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Decisione

80.2008.110

Deduzioni sociali: figli a carico, figlio maggiorenne che vive con madre separata e riceve alimenti dal padre, deduzioni spettanti alla madre

14 gennaio 2010Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il pretore della Giurisdizione di __________

pronunciava in data 5 giugno 1998 il divorzio tra RI 1 e __________. I figli __________

(1984) e __________ (1990) venivano affidati alla custodia della madre. Il

figlio maggiore __________ frequentava, durante l’anno 2006, il corso di __________

all’Università __________. Per quanto concerne il periodo fiscale 2006, il padre

versava a quest’ultimo fr. 13'926.− a titolo di alimenti.

B. Nella

dichiarazione fiscale 2006, RI 1 indicava un reddito imponibile complessivo

pari a fr. 46’884.− e postulava

una deduzione per figli a carico di fr. 21'000.−.

C. L’

Ufficio circondariale di tassazione di __________ notificava alla contribuente

la decisione di tassazione IC/IFD 2006 il giorno 22 maggio 2006, commisurando

il reddito imponibile in fr. 58'100.− per l’IC 2006 e in fr. 82'600.− per l’IFD 2006. Non veniva accordata la deduzione per figlio a

carico di fr. 10'500.- per l’IC chiesta dalla madre per__________, poiché

essendo quest’ultimo maggiorenne, la deduzione in questione era stata concessa

al padre del ragazzo che gli versava fr. 13'926.− a titolo di alimenti.

D. La

contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 22 maggio 2006, chiedendo nuovamente che le venisse concessa la deduzione per figli a carico in materia

di IC __________.__________ 2008, l’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo

con la seguente motivazione: “siccome a partire dalla maggiore età dei figli i contributi alimentari non sono più tassabili della [recte: nella] partita

fiscale della madre (e quindi non deducibili da quella del padre), la deduzione per figli a carico è stata concessa al padre”.

E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula

che le venga riconosciuta:

- in

via principale, la deduzione aggiuntiva per il figlio __________ di fr. 6'100.− per l’IFD e di fr. 10'500.− per quanto concerne l’IC;

-

in via subordinata una deduzione aggiuntiva per il figlio __________ di fr.

6'100.− per l’IFD, e di

fr. 5'250.− per l’IC.

La

ricorrente sottolinea infatti come il solo contributo del padre non sia stato

neanche lontanamente sufficiente per coprire il fabbisogno economico del figlio. La deduzione per figli a carico dovrebbe quindi esserle concessa, integralmente per l’IFD ed

almeno per metà ai fini dell’IC.

Diritto

1. 1.1

Per l’art.

34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età al cui sostentamento il

contribuente provvede, 10'500.− franchi.

Un’analoga

deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è

limitato a fr. 6'100.− (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum

Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p.

149).

1.2

I presupposti per il

riconoscimento delle deduzioni citate sono enunciati, oltre che nella legge, in

apposite circolari dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e

della Divisione delle contribuzioni (DdC). Si veda in particolare, la circolare

n. 18 del gennaio 2004 della DdC, da cui emerge che il requisito fondamentale,

per la concessione delle deduzioni sociali in questione, è che i genitori che

fanno valere il loro diritto alle detrazioni contribuiscano effettivamente alle

spese di sostentamento e di studio del figlio.

D’altronde, la funzione

delle deduzioni sociali è proprio di tener conto della situazione economica

personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla

capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, 6a

ediz., Zurigo 1995, p. 264). La dottrina parla anche, con riferimento

alle deduzioni sociali, di “progressione indiretta”. In altri termini, il fine

di una imposizione proporzionale può essere perseguito, oltre che applicando

un’aliquota sempre crescente con l’accrescersi del valore dell’oggetto

(“progressione diretta”), anche con questo ulteriore strumento che consente di

ridimensionare le basi di computo.

Per queste ragioni, le

deduzioni in questione possono essere concesse solo nella misura in cui la

capacità economica del contribuente che le fa valere sia effettivamente

diminuita dalle spese sostenute per i figli.

1.3

Per la circolare n. 18/2003

della Divisione delle contribuzioni, nel caso di genitori divorziati, separati

legalmente o di fatto, celibi o nubili, che mantengono però figli maggiorenni a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età, una sola persona ha diritto alla

deduzione per figli a carico: quella che provvede al sostentamento. Se però

entrambi i genitori provvedono in modo importante al mantenimento dei figli, la

deduzione può essere ripartita fra i genitori (cfr. anche la recente circolare

n. 18/2009 della Divisione delle contribuzioni).

1.4

Può essere lasciata

aperta, in questa sede, la questione se le circolari della Divisione delle

contribuzioni, nella misura in cui ammettono una ripartizione delle deduzioni

sociali fra genitori, siano ancora conformi con la più recente giurisprudenza

del Tribunale federale. In effetti, l’Alta Corte federale ha anche precisato

che, per non penalizzare le coppie sposate, la deduzione per figlio a carico

non può essere concessa due volte, ovvero sia al genitore che versa sia a

quello che riceve gli alimenti. Inoltre, dal momento che gli alimenti pagati

sono deducibili dai proventi, il reddito fiscale del contribuente che li versa

risulta di per sé al netto di oneri per il figlio; questo genitore non è

pertanto considerato come contribuente che provvede al sostentamento ai fini

del riconoscimento della deduzione per figli a carico, mentre è solo il

genitore che riceve la pensione che, sul piano fiscale, provvede al

sostentamento, rispettivamente alla parte essenziale del sostentamento, e ha

diritto alla deduzione per figlio (cfr. sentenza del Tribunale federale del 4

settembre 2007 n.2A.683/2006 consid. 5.3).

La questione evocata può

essere lasciata aperta, in primo luogo, perché le deduzioni sociali non sono

soggette all’obbligo di armonizzazione intercantonale e non sono quindi

disciplinate dalla legge federale (art. 9 cpv. 4 LAID).

Inoltre, la giurisprudenza

citata si riferisce chiaramente alle ipotesi in cui i figli per cui viene

chiesta la deduzione sociale sono minorenni, poiché è solo in tali casi che gli

alimenti sono dedotti dal reddito del genitore che li versa e aggiunti ai

redditi di quello che li riceve per i figli che vivono con lui.

Quando invece i figli sono

maggiorenni e cade pertanto la deduzione degli alimenti, può essere giustificata

una divisione delle deduzioni sociali (cfr. sentenza CDT n. 80.2009.23 del 15

aprile 2009).

1.5

Per l’imposta federale

diretta, la Circolare n. 14 del 29 luglio 1994 dell’Amministrazione federale

delle contribuzioni prevede che, quando il figlio raggiunge la maggiore età,

gli alimenti pervengono direttamente allo stesso figlio maggiorenne per cui il

debitore degli alimenti non li può più dedurre. In questo caso, la dottrina

ritiene peraltro che quest’ultimo possa far valere la deduzione per figli prevista

dall’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD (Agner/Jung/Steinmann,

op. cit., n. 2 all’art. 35 LIFD, p. 149 e n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 130; Zigerlig/Jud, in: Zweifel/Athanas [a

cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Francoforte 2000,

vol. I, tomo 2a, n. 21 all’art. 33 LIFD, pag. 406).

In seguito, la prassi

dell’AFC si è modificata: se il genitore perde il diritto alla deduzione degli

alimenti, perché il figlio è diventato maggiorenne, può tuttavia rivendicare la

deduzione per persona bisognosa a carico, prevista dall’art. 213 cpv. 1 lett. b

LIFD. Se, poi, il figlio divenuto maggiorenne, ma tuttora bisognoso di mantenimento,

vive presso l’altro genitore, quest’ultimo continua ad avere diritto alla

deduzione per figli a carico (Agner/Digeronimo/Neuhaus/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer – Ergänzungsband, Zurigo

2000, n. 9a ad art. 33 LIFD, p. 122).

La poc’anzi menzionata

prassi dell’AFC è sottoposta a critiche severe della dottrina (cfr. a questo

riguardo CDT n. 80.2000.00166 del 7 novembre 2000, in RDAT I-2001 n. 7t, p. 362).

Il Tribunale federale l’ha

tuttavia ritenuta legittima, affermando che, sebbene un contribuente non debba

dichiarare quale reddito imponibile i contributi di mantenimento che riceve in

seguito al divorzio per i propri figli maggiorenni, tuttavia può chiedere la

deduzione per figli a carico, sebbene il genitore che paga gli alimenti (che

non può chiedere in deduzione gli alimenti versati ai figli maggiorenni) possa

a sua volta far valere la deduzione per persona bisognosa a carico. La legge

esclude solo che lo stesso genitore possa cumulare la deduzione per figli a

carico e quella per persone bisognose (sentenza del Tribunale federale del 23

gennaio 2002 n.2A.406/2001, in ZStP 2002 p. 147 = StE 2002 B 29.3 n. 18).

Considerandi

2.

2.1

Nella

presente fattispecie, la ricorrente postula la deduzione per figli a carico sia

in materia di IC (fr. 10'500.− in via principale, e di fr. 5'250.− in via subordinata) che in materia di IFD (fr. 6'100.−). Va precisato che la ricorrente

richiede la deduzione per figli a carico in materia di IFD per la prima volta

dinanzi a questa Camera: ai sensi dell’art. 140 cpv. 3 LIFD con il ricorso possono essere fatti valere tutti i vizi della decisione impugnata e della procedura anteriore, ed è pertanto su questa base che la Camera entrerà

in materia sulla domanda di deduzione per figli a carico anche per quanto

riguarda l’IFD 2006.

2.2

Per

quanto concerne l’IFD 2006, la prassi dell’Amministrazione federale delle contribuzioni,

riconosciuta anche dal Tribunale federale, è, come detto, di concedere la

deduzione per persona bisognosa a carico al genitore che versa gli alimenti al

figlio maggiorenne.

2.3

Inoltre,

è sempre la stessa AFC, con l’avallo del Tribunale federale, ad aver riconosciuto

la legittimità del cumulo delle deduzioni per figli a carico e per persona bisognosa

a carico, nel caso dei contributi di mantenimento versati ad un figlio maggiorenne. A tale proposito, l’Alta Corte ha osservato che non si giustificherebbe di rifiutare

al genitore, che vive con i figli e che riceve gli alimenti, la deduzione per figli a carico, per il solo fatto che non deve più pagare le imposte sugli alimenti

stessi. Infatti, quella per figli a carico è una deduzione sociale, che non è

legata all’imposizione dei contributi, bensì alle prestazioni di mantenimento –

che possono anche in parte essere in natura – del genitore con cui il figlio vive e la cui capacità contributiva è pertanto ridotta (ZStP 2002 p. 147 = StE 2002 B 29.3 n.

18.

consid. 2c). Va pertanto riconosciuta, per quanto attiene all’IFD 2006, una

deduzione per il figlio a carico __________ pari a fr. 6'100.−.

2.4

Ai fini

del calcolo dell’IC 2006, invece, dev’essere tenuto conto dell’effettivo onere

di mantenimento dei figli (cfr. RDAT I/2008 pag. 893).

In una

sentenza del 2000, questa Camera aveva stabilito che né l’importo di fr. 900.− al mese né di quello di fr. 717.− al mese, versati a titolo di

contributo di mantenimento dal padre ai figli affidati alla madre, si potevano

considerare sufficienti a garantire il mantenimento di un figlio maggiorenne

ancora in formazione, non raggiungendo neppure il minimo vitale secondo i

parametri adottati dall’Ufficio esecuzioni e fallimenti. Si è pertanto ritenuto

che la madre, nonostante l’esiguità dei redditi di cui disponeva, contribuisse

comunque, in una certa misura, al mantenimento del figlio. E’ stata dunque

considerata equa la decisione dell’Ufficio di tassazione di suddividere a metà

fra i genitori le deduzioni per figli e per figli agli studi (RDAT I-2001 n.

7t).

2.5

La ripartizione della deduzione per figli a carico tra il genitore che versa gli alimenti al figlio maggiorenne e il genitore dal quale quest’ultimo vive, è subordinataRI 1 produce agli atti

tutta una serie di spese, che, a suo dire, corrispondono in sostanza ai costi

cagionati nel periodo fiscale 2006 dal sostentamento di __________ per un totale

di complessivi fr. 8'067,05. Orbene, a mente di questa Camera, la ricorrente

apporta dei giustificativi che non riescono a documentare la reale entità del

suo contributo al mantenimento del figlio maggiorenne e d’altra parte alcune delle

spese indicate non appaiono pertinenti né si riferiscono al periodo fiscale 2006.

Ad esempio, in relazione alle fatture per le prestazioni mediche di __________, non è dato sapere se

quest’ultime siano state rimborsate dalla Cassa Malati, alla quale, si ricorda,

vi è un obbligo di affiliazione giusta l’art. 3 LAMal, e alla quale la

ricorrente versa mensilmente il premio per ____________________ Per quanto attiene

alle fatture relative alla vettura in uso al __________ __________ (leasing,

riparazione dell‘automobile, assicurazione per i veicoli a motori e imposta di

circolazione) non risulta chiaro in che misura il veicolo venga utilizzato dal

figlio __________ per i suoi spostamenti. Basti pensare che per il periodo fiscale in questione era studente in un’università a __________ e che la madre, RI 1,

presenta pure i giustificativi di pagamento dell’abbonamento mensile del treno

(per alcuni mesi del 2006) per la tratta __________. Lo stesso vale pure per le fatture relative all’utilizzo della connessione internet: dagli

atti presenti all’incarto non si riesce ad evincere se sia solamente __________

a farne uso, o come è ben più probabile, anche il resto dei componenti della

famiglia. Secondo questa Camera non si può pertanto addebitare l’utilizzo di

internet unicamente a __________.

3.

Mentre

per l’IFD il ricorso è accolto, per quanto concerne la deduzione per figli a carico postulata dalla ricorrente in materia di IC, la decisione impugnata deve invece essere annullata, per i motivi sopra esposti, e gli atti rinviati

all’Ufficio di tassazione per una nuova decisione che si basi sui principi e le

considerazioni espressi in questa sentenza.

Visto

l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste

solo parzialmente a carico della ricorrente, alla quale è pure riconosciuta

un’indennità per ripetibili.

Per questi

motivi,

visti per

le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1.

1.1. Il

ricorso in materia di imposta federale diretta è accolto.

§ Di

conseguenza, la decisione su reclamo del 3 settembre 2008 è riformata nel senso

che è ammessa la deduzione di fr. 6'100.- a titolo di deduzione per figli a carico.

1.2

In

materia di IC 2006 invece, la decisione su reclamo del 3 settembre 2006 è

annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per una nuova

decisione.

2.

Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 500.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un

totale di fr. 580.–

sono a

carico della ricorrente nella misura di un quarto (fr. 145.–).

Alla

ricorrente è riconosciuta un’indennità di fr. 500.– per ripetibili.

3.

Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4.

Intimazione

a:

-;

-;

-;

-.

Copia per

conoscenza:

- municipio di __________.

per la Camera di

diritto tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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