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Decisione

72.2019.296

Coautori colpevoli di: furto aggravato per CHF 27'158.40, commesso come associati a una banda intesa a commettere furti; ripetuto danneggiamento per CHF 20'037.60; ripetuta violazione di domicilio; furto d’uso di un veicolo a motore; ripetuto abuso della licenza e delle targhe di circolazione

24 giugno 2020Italiano84 min

riguardano parte della refurtiva sottratta. Per il furto al chiosco di __________,

Source ti.ch

Incarto

n.

72.2019.296

Lugano,

24 giugno 2020/dm

Sentenza

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Corte delle assise criminali

composta da:

giudice Amos Pagnamenta, presidente

GI 1, giudice a latere

GI 2, giudice a latere

Cristina Laghi, cancelliera

sedente nell’aula penale maggiore di questo Palazzo

di giustizia, per giudicare

nella causa penale

Ministero pubblico

e in qualità di accusatori privati

ACPR 1

ACPR 2

ACPR 3

ACPR 4

ACPR 5

ACPR 6

contro IM 1,

rappresentato dall’avv. DUF 1

in carcerazione preventiva dal

15.07.2018 al 17.08.2018 (34 giorni)

IM 2,

rappresentato dall’avv. DUF 2

in carcerazione preventiva dal 15.07.2018

al 24.08.2018 (41 giorni)

imputato, a

norma dell’atto d’accusa nr. 264/2019 del 06.12.2019 emanato dal Procuratore

pubblico PP 1, di

A. IM 1 e IM 2, in

correità

1. furto aggravato

siccome commesso come associati ad una banda intesa a commettere

furti rispettivamente per mestiere,

per avere,

nel periodo compreso tra il 20.05.2018 e il 07.07.2018,

a __________ e __________,

agendo in correità fra loro,

per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,

ripetutamente sottratto, cose mobili altrui, per un valore della refurtiva

parzialmente quantificato in almeno CHF 27'158.40,

in particolare per avere,

1.1 la notte del 20/21.05.2018, a

__________, in via __________ presso il chiosco __________, previo scasso della

porta d’entrata, sottratto, a danno di ACPR 1, quattrocentottantatre biglietti

Swisslos, un PC Toshiba C70, denaro contante pari a CHF 1'709.00, sedici buste

di tabacco Pueblo original, dieci buste di tabacco Chesterfield Naked, due

bustoni di tabacco Parisienne, dieci buste di tabacco Camel, venti buste di

tabacco American Spirit, venti buste di tabacco Fleur du Pays, venti buste di

tabacco Marlboro light, venti buste di tabacco Marlboro rosso, venti buste di

tabacco Chesterfiel original, nove confezioni di CPure da 3 gr, due confezioni

di CPure da 2 gr, tre confezioni di Black widow, cinque pacchetti di sigarette

American Spirit Blu, duecentonovanta pacchetti di sigarette Marlboro rosse,

duecentotrenta pacchetti di sigarette Marlboro Gold, quarantotto accendini

Clipper, una confezione di Pure Flower Red, tre confezioni di tabacco American

spirit giallo, duecentottanta confezioni di cartine OCB Nere, centocinquanta

confezioni di cartine Smoking Gold, due barattoli di tabacco American Spirit

Blu, dieci buste di tabacco Pueblo Blu e quarantasei orologi marca Swiss

Military, per un valore complessivo della refurtiva denunciato di CHF 14'772.40

(refurtiva in parte recuperata e restituita all’avente diritto);

1.2 la notte del 06/07.07.2018, a

__________, in via __________, presso il Garage __________, previo scasso di

una finestra, di quattro porte interne e dei cassetti della scrivania,

sottratto, a danno della ACPR 4, un trapano marca Bosch, un kit avvitatore

marca Makita, una chiave di accensione del veicolo Citroën Berlingo, una chiave

di accensione del veicolo VW Touran, un mazzo di chiavi, un attrezzo per il

bloccaggio delle frizioni di motoveicoli, una serie di cacciaviti marca Beta,

una pistola smontagomme marca Facom, un kit di estrattori per cuscinetti marca

Facom, una chiave dinamometrica marca Facom, per un valore complessivo della

refurtiva denunciato di CHF 12'386.00 (refurtiva in parte recuperata e

restituita all’avente diritto);

1.3 la notte del 06/07.07.2018, a

__________ in via __________, presso la concessionaria ACPR 2, previo scasso di

una porta interna e della cassaforte, sottratto, a danno di predetta società,

una chiave di accensione del veicolo Toyota Yaris, una chiave di accensione del

veicolo Toyota iQ, due chiavi di accensione del veicolo BMW X3 e relativa

licenza di circolazione, due chiavi di accensione del veicolo Smart fortwo

passion e relativa licenza di circolazione, due chiavi di accensione del veicolo

Smart fortwo prime e relativa licenza di circolazione, due chiavi di accensione

del veicolo Smart fortwo passion e relativa licenza di circolazione, due chiavi

di accensione del veicolo Fiat Panda, 2 chiavi di accensione del veicolo

Mercedes Benz A200 e relativa licenza di circolazione, una chiave di accensione

del veicolo Toyota Aygo, due chiavi di accensione del veicolo Toyota Corolla,

due chiavi di accensione del veicolo BMW 325 Cabriolet e relativa licenza di

circolazione, due chiavi di accensione del veicolo BMW X1 e relativa licenza di

circolazione, due chiavi di accensione del veicolo Maserati Quattroporte e

relativa licenza di circolazione, una chiave di accensione del veicolo Fiat

Panda 1.1, due chiavi di accensione del veicolo Fiat 500 e relativa licenza di

circolazione, due chiavi di accensione del veicolo VW EOS e relativa licenza di

circolazione, due chiavi di accensione del veicolo BMW 535d e relativa licenza

di circolazione, una chiave di accensione del veicolo Aston Martin V8 Vantage,

una licenza di circolazione del veicolo Merceds Benz ML 320 CDI, una chiave di

accensione del veicolo BMW X1, una chiave di accensione del veicolo Alfa Romeo,

una chiave di accensione del veicolo Smart, due chiavi di accensione del

veicolo Mercedes-Benz ML 350, una chiave di accensione del veicolo Mitsubishi

Pajero, una chiave di accensione del veicolo Peugeot, una chiave di accensione

del veicolo Audi Q5, una chiave di accensione del veicolo Audi S4, una chiave

di accensione del veicolo BMW X3, una chiave di accensione del veicolo Toyota

Starlet, tre chiavi di accensione del veicolo Toyota Corolla, quattro chiavi di

accensione del veicolo Mercedes Benz ML 250, due chiavi Kaba (entrata ufficio

vendite), un classificatore di colore verde con all’interno copie di varie

licenze della circolazione annullate e licenze di circolazione vecchie, una

scatola, una borsa di coloro blu marca Camel, una chiavetta internet backup

Swisscom, una borsetta di colore marrone marca Gucci, una carta per radio

argento 2.0, un sacchetto di stoffa nero, tre scatole di sigari Toscano e due

contrassegni CH per auto, per un valore complessivo della refurtiva non meglio

quantificato (refurtiva in parte recuperata e restituita all’avente diritto);

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 139 cifre 1, 2 e 3 CP;

2. ripetuto danneggiamento

per avere,

nel periodo compreso tra il 20.05.2018 e il 07.07.2018,

a __________ e __________,

agendo in correità tra loro,

ripetutamente e intenzionalmente deteriorato, distrutto o reso

inservibili delle cose altrui cagionando un danno complessivo quantificato in

almeno CHF 20'037.60,

in particolare per avere, al fine di commettere i furti di cui:

2.1 al punto 1.1 del presente AA,

la notte del 20/21.05.2018, a __________ in via __________, presso il chiosco __________,

a danno di ACPR 1, intenzionalmente danneggiato il vetro della porta d’accesso,

quattro cilindri, l’impianto elettrico, la cassa registratrice, la tenda della

vetrina orologi, generi alimentari presenti nel congelatore e scatole

contenenti capsule di caffè, provocando un pregiudizio denunciato di CHF

4'972.65;

2.2 al punto 1.2 del presente AA,

la notte del 06/07.07.2018, a __________ in via __________, per il Garage __________,

a danno della ACPR 4, intenzionalmente danneggiato il vetro di una finestra, 4

porte interne e una scrivania con cassettiera, provocando un pregiudizio

denunciato di CHF 8'106.35;

2.3 al punto 1.3 del presente AA,

la notte del 06/07.07.2018, a __________ in via __________, a danno della ACPR

2, intenzionalmente danneggiato una porta interna e la cassaforte, provocando

un pregiudizio denunciato di CHF 6'958.60;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 144 cpv. 1 CP;

3. ripetuta violazione di

domicilio

per essersi,

nel periodo compreso tra il 20.05.2018 e il 07.07.2018,

a __________ e __________,

agendo in correità tra loro,

al fine di commettere i furti di cui al punto 1 del presente AA,

ripetutamente e indebitamente introdotti contro la volontà degli

aventi diritto in spazi commerciali,

segnatamente,

3.1 la notte del 20/21.05.2018, a

__________, nel chiosco __________ gestito da ACPR 1;

3.2 la notte del 06/07.07.2018, a

__________, nell’officina ACPR 4;

3.3 la notte del 06/07.07.2018, a

__________, nella concessionaria ACPR 2;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 186 CP;

4. furto d’uso di un

veicolo a motore

per avere,

la notte del 06/07.07.2018,

a __________, in Via __________, presso la concessionaria ACPR 2,

agendo in correità tra loro,

sottratto per farne uso il veicolo Mercedes-Benz CLK 500 nr. di

telaio __________ di proprietà di ACPR 3,

nonché, nel periodo compreso tra il 06/07.07.2018 e il 15.07.2018,

in diverse località del __________ e del __________ ripetutamente condotto

predetto veicolo rispettivamente circolato su di esso come passeggeri, sapendo

sin dall’inizio che era stato sottratto;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 94 cpv. 1 lett. a, b LCStr;

5. ripetuto abuso della

licenza e delle targhe di circolazione

per essersi,

la notte del 06/07.07.2018,

a __________, in Via __________, presso la concessionaria ACPR 2,

agendo in correità tra loro,

intenzionalmente e illecitamente appropriati delle targhe di

controllo TI __________ attribuite al furgone Citroën Berlingo,

targhe da loro successivamente applicate sul veicolo Mercedes-Benz

CLK 500 (sottratto nelle modalità descritte al punto 4 del presente AA) e

ripetutamente utilizzate nel periodo compreso tra il 06/07.07.2018 e il

15.07.2018, sulle strade del __________ e del __________;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 97 cpv. 1 lett. a, g LCStr;

6. impedimento di atto

dell’autorità

per avere,

la notte del 15.07.2018,

sulla tratta stradale __________ – __________ – __________,

agendo in correità tra loro,

impedito alle pattuglie di polizia di compiere un atto che entrava

nelle loro attribuzioni, segnatamente dandosi alla fuga a bordo del veicolo

Mercedes-Benz con applicate le targhe di controllo TI __________, accelerando

al fine di evitare il controllo e relativo fermo da parte delle pattuglie che

li inseguivano a bordo di veicoli muniti di lampeggianti e sirene azionati;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 286 CP;

B. IM 1 singolarmente

7. ripetuta guida senza

autorizzazione

per avere,

nel periodo compreso tra il 06/07.07.2018 e il 09.07.2018,

su diverse tratte stradali del Canton Ticino,

ripetutamente condotto motoveicoli e veicoli a motore senza essere

titolare della licenza di condurre richiesta,

segnatamente:

7.1 la notte del 06/07.07.2018,

sulla tratta stradale __________ – __________, condotto il motoveicolo Aprilia

SR 50R targato TI __________ di proprietà di __________;

7.2 il 09.07.2018, sulla tratta

stradale __________, condotto il veicolo Mercedes-Benz CLK 500 di proprietà di ACPR

3, con applicate le targhe di controllo TI __________;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 95 cpv. 1 lett a LCStr;

8. ripetuta contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato:

8.1 nel periodo compreso tra il

01.01.2017 e il 15.07.2018, a __________, __________ e in altre imprecisate

località del Cantone Ticino, intenzionalmente consumato circa 100 grammi di

marijuana e 100 grammi di hashish;

8.2 il 15.07.2018, a __________,

in Via __________, presso il suo domicilio, detenuto 3.24 grammi lordi di

hashish interamente destinati al proprio consumo personale;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 19a cifra 1 LStup in combinazione

con l’art. 19 cpv. 1 lett. d LStup limitatamente al punto 8.2;

C. IM 2 singolarmente

9. furto aggravato

siccome commesso per mestiere

per avere,

nel periodo compreso tra il 01.01.2018 e il 10.07.2018,

a __________ e __________,

in un numero non meglio precisato di occasioni,

per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,

ripetutamente sottratto cose mobili altrui,

segnatamente

9.1 nel periodo compreso tra il

01.01.2018 e il 10.07.2018, a __________ in Via __________, presso l’abitazione

di __________ e a danno di quest’ultima, sottratto un navigatore marca Tom Tom

con cavo di alimentazione, un supporto per navigatore marca iGrip, un tablet

marca MPMan nr. __________ e una scheda SIM Yallow, per un valore complessivo

della refurtiva non meglio quantificato (refurtiva interamente recuperata e

restituita alla danneggiata);

9.2 nel periodo compreso tra il

01.01.2018 e il 10.07.2018, a __________ in Via __________, presso l’abitazione

di __________, __________ e __________ e a danno di questi ultimi, sottratto un

paio di occhiali da sole marca Ray Ban, un fucile in legno con cannocchiale

nero marca Wega Sport 4x40, una scheda SIM Yallow, un orologio da polso blu

marca Guess, un orologio da polso Avant Premier, un apparecchio acustico, un

telefono cellulare marca Samsung di colore bianco, una fotocamera marca Canon

Ixus di colore argento, 4 anelli, un ciondolo a forma di cuore, una collana

d’argento con ciondolo, una collana d’argento, una collana d’oro con pietre e

ciondolo, due braccialetti, una cavigliera con farfalle, un apparecchio

fotografico di colore rosa marca Samsung, una scatola blu/grigio Silver 925, un

computer nero marca Toshiba, un telefono cellulare marca Sony Experia di colore

bianco, una penna USB SunDisk nera e tre memorie, per un valore complessivo

della refurtiva non meglio quantificato (refurtiva interamente recuperata e

restituita ai danneggiati);

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 139 cifra 1, 2 CP;

10. ripetuta guida senza

autorizzazione

per avere,

nel periodo compreso tra il 01.03.2018 e il 15.07.2018,

su diverse tratte stradali del __________ e del __________,

ripetutamente condotto veicoli a motore senza essere titolare

della licenza di condurre richiesta,

e meglio:

10.1 nel periodo compreso tra il

01.03.2018 e il 14.07.2018, sulle tratte stradali __________ – __________ – __________

e __________ – __________ – __________, in almeno tre occasioni, condotto il

veicolo a motore Suzuki Swift targato TI __________ di proprietà della madre __________;

10.2 nel periodo compreso tra il

06/07.07.2018 e il 15.07.2018, sulle tratte stradali __________ – __________, __________

– __________ – __________, condotto il veicolo a motore Mercedes-Benz CLK 500

con applicate le targhe di controllo TI __________, di proprietà di ACPR 3;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 95 cpv. 1 lett a LCStr;

11. ripetuta infrazione grave

alle norme della circolazione

11.1 per avere,

nelle prime ore del 15.07.2018,

sulla tratta stradale __________ – __________ – __________,

violato intenzionalmente norme elementari della circolazione, correndo

il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o

morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di velocità,

e meglio alla guida del veicolo Mercedes-Benz CLK 500 con

applicate le targhe di controllo TI __________, circolando alla velocità di

circa 80 km/h, malgrado il prescritto limite di 30 km/h, e alla velocità di

circa 100 km/h, malgrado il prescritto limite di 50 km/h, superando quindi di

almeno 40 km/h rispettivamente 50 km/h le velocità massime consentite;

11.2 per avere,

nelle medesime circostanze di tempo e di luogo di cui al punto

11.1 del presente AA,

violato gravemente le norme della circolazione, cagionando un

serio pericolo per la sicurezza altrui o assumendo il rischio di detto pericolo,

segnatamente,

alla guida del veicolo Mercedes-Benz CLK 500 con applicate le

targhe di controllo TI __________, con a bordo il passeggero IM 1, durante la

fuga dalla polizia, effettuando a forte velocità il sorpasso di due autoveicoli

in una curva piegante a destra senza visuale invadendo completamente la corsia

di contromano, abbattendo poi in uscita da una rotatoria un paletto della

segnaletica stradale ivi presente, proseguendo la sua corsa a forte velocità,

perdendo quindi la padronanza del veicolo e invadendo dapprima la corsia di

contromano e poi collidendo contro il guidovia presente a lato della

carreggiata della corsia opposta rispetto al sua direzione di marcia;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 90 cpv. 2, 3 e 4 lett. a, b LCStr

in combinazione con gli art. 26 LCStr, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1 LCStr, 32 LCStr, 34

LCStr, 35 LCStr;

12. infrazione alla LF sulle

armi e sulle munizioni

per avere, senza diritto,

il 15.07.2018,

a __________, presso il proprio domicilio,

intenzionalmente posseduto un fucile in legno con cannocchiale

nero Wega Sport 4x40, sottratto al vicino di casa come indicato al punto 9.2

del presente AA, nonché una pistola soft air Supersport 702 con 6 colpi, arma

quest’ultima acquistata cinque anni prima, in Italia, e poi importata in

Svizzera;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di

luogo;

reato previsto: dall’art. 33 cpv. 1 lett. a LArm;

13. ripetuta infrazione alla

LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato,

nel periodo compreso tra il 01.01.2018 e il 15.07.2018,

a __________ e in altre imprecisate località del Canton Ticino,

procurato in altro modo a IM 1 e __________, offrendoglieli

gratuitamente, almeno 5 grammi di marijuana,

nonché per avere,

il 15.07.2018, a __________ presso la propria abitazione,

detenuto 1.09 grammi lordi di marijuana destinati a terzi;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di luogo e di

tempo;

reato previsto: dall’art. 19 cpv. 1 lett. c, d LStup;

Presenti: - Ministero pubblico,

rappresentato dal procuratore pubblico PP 1;

- l'imputato IM 1, accompagnato dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1;

- l’imputato IM 2,

accompagnato dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 2.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:35 alle ore

15:24.

Evase le seguenti

questioni: Verbale del dibattimento

Il Presidente informa le parti

che il procedimento penale nei confronti di IM 1 per il reato di ripetuta

contravvenzione alla LF sugli stupefacenti di cui al punto 8 dell’atto

d’accusa, limitatamente ai fatti precedenti il 24 giugno 2017, è abbandonato a

seguito di intervenuta prescrizione, motivo per cui tali fatti non saranno oggetto

di discussione né di decisione, fatta salva quella di abbandono.

Le parti si dichiarano

d’accordo.

Il Presidente propone altresì

alle parti di modificare il secondo paragrafo del punto 11.1 dell’atto d’accusa

come segue: “e meglio alla guida del veicolo Mercedes-Benz CLK 500 con

applicate le targhe di controllo TI __________, circolando alla velocità di

circa 80 km/h, malgrado il prescritto limite di 30 km/h, e alla velocità di

circa 100 km/h, malgrado il prescritto limite di 50 km/h, superando quindi, in

entrambe le occasioni, di almeno 50 km/h le velocità massime consentite.

Le parti si dichiarano d’accordo

e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

Sentiti: - il Procuratore

pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: i qui imputati, in pochi mesi, ne hanno combinate di ogni. Neppure

l’assordante rumore del sistema d’allarme del chiosco li ha fatti desistere dal

furto, per sottrarre il tabacco, tant’è che sono tornati quando si sono accorti

di essere indisturbati, per sottrarre non solo il tabacco, ma tutto quello che

hanno trovato. Un mesetto più tardi serviva loro un’auto per andare alla Festa __________

a __________ e anche quella volta in men che non si dica l’hanno rubata, ma non

andava bene una Fiat, ci voleva una bella Mercedes Cabrio. Non solo hanno

rubato la Mercedes, ma già che c’erano hanno svaligiato la concessionaria e

l’adiacente garage, hanno sostituito la targa della Mercedes e hanno anche

sottratto l’adesivo CH per andare in Italia. Non si sono fatti mancare nulla.

Hanno pure preso selvaggiamente a mazzate una cassaforte e si sono filmati con

il cellulare, come se il fatto di effettuare un furto con scasso fosse la cosa

più cool del mondo. Poi per una settimanella se ne sono andati in giro con la

Mercedes, perlopiù in Italia, ma la tentazione di mostrarsi con la bella Cabrio

anche sulle strade del nostro cantone li ha però traditi. La targa che avevano

sottratto era stata annunciata come oggetto di refurtiva. Alla vista della

Polizia si sono dati alla fuga e l’inseguimento è stato degno di un film

holliwoodiano. Un comportamento scellerato e criminale. Enorme è stato il

rischio di causare un incidente con feriti gravi o morti. IM 2 si è fermato

solo quando ha perso il controllo del veicolo. È un miracolo che da

quell’incidente sono usciti solo con qualche graffio. I due imputati neppure

avevano la licenza di condurre. IM 2 deve rispondere anche dei furti a danno

dei vicini di casa, quegli amici che gli avevano lasciato le chiavi per bagnare

le piante e accudire gli animali. Fiducia mal riposta, perché IM 2 ne ha

approfittato per derubarli. Per finire, abbiamo IM 2 che ha pensato bene di

offrire agli amici 5 grammi di marijuana, mentre IM 1 ha ammesso di avere

consumato regolarmente marijuana e hashish.

Fatti

I fatti sono sostanzialmente ammessi, le uniche contestazioni

riguardano parte della refurtiva sottratta. Per il furto al chiosco di __________,

l’AP parla del preciso importo di CHF 1'709.00. Stessa cosa vale per il furto

presso il Garage __________. Per il furto al garage, gli imputati contestano

pure determinati oggetti. Non vi è motivo per non ritenere attendibili gli

elenchi della refurtiva stilati dagli AP, anche perché ciò significherebbe dire

che i disonesti sono gli AP, ciò che non è il caso. Oggi, al banco degli

imputati, siedono infatti IM 1 e IM 2, e non gli AP.

Venendo al diritto, a mente del PP gli imputati hanno agito in

banda, hanno unito le forze. Entrambi, poi, hanno fatto del furto mestiere,

perlomeno al pari di un’attività accessoria, aumentando non di poco le proprie

entrate. IM 1 era studente e di entrate non ne aveva, IM 2 aveva uno stipendio,

ma ha arrotondato, perlomeno alla pari di un lavoro part time, le sue entrate.

Gli elementi costitutivi dei reati indicati nell’atto d’accusa sono

pacificamente adempiuti. Per il furto d’uso, il loro piano prevedeva di

abbandonare la Mercedes in Italia quando non fosse più servita. Per

l’impedimento di atti dell’autorità, è vero che guidava IM 2, ma IM 1 non gli

ha detto di fermarsi, anch’egli voleva scappare. IM 2, poi, ha corso il

serissimo rischio di causare un incidente con feriti gravi o morti.

Occorre quindi stabilire la colpa di IM 1 e IM 2. Per i furti

commessi in correità, con i connessi reati di danneggiamento, violazione di

domicilio e furto d’uso, la colpa è di grado medio. La refurtiva non è

irrisoria, come prue i danneggiamenti. A mitigare la colpa vi è che gli

imputati non si sono introdotti in abitazioni private. I due, poi, hanno agito solo

per lucro, per procurarsi facilmente quanto gli occorreva. IM 2 ha rubato anche

ai vicini di casa, ma non si è trattato d furto con scasso, disponeva delle

chiavi, di certo ha tradito la loro fiducia. Di grado medio è la loro colpa per

i reati di impedimento di atti dell’autorità, guida senza autorizzazione e

abuso delle targhe. Per IM 2 è lieve la colpa per l’infrazione alla LF sulle

armi e alla LF sugli stupefacenti, mentre è molto grave la sua colpa per il

reato di infrazione grave alle norme della circolazione stradale, avendo egli

messo in pericolo la vita degli altri utenti della strada e dell’amico IM 1.

Quali attenuanti vanno considerate la collaborazione e la giovane età degli

imputati.

L’accusa conclude chiedendo, per IM 1, la condanna alla pena

detentiva di 14 (quattordici) mesi, nonché alla pena pecuniaria di 30 (trenta)

aliquote giornaliere da CHF 30.00 (trenta) cadauna per il reato di impedimento

di atti dell’autorità, entrambe sospese condizionalmente per 2 (due) anni,

oltre alla multa di CHF 200.00 (duecento) per la contravvenzione alla LF sugli

stupefacenti. Per IM 2, fissa la pena a 18 (diciotto) mesi per il punto 11

dell’atto d’accusa, pena che va aumentata di altri 12 (dodici) mesi in ragione

del concorso di reati. Chiede pertanto la condanna di IM 2 alla pena detentiva

di 30 (trenta) mesi, di cui 6 (sei) mesi da espiare e i restanti 24

(ventiquattro) mesi sospesi per un periodo di prova di 2 (due) anni, nonché

alla pena pecuniaria di 30 (trenta) aliquote giornaliere da CHF 30.00 (trenta)

cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni per

il reato di impedimento di atti dell’autorità;

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: in entrata osserva che sono trascorsi circa 2 anni dai fatti. Un

mese e mezzo di follia, di nebbia totale, perché non si riesce a spiegare

altrimenti perché IM 1, un ragazzo tranquillo, senza precedenti, si è

improvvisamente reso protagonista di azioni delinquenziali, che ha subito però

subito abbandonare, tornando sulla retta via. Il messaggio, con la

carcerazione, è sicuramente passato forte e chiaro, e oggi abbiamo di fronte a

noi un uomo con la testa sule spalle, una testa che funziona.

I fatti sono stati pressoché da subito riconosciuti. Sul punto 1,

richiamato l’art. 27 CP, la difesa contesta le circostanze aggravanti del

mestiere e della banda. Per il mestiere, osserva che IM 1 non ha certamente

agito nell’intento di ottenere un reddito non indifferente e regolare, come

esige la giurisprudenza, avendo egli dichiarato che lo allettava la riserva di

sigarette per il primo furto, mentre per il secondo furto si doveva sottrarre

un veicolo per fare una vacanza. La maggior parte della refurtiva è comunque

rimasta nelle disponibilità del correo IM 2 e in buona parte è stata

restituita. Contesta anche la banda, nozione che deve essere interpretata in

modo restrittivo, vista l’elevata comminatoria di pena. La sola circostanza per

cui abbiano agito congiuntamente in due sole occasioni, non è sufficiente a far

ritenere adempiuto il criterio della continuità. Non si trovano agli atti gli

altri elementi tipici della banda, che vadano oltre la correità. IM 1, in un

momento di blackout totale, si è trovato a fare da gregario all’allora amico IM

2, che gli aveva proposto di fare dei furti.

Sul punto 6, la difesa rileva che è un dato di fatto e non è

contestato che gli imputati si sono dati alla fuga, IM 2 si trovava alla guida,

mentre IM 1 era passeggero anteriore. Al proposito, tuttavia, cita la sentenza

DTF 120 IV 136, con cui il Tribunale Federale ha stabilito che il fatto di

approvare l’atto altrui non basta perché vi sia correità, occorre che il correo

partecipi alla pianificazione, all’organizzazione o alla commissione del reato,

escludendo quindi la correità del passeggero nel caso citato, non potendo egli

avere nessun controllo della situazione, come nel caso concreto. Non risulta

che IM 1, semplice passeggero, abbia in qualche modo incitato IM 2 o favorito

in altor modo la fuga, motivo per cui, secondo la difesa, dev’essere prosciolto

da tale capo d’imputazione.

Quanto alla pena proposta dall’accusa, a mente della difesa la

stessa sembra eccessivamente severa. La colpa di IM 1 non va certamente

banalizzata, avendo egli agito sulla base di motivi futili, quando aveva tutte

le possibilità di fare come aveva fatto fino ad allora. Il carcere preventivo

sofferto, tuttavia, ha senza dubbio fatto sì che il messaggio sia passato forte

e chiaro e il comportamento dopo i fatti ne è una chiara dimostrazione. Vanno

inoltre considerate la giovane età e l’incensuratezza, nonché il contesto in

cui sono avvenuti i fatti, e meglio che IM 1 non è entrato in abitazioni

private. Va inoltre tenuto conto della collaborazione fornita da IM 1, che ha

da subito ammesso le sue responsabilità. Va pure tenuto conto, a mente della

difesa, del tempo trascorso dai fatti e del fatto che il comportamento illecito

è da circoscrivere a un breve periodo. Egli ha inoltre nel frattempo provveduto

a risarcire gli AP, con l’aiuto della madre, cui dovrà restituire gli importi

anticipati. Chiede pertanto di tenere conto dell’attenuante specifica sincero

pentimento ex art. 48 lett. d CP. Anche se la pena sarà sospesa, le conseguenze

di quelle scelte sconsiderate rimangono, visto anche quanto accaduto con la

scuola reclute, che forse non potrà cominciare.

La difesa conclude chiedendo la condanna del suo assistito alla

pena pecuniaria di 180 (centoottanta) aliquote giornaliere, subordinatamente

alla pena detentiva non superiore a 6 (sei) mesi, da porre al beneficio cella

sospensione condizionale con periodo di prova di 2 (due) anni, essendo la

prognosi favorevole;

- l’avv. DUF 2, difensore

dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: i fatti

oggetti dell’odierno dibattimento sono stati quasi integralmente ammessi da IM

2 già in corso d’inchiesta. La presa di coscienza emerge anche dalla concreta

intenzione di riprendere in mano la sua vita.

La difesa contesta l’infrazione grave alle norme della

circolazione, non essendovi alcun accertamento per la velocità, ma solo

dichiarazioni soggettive degli imputati, senza alcuna certezza. In virtù del

principio in dubio pro reo, non possono essere prese in considerazione le

velocità indicate nell’atto d’accusa, dovendosi pertanto derubricare a

infrazione semplice.

Contesta pure l’aggravante del mestiere per il furto, rilevando

che il numero dei reati non è tale da poter ammettere tale aggravante. La refurtiva

e il periodo di commissione dei reati sono esegui rispetto ai casi in cui è

stata ammessa l’aggravante del mestiere. Al proposito cita la sentenza di

questa Corte 72.2019.44. Entrambi gli imputati hanno dichiarato che hanno

rubato l’auto solo per andare a __________, e poi l’avrebbero abbandonata. Per

quanto riguarda il furto ai vicini, IM 2 l’ha commesso per il gusto della

sfida, non con l’intenzione di trarne delle entrate a mo’ di reddito, bensì per

il semplice gusto di farlo. Grande parte della refurtiva è stata ritrovata in

camera dell’imputato e restituita ai danneggiati. Se avesse avuto l’intenzione

di procurarsi un reddito, avrebbe sicuramente rivenduto la refurtiva. Tra gli

oggetti sottratti vi erano anche degli oggetti che avrebbero potuto garantirgli

un introito. Egli, d’altronde, aveva superato gli esami per ottenere il diploma

di __________, il reddito se lo sarebbe procurato lavorando. Non era pronto a

commettere un numero imprecisato dei reati in questione. Ai tempi dei furti

aveva il diploma di __________ e, in seguito, ha sempre lavorato presso la __________,

sia in Ticino che in Svizzera tedesca. A partire da febbraio di quest’anno

lavora presso __________ come __________. Inoltre ha intenzione di proseguire

con un’ulteriore formazione come __________. Attualmente riesce a mantenersi,

vivendo presso i genitori, e sentendo regolarmente l’assistente sociale che lo

aiuta a tenere sotto controllo il budget mensile. Dopo un periodo di

difficoltà, ha dimostrato di voler lavorare onestamente.

Quanto alla commisurazione della pena, a mente della difesa non

può essere desunta una colpa grave dell’imputato, il quale ha agito per

stupidità. La presa di coscienza si evince dall’ammissione, dalla piena

collaborazione e dal fatto che abbia dimostrato con fatti concreti di voler

dare una svolta alla propria vita. Egli ha anche tentato di risarcire gli AP,

non riuscendoci completamente a causa delle sue difficili condizioni

finanziarie e volendolo fare da solo, senza l’aiuto dei suoi genitori. Egli sente

anche regolarmente l’assistente sociale per tenere sotto controllo gli aspetti

amministrativi. Sta riuscendo a prendere in mano la propria vita da solo,

nonostante il periodo difficile vissuto con i genitori adottivi nel periodo

dell’adolescenza. Un nuovo periodo in carcere lo ostacolerebbe nel percorso

adeguato e corretto che ha avviato e di cui è ora convinto, rischiando di farlo

piombare in un disagio importante. Bisogna poi tenere conto del tempo trascorso

e della giovane età dell’imputato.

La difesa conclude chiedendo che la pena sia contenuta in 2 (due)

anni, di modo da beneficiare della sospensione condizionale.

Considerato, in fatto ed in diritto

I) Premessa

1. Ritenuto che IM 1 non ha

annunciato appello e che unicamente la pena comminata a IM 2 impone la

motivazione della sentenza ex art. 82 cpv. 1 lett. b CPP, la presente decisione

menzionerà IM 1 unicamente nella misura in cui si rivelasse necessario ai fini

di chiarire i contorni della vicenda.

II) Questione pregiudiziale

Considerandi

2.

In entrata di dibattimento,

lo scrivente Presidente ha comunicato alle parti, che si sono dichiarate

d’accordo, che il procedimento penale nei confronti di IM 1 per il reato di

ripetuta contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, limitatamente ai fatti

precedenti il 24 giugno 2017, è abbandonato a seguito di intervenuta

prescrizione.

III) Correzione dell’atto

d’accusa

3.

Con l’accordo delle parti,

il secondo paragrafo del punto 11.1 dell’atto d’accusa è stato modificato come

segue: “e meglio alla guida del veicolo Mercedes-Benz CLK 500 con applicate le

targhe di controllo TI __________, circolando alla velocità di circa 80 km/h,

malgrado il prescritto limite di 30 km/h, e alla velocità di circa 100 km/h,

malgrado il prescritto limite di 50 km/h, superando quindi, in entrambe le

occasioni, di almeno 50 km/h le velocità massime consentite”.

IV) Curriculum vitae e precedenti

penali dell’imputato

4.

IM 2, …OMISSIS...

In occasione del verbale d’arresto, l’imputato si è così espresso

in punto alla sua situazione personale:

“…OMISSIS…” (VI PG

15.07.2018, allegato al rapporto di arresto provvisorio, AI 1, p. 3).

Nel verbale della persona arrestata del 16 luglio 2018 ha

affermato:

“…OMISSIS...” (VI PP

16.07.2018, AI 6, p. 2).

5.

Rispondendo alla domanda

dell’interrogante, IM 2 ha riferito di aver debiti per una carta di credito,

per complessivi CHF 800.00 (estratto del casellario giudiziale svizzero

15.07.2018, AI 3).

6.

Invitato ad esprimersi sui

suoi precedenti penali nel verbale della persona arrestata del 16 luglio 2018

ha affermato di non avere precedenti penali, di avere rubato un portafoglio in

un’occasione, quando aveva 12 o 13 anni, ma di non ricordare se fosse stato

condannato, avendo unicamente memoria di un interrogatorio in Polizia e di

essersi presentato a Palazzo di giustizia (estratto del casellario giudiziale

svizzero 15.07.2018, AI 3).

Di fatto, con decreto del 26 novembre 2010 della Magistratura dei

minorenni IM 2 è stato oggetto di un’ammonizione per furto (AI 67), mentre a

casellario giudiziale non risultano iscrizioni a suo nome (estratto del

casellario giudiziale svizzero 15.07.2018, AI 3).

7.

In occasione

dell’interrogatorio dibattimentale, IM 2 ha riferito di avere nel frattempo

conseguito l’AFC come __________ e di lavorare al 50% presso __________ di __________

quale __________, percependo uno stipendio mensile di CHF 2'000.00. Con questo

denaro riuscirebbe a vivere, abitando con i suoi genitori (VI DIB 24.6.2020,

allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 3 e 4).

Sulle sue prospettive di vita l’imputato si è così espresso:

“Vorrei continuare la mia

formazione come __________ e magari ottenere la __________.” (VI DIB

24.6.2020, allegato 1 al verbale dibattimentale, p. 4).

V) Circostanze dell’arresto,

inchiesta e atto d’accusa

8.

In data 15 luglio 2018,

alle ore 00:17, al valico di __________ è stata notata dalle guardie di confine

l’entrata di un veicolo con applicate le targhe TI __________, le quali

risultavano segnalate quale oggetto di un furto avvenuto tra il 6 e il 7 luglio

2018.

presso la concessionaria ACPR 2 e l’officina ACPR 4 di __________.

L’accusatore privato aveva segnalato il furto, oltre che dell’automobile marca

Mercedes-Benz targata TI __________, delle citate targhe di controllo, nonché

di denaro contante, così come pure di 33 chiavi d’accensione di veicoli.

È pertanto stata allertata la Polizia Cantonale, che ha disposto

degli appostamenti, attuati con l’aiuto delle varie Polizie Comunali. Verso le

ore 02:10 la pattuglia della Città di __________, dopo avere visto

sopraggiungere una Mercedes-Benz che poteva rientrare nella descrizione data

dalle guardie di confine, ha deciso di seguirla per monitorarne i movimenti. Il

veicolo Mercedes-Benz, verosimilmente accortosi di essere seguito, ha

accelerato per darsi alla fuga, percorrendo ad alta velocità le strade e

riuscendo a seminare l’autocivetta. Il veicolo è tuttavia stato raggiunto da

una pattuglia della Polizia Comunale __________, dalla quale ha tentato

parimenti di fuggire. A causa dell’eccessiva velocità, il conducente del

veicolo ha tuttavia perso la padronanza del veicolo, non riuscendo ad

effettuare la rotatoria di __________ tra Strada __________/Via __________, per

cui l’automobile ha continuato la sua corsa dritta, attraversando la rotatoria

al centro ed effettuando un salto di circa 5 metri per poi atterrare sulla

carreggiata e terminare la fuga. A seguito dell’impatto i due occupanti del

veicolo, identificati in IM 2 alla guida e IM 1 quale passeggero, hanno

riportato delle ferite e sono quindi stati tradotti presso l’Ospedale __________

di __________, da dove sono stati dimessi dopo visita medica. I due sono quindi

stati tradotti presso la Gendarmeria di __________ per essere sentiti.

9.

Interrogato dalla Polizia, IM

2.

ha raccontato la sua giornata del 14 luglio 2018, sostenendo di avere

incontrato l’amico IM 1 nel corso del pomeriggio, a __________. Dopo avere

passato il pomeriggio in città, avrebbero preso il trenino e avrebbero

raggiunto __________ (Italia) per assistere allo spettacolo di fuochi

d’artificio. Dopo avere trascorso la serata in zona, passata la mezzanotte, i

due avrebbero raggiunto i posteggi di Via __________ per recuperare l’auto

Mercedes-Benz, sulla quale IM 2 si sarebbe messo alla guida, sebbene sprovvisto

di patente, e, passando per la dogana, si sarebbero recati al __________ a __________,

dove sarebbero rimasti per un’oretta. Verso le ore 01:30 avrebbero deciso di

rientrare e, con l’intento di riportare l’auto ai posteggi di Via __________ a __________,

si sarebbero avviati verso __________. IM 2 ha affermato di avere visto un’auto

che li seguiva e di avere quindi deciso di fare qualche giro nella zona per

accertarsi di non essere seguito, dopodiché, una volta notata la pattuglia

della Polizia che azionava le luci e i bitoni, avrebbe deciso di fuggire

accelerando (raggiungendo i 130 km/h), circostanza che gli avrebbe fatto

perdere il controllo del veicolo e lo avrebbe fatto “andare dritto” sulla

rotonda tra Strada __________ e Via __________, causando danni tali al veicolo

da far attivare gli airbag e arrestare la corsa. Stando alle prime

dichiarazioni dell’imputato, sulla strada avrebbero circolato soli e non vi

sarebbero state altre macchine.

IM 2 ha ammesso di avere commesso il furto del veicolo

Mercedes-Benz la notte fra venerdì 6 e sabato 7 luglio 2018, asserendo

inizialmente di essere stato da solo, salvo poi ammettere, dopo essergli state

contestate delle fotografie rinvenute sul suo telefono cellulare, di avere

perpetrato il citato furto unitamente all’amico IM 1. In particolare, il

prevenuto ha raccontato che la serata era iniziata al __________ di __________.

Dopo avere fatto rientro al suo domicilio, i due si sarebbero recati alla

carrozzeria, dove l’amico avrebbe rotto il vetro per potervi accedere e, una

volta entrati, avrebbero cercato le chiavi dei veicoli. Al primo piano,

all’interno del bagno, avrebbero rinvenuto una cassaforte, che sarebbe stata da

lui forzata, permettendo ai due di impossessarsi di una quarantina di chiavi di

automobili. Il prevenuto ha dichiarato di avere anche sottratto CHF 1'500.00 in

contanti, trovati all’interno di un cassetto di una scrivania. Usciti dalla

carrozzeria, i due uomini, dopo essersi fatti un selfie su di una Aston Martin

parcheggiata all’esterno, avrebbero preso la Mercedes CLK, IM 2 si sarebbe

messo alla guida, mentre IM 1 avrebbe ripreso lo scooter con cui erano giunti,

avrebbero raggiunto __________ (Italia) e lasciato la macchina al parcheggio di

Via __________. IM 2 ha ammesso di avere utilizzato tale veicolo anche prima

del 14 luglio 2018, e meglio per andare a __________ con amici.

A conclusione del suo interrogatorio, l’imputato è stato tratto in

arresto.

10.

La Polizia ha quindi

proceduto, il medesimo giorno, alla perquisizione del domicilio dei due

imputati, rinvenendo, a casa di IM 2, diversi oggetti, tra cui un fucile

moschetto 55 in legno, 41 chiavi di diverse automobili, 1 classificatore con

diverse licenze di circolazione, una tessera dati automobile Lancia Lybra, 2

stemmi adesivi CH per auto, così come diversi attrezzi e materiale suscettibile

di essere utilizzato per la commissione di furti.

11.

Interrogato dal PP il 16

luglio 2018, IM 2 ha sostanzialmente confermato la versione resa in Polizia,

precisando che la sera del furto si sarebbero appropriati, oltre che di una

quarantina di chiavi d’accensione, del veicolo Mercedes-Benz e delle targhe di

controllo TI __________, anche di alcuni sigari, cavi USB, delle cuffiette, un

trapano, un cacciavite, una mazza e della porta della cassaforte. In merito a

tale furto e alle modalità in cui è stato perpetrato, l’interrogato ha

dichiarato che lui e IM 1 si sarebbero alternati i compiti. La refurtiva

sarebbe quindi stata lasciata all’interno del baule dell’auto.

IM 2 ha poi riferito di avere perpetrato, unitamente all’amico IM

1, un ulteriore furto nel mese di marzo 2018. In particolare, passando davanti

al chiosco __________ di __________ (Italia), i due avrebbero avuto l’idea di

rubare le sigarette e il tabacco al suo interno, decidendo pertanto di rompere

il vetro, per mano di un sasso trovato per strada, per accedervi. Prima di

fuggire, sarebbero riusciti ad impossessarsi di una ventina di stecche di

sigarette e una ventina di pacchetti di drum. Una parte della refurtiva sarebbe

poi stata venduta da IM 2 a terze persone, mentre il restante sarebbe stato

spartito tra i due amici.

Sulla presenza, presso il suo domicilio, del fucile moschetto 55

in legno, l’imputato ha affermato di averlo sottratto per sfida al suo vicino

la settimana precedente l’arresto (rapporto di arresto provvisorio, AI 1;

rapporto di complemento 15.07.2018, AI 2; AI 16).

12.

In accoglimento dell’istanza

del PP (AI 16), con decisione del 18 luglio 2018 il GPC ha ordinato la

carcerazione preventiva di IM 2 sino al 26 agosto 2018 compreso, ritenuta la

presenza, in capo all’imputato, di sufficienti indizi di reato, nonché concreti

elementi indizianti pericolo di collusione/inquinamento delle prove (AI 20).

13.

Con decisione del 24 agosto

2018, a seguito del suo interrogatorio finale (AI 58), il PP ha ordinato

l’immediata scarcerazione dell’imputato (AI 59).

14.

Con l’atto d’accusa in

rassegna, il PP ha rinviato a giudizio IM 2 per i reati di furto aggravato,

ripetuto danneggiamento, ripetuta violazione di domicilio, furto d’uso di un

veicolo a motore, ripetuto abuso della licenza e delle targhe di circolazione,

impedimento di atto dell’autorità, ripetuta guida senza autorizzazione,

ripetuta infrazione grave alle norme della circolazione, infrazione alla LF

sulle armi e sulle munizioni e ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti.

VI) Fatti di cui all’atto

d’accusa

15.

L’imputato ha integralmente

ammesso i fatti di cui all’atto d’accusa in corso d’inchiesta (VI PG

15.07.2018, allegato al rapporto di arresto provvisorio, AI 1; VI PP

16.07.2018, AI 6; VI PG 25.07.2018, AI 33; VI PG 07.08.2018, AI 46; VI PP

24.08.2018, AI 58) così come pure in aula (VI DIB 24.6.2020, allegato 1 al

verbale dibattimentale), contestando unicamente parte della refurtiva

denunciata dagli accusatori privati. In sede di arringa, il difensore ha,

peraltro, contestato che l’imputato abbia superato i limiti di velocità nella

misura indicata nell’atto d’accusa, sostenendo che non figura, agli atti,

alcuna perizia accertante tale circostanza.

16.

Per quanto attiene

all’imputazione di furto aggravato di cui al punto 9 dell’atto d’accusa, ha

contestato di avere sottratto il tablet, affermando trattarsi di oggetto di sua

proprietà, e meglio:

“(…) il tablet non l’ho rubato,

è mio, l’ho acquistato al Conforama 2 o 3 anni fa, se non erro l’ho pagato CHF

79.” (VI PP 24.08.2018, AI 58,

p. 3).

17.

Relativamente al furto

avvenuto il 20/21 maggio 2018 a __________, presso il chiosco __________, a

danno di ACPR 1 (punto 1.1 dell’atto d’accusa), l’imputato ha riconosciuto la

refurtiva, precisando unicamente, per quanto attiene al contante sottratto, di

avere preso solo la somma di CHF 500/600.00, non potendo escludere che il

coimputato abbia a sua volta preso del denaro (VI PP 24.08.2018, AI 58, p. 5),

ciò che questi ha però contestato, affermando che:

“Il denaro contante sottratto

dalla cassa era pari a CHF 600.00, sono sicuro perché una volta giunti da IM 2

abbiamo contato la moneta.” (VI

PP 17.08.2018, AI 54, p. 4).

18.

Per quel che ne è del furto

avvenuto il 6/7 luglio 2018 a __________, presso il Garage __________, a danno

della ACPR 4 (punto 1.2 dell’atto d’accusa), IM 2 ha affermato, in punto alla

refurtiva:

“Abbiamo rubato solo CHF 1'500 è

tutto il contante che abbiamo trovato. Contesto inoltre di aver sottratto

l’attrezzo bloccaggio frizioni moto, la pistola smontagomme, il kit estrattori

per cuscinetti e la chiave dinamometrica, riconosco invece gli altri oggetti

indicati dall’accusatore privato.” (VI PP 24.08.2018, AI 58, p. 6).

Lo stesso ha fatto il coimputato IM 1, dichiarando che:

“Per quanto riguarda il denaro

contante sottratto ribadisco che noi abbiamo rubato unicamente CHF 1'500.-.

Contesto inoltre di aver sottratto l’attrezzo bloccaggio frizioni moto, la

pistola smontagomme, il kit estrattori per cuscinetti e la chiave

dinamometrica.” (VI PP 17.08.2018, AI 54, p. 5).

19.

Con riferimento, in fine, al

furto avvenuto il 6/7 luglio 2018 a __________, presso la concessionaria ACPR 2,

a danno di predetta società (punto 1.3 dell’atto d’accusa), IM 2 ha affermato:

“Riconosco parte della refurtiva

salvo la chiavetta internet backup Swisscom, la borsa marrone Gucci e il

sacchetto di stoffa nero.” (VI PP 24.08.2018, AI 58, p. 6).

Queste le dichiarazioni rese da IM 1:

“Contesto il furto di una borsa

marrone Gucci così come di una carta per radio argento 2.0 che non so neppure

cosa sia. Per quanto riguarda il sacchetto nero io ricordo un sacchetto di

plastica, non di stoffa, non mi dice nulla la scatola tipo carbonio __________.”

(VI PP 17.08.2018, AI 54, p. 63).

20.

In sede dibattimentale, IM 2

ha confermato le sue ammissioni per i fatti di cui all’atto d’accusa, ribadendo

le contestazioni sollevate in corso d’inchiesta per quanto attiene alla

refurtiva denunciata dagli accusatori privati (VI DIB 24.6.2020, allegato 1 al

verbale dibattimentale, p. 4-9).

21.

Per quanto attiene alle

infrazioni alla LCStr di cui al punto 11 dell’atto d’accusa, in corso

d’inchiesta l’imputato ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“(…) non ho prestato attenzione

al contachilometri, è comunque possibile che come mi ha fatto notare la polizia

circolavamo a 130 km/h sul limite di 50 km/h.” (VI PP 16.07.2018, AI 6, p. 7)

“(…) quando ci siamo accorti di

essere seguiti dalla Polizia, abbiamo deciso di provare a scappare e ci siamo

dati alla fuga a forte velocità. (…) non ho guardato sul contachilometri a che

velocità andavamo, ma sicuro andavamo almeno a 100 km/h.” (VI PP 24.08.2018, p. 7)

Da parte sua, IM 1 ha affermato che:

“non ho visto il contachilometri

a quale velocità circolavamo ma sicuramente andavamo ben oltre il limite, secondo

me andavamo almeno a 100 km/h.” (VI

PP 17.08.2018, p. 6)

Si dirà, poi, in merito ai superamenti di velocità, che il

rapporto di Polizia 15 luglio 2018 riporta che:

“si precisa che il veicolo ha

circolato a forte velocità fin dall’inizio della fuga, effettuando sorpassi

azzardati e mettendo in estremo pericolo gli altri utenti della strada.”

(allegato 55 al rapporto d’inchiesta)

Il rapporto di Polizia 22 luglio 2018 indica da parte sua che:

“il conducente ha immediatamente

circolato ben oltre il limite consentito. Infatti al secondo passaggio in viale

__________ (limite 50 km/h) il veicolo raggiungeva circa gli 80 km/h, mentre

nella zona 30 via __________/via __________ circolava a gran velocità (dossi

presenti). (…) una volta giunti su via __________ lo stesso azionava le quattro

frecce e ci distanziava. (…) A questo punto il conducente affondava il piede

sull’acceleratore in piena località, distanziandoci ulteriormente”.

(allegato 56 al rapporto d’inchiesta)

22.

In occasione

dell’interrogatorio dibattimentale l’imputato ha ammesso i fatti così come

menzionati nell’atto d’accusa (VI DIB 24.6.2020, allegato 1 al verbale

dibattimentale, p. 7).

VII) Considerazioni della

Corte

23.

Stante quanto precede, in

punto ai surriferiti fatti contestati, la Corte ha ritenuto di non avere, fino

a prova del contrario, alcun motivo di dubitare della correttezza di quanto

denunciato dagli AP. Di fatto, coloro che si sono resi responsabili di reati

sono gli imputati e non certo i danneggiati.

Quanto al superamento dei limiti di velocità, si impone di

osservare che già in sede d’inchiesta sia IM 2 che IM 1 hanno ammesso i fatti.

Ciò trova conforto sia nei rapporti di Polizia sopra riportati, sia nel fatto

che l’automobile utilizzata disponeva di una potenza considerevole, addirittura

superiore a 300 CV e in grado di distanziare le pattuglie della Polizia. IM 2,

del resto, ha affermato che “in quel momento penso che ero disposto a tutto per

non farmi prendere” (cfr. VI DIB 24.06.2020, allegato 1 al verbale del dibattimento,

p. 8).

Soprattutto, ancora in sede dibattimentale, IM 2 ha ammesso i

fatti, sia in punto all’entità del superamento sui tratti stradali con limite

di 50 km/h che su quelli con limite di 30 km/h (VI DIB 24.6.2020, allegato 1 al

verbale dibattimentale, p. 7).

Posto che, come visto, i rimanenti punti non sono stati oggetto di

contestazioni dal profilo fattuale, la Corte li ha accertati così come

riportati sull’atto d’accusa.

VIII) In diritto

24.

Ai sensi dell’art. 139 cifra

1.

CP è punito con la reclusione fino a cinque anni o con una pena pecuniaria

chiunque, a scopo d’indebito profitto, sottrae una cosa mobile altrui alfine di

appropriarsene.

Il furto è aggravato, e perciò passibile di una pena massima di

dieci anni di reclusione o con una pena pecuniaria non inferiore a 90 aliquote

giornaliere se l’autore fa mestiere del furto (art. 139 cifra 2 CP), oppure,

con pena massima di dieci anni di reclusione o con una pena pecuniaria non

inferiore a 180 aliquote giornaliere, se l’autore ha agito in qualità di

affiliato ad una banda, si è munito di un’arma da fuoco o di un’altra arma

pericolosa, oppure ancora si è dimostrato particolarmente pericoloso per il

modo in cui ha perpetrato il furto (art. 139 cifra 3 CP).

Secondo la giurisprudenza, l’autore agisce per mestiere laddove

risulta - dal tempo e dai mezzi che consacra agli atti criminosi, dalla

frequenza degli stessi durante un periodo determinato, così come dall’entità

dei guadagni auspicati o ottenuti - che egli esercita l’attività delinquenziale

alla stessa stregua di una professione, anche semplicemente accessoria. È

necessario che la persona miri ad ottenere dei redditi non indifferenti e

relativamente regolari (STF 6B_681/2009 del 18 febbraio 2010 consid. 2; DTF 116

IV 319 consid. 4; DTF 117 IV 65; DTF 119 IV 129; DTF 123 IV 116).

Elementi costitutivi del delinquere per mestiere sono quindi una

commissione ripetuta dei reati, l’intenzione di ottenerne un reddito e la

disponibilità a commettere anche nel futuro un numero imprecisato di reati del

tipo in questione.

Innanzitutto, dunque, è necessario che il prevenuto abbia già

compiuto dei reati. Se da un lato, uno solo non è sufficiente, dall’altro la

giurisprudenza non ha fissato un numero minimo a partire dal quale si può

parlare di professione del crimine. Per la valutazione si deve considerare

quale è stato il periodo nel quale gli atti sono stati perpetrati e l’ammontare

della refurtiva. Così, ad esempio, possono essere sufficienti 5 furti in una settimana

con un bottino complessivo di fr. 2'000.-, mentre non lo sarebbero 5 furti in

un anno, per lo stesso ammontare. La verifica non può essere fatta in maniera

astratta ma deve essere riferita al caso concreto (Marcel Alexander

Niggli/Christof Riedo, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 2a edizione, Basilea

2013, n. 97 ad art. 139).

In secondo luogo, deve poi essere esaminato se l’autore ha agito

con l’intenzione di ottenere un reddito. Ciò è dato solo se è riconoscibile la

volontà di derivare con una relativa regolarità dall’attività criminale delle

entrate per coprire una parte delle spese necessarie a mantenere il tenore di

vita.

Il TF ha ritenuto sufficiente che il reddito conseguito

dall’attività delittuosa basti a coprire i costi nella misura, a volte, del 10%

e, a volte, del 25%. È stato, ad esempio, considerato sufficiente un importo

mensile di fr. 1'000.- per un meccanico (DTF 119 IV 129, 133) rispettivamente

quello di fr. 500.- mensili a fronte di un salario di fr. 3'500.- (DTF 123 IV

113, 116). Troppo scarse sono, per contro, state ritenute entrate per fr. 250.-

al mese (DTF 116 IV 319, 334 seg.).

Non è necessario che l’autore riesca concretamente ad ottenere il

reddito, basta la corrispondente intenzione (DTF 68 IV 40, 44; DTF 78 IV 91, 94

seg.). Neppure indispensabile è che la delinquenza rappresenti l’unica o la

principale fonte di guadagno del reo: un reddito complementare basta (DTF 123

IV 113, 117).

Da ultimo l’autore deve essere pronto a commettere un numero

imprecisato di reati del genere in questione. La questione risulta essere poco

problematica se egli nel passato ha perpetrato reati in una maniera tale, da

aver già palesato questa sua disponibilità. Se il numero dei delitti realmente

effettuati è ridotto, la qualificazione può avvenire solo sulla scorta di una

prognosi di plausibilità con riferimento a comportamenti futuri, fondata su

quando da lui sino a quel momento fatto e considerati la frequenza dei delitti,

i mezzi impiegati per la loro commissione e l’ammontare del bottino (Marcel

Alexander Niggli/Christof Riedo, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 2a

edizione, Basilea 2013, n. 108 ad art. 139).

Secondo la giurisprudenza l'aggravante della banda è data qualora

due o più persone manifestano, espressamente o per atti concludenti, la volontà

di associarsi in vista di commettere in futuro più azioni criminose,

indipendenti, qualificate come furto oppure come rapina, anche se non ancora

ben definite e/o pianificate. Secondo il Tribunale federale per l'applicazione

di questa aggravante, è sufficiente che gli autori prevedano o ipotizzino più

di due future azioni criminose (DTF 122 IV 265, 100 IV 219, 102 IV 166;

Schubarth, Komm., all’art. 137 n. 129 ss; Trechsel, Kurzkomm., all’art. 139 n.

16.

s.; Rehberg - Schmid, Strafrecht III, § 8 n. 4.2.; Stratenwerth, Schweiz.

Strafrecht, BT I, § 13 n. 100-102; Noll, Schweiz. Strafrecht, BT I, p. 140 s.).

Con riferimento al quesito a sapere se due persone fossero

sufficienti a costituire una banda il TF ha stabilito che, per decidere se

sussista una banda, vanno valutati, più che il numero di partecipanti, il grado

d'organizzazione e l'intensità della collaborazione esistente tra gli autori.

In particolare, è data l'affiliazione ad una banda se

l’organizzazione (almeno accennata con la ripartizione dei ruoli o del lavoro)

e l'intensità della collaborazione raggiungono una dimensione tale che si possa

parlare di una squadra solida e stabile ancorché durata poco tempo (DTF 124 IV

86; 124 IV 286).

Dal profilo soggettivo è sufficiente che l'autore abbia voluto e

conosciuto le circostanze di fatto che corrispondono alla definizione di banda.

L'elemento della banda deve essere ammesso solo se l'intenzione dell'autore

porta sulla perpetrazione in comune di più infrazioni (DTF 124 IV 86; 122 IV

265, 120 IV 317; 105 IV 181).

L'aggravante della banda si giustifica per la maggior pericolosità

dei singoli componenti derivante dal fatto che, detto in parole povere,

l’unione fa la forza o, meglio, influisce psichicamente e fisicamente in modo

negativo sul loro comportamento e sulla loro determinazione (DTF 78 IV 233).

Il simultaneo verificarsi di più circostanze aggravanti non

consente di superare il limite superiore della pena edittale, ma può essere

considerato ai fini della determinazione della pena nel contesto

dell'applicazione dell’art. 47 CP (Marcel Alexander Niggli/Christof Riedo, in

Basler Kommentar, Strafrecht II, 2a edizione, Basilea 2013, n. 136 ad art.

139).

25.

Ai sensi dell’art. 144 cpv. 1

CP chiunque deteriora, distrugge o rende inservibile una cosa altrui, o su cui

grava un diritto d’uso o d’usufrutto a favore di altri, è punito, a querela di

parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

26.

L’art. 186 CP stabilisce che

chiunque, indebitamente e contro la volontà dell’avente diritto, s’introduce in

una casa, in un’abitazione, in un locale chiuso di una casa, od in uno spiazzo,

corte o giardino cintati e attigui ad una casa, od in un cantiere, oppure vi si

trattiene contro l’ingiunzione d’uscirne fatta da chi ne ha diritto, è punito,

a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena

pecuniaria.

27.

Ai sensi dell’art. 94 cpv. 1

LCStr è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena

pecuniaria, chiunque sottrae un veicolo a motore per farne uso (lett. a) o

conduce un veicolo o circola su di esso come passeggero, sapendo sin

dall’inizio che tale veicolo è stato sottratto (lett. b).

28.

L’art. 97 cpv. 1 LCStr

punisce con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque

usa licenze o targhe di controllo che non sono state rilasciate per lui né per

il suo veicolo (lett. a) o intenzionalmente, si appropria illecitamente di

targhe di controllo allo scopo di usarle egli stesso o di cederne l’uso a terzi

(lett. g).

29.

Secondo l’art. 95 cpv. 1

lett. a LCStr è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena

pecuniaria chiunque conduce un veicolo a motore senza essere titolare della

licenza di condurre richiesta.

30.

L’art. 90 cpv. 2 LCStr

punsice con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria

chiunque, violando gravemente le norme della circolazione, cagiona un serio

pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo.

Dal profilo oggettivo, la fattispecie è realizzata quando l’autore

commette, oggettivamente, una violazione grave di una regola fondamentale della

circolazione stradale e mette seriamente in pericolo la sicurezza del traffico.

Dal profilo soggettivo, l’autore deve avere adottato un comportamento senza riguardi

o gravemente contrario alle regole della circolazione oppure, in caso

d’infrazione commessa per negligenza, deve essere incorso in una crassa

negligenza (DTF 131 IV 133 consid. 3.2 e rinvii).

31.

L’art. 26 cpv. 1 LCStr

prevede che ciascuno, nella circolazione, deve comportarsi in modo da non

essere di ostacolo nè di pericolo per coloro che usano la strada conformemente

alle norme stabilite.

Il cpv. 2 del medesimo disposto stabilisce che particolare

prudenza deve essere usata verso i fanciulli, gli infermi e i vecchi e

parimente quando vi siano indizi per ritenere che un utente della strada non si

comporti correttamente.

32.

L’art. 27 cpv. 1 LCStr

stabilisce che l’utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni

stradali.

33.

Secondo l’art. 31 cpv. 1

LCStr il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da

potersi conformare ai suoi doveri di prudenza.

34.

L’art. 32 cpv. 1 LCStr

prevede che la velocità deve sempre essere adattata alle circostanze, in

particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle

condizioni della strada, della circolazione e della visibilità. Nei punti in

cui il veicolo potrebbe intralciare la circolazione, il conducente deve

circolare lentamente e, se necessario, fermarsi, in particolare dove la

visibilità non è buona, alle intersezioni con scarsa visuale e ai passaggi a

livello.

Il cpv. 2 del medesimo disposto dispone che il Consiglio federale

limita la velocità dei veicoli a motore su tutte le strade.

Secondo l’art. 32 cpv. 3 LCStr la velocità massima stabilita dal

Consiglio federale può essere ridotta o aumentata, per determinati tratti di

strada, dall’autorità competente soltanto in virtù di una perizia. Il Consiglio

federale può prevedere eccezioni.

35.

L’art. 34 LCStr prevede che:

- i veicoli devono circolare

a destra, sulle strade larghe nella metà destra. Essi devono tenersi il più

possibile sul margine destro della strada, soprattutto se procedono lentamente

e sui tratti senza visuale (cpv. 1);

- sulle strade dove sono

tracciate le linee di sicurezza, i veicoli devono sempre circolare alla destra

di queste linee (cpv. 2);

- il conducente che vuole

cambiare la direzione di marcia, ad esempio per voltare, sorpassare, mettersi

in preselezione, passare da una corsia a un’altra, deve badare ai veicoli che

giungono in senso inverso e a quelli che seguono (cpv. 3);

- il conducente deve tenersi

a una distanza sufficiente da tutti gli utenti della strada, in particolare

nell’incrociare, sorpassare e circolare affiancato o dietro un altro (cpv. 4).

36.

Secondo l’art. 35 LCStr:

- i veicoli incrociano a

destra e sorpassano a sinistra (cpv. 1);

- è permesso fare un

sorpasso o girare un ostacolo solo se la visuale è libera, il tratto di strada

necessario è sgombro e la manovra non è d’impedimento per i veicoli che

giungono in senso inverso. Nella circolazione in colonna, può sorpassare solo

chi ha la certezza di poter rientrare tempestivamente senza ostacolare la

circolazione degli altri veicoli (cpv. 2);

- chi sorpassa deve avere

speciale riguardo agli altri utenti della strada, in particolare a coloro che

vuole sorpassare (cpv. 3);

- è vietato sorpassare nelle

curve senza visuale, ai passaggi a livello sprovvisti di barriere e

immediatamente prima di essi e prima di un dosso; alle intersezioni, il

sorpasso è permesso solo se la visuale è libera e se il diritto di precedenza

degli altri utenti della strada non viene ostacolato (cpv. 4);

- è vietato sorpassare un

veicolo, quando il conducente indica l’intenzione di voltare a sinistra o si

ferma davanti a un passaggio pedonale allo scopo di permettere ai pedoni

l’attraversamento della strada (cpv. 5);

- i veicoli che si mettono

in preselezione per voltare a sinistra devono essere sorpassati solo a destra

(cpv. 6);

- la carreggiata deve essere

lasciata libera in modo da permettere il sorpasso ai veicoli che circolano più

rapidamente e segnalano il loro avvicinarsi. Chi viene sorpassato non deve

aumentare la velocità (cpv. 7).

37.

Nell’ambito degli eccessi di

velocità il Tribunale federale ha stabilito delle regole precise al fine di

garantire la parità di trattamento tra conducenti. Per l’Alta Corte federale,

il caso è oggettivamente grave – cioè, è grave a prescindere dalle circostanze

concrete – quando il superamento della velocità autorizzata è di 25 km/h o più

all’interno delle località, di 30 km/h o più all’esterno delle località o sulle

semiautostrade e di 35 km/h o più sulle autostrade (DTF 124 II 259 consid. 2b).

Questa giurisprudenza – confermata anche dopo la revisione del diritto sulla

circolazione stradale entrata in vigore il 1. gennaio 2005 (STF del 3 giugno 2010,

1C_129/2010, consid. 3; STF del 16 ottobre 2008, 1C_83/2008, consid. 2) – non

dispensa, tuttavia, l’autorità da qualsiasi esame delle circostanze del caso

concreto e si riferisce in ogni caso alla velocità determinante (Jeanneret, Les

dispositions pénales de la Loi sur la circulation routière [LCR], Berna 2007,

N. 48-49, pag. 53-54).

38.

L’art. 90 cpv. 3 LCStr

stabilisce che è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni chiunque,

violando intenzionalmente norme elementari della circolazione, corre il forte

rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti,

segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di velocità,

l'effettuazione di sorpassi temerari o la partecipazione a gare non autorizzate

con veicoli a motore.

39.

L’art. 90 cpv. 4 LCStr

dispone che il capoverso 3 è in ogni caso applicabile se la velocità massima

consentita è superata:

- di almeno 40 km/h dove la

velocità massima consentita è di 30 km/h;

- di almeno 50 km/h dove la

velocità massima consentita è di 50 km/h;

- di almeno 60 km/h dove la

velocità massima consentita è di 80 km/h;

- di almeno 80 km/h dove la

velocità massima consentita è più di 80 km/h.

40.

In due sentenze in tema di

sequestro confiscatorio (art. 90a LCStr) il Tribunale federale aveva sancito

che ogni fattispecie che realizza gli estremi dell'art. 90 cpv. 4 LCStr

dev’essere sanzionata in applicazione del capoverso 3 della norma (DTF 1401V

133.

consid. 2.3.1; 139 IV 250 consid. 3.2). In particolare, nella sentenza pubblicata

in DTF 140 IV 133, l'Alta Corte aveva considerato che le violazioni dell'art.

90.

cpv. 3 combinato con il cpv. 4 LCStr, sono sempre costitutive di una

violazione particolarmente importante e intenzionale di regole fondamentali

della circolazione, con cui il conducente ha accettato di correre il forte

rischio di causare un incidente della circolazione. Cionondimeno, sia la DTF

140.

IV 133 (del 16 maggio 2014) sia la DTF 139 IV 250 (del 28 ottobre 2013) non

escludono definitivamente un esame, da parte del giudice, dell'aspetto

soggettivo dell'infrazione (DTF 140 IV 133 consid. 4.2.1, riassunto in DTF 142

IV 137 consid 5.1).

Giudicando su un ricorso dell'USTRA in materia di revoca della

licenza di condurre, in una sentenza del 20 novembre 2014 la Prima Corte di

diritto pubblico del Tribunale federale ha stabilito che l'art. 90 cpv. 4 LCStr

istituisce una presunzione irrefragabile che i superamenti dei limiti di

velocità contemplati dalla norma assurgono a grave violazione qualificata delle

norme della circolazione giusta il capoverso 3 dell'art. 90 LCStr (“Il

capoverso 3 è in ogni caso applicabile se…”). In forza di tale presunzione,

alle autorità giudicanti non è dunque consentito di esaminare, come aveva fatto

in quel caso l'autorità cantonale (erroneamente, secondo il Tribunale

federale), se l'autore ha agito intenzionalmente né se ha accettato il forte

rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti

(STF 10_397/2014 del 20 novembre 2014 consid. 2.4.1).

Nella DTF 142 IV 137 del 1. giugno 2016, il Tribunale federale ha

esaminato a fondo, in via interpretativa, la portata dell'art. 90 cpv. 3 e 4

LCStr, giungendo alla conclusione che s'imponeva una modifica

giurisprudenziale. Secondo i giudici federali, ammettere che l'art. 90 cpv. 4

LCStr fondi una presunzione irrefragabile di realizzazione del cpv. 3, in

particolare per quanto attiene agli aspetti soggettivi, preclude al giudice

ogni esame degli elementi della colpevolezza, comportando un’inversione

automatica dell’onere della prova, inammissibile giacché all’imputato è

impedita la prova di aver agito senza intenzione. Conseguentemente,

l’interpretazione della norma conduce a ritenere che se l’art. 90 cpv. 4 LCStr

fonda una presunzione della realizzazione delle condizioni soggettive del cpv.

3, tale presunzione non può dirsi irrefragabile (DTF 142 IV 137 consid. 9.3).

Ciò significa, sempre secondo il Tribunale federale, che l’autore di un eccesso

di velocità rientrante nei parametri dell’art. 90 cpv. 4 LCStr commette

oggettivamente una violazione grave qualificata delle norme della circolazione

secondo l’art. 90 cpv. 3 LCStr e realizza, di principio, le condizioni

soggettive dell’infrazione. Si deve ritenere, allora, che l’autore abbia agito

con l’intenzione di violare regole fondamentali della circolazione e abbia

accettato il forte rischio di causare un incidente della circolazione con

feriti gravi o morti. Tuttavia, premettendo che l’interpretazione sistematica

dell’art. 90 cpv. 4 LCStr impone l’esame da parte del giudice della realizzazione

dell’aspetto soggettivo dell’infrazione e attenendosi ai pareri unanimi della

dottrina, l’Alta Corte ha concluso che il giudice debba conservare un margine

di manovra (“une marge de manoeuvre”), ancorché ristretto (“certes

restreinte”), che gli consente di escludere, in casi particolari (“dans des

constellations particulières”), la realizzazione delle condizioni soggettive

dell'infrazione (DTF 142 IV 137 consid 11.2). Nella fattispecie, il Tribunale

federale aveva nondimeno respinto il ricorso dell’automobilista, in assenza di

circostanze particolari che permettessero di escludere la realizzazione

dell'elemento soggettivo dell’infrazione (DTF 142 IV 137 consid. 12).

Nella sentenza 6B_700/2016 del 14 settembre 2016, il Tribunale

federale si è occupato del ricorso di un conducente che, circolando

sull’autostrada A2 in territorio del Comune di Bardonnex, in prossimità della

dogana francese, era transitato su un tratto ove era segnalato un limite di 40

Km/h, alla velocità di 96 Km/h (già dedotto il margine di 3 Km/h) rilevata da

un apparecchio radar mobile appostato in zona. Con un superamento del limite di

56.

Km/h, gli era stata imputata una grave violazione qualificata delle norme

della circolazione, ai sensi dell'art. 90 cpv. 3 e cpv. 4 lett. b LCStr Il

tribunale di primo grado aveva derubricato l’infrazione e lo aveva dichiarato

colpevole di grave infrazione alle norme della circolazione ai sensi dell’art.

90.

cpv. 2 LCStr e punito con una pena pecuniaria e una multa. Nel suo appello

l’autore dell’infrazione aveva chiesto una riduzione di entrambe le pene,

mentre che il Ministero pubblico, pure appellante, aveva ribadito le sue

precedenti richieste. Respingendo l’appello dell’imputato e in accoglimento di

quello dell’accusa, la giurisdizione d’appello aveva dichiarato l’imputato

autore colpevole di grave infrazione qualificata alle norme della circolazione,

con conseguenza di condanna alla pena detentiva di 1 anno sospesa

condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni.

Evidenziata la caducità del principio della presunzione

irrefragabile sancita in DTF 142 IV 137 (sopra, consid. 4c), l’Alta Corte ha

rimproverato ai giudici cantonali di non aver verificato, sulla base delle

circostanze concrete del caso, se il ricorrente aveva effettivamente agito

intenzionalmente e accettando il forte rischio di causare un incidente con

feriti gravi o morti. Il Tribunale federale ha ritenuto, infatti, che trovarsi

confrontati, mentre si circola su un'autostrada in ottime condizioni di viabilità,

con un limite di velocità di 40 Km/h, peraltro di dubbia validità formale, è

circostanza che esula fortemente dall’andamento ordinario delle cose. Pertanto,

a fronte delle censure del conducente, che affermava di aver superato questo

limite per semplice disattenzione e non intenzionalmente, e soprattutto che

contestava di aver accettato il forte rischio di causare un incidente con

feriti gravi o morti, la particolarità del caso era tale da giustificare un

esame approfondito dell’elemento soggettivo. Per finire, il Tribunale federale

ha ammesso parzialmente il ricorso, annullato la decisione impugnata e rinviato

gli atti al tribunale di prima istanza per l’accertamento di ciò che il

conducente sapeva e voleva, trattandosi di questioni di fatto.

41.

L’art. 33 cpv. 1 lett. a LArm

punisce con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria

chiunque intenzionalmente,

senza diritto offre, aliena, procura per mediazione, acquista,

possiede, fabbrica, modifica, trasforma, porta, esporta in uno Stato Schengen o

introduce sul territorio svizzero armi, parti di armi essenziali o costruite

appositamente, accessori di armi, munizioni o elementi di munizioni.

42.

L'art. 19 cpv. 1 LStup

punisce chiunque, senza essere autorizzato, tra l’altro procura in altro modo a

terzi o detiene stupefacenti.

43.

In diritto, la Corte ha

rilevato, con riferimento ai punti 1 e 9, che l’aggravante del mestiere non è

stata ritenuta realizzata. In particolare, si impone di ritenere che l’imputato

ha effettuato i furti a fini utilitaristici, ovvero in cerca di oggetti e

valori che potessero servire loro al momento e non per trarre una fonte di

guadagno, sia pure accessoria. In particolare, per quanto attiene al punto 9,

va detto che IM 2 aveva tenuto la refurtiva in casa sua, verosimilmente poiché

neppure sapeva dove trovare un ricettatore. Del resto, pure il furto del

veicolo (e annesso abuso delle targhe), è legato al soddisfacimento di un

proprio desiderio e non certo quello di trarne un guadagno. Da ultimo, l’esiguo

guadagno tratto dalla vendita delle sigarette neppure permette di considerarlo

un reddito, sia pure accessorio.

Ne discende che l’imputato è stato prosciolto da tale aggravante

quo ai punti 1 e 9 dell’atto d’accusa.

44.

Per contro, con riferimento

all’aggravante della banda, appare evidente che IM 1 e IM 2 hanno agito in più

di un’occasione, lo hanno fatto di concerto, condividendo il piano e

suddividendosi la refurtiva. Essi hanno compiuto tre furti sull’arco di circa 2

mesi e verosimilmente avrebbero proseguito se non fossero stati intercettati il

15.

luglio 2018, circa 10 giorni dopo l’ultimo episodio. Di fatto, nel caso

concreto, appare evidente che il “motore” dell’agire degli imputati era la

possibilità di darsi reciprocamente manforte e di sostenersi a vicenda. Ciò che

rappresenta uno dei principali motivi per cui il legislatore ha previsto

l’aggravante della banda.

In concreto, quindi, essendone dati gli elementi oggettivi e

soggettivi, la Corte ha confermato l’aggravante della banda per il punto 1

dell’atto d’accusa.

45.

Per quanto attiene

all’imputazione di infrazione aggravata qualificata alle norme sulla

circolazione stradale, gli elementi oggettivi e soggettivi del reato di cui

all’art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr sono concretamente dati. Si impone qui di

osservare che, anche volendo fare astrazione dal crasso superamento del limite

di velocità, a fronte delle azzardate e pericolose manovre poste in essere,

conclusesi con la perdita di controllo del veicolo, l’art. 90 cpv. 3 LCStr

ritornerebbe comunque applicabile.

46.

Relativamente ai rimanenti

punti dell’atto d’accusa, osservando che gli elementi oggettivi e soggettivi

dei reati sono realizzati, gli stessi sono stati confermati.

IX) Commisurazione della pena

47.

Giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la

colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso

(Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il

grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la

reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la

giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le

espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129

IV 6 consid. 6.1).

Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden),

i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere

del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di

evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di

decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101

consid. 2a p. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto

delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in

relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non

siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi

dell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007 consid. 2.2).

In quest’ambito, si inserisce l’eventuale responsabilità limitata

dell’autore. In una sentenza dell’8 marzo 2010 (DTF 136 IV 55, poi confermata

in STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010), distanziandosi dalla

giurisprudenza precedente (cfr. DTF 134 IV 132), il Tribunale federale ha,

infatti, stabilito che - contrariamente ad un’interpretazione puramente

letterale del testo dell’art. 19 cpv. 2 CP (“il giudice attenua la pena”) - la

scemata imputabilità è un elemento che ha un influsso diretto sulla colpa, la

riduzione della pena menzionata dalla norma non essendo altro che la

conseguenza di tale colpa attenuata. La scemata imputabilità va, quindi,

considerata già nella determinazione della colpa dell’autore e non - come prima

si indicava - semplicemente applicata sulla pena (DTF 136 IV 55 consid. 5.5;

STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato

(Gesamtverschulden), il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una

scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica

adeguata.

Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal

TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere

ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati

all’autore (Täterkomponente), ovvero della sua vita anteriore (antecedenti

giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di

salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva,

ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale

così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid.

5.7; STF del 22 giugno 2010 6B_1092/2009 e 6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche

STF del 19 giugno 2009 6B_585/2008 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato

che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere

sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà

presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (messaggio del 21

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice

penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999

1744; STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008; STF del

12.

marzo 2008, inc. 6B_370/2007 consid. 2.2; DTF 128 IV 73 consid. 4 p. 79). La

legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di

pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV

73.

consid. 4c p. 79; 127 IV 97 consid. 3 p. 101). Questo criterio di

prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni

marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF

del 14 ottobre 2008 inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 consid. 3.2.; STF

del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007 consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc.

6B_14/2007 consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht,

Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).

48.

Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP,

quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione

di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena

prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può

tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in

ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena (Ackermann, Basler

Kommentar, Strafrecht I, 2. ed., Basilea 2007, ad art. 49, n. 8 e seg., p. 908 seg.;

Trechsel/Affolter-Eijsten, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar,

Zurigo 2008, ad art. 49, n. 7 e seg., p. 282 seg.; Stratenwerth/Wohlers,

Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, 2. ed., Berna 2009, ad art. 49,

n. 1, p. 114; Stoll, Commentaire romand, Code pénal I, Basilea 2009, art. 49,

n. 78, p. 506).

49.

Giusta l’art. 42 cpv. 1 CP,

il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria o di una pena

detentiva non superiore a due anni se una pena senza condizionale non sembra

necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti. Così

come la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare, la concessione della

sospensione condizionale rappresenta ormai la regola da cui ci si può dipartire

unicamente in presenza di una prognosi negativa, ritenuto che, in caso di

dubbio, deve prevalere il differimento dell’esecuzione della sanzione (STF

6B_103/2007 del 12 novembre 2007, consid. 4.2.2.).

Se, per contro, nei 5 anni precedenti il reato, l’autore è stato condannato

a una pena detentiva superiore a sei mesi, con o senza la condizionale, la

sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente

favorevoli (art. 42 cpv. 2 CP). L’art. 42 cpv. 2 CP esclude così la concessione

della sospensione (integrale o parziale) della pena salvo nel caso in cui siano

date condizioni tali da ribaltare la presunzione di pronostico negativo legata

all’esistenza del precedente penale (DTF 134 IV 1, consid. 4.2.3; STF 4 giugno

2010, inc. 6B_244/2010, consid. 1; 19 maggio 2009, inc. 6B_492/2008, consid.

3.1.2).

Contrariamente a quanto è la regola in materia di sospensione

condizionale della pena, nel caso dell’art. 42 cpv. 2 CP non è più supposta

l’assenza di una prognosi negativa (DTF 134 IV 1, consid. 4.2.3; STF 19 maggio

2009, inc. 6B_492/2008, consid. 3.1.2).

Per “circostanze particolarmente favorevoli” si intendono quelle

che escludono o annullano il valore peggiorativo della prognosi insito nella

condanna precedente (STF 19 maggio 2009, inc. 6B_492/2008, consid. 3.1.2 [non

pubblicato in DTF 135 IV 152]) così che, in questi casi, la concessione della

sospensione può entrare in considerazione soltanto se vi sono elementi esterni

determinanti che, valutati nel loro complesso, fanno ragionevolmente supporre che

il condannato si emenderà (STF 18 febbraio 2010, inc. 6B_812/2009, consid.

2.1.; STF 19 maggio 2009, inc. 6B_492/2008, consid. 3.1.2). Il giudice deve,

pertanto, esaminare se vi sono circostanze particolarmente favorevoli che

relativizzano la valenza negativa del precedente che è, di principio,

indiziante della possibilità della commissione di nuovi reati. In questa

valutazione può diventare determinante, ad esempio, il fatto che l’infrazione

da giudicare non ha alcun rapporto con l’infrazione anteriore o un importante e

positivo mutamento delle condizioni di vita del condannato (DTF 134 IV 1,

consid. 4.2.3; STF 19 maggio 2009, inc. 6B_492/2008, consid. 3.1.2; cfr. anche

Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, 2. ed., Berna 2006, §5 n. 42).

In sintesi, il condannato deve presentare, malgrado il precedente, solide

garanzie di non reiterazione del reato nel caso in cui gli fosse concessa la

sospensione condizionale (STF 4 giugno 2010, inc. 6B_244/2010, consid. 1).

Ciò vale anche quando la precedente condanna è stata inflitta

all’estero, a condizione che essa sia conforme ai principi del diritto svizzero

per quanto riguarda la punibilità di un determinato comportamento, la misura

della pena irrogata e la conformità procedurale (DTF 134 IV 1 consid. 4.2.3;

STF 6B_244/2010 del 4 giugno 2010 consid. 1; 6B_492/2008 del 19 maggio 2009

consid. 3.1.2; cfr. anche Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, 2.

ed., Berna 2006, §5, n. 42; Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la

modifica del Codice penale svizzero, FF 1999 pag. 1735).

50.

Giusta l'art. 43 cpv. 1 CP,

il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena detentiva di un

anno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa

dell'autore. Anche se la norma non lo prevede esplicitamente, la concessione

della sospensione condizionale parziale presuppone, come nell'ambito dell'art.

42.

CP per la condizionale totale, una prognosi non sfavorevole (DTF 134 IV 60

consid. 7.4 pag. 77).

Quando la durata della pena detentiva si situa tra uno e due anni,

il giudice ha la possibilità di scegliere tra la sospensione completa e quella

parziale, ritenuto che la sospensione ai sensi dell'art. 42 CP è la regola,

mentre quella parziale è l'eccezione (STF 6B_996/2014 dell'8 settembre 2015,

consid. 2). Quest'ultima può essere pronunciata solo se la concessione della

sospensione di una parte della pena è concepibile, dal punto di vista della

prevenzione speciale, unicamente se abbinata ad una pena detentiva ferma. Ove

esistono dei fondati dubbi sulle prospettive di recupero dell'autore, che

tuttavia non giustificano ancora, tenuto conto dell'insieme delle circostanze,

una prognosi chiaramente sfavorevole, il tribunale può decidere per una

sospensione parziale invece che per una completa. In questo modo, di fronte a

situazioni incerte, è possibile trovare una soluzione adatta alla persona

specifica, evitando di trovarsi invischiati in un ragionamento troppo

restrittivo che impone di dover scegliere tra "tutto o niente" (STF

6B_996/2014 dell'8 settembre 2015, consid. 2). Una prognosi negativa, per

contro, esclude sia la sospensione totale che quella parziale (DTF 134 IV 1

consid. 5.3.1.).

Trattandosi di una previsione, la questione a sapere se una

sospensione della pena consente di scoraggiare il condannato dal commettere

nuove infrazioni deve essere decisa sulla scorta di un apprezzamento globale,

che tiene conto delle circostanze del reato, dei precedenti dell'autore, della

sua reputazione, della sua situazione personale al momento del giudizio e del

suo stato d'animo. La valutazione deve fondarsi su tutti gli elementi atti a

chiarire gli aspetti della personalità della persona in disamina e delle sue

chances di riscatto. Il Tribunale federale ha, a tal proposito, chiarito che

non è possibile accordare un peso particolare a determinati criteri e

tralasciarne altri, se parimenti pertinenti.

51.

La colpa dell’imputato è

stata ritenuta di gravità medio bassa per i furti e i reati che ne sono

corollario. Di fatto, l’entità del maltolto e dei danni, pur non irrilevante,

appare comunque limitata. Mitiga pure la gravità oggettiva dell’agire di IM 2,

il fatto che non si è trattato di furti in abitazioni private (cfr. punto 1

dell’atto d’accusa) e, laddove ciò è stato il caso (punto 9 dell’atto

d’accusa), non si è trattato comunque di furti con scasso operati da

sconosciuti.

Di gravità media è stato giudicato il furto d’uso e l’applicazione

abusiva delle targhe di controllo.

La colpa è, per contro, stata giudicata tuttavia grave per quanto

concerne le infrazioni alla LCStr e ciò in ragione delle manovre spericolate

effettuate e dell’importante superamento dei limiti di velocità.

Anche dal profilo soggettivo, la colpa è medio bassa per quanto

attiene ai furti e agli altri reati menzionati nell’atto d’accusa, ma grave per

le infrazioni alla circolazione stradale.

Il motivo ad agire è stato, per i furti, la ricerca un facile

guadagno da destinarsi a futilità.

L’importante numero di reati commessi su di un ristretto arco

temporale testimonia della sua propensione a delinquere.

In punto al criterio della libertà dell’autore di decidere fra

legalità e illegalità, l’imputato disponeva certamente delle risorse necessarie

al fine di trattenersi dal commettere reato.

Analogamente, il motivo per cui ha commesso le infrazioni alla

LCStr è da ricercarsi nella volontà di sfuggire alla Polizia, ovvero la volontà

di non assumersi la responsabilità di quanto commesso.

Non ci si può poi esimere dall’osservare l’atteggiamento tenuto in

sede dibattimentale, volto a sminuire quanto fatto e significativo del fatto

che, verosimilmente, IM 2 non ha pienamente compreso la gravità del suo agire.

Pesa poi sull’imputato il concorso di reati.

In tale contesto, la Corte ha considerato una pena ipotetica di

poco inferiore a 3 anni di detenzione, con la precisazione che già le

infrazioni alla LCStr comporterebbero, a sé stanti, circa 18 mesi di

detenzione.

52.

Passando ad esaminare i

fattori legati alla persona, la Corte ha ritenuto la collaborazione fornita fin

dai primi verbali, la giovane età ed il sincero pentimento, posto che egli –

sia pure nel margine dato dalle sue possibilità – ha trovato un accordo

parziale con una delle compagnie assicurative.

In tale contesto, tutto ben ponderato, la Corte ha ritenuto

adeguata alla colpa di IM 1 una pena detentiva di 28 (ventotto) mesi.

53.

Stante l’entità della pena ed

al fine di tenere debitamente conto della colpa, la parte da espiare è stata

fissata in 6 (sei) mesi, ponendo i rimanenti 22 (ventidue) mesi al beneficio

della sospensione condizionale con periodo di prova di 2 (due) anni.

54.

Per quanto attiene

all’impedimento di atti dell’autorità, punibile con pena pecuniaria, la Corte

l’ha stabilita in 30 (trenta) aliquote giornaliere da CHF 30.00 (trenta)

cadauna, ovvero per complessivi CHF 900.00, pena pecuniaria anch’essa posta al

beneficio della sospensione condizionale con periodo di prova di 2 (due) anni.

X) Pretese di risarcimento

degli accusatori privati

54.

Per l'art. 122 cpv. 1 CPP in

veste di accusatore privato il danneggiato può far valere in via adesiva nel

procedimento penale pretese di diritto civile desunte dal reato.

L'art. 433 cpv. 1 lett. a CPP prevede che l’imputato deve

indennizzare adeguatamente l’accusatore privato delle spese necessarie da lui

sostenute nel procedimento se – come in concreto – l’accusatore privato vince

la causa.

Gli accusatori privati sono stati rinviati al competente foro

civile.

XI) Sequestri

55.

In accoglimento della

richiesta dell’accusa, cui la difesa non si è opposta, la Corte ha ordinato il

sequestro conservativo a parziale copertura di tasse e spese dell’importo di

denaro sotto sequestro, il dissequestro dell’accendino, della sigaretta elettronica,

della ricarica per accendini e della scatola in legno contenente filtri

sigaretta, e la confisca di tutto il restante sotto sequestro.

XII) Tassa di giustizia e

spese procedurali

56.

La tassa di giustizia di CHF

2'000.00 (duemila) e le spese procedurali sono a carico dei condannati, in

solido, con ripartizione interna in misura di 1/2 (un mezzo) ciascuno.

XIII) Retribuzione dei

difensori d’ufficio

57.

Giusta l’art. 135 cpv. 1 CPP

il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa d’avvocatura della

Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento penale a carico

del patrocinato.

Al caso concreto è pertanto applicabile il regolamento sulla

tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la

fissazione delle ripetibili (Rtar), in vigore dal 1. gennaio 2008.

Il predetto regolamento stabilisce la tariffa per le prestazioni

dell’avvocato nel caso della sua nomina a patrocinatore d’ufficio, nel caso di

concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria e per la fissazione delle

ripetibili (art. 1 cpv. 1 Rtar).

All’avvocato è riconosciuto l’onorario per le prestazioni

necessarie per lo svolgimento del patrocinio, calcolato secondo i principi e le

disposizioni del regolamento (art. 2 cpv. 1 Rtar). La retribuzione della difesa

d’ufficio copre dunque il dispendio di tempo essenziale ad un’efficace difesa

nel procedimento penale (Ruckstuhl, BSK StPO, art. 135 CPP n. 3; Lieber, ZK

StPO, art. 135 CPP n. 3/6; Schmid, StPO Praxiskommentar, art. 135 CPP n. 3;

Galliani/Marcellini, Commentario CPP, art. 135 CPP n. 4): deve essere

indennizzato l’onorario proporzionale e necessario, che è in nesso causale con

la tutela dei diritti del difeso (Ruckstuhl, BSK StPO, art. 135 CPP n. 3;

Lieber, ZK StPO, art. 135 CPP n. 6).

L’onorario dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro

sulla base della tariffa di CHF 180.00/ora (art. 4 cpv. 1 Rtar; tariffa

confermata anche dall’Alta Corte, STF 6B_502/2013 del 3 ottobre 2013 consid.

3.2.). Se la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo

richiesto studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove

e complesse questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF

250.00/ora (art. 4 cpv. 2 Rtar). L’onorario dell’avvocato per la partecipazione

a interrogatori fuori dall’orario di lavoro usuale (tra le ore 20:00 e le ore

08:00 dei giorni feriali, nei giorni festivi ufficiali e di sabato) è fissato a

CHF 250.00/ora (art. 5a Rtar).

Per la determinazione dell’onorario a favore del difensore

d’ufficio, tenute presenti le citate tariffe orarie, fanno stato i principi

dell’art. 21 cpv. 2 della legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar), secondo i

quali l’avvocato ha riguardo alla complessità ed all’importanza del caso, al

valore ed all’estensione della pratica, alla sua competenza professionale ed

alla sua responsabilità, al tempo ed alla diligenza impiegati, alla situazione

personale e patrimoniale delle parti, all’esito conseguito ed alla sua

prevedibilità (STF 6B_810/2010 del 25 maggio 2011 consid. 2.).

Ha inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo

svolgimento del patrocinio, riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar).

Quest’ultima norma prevede che possa essere riconosciuto un importo forfetario

in per cento dell’onorario quale rimborso per le spese di cancelleria, di

spedizione, di comunicazione, di fotocopie e di apertura e archiviazione

dell’incarto (art. 6 cpv. 1 Rtar).

L’assunzione di un mandato di patrocinatore d’ufficio da parte di

un avvocato dipendente di uno studio legale è considerata un’attività

indipendente che non può essere attribuita al datore di lavoro. Le prestazioni

di servizio fornite sul territorio svizzero da un avvocato nel quadro di una

difesa d’ufficio sono sottoposte all’IVA se l’avvocato medesimo vi è

assoggettato (STF 6B_486/2013 del 16 luglio 2013 consid. 4.3.; 6B_638/2012 del

10.

dicembre 2012 consid. 3.7.; sentenza CRP 60.2013.455 del 6 maggio 2014

consid. 3.6.2.). Di conseguenza non si giustifica l’attribuzione dell’IVA al

patrocinatore indipendente quand’esso non sia personalmente assoggettato alla

stessa.

58.

Le note professionali del 28

novembre 2019 e 23 giugno 2020 dell’avv. DUF 1, adattate all’effettiva durata

del dibattimento, sono state approvate così come esposte, per complessivi CHF

7’226.15, comprensivi di onorario, spese e IVA.

59.

La nota professionale del 24

giugno 2020 dell’avv. DUF 2 è stata oggetto di decurtazioni per quanto attiene

ai contatti con i famigliari dell’imputato, nonché con l’avvocato del correo e

con le assicurazioni, volti a trovare un accordo per le pretese di risarcimento

degli accusatori privati, prestazioni che esulano dall’obbligo della difesa penale,

per un totale di CHF 1'425.00. Per il restante, la nota professionale dell’avv.

DUF 2, adattata all’effettiva durata del dibattimento, è stata approvata così

come esposta, per complessivi CHF 7'799.65, comprensivi di onorario, spese,

trasferte e IVA.

60.

I condannati sono tenuti a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino gli importi riconosciuti ai rispettivi

difensori d’ufficio non appena le loro condizioni economiche glielo permettano

(art. 135 cpv. 4 CPP).

visti gli art.: 12, 40, 42, 43,

44, 47, 48, 49, 51, 69, 70, 139, 144, 186, 286 CP;

26, 27, 31, 32, 34, 3590, 94, 95, 97 LCStr;

19, 19a LStup;

33.

LArm;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara

e pronuncia:

1.

IM 1 e IM 2 sono coautori

colpevoli di:

1.1

furto aggravato

siccome commesso come associati a una banda intesa a commettere

furti,

per avere,

nel periodo 20 maggio 2018 – 7 luglio 2018, a __________ e __________,

agendo in correità fra loro, per procacciarsi un indebito profitto e al fine di

appropriarsene, ripetutamente sottratto cose mobili altrui per un valore di

refurtiva quantificato in CHF 27'158.40;

1.2

ripetuto danneggiamento

per avere,

nel periodo 20 maggio 2018 – 7 luglio 2018, a __________ e __________,

agendo in correità fra loro, ripetutamente e intenzionalmente deteriorato,

distrutto o reso inservibili delle cose altrui, cagionando un danno complessivo

quantificato in CHF 20'037.60;

1.3

ripetuta violazione di

domicilio

per essersi,

nel periodo 20 maggio 2018 – 7 luglio 2018, a __________ e __________,

agendo in correità fra loro, al fine di commettere i furti di cui al punto 1.1

del presente dispositivo, ripetutamente e indebitamente introdotti, contro la

volontà degli aventi diritto, in spazi commerciali;

1.4

furto d’uso di un veicolo

a motore

per avere,

il 6/7 luglio 2018, a __________, presso la concessionaria ACPR 2,

agendo in correità fra loro, sottratto per farne uso il veicolo Mercedes-Benz

CLK 500 di proprietà di ACPR 3, nonché, nel periodo 6/7 luglio 2018 – 15 luglio

2018, in diverse località del __________ e del __________, ripetutamente

condotto predetto veicolo, rispettivamente circolato su di esso come

passeggeri, sapendo sin dall’inizio che era stato sottratto;

1.5

ripetuto abuso della

licenza e delle targhe di circolazione

per essersi,

il 6/7 luglio 2018, a __________, presso la concessionaria ACPR 2,

agendo in correità tra loro, intenzionalmente e illecitamente appropriati delle

targhe di controllo TI __________ attribuite al furgone Citroën Berlingo,

targhe da loro successivamente applicate sul veicolo Mercedes-Benz CLK 500 e

ripetutamente utilizzate nel periodo 6/7 luglio 2018 – 15 luglio 2018 sulle

strade del __________ e del __________;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

IM 1 è altresì autore

colpevole di:

2.1

ripetuta guida senza

autorizzazione

per avere,

il 6/7 luglio 2018, sulla tratta stradale __________ – __________,

condotto il motoveicolo Aprilia SR 50R targato TI __________ di proprietà di __________,

e il 9 luglio 2018, sulla tratta stradale __________ – __________, condotto il

veicolo Mercedes-Benz CLK 500 di proprietà di ACPR 3, con applicate le targhe

di controllo TI __________, senza essere titolare della licenza di condurre

richiesta;

2.2

ripetuta contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato, nel periodo 17 aprile 2017 – 15 luglio

2018, a __________, __________ e in altre imprecisate località del Cantone

Ticino, intenzionalmente consumato circa 80 grammi di marijuana e 80 grammi di

hashish, nonché per avere, il 15 luglio 2018, a __________, detenuto 3.24

grammi di hashish destinati al proprio consumo personale;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

3.

IM 2 è altresì autore

colpevole di:

3.1

impedimento di atti

dell’autorità

per avere,

il 15 luglio 2018, sulla tratta stradale __________ – __________ –

__________, impedito alle pattuglie di polizia di compiere un atto che entrava

nelle loro attribuzioni, segnatamente dandosi alla fuga a bordo del veicolo

Mercedes-Benz con applicate le targhe di controllo TI __________, accelerando

al fine di evitare il controllo e relativo fermo da parte delle pattuglie che

lo inseguivano a bordo di veicoli muniti di lampeggianti e sirene azionati;

3.2

furto

per avere,

nel periodo 1. gennaio 2018 – 10 luglio 2018, a __________ e __________,

in un numero imprecisato di occasioni, per procacciarsi un indebito profitto e

al fine di appropriarsene, ripetutamente sottratto cose mobili altrui per un

valore di refurtiva non meglio quantificato;

3.3

ripetuta guida senza

autorizzazione

per avere,

nel periodo 1. marzo 2018 – 14 luglio 2018, sulle tratte stradali __________

– __________ – __________ e __________ – __________ – __________, in 3

occasioni, condotto il veicolo a motore Suzuki Swift targato TI __________ di

proprietà della madre __________, e nel periodo 6/7 luglio 2018 – 15 luglio

2018, sulle tratte stradali __________ – __________, __________ – __________ – __________,

condotto il veicolo a motore Mercedes-Benz CLK 500 di proprietà di ACPR 3,

senza essere titolare della licenza di condurre richiesta;

3.4

ripetuta infrazione grave

alle norme della circolazione

per avere,

3.4.1

il 15 luglio 2018, sulla

tratta stradale __________ – __________ – __________, alla guida del veicolo

Mercedes-Benz CLK 500 con applicate le targhe di controllo TI __________,

circolato alla velocità di circa 80 km/h, malgrado il prescritto limite di 30

km/h, e alla velocità di circa 100 km/h, malgrado il prescritto limite di 50

km/h, superando quindi, in entrambe le occasioni, di almeno 50 km/h le velocità

massime consentite, nonché per avere,

3.4.2

nelle medesime circostanze di

tempo e di luogo di cui al punto 3.1 del presente dispositivo, alla guida del

veicolo Mercedes-Benz CLK 500 con applicate le targhe di controllo TI __________,

con a bordo il passeggero IM 1, durante la fuga dalla Polizia, effettuato a

forte velocità il sorpasso di due autoveicoli in una curva piegante a destra

senza visuale invadendo completamente la corsia di contromano, abbattendo poi

in uscita da una rotatoria un paletto della segnaletica stradale ivi presente,

proseguendo la sua corsa a forte velocità, perdendo quindi la padronanza del

veicolo e invadendo dapprima la corsia di contromano e poi collidendo contro il

guidovia presente a lato della carreggiata della corsia opposta rispetto alla

sua direzione di marcia;

3.5

infrazione alla LF sulle

armi e sulle munizioni

per avere,

il 15 luglio 2018, a __________, senza diritto, intenzionalmente

posseduto un fucile in legno con cannocchiale nero Wega Sport 4x40 e una

pistola soft air Supersport 702 con 6 colpi, acquistata in Italia e poi

importata in Svizzera;

3.6

ripetuta infrazione alla

LF sugli stupefacenti

per avere,

nel periodo 1. gennaio 2018 – 15 luglio 2018, a __________ e in

altre imprecisate località del Canton Ticino, senza essere autorizzato,

procurato in altro modo ad altri 5 grammi di marijuana, nonché per avere, il 15

luglio 2018, a __________, detenuto 1.09 grammi di marijuana destinati a terzi;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

4.

IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di impedimento di atti dell’autorità di cui al punto 6

dell’atto d’accusa.

5.

IM 1 e IM 2 sono prosciolti

dall’aggravante del mestiere di cui al punto 1 dell’atto d’accusa.

6.

IM 2 è prosciolto

dall’aggravante del mestiere di cui al punto 9 dell’atto d’accusa.

7.

Il procedimento penale nei

confronti di IM 1 per il reato di ripetuta contravvenzione alla LF sugli

stupefacenti di cui al punto 8 dell’atto d’accusa, limitatamente ai fatti

precedenti il 24 giugno 2017, è abbandonato a seguito di intervenuta

prescrizione.

8.

Di conseguenza,

8.1

IM 1

avendo dimostrato

sincero pentimento,

è condannato

8.1.1

alla pena detentiva di 10

(dieci) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto;

8.1.2

al pagamento della multa di

CHF 200.00 (duecento), con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per

colpa sarà sostituita con una pena detentiva di 2 (due) giorni.

8.1.3

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2

(due).

8.2

IM 2

avendo dimostrato

sincero pentimento,

è condannato

8.2.1

alla pena detentiva di 28

(ventotto) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto;

8.2.2

alla pena pecuniaria di CHF

900.00

(novecento), corrispondenti a 30 (trenta) aliquote giornaliere da CHF

30.00

(cadauna).

8.2.3

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa in ragione di 22 (ventidue) mesi, con un periodo di prova

di anni 2 (due). Per il resto è da espiare.

8.2.4

L’esecuzione della pena

pecuniaria è sospesa con un periodo di prova di anni 2 (due).

9.

Gli accusatori privati sono

rinviati al competente foro civile.

10.

È ordinato il sequestro

conservativo a parziale copertura di tasse e spese dell’importo di denaro sotto

sequestro.

11.

È ordinato il dissequestro

dell’accendino, della sigaretta elettronica, della ricarica per accendini e

della scatola in legno contenente filtri sigaretta.

12.

È ordinata la confisca di

tutto il restante sotto sequestro.

13.

La tassa di giustizia di fr.

2'000.00 (duemila) e le spese procedurali sono a carico dei condannati, in

solido, con ripartizione interna in misura di 1/2 (un mezzo) ciascuno.

14.

Le

spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

14.1

Le

note professionali del 28 novembre 2019 e 23 giugno 2020 dell’avv. DUF 1 sono

approvate per:

onorario fr. 7’226.15

spese fr. 148.00

IVA (7,7%) fr. 567.80

totale fr. 7’941.95

14.2

La

nota professionale del 24 giugno 2020 dell’avv. DUF 2 è approvata per:

onorario fr. 6'694.00

spese fr. 500.00

trasferte fr. 48.00

IVA (7,7%) fr. 557.65

totale fr. 7’799.65

14.3

I condannati sono tenuti a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino gli importi riconosciuti ai rispettivi

difensori d’ufficio non appena le loro condizioni economiche glielo permettano

(art. 135 cpv. 4 CPP).

15.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 2’000.--

Multa fr. 200.--

Inchiesta

preliminare fr. 4’768.45

Spese postali, tel., affr. in

blocco fr. 345.50

fr. 7’313.95

============

Distinta spese a

carico di IM 1 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 1’000.--

Multa fr. 200.--

Inchiesta preliminare fr. 2’384.225

Spese postali, tel., affr. in

blocco fr. 172.75

fr. 3’756.975

============

Distinta spese a

carico di IM 2 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 1’000.--

Inchiesta preliminare fr. 2’384.225

Spese postali, tel., affr. in

blocco fr. 172.75

fr. 3’556.975

============

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della

circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Dipartimento sanità e

socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona

- Ufficio centrale svizzero di

Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna

- Ufficio federale di

Polizia, ufficio centrale armi, 3003 Berna

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

Cancelliera