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Decisione

72.2017.98

Tentativi di rapina, autonomia del tentativo, desistenza spontanea

6 settembre 2017Italiano36 min

Source ti.ch

Fatti

Il Procuratore pubblico indica

che, trattandosi di un tentativo di rapina, concorda sul fatto che __________ e

__________ non vengano considerati quale accusatore privato, rispettivamente

vittima.

DUF 1 evidenzia come a fronte

dello scritto pervenuto ieri, doc. TPC 20, anche __________ non deve più essere

considerata accusatrice privata. Il Procuratore concorda.

Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria,

il quale esordisce chiedendo la conferma in fatto e in diritto dell’AA.

Ripercorre poi le circostanze della tentata rapina a __________, illustrando

gli elementi oggettivi a comprova dell’episodio (comunque ammesso da IM 1) ed

indicando a supporto del fatto che sia stato raggiunto lo stadio del tentativo,

la circostanza per cui gli autori già disponevano del materiale necessario,

avevano svolto dei sopralluoghi, era stata mostrata loro la via di fuga. IM 1 e

__________ stavano unicamente attendendo il segnale per entrare in gioielleria

e raggiungere i correi; non hanno però portato a termine il piano previsto,

allontanandosi in altra direzione. IM 1 ha detto che si erano fatti prendere

dal panico e della paura; __________ ha dichiarato che avevano avuto paura di

non essere in grado di eseguire quanto loro richiesto. I medesimi sentimenti

sono stati espressi per l’episodio di __________. Va considerato che la paura

di IM 1 aveva quale origine la conformazione dei luoghi, le vie di fuga non

sicure e dunque la paura di essere presi. Tale paura è dunque sorta nel momento

in cui gli autori hanno visto i luoghi e non si può dunque ritenere che abbia

origine interna; prova ne è che dopo il primo tentativo di __________, IM 1 ha

chiesto se non si poteva fare la rapina di notte, in circostanze più sicure. Vi

è dunque una volontà integra e mantenuta di commettere il reato, ma con

modalità più sicure.

Il Procuratore prosegue passando all’episodio di __________,

ripercorrendo le dichiarazioni di IM 1 fornite nel verbale di interrogatorio

11.04.2017. IM 1 ha dichiarato di aver avuto paura, che il piano non gli

piaceva, che non vi erano vie di fuga; le dichiarazioni di __________ vanno

nella medesima direzione. Sottolinea che le dichiarazioni di IM 1 e __________

perdono di linearità e di corrispondenza unicamente sul tema

minacce e pressioni dei correi dopo i due episodi tentati (momento

in cui sono state proferite, chi le ha proferite); in questo modo tentano di

ridurre le loro responsabilità, dichiarando che sono stati costretti a

delinquere ciò che però contrasta con i precedenti e i lunghi anni di carcere

scontati. Questo per dire che nessuno li minacciò di qualcosa che non volevano

fare; quello che volevano erano condizioni di lavoro più sicure.

Prosegue indicando le condizioni di applicazione dell’art. 23 CP,

puntualizzando che la desistenza non deve essere dettata da ragioni esterne,

come nel caso concreto, visto che IM 1 ha rinunciato solo perché non vi erano

le vie di fuga adeguate; ritiene pertanto che la desistenza non vada

riconosciuta. Vi è poi la questione a sapere se il tentativo di __________ può

considerarsi assorbito dalla rapina poi consumata; la risposta è negativa

ritenuto che le due azioni sono originate da due volontà criminali distinte.

Affinché vi sia assorbimento, la soglia del tentativo deve essere quanto più

vicina alla realizzazione del reato, sia per luogo che per tempo (DTF 131 IV

100 consid. 8.2): in concreto, sia il ritorno a __________ degli autori che il

passare del week-end non permettono di ritenere che vi sia questa unità. Le

modalità di commissione sono poi state adattate e perfezionate rispetto al

primo sopralluogo (p. es. numero di biciclette, baracca per cambiarsi

inizialmente non prevista).

Quanto alla commisurazione della pena, ripercorre le

considerazioni già espresse nel primo giudizio a carico di IM 1 e, in merito

all’atteggiamento processuale dell’imputato, evidenzia come quest’ultimo abbia

riconosciuto i fatti concernenti i tentativi, ma non assuma le sue

responsabilità ritenendo di non aver fatto nulla.

Chiede dunque che l’imputato venga condannato a una pena detentiva

di 9 mesi, totalmente aggiuntiva alla pena detentiva di tre anni pronunciata il

15.06.2016. Per quanto in sequestro, chiede il sequestro conservativo ritenuto

come si tratti di mezzi di prova.

§ l’avv.

DUF 1, difensore dell’imputato, il quale esordisce indicando che la tesi della

pubblica accusa è debole e che ai fatti in esame può essere data una diversa

chiave di lettura. Prosegue indicando come non sia chiaro per quale motivo nel

primo procedimento fossero stati indicati gli atti preparatori per fatti che

oggi vengono invece qualificati quali tentativi. Per l’episodio di __________, IM

1 si è recato dove gli è stato detto di andare e unicamente quando gli è stato

spiegato il piano, già sul posto, è andato in panico. La difesa non intravede

circostanze esterne che abbiano influito sulla volontà dell’imputato: non è

infatti successo nulla che potesse essere letto come circostanza esterna e/o

imprevedibile. Un criminale incallito non si comporta così, va dritto

all’obiettivo e non si pone problemi; certamente non va in panico. Per questo

episodio, si tratta di un chiaro caso di desistenza, che deve portare

all’esenzione da pena.

Per __________ la situazione è parzialmente diversa, nella misura

in cui se vi è un’unica volontà delittuosa, non si può considerare un tentativo

e poi, cumulativamente, un reato consumato. Il fatto che tra il tentativo e la

rapina sia trascorso il week end è unicamente dovuto al fatto che le

gioiellerie erano chiuse. L’unità temporale e spaziale, nel caso concreto,

rende il tentativo e la rapina del 15.12.2014 un tutt’uno che non permette di

scindere le due fattispecie; il tentativo imputato era l’inizio di quanto poi

conclusosi il 15.12.2014. Comunque, anche se si volesse dare un’altra lettura

ai fatti, ritenendo dato il tentativo, si tratterebbe comunque di un altro

chiaro caso di desistenza che deve portare all’esenzione da pena.

Precisa come venga chiesta l’esenzione da ogni pena nella misura

in cui i tre anni di detenzione già inflitti sono sufficienti per punire IM 1

per quanto compiuto nel suo insieme. Evidenzia come non sia stata accordata la

liberazione ai 2/3 della pena e che l’imputato ha scontato quasi due anni e

mezzo di carcere, motivo per cui una pena supplementare non avrebbe senso. Il

fatto che IM 1 abbia un posto dove andare a vivere, un contratto di lavoro e

qualche problema di salute, devono far propendere per un proscioglimento da

ogni accusa e per un’esenzione da qualsiasi pena.

Considerato, in fatto ed in diritto

- che con sentenza 15

giugno 2016 della Corte delle assise criminali (inc. 72.2016.34 del 15.06.2016,

AI 121), IM 1 è stato condannato alla pena detentiva di 3 anni, dedotto il

carcere preventivo sofferto, per titolo di rapina per avere, a __________, il

15 dicembre 2014, in correità con __________ e altre quattro persone non

identificate e denominate “__________”, “__________”, “__________” e “__________”,

commesso un furto in danno __________, minacciando la titolare __________ con

una pistola e usando violenza nei suoi confronti, segnatamente obbligandola a

sdraiarsi e bloccandola a terra, mettendole una mano sulla bocca per impedirle

di urlare e spruzzandole dello spray al pepe in viso, sottraendo sette orologi

di marca Vacheron Constantin per un valore complessivo denunciato di fr.

97'075.95;

- che

con sentenza 18 gennaio 2017 (AI 134), cresciuta in giudicato, la Corte d’appello

e di revisione penale ha respinto il gravame presentato da IM 1, confermando la

sua condanna a tre anni di pena detentiva per rapina, precisando comunque che

la pistola utilizzata per minacciare la titolare dell’__________ era finta;

- che

nell’ambito di detto precedente procedimento penale, erano stati imputati a IM

1 anche due ulteriori episodi - il primo riferito a fatti avvenuti l’8 dicembre

2014 a __________, il secondo a fatti avvenuti a __________ nei giorni

precedenti la rapina poi posta in atto - per i quali la Corte aveva ritenuto di

non poter entrare nel merito considerato come l’imputato fosse stato estradato

in Svizzera sulla base di un ordine di arresto internazionale che non

comprendeva le due fattispecie in questione (perché emerse successivamente),

rispettivamente ritenuto che al giorno del dibattimento per le stesse non era

ancora stata chiesta / concessa l’estensione dell’estrazione; per questi

motivi, in virtù del principio di specialità ex art. 14 della Convenzione

europea di estradizione, la Corte aveva rinviato – limitatamente a tali episodi

- il procedimento penale al Ministero pubblico per quanto di sua competenza;

- che

essendo nel frattempo pervenuto l’accordo delle Autorità __________

all’estensione dell’estradizione (AI 147), con l’atto di accusa 79 / 2017 del

18 maggio 2017 qui in esame, il Procuratore pubblico ha promosso l’accusa nei

confronti di IM 1 per ripetuta tentata rapina, con riferimento ai due episodi

che non era stato possibile giudicare nell’ambito del primo procedimento;

- che per quanto concerne la

vita anteriore e la situazione finanziaria di IM 1, ritenuto come l’imputato

stia espiando la precedente condanna, si può certamente richiamare quanto

esposto ai consid. 1.1 e 1.2 della sentenza 15.06.2016 (AI 121), e meglio:

“1.1

IM 1, cittadino __________ nato il __________, in merito alla sua vita ha

riferito:

(…) sono nato a __________ e sono

cresciuto a __________. Mia mamma lavora al mercato in qualità di venditrice di

borse italiane mentre mio papà lavora nell’edilizia. Fino a quando sono stato

carcerato, mia madre faceva la casalinga. Non so dire se dopo il 06.11.2007 le

abbia lavorato. A D del PP rispondo che quando ero in carcere vedevo i miei

genitori, ma non parlavamo di tutto. Mio padre ha sempre lavorato

nell’edilizia. Ho una sorella minore e lei vive con mia madre e ad oggi so che

studia. Lei ha oggi 14 anni. Io ho frequentato 10 anni di scuola obbligatoria e

poi ho frequentato due anni di liceo con indirizzo generico per ottenere un

diploma che mi permettesse di intraprendere studi superiori. Per essere preciso

io gli ultimi due anni di scuola li ho frequentati all’interno del carcere

minorile ed è qui che ho conseguito questo diploma. Sempre in carcere ho anche

frequentato corsi di informatica e mi hanno rilasciato dei certificati di

frequenza. È vero che dall’età di 9 anni io frequentavo la scuola sportiva e

giocavo a calcio con l’intenzione di diventare professionista ma sono poi stato

poi incarcerato. È mia intenzione quando verrò scarcerato attivarmi per

diventare allenatore di calcio. A D del PP rispondo che gli anni di carcere non

mi sono serviti molto e sicuramente ho conosciuto le persone sbagliate come __________.

Oggi ho capito che ho perso tanti anni in prigione e non voglio trascorrere la

mia vita in carcere.”

(VI PP 22.02.2016 ore 14.00 pag. 3; dichiarazioni

confermate in aula: VI imputato pag. 1, all. 2 al V. DIB.)

Durante l’inchiesta indicava inoltre di essersi

“sposato e nel frattempo divorziato in __________ ma non ho figli e quindi non

devo pagare alcun alimento” (VI PP 09.09.2015 pag. 3).In occasione del verbale

del 22 febbraio 2016 (ore 14.00) dichiarava ancora che “dopo i fatti di questo

procedimento confermo che per due mesi ho lavorato a __________ per due mesi

come scafalista. Dopo di che sono tornato a casa in __________ per tornare

successivamente a __________ e tentare di trovare un lavoro. Ho quindi lavorato

in un albergo e meglio presso __________ di __________ e poi mi sono licenziato

perché il lavoro non mi piaceva e sono quindi stato arrestato” (VI PP

22.02.2016 ore 14.00 pag. 4).

1.2.

In merito alla sua situazione finanziaria, durante l’inchiesta l’imputato

precisava di vivere “grazie ai soldi che mi davano mensilmente i miei genitori.

Loro non mi davano un importo fisso. Quando avevo bisogno di soldi loro me li

davano. A D del PP rispondo che mio papà grazie al suo lavoro in __________

guadagna bene e quindi mi dava lui i soldi. A D del PP rispondo che io

non pensavo di essere arrestato e quindi non ho pensato che dovevo ricordarmi

di quanto e quando mi davano i miei genitori ogni mese. Quando avevo bisogno

dei soldi li chiedevo e loro me li davano. Io non ho mai dovuto rubare per

mantenermi” (VI PP 09.09.2015 pag. 3).”

dichiarazioni

queste riconfermate al dibattimento (VI imputato, p. 1, all. 1 V. DIB.) dove

l’imputato ha anche aggiunto che pagato il conto con la giustizia “voglio

andare a lavorare, ho un posto di lavoro e un contratto. Desidero poi andare

all’università a __________, in __________, dove c’è la mia famiglia.” (VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB.);

- che anche in merito ai

precedenti penali si può fare riferimento a quanto indicato nella sentenza

15.06.2016 (AI 121), e meglio al consid. 2:

“2.1. In merito ai suoi precedenti penali, IM 1

dichiarava che oltre alla questione dell’incidente stradale in cui era morta

una persona, all’età di 14 anni era rimasto coinvolto in una rissa e questo a __________

e che oltre a questi, di non aver “mai avuto procedimenti penali a mio carico

in nessuna parte del mondo” (VI PP 09.09.2015 pag. 3).

2.2.

Dall’estratto del casellario giudiziale lituano e dalle sentenze emesse a suo

carico acquisite agli atti, risulta invece che l’accusato ha subito qualche

condanna in più; segnatamente risulta che lo stesso - come da lui poi

confermato (VI PP 22.02.2016 pagg. 2-3; VI imputato pag. 1, all. 2 al V. DIB.)

- è stato condannato:

- il

10 aprile 2006 a __________ (all’età di 16 anni) alla pena di 6 mesi di

reclusione, sospesa per 2 anni, assortita da un provvedimento educativo

consistente nel rimanere a casa dalle 21.00 alle 06.00 e di continuare gli

studi, per titolo di rapina per essersi appropriato, usando violenza fisica

contro la vittima, di un cellulare __________ con la relativa scheda sim;

- il

12 giugno 2008 a __________ (all’età di 18 anni) alla pena di 3 anni e 5 mesi

di reclusione da scontare in un carcere minorile per titolo di rapina commessa

il 16 agosto 2007, lesioni gravi commesse il 14 settembre 2007 e lesioni

semplici commesse il 31 ottobre 2007;

- l’8

agosto 2008 a __________ (all’età di 19 anni) alla pena di 6 mesi di

reclusione per lesioni semplici commesse il 28 luglio 2008 in carcere, che -

tenuto conto del residuo di pena da scontare - decretava la reclusione a

partire dalla sentenza di altri 2 anni e 10 mesi da scontare in carcere

minorile;

- il

10 dicembre 2008 a __________ (all’età di 20 anni) alla pena (rivista in

appello) di 5 anni e 9 mesi per infrazione alle norme della circolazione e

omissione di soccorso nell’ambito di un incidente stradale avvenuto il 24

giugno 2007;

- il

27 gennaio 2010 a __________ (all’età di 21 anni) alla pena di 1 anno e 6

mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, per avere, in data 11

gennaio 2010, all’interno del carcere minorile, colpito un agente impedendogli

di compiere le sue funzioni, ritenuta la circostanza che lo indica quale

“delinquente abituale”.

La

pena definitiva alla quale l’accusato è stato condannato con l’ultima sentenza

risulta pertanto di 7 anni di reclusione, decorrenti a far tempo dal 6 novembre

2007; pertanto, dall’età di 18 anni e meglio dal 6 novembre 2007 e fino al 6

novembre 2014, IM 1 è rimasto in carcere (VI PP 22.02.2016 pagg. 2-3; AI 94).

2.3.

L’imputato è invece incensurato in Svizzera (AI 37.1), in Inghilterra (AI 43) e

in Germania (AI 61).”

ritenuto che, caduta l’incensuratezza in Svizzera a fronte della citata

sentenza 15.06.2016, gli altri accertamenti permangono validi;

- che in merito al tentativo

di rapina commesso in danno della gioielleria __________ a __________, l’8

dicembre 2014, l’imputato ha negato per buona parte dell’inchiesta ogni suo

coinvolgimento, questo nonostante l’Autorità inquirente gli sottoponesse man

mano gli elementi indizianti a suo carico, elementi che permettevano di

collocare in modo certo due degli autori della rapina di __________ sui luoghi

del tentativo di rapina di __________, come ad esempio il riscontro tra due

profili DNA rinvenuti a __________ (in particolare su una bomboletta spray, su

un paio di occhiali e su una pistola) e due profili DNA rinvenuti all’interno

di due cuffie usate per il tentativo di rapina di __________ (AI 69, 71),

rispettivamente il confronto delle immagini delle videosorveglianze dei due

luoghi colpiti da cui si evince che le persone che per prime entrano nelle due gioiellerie

sono le medesime (“__________” e il “__________”);

- che IM 1 ha ammesso i

fatti di __________ unicamente quando è venuto a conoscenza dell’avvenuto

arresto e dell’estradizione in Svizzera del correo __________, fatto che l’ha condotto

a dichiarare:

“Il PP mi chiede se ho delle dichiarazioni spontanee

da rendere e dichiaro che vorrei riconoscere l’episodio di __________. Vorrei

che tutto finisca il più velocemente possibile. Vorrei non avere più pendenze a

mio carico e pertanto vorrei dire tutta la verità.

Sono stato a __________, però non ho commesso nessun

reato perché io e __________ abbiamo rinunciato di commettere la rapina poiché

era la prima volta per noi e abbiamo avuto paura. Ci siamo spaventati e ci

abbiamo ripensato. Non ricordo bene tutti gli episodi di quella giornata ma

tenterò di ricordare quello che è importante. Confermo che dopo questo episodio

di __________, siamo stati a __________ una prima volta dove anche qui io e __________

ci siamo spaventati e tutti siamo tornati a __________. La rapina di __________

del 15.12.2014 per la quale sono stato già condannato l’ho commessa perché non

avevo / avevamo scelta visto che avevano minacciato me e __________.

lo e __________ siamo partiti da __________ in macchina con __________, sapendo che dovevamo andare a __________ e che lo scopo del viaggio era di

commettere furti nelle automobili. Da quello

che avevo capito questi furti dovevano essere commessi in Germania. Nel corso del viaggio abbiamo caricato in macchina

anche il __________ e

il __________ in una località della __________. Non so dire in quale

località perché era una piccola cittadina. Siamo giunti a __________,

senza fermarci in nessun'altra città, dopo circa due giorni di

viaggio in macchina. Giunti a __________

siamo andati in un

albergo. lo e __________ alloggiavamo in

una stanza e il __________

e il __________ in un'altra che era situata in un altro piano. Dopo due notti trascorse in questo albergo, __________ ci

informò che avremmo dovuto partecipare a

una rapina. Non ci parlò di

più rapine, ma di una sola. Ci disse che avremmo dovuto

prendere gli orologi dalle vetrine. Ci informò che la

rapina era da commettere in Svizzera ma non precisò in

quale città.

L'8.12.2014 alle prime ore del mattino, potevano essere le 04.00 o 0500 io, __________, il __________, il __________ e __________ ci

siamo recati alla stazione Centrale di

Milano. __________ ci ha lasciato momentaneamente in stazione per andare a prendere __________. __________ ha poi acquistato i biglietti e ce

li ha consegnati unitamente a euro 50.00 per poter

poi fare rientro a Milano dopo la

rapina. Siamo arrivati a __________ dopo

circa due ore di viaggio ed era ancora mattina presto. lo e __________ dovevamo entrare a prendere gli orologi dalle vetrine, il ___ e il ____ dovevano

distrarre la commessa. Non

sapevamo quante commesse ci sarebbero state, ma __________

aveva detto che forse erano due. lo e __________

dovevamo rompere delle vetrine a forma di colonna all'interno della gioielleria. ll

PP mi sottopone le

immagini della gioielleria di __________ (doc. 1)

e dichiaro che le vetrine a

colonna raffigurate sono quelle che dovevamo infrangere poiché in occasione del

sopralluogo ci era stato detto che le vetrine

si trovavano sulla destra

rispetto all'entrata. Anche in questo caso io e __________ dovevamo camuffarci e cambiare abito, lo ero

vestito con due strati di

abiti. Pure le scarpe dovevano essere cambiate. Anticipo che prima di lasciare __________ io non mi ero cambiato d'abito e avevo lasciato a __________ le mie scarpe, quelle con le quali ero giunto

a __________.

Giunti a __________, ci

siamo diretti verso la città vecchia. In prima battuta ci hanno fatto vedere il

sottopassaggio dove avremmo poi dovuto cambiarci e dove abbiamo lasciato gli abiti e gli strumenti per la rapina. Questo posto era

proprio in prossimità dell'inizio del ponte in legno. II PP mi sottopone la

fotografia (doc 2) e riconosco il

vicolo di cui

ho parlato. Abbiamo poi attraversato il ponte in

legno. Siamo giunti nella città vecchia e ci hanno fatto vedere la gioielleria

da colpire. Siamo poi

tornati indietro, ci hanno detto che la via di fuga avrebbe comportato l'attraversamento del ponte poiché

dissero che era l'unica via di fuga possibile. Abbiamo aspettato il

segnale per agire nel sottopassaggio. Qui mi sono cambiato le scarpe

e camuffato con delle sciarpe. Una volta arrivato

il segnale da __________

a gruppi di due ci

siamo mossi verso la città vecchia. Giunti nella vecchia città __________

era posizionato in

una stradina laterale della __________ dove gli avremmo dovuto portare i gioielli una volta rubati. Il __________ e il __________ sono entrati nella gioielleria. lo e __________ dovevamo entrare dopo 15

secondi, ma ci siamo fatti prendere dal panico, non siamo entrati, siamo

scappati nella direzione contraria e meglio in direzione della stazione. Non

siamo passati per il sottopassaggio e non ci siamo più cambiati.

Alla stazione abbiano avuto difficoltà nel comprare il

biglietto e solo grazie ad

una ragazza ci siamo riusciti. Nel mentre che compravamo il

biglietto abbia intravisto il __________ e il __________. Non abbiamo parlato

con loro e siamo saliti

sul treno senza attendere o realizzare che il __________ il __________ avessero potuto prendere lo

stesso treno. Tornati in

albergo, __________ e __________ erano arrabbiati con noi

perché non avevamo fatto quello

che dovevamo. Non ci

hanno minacciato in questo caso ma

hanno bestemmiato ed erano arrabbiati con noi. Il

primo viaggio a __________ per commettere la

rapina ai danni della __________ è avvenuto o giovedì o

venerdì. Per il

resto mi riconfermo nelle mie precedenti dichiarazioni. A D del PP rispondo che la prima volta che siamo stati minacciati è

stato quando ci siamo rifiutati di commettere la

rapina a __________ A D del PP rispondo che se

è stata organizzata la rapina di __________ è

perché quella di __________ non aveva fruttato il

bottino che avrebbe dovuto. Se fosse andata in porto non ci

sarebbe stata quella di __________.

Ci dissero che non potevamo tornare a casa a mani vuote.

Il PP

mi informa che

dall'esame del DNA di

tutti gli oggetti e

indumenti sequestrati

il giorno della tentata rapina a __________ è emerso

il mio DNA in una scarpa all'interno

di uno zaino

abbandonato dagli autori materiali della

rapina in un

vicolo all'imbocco del ponte di legno

R: Ne prendo atto. Si tratta

della mia scarpa, quella con la quale

sono arrivato a __________”

(VI PP 31.05.2016, pp. 2-4, AI 115);

- che

l’imputato ha sostanzialmente confermato le sue dichiarazioni sia in occasione

di un successivo verbale innanzi al Procuratore pubblico (VI PP 11.04.2017, pp.

2-3, AI 155) che in aula (VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB.); oltre a ciò vi è

che lo svolgimento dei fatti è confermato dalle dichiarazioni rese dal correo __________

(VI 18.08.2016, p. 7, AI 113), rispettivamente dal ritrovamento poco distante

dalla gioielleria di __________ di indumenti che sarebbero dovuti servire per

la fuga tra cui una scarpa nella quale è stato rinvenuto il DNA di IM 1 (AI

111);

- che per quanto concerne

invece il tentativo di rapina ai danni __________, commesso tra il 9 e il 13

dicembre 2014, lo stesso è invece emerso sin dalle (quasi) prime dichiarazioni rese

dall’imputato medesimo (VI PP 17.09.2015, pp. 6-7, AI 53), ripetute in corso

d’inchiesta (VI PP 22.10.2016, p. 3, AI 76; VI PP 11.04.2017, pp. 4-6, AI 155) e

ribadite in aula (VI imputato, p. 3, all. 1 V.DIB), stante le quali:

“Tornando ai fatti successivi, dichiaro che il primo

viaggio a __________ per commettere la rapina ai danni __________ è avvenuto il

giovedì o il venerdì successivo al lunedì 08.12.2014. […omissis…] La rapina di __________

è stata organizzata perché quella di __________ non aveva fruttato il bottino

sperato.

La

sera precedente __________ ci ha fatto scegliere i vestiti e altri indumenti

che avremmo indossato durante la rapina. Ci mostrò dei vestiti e meglio, delle scarpe,

delle giacche, sciarpe, occhiali, guanti, felpe e due berrette / cappelli, uno

di colore blu con visiera (che è stata presa da __________) ed una berretta di

colore nero che ho preso io. I vestiti e gli accessori da noi scelti sono stati

presi da __________ e a noi consegnati solo una volta che siamo arrivati a __________.

Solo a __________ il __________ ha consegnato a me e a __________ il piede di

porco. Era, infatti, importante che durante il viaggio noi risultassimo puliti.

Correggo così le mie precedenti dichiarazioni.

La mattina seguente siamo andati alla Stazione __________

io, __________, __________, __________, il __________ e il __________. __________

ha portato con sé i biglietti del treno e ce li ha distribuiti, inoltre a

ciascuno di noi ha consegnato una banconota da 50 euro. Abbiamo preso lo stesso

treno ma abbiamo fatto il viaggio per __________ in carrozze diverse.

Una volta arrivati a __________, era mattina presto,

ci siamo allontanati dalla stazione a piedi, camminando forse per circa 15

minuti e ci siamo fermati in un grande parcheggio, quello dove erano

parcheggiate le bici. Non ci hanno fatto vedere subito __________. __________

ci disse quello che dovevamo fare. Io e __________ dovevamo sempre entrare dopo

il __________ e il __________, rubare gli orologi e scappare. __________ ci

mostrò le bici già parcheggiate nel posteggio. Il parcheggio delle biciclette

era dietro al negozio, c’era un grande parcheggio per automobile e su di un

lato c’erano parcheggiate le biciclette. __________ prima ci ha mostrato la via

di fuga a bordo delle bici, lui davanti e __________ ed io lo seguivamo. Ci

disse che dovevamo tornare a __________. Non dovevamo prendere il treno a __________,

meglio se andavamo alla Stazione di __________. In ogni caso ci dosse che per

il ritorno a __________ ci dovevamo pensare noi con i soldi che ci aveva dato

lui. Dopo siamo tornati al posteggio. __________ ha quindi mostrato dapprima al

__________ e al __________ __________ e poi l’ha fatto anche con me e __________.

A noi ha mostrato anche la vetrina dalla quale rubare gli orologi. Ritornando

al posteggio alla presenza di tutti, io e __________ abbiamo detto loro che non

avremmo fatto la rapina. Non ci eravamo ancora cambiati. Preciso che non ci era

stato mostrato il luogo in cui avremmo dovuto cambiarci, quello che ci dissero

era che avremmo dovuto trovarlo noi. Quest’idea del colpo né a me né a __________

era piaciuta e meglio non c’era piaciuto il luogo, io avevo paura di commettere

questo colpo,. Che mi avrebbero preso ed arrestato e messo in prigione. __________

temeva perché quello era un posto da cui era difficile scappare. Io avevo paura

perché era la prima volta che stavo per commettere questo genere di rapina.

Preciso che fu a __________, al rientro da __________, che chiesi __________ se

si poteva fare il colpo di notte così da evitare la gente, sia quella presente

per la città che quella in negozio. __________ mi disse che gli orologi vengono

messi via. Non era comunque __________ che aveva il potere di decidere cosa

fare” (VI PP 11.04.2017, pp. 5-6, AI 155);

- che le dichiarazioni dell’imputato

sono confermate dal correo __________ (VI PG 19.07.2016, pp. 4-5, AI 108, così

come VI PP 15.07.2016, p. 8, AI 107), che sui motivi per cui si sono rifiutati

di fare il colpo ha dichiarato:

“Quando siamo arrivati a __________, siamo rimasti solo

poco tempo perché abbiamo rifiutato subito di fare la rapina. Secondo noi non

vi era la via di fuga ed io dicevo a __________ che non avevamo la vita di

fuga. Io gli dicevo che non la volevo fare perché non avevo la via di fuga.

[…omissis…] a domanda dell’avvocato rispondo che non volevamo comunque farla,

indipendentemente dalla questione della via di fuga.”

(VI

PG 19.07.2016, pp. 4-5, AI 108);

- che la Corte, sulla base

delle risultanze d’inchiesta, delle dichiarazioni dell’imputato e del correo __________,

delle videosorveglianze e di tutto il materiale probatorio agli atti, ha

confermato l’atto d’accusa in punto alla sussistenza dei tentativi di

commettere una rapina sia per i fatti di __________ che di __________,

riconoscendo – come chiesto dalla difesa - che l’imputato ha desistito dal

consumare il reato iniziato;

- che in merito alla

rapina alla __________, la Corte ha considerato che l’imputato - che per finire

ha ammesso di aver preso parte alla rapina - ha riferito che al momento di

entrare in gioielleria, dopo che già vi erano entrati “__________” e “__________”,

come da piano stabilito, lui e __________ non sono entrati a loro volta nella gioielleria,

come previsto, ma sono scappati nella direzione opposta; ne discende che -

indiscutibilmente - l’esecuzione del piano dettagliato previsto, con la precisa

ripartizione dei ruoli per rapinare la gioielleria __________, era già cominciata,

vero è che i due correi “__________” ed “__________” erano già entrati nella

gioielleria e hanno comunque eseguito quanto era previsto per portare a termine

il piano criminoso, che non è poi riuscito per cause indipendenti dalla loro

volontà;

- che affinché possa essere

riconosciuta la desistenza ex art. 23 CP, l’autore deve aver spontaneamente

desistito dal consumare un reato iniziato; per poter definire il carattere

“spontaneo”, determinante è che dal punto di vista soggettivo l’autore avesse

ancora la scelta tra l’interrompere o il proseguire la commissione del reato,

ritenuto come i motivi (onorevoli o meno) non abbiano un peso particolare in

tale valutazione (Niggli M. / Maeder S.,

in Basler Kommentar, Strafrecht I, 2013, n. 9 segg. ad art. 23), fermo

restando che le circostanze esterne non devono essere tali da annullare la

libertà di scelta dell’autore;

- che la Corte ha ritenuto

che l’imputato nel momento in cui ha deciso di non entrare in gioielleria aveva

soggettivamente ancora la scelta tra continuare o rinunciare al piano; ne

discende che ha desistito spontaneamente dal proseguire nella commissione del

colpo e poco importa che analoga decisione sia stata presa allo stesso tempo

anche da __________. Pertanto l’imputato è stato riconosciuto autore colpevole

del tentativo di rapina alla __________ a __________, dal quale ha desistito

spontaneamente, ciò di cui la Corte ha tenuto conto nell’ambito della

commisurazione della pena;

- che in merito all’episodio

relativo __________ a __________, la Corte ha considerato che tra il 9 ed il 13

dicembre 2014, l’imputato ed i correi si trovavano a __________, erano partiti

da __________ alla volta del Ticino con il treno, viaggiando in carrozze

separate, erano arrivati al mattino presto per commettere la rapina, l’obiettivo

era stato deciso ed avevano preso visione dei luoghi, si erano avvicinati __________

che era ancora chiusa ed era stata individuata anche la vetrina (che era stata

mostrata loro) dalla quale rubare gli orologi, le bici da usare per la fuga

erano pronte nel parcheggio dietro __________, la via di fuga era stata

individuata e percorsa a titolo di prova, l’imputato era in possesso dei

vestiti con cui cambiarsi dopo la rapina e, con il correo __________, del piede

di porco per lo scasso delle vetrine così come anche del denaro necessario per

acquistare i biglietti del treno per rientrare a __________ partendo dalla

stazione di __________;

- che sulla base di tali

risultanze la Corte ha ritenuto che l’esecuzione del piano dettagliato per

rapinare __________ era cominciata e non è stata portata a termine solo a causa

del rifiuto manifestato dall’imputato e dal correo __________, motivo per cui

la Corte ha accertato la sussistenza del tentativo di rapina. Questo tentativo

di rapina è - a giudizio della Corte - del tutto autonomo e non può ritenersi

assorbito dalla rapina consumata il 15 dicembre 2014, anche se l’obiettivo è lo

stesso, in quanto non vi è alcuna unità temporale con la rapina consumata a

distanza di almeno 2 o 3 giorni. Inoltre, in concreto vi è anche che la successiva

decisione di fare la rapina del 15 dicembre 2014 - stante la versione

dell’imputato - è nata dopo essere rientrati a __________ e a seguito delle

discussioni avute con l’organizzazione, a seguito delle quali IM 1 ha cambiato

idea e ha deciso di commettere la rapina. A mente della Corte si tratta di una

nuova determinazione volitiva nata dopo il tentativo, con la quale IM 1 ha

creato le premesse per una nuova azione criminosa che si è concretizzata nella

rapina messa a segno il 15 dicembre 2014. Ne discende che essendo assistito da

due determinazioni volitive diverse ed opposte, una volta in più il tentativo

di rapina non può considerarsi assorbito dalla rapina del 15 dicembre 2014, ma si

tratta di un’azione indipendente ed autonoma con connotazioni giuridiche

proprie, punibile in modo autonomo benché l’obiettivo e le modalità di

esecuzione fossero i medesimi, ciò di cui la Corte ha tenuto evidentemente

conto nell’ambito della commisurazione della pena;

- che anche per l’episodio di

______, la Corte ha ritenuto che l’imputato ha desistito spontaneamente dal

portare a termine la consumazione del reato, ritenuto che nel momento in cui ha

deciso di non continuare con il piano prestabilito, aveva soggettivamente

ancora la scelta tra continuare e rinunciare al piano. Desistenza che non viene

meno a fronte dell’alternativa proposta dall’imputato di commettere un furto e

non una rapina nella misura in cui alcuni autori ritengono che la desistenza

non viene comunque meno anche se l’autore decide di perpetrare un’infrazione

simile in circostanze diverse (Petit Commentaire – Droit pénal, 2012, n.

5 ad art. 23 e riferimenti ivi citati);

- che,

passando alla commisurazione della pena, la Corte ha ritenuto oggettivamente e

soggettivamente grave la colpa dell’imputato che ha percorso migliaia di

chilometri per venire qui in Svizzera a delinquere, che ha agito a fine di

lucro prendendo di mira oggetti di lusso in base a un piano ben studiato dove

erano previste ed individuate le vie di fuga così come l’uso di biciclette per

assicurarsi una fuga veloce, l’uso dei guanti, di strumenti per infrangere le

vetrine, così come l’uso di vestiti indossati appositamente per commettere la

rapina con il cambio dopo la perpetrazione del colpo e con una precisa

spartizione dei ruoli; la Corte ha considerato inoltre che IM 1 non è nuovo

alla commissione di reati avendone commessi fin da minorenne, che ha delinquito

mentre era in carcere in __________ e, soprattutto, che ha ricominciato a

distanza di un solo mese dalla sua scarcerazione (dopo aver scontato una pena

complessiva di 7 anni) a dimostrazione che la lunga carcerazione subita non era

servita a farlo desistere dal commettere di nuovo ulteriori reati;

- che,

a suo favore la Corte ha considerato che, per finire, l’imputato ha

riconosciuto di aver preso parte al tentativo di rapina di __________, così

come aveva già ammesso quello di __________; la Corte ha tenuto altresì conto

del suo ruolo di semplice esecutore;

- che tutto ciò considerato,

la Corte, tenuto inoltre conto dell’attenuante dovuta alla desistenza

riconosciuta sia per la rapina di __________ che per quella di __________ così

come anche del fatto che l’obiettivo del tentativo e della rapina consumata a __________

era lo stesso e considerato altresì che si tratta di una pena interamente

aggiuntiva a quella di 3 anni alla quale è stato condannato con sentenza 15

giugno 2016, ex art. 49 cpv. 2 CP, ha ritenuto adeguata alla colpa

dell’accusato, la pena di 5 mesi di pena detentiva da espiare, a valere quale

pena interamente aggiuntiva a quella di 3 anni che gli è stata inflitta il 15

giugno 2016;

- che per quanto concerne i

sequestri e le confische, è stato disposto il sequestro conservativo di tutto

quanto in sequestro ed indicato nell’AA in quanto mezzi di prova;

- che la tassa di giustizia

di fr. 1'000.- e le spese procedurali sono poste a carico del condannato;

- che le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato, riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La nota

d’onorario dell’avv. DUF 1 è approvata per complessivi fr. 6'874.20, di cui fr.

5'670.00 di onorari, fr. 695.00 di spese, oltre ad IVA.

visti gli art.: 12, 22 cpv. 1, 23, 40, 47, 49, 51, 69, 140 cifra 1 cpv. 1 CP;

135, 263 cpv. 1, 267, 422 e segg.

CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara

e pronuncia:

1. IM 1

è autore colpevole di

ripetuta tentata rapina

per avere,

1.1. a __________, in data 8

dicembre 2014,

in correità con __________ e altre quattro persone non meglio

identificate e denominate “__________”, “__________”, “__________” e “__________”,

tentato di

commettere una rapina ai danni della gioielleria __________,

desistendo poi spontaneamente dal consumare il reato iniziato;

1.2. a __________, nel periodo 9 -

13 dicembre 2014,

in correità con __________ e altre quattro persone non meglio

identificate e denominate “__________”, “__________”, “__________” e “__________”,

tentato di

commettere una rapina ai danni __________,

desistendo

poi spontaneamente dal consumare il reato iniziato;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

Considerandi

2.

Di conseguenza,

trattandosi di pena totalmente aggiuntiva alla pena detentiva di 3

(tre) anni pronunciata nei suoi confronti dalla Corte delle assise criminali

con sentenza 15.06.2016,

IM 1 è condannato alla pena detentiva di 5 (cinque) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

3.

E’ ordinato il sequestro

conservativo in quanto mezzi di prova degli oggetti in sequestro elencati

nell’atto di accusa.

4.

La tassa di giustizia di

fr. 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico del condannato.

5.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

5.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 5'670.00

spese fr. 695.00

IVA (8%) fr. 509.20

totale fr. 6'874.20

5.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 6'874.20 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a:

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della Popolazione,

ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

La Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 1'111.--

Traduzioni fr. 1'150.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 142.95

fr. 6'403.95

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