72.2017.70
Truffa ripetuta; bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento
25 ottobre 2017Italiano16 min
Source ti.ch
Incarto n.
72.2017.70
Lugano,
25 ottobre 2017/lc
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte
delle assise correzionali di Vallemaggia
composta da:
giudice Amos Pagnamenta, Presidente
Cristina Laghi, vicecancelliera
sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità di accusatrice
privata:
ACPR 1
patrocinata dall’avv. RAAP 1
contro
IM 1
rappresentato dall’avv. DF 1
imputato, a norma dell'atto
d'accusa 54/2017 del 6 aprile 2017, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di
1. truffa, ripetuta
per avere,
ad __________ ed in altre località,
nell’anno 2006, in data 22 luglio 2009, in data 19 maggio 2010, in
data 23 dicembre 2010, e più in generale nel periodo 2006-2010,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato
con astuzia la signora † __________, affermando cose false o dissimulando cose
vere, oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendola in tal modo ad
atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui,
e meglio per avere,
sfruttando il rapporto di fiducia instauratosi tra l’imputato e la
vittima, che vedeva nell’imputato una persona di sua fiducia, al quale aveva
pure affittato dei locali e con il quale sussisteva un rapporto di amicizia e
con il quale ha avuto per anni contatti quotidiani,
indotto quest’ultima a consegnargli a più riprese complessivamente
almeno CHF 200'000.00, facendole sottoscrivere dei documenti denominati
“conferma/attestato d’investimento”,
in particolare nell’anno 2006 l’importo di CHF 50'000.00 (importo
di denaro per il quale esiste conferma documentale datata 19 maggio 2010,
trattandosi di un “rinnovo”),
in data 22 luglio 2009 l’importo di CHF 100'000.00,
in data 23 dicembre 2010 l’importo di CHF 50'000.00,
facendo credere alla vittima, contrariamente al vero, che il
denaro sarebbe stato utilizzato per degli investimenti in allevamenti di
gamberi in Brasile e più in generale per investimenti, mentre che in realtà IM
1 ha utilizzato l’importo di CHF 200'000.00 per far fronte a spese personali,
per pagare dei debiti, per la sua sussistenza e più in generale a profitto
proprio;
2 falsità in documenti,
ripetuta
per avere,
ad __________ e in altre località,
il 22 luglio 2009, il 19 maggio 2010, il 23 dicembre 2010 e il 12
luglio 2013,
in più occasioni,
al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona
o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, formato documenti falsi
o alterato documenti veri, oppure abusato dell’altrui firma autentica o
dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppositizio,
oppure attestato o fatto attestare in un documento, contrariamente alla verità,
un fatto d’importanza giuridica, o fatto uso a scopo d’inganno di tali
documenti,
in particolare per avere,
- formato dei falsi documenti denominati “conferma/attestato
d’investimento” datati 22 luglio 2009, 19 maggio 2010 e 23 dicembre 2010, nei
quali veniva attestato, contrariamente alla verità, che IM 1 avrebbe gestito
gli importi di denaro consegnatigli dalla signora † __________ e riferiti alla
truffa di cui al punto precedente, indicando altresì che il capitale investito
sarebbe stato rimborsato, fatto uso di tali documenti, consegnandoli alla
defunta a comprova degli investimenti effettuati mentre che in realtà
l’imputato ben sapeva fin dall’inizio che avrebbe utilizzato il denaro a fini
estranei a quelli indicati alla vittima;
- formato un falso documento denominato “riconoscimento di
debito/dichiarazione” datato 12 luglio 2013, dal quale risultava,
contrariamente al vero, che IM 1 aveva rimborsato “gli altri debiti” alla
signora † __________, fatto uso di tale documento, consegnandolo all’esecutore testamentario
Avv. __________, tramite il proprio avvocato, al fine di dimostrare che egli
nulla più doveva agli eredi, circostanza invece smentita dallo stesso IM 1 a
fine inchiesta;
3. bancarotta fraudolenta e
frode nel pignoramento
per avere,
a __________,
in data 18.06.2009,
in occasione di un verbale di pignoramento svolto presso l’ufficio
di esecuzioni di __________,
in danno dei propri creditori, diminuito fittiziamente il proprio
attivo, in particolare distratto o occultato valori patrimoniali, simulato
debiti, riconosciuto debiti fittizi oppure incitato un terzo a farli valere,
in particolare,
occultato valori patrimoniali in danno dei suoi creditori, in
particolare per avere dichiarato al preposto funzionario del menzionato ufficio
di guadagnare unicamente CHF 2'000.00 netti e di non avere altre entrate mentre
che egli in realtà guadagnava importi di denaro ben superiori a quelli
dichiarati, in specie fondi non indicati al fisco come da lui stesso ammesso in
corso d’inchiesta, ed inoltre disponeva di fondi di denaro messigli a
disposizione da parte della defunta signora † __________ presso la Banca __________
di __________ sfociati poi in un riconoscimento di debito di CHF 58'451.45,
ritenuto che sulla base delle sue fallaci affermazioni è stato emanato nei suoi
confronti un attestato di carenza beni in data 04.08.2009;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reati previsti: dagli art. 146 cpv. 1 CP, art. 163 cifra 1
CP, art. 251 cifra 1 CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1
in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore di fiducia, avv. DF 1;
- l’avv. RAAP 1,
patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 1.
Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:39 alle ore 15:33.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento
Fatti
Il Presidente comunica che, per
quanto attiene al secondo trattino del punto 2 dell’atto d’accusa, la
fattispecie potrebbe configurare anche l’ipotesi di tentata truffa ai danni
della ACPR 1 e chiede quindi alla pubblica accusa se intende
estendere l’accusa in tal senso in applicazione dell’art. 333 CPP.
La PP risponde affermativamente.
Le parti si dichiarano d’accordo
e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.
Sentiti: - il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: rileva, per quanto attiene ai rapporti tra la defunta e IM 1, che
l’AP era una donna sola e malata, che si fidava di lui, come ammesso dallo
stesso imputato, il quale ha pure affermato che tra loro si era sviluppata una
grande amicizia. È in questa situazione di fiducia che si è sviluppato il
legame tra l’imputato e l’AP. L’imputato ha millantato all’AP degli
investimenti in un progetto che già a quel momento era sfumato. Come da egli
stesso affermato, il denaro non l’ha investito, ma l’ha utilizzato per far
fronte e sue spese personali, come sapeva già al momento della richiesta. È
palese, a mente dell’accusa, lo sfruttamento del rapporto di fiducia, così come
è palese l’impossibilità per la signora di fare delle verifiche ed è anche
palese che la defunta non le avrebbe mai fatte, perché vi era una grande
amicizia, e dei grandi amici ci si fida. Purtroppo la signora __________ ha mal
riposto la sua fiducia.
Per quanto riguarda il diritto, ricorda gli elementi oggettivi e
soggettivi del reato di truffa, rilevando che gli stessi sono pacificamente
adempiuti in concreto. Per quanto riguarda in particolare l’ipotesi che è stata
aggiunta di tentata truffa in danno dell’avv. __________, rileva che il
documento è stato prodotto allo scopo di far credere che tutte le pendenze
fossero tacitate, mentre sappiamo che questa non è la verità.
Per quanto riguarda i tre documenti di cui al punto 2 dell’atto
d’accusa, rileva che la signora __________ voleva dei documenti a dimostrazione
della consegna del denaro per gli investimenti. Riassume i presupposti
oggettivi e soggettivi del reato di falsità in documenti, osservando che nel
caso concreto vi è falso ideologico e che i documenti prodotti comprovano la
dazione del denaro.
Per quanto attiene al punto 3 dell’atto d’accusa i fatti sono
ammessi. L’imputato ha detto bellamente in aula che non voleva pagare i debiti e
ha quindi dichiarato meno. La PP pone l’accento sul fatto che lui non vuole
pagare i debiti, in compenso lo Stato e quindi noi tutti abbiamo anticipato gli
alimenti per i suoi figli. Prendiamo inoltre atto che ha un leasing di CHF
800.00, riceve un sussidio di cassa malati di CHF 500.00 e la quota per il golf
è di CHF 25'000.00 all’anno. Gli elementi costitutivi del reato di cui al punto
3 sono pacificamente adempiuti.
Quanto alla commisurazione della pena, l’accusa rileva che IM 1
aveva tutte le possibilità di avere una vita dignitosa con il suo guadagno
lecito. La sua situazione non può essere così tragica se viene mantenuto il
leasing per CHF 800.00. Egli avrebbe potuto avere una vita molto dignitosa
grazie al suo lavoro, soprattutto negli anni buoni dei bancari, ma ha deciso di
delinquere. Ha agito senza scrupoli, tentando di fregare l’AP anche una volta
già deceduta. Ha agito su un lungo periodo e ogni giorno guardava in faccia la
sua vittima, che abitava dove lui lavorava e andava da lui a fare Reiki per
sentirsi meglio. È vero che alla fine l’imputato ha ammesso i fatti, ma è anche
vero che lo ha fatto una volta messo alle strette. Egli non ha risarcito a
tutt’oggi nulla. Bisogna anche considerare che dai fatti è passato comunque un
certo tempo e successivamente non ha più delinquito, essendo inoltre
incensurato. Tenuto anche conto dell’importo non elevatissimo, ma comunque di
una certa importanza, l’accusa ritiene che sia adeguata alla colpa
dell’imputato una pena di 17 (diciassette) mesi sospesa condizionalmente per un
periodo di 2 (due) anni. Non ha osservazioni riguardo all’istanza di
risarcimento dell’AP, se non che evidentemente i CHF 200'000.00 devono essere
riconosciuti;
- l’avv. RAAP 1,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: quando si perde un congiunto chiaramente è un momento
molto difficile, ma quando si viene a sapere anche che questo congiunto lo si è
fregato, approfittando della sua bontà, fa ancora più male. Oggi gli eredi della
signora __________ hanno voluto in modo discreto essere tra il pubblico, non
sapevano fino all’ultimo momento se venire o meno, ma poi si sono fatti forza,
pensando di doverlo alla memoria della defunta. Ciò che fa veramente male agli
eredi e colpisce e sciocca anche chi è abituato a dibattere fattispecie simili,
è l’atteggiamento dell’imputato, per certi versi davvero irritante. IM 1 ha
iniziato il dibattimento affermando che la sua clientela a causa del
procedimento è diminuita drasticamente. Non risulta che quanto da lui
guadagnato in questi anni sia mai stato dichiarato al fisco. L’imputato ha
dichiarato in quest’aula con faccia tosta che lui va avanti con CHF 1'500.00 al
mese, ma ha delle spese che ammontano a CHF 40/50'000.00 all’anno, e quindi già
questo ci fa capire che non ce la dice giusta; se veramente le sue entrare
fossero solo queste, sarebbe in predita continua. Ha avuto per tutta
l’inchiesta un atteggiamento spocchioso, tranne nell’ultimo verbale, dove preso
alle strette dalla PP, dopo essersi consultato col suo difensore, ha ammesso i
fatti, fortunatamente in modo liquido, ma era oggettivamente un po’ tardi. Non
solo non sono arrivate le scuse, ma addirittura ha considera l’onorario della
collega __________ fuori di testa. Immaginiamoci la scena della povera signora
segnata dalla malattia che firma il documento su richiesta dell’imputato, senza
neppure leggerne il contenuto, per permettere all’imputato di poter presentare
a chi ne faceva richiesta il documento che attestava gli asseriti pagamenti mai
effettuati. Non contento di questo, IM 1 ha contestato pure la fattura della
collega __________. La difesa rileva di avere inoltrato uno scritto, l’8
febbraio 2017, con cui chiedeva un versamento di CHF 35'000.00 per l’onorario
suo e della collega avv. __________, osando pensare che nella posizione
dell’imputato non fosse necessario comprovare ogni posta della collega, che non
ha gonfiato nulla. I CHF 200'000.00 sono serviti a mantenere un tenore di vita
chiaramente sopra le righe rispetto a quello che lui guadagnava. L’imputato non
sa nemmeno dire per cosa esattamente li ha utilizzati. Questo fa ancora più
male dal punto di vista dell’AP. Chiede quindi il risarcimento dei CHF
200'000.00 del maltolto, della sua nota d’onorario (con tariffa oraria leggermente
più bassa di quella usuale), della nota d’onorario della collega __________,
per cui ripete che si tratta di un lavoro certosino resosi necessario a seguito
delle reticenze dell’accusato e della perizia resasi necessaria per valutare se
il diritto di prelazione era stato fatto con un prezzo troppo favorevole
all’imputato. Rileva di avere allegato all’istanza di risarcimento alcune
e-mail della Polizia alla collega __________, dove le si chiedeva un’infinità
di informazioni, che attestano che l’operato della collega era necessario.
Chiede la conferma integrale dell’atto d’accusa e la conferma delle richieste
dell’AP. Se poi un giorno o l’altro arriveranno anche le scuse dell’imputato
agli eredi dell’AP tanto meglio;
- l’avv. DF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: è chiaro, e qui dà atto a quanto detto dall’accusa e dal
rappresentante dell’AP, che chi commette una truffa ai danni di una persona
anziana e malata è reprensibile. È altrettanto vero che il comportamento tenuto
da IM 1 è stato a dir poco reticente durante l’inchiesta. Va però rilevato che
probabilmente c’è anche chi ha bisogno di più tempo per elaborare una presa di
responsabilità. Alla fine, nell’ultimo verbale, l’imputato ha ammesso tutti i
fatti in maniera liquida, cosa che ha fatto anche in aula, escluso qualche
tentennamento dovuto alla tensione della giornata. Non solo ha ammesso i fatti
per la procedura penale, ma non si è opposto al trasferimento dei dati emersi
da questa procedura all’autorità fiscale. Ci sarà quindi una coda anche
fiscale. Ha riconosciuto il debito nei confronti dell’AP, ha riconosciuto la
nota d’onorario dell’avv. RAAP 1 e quantomeno in quanto al principio ha
riconosciuto anche quella dell’esecutrice testamentaria. Su questo punto la
difesa rileva che è vero che la prima richiesta di risarcimento delle spese
legali era costituita da un totale di CHF 35'000.00, ma è anche vero che ha
chiesto ad entrambi di trasmettere la nota d’onorario, non fosse altro che per
scrupolo di patrocinio, ma la nota dell’avv. __________ è stata prodotta per la
prima volta al dibattimento, mentre in precedenza si è rifiutata di
trasmetterla. Non è quindi stato possibile sottoporre a nessuna verifica questa
pretesa. Sulla quantificazione oggi su due piedi ha qualche difficoltà ad
entrare nel merito.
Quanto al diritto, per la truffa rileva che la stessa è stata
ammessa. Discorso analogo vale per quanto concerne la bancarotta fraudolenta e
la frode nel pignoramento. Per quanto concerne la falsità in documenti e la
tentata truffa nei confronti della __________, rileva che i fatti sono ammessi.
Cade però in diritto il reato di falsità in documenti come reato a sé stante,
siccome i primi tre documenti erano chiaramente funzionali alla truffa, non sono
stati usati per altri scopi, ma erano semplicemente tesi a dare qualcosa di
scritto alla signora __________. Per quanto concerne il “riconoscimento di
debito/dichiarazione”, lo stesso era teso a coprire la truffa già avvenuta,
motivo per cui non si può vedere un tentativo di truffa nei confronti degli __________,
soprattutto perché l’intento non era quello di ottenere altri averi, ma
essenzialmente quello di coprire la truffa già avvenuta.
Quanto alla commisurazione della pena, rileva che IM 1 ha riconosciuto
alla fine le proprie colpe sia in ambito penale che in ambito fiscale e ha già
subito delle conseguenze da questa procedura. Chiede quindi una riduzione della
pena, da lato per l’assoluzione dai reati di falsità in documenti e tentata
truffa ai danni della ACPR 1, e dall’altro in ragione dei citati fatti. Per la
sospensione condizionale si associa alla richiesta dell’AP. Per quanto concerne
le pretese di parte civile, riconosce il maltolto e la nota dell’avv. RAAP 1,
mentre per quanto concerne la quantificazione della nota dell’avv. __________
chiede il rinvio al foro civile per una verifica.
Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art. 12, 40, 42, 44,
47, 49, 146, 163, 251 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
1. è autore colpevole di:
1.1. truffa ripetuta
per avere,
ad __________ e in altre località, nel periodo compreso tra il
2006 e il 2010, sfruttando il rapporto di fiducia instauratosi con † __________,
indotto quest’ultima a consegnargli a più riprese complessivi CHF 200'000.00,
facendole sottoscrivere dei documenti denominati “conferma/attestato
d’investimento” e facendole credere, contrariamente al vero, che il denaro
sarebbe stato utilizzato per degli investimenti in allevamenti di gamberi in
Brasile e più in generale per investimenti, mentre in realtà ha utilizzato
l’importo di CHF 200'000.00 per far fronte a spese personali;
1.2. bancarotta fraudolenta e
frode nel pignoramento
per avere,
a __________, il 16 giugno 2009, in occasione di un verbale di
pignoramento svolto presso l’Ufficio esecuzione di __________, occultato valori
patrimoniali in danno dei suoi creditori, e meglio per avere dichiarato al
preposto funzionario del menzionato ufficio di guadagnare unicamente CHF
2'000.00 netti e di non avere altre entrate, mentre in realtà guadagnava
importi di denaro ben superiori a quelli dichiarati, ritenuto che sulla base
delle sue fallaci affermazioni il 4 agosto 2009 è stato emanato nei suoi
confronti un attestato di carenza beni;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
Considerandi
2.
IM 1 è prosciolto dalle
imputazioni di falsità in documenti ripetuta di cui al punto 2 dell’atto
d’accusa e di tentata truffa ai danni della ACPR 1.
3.
Di conseguenza,
IM 1 è condannato
3.1
alla pena detentiva di 15
(quindici) mesi.
3.2
L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2
(due).
4.
IM 1 è inoltre condannato a
versare all’accusatore privato ACPR 1 CHF 200'000.00 a titolo di risarcimento
per atto illecito con interessi al 5% dal 23 luglio 2015 e CHF 14'415.85 a
titolo di risarcimento delle spese legali, dedotti CHF 2'000.00 già versati
dall’imputato in data 11 maggio 2017. Per la pretesa della nota d’onorario
dell’avv. __________, riconosciuta nel principio, l’accusatore privato è
rinviato al competente foro civile.
5.
La tassa di giustizia di
CHF 750.00 con motivazione scritta o di CHF 500.00 senza motivazione scritta e
le spese procedurali sono a carico del condannato.
Intimazione a: -
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
Per la Corte delle assise
correzionali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 84.80
fr. 784.80
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