la nota dell’avv. RAAP 1,

mentre per quanto concerne la quantificazione della nota dell’avv. __________

chiede il rinvio al foro civile per una verifica.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 40, 42, 44,

47, 49, 146, 163, 251 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

1.1. truffa ripetuta

per avere,

ad __________ e in altre località, nel periodo compreso tra il

2006 e il 2010, sfruttando il rapporto di fiducia instauratosi con † __________,

indotto quest’ultima a consegnargli a più riprese complessivi CHF 200'000.00,

facendole sottoscrivere dei documenti denominati “conferma/attestato

d’investimento” e facendole credere, contrariamente al vero, che il denaro

sarebbe stato utilizzato per degli investimenti in allevamenti di gamberi in

Brasile e più in generale per investimenti, mentre in realtà ha utilizzato

l’importo di CHF 200'000.00 per far fronte a spese personali;

1.2. bancarotta fraudolenta e

frode nel pignoramento

per avere,

a __________, il 16 giugno 2009, in occasione di un verbale di

pignoramento svolto presso l’Ufficio esecuzione di __________, occultato valori

patrimoniali in danno dei suoi creditori, e meglio per avere dichiarato al

preposto funzionario del menzionato ufficio di guadagnare unicamente CHF

2'000.00 netti e di non avere altre entrate, mentre in realtà guadagnava

importi di denaro ben superiori a quelli dichiarati, ritenuto che sulla base

delle sue fallaci affermazioni il 4 agosto 2009 è stato emanato nei suoi

confronti un attestato di carenza beni;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

Considerandi

2.

IM 1 è prosciolto dalle

imputazioni di falsità in documenti ripetuta di cui al punto 2 dell’atto

d’accusa e di tentata truffa ai danni della ACPR 1.

3.

Di conseguenza,

IM 1 è condannato

3.1

alla pena detentiva di 15

(quindici) mesi.

3.2

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2

(due).

4.

IM 1 è inoltre condannato a

versare all’accusatore privato ACPR 1 CHF 200'000.00 a titolo di risarcimento

per atto illecito con interessi al 5% dal 23 luglio 2015 e CHF 14'415.85 a

titolo di risarcimento delle spese legali, dedotti CHF 2'000.00 già versati

dall’imputato in data 11 maggio 2017. Per la pretesa della nota d’onorario

dell’avv. __________, riconosciuta nel principio, l’accusatore privato è

rinviato al competente foro civile.

5.

La tassa di giustizia di

CHF 750.00 con motivazione scritta o di CHF 500.00 senza motivazione scritta e

le spese procedurali sono a carico del condannato.

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

Per la Corte delle assise

correzionali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 84.80

fr. 784.80

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