Lexipedia

Decisione

72.2017.95

Autore colpevole di: abuso di un impianto per l'elaborazione dati (aggravato e ripetuto), appropriazione indebita (ripetuta), falsità in documenti (ripetuta), furto, truffa consumata e in parte tentat

28 settembre 2017Italiano104 min

Source ti.ch

Fatti

i seguenti pagamenti indicando causali fittizie con il suo numero di conto,

sapendo che non avrebbe verificato, indotto __________ all’addebito mediante

bonifico della relazione bancaria __________ accesa da ACPR 1 presso __________

a suo favore:

18.03.2010

CHF

7'684.00

__________

30.03.2010

CHF

6'929.20

__________

12.04.2010

CHF

50'000.00

__________

17.01.2011

CHF

10'000.00

__________

4.1.1b impostando

i seguenti pagamenti indicando causali fittizie con il suo numero di conto,

sapendo che non avrebbe verificato, indotto __________ all’addebito mediante

bonifico della relazione bancaria __________ accesa da ACPR 1 presso __________

a suo favore:

25.05.2010

CHF

17'628.65

__________

27.05.2010

CHF

17'628.65

__________

non riuscendo nel suo intento in quanto la banca ha

ristornato gli ordini con la causale “dati errati”;

4.1.2 impostando

i seguenti pagamenti indicando causali fittizie con il suo numero di conto,

sapendo che non avrebbe verificato, indotto __________ a procedere in data 06 maggio 2010 al bonifico di

CHF 20'000 (con causale: “giroconto”) dalla relazione

bancaria __________ accesa da ACPR 1 presso ACPR 4 a suo favore;

4.2 inoltrando

via fax il 04 aprile 2012 e 01 giugno 2012 due fittizi ordini di pagamento

salario a suo favore arrecanti la firma del Presidente del CdA __________ da

lui falsificata, indotto i funzionari bancari a procedere all’addebito mediante

bonifico della relazione bancaria __________ accesa da ACPR 1 presso __________

per complessivi CHF 13'689.75:

04.04.2012

CHF

6'738.25

04.06.2012

CHF

6'951.50

4.3 nel

periodo compreso da luglio 2010 a gennaio 2014, formando delle fittizie procure

giornaliere con autorizzazione al prelievo di denaro contante dalle relazioni

bancarie riconducibili alla società ACPR 1, falsificando la firma del

Presidente del CdA __________,

indi presentandosi agli sportelli degli istituti

bancari __________, __________ e __________ con dette fittizie procure, indotto

i funzionari di predetti istituti a atti pregiudizievoli al patrimonio altrui

per complessivi CHF 443'120.74,

mascherando infine contabilmente i vari illeciti

commessi mediante la registrazione in contabilità di operazioni inventate, in

genere facendo figurare il pagamento di una fattura inesistente a favore di

abituali fornitori,

e nel dettaglio:

4.3.1 nel periodo compreso dal 13 luglio 2010 al 12 dicembre 2012,

a __________, a __________ e a __________,

presentando le fittizie procure giornaliere

sopradescritte, indotto i funzionari di __________ ad autorizzare i seguenti

prelievi a contanti a suo favore dalla relazione bancaria __________ accesa da ACPR

1, per un ammontare complessivo di

CHF 147'800.00:

13.07.2010

CHF

12'000.00

prelievo

__________

05.04.2011

CHF

2'500.00

prelievo

__________

28.04.2011

CHF

5'000.00

prelievo

__________

17.05.2011

CHF

5'000.00

prelievo

__________

24.05.2011

CHF

10'000.00

prelievo

__________

17.06.2011

CHF

10'000.00

prelievo

__________

01.07.2011

CHF

10'000.00

prelievo

__________

22.07.2011

CHF

15'000.00

prelievo

__________

23.08.2011

CHF

3'000.00

prelievo

__________

29.08.2011

CHF

5'000.00

prelievo

__________

07.09.2011

CHF

5'000.00

prelievo

__________

16.09.2011

CHF

10'000.00

prelievo

__________

19.10.2011

CHF

35'000.00

prelievo

__________

04.11.2011

CHF

1'000.00

prelievo

__________

30.05.2012

CHF

500.00

prelievo

__________

21.08.2012

CHF

7'600.00

prelievo

__________

30.10.2012

CHF

3'000.00

prelievo

__________

16.11.2012

CHF

200.00

prelievo

__________

29.11.2012

CHF

1'500.00

prelievo

__________

12.12.2012

CHF

6'500.00

prelievo

__________

4.3.2 nel

periodo compreso dal 10 novembre 2010 al 22 ottobre 2013,

a __________, a __________, a __________ e a __________,

presentando le fittizie procure giornaliere

sopradescritte, indotto i funzionari di ACPR 4 ad autorizzare i seguenti

prelievi a contanti a suo favore dalla relazione bancaria __________ accesa da ACPR

1, per un ammontare complessivo di

CHF 225’971.64:

10.11.2010

CHF

30'000.00

prelievo

__________

03.01.2011

CHF

20'000.00

prelievo

__________

01.02.2011

CHF

11'000.00

prelievo

__________

24.08.2011

CHF

15'000.00

prelievo

__________

03.08.2012

EUR

1'321.64

prelievo

__________

30.10.2012

CHF

18'000.00

prelievo

__________

16.11.2012

CHF

100.00

prelievo

__________

21.12.2012

CHF

400.00

prelievo

__________

28.12.2012

CHF

3'500.00

prelievo

__________

16.01.2013

CHF

400.00

prelievo

__________

30.01.2013

CHF

500.00

prelievo

__________

04.02.2013

CHF

850.00

prelievo

__________

05.02.2013

CHF

4'650.00

prelievo

_________

08.02.2013

CHF

4'500.00

prelievo

__________

21.02.2013

CHF

4'400.00

prelievo

__________

26.03.2013

CHF

10'500.00

prelievo

__________

30.04.2013

CHF

9'000.00

prelievo

__________

14.05.2013

CHF

8'000.00

prelievo

__________

17.05.2013

CHF

5'000.00

prelievo

__________

29.05.2013

CHF

6'000.00

prelievo

__________

05.06.2013

CHF

400.00

prelievo

__________

06.06.2013

CHF

11'000.00

prelievo

__________

19.06.2013

CHF

9'000.00

prelievo

__________

25.06.2013

CHF

3'500.00

prelievo

__________

05.07.2013

CHF

450.00

prelievo

__________

29.08.2013

CHF

18'000.00

prelievo

__________

30.08.2013

CHF

2'500.00

prelievo

__________

22.10.2013

CHF

28'000.00

prelievo

__________

4.3.3 nel

periodo compreso dal 08 ottobre 2010 al 13 gennaio 2014,

a __________, a __________ e a __________,

presentando le fittizie procure giornaliere

sopradescritte, indotto i funzionari di __________ ad autorizzare i seguenti

prelievi a contanti a suo favore dalla relazione bancaria accesa __________

accesa da ACPR 1, per un ammontare complessivo di CHF 69'349.10:

08.10.2010

CHF

20'000.00

prelievo

__________

05.11.2010

CHF

40'000.00

prelievo

__________

04.02.2011

CHF

2'605.60

prelievo

__________

19.04.2011

CHF

2'500.00

prelievo

__________

21.09.2012

CHF

3'043.50

prelievo

__________

13.01.2014

CHF

1'200.00

prelievo

__________

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: art. 146 cpv. 2 CP;

5. abuso di

un impianto per l'elaborazione di dati (aggravato)

per avere,

per procacciarsi un indebito profitto,

facendo uso di mestiere di tali operazioni,

servendosi in modo abusivo di dati, influito su un

processo automatico di trasmissione dati al fine di provocare, per mezzo dei

risultati erronei così ottenuti, un trasferimento in contanti a danno di altri,

ottenuto indebitamente a suo favore CHF

330'400.84,

e in particolare:

5.1 nel periodo compreso dal 05 ottobre 2011 al 06 dicembre 2012,

a __________, a __________ e altre imprecisate

località,

sottraendo la chiavetta (“Token”) e i relativi

codici d’accesso e-banking già in possesso di __________ non disattivati al

momento della sua partenza dalla società,

servendosi quindi della medesima per impostare dei

pagamenti a debito della relazione bancaria __________ accesa da ACPR 1 presso __________,

inserendo fittizie causali con l’indicazione delle proprie coordinate

bancarie/postali, ottenuto mediante bonifico i seguenti importi a suo favore

per complessivi CHF 146’300.00:

05.10.2011

CHF

20'000.00

Bonifico

18.10.2011

CHF

80'000.00

Bonifico

16.11.2011

CHF

19'000.00

Bonifico

10.05.2012

CHF

9'500.00

Bonifico

21.05.2012

CHF

12'500.00

Bonifico

09.11.2012

CHF

1'500.00

Bonifico

06.12.2012

CHF

3'800.00

Bonifico

5.2 nel periodo compreso dal 18 giugno 2012 al 07 maggio 2014,

a __________, a __________ e altre imprecisate

località,

sottraendo la chiavetta (“Token”) e i relativi

codici d’accesso e-banking a __________ (impiegato della __________ di __________,

persona autorizzata ai pagamenti),

servendosi quindi della medesima per impostare dei

pagamenti a debito della relazione bancaria __________ accesa da ACPR 1 presso __________,

inserendo fittizie causali con l’indicazione delle proprie coordinate

bancarie/postali, ottenuto mediante bonifico i seguenti importi a suo favore

per complessivi CHF 108'136.25:

18.06.2012

CHF

21'250.00

Bonifico

13.07.2012

CHF

7'325.00

Bonifico

27.09.2012

CHF

10'606.70

Bonifico

05.10.2012

CHF

30'000.00

Bonifico

04.04.2014

CHF

1'000.00

Bonifico

08.04.2014

CHF

9'204.55

Bonifico

22.04.2014

CHF

14'375.00

Bonifico

07.05.2014

CHF

14'375.00

Bonifico

5.3 nel

periodo compreso dal 17 luglio 2013 al 06 agosto 2014,

a __________, a __________, a __________, a __________,

a __________, a __________, a __________, a __________ (Italia), a __________,

a __________, e altre imprecisate località,

compilando in data 05 giugno 2013 dapprima una

richiesta di carta di debito sulla relazione bancaria __________ accesa da ACPR

1 presso ACPR 4 falsificando la firma del Presidente del CdA __________,

e, una volta ottenuto il rilascio della carta

maestro ACPR 4 nr. __________, impiegato indebitamente predetta carta a suo

favore, segnatamente prelevando, disponendo bonifici direttamente dal bancomat

o ancora acquistando beni di consumo per complessivi

CHF 75'964.59:

17.07.2013

CHF

300.00

prelievo

__________

23.07.2013

CHF

100.00

prelievo

__________

26.07.2013

CHF

550.00

prelievo

__________

29.07.2013

CHF

224.70

pagamento maestro

__________

30.07.2013

CHF

400.00

prelievo

__________

30.07.2013

CHF

600.00

prelievo

__________

31.07.2013

CHF

1'000.00

prelievo

__________

05.08.2013

CHF

1'000.00

prelievo

__________

06.08.2013

CHF

1'000.00

prelievo

__________

07.08.2013

CHF

1'320.00

pagamento maestro

__________

08.08.2013

CHF

62.85

pagamento maestro

__________

08.08.2013

CHF

249.20

pagamento maestro

__________

08.08.2013

CHF

50.00

prelievo

__________

09.08.2013

CHF

83.00

pagamento maestro

__________

09.08.2013

CHF

94.00

pagamento maestro

__________

09.08.2013

CHF

108.00

pagamento maestro

__________

09.08.2013

CHF

117.50

pagamento maestro

__________

12.08.2013

CHF

294.85

pagamento maestro

__________

12.08.2013

CHF

73.00

pagamento maestro

__________

12.08.2013

CHF

139.80

pagamento maestro

__________

12.08.2013

CHF

769.00

pagamento maestro

__________

12.08.2013

CHF

1'000.00

prelievo

__________

19.08.2013

CHF

200.00

prelievo

__________

19.08.2013

CHF

265.60

pagamento maestro

__________

19.08.2013

CHF

300.00

prelievo

__________

20.08.2013

CHF

350.00

prelievo

__________

20.08.2013

CHF

800.00

prelievo

__________

21.08.2013

CHF

77.80

pagamento maestro

__________

21.08.2013

CHF

317.70

pagamento maestro

__________

22.08.2013

CHF

1'390.00

pagamento maestro

__________

22.08.2013

CHF

1'800.00

pagamento maestro

__________

22.08.2013

CHF

400.00

prelievo

__________

23.08.2013

CHF

58.45

pagamento maestro

__________

23.08.2013

CHF

1'117.00

pagamento maestro

__________

26.08.2013

CHF

86.00

pagamento maestro

__________

26.08.2013

CHF

190.00

pagamento maestro

__________

27.08.2013

CHF

262.00

pagamento maestro

__________

28.08.2013

CHF

230.00

pagamento maestro

__________

29.08.2013

CHF

590.00

prelievo

__________

09.09.2013

CHF

27.87

pagamento maestro

__________

11.09.2013

CHF

158.40

pagamento maestro

__________

11.09.2013

CHF

49.15

pagamento maestro

__________

11.09.2013

CHF

115.00

pagamento maestro

__________

12.09.2013

CHF

62.00

pagamento maestro

__________

12.09.2013

CHF

200.00

prelievo

__________

13.09.2013

CHF

900.00

prelievo

__________

18.09.2013

CHF

10.30

pagamento maestro

__________

19.09.2013

CHF

50.00

prelievo

__________

20.09.2013

CHF

500.00

prelievo

__________

23.09.2013

CHF

208.50

pagamento maestro

__________

24.09.2013

CHF

50.00

pagamento maestro

__________

25.09.2013

CHF

100.00

prelievo

__________

02.10.2013

CHF

135.74

pagamento maestro

__________

02.10.2013

CHF

100.00

prelievo

__________

02.10.2013

CHF

180.00

pagamento maestro

__________

03.10.2013

CHF

66.60

pagamento maestro

__________

15.10.2013

CHF

60.00

prelievo

__________

16.10.2013

CHF

99.90

pagamento maestro

__________

21.10.2013

CHF

450.00

prelievo

__________

22.10.2013

CHF

150.00

prelievo

__________

22.10.2013

CHF

28'000.00

prelievo

__________

23.10.2013

CHF

14.03

pagamento maestro

__________

04.11.2013

CHF

43.00

pagamento maestro

__________

04.11.2013

CHF

98.00

pagamento maestro

__________

04.11.2013

CHF

16.00

pagamento maestro

__________

04.11.2013

CHF

100.00

prelievo

__________

05.11.2013

CHF

254.76

prelievo

__________

18.11.2013

CHF

45.00

pagamento maestro

__________

18.11.2013

CHF

50.00

prelievo

__________

24.12.2013

CHF

1'000.00

prelievo

__________

24.12.2013

CHF

4'000.00

prelievo

__________

26.12.2013

CHF

174.25

pagamento maestro

__________

26.12.2013

CHF

226.00

pagamento maestro

__________

30.12.2013

CHF

594.65

pagamento maestro

__________

30.12.2013

CHF

68.00

pagamento maestro

__________

30.12.2013

CHF

1'900.00

prelievo

__________

03.01.2014

CHF

2'000.00

prelievo

__________

10.01.2014

CHF

40.80

pagamento maestro

__________

13.01.2014

CHF

29.90

pagamento maestro

__________

13.01.2014

CHF

43.45

pagamento maestro

__________

13.01.2014

CHF

345.00

pagamento maestro

__________

13.01.2014

CHF

4'400.00

prelievo

__________

14.01.2014

CHF

74.60

pagamento maestro

__________

14.01.2014

CHF

163.45

pagamento maestro

__________

14.01.2014

CHF

249.89

pagamento maestro

__________

15.01.2014

CHF

35.00

pagamento maestro

__________

20.01.2014

CHF

90.00

prelievo

__________

21.01.2014

CHF

50.00

prelievo

__________

21.01.2014

CHF

129.93

prelievo

__________

21.01.2014

CHF

576.15

pagamento maestro

__________

22.01.2014

CHF

79.70

pagamento maestro

__________

23.01.2014

CHF

50.00

pagamento maestro

__________

23.01.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

23.01.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

23.01.2014

CHF

300.00

prelievo

__________

27.01.2014

CHF

110.00

pagamento maestro

__________

27.01.2014

CHF

1'910.00

pagamento maestro

__________

27.01.2014

CHF

159.90

pagamento maestro

__________

27.01.2014

CHF

200.00

prelievo

__________

27.01.2014

CHF

335.35

pagamento maestro

__________

27.01.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

27.01.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

28.01.2014

CHF

90.00

pagamento maestro

__________

28.01.2014

CHF

33.30

pagamento maestro

__________

28.01.2014

CHF

70.00

pagamento maestro

__________

29.01.2014

CHF

76.60

pagamento maestro

__________

30.01.2014

CHF

50.00

pagamento maestro

__________

31.01.2014

CHF

27.80

pagamento maestro

__________

31.01.2014

CHF

96.50

pagamento maestro

__________

31.01.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

03.02.2014

CHF

26.40

pagamento maestro

__________

03.02.2014

CHF

83.00

pagamento maestro

__________

03.02.2014

CHF

400.00

prelievo

__________

03.02.2014

CHF

80.00

prelievo

__________

06.02.2014

CHF

4'500.00

prelievo

__________

10.02.2014

CHF

85.15

pagamento maestro

__________

10.02.2014

CHF

98.80

pagamento maestro

__________

11.02.2014

CHF

100.15

pagamento maestro

__________

12.02.2014

CHF

28.00

pagamento maestro

__________

13.02.2014

CHF

57.50

pagamento maestro

__________

13.02.2014

CHF

79.55

prelievo

__________

13.02.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

14.02.2014

CHF

66.12

pagamento maestro

__________

17.02.2014

CHF

500.00

prelievo

__________

19.02.2014

CHF

100.00

prelievo

__________

26.02.2014

CHF

750.00

prelievo

__________

08.04.2014

CHF

1'900.00

prelievo

__________

04.06.2014

CHF

1'000.00

prelievo

__________

10.06.2014

CHF

4'500.00

bonifico multimat

13.06.2014

CHF

2'500.00

bonifico multimat

18.06.2014

CHF

750.00

bonifico multimat

10.07.2014

CHF

2'580.00

bonifico

21.07.2014

CHF

14'375.00

bonifico multimat

06.08.2014

CHF

1'340.00

bonifico multimat

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dall’art. 147 cpv. 2 CP;

6. furto

per avere, nel periodo compreso dal 18 aprile 2011

al 05 ottobre 2011 a __________, allo scopo di procacciarsi un indebito

profitto e al fine di appropriarsene, sottratto la chiavetta (“Token”) e i

relativi codici d’accesso e-banking ai danni della società ACPR 1;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dall’art. 139 cpv. 1 CP;

7. appropriazione

indebita

per avere,

per procacciarsi un indebito profitto,

in data 08 febbraio 2012 a __________, prelevando

CHF 35'000.00 dal conto __________ della ACPR 1 da consegnare alla __________,

impiegato indebitamente CHF 14'000.00 a proprio vantaggio;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto:

dall’art. 138 cifra 1 cpv. 2 CP;

8. falsità in

documenti

per avere,

nel periodo 18 marzo 2010 sino al 05 ottobre 2012,

a __________ e in altre imprecisate località, al

fine di procacciarsi un indebito profitto, ripetutamente formato documenti

falsi e attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza

giuridica,

nonché fatto uso, a scopo d’inganno, di tali

documenti,

e nel dettaglio:

8.1 e al

fine di coprire le malversazioni di cui al punto 4.1.1a registrato in

contabilità, falsificandola, le seguenti fatture inesistenti:

Ø in data 18 marzo

2010 inserendo il pagamento a __________;

Ø in data 30 marzo

2010 inserendo il pagamento a __________;

Ø in data 09

aprile 2010 inserendo il pagamento a __________;

Ø in data 17

febbraio 2011 inserendo il pagamento a __________;

8.2 al fine

di coprire le malversazioni di cui al punto 4.3.1, registrato in contabilità,

falsificandola, le seguenti fatture inesistenti:

Ø in data 13

luglio 2010 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 05

aprile 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________ fatture __________;

Ø in data 28

aprile 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________ fatture __________;

Ø in data 17

maggio 2011inserendo il pagamento una fattura __________ fatture __________;

Ø in data 24

maggio 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________, acconto fattura;

Ø in data 01

luglio 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 22

luglio 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________ revisione anno

2010;

Ø in data 23

agosto 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 29

agosto 2011 inserendo il pagamento di una fattura di __________;

Ø in data 07

settembre 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 16

settembre 2011inserendo il pagamento di una una fattura __________;

Ø in data 19

ottobre 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 04

novembre 2011 inserendo “prelevamento per cassa”;

8.3 al fine

di coprire gli indebiti di cui al punto 4.3.2 registrato in contabilità,

falsificandola, i seguenti pagamenti di fatture inesistenti:

Ø in data 13

novembre 2010 inserendo il pagamento di una fattura di __________;

Ø in data 03

gennaio 2011 inserendo il pagamento di una fattura di __________;

Ø in data 01

febbraio 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 24

agosto 2011 inserendo il pagamento di una fattura della __________;

Ø in data 03

agosto 2012 inserendo il pagamento di una fattura “pagamento __________”;

8.4 al fine di coprire le malversazioni di cui al punto 4.3.3, registrato

in contabilità, falsificandola, i seguenti pagamenti di fatture / operazioni

inesistenti:

Ø in data 08

ottobre 2010 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø In data 05

novembre 2010 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 04

febbraio 2011 inserendo il pagamento di una fattura __________;

Ø in data 19

aprile 2011 inserendo prelevamento in contanti;

8.5 al fine coprire le

malversazioni di cui al punto 5.1, registrato in contabilità falsificandola i

seguenti pagamenti di fatture fittizie:

Ø in data 30

settembre 2011 inserendo il pagamento di fattura __________;

Ø in data 17

ottobre 2011 inserendo il pagamento IVA su fattura __________;

Ø in data 16

novembre 2011 inserendo il pagamento di __________ fatture __________;

8.6 al fine

di coprire gli indebiti di cui al punto 5.2, registrato in contabilità,

falsificandola i seguenti pagamenti di fatture fittizie:

Ø in data 27

settembre 2012 inserendo il pagamento di una fattura __________ fatture __________;

Ø in data 5

ottobre 2012 inserendo il pagamento di una fattura __________ fatture __________;

8.7 nelle circostanze di tempo e di luogo di cui ai punti 4.2 e 4.3.1,

4.3.2, 4.3.3 e 5.3, al fine di compiere le malversazioni summenzionate, formato

in 57 occasioni dei documenti falsi, imitando la firma di __________;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dall’art. 251 cifra 1 CP;

C) a danno

della ACPR 2

9. truffa

(aggravata)

siccome commessa per mestiere, data la disponibilità

dell’imputato ad agire ripetutamente per assicurarsi un’entrata regolare

supplementare,

per avere,

in data 07 agosto 2014, a __________,

per procacciarsi un indebito profitto, ingannato con

astuzia una persona affermando cose false o dissimilando cose vere, oppure

confermandone subdolamente l’errore, inducendola in tal modo ad atti

pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui,

e meglio, inviando alla ACPR 2 una domanda di

indennità di disoccupazione, facendo figurare, contrariamente al vero, di

essere stato alle dipendenze della ACPR 1 dal 12 ottobre 2009 sino al 31 marzo

2014, allegando a tale richiesta una fittizia lettera di disdetta del contratto

di lavoro datata 20 gennaio 2014, falsificando la firma di __________, nonché

15 buste paga per il periodo 01 gennaio 2013 / marzo 2014 riportanti uno

stipendio (lordo) di CHF 7'400.00, buste paga da lui stesso allestite al

computer,

inducendo in tal modo i

funzionari della ACPR 2 a riconoscergli un ammontare di indennità per

complessivi CHF 63’054.40;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dall’art. 146 cpv. 2 CP;

10. falsità

in documenti

per avere,

per procacciarsi un indebito profitto,

nelle circostanze di tempo e di luogo indicate al

punto 9., formato un documento falso, e meglio per aver falsificato la firma di

__________ nella lettera di disdetta del contratto di lavoro datata 20 gennaio

2014;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto:

dall’art. 251 cpv. 1 CP;

D) a danno di ACPR

3

11. truffa

consumata e tentata (aggravata)

siccome commessa per mestiere, data la disponibilità

dell’imputato ad agire ripetutamente per assicurarsi un’entrata regolare

supplementare,

per avere,

per procacciarsi un indebito profitto, ingannato con

astuzia una persona affermando cose false o dissimilando cose vere, oppure

confermandone subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti

pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui,

e meglio,

11.1a per avere,

nel periodo compreso da maggio 2015 a gennaio 2016,

a __________,

approfittando della sua veste di contabile della

società ACPR 3, addetto allo svolgimento di attività amministrative legate alla

società, fra cui la registrazione della contabilità generale, della contabilità

debitori/creditori, degli stipendi, dell’esecuzione di pagamenti tramite banca,

sapendo che __________ (membro del Cda) prima e __________

(Presidente) poi, non avrebbero verificato la bontà delle fatture né delle

coordinate di pagamento, sfruttando, in generale, il rapporto di fiducia

instauratosi, a dare il consenso ai pagamenti

impostando ordini di pagamento nell’elenco dei

pagamenti, delle fatture effettive (ma già pagate) e/o fittizie con

l’indicazione delle proprie coordinate bancarie,

indotto i responsabili del ACPR 3 all’addebito

mediante bonifico della relazione bancaria conto nr. __________ (CHF) della

società accesa presso __________ dei seguenti importi con le seguenti causali:

14.07.2015

CHF

4'335.40

Fattura __________

(inesistente)

14.07.2015

CHF

2'449.80

Fattura __________

(inesistente)

14.07.2015

CHF

1'500.00

Fattura __________

10.08.2015

CHF

4'340.40

Fattura __________

08.09.2015

CHF

2'878.00

Fattura __________

06.10.2015

CHF

3'302.50

Fattura __________

05.11.2015

CHF

5'898.80

Fattura __________

(inesistente)

05.11.2015

CHF

729.00

Fattura __________

24.12.2015

CHF

5'306.00

Fattura __________

24.12.2015

CHF

4'602.60

Fattura __________

(inesistente)

24.12.2015

CHF

1'780.15

Fattura __________

24.12.2015

CHF

1'171.15

Fattura __________

24.12.2015

CHF

387.00

Fattura __________

25.01.2016

CHF

2‘511.00

Fattura __________

(inesistente)

25.01.2016

CHF

1‘404.00

Fattura __________

(inesistente)

25.01.2016

CHF

866.85

Fattura __________

29.01.2016

CHF

3‘213.00

Fattura __________

29.01.2016

CHF

3'496.90

Fattura __________

29.01.2016

CHF

8'399.97

Fattura __________

(inesistente)

29.01.2016

CHF

5'306.00

Fattura __________

TOTALE

CHF

63’878.52

11.1b per

avere, il 26 gennaio 2016 tentato

di indurre i responsabili di ACPR 3 all’addebito

mediante bonifico della relazione bancaria conto nr. __________ (CHF) accesa

presso __________ dei seguenti importi, con le relative fittizie causali:

26.01.2016

CHF

3‘213.00

__________

26.01.2016

CHF

3'496.90

__________

26.01.2016

CHF

8'399.97

__________

26.01.2016

CHF

5'306.00

__________

TOTALE

CHF

20’415.87

non riuscendo nel suo intento in quanto la banca ha

rifiutato l’ordine con la causale “beneficiario sconosciuto”;

11.2 nel

periodo compreso da agosto 2015 a novembre 2015, a __________,

allestendo gli ordini per il pagamento degli

stipendi, omettendo di sottrarre in quelli a lui riferiti gli acconti ricevuti

precedentemente, rispettivamente richiedendo al responsabile della cassa il

pagamento dello stipendio a contanti, omettendo di informarlo che in realtà lo

stesso gli era già stato regolarmente versato mediante bonifico, sapendo che

gli stessi vista la fiducia e il suo stesso ruolo non avrebbero verificato,

mascherando poi in contabilità in un’occasione

l’illecito commesso, mediante la registrazione di una fattura a favore di

terzi,

indotto i responsabili del ACPR 3 ad atti

pregiudizievoli al patrimonio della società ACPR 3 addebitando indebitamente il

conto della società accesso presso __________ e/o la cassa della società dei

seguenti importi:

Ø nel mese di

agosto 2015, di un anticipo sullo stipendio per CHF 2'000.00, importo non

dedotto dal pagamento del salario del mese di agosto 2015;

Ø nel mese di

ottobre 2015, ottenuto il pagamento a contanti dello stipendio per CHF

4'278.45, allestendo egli personalmente anche l’ordine di pagamento via

bonifico di medesimo importo con la causale stipendio;

Ø nel mese di

dicembre 2015, di pagamento a contanti dello stipendio per CHF 4'278.45,

allestendo egli personalmente anche l’ordine di pagamento via bonifico di

medesimo importo con la causale stipendio, giustificando l’importo in cassa con

una fattura del __________;

11.3 nel corso

del mese di novembre 2015, richiedendo a __________ l’importo di CHF 10’000.00

asserendo, contrariamente al vero, che si trattasse di importo a copertura per

pagamenti a favore di “fornitori”, producendo in contabilità poi quale

giustificativo cartaceo due riproduzioni di fatture originali, cambiando date e

riferimenti aggiungendovi il timbro già pagate, nonché una fattura già pagata

in realtà a novembre 2015, e una comanda come se fosse una fattura, indotto __________

a prelevare e consegnargli la somma di CHF 10'000.00 in contanti, di cui CHF

9'385.90 sono stati da lui impiegati a scopo personale;

11.4 in data 7

dicembre 2015, richiedendo a __________ di prelevare dalla cassa della società

CHF 6'480.00, asserendo, contrariamente al vero, che si trattava d’importi a

copertura di pagamenti a favore e della società __________, registrando in

contabilità quindi le stesse e inserendo quali giustificativi cartacei le fotocopie

di fatture originali saldate via banca in data 5 e 9 dicembre 2015;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: art. 146 cpv. 2 CP;

12. appropriazione

indebita (ripetuta)

per essersi,

in più occasioni, nel periodo luglio 2015 – gennaio

2016, a __________,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito

profitto,

nella sua veste di contabile della società ACPR 3,

indebitamente appropriato, in almeno 4 occasioni, di diversi importi a contanti

a lui consegnati da parte della società affinché procedesse a dei pagamenti,

rispettivamente affinché fossero utilizzati per scopi ben precisi, per un

totale di almeno CHF 26'200.00 e Euro 1'073.33,

e meglio per essersi:

12.1 nel corso

del mese di giugno 2015, indebitamente appropriato dell’importo di CHF 5'000.00

a lui affidato affinché procedesse a consegnarlo all’allenatore __________,

quale anticipo di salario;

12.2 in data

16 settembre 2015, indebitamente appropriato dell’importo di CHF 17'000.00 a

lui affidato da uno __________ del ACPR 3, creando una falsa fiche di

versamento per dimostrare l’avvenuto accredito sulla relazione presso __________

intestata alla società e allestendo in seguito dei falsi giustificativi

cartacei per giustificare contabilmente la mancanza di tale denaro sulla

relazione;

12.3 indebitamente

appropriato della somma di CHF 4'200.00, parte dell’importo di CHF 8'400.00 a

lui affidato nell’ottobre 2015 affinché procedesse a bonificarlo a favore della

società __________, considerato che IM 1 ha provveduto a versare solo in data

13 novembre 2015, direttamente dal suo conto bancario, l’importo di CHF

4'200.00 a favore della creditrice, mentre la differenza è stata

successivamente versata dall’ACPR 3 nel dicembre 2015;

12.4 indebitamente

appropriato, a fine 2015, dell’importo di Euro 1'073.33, a lui consegnato a

contanti affinché provvedesse a versarlo in cassa o a depositarlo sul conto

bancario della società ACPR 3;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dagli

art. 138 cifra 1 cpv. 2 CP;

13. falsità in

documenti (ripetuta)

per avere,

in più occasioni, nel periodo maggio 2015 – gennaio

2016, a __________,

al fine di procacciarsi un indebito profitto,

ripetutamente formato documenti falsi e attestato in

documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica,

nonché fatto uso, a scopo d’inganno, di tali

documenti,

e nel dettaglio:

Ø in data 17 dicembre 2015 al fine

coprire le malversazioni di cui al punto 11.2, registrato in

contabilità, “scheda cassa” contrariamente al vero, il pagamento di una fattura

__________ di CHF 4’278.45;

Ø in data 22 dicembre 2016 al fine

coprire le malversazioni di cui al punto 11.3:

- registrato

in contabilità “scheda cassa” due fittizie fatture __________ di Euro 1'999.00

e EURO 4'878.78, e inserendo le relative fatture fittizie;

- registrato

in contabilità “scheda cassa” una fattura __________ (fotocopia fattura già

saldata a novembre) di CHF 466.40 inserendo il relativo cartaceo;

- registrato

in contabilità “scheda cassa”, come fattura la comanda di __________ di CHF

1’359.50 e inserendo il relativo cartaceo;

Ø in data 07 dicembre 2015, al fine

coprire le malversazioni di cui al punto 11.4, registrato nella cassa a contanti, contrariamente al vero, la causale

pagamento delle fatture __________ di CHF 3'240.00

ciascuna con relativo supporto cartaceo;

Ø in data 23 ottobre / 24 ottobre 2015

al fine coprire le malversazioni di cui al punto 12.2, registrato in contabilità, contrariamente al vero, il pagamento della fattura di CHF 8'424.00 dello __________ e della fattura __________

per CHF 8'576.00 (fittizie), registrando parimenti in data 01 ottobre 2015

previamente il fittizio incasso di 17'000.00 da parte della __________

inserendo anche un posticcio giustificativo bancario;

Ø in data 23

dicembre 2015 al fine di coprire le malversazioni di cui al punto 12.3

registrato in contabilità, contrariamento al vero, il pagamento di diversi

fornitori __________ per un ammontare di CHF 8’478.45;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: art. 251 cifra 1 CP;

E) a danno

agli operai

14. usura

aggravata

siccome commessa per mestiere, considerata la

sistematicità nell’agire per ottenere vantaggi pecuniari a beneficio della ACPR

1, rispettivamente di __________ di __________ e altri terzi non identificati,

per avere,

nel periodo ottobre 2011 – febbraio 2012 / marzo

2012, a __________/__________, __________ (Italia) e in altre imprecisate

località,

nella sua qualità di contabile della società ACPR 1,

in correità con __________, __________ e terzi,

sfruttato lo stato di bisogno o di dipendenza e

l’inesperienza di più persone per farle dare a sé o ad altri, come

corrispettivo di una prestazione, vantaggi pecuniari che sono in manifesta

sproporzione economica,

e meglio,

ritenuto come la società italiana __________ -

all’epoca occupata nell’esecuzione di una commessa del valore contrattuale di

CHF 3'528'000.00 presso il cantiere di __________ (__________), e di una

commessa del valore di CHF 5'100'000.00 presso il cantiere __________ (__________)

- aveva esaurito i giorni a disposizione per notifiche degli operai distaccati

in Svizzera,

procedendo quindi IM 1 al fine di eludere la

summenzionata procedura di notifica, così richiesto da __________,

(amministratore delegato, e Presidente della ACPR 1) all’allestimento - per gli

operai ACPR 6, ACPR 5 e ACPR 7, già dipendenti della __________, e degli

artigiani __________ e ACPR 8 con un unico mandato dalla __________ -,

di contratti di assunzione come operaio e con un

salario conforme alle norme del contratto collettivo, all’epoca in vigore in

svizzera romanda, per un impiego di 42 ore settimanali, formando pure le

relative buste paga,

sapendo che in realtà gli operai sarebbero stati pagati

(a contanti) con un importo forfettario di circa Euro 1'500.00/2'000.00

mensili, benché impiegati presso i citati cantieri oltre le 42 ore settimanali,

provvedendo egli stesso a prelevare il denaro

contante dalla relazione bancaria __________ __________ della società ACPR 1,

trasportandolo presso la sede di __________ (Italia) della __________, pur

sapendo che gli operai ne avrebbero ricevuto solo una parte,

sfruttato in tal modo lo stato di bisogno e di

dipendenza (paura di perdere il posto d’impiego presso l’azienda italiana) e

l’inesperienza (scarsa scolarizzazione, non conoscenza delle norme del

contratto collettivo, rispettivamente mancata lettura del contratto) di detti

operai per farli eseguire una prestazione lavorativa verso una retribuzione

salariale concretamente versata di CHF 43'012.65 invece che di quella

concretamente dovuta secondo la “Convention colletive de travail du second

oeuvre romand (2011)” (di seguito, CCL) pari CHF 86’434.39 risultante una

manifesta sproporzione del 100.95 %,

ottenendo in tal modo a favore di ACPR 1, __________

e __________, vantaggi pecuniari pari a CHF 43'421.74,

e nel dettaglio:

14.1 nel

periodo 01 novembre 2011 sino al 17 febbraio 2012,

a __________, e __________ (Italia),

sfruttato lo stato di bisogno e l’inesperienza di ACPR

6, operaio del __________, senza qualifiche e assunto dalla __________ nel

corso del 2010, dopo un periodo di disoccupazione, all’epoca con moglie a

carico e figli maggiorenni ancora senza entrate, persona che sottoscriveva,

direttamente sul cantiere, assunzioni e disdette contrattuali sempre per le

società del gruppo __________, senza comprendere appieno le motivazioni di

questi trasferimenti,

e quindi, dopo essere stato assunto dalla ACPR 1,

Ø nel corso del

mese di novembre 2011, facendo eseguire a ACPR 6 una prestazione

lavorativa mensile di 226.80 ore con un salario effettivamente percepito di

Euro 2’222.81 (equivalenti a CHF 2’726.28) a fronte di un salario da

corrispondersi al netto di CHF 4’321.37, secondo il CCL per operaio non

qualificato classe C, risultante in manifesta sproporzione economica pari al

58.51%, ottenendo quindi un vantaggio pecuniario di CHF 1’595.09;

Ø nel corso del

mese di dicembre 2011, facendo eseguire una prestazione lavorativa di

191 ore con un salario effettivamente percepito di Euro 1’394.30 (equivalenti a

CHF 1’696.31) a fronte di un salario da corrispondere al netto di CHF 7’255.90,

secondo il CCL per un operaio non qualificato classe C, risultante in manifesta

sproporzione economica pari al 327.75%, ottenendo quindi un vantaggio

pecuniario di CHF 5'559.60;

Ø nel corso del

mese di gennaio 2012, facendo eseguire a ACPR 6 una prestazione

lavorativa di 207 ore con un salario effettivamente percepito al netto di Euro

1'500.00 (equivalenti a CHF 1’807.35) a fronte di un salario da corrispondere

al netto di CHF 4’002.78, secondo il CCL per un operaio non qualificato classe

C, risultante in manifesta sproporzione economica pari al 121.47%, ottenendo

quindi un vantaggio pecuniario di CHF 2'195.43;

Ø nel corso del

mese di febbraio 2012 fino al 17 febbraio 2012, facendo eseguire a ACPR

6 una prestazione lavorativa di 125 ore con un salario effettivamente percepito

di Euro 928.57 (equivalente a CHF 1’119.11) a fronte di un salario da

corrispondere al netto di CHF 2’851.79, secondo il CCL per un operaio non

qualificato classe C, risultante in manifesta sproporzione economica pari al

154.83%, ottenendo quindi un vantaggio pecuniario di CHF 1'732.68;

14.2 nel

periodo compreso dal 17 ottobre 2011 sino al 17 febbraio 2012, a __________,

sfruttato lo stato di bisogno e l’inesperienza di ACPR

5, operaio del __________, senza qualifiche, con una scolarizzazione

interrottasi alla quinta elementare, assunto dalla __________ nel 2010, dopo

sei mesi di mancato versamento dello stipendio da parte del precedente datore

di lavoro, con una moglie costretta sulla sedia a rotelle, persona che firmava

contratti e sottoscriveva lettere di disdetta formate dalla ditta stessa così

come gli venivano portati sul cantiere senza leggerne il contenuto, perché

l’importante era lavorare, e ignaro dell’esistenza di contratti collettivi di

lavoro,

e quindi, dopo essere stato assunto dalla ACPR 1,

Ø nel corso del

mese di ottobre 2011 (dal 17 ottobre 2011), facendo eseguire a ACPR 5

una prestazione lavorativa di 118.80 ore con un salario effettivamente

percepito di Euro 785.71 (equivalente a CHF 957.94) a fronte di un salario da

corrispondere al netto di CHF 2'217.00 secondo il CCL per un operario non

qualificato secondo la classe C, risultante una manifesta sproporzione

economica pari al 131.43%, ottenendo quindi un vantaggio economico di CHF

1’259.06;

Ø nel corso del

mese di novembre 2011, facendo eseguire a ACPR 5 una prestazione

lavorativa di 226.80 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

1'500.00 (equivalente a CHF 1’839.75) a fronte di un salario da corrispondere

al netto di CHF 4’232.46 secondo il CCL per un operaio non qualificato secondo

la classe C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 130.06%

ottenendo quindi un vantaggio economico di CHF 2'392.71;

Ø nel corso del

mese di dicembre 2011, facendo eseguire a ACPR 5 una prestazione

lavorativa di 218.50 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

1'500.00 (equivalente a CHF 1’824.90) a fronte di un salario da corrispondere

al netto di CHF 5'102.17 secondo il CCL per un operaio non qualificato secondo

la classe C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 179.59%,

ottenendo quindi un vantaggio economico di CHF 3'277.27;

Ø nel corso del

mese gennaio 2012, facendo eseguire a ACPR 5 una prestazione lavorativa

di 233.50 ore con un salario effettivamente percepito di Euro 1'500.00

(equivalenti a CHF 1’807.35) a fronte di un salario da corrispondere di CHF

4’624.16 secondo il CCL per un operaio non qualificato secondo la classe C,

risultante una manifesta sproporzione economica pari al 155.85%, ottenendo

quindi un vantaggio economico di CHF 2’816.81;

Ø nel corso del

mese di febbraio 2012 fino al 17 febbraio 2012, facendo eseguire a ACPR

5 una prestazione lavorativa di 137.00 ore con un salario effettivamente

percepito di Euro 928.57 (equivalenti a CHF 1’119.11) a fronte di un salario da

corrispondere di CHF 2’709.10 secondo il CCL per un operaio non qualificato

secondo la classe C, risultante da una manifesta sproporzione economica pari al

142.08%, ottenendo un vantaggio economico di CHF 1’589.98;

14.3 nel periodo compreso dal 20 ottobre 2011 al 29 febbraio 2012, a __________

e a __________ (Italia),

sfruttato lo stato di bisogno e di inesperienza di ACPR

8, artigiano del __________, senza qualifiche con una scolarizzazione sino alla

terza media, con moglie a carico e, all’epoca, una figlia senza entrate,

persona all’epoca artigiano, con come principale e

poi unico cliente e mandato la società __________, totalmente incapace di

gestire le questioni amministrative, per le quali si appoggiava alla figlia,

sottoscrivendo quindi il contratto di lavoro non

leggendone il contenuto, ignaro inoltre dell’esistenza di contratti di

collettivi di lavoro,

e quindi, dopo essere stato assunto dalla ACPR 1,

Ø nel corso del

mese ottobre 2011 (20 ottobre 2011), facendo eseguire a ACPR 8 una

prestazione lavorativa di 86.40 ore con un salario effettivamente percepito di

Euro 761.90 (equivalente a CHF 925.40) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 1’620.83 secondo contratto collettivo di lavoro per operaio non

qualificato della classe C, risultante in una manifesta sproporzione economica

pari al 75.15% ottenendo un vantaggio pecuniario di CHF 695.43;

Ø nel corso del

mese di novembre 2011, facendo eseguire a ACPR 8 una prestazione

lavorativa di 226.80 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

2'000.00 (equivalente a CHF 2’453.00) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 4’254.69 secondo il CCL per un operaio non qualificato della classe C,

risultante in una manifesta sproporzione economica pari al 73.45%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 1’801.69;

Ø nel corso del

mese di dicembre 2011, facendo eseguire a ACPR 8 una prestazione

lavorativa di 216 ore con un salario effettivamente percepito di Euro 2'000.00

(equivalente a CHF 2’433.20) a fronte di un salario da corrispondere di CHF

4’635.51 secondo il CCL per un operaio non qualificato della classe C,

risultante in una manifesta sproporzione economica pari al 90.51%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 2’202.31;

Ø nel corso del

mese di gennaio 2012, facendo eseguire a ACPR 8 una prestazione

lavorativa di 237.60 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

2'000.00 (equivalente a CHF 2’409.80) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 4’416.54 secondo il CCL per un operario non qualificato della classe C,

risultante in una manifesta sproporzione economica pari al 83.27%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 2’006.74;

Ø nel corso del

mese di febbraio 2012 fino al 29 febbraio 2012, facendo eseguire a ACPR

8 una prestazione lavorativa di 226.80 ore con un salario effettivamente

percepito di Euro 2'000.00 (equivalente a CHF 2’410.40) a fronte di un salario

da corrispondere di CHF 4’215.79 secondo il CCL per un operaio non qualificato

della classe C, risultante da una manifesta sproporzione economica pari al

74.90 %, ottenendo un vantaggio pecuniario di CHF 1’805.39;

14.4 nel periodo compreso dal 01 novembre 2011 al 15 febbraio 2012, a __________

e __________ (Italia),

sfruttato lo stato di bisogno di __________, del __________,

artigiano con come unico cliente e quindi mandato la società __________, al

momento dell’assunzione, senza più possibilità di poter usufruire della

procedura di notifica e dunque costretto alla chiusura della partita IVA,

e quindi dopo essere stato assunto dalla ACPR 1,

Ø nel corso del

mese di novembre 2011, facendo eseguire a __________ una prestazione

lavorativa di 118.80 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

1'000.00 (equivalente a CHF 1’226.50) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 2’382.91, secondo il CCL per un operaio non qualificato della categoria

C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 94.29%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 1'156.41;

Ø nel corso del

mese di dicembre 2011, facendo eseguire a __________ una prestazione

lavorativa di 108 ore con un salario effettivamente percepito di Euro 900.00

(equivalente a CHF 1’094.94), a fronte di un salario da corrispondere di CHF

2’760.38, secondo il CCL per un operaio non qualificato della categoria C,

risultante una manifesta sproporzione economica pari al 152.10%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 1’665.44;

Ø nel corso del

mese di gennaio 2012, facendo eseguire a __________ una prestazione

lavorativa di 183.60 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

1'530.00 (equivalente a CHF 1’843.50) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 3’700.67, secondo il CCL per un operaio non qualificato della categoria

C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 100.74 %, ottenendo

un vantaggio pecuniario di CHF 1’857.17;

Ø nel corso del

mese di febbraio 2012 sino al 15 febbraio 2012, facendo eseguire a __________

una prestazione lavorativa di 118.80 ore con un salario effettivamente

percepito di Euro 1’890.00 (pari a CHF 2’777.83) secondo il contratto

collettivo per un operaio non qualificato della categoria C, risultante una

manifesta sproporzione economica pari al 24.78%, ottenendo un vantaggio

pecuniario di CHF 564.48;

14.5 nel

periodo compreso dal 17 ottobre 2011 al 17 febbraio 2012,

sfruttato lo stato di bisogno di ACPR 7, del __________,

con una scolarizzazione sino alla terza media (__________), con moglie a carico,

dipendente della __________ dal 2006 dopo un periodo di cinque anni di lavoro

in nero, persona che firmava contratti e sottoscriveva lettere di disdetta

formate dalla ditta stessa così come gli venivano portati sul cantiere senza

leggerne il contenuto, e ignaro dell’esistenza di contratti collettivi di

lavoro,

e quindi, dopo essere stato assunto dalla ACPR 1,

Ø nel corso del

mese di ottobre 2011 (dal 17 ottobre 2011), facendo eseguire a ACPR 7

una prestazione lavorativa di 118.80 ore con un salario effettivamente

percepito di Euro 1'050.00 (equivalente a CHF 1’280.16) a fronte di un salario

da corrispondere di CHF 2'126.78, secondo il CCL per un operaio non qualificato

della categoria C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 66.13%,

ottenendo un vantaggio pecuniario di CHF 846.62;

Ø nel corso del

mese di novembre 2011, facendo eseguire a ACPR 7 una prestazione

lavorativa di 237.60 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

2’100.00 (equivalente a CHF 2'575.65), a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 4’253.55, secondo il CCL per un operaio non qualificato della categoria

C, risultante una manifesta sproporzione di 65.14%, ottenendo un vantaggio

pecuniario di CHF 1'677.90;

Ø nel corso del

mese di dicembre 2011, facendo eseguire a ACPR 7 una prestazione

lavorativa di 218.50 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

2'537.50 (equivalente a CHF 3'087.12) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 4'938.38, secondo il CCL per un operaio non qualificato della categoria

C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 59.97%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 1’851.25;

Ø nel corso del

mese di gennaio 2012, facendo eseguire a ACPR 7 una prestazione

lavorativa di 233.50 ore con un salario effettivamente percepito di Euro

2’100.00 (equivalenti a CHF 2'530.29) a fronte di un salario da corrispondere

di CHF 4'394.61, secondo il CCL per un operaio non qualificato della categoria

C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al 73.68%, ottenendo un

vantaggio pecuniario di CHF 1'864.32;

Ø nel corso del

mese di febbraio 2012 sino al 17 febbraio 2012, facendo eseguire a ACPR

7 una prestazione lavorativa di 137.00 ore con un salario effettivamente

percepito di Euro 1’300.00 (equivalenti a CHF 1'566.76) a fronte di un salario

da corrispondere di CHF 2'574.71, secondo il CCL per un operaio non qualificato

della categoria C, risultante una manifesta sproporzione economica pari al

64.33%, ottenendo un vantaggio pecuniario di CHF 1'007.95;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: art. 157 cifra 2 CP;

15. falsità

in documenti

per avere,

in più occasioni, nel periodo compreso da novembre

2011 a febbraio 2012, a __________ e in altre imprecisate località,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito

profitto,

in correità con __________, __________ e terzi,

formato documenti falsi ed attestato in documenti,

contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica,

nonché fatto uso, a scopo d’inganno, di tali

documenti,

e meglio per avere,

al fine di mascherare gli atti descritti al punto

14,

falsificato la contabilità della società ACPR 1,

inserendo nella scheda “conto salario” contrariamente al vero,

Ø un salario lordo

per ACPR 6:

- per novembre

2011 di CHF 4'718.00;

- per dicembre

2011 di CHF 5'504.35;

- per gennaio

2012 di CHF 4'718.00;

- per febbraio

2012 di CHF 3'289.50;

Ø un salario lordo

per ACPR 5:

- per ottobre

2011 di CHF 2'201.75;

- per novembre

2011 di CHF 4'718.00;

- per dicembre

2011 di CHF 5'687.80;

- per gennaio

2012 di CHF 4'718.00;

- per febbraio

2012 di CHF 3'289.50;

Ø un salario lordo

per ACPR 8:

- per ottobre

2011 di CHF 1'729.95;

- per novembre

2011 di CHF 4'718.00;

- per dicembre

2011 di CHF 5'648.50;

- per gennaio

2012 di CHF 4'718.00;

- per febbraio

2012 di CHF 5'504.35;

Ø un salario lordo

per ACPR 7:

- per ottobre

2011 di CHF 2'201.75;

- per novembre

2011 di CHF 4'718.00;

- per dicembre

2011 di CHF 5'647.80;

- per gennaio

2012 di CHF 4'718.00;

- per febbraio

2012 di CHF 3'289.50;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dall’art. 251 cifra 1 CP;

16. inganno nei

confronti delle autorità (aggravato)

per avere, nel corso dei mesi di ottobre

2011/dicembre 2011 a __________, a __________, a __________ (Italia), e in

altre imprecisate località,

al fine di procurare alla società ACPR 1 (ora in

liquidazione), a __________ e a terzi un arricchimento indebito in virtù della

violazione delle retribuzioni salariali previste dai contratti collettivi di

lavoro,

nella sua veste di contabile della società ACPR 1,

agendo in correità con __________ (Presidente del Consiglio di Amministrazione

e amministratore delegato della __________), __________ e terzi,

allestendo personalmente i contratti di lavoro e le

buste paga degli operai ACPR 7, ACPR 5, __________ e ACPR 8 su indicazioni di __________

e terze persone impiegate presso la __________,

contratti che prevedevano una retribuzione mensile

rispettosa della “Convention colletive de travail du second oeuvre romand

(2011)”, quando in realtà era stato previsto un importo forfettario di circa

1'500.00 / 2'000.00 Euro mensili, benché impiegati presso i cantieri oltre le

42 ore settimanali,

compilando quindi i formulari per il rilascio dei

permessi per stranieri e trasmettendoli all’__________ del Canton Ginevra,

sistematicamente ingannato le autorità cantonali

incaricate dell’esecuzione della Legge federale sugli stranieri, fornendo dati

falsi e ottenendo in tal modo per gli operai medesimi il rilascio / rinnovo del

permesso G,

e meglio per avere,

16.1 in data

03 ottobre 2011, ingannato i funzionari dell’__________ del Canton Ginevra,

ottenendo per l’operaio ACPR 7 il rilascio di un permesso per frontaliere (G)

valevole fino al 31 dicembre 2011,

e poi ancora il 30 dicembre 2011 ottenuto il

rilascio di un ulteriore permesso (G) valevole fino al 28 febbraio 2012,

comunicando, contrariamente al vero, che ACPR 7 avrebbe ricevuto il salario

mensile di CHF 6'800.00 per tredici mensilità e 42 ore settimanali, formulario

sottoscritto oltretutto dal fratello __________,

mentre in realtà egli è stato impiegato così come

indicato al punto 14.5 del presente ACC;

16.2 in data

25 ottobre 2011, ingannato i funzionari dell’__________ del Canton Ginevra,

ottenendo per l’operaio ACPR 8 il rilascio di un permesso per frontaliere (G)

valevole sino al 31 gennaio 2012, e poi il 30 dicembre 2011 il rinnovo dello

stesso sino al 28 febbraio 2012, comunicando, contrariamente al vero, che ACPR

8 avrebbe ricevuto il salario mensile di CHF 4'718.00 per tredici mensiltà e 42

ore settimanali, mentre in realtà egli è stato impiegato così come indicato al

punto 14.3 del presente ACC;

16.3 in data

25 ottobre 2011, ingannato i funzionari dell’__________ del Canton Ginevra,

ottenendo per l’operaio __________ il rilascio di un di un permesso per

frontaliere (G) valido sino al 15 febbraio 2012 comunicando, contrariamente al

vero, che egli avrebbe ricevuto il salario mensile lordo di CHF 4'718.00 per 42

ore settimanali, mentre in realtà egli è stato impiegato così come indicato al

punto 14.4 del presente ACC;

16.4 in data

03 ottobre 2011 e 30 dicembre 2011, ingannato i funzionari dell’__________ del

Canton Ginevra, ottenendo per l’operaio ACPR 5 un permesso per frontaliere (G)

valevole fino al 28 febbraio 2012, comunicando, contrariamente al vero, che

egli avrebbe ricevuto il salario annuale di CHF 61'334.00, rispettivamente il

salario mensile lordo 4'718.00 per 13 mesi e 42 ore settimanali, mentre in

realtà egli è stato impiegato così come indicato al punto 14.2 del presente

ACC;

fatti avvenuti: nelle

circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: art. 118

cpv. 3 lett. a LStr (richiamato l’art. 118 cpv. 1 LStr);

17. appropriazione

indebita

per avere,

per procacciarsi un indebito profitto

in data 03 maggio 2015, 18 maggio 2015, 03 giugno

2015, 11 luglio 2015 e in data 13 agosto 2016, a __________, prelevandoli

impiegato indebitamente CHF 5'350.00 a

proprio vantaggio dalla somma di CHF 22'320.00 a lui affidatati da __________;

fatti avvenuti: nelle

indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: dagli

art. 138 cifra 1 cpv. 2 CP;

Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1,

in rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputato IM 1, assistito

dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

- l’avv. RAAP 1,

patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 1;

- l’avv. __________,

patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 4.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 08:38 alle ore 12:00.

Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il

quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

questo procedimento segue 19 anni di illeciti, nel corso dei quali

la tecnica dell’imputato non è mai cambiata ma, casomai, è stata affinata.

Indubbio è che la professione svolta dall’imputato abbia facilitato le

malversazioni, ma i reati sono dovuti in primis al fatto che IM 1 ha

interiorizzato quella che era la sua capacità di ingannare gli altri, aiutato

da quell’aria “ingenuotta” e da eterno svogliato. È emblematico infatti che

alla __________ sia stato incaricato proprio lui di fare le verifiche contabili

e di interfacciarsi con la banca, questo perché di lui ci si fidava, ciò di cui

egli si è approfittato. Nulla è cambiato quando ha cominciato a lavorare con il

__________, diventandone il braccio destro. Per raccontare IM 1 sono utili le

parole di __________, il quale ha spiegato di esserci rimasto malissimo per

quanto fatto dall’imputato, proprio perché ci si fidava di lui. In tal modo, IM

1 agisce dal 2010 al 2014, sfruttando la sua aria da tontolone, anche se, in

realtà, egli è molto accorto. L’imputato operava su diversi conti in modo da

lasciare sempre uno spazio temporale tra un prelevamento e l’altro, tra un

versamento e l’altro, diversificava il metodo e si presentava personalmente

allo sportello delle banche con la sua aria gentile e i modi affabili, di modo

che i funzionari di banca lo potevano riconoscere. Da rilevare che l’ultimo

bonifico a scapito del __________, di poco più di 1'000 CHF, è del 6 agosto

2014, e subito il giorno successivo l’imputato firma la richiesta di

disoccupazione, ciò che significa che egli premeditava tutto, non era affatto

impreparato e ha saputo usufruire della fiducia riposta in lui. Durante la disoccupazione

non si presentava ai colloqui con i datori di lavoro e forniva anche

certificati d’incapacità medica lavorativa al 100%, mentre in realtà viaggiava

tra __________ e __________ a spese dello Stato. Questo fino a maggio 2015

quando ha iniziato a lavorare presso il ACPR 3, di cui aveva anche la tessera

perché forse ne era tifoso. Anche qui egli si presenta nei soliti panni e

riesce a malversare indisturbato, la tecnica essendo sempre la stessa. Gli

ultimi 5'000 CHF malversati a danno di __________ mostrano che egli non rubava

solo perché svolgeva l’attività di contabile, ma malversava perché ciò è insito

in lui. L’imputato ha avuto anche la sfrontatezza di affermare nel corso del

primo verbale d’interrogatorio, che malversava a causa delle esecuzioni da cui

era gravato, le quali però sono state pagate solo in minima parte.

Oggettivamente la colpa non può che essere grave, per l’importo e per le

modalità delle malversazioni, sempre a danno dei propri datori di lavoro. Anche

dopo la condanna del 2002, sospesa condizionalmente, egli immediatamente ha

ricominciato a malversare a danno della __________. La sua responsabilità è

grave anche per la lunga durata, almeno dal 2004 fino all’agosto 2016. Egli ha

avuto la fortuna di avere dei genitori premurosi che non gli hanno mai fatto

mancare nulla, ha avuto una moglie e due figli amorevoli. Nonostante questo,

invece di essere grato per ciò che aveva, ha preferito malversare, senza che vi

fossero motivi anteriori di vita personale per fare quanto ha fatto. Le cure

dalla sessuologa prima e dello psicologo __________ dopo non sono servite a

nulla, e si dubita che possa essere utile la cura del dr. __________ se

l’imputato nemmeno riesce a riferire dove sono finiti i soldi malversati. Non è

accettabile coprire le proprie responsabilità dietro al fatto che i genitori

l’avrebbero viziato troppo. IM 1 ha tradito tutte le persone che gli stavano

accanto, compreso lo Stato. Il motivo che ha indotto IM 1 a delinquere è

certamente il lucro, che perseguiva grazie alla sua grande energia criminale.

Va dato atto che l’imputato certamente ha collaborato, anche se ciò è avvenuto

a fronte di contestazioni ben precise che egli si limitava a confermare.

L’unica dichiarazione spontanea fatta da IM 1, è quella relativa ai soldi che portava

a __________, per il resto si è limitato a confermare quanto contestatogli.

L’accusa conclude chiedendo una condanna a 4 anni di pena detentiva interamente

da espiare;

§ l’avv.

RAAP 1, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e

motiva le seguenti conclusioni:

l’imputato, approfittando della fiducia che era riposta in lui, si

è appropriato di quasi 900’000.- CHF ai danni della ACPR 1, attività interrotta

solo nel 2014 quando la società è stata messa in liquidazione ed è stato

nominato __________ come liquidatore. Dopo tale nomina, IM 1 ha chiesto che gli

fosse affidata la gestione contabile della società, così riuscendo ad

appropriarsi di ancora quasi 56'000.- CHF e, nell’intero 2014, di circa

80'000.- CHF. Solo quando __________ ha chiesto ed ottenuto la modifica del

diritto di firma alla banca, l’attività criminale si è interrotta, ma

unicamente perché egli non poteva più malversare. Auspica che un giorno

l’imputato possa spiegare dove sono finiti questi soldi, poiché quasi 900'000.-

CHF nell’arco di tre anni non si spendono facilmente. Il rappresentante

dell’ACP conclude chiedendo la condanna dell’accusato al pagamento

dell’indennità così come da richiesta già prodotta, oltre al pagamento delle

spese legali, nonché la confisca del denaro sequestrato e la condanna ad un

risarcimento compensatorio. Si associa poi alla richiesta di pena della PP;

§ l’avv.

__________, rappresentante dell’accusatore privato di ACPR 4, il quale

formula e motiva le seguenti conclusioni:

ACPR 4 sta seguendo questo procedimento perché vittima dell’agire

di IM 1, non per un danno diretto ma per il fatto che l’imputato è riuscito a

raggirare i funzionari di banca attraverso la presentazione di documenti falsi

e artifizi di ogni tipo. Facendo riferimento agli uffici interni, al lavoro da

questi svolto, i danni e le rispettive richieste sono più che altro simboliche.

Il rappresentante dell’ACP auspica una condanna esemplare dell’imputato che ha

fatto delle malversazioni il suo modo di vivere. Conclude associandosi alla

richiesta della PP;

§ l’avv.

DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni:

i fatti indicati nell’AA non sono contestati dalla difesa che,

dunque, si concentrerà sulla commisurazione della pena e sulla sospensione

condizionale, oltre che sulle pretese dei danneggiati. La PP ha messo in

evidenza la traiettoria negativa della vita delinquenziale dell’imputato, ma si

devono però evidenziare anche i contributi dati nell’accertamento della verità,

nonché i progressi, tutti documentati, che ha avuto nel corso della detenzione.

Si devono dunque tenere in considerazione anche dei cambiamenti positivi

intervenuti prima della sentenza, e porre quindi l’attenzione sull’aspetto

della risocializzazione. IM 1 ha contribuito a ricostruire le singole

malversazioni pur non riuscendo a spiegare tutti gli importi malversati, ciò

che rispecchia la sua personalità disordinata, di persona che viveva alla

giornata. Egli, sin dal giorno dell’arresto, si è profondamente attivato per

imparare una nuova disciplina sottoponendosi anche alle cure dello psicologo.

In carcere l’imputato si è comportato secondo gli obiettivi che si era posto e

ha cercato nuovi sbocchi lavorativi e formativi. Il percorso psicoterapeutico

intrapreso ha portato ad ottimi risultati e deve essere proseguito anche dopo

la scarcerazione. Lo scopo risocializzante della pena è stato raggiunto,

essendosi l’imputato seriamente pentito della sua condotta. Nella

commisurazione della pena occorre tenere conto anche della sua intenzione di

sottoporsi ad una curatela amministrativa per la gestione dei conti. Evidenzia

che una pena di 24 mesi è da ritenere proporzionata, da cui devono essere

dedotti i mesi già scontati. La difesa chiede dunque che la pena da scontare sia

limitata a 12 mesi, mentre i restanti 12 mesi devono essere sospesi, in modo da

permettere all’imputato di riallacciare i rapporti con i suoi cari. La pena

parzialmente sospesa deve essere vincolata ad un periodo di prova di 5 anni, di

modo da consentire a IM 1 di poter dimostrare nel tempo che la fiducia

accordata nei suoi confronti è ben riposta. Sul concorso retrospettivo, ex art.

49 CP, proprio perché dall’AA sono stati stralciati i capi 14, 15 e 16, questa

Corte deve considerare la pena complementare con riferimento anche a questi

reati. In merito alle pretese avanzate dagli ACP, esse sono riconosciute. Si fa

presente però che con l’apertura del fallimento personale, non possono essere

calcolati gli interessi legali.

Considerato, in fatto ed in diritto

1. Curriculum

vitae

Nel corso del primo interrogatorio reso in data

14.04.2016 (AI 4, inc. 2711.2016) l’imputato ha fornito una descrizione della

propria situazione personale:

" Dopo le

scuole dell’obbligo, ho frequentato la scuola di commercio a __________. Mi

sono diplomato mi sembra nel __________ e dopo aver assolto il servizio

militare ho iniziato un’attività prima per __________ e successivamente per __________.

ADR che sono stato assunto in qualità di impiegato di commercio. I miei compiti

erano diversi tra cui anche la tenuta della contabilità e dell’inventario.

Successivamente ho lavorato per 8-9 anni per __________ con le medesime

mansioni. Tale società è poi stata acquistata da __________ ed ha spostato

l’attività nel Canton __________. Io ho quindi trovato lavoro presso __________

dove ho lavorato per circa un anno e mezzo fintanto che la società è stata

chiusa Per quanto mi concerne ho trovato lavoro presso la ACPR 1 di __________,

dove ho lavorato dal 2010 al 2014. La società è poi andata in liquidazione. Io

sono rientrato in Ticino e per un anno circa sono rimasto in disoccupazione.

Sono poi stato assunto dall’ACPR 3 nel giugno 2015 e mi occupavo della gestione

contabile della società. In pratica facevo le registrazioni contabili, occupandomi

anche di dare gli ordini di pagamento che poi dovevano comunque essere avallati

da __________, che è membro del consiglio di amministrazione della società.

Sono stato licenziato dall’ACPR 3 in data 04.01.2016 con effetto fine febbraio

2016. Si è trattato di una decisione della società in quanto vi erano delle

incompatibilità con il presidente. A quel momento nessuno si era accorto delle

mie malversazioni all’interno della società. Successivamente nel marzo 2016 non

ho più avuto alcun lavoro, né mi sono iscritto alla disoccupazione, mentre dal

1 aprile 2016 sono stato assunto dalla __________ per il tramite di __________.

Sono in prova per tre mesi.

Con mia moglie ho avuto __________

figli, …omissis…”.

(VI PP, 14.04.2016, AI 4, inc. 2016.2711).

Successivamente, nel verbale reso il giorno

dell’arresto avvenuto in data 13.10.2016, IM 1, sempre in merito alla sua

situazione personale, ha precisato:

" Preciso che

io ho lavorato sino a __________ per __________, poi da __________ ho trovato

lavoro per la __________ dove mi occupo delle risorse umane. Per la __________

se del caso faccio __________, ma i miei compiti sono piuttosto di __________.

A fine ottobre 2016 finisco di lavorare, avevo due mesi di periodo di prova.

Qualcuno però ha riferito in azienda quanto successo all’ACPR 3 e così sono

stato licenziato.

…omissis… La mia ex moglie

vive a __________, con lei non ci sono problemi. Vedo i miei figli ogni due

week end e verso regolarmente gli alimenti, __________. Non devo versare gli

alimenti per mia moglie.

A fine ottobre devo trovare

un lavoro. Voglio cambiare ramo, quello che troverò mi andrà bene. ADR che non

ho risparmi”.

(VI PP, 13.10.2016, AI 4, inc. 2016.8829).

Ancora, in sede di verbale finale reso in data

29.03.2017, l’imputato ha fatto ulteriori precisazioni:

" Prima di

lavorare per la __________ ho lavorato anche per la __________ nel __________

per un anno e mezzo. Dopo sono stato assunto dalla __________.

ADR che non è vero che ho

lavorato per la ACPR 1 dal 2010 al 2014, in realtà io ero stato licenziato nel

2012. Voglio anche dire che non mi ero mai trasferito a __________, ho sempre

vissuto in Ticino, a __________ e a __________.

ADR che preciso che il mio

lavoro con la __________ è iniziato a giugno 2016 ed è terminato il 31 ottobre

2016 sia perché avevano scoperto i miei precedenti, sia perché avevo un lavoro

a tempo determinato.

ADR che sono stato seguito da

una psicologa per circa un anno, questo succedeva nel 2010. Ero andato da

questa psicologa – sessuologa, su richiesta di mia moglie perché c’erano

problemi all’interno della coppia. Mi sono poi recato dal Dr. Med. __________

all’inizio ogni due settimane, poi una volta al mese. Mi era stato prescritto

un farmaco, si trattava di gocce antidepressive che ho preso per un anno circa.

ADR che ho smesso di andare

dal Dr __________ perché si era trasferito a __________. Io comunque non ho mai

raccontato al dottore dei miei problemi, nel senso che avevo commesso e stavo

commettendo delle malversazioni. Non ne ho mai parlato perché era una cosa di

cui mi vergognavo e non ho mai pensato sostanzialmente di avere un problema per

quanto da me commesso. Speravo sempre di non essere scoperto.

ADR che attualmente sono

seguito in carcere da una stagista, __________. Oltre a lei, vedo anche il dr. __________

due volte al mese. Con __________ parliamo dei soldi che ho malversato, nei

termini per capire perché l’ho fatto e capire quali sono i motivi per cui ho

fatto queste cose. Un motivo deriva forse dal fatto che sin da piccolo sono

stato molto viziato e quindi ho sempre ottenuto tutto quello che volevo. In

questo senso, da quando non ci sono più i miei genitori, che magari coprono

quello che richiedo, cercavo altre maniere senza fare fatica.

ADR che il dr. __________ mi

ha prescritto dei medicamenti, non saprei indicare quali, uno a mezzogiorno, un

altro alle 18:00 e l’altro alle 21:00. Un farmaco è un antidepressivo, gli

altri non mi ricordo che cosa sono.

ADR che con il dr. __________

parliamo di come mi sento io e come sto passando il periodo in carcere.

Parliamo anche del problema delle malversazioni, nel senso che ho raccontato a __________

quello che ho fatto. Il dr. __________ non mi ha ancora espresso la sua

opinione.

ADR che in carcere lavoro in

lavanderia, guadagno CHF 3,50 l’ora ossia CHF 21.- al giorno”.

(VI PP, 29.03.2017, AI 113, inc. 8829.2016).

Considerandi

2.

I

precedenti penali dell’imputato.

Dall’estratto del casellario giudiziale datato

13.04

, si evince un precedente penale per infrazione alle norme della

circolazione stradale, infrazione grave alle norme della circolazione stradale

e coazione, per il quale l’imputato è stato condannato con decreto d’accusa del

18.07

, __________,, alla pena detentiva di 7 giorni, oltre ad una multa di

CHF 1'400.-, pena sospesa condizionalmente per un periodo di 4 anni.

L’imputato aveva altresì già subito una precedente

condanna in data 20 dicembre 2002, pronunciata dalla Corte delle assise

correzionali di Lugano, per i reati di ripetuta appropriazione indebita,

ripetuta truffa e ripetuta falsità in documenti, alla pena detentiva di 8 mesi,

sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni. Proprio con

riferimento a tale condanna, pronunciata per i medesimi reati oggetto

dell’odierno procedimento, nel corso del verbale finale di data 29.03.2017,

l’imputato ha affermato:

" Mi viene

ricordato come io ho subito una condanna da parte della Corte delle Assise

correzionali di Lugano in data 20 dicembre 2002 alla pena detentiva di 8 mesi

di detenzione per ripetuta truffa, ripetuta falsità in documenti ripetuta

appropriazione indebita. Ne sono a conoscenza.

Mi viene ricordato come alla

base di questa condanna è risultato come io a danno della __________, di cui

ero contabile, ho prelevato abusivamente del denaro dalla cassa che mi era

stata affidata, ho falsificato la firma del responsabile in procure che mi

autorizzavano falsamente al prelievo in banca, ingannando così i funzionari

bancari, e ho falsificato poi la contabilità della società. Confermo che le

modalità sono le medesime che ho effettuato anche successivamente.

Mi viene fatto prendere atto

che tale agire, era stato da me già messo in atto allorquando lavoravo presso

la __________ negli anni 1997 e 1998, e meglio dal quale si evince che mediante

fittizie procure di cui falsificavo la firma prelevavo somme di denaro sui

conti dei clienti esteri”.

(VI PP, 29.03.2017, AI 113, Inc. 2016.8829).

3.

Avvio

delle indagini e circostanze dell’arresto.

L’indagine oggetto del presente procedimento ha

preso avvio a seguito dell’autodenuncia presentata dallo stesso imputato, il

quale, in data 08.04.2016, ha reso noto al MP, per il tramite del proprio

difensore, di volersi autodenunciare per una serie di malversazioni commesse a

danno dell’ACPR 3, le quali sono risultate poi ammontare a CHF 107'290.12

oltre ad Euro 1.073,35.

IM 1 veniva quindi interrogato una prima volta dalla

PP __________, la quale ha diretto in un primo tempo il procedimento, in data

14.04

, ove si è fatto quasi esclusivo riferimento

alle malversazioni che l’imputato, nello svolgimento del suo ruolo di

responsabile della contabilità, ha effettuato nei confronti dell’ACPR 3 nel

periodo compreso tra maggio 2015 e gennaio 2016. Successivamente a tale

interrogatorio, la difesa di IM 1 ha presentato alla Pretura di __________

istanza di fallimento personale dell’imputato, facendo rilevare una “situazione

finanziaria disastrosa”. Si rileva sin da subito, che nel corso dell’intero procedimento l’imputato ha sempre dichiarato di

avere speso tutto quanto malversato, nonostante, come si vedrà, le somme di cui

l’imputato si è in diversi modi indebitamente appropriato, sono ingenti.

In data 12.10.2016, presso il Ministero Pubblico

giungeva poi l’incarto ACPR 2, da cui emergeva che l’imputato, in data 7 agosto

2014, aveva sottoposto alla medesima cassa di disoccupazione una falsa lettera

attestante la fine del rapporto di lavoro esistente tra lui e la ACPR 1, su cui

si riportava la firma falsa del responsabile della società. In tale modo, e

nonostante IM 1 continuasse a lavorare alle dipendenze di __________, egli, a

partire da giugno 2014, fu posto a beneficio della disoccupazione, percepita

sin al maggio 2015 per un ammontare complessivo di CHF 63'054.-.

A seguito dell’emergere di questa vicenda è stato

aperto un nuovo procedimento penale a carico di IM 1, diretto dalla PP 1, la

quale ne disponeva l’arresto in data 13.10.2016.

Nell’ambito poi di una diversa inchiesta denominata __________,

parallelamente condotta dalla sezione TESEU unitamente alla medesima PP 1 e

relativa proprio alla ACPR 1 nonché alle diverse imprese riconducibili al

medesimo titolare __________, è emerso anche il nome di IM 1, nei confronti del

quale è stata avanzata l’accusa di usura per mestiere in correità con terze

persone. L’ipotesi accusatoria è quella secondo cui __________ ed altri

soggetti, tra cui IM 1, avrebbero concorso nel far lavorare in Svizzera una

serie di operai __________, i quali avrebbero svolto molte ore di straordinario

che non venivano retribuite e, per di più, avrebbero percepito, per il normale

orario di lavoro, uno stipendio nettamente inferiore rispetto a quello indicato

dai contratti collettivi per la mansione svolta.

Tale vicenda, pur confluita all’interno dell’AA n.

78.

del 15 maggio 2016, tuttavia, non è oggetto della presente sentenza, poiché,

a seguito dell’emissione dell’indicato AA, l’avv. __________, difensore di __________,

dopo aver infruttuosamente sottoposto alla PP una richiesta di congiunzione,

ovvero di rinviare a giudizio IM 1, relativamente al reato di usura, unitamente

a __________ e agli altri imputati, evitando in tal modo, trattandosi dei

medesimi fatti, che egli fosse giudicato singolarmente per questo reato,

presentava, avverso tale diniego, reclamo alla CRP (AI 157, inc. 2016.8829),

che, con decisione 18.07.2017, accoglieva il gravame, di guisa che i reati

indicati ai punti da 14 a 16 dell’AA 78/2016 sono stati disgiunti e saranno

dunque trattati nell’ambito del procedimento penale a carico, tra gli altri,

anche di __________ (doc. TPC 28).

Proprio con riferimento alla ACPR 1, nel corso della

procedura preliminare sono emerse malversazioni anche a danno di tale società,

sempre ad opera di IM 1, alla quale, nel periodo compreso tra maggio 2015 e

gennaio 2016, egli avrebbe distratto la somma complessiva di CHF 895'824.53, come dallo stesso pacificamente ammesso. Sulle modalità delle

malversazioni, nonché sulla destinazione di tale ingente somma di denaro, si

tornerà nel prosieguo dei considerandi.

Nel corso dell’inchiesta sono dunque via via emerse

numerose malversazioni a danno delle diverse società presso cui l’imputato

aveva lavorato, oltre che una serie numerosa di reati a queste collegati,

fattispecie che sono state tutte ammesse dall’imputato e che sono state

riassunte nel verbale finale di data 29.03.2017 (AI 113, inc. 8829).

A quanto già indicato, si aggiungano difatti le

malversazioni operate nei confronti della __________ nel periodo settembre 2004

– agosto 2007 per un ammontare complessivo di 172'172.65, nonché quella

commessa a danno di __________ per un ammontare di CHF 5’350.-, fattispecie

entrambe ammesse dall’imputato e riepilogate nel corso dell’interrogatorio del

29.03.2017

4.

I

reati contestati nei due atti d’accusa.

Preso atto della complessità dell’incarto e del

numero dei reati contestati all’imputato, si procederà qui di seguito ad

affrontare le diverse imputazioni globalmente riferite ad ogni singola società,

in ordine cronologico di commissione, confrontando le stesse con il materiale

probatorio acquisito agli atti in rapporto anche alle dichiarazioni rese

dall’imputato.

IM 1, con riferimento ai reati che saranno trattati

in questa sede, è sostanzialmente reo confesso, pur non essendo riuscito,

nonostante le indagini e la lunga detenzione, a spiegare come abbia impiegato

le ingenti somme di denaro malversate, essendosi sempre limitato ad affermare

di avere speso tutto quanto indebitamente percepito senza tuttavia indicare, se

non parzialmente, in che modo l’abbia fatto.

4.1

I reati commessi a danno della __________.

L’accusa di cui al punto A dell’AA, raggruppa i

reati perpetrati nel corso del periodo compreso tra il settembre 2004 e

l’agosto 2007 a danno della __________, alla quale IM 1 ha malversato nel

complesso la somma di CHF 172'172.65.

I reati imputati, e ammessi dall’imputato, sono

quelli di abuso di un impianto per l’elaborazione dei dati (aggravato),

indicato al punto 1 dell’AA, appropriazione indebita e falsità in documenti di

cui ai successivi punti 2 e 3.

IM 1, al fine di perpetrare la maggior parte delle

malversazioni commesse, ha sempre sfruttato la propria funzione di contabile

che ricopriva all’interno delle diverse società per cui ha lavorato, grazie

alla quale, a seconda delle circostanze, poteva ordinare pagamenti non dovuti a

suo favore, sottrarre i codici di accesso alla e-banking, ovvero formare

fittizie fatture intestate ad abituali fornitori e che poi registrava in

contabilità, ma indicando nell’ordine di pagamento, a fronte del nome del

creditore presente sulla falsa fattura, il proprio codice IBAN, sul quale avveniva

poi di fatto l’accredito.

Nel caso della __________, l’imputato è riuscito a

malversare sfruttando ed utilizzando indebitamente le carte di credito che la

società metteva a disposizione dei propri dipendenti e della cui gestione si

occupava il medesimo IM 1. Egli operava le malversazioni ricorrendo alle

suddette carte per le proprie spese personali, ed effettuando con cadenza

regolare anche dei prelevamenti di denaro contante. Infine contabilizzava i

vari addebiti indicando causali fittizie.

Con riferimento alle malversazioni commesse a danno

della __________, l’imputato è stato ascoltato una prima volta in data

12.11

, ove ha affermato:

" Io ero il

responsabile della contabilità per questa società. ADR che avevo utilizzato una

carta aziendale. La carta era arrivata per posta ed era destinata ad altre

persone che lavoravano per l’azienda. Questo l’ho fatto a partire dal 2006 al

maggio 2008. Con questa carta o prelevavo denaro contante o pagavo mie spese

personali. L’indebito ammontava a circa 70'000.- CHF che però ho risarcito. I

soldi me li ha dati mio padre”.

(VI PP, 12.11.2016, AI 37).

In data 06.02.2017 è stata invece ascoltata la

direttrice della società, __________, la quale, sempre in merito alle

malversazioni effettuate da IM 1, ha, più nello specifico, affermato:

" Preciso alla

verbalizzante che la sede della società a __________ è stata liquidata il __________.

IM 1 in quel periodo era già stato licenziato. Dopo la partenza di __________

avvenuta 2007, è subentrata un’altra contabile, __________, che aveva permesso

di scoprire quanto commesso da IM 1. Una prima avvisaglia era arrivata un mese

prima della partenza di quando ci eravamo accorti che mancavano 1'000 CHF dalla

cassa piccola. IM 1 aveva ammesso di essere stato lui dicendo, a sua

giustificazione, che era in un periodo difficile e necessitava di liquidità.

All’arrivo di __________ la

stessa si era insospettita visionando la documentazione bancaria pervenuta dove

erano presenti gli estratti delle carte di credito singoli dei dipendenti,

mancando tuttavia la somma globale del mese. Si era accorta che in contabilità

vi erano sempre delle discrepanze. Come prima cosa __________ aveva chiesto

quindi che le venisse inviata la documentazione delle carte di credito

direttamente a casa sua e così ha potuto accorgersi ed è venuta da me. Per

esempio ci siamo accorte che risultava ancora essere in uso una carta di un

dipendente a cui era stata tolta, quindi qualcuno aveva in uso questa carta. A

quel punto, visto che era IM 1 ad occuparsi dei contatti con la banca e che

aveva la documentazione, lo abbiamo affrontato direttamente”.

(VI PP, 06.02.2016, AI 85).

Nell’ambito del medesimo verbale, con riferimento

invece all’ammontare delle malversazioni indicato dall’imputato, la sig.ra __________

ha precisato:

" Non è

corretto quanto riferito da IM 1, ovvero che l’indebito profitto ammonta a

70'000.- CHF che lui ha risarcito. L’indebito è stato di circa 170'000.- CHF. IM

1.

non era stato denunciato in quanto da un lato ci aveva risarcito di CHF 70'000.-

dall’altro lato era una perdita di immagine della società che in quel periodo

era appena stata venduta”.

(VI PP, 06.02.2016, AI 85).

Interrogato nuovamente in data 27.02.2017,

l’imputato ha specificato:

" Sono stato

assunto dal 2000 al 2008 in seno all’amministrazione di questa società. Anche

in questo caso mi occupavo di contabilità. Mi sembra che guadagnassi circa

4'500.- CHF al mese.

Io utilizzavo le carte di

credito dei dipendenti __________ intestate però alla __________ di __________.

Solitamente quando arrivava un nuovo dipendente, a richiesta della signora __________,

ero io che mi occupavo di fare la richiesta alla banca per l’emissione di una

carta di credito. Solitamente io approfittavo del periodo che intercorreva dal

momento in cui arrivava la carta in ufficio, a quando veniva consegnata al

dipendente per farne uso. Rispettivamente se con un dipendente veniva sciolto

il rapporto con la società, io non annullavo la carta.

In contabilità io registravo

il totale degli addebiti sulle carte di credito o rispettivamente le

suddividevo menzionando altresì come causale spese di rappresentanza. Nessuno

aveva mai controllato, fino a quando è arrivata __________”.

(VI PP, 27.02.2017, AI 91).

Nell’ambito del medesimo verbale, con riferimento

all’ammontare delle malversazioni, e dunque ai quei 70'000.- CHF a cui

l’imputato aveva fatto riferimento nel verbale del 06.02.2016, IM 1, a seguito

delle affermazioni della __________, ha in parte rettificato alle proprie

precedenti dichiarazioni:

" Mi viene fatto

prendere atto che io ho prelevato o fatto pagamenti con carte di credito a me

non destinate da settembre 2004 ad agosto 2007 per un totale complessivo di CHF

170'037.99. Riconosco l’importo così come calcolato. Voglio dire alla

verbalizzante che io ho risarcito per CHF 70'000.-, nel senso che mio padre mi

ha aiutato finanziariamente”.

(VI PP, 27.02.2017, AI 91).

4.2

I reati

commessi a danno della ACPR 1.

L’accusa di cui al punto B dell’AA raggruppa i reati

perpetrati nel corso del periodo compreso tra marzo 2010 e agosto 2014 a danno

della ACPR 1, a cui IM 1 ha malversato nel complesso la somma di CHF

895’824.53. In questo periodo si concentra la maggior parte delle numerosissime

malversazioni poste in essere dall’imputato.

I reati contestati, e ammessi dall’imputato, sono

quelli di truffa consumata e in parte tentata indicata al punto 4 dell’AA,

abuso di un impianto per l’elaborazione dei dati di cui al punto 5, furto,

appropriazione indebita e falsità in documenti di cui ai successivi punti 6, 7

e 8.

Anche in questo caso l’imputato ha sfruttato la

propria posizione di contabile, grazie alla quale riusciva a formare fatture

fittizie che venivano comunque registrate in contabilità e sulle quali inseriva

le proprie coordinate bancarie, rispettivamente malversava attraverso la

sottrazione della chiavetta “token” e dei codici di accesso alla e-banking,

grazie alla quale ordinava bonifici a proprio favore.

In merito alla gestione dei pagamenti all’interno

della società, in data 26.10.2016, è stato interrogato __________, responsabile

dell’ufficio acquisti, il quale ha affermato:

" IM 1 aveva un

codice di accesso al conto della società ACPR 1 presso una banca di __________,

di cui adesso non ricordo il nome. Con questa chiavetta IM 1 poteva unicamente

impostare i pagamenti. __________ aveva una seconda chiavetta con cui si

potevano autorizzare i pagamenti in precedenza impostati da IM 1. Ad un certo

punto, __________ mi ha consegnato la sua chiavetta, dicendomi di occuparmi io

stesso dei pagamenti che impostava IM 1. Io pretendevo da IM 1 dei

giustificativi per ogni tipo di operazione. Io comunque prima di pagare dovevo

avere l’ok di __________, e anche quando lui aveva dato l’autorizzazione,

generalmente lo informavo a voce o per mail dell’avvenuto pagamento.

A me risulta che IM 1 da solo

non poteva fare i pagamenti. Non è mai successo che io lasciavo la chiavetta di

__________ per poter fare direttamente lui i pagamenti. A volte è successo che

lui era lì con me quando disponevo i pagamenti. Io comunque escludo

categoricamente che abbia dato a IM 1 i codici di accesso. Non so se lui abbia

potuto prendere i codici dal classificatore dell’ufficio, ma è difficile.

L’unica spiegazione è che il

classificatore con la chiavetta era in un armadio aperto nel mio ufficio e IM 1

l’abbia preso. Ci rimango malissimo perché lui ha tradito la mia fiducia, io

l’avevo ascoltato una volta fino alle 2:00 di notte per motivi personali. Io

non riesco a crederci. Io credo che la mia negligenza sia stata di tenere la

mia password e la chiavetta in un classificatore non chiuso a chiave nel suo

ufficio. Tra l’altro, IM 1 conosceva la mia password perché me l’aveva vista

digitare”.

(VI PP, 26.10.2016, AI 19).

IM 1, dal canto suo, ha ammesso di avere sottratto

la chiavetta e di essersi in questo modo appropriato dei codici di accesso alla

e-banking.

Il suo modus operandi, così come le diverse

malversazioni effettuate, sono state ripercorse nel corso del verbale finale di

data 29.03.2017, ove l’imputato ha, tra l’altro, affermato:

" Mi viene

contestato che io ho inserito nella lista dei pagamenti delle causali fittizie

con l’indicazione della mia relazione bancaria o della mia compagna, sapendo

che __________ non avrebbe controllato il conto di destinazione effettivo. Lo

confermo.

Mi viene fatto parimenti

prendere atto che contestualmente per i medesimi trasferimenti, ho quindi

registrato in contabilità delle fatture fittizie, falsificando dunque la

contabilità. Lo confermo.

Mi viene ricordato come io ho

parimenti dichiarato di avere sottratto la chiavetta in uso a __________ quando

questi se n’è andato e quindi di avere ottenuto l’indebito trasferimento di

somme di denaro a favore dei miei conti usando predetto dispositivo. Lo

confermo.

Mi viene fatto prendere atto

che vi sono anche dei tentativi di bonifico sempre tentando di ingannare

inserendoli come fattura nei normali pagamenti effettuati da __________

mediante chiavetta e-banking. Ne prendo atto”.

(VI PP, 29.03.2017, AI 113).

4.3

I reati

commessi a danno della ACPR 2.

L’accusa di cui al punto C dell’AA fa riferimento ai

reati perpetrati nel corso del periodo compreso tra agosto 2014 e maggio 2015 a

danno dell’ACPR 2, a cui IM 1 ha malversato nel complesso la somma di CHF

63'054.-.

I reati contestati, e ammessi dall’imputato, sono

quelli di truffa aggravata, indicata al punto 9 dell’AA, e falsità in

documenti, di cui al successivo punto 10.

In tale fattispecie, l’imputato, nel periodo finale

della sua collaborazione con la ACPR 1, quando lavorava a tempo parziale presso

la ditta di __________, non percepiva lo stipendio, ma, nondimeno, continuava

ad operare per le ditte di __________ ben sapendo che avrebbe continuato a

malversare.

Non percependo più uno stipendio, tuttavia, IM 1 ha

redatto una fittizia lettera di disdetta del contratto di lavoro recante la

firma falsa dello stesso __________, con la quale attestava il venir meno del

rapporto lavorativo a far tempo dal marzo 2014. L’imputato, in data 7 agosto

2014, presentava dunque alla ACPR 2 questa lettera di licenziamento unitamente

a delle finte buste paga predisposte all’uopo dal medesimo IM 1, chiedendo di

poter essere ammesso a beneficio della disoccupazione. Tale richiesta veniva

accolta con conseguente versamento delle indennità, commisurate proprio sulla

base delle false buste paga allestite dall’imputato. In tal modo egli ha

beneficiato della disoccupazione nel corso del periodo compreso tra giugno 2014

e maggio 2015.

In data 12.10.2016, al MP giungeva la segnalazione

dell’ACPR 2 e l’imputato, il giorno seguente, anche a seguito dell’emergere

della vicenda della presunta usura legata al periodo in cui egli ha lavorato

per conto della ACPR 1, veniva tratto in arresto.

Nel corso del verbale finale, con specifico

riferimento alla truffa perpetrata a danno dell’ACPR 2, IM 1 ha affermato:

" In merito

all’indebito percepimento di CHF 63'054.- CHF a danno della __________, in data

7.

agosto 2014 ho formulato domanda di indennità di disoccupazione a far conto

dal 1 aprile 2014, allegando a tale richiesta contrariamente al vero che ero

stato licenziato per la fine di marzo 2014, producendo una falsa disdetta del

contratto di lavoro contraffando la firma di __________ come datore di lavoro

della ACPR 1, nonché 15 buste paga dal 1 gennaio 2013 al 31 marzo 2014

attestanti contrariamente al vero che io fossi ancora alle dipendenze della ACPR

1.

e avessi contrariamente al vero percepito detto salario”.

(VI PP, 29.03.2017, AI 113).

4.4

I

reati commessi a danno del ACPR 3.

L’accusa di cui al punto D dell’AA fa riferimento ai

reati perpetrati nel corso del periodo compreso tra maggio 2015 e gennaio 2016

a danno del ACPR 3, a cui IM 1 ha malversato nel complesso la somma di CHF

107'290.12 oltre ad Euro 1.073,35.

I reati contestati, e ammessi dall’imputato, sono

quelli di truffa aggravata ed in parte tentata, indicata al punto 11 dell’AA,

appropriazione indebita e falsità in documenti, di cui ai successivi punti 12 e

13.

Questi sono i fatti per i quali l’imputato si è

autodenunciato in data 14.04.2016 e da cui è partita l’intera inchiesta.

In merito alle malversazioni effettuate a danno del ACPR

3, interrogato dalla PP __________, IM 1 ha affermato:

" Per quanto

concerne le malversazioni, io agivo in questo modo: in alcuni casi inserivo nel

sistema e-banking dei pagamenti reali che erano già stati effettuati o che

sarebbero stati pagati nel mese successivo. Nella seconda riga dell’ordine

mettevo il mio nominativo e il mio numero di conto. Il pagamento sarebbe poi

avvenuto su questo mio conto.

Io poi giravo la lista dei

pagamenti da effettuare a __________, il quale vedeva unicamente l’indicazione

immessa nella prima riga e dunque avallava i pagamenti.

Oltre ai bonifici è capitato

che io trattenessi anche denaro contante che mi veniva consegnato. Solitamente

provvedevo poi a consegnare questo denaro sul mio conto ACPR 4. In particolare

ricordo che in un’occasione ho ricevuto da __________ un importo di CHF

17'000.- che uno __________ aveva pagato in contanti. Quando mi è stato

consegnato il denaro mi è stata fatta firmare una ricevuta. Io ho poi

provveduto ad allestire un falso giustificativo di versamento a favore della

relazione dell’ACPR 3 di medesimo importo, registrando poi in contabilità

fatture per l’importo complessivo di CHF 17'000.- al fine di azzerare

l’operazione.

È capitato inoltre che mi

facessi pagare due volte lo stipendio nello stesso mese, sia totale che

parziale. In pratica io chiedevo il pagamento via cassa di un anticipo o

dell’intero stipendio, e poi comunque davo l’ordine via bonifico che veniva

avallato da __________.

Per tornare alle

malversazioni, ricordo che in un’occasione ho trattenuto CHF 5'000.- che erano

destinati all’__________. Io anziché versare l’importo a contanti che mi era

stato consegnato in cassa, l’ho trattenuto. Vi è poi stato un altro episodio

dove io ho chiesto a __________ un importo di CHF 10'000.- dalla cassa per

procedere al pagamento di fatture. In pratica io gli ho consegnato delle

fatture già pagate quale giustificativo per la mia richiesta. Queste fatture

sono poi state nuovamente messe in contabilità. Infine ricordo pure di euro

1.000

che ho trattenuto. Si trattava di un importo maggiore che io avevo

consegnato __________ per l’acquisto dei macchinari. I macchinari sono costati

meno e quindi lui mi ha restituito la differenza che io ho trattenuto”.

(VI PP, 14.04.2016, AI 4).

Gli accertamenti che sono seguiti a queste

dichiarazioni hanno permesso di quantificare l’ammontare delle malversazioni in

CHF 107'290.12, mentre le tentate malversazioni ammontano a CHF

20'415.87.

A seguito dell’autodenuncia dell’imputato, in data

24.06

, la PP ha proceduto all’audizione congiunta di __________ e __________,

rispettivamente membro del CdA del ACPR 3 e assistente di direzione, i quali

hanno affermato:

" __________: IM

1.

era il mio punto di riferimento, in particolare da lui ottenevo le

informazioni richieste quotidianamente, soprattutto in relazione agli __________.

Io in pratica facevo da tramite tra il Presidente e IM 1, considerato peraltro

che io lavoravo presso la sede di __________.

Per quanto concerne la fine

del rapporto di lavoro con IM 1, lo stesso è dovuto sia ad attriti con il

Presidente, sia in quanto egli non è risultato all’altezza dei suoi compiti. Vi

è da sottolineare che IM 1 sostituiva la precedente contabile, sig.ra __________.

Quest’ultima lavorava da diversi anni presso il ACPR 3 e pertanto aveva un

certo know how. Purtroppo IM 1 non si è rivelato all’altezza e pertanto ad un

certo punto è stato chiesto a __________ se voleva riprendere la sua attività e

lei ha accettato. Vi è da dire che la posizione di IM 1 era già in bilico da

novembre, poi a seguito delle festività e del fatto che vi era la necessità di

fare la chiusura contabile entro metà gennaio, si è deciso di comunicargli la

disdetta del rapporto di lavoro solo a gennaio per la fine di febbraio 2016.

Il motivo che, in effetti, ci

ha fatto scoprire le malversazioni effettuate da IM 1, è un tentativo di

malversazione avvenuto a marzo 2016, periodo in cui IM 1 non era già più alle

dipendenze dell’ACPR 3. In effetti è stato fatto un ordine di pagamento a

favore dal __________ riprendendo i dati già inseriti nel sistema. Tale

pagamento è stato rifiutato e una verifica ha permesso di evidenziare che il

numero IBAN non corrispondeva a quello del destinatario del pagamento.

__________: la disdetta è

stata decisa a seguito del fatto che IM 1 non era all’altezza. Quando IM 1 mi

produceva la lista dei pagamenti, già caricati nel sistema e-banking, da

effettuare io vedevo unicamente l’importo e il nominativo del beneficiario,

senza alcun riferimento a IM 1. Il nominativo del beneficiario rientrava sempre

nei fornitori abituali e pertanto io non ho avuto alcun sospetto, né ho avuto

mai la necessità di chiedere ulteriori informazioni”.

(VI PP, 14.04.2016, AI 4).

4.5

Appropriazione

indebita a danno di __________.

L’accusa di cui al punto 17 dell’AA fa riferimento

al reato di appropriazione indebita perpetrato a danno di __________. Tale

fattispecie è da ricondurre al periodo compreso tra il 3 maggio 2015 e il 13

agosto 2016.

Anche questo reato, analogamente a quello indicato

al considerando 4.3, non è stato commesso dall’imputato nella sua veste di

contabile, essendo stato commesso nei confronti di un suo amico e della

compagna __________.

In merito a tale vicenda, nel corso

dell’interrogatorio di data 29.03.2017, l’imputato ha affermato:

" Voglio anche

dire che un amico mi aveva prestato 5'000.- CHF. Si tratta di __________ che

aveva un conto alla __________ di __________. Lui ha dovuto chiudere il conto

per problemi con l’Italia e ha messo 5'000.- CHF sul conto di __________,

perché era un suo amico. In un primo momento __________ aveva versato dal conto

__________ sul conto __________ di __________ CHF 20'000.-. Su sua richiesta,

io e __________ ne abbiamo prelevati CHF 15'000.- e portati in Italia. Mentre

CHF 5'000.- sono rimasti sul conto. Io ho prelevato questi CHF 5'000.-

comunicando poi a __________ successivamente che li avevo impiegati per vivere.

Confermo quindi che nel mese di maggio ho vissuto grazie all’introito di CHF

5'000.- che ho prelevato senza il consenso (informando poi __________) che non

ho restituito. Non ho restituito i soldi a __________ nemmeno dopo essere stato

assunto alla __________”.

(VI PP, 29.03.2017, AI 113).

A seguito di tali dichiarazioni, in data 19.04.2017

è stata interrogata anche la medesima __________, la quale, proprio in

relazione a tale fattispecie, ha affermato:

" __________ è

uno __________, l’avevo conosciuto nel 2010 __________. Preciso alla

verbalizzante che __________ e IM 1 hanno fatto amicizia. Una volta __________

ha chiesto a IM 1 un favore, nel senso che siccome __________ aveva dei soldi

in Svizzera e voleva riportarli in Italia e chiudere il conto in Svizzera, ha

quindi chiesto a IM 1 di trattenere questi soldi per qualche mese. IM 1 ha

detto sì, ma ha consigliato di non metterli sul suo conto visto che stava

divorziando, ma di metterli sul mio conto. Di questa cosa ne ha parlato anche IM

1.

con me. Per questo servizio __________ non ci avrebbe dato nulla. Si trattava

di un favore. Mi viene chiesto di riferire la causale del versamento rimborso

prestito di CHF 20'000. Non ho mai visto questo documento. Non so fornire

spiegazioni, né sulla via indicata come indirizzo di __________, e neppure il

motivo per cui vi sia menzionato il rimborso prestito. Io evidentemente mi

fidavo e davo la mia carta __________ a IM 1. Preciso anche alla verbalizzante

che c’è stato un periodo in cui la carta l’aveva solo IM 1, perché mi diceva

che tanto perdevo sempre tutto. Non so come andassero restituiti i soldi perché

si erano messi d’accordo __________ e IM 1. Una prima tranche di CHF 12'000.-

l’ho prelevata io e poi insieme a IM 1 li abbiamo consegnati a __________ in __________.

Sono sicura di questa cosa. Mi sembra che ci sia stata anche una seconda

restituzione di CHF 5'000.-, non so quando. __________ ha una sorella che è

malata di __________ e si stava curando a __________. Mi ricordo di averlo

visto a __________ e di avergli consegnato CHF 5'000.-. Preciso alla

verbalizzante che quando IM 1 è stato arrestato, io ho provato a contattare __________

per un supporto. E lui mi ha chiesto ‘sai niente di CHF 5'000.- che IM 1 doveva

ancora darmi?’”.

(VI PP, 19.04.2017, AI 137).

5.

In diritto

I fatti indicati nell’AA, scorporati i punti da 14 a

16, sono tutti ammessi dall’imputato, il quale li ha riconosciuti così per come

contestati, confermando anche i relativi importi. Tali reati, peraltro, sono

provati agli atti attraverso numerosi riscontri e testimonianze. Anche sotto il

profilo giuridico, non si rilevano questioni meritevoli di dover essere

trattate, cosicché, l’unica questione che s’impone all’attenzione della Corte,

risparmiando al lettore superflue disquisizioni giuridiche con riferimento ai

reati pacificamente ammessi dall’imputato, riguarda i criteri da adottare per

giungere ad una corretta quantificazione della pena.

5.1

Per

l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene

conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto

che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la

colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del

bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli

obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,

secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o

la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP

stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della

colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica

la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da

considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate

all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal

profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),

elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto

designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di

esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive

Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai

motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la

libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità

nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.

2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione

alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e

meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio

situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da

giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del

21.

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del

codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile,

FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve

indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei

limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato

dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV

55.

consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena

ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua

vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della

situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione

professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto

e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà

sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF

6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF

6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato

che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere

sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà

presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice

penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,

pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008 del

14.

ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).

La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di

pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV

73.

consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale

permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in

ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008,6B_81/2008,

6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo

2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2

e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,

Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

5.2

La

responsabilità dell’imputato è oggettivamente grave, sia per l’importo di cui

egli si è indebitamente appropriato, almeno 1'243.691.- CHF, sia per il lungo

tempo in cui ha reiteratamente commesso tali malversazioni nonostante due

precedenti condanne, di cui una per fatti analoghi. Almeno dal 2004 e fino al

2016, IM 1 ha quasi ininterrottamente continuato a malversare ogni qualvolta ne

ha avuto la possibilità, sfruttando non solo la propria qualifica di contabile

e la fiducia che in lui riponevano i diversi datori di lavoro, ma anche ogni

altra situazione tale da permettergli di ottenere indebitamente del denaro. Si

pensi alle indennità delle assicurazioni sociali che lo Stato versa a chi ne ha

davvero diritto e che l’imputato ha, attraverso un comportamento truffaldino,

indebitamente percepito, nonché al denaro che lo stesso IM 1 ha sottratto

all’amico che si era rivolto a lui per avere un favore.

In definitiva, ogni qualvolta l’imputato ne ha avuto

l’occasione, ha immancabilmente malversato, ricorrendo a diversi artifizi che

cambiavano a seconda delle situazioni e con tecniche che nel tempo venivano

affinate. Tale condotta non trova neppure una “attenuante” in un anche solo

ipotizzato stato di bisogno, dal momento in cui egli, nel periodo in cui ha

commesso i reati contestati, percepiva uno stipendio dignitoso che gli avrebbe

permesso di far fronte al sostentamento proprio e della propria famiglia, senza

dover necessariamente attingere ad altre entrate economiche, per di più

illecite. A sostegno di quanto appena indicato, si rileva altresì, come ben si

evince dal dettaglio delle esecuzioni esistente agli atti (AI 31), che egli ha

utilizzato solo in minima parte il denaro malversato per pagare le

numerosissime esecuzioni che, ancora oggi, gravano su di lui. Dunque, IM 1, da

un lato malversava, e, dall’altro, continuava comunque ad accumulare debiti pur

a fronte dello stipendio percepito e dell’ingente somma di denaro di cui egli

si è indebitamente appropriato e di cui, quindi, disponeva.

La condotta dell’imputato è dunque grave, sia per

l’importo nel complesso malversato, che per il numero delle malversazioni

effettuate nel corso degli anni. Egli, una volta scoperto e licenziato da un

posto di lavoro, anziché astenersi dal nuovamente commettere fatti di questo

tipo, riprendeva sin da subito a malversare a danno del nuovo datore di lavoro,

perpetrando tale condotta criminale ininterrottamente sino a poco prima

dell’arresto avvenuto in data 13.10.2016.

5.3

Ma se la

responsabilità oggettiva dell’imputato in relazione ai fatti commessi è grave,

è sotto il profilo soggettivo che raggiunge il suo culmine. IM 1, come già

rilevato, ha dei precedenti specifici, poiché era già stato condannato a 8 mesi

di detenzione nel 2002 per gli stessi reati oggetto della presente sentenza:

nonostante tale condanna, egli ha ripreso a delinquere già nel corso del

periodo di prova una volta assunto dalla __________.

Le indagini hanno poi permesso di dimostrare come il

modus operandi dell’imputato sia stato sostanzialmente il medesimo nel

corso degli anni, che, poi, semplicemente veniva adattato di volta in volta

alle diverse situazioni che si presentavano. Egli approfittava della fiducia

che le persone con cui collaborava, riponevano in lui, fiducia che,

immancabilmente, veniva tradita. Inoltre, ed è questo ciò che rappresenta

l’elemento maggiormente negativo dal punto di vista soggettivo, pur a fronte

della ormai lunga detenzione e del trattamento psicoterapeutico a cui IM 1 ha

deciso di sottoporsi in carcere, egli non è mai riuscito a spiegare né il

perché abbia posto in essere tutte queste malversazioni, né tanto meno come

abbia speso tutto il denaro di cui si è indebitamente appropriato. IM 1 si è

limitato ad affermare di essere stato sempre un “viziato” e, dunque, di

essere andato alla ricerca di guadagni facili, ciò che tuttavia non è

sufficiente a spiegare malversazioni di simili entità su un arco temporale così

lungo. Così come egli non ha mai chiaramente indicato in che modo abbia speso

tutto il denaro malversato, limitandosi ad affermare, per l’appunto, di averlo

speso, ma di non ricordarsi in che modo, concetto che egli ha più volte ribadito

anche nel corso del dibattimento, risultando finanche poco credibile poiché non

convince che vi siano stati periodi in cui, in pochi mesi, ha avuto a

disposizione somme ingenti, anche nell’ordine di 150'000.- CHF come nel periodo

ottobre – novembre 2011, senza che si ricordi come li ha spesi. Difficile

ritenere che davvero non si ricordi cosa abbia fatto di tali somme, tenuto

anche conto del fatto che è vero che egli viveva un po’ sopra le proprie

possibilità, ma dall’incarto non sono emerse spese o vizi tali da giustificare

simili esborsi. Si rileva poi che nel corso del periodo contestato, l’imputato

ha fatto numerosissimi prelevamenti di denaro contante, ciò che desta ulteriori

perplessità sul suo operato e sul destino del denaro malversato, tenuto conto

del fatto che IM 1, all’occorrenza, era solito usare le carte di credito in suo

possesso per effettuare pagamenti e acquisti di ogni tipo, mostrando dunque una

certa dimestichezza nel ricorrere a tale tipologia di pagamento. Ciò che, a

maggior ragione, rende dubbi i continui prelevamenti di contante che,

all’evidenza, sono tali da interrompere il “paper trail” e rendere non

più rintracciabili le somme malversate (metodo tipico di chi vuole occultare il

destino del denaro), alla luce anche, lo si ripete, del fatto che egli non ha

fornito indicazioni utili al riguardo.

Alla luce di quanto appena indicato, non si ritiene

nemmeno che, pur a fronte dei positivi rapporti del dr. __________ (doc. TPC

40), un percorso trattamentale come quello intrapreso dall’imputato possa

portare ad un risultato apprezzabile se, come è nel caso di specie, il paziente

non ha nemmeno individuato o non ha voluto rivelare il reale motivo per cui ha

commesso tali malversazioni, ragion per cui pare difficile poter affrontare e

superare un problema di cui non si conosce la causa.

Va poi rilevato che, se è vero che l’imputato ha

fornito una certa collaborazione, questa si è però limitata a meramente

confermare quanto di volta in volta gli veniva contestato dagli inquirenti. Ciò

che ben si evince dal fatto che al momento dell’autodenuncia, per la verità

indotta dai responsabili dello ACPR 3 dopo che essi si sono accorti delle

malversazioni di IM 1 ed hanno di conseguenza proceduto al suo immediato

licenziamento, quest’ultimo non ha fatto alcun minimo riferimento a tutti gli

altri reati da lui già commessi e che sono stati di volta in volta accertati

nel corso della procedura preliminare.

In definitiva, si ha che IM 1 ha fatto dell’abuso di

fiducia di datori di lavoro e persone a lui vicine, una costante della sua

vita, soprattutto senza mai essersi dissociato da tali comportamenti.

Per tutte queste ragioni, la prognosi sul futuro

comportamento dell’imputato non può che dirsi infausta.

5.4

A favore

dell’imputato, questa Corte ha potuto considerare soltanto la buona

collaborazione in termini di ammissione dei reati, sinonimo di una certa

assunzione di responsabilità, mitigata tuttavia dal fatto che non basta, per

ottenere significativi sconti di pena, ammettere le proprie colpe solo quando

si è scoperti, il disagio dovuto alla detenzione che lo costringe a vivere

lontano dai suoi familiari, nonché, infine, un buon comportamento in carcere.

Tutto ciò considerato e ben ponderato, questa Corte

ha ritenuto adeguata una pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, tenuto conto anche,

a mero titolo indicativo e pur consapevoli che paragoni con fattispecie

analoghe sono sempre assai ardui per il fatto che occorre tenere conto, in

primis, del principio dell’individualizzazione della pena, della prassi di

questo tribunale tracciata nella sentenza del 19 gennaio 2010 (inc.

72.2009

), laddove sono stati inflitti 4 anni e 4 mesi quale pena unica ad

un imputato, con precedenti analoghi, che ha malversato sull’arco di oltre

sette anni per quasi 1'500'000 CHF e che aveva delinquito nel periodo di prova

di una precedente condanna di 18 mesi, mitigato da una scemata imputabilità del

25% che, per anziana giurisprudenza, aveva un effetto diretto sulla pena.

6.

Delle pretese degli

accusatori privati

Sono state ammesse tutte le pretese avanzate dagli accusatori

privati così per come presentate, con la sola eccezione delle indennità

richieste dall’avv. RAAP 2 e di cui si dirà qui di seguito, trattandosi di

importi il cui ammontare è specificatamente documentato e riconosciuto

dall’imputato.

Non è stato possibile pronunciare la condanna dell’imputato al

risarcimento del danno cagionato alla ACPR 2, per il solo fatto che agli atti

non vi è una formale richiesta di condanna da parte della medesima ACP, pur a

fronte di una più volte asserita disponibilità dell’imputato al risarcimento

anche di questo danno.

Come appena anticipato, in merito alle pretese avanzate dall’ACP ACPR

3.

per il tramite dell’avv. RAAP 2, non è stato riconosciuto l’importo di CHF

20'415.87 di cui al punto 11.1b delle richieste di indennizzo, in quanto il

reato contestato per le operazioni ivi indicate, e per cui limputato è stato

condannato, si arresta allo stadio del tentativo, ragion per cui la somma

indicata, che non è stata malversata, non può essere oggetto di un risarcimento

del danno così per come richiesto dall’avv. RAAP 2, di guisa che l’importo

complessivo riconosciuto all’ACP ACPR 3 ammonta a CHF 107'290.12, oltre ad Euro

1.

,35 e alle spese legali come da nota prodotta (doc. TPC 44).

7.

Costi processuali e

confische.

L’imputato è altresì condannato al pagamento della tassa di

giustizia e delle spese processuali, compresa la nota professionale del

difensore d’ufficio.

Con riferimento, invece, agli oggetti in sequestro, con l’accordo

delle parti, questa Corte ha rinviato la decisione in merito ad un’eventuale

confisca o dissequestro nell’ambito del procedimento penale inerente le ipotesi

accusatorie indicate ai punti 14 – 16 dell’AA, ciò in quanto la PP, a fronte della

richiesta avanzata dall’imputato di dissequestro di alcuni beni, non ha saputo

indicare quali tra i beni elencati nell’AA sono ancora utili alle indagini

attualmente in corso. Ragion per cui non si è potuto decidere in merito ad

un’eventuale cancellazione della memoria degli apparecchi in sequestro.

Infine, ai sensi dell’art. 263 CPP, è stato disposto il sequestro

conservativo della somma di CHF 13'566.52 a garanzia della tassa di giustizia e

delle spese processuali, comprese quella per la difesa d’ufficio.

visti gli art.: 12, 22, 40, 47,

49, 51, 69, 70, 138, 139, 146, 147, 251 CP;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara

e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

abuso di un impianto per

l’elaborazione dati (aggravato e ripetuto)

per avere,

nel periodo compreso tra il 29 settembre 2004 e il 10 agosto 2007,

a danno della __________, a __________ ed in altre imprecisate località, nonché

nel periodo compreso tra il 5 ottobre 2011 e il 6 agosto 2014, a danno della ACPR

1, a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

per procacciarsi un indebito profitto, facendo uso

di mestiere di tali operazioni, servendosi in modo abusivo di dati,

influito su un processo automatico di trasmissione dati al fine di provocare,

per mezzo dei risultati erronei così ottenuti, un trasferimento in contanti a

danno di altri, ottenuto indebitamente a suo favore CHF 172'172.65 a danno

della __________, nonché CHF 330'400.84 a danno della ACPR 1;

1.2

appropriazione indebita

(ripetuta)

per avere, al fine di procacciarsi un indebito profitto:

1.2.1

nel corso del

mese di ottobre 2007, a __________ presso gli uffici della __________,

prelevato dalla piccola cassa a lui affidata CHF 1'000.- a proprio vantaggio,

approfittando della sua posizione come contabile della società;

1.2.2

in data 8

febbraio 2012 a __________, prelevando CHF 35'000.00 dal conto __________ della

ACPR 1, denaro che doveva essere consegnato alla __________, impiegato

indebitamente CHF 14'000.- a proprio vantaggio;

1.2.3

nel periodo luglio 2015 –

gennaio 2016, a __________,

nella sua veste di contabile della società ACPR 3, indebitamente

appropriato di diversi importi in contanti a lui consegnati da parte della

società, affinché procedesse a dei pagamenti, rispettivamente affinché fossero

utilizzati per scopi ben precisi, per un totale di almeno CHF 26'200.- ed Euro

1'073.33;

1.2.4

nel periodo compreso tra il 3

maggio 2015 e il 13 agosto 2016, a __________, prelevandoli, impiegato

indebitamente CHF 5'350.- a proprio vantaggio, sottratti dai CHF 22'320.- a lui

affidatati da __________;

1.3

truffa consumata e in

parte tentata (aggravata e ripetuta)

siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’imputato

ad agire ripetutamente per assicurarsi un’entrata regolare supplementare, per

avere,

a __________, __________, __________, __________, __________ e __________,

per procacciarsi un indebito profitto, ingannato con astuzia una

persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone

subdolamente l’errore, inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al

patrimonio proprio o altrui, segnatamente:

1.3.1

nel periodo compreso tra marzo

2010.

e gennaio 2014, compiuto atti pregiudizievoli a danno della ACPR

1.

per un importo complessivo di CHF 551'423.69, nonché tentato di

compiere atti pregiudizievoli sempre a danno della ACPR 1 per un importo

complessivo di CHF 35'257.30;

1.3.2

nel periodo compreso tra

agosto 2014 e maggio 2015, compiuto atti pregiudizievoli a danno della

ACPR 2, per un importo complessivo di CHF 63'054.40;

1.3.3

nel periodo compreso tra

maggio 2015 e gennaio 2016, compiuto atti pregiudizievoli a danno di ACPR 3,

per un importo complessivo di CHF 90'915.42, nonché tentato di compiere atti

pregiudizievoli sempre a danno di ACPR 3 per un importo complessivo di CHF

20'415.87.

1.4

falsità in documenti

(ripetuta)

per avere, a __________, __________, __________ ed in altre

imprecisate località,

al fine di procacciarsi un indebito profitto,

ripetutamente formato documenti falsi e attestato in documenti, contrariamente

alla verità, fatti di importanza giuridica, nonché fatto uso, a scopo d’inganno, di tali documenti,

segnatamente:

1.4.1

nel periodo compreso tra il 29

settembre 2004 e il 10 agosto 2007, in un numero indeterminato di occasioni al

fine mascherare il reato di cui al punto 1.1 a danno della __________;

1.4.2

nel periodo

compreso tra il 18 marzo 2010 e il 5 ottobre 2012, in 88 occasioni per

perfezionare le malversazioni a danno della ACPR 1;

1.4.3

in data 7 agosto 2014, a danno

della ACPR 2;

1.4.4

nel periodo maggio 2015 –

gennaio 2016, in 1 occasione per perfezionare le malversazioni a danno di ACPR

3.

1.5

furto

per avere,

nel periodo compreso tra il 18 aprile 2011 e il 5 ottobre 2011, a __________,

allo scopo di procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,

sottratto la chiavetta (“Token”) e i relativi codici d’accesso e-banking ai

danni della società ACPR 1;

e meglio come descritto nell’atto.

2.

Di conseguenza, trattandosi

di pena parzialmente aggiuntiva a quella inflitta con decreto d’accusa

18.07

, IM 1 è condannato alla pena detentiva di 3 (tre) anni e 6 (sei)

mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

3.

IM 1 è inoltre condannato a

versare a titolo di risarcimento del danno:

- CHF 895'824,53 nei

confronti della società ACPR 1, nonché CHF 15'893.15 a titolo di risarcimento

delle spese legali come da nota prodotta dall’avv. RAAP 1 (doc. TPC 43);

- CHF 107'290.12 ed Euro

1.

,35 oltre interessi al 5% a partire dal 8 aprile 2016, nei confronti della

società ACPR 3, nonché CHF 5'475.60 a titolo di risarcimento delle spese legali

come da nota prodotta dall’avv. RAAP 2 (doc. TPC 44);

- CHF 1'755.- nei confronti

di banca ACPR 4 (doc. TPC 50).

4.

La decisione sugli oggetti

sequestrati è rinviata nell’ambito del procedimento penale inerente le ipotesi

accusatorie indicate ai punti 14 – 16 dell’AA.

5.

A garanzia della tassa di

giustizia e delle spese processuali, comprese quella per la difesa d’ufficio, è

ordinato il sequestro conservativo dell’importo di CHF 13'566.52.

6.

La tassa di giustizia di

fr. 5'000.- e le spese procedurali sono poste a carico del condannato.

7.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

7.1

La nota professionale dell’avv.

DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 24’750.00

spese fr. 1’283.30

totale fr. 26’033.30

7.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 26’033.30 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

8.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente Il

vicecancelliere

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 5'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 309.05

fr. 5'609.05

============