80.2008.110
Deduzioni sociali: figli a carico, figlio maggiorenne che vive con madre separata e riceve alimenti dal padre, deduzioni spettanti alla madre
14 gennaio 2010Italiano13 min
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Numero d'incarto:
80.2008.110
Data decisione, Autorità:
14.01.2010, CDT
Titolo:
Deduzioni sociali: figli a carico, figlio maggiorenne che vive con madre separata e riceve alimenti dal padre, deduzioni spettanti alla madre
DEDUZIONE SOCIALE
art. 213 cpv. 1 let. a LIFD
art. 34 cpv. 1 let. a LT
Incarto n.
80.2008.110
Lugano
14 gennaio
2010
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Antonio Saredo-Parodi
parti
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 30 settembre 2008 contro la decisione
del 3 settembre 2008 in materia di IC e IFD 2006.
Fatti
A. Il pretore della Giurisdizione di __________
pronunciava in data 5 giugno 1998 il divorzio tra RI 1 e __________. I figli __________
(1984) e __________ (1990) venivano affidati alla custodia della madre. Il
figlio maggiore __________ frequentava, durante l’anno 2006, il corso di __________
all’Università __________. Per quanto concerne il periodo fiscale 2006, il padre
versava a quest’ultimo fr. 13'926.− a titolo di alimenti.
B. Nella
dichiarazione fiscale 2006, RI 1 indicava un reddito imponibile complessivo
pari a fr. 46’884.− e postulava
una deduzione per figli a carico di fr. 21'000.−.
C. L’
Ufficio circondariale di tassazione di __________ notificava alla contribuente
la decisione di tassazione IC/IFD 2006 il giorno 22 maggio 2006, commisurando
il reddito imponibile in fr. 58'100.− per l’IC 2006 e in fr. 82'600.− per l’IFD 2006. Non veniva accordata la deduzione per figlio a
carico di fr. 10'500.- per l’IC chiesta dalla madre per__________, poiché
essendo quest’ultimo maggiorenne, la deduzione in questione era stata concessa
al padre del ragazzo che gli versava fr. 13'926.− a titolo di alimenti.
D. La
contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 22 maggio 2006, chiedendo nuovamente che le venisse concessa la deduzione per figli a carico in materia
di IC __________.__________ 2008, l’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo
con la seguente motivazione: “siccome a partire dalla maggiore età dei figli i contributi alimentari non sono più tassabili della [recte: nella] partita
fiscale della madre (e quindi non deducibili da quella del padre), la deduzione per figli a carico è stata concessa al padre”.
E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula
che le venga riconosciuta:
- in
via principale, la deduzione aggiuntiva per il figlio __________ di fr. 6'100.− per l’IFD e di fr. 10'500.− per quanto concerne l’IC;
-
in via subordinata una deduzione aggiuntiva per il figlio __________ di fr.
6'100.− per l’IFD, e di
fr. 5'250.− per l’IC.
La
ricorrente sottolinea infatti come il solo contributo del padre non sia stato
neanche lontanamente sufficiente per coprire il fabbisogno economico del figlio. La deduzione per figli a carico dovrebbe quindi esserle concessa, integralmente per l’IFD ed
almeno per metà ai fini dell’IC.
Diritto
1. 1.1
Per l’art.
34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età al cui sostentamento il
contribuente provvede, 10'500.− franchi.
Un’analoga
deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è
limitato a fr. 6'100.− (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum
Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p.
149).
1.2
I presupposti per il
riconoscimento delle deduzioni citate sono enunciati, oltre che nella legge, in
apposite circolari dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e
della Divisione delle contribuzioni (DdC). Si veda in particolare, la circolare
n. 18 del gennaio 2004 della DdC, da cui emerge che il requisito fondamentale,
per la concessione delle deduzioni sociali in questione, è che i genitori che
fanno valere il loro diritto alle detrazioni contribuiscano effettivamente alle
spese di sostentamento e di studio del figlio.
D’altronde, la funzione
delle deduzioni sociali è proprio di tener conto della situazione economica
personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla
capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, 6a
ediz., Zurigo 1995, p. 264). La dottrina parla anche, con riferimento
alle deduzioni sociali, di “progressione indiretta”. In altri termini, il fine
di una imposizione proporzionale può essere perseguito, oltre che applicando
un’aliquota sempre crescente con l’accrescersi del valore dell’oggetto
(“progressione diretta”), anche con questo ulteriore strumento che consente di
ridimensionare le basi di computo.
Per queste ragioni, le
deduzioni in questione possono essere concesse solo nella misura in cui la
capacità economica del contribuente che le fa valere sia effettivamente
diminuita dalle spese sostenute per i figli.
1.3
Per la circolare n. 18/2003
della Divisione delle contribuzioni, nel caso di genitori divorziati, separati
legalmente o di fatto, celibi o nubili, che mantengono però figli maggiorenni a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età, una sola persona ha diritto alla
deduzione per figli a carico: quella che provvede al sostentamento. Se però
entrambi i genitori provvedono in modo importante al mantenimento dei figli, la
deduzione può essere ripartita fra i genitori (cfr. anche la recente circolare
n. 18/2009 della Divisione delle contribuzioni).
1.4
Può essere lasciata
aperta, in questa sede, la questione se le circolari della Divisione delle
contribuzioni, nella misura in cui ammettono una ripartizione delle deduzioni
sociali fra genitori, siano ancora conformi con la più recente giurisprudenza
del Tribunale federale. In effetti, l’Alta Corte federale ha anche precisato
che, per non penalizzare le coppie sposate, la deduzione per figlio a carico
non può essere concessa due volte, ovvero sia al genitore che versa sia a
quello che riceve gli alimenti. Inoltre, dal momento che gli alimenti pagati
sono deducibili dai proventi, il reddito fiscale del contribuente che li versa
risulta di per sé al netto di oneri per il figlio; questo genitore non è
pertanto considerato come contribuente che provvede al sostentamento ai fini
del riconoscimento della deduzione per figli a carico, mentre è solo il
genitore che riceve la pensione che, sul piano fiscale, provvede al
sostentamento, rispettivamente alla parte essenziale del sostentamento, e ha
diritto alla deduzione per figlio (cfr. sentenza del Tribunale federale del 4
settembre 2007 n.2A.683/2006 consid. 5.3).
La questione evocata può
essere lasciata aperta, in primo luogo, perché le deduzioni sociali non sono
soggette all’obbligo di armonizzazione intercantonale e non sono quindi
disciplinate dalla legge federale (art. 9 cpv. 4 LAID).
Inoltre, la giurisprudenza
citata si riferisce chiaramente alle ipotesi in cui i figli per cui viene
chiesta la deduzione sociale sono minorenni, poiché è solo in tali casi che gli
alimenti sono dedotti dal reddito del genitore che li versa e aggiunti ai
redditi di quello che li riceve per i figli che vivono con lui.
Quando invece i figli sono
maggiorenni e cade pertanto la deduzione degli alimenti, può essere giustificata
una divisione delle deduzioni sociali (cfr. sentenza CDT n. 80.2009.23 del 15
aprile 2009).
1.5
Per l’imposta federale
diretta, la Circolare n. 14 del 29 luglio 1994 dell’Amministrazione federale
delle contribuzioni prevede che, quando il figlio raggiunge la maggiore età,
gli alimenti pervengono direttamente allo stesso figlio maggiorenne per cui il
debitore degli alimenti non li può più dedurre. In questo caso, la dottrina
ritiene peraltro che quest’ultimo possa far valere la deduzione per figli prevista
dall’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD (Agner/Jung/Steinmann,
op. cit., n. 2 all’art. 35 LIFD, p. 149 e n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 130; Zigerlig/Jud, in: Zweifel/Athanas [a
cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Francoforte 2000,
vol. I, tomo 2a, n. 21 all’art. 33 LIFD, pag. 406).
In seguito, la prassi
dell’AFC si è modificata: se il genitore perde il diritto alla deduzione degli
alimenti, perché il figlio è diventato maggiorenne, può tuttavia rivendicare la
deduzione per persona bisognosa a carico, prevista dall’art. 213 cpv. 1 lett. b
LIFD. Se, poi, il figlio divenuto maggiorenne, ma tuttora bisognoso di mantenimento,
vive presso l’altro genitore, quest’ultimo continua ad avere diritto alla
deduzione per figli a carico (Agner/Digeronimo/Neuhaus/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer – Ergänzungsband, Zurigo
2000, n. 9a ad art. 33 LIFD, p. 122).
La poc’anzi menzionata
prassi dell’AFC è sottoposta a critiche severe della dottrina (cfr. a questo
riguardo CDT n. 80.2000.00166 del 7 novembre 2000, in RDAT I-2001 n. 7t, p. 362).
Il Tribunale federale l’ha
tuttavia ritenuta legittima, affermando che, sebbene un contribuente non debba
dichiarare quale reddito imponibile i contributi di mantenimento che riceve in
seguito al divorzio per i propri figli maggiorenni, tuttavia può chiedere la
deduzione per figli a carico, sebbene il genitore che paga gli alimenti (che
non può chiedere in deduzione gli alimenti versati ai figli maggiorenni) possa
a sua volta far valere la deduzione per persona bisognosa a carico. La legge
esclude solo che lo stesso genitore possa cumulare la deduzione per figli a
carico e quella per persone bisognose (sentenza del Tribunale federale del 23
gennaio 2002 n.2A.406/2001, in ZStP 2002 p. 147 = StE 2002 B 29.3 n. 18).
Considerandi
2.
2.1
Nella
presente fattispecie, la ricorrente postula la deduzione per figli a carico sia
in materia di IC (fr. 10'500.− in via principale, e di fr. 5'250.− in via subordinata) che in materia di IFD (fr. 6'100.−). Va precisato che la ricorrente
richiede la deduzione per figli a carico in materia di IFD per la prima volta
dinanzi a questa Camera: ai sensi dell’art. 140 cpv. 3 LIFD con il ricorso possono essere fatti valere tutti i vizi della decisione impugnata e della procedura anteriore, ed è pertanto su questa base che la Camera entrerà
in materia sulla domanda di deduzione per figli a carico anche per quanto
riguarda l’IFD 2006.
2.2
Per
quanto concerne l’IFD 2006, la prassi dell’Amministrazione federale delle contribuzioni,
riconosciuta anche dal Tribunale federale, è, come detto, di concedere la
deduzione per persona bisognosa a carico al genitore che versa gli alimenti al
figlio maggiorenne.
2.3
Inoltre,
è sempre la stessa AFC, con l’avallo del Tribunale federale, ad aver riconosciuto
la legittimità del cumulo delle deduzioni per figli a carico e per persona bisognosa
a carico, nel caso dei contributi di mantenimento versati ad un figlio maggiorenne. A tale proposito, l’Alta Corte ha osservato che non si giustificherebbe di rifiutare
al genitore, che vive con i figli e che riceve gli alimenti, la deduzione per figli a carico, per il solo fatto che non deve più pagare le imposte sugli alimenti
stessi. Infatti, quella per figli a carico è una deduzione sociale, che non è
legata all’imposizione dei contributi, bensì alle prestazioni di mantenimento –
che possono anche in parte essere in natura – del genitore con cui il figlio vive e la cui capacità contributiva è pertanto ridotta (ZStP 2002 p. 147 = StE 2002 B 29.3 n.
18.
consid. 2c). Va pertanto riconosciuta, per quanto attiene all’IFD 2006, una
deduzione per il figlio a carico __________ pari a fr. 6'100.−.
2.4
Ai fini
del calcolo dell’IC 2006, invece, dev’essere tenuto conto dell’effettivo onere
di mantenimento dei figli (cfr. RDAT I/2008 pag. 893).
In una
sentenza del 2000, questa Camera aveva stabilito che né l’importo di fr. 900.− al mese né di quello di fr. 717.− al mese, versati a titolo di
contributo di mantenimento dal padre ai figli affidati alla madre, si potevano
considerare sufficienti a garantire il mantenimento di un figlio maggiorenne
ancora in formazione, non raggiungendo neppure il minimo vitale secondo i
parametri adottati dall’Ufficio esecuzioni e fallimenti. Si è pertanto ritenuto
che la madre, nonostante l’esiguità dei redditi di cui disponeva, contribuisse
comunque, in una certa misura, al mantenimento del figlio. E’ stata dunque
considerata equa la decisione dell’Ufficio di tassazione di suddividere a metà
fra i genitori le deduzioni per figli e per figli agli studi (RDAT I-2001 n.
7t).
2.5
La ripartizione della deduzione per figli a carico tra il genitore che versa gli alimenti al figlio maggiorenne e il genitore dal quale quest’ultimo vive, è subordinataRI 1 produce agli atti
tutta una serie di spese, che, a suo dire, corrispondono in sostanza ai costi
cagionati nel periodo fiscale 2006 dal sostentamento di __________ per un totale
di complessivi fr. 8'067,05. Orbene, a mente di questa Camera, la ricorrente
apporta dei giustificativi che non riescono a documentare la reale entità del
suo contributo al mantenimento del figlio maggiorenne e d’altra parte alcune delle
spese indicate non appaiono pertinenti né si riferiscono al periodo fiscale 2006.
Ad esempio, in relazione alle fatture per le prestazioni mediche di __________, non è dato sapere se
quest’ultime siano state rimborsate dalla Cassa Malati, alla quale, si ricorda,
vi è un obbligo di affiliazione giusta l’art. 3 LAMal, e alla quale la
ricorrente versa mensilmente il premio per ____________________ Per quanto attiene
alle fatture relative alla vettura in uso al __________ __________ (leasing,
riparazione dell‘automobile, assicurazione per i veicoli a motori e imposta di
circolazione) non risulta chiaro in che misura il veicolo venga utilizzato dal
figlio __________ per i suoi spostamenti. Basti pensare che per il periodo fiscale in questione era studente in un’università a __________ e che la madre, RI 1,
presenta pure i giustificativi di pagamento dell’abbonamento mensile del treno
(per alcuni mesi del 2006) per la tratta __________. Lo stesso vale pure per le fatture relative all’utilizzo della connessione internet: dagli
atti presenti all’incarto non si riesce ad evincere se sia solamente __________
a farne uso, o come è ben più probabile, anche il resto dei componenti della
famiglia. Secondo questa Camera non si può pertanto addebitare l’utilizzo di
internet unicamente a __________.
3.
Mentre
per l’IFD il ricorso è accolto, per quanto concerne la deduzione per figli a carico postulata dalla ricorrente in materia di IC, la decisione impugnata deve invece essere annullata, per i motivi sopra esposti, e gli atti rinviati
all’Ufficio di tassazione per una nuova decisione che si basi sui principi e le
considerazioni espressi in questa sentenza.
Visto
l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste
solo parzialmente a carico della ricorrente, alla quale è pure riconosciuta
un’indennità per ripetibili.
Per questi
motivi,
visti per
le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1.
1.1. Il
ricorso in materia di imposta federale diretta è accolto.
§ Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 3 settembre 2008 è riformata nel senso
che è ammessa la deduzione di fr. 6'100.- a titolo di deduzione per figli a carico.
1.2
In
materia di IC 2006 invece, la decisione su reclamo del 3 settembre 2006 è
annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per una nuova
decisione.
2.
Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 580.–
sono a
carico della ricorrente nella misura di un quarto (fr. 145.–).
Alla
ricorrente è riconosciuta un’indennità di fr. 500.– per ripetibili.
3.
Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4.
Intimazione
a:
-;
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio di __________.
per la Camera di
diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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