Lexipedia

Decisione

80.2008.135

Deduzioni: persona bisognosa a carico, incapacità lucrativa, figlia che percepisce un'indennità di disoccupazione

29 dicembre 2008Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1, operaio, è

coniugato con RI 1. Con loro vivono i figli di quest’ultima, __________ (1985)

e __________. Il primo è studente al Centro professionale commerciale di __________,

mentre la seconda ha interrotto il tirocinio alla fine di giugno del 2007 e dal

successivo mese di settembre percepisce l’indennità di disoccupazione.

Nella dichiarazione

fiscale 2007, i coniugi RI 1 facevano valere le seguenti deduzioni sociali dal

loro reddito imponibile:

- per figlio a carico fr. 10'800.–

- per figlio agli studi fr.

1'800.–

- per

persona bisognosa a carico fr. 10'000.–

B. Notificando loro la

tassazione IC/IFD 2007, con decisione del 13 agosto 2008, l’Ufficio di tassazione

__________ commisurava il reddito imponibile dei contribuenti in fr. 40'000.–

per l’IC ed in fr. 49'600.– per l’IFD.

Per quanto attiene alle

deduzioni sociali, aveva ammesso quelle per figli a carico e per figli agli

studi, mentre aveva negato quella per persona bisognosa a carico, per la quale

negava che fossero adempiuti i requisiti di legge.

C. I contribuenti

impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 22 agosto 2008, nel quale

ribadivano la richiesta di deduzione per persona bisognosa a carico, con

riferimento alla figlia __________, che non era economicamente indipendente.

L’Ufficio di tassazione

respingeva il reclamo con decisione del 22 ottobre 2008. Nella motivazione,

spiegava che la deduzione presupponeva l’incapacità al guadagno, intesa quale

conseguenza di un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità

congenita, malattia o infortunio. Nella fattispecie, tali condizioni non si

verificavano.

D. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 postulano nuovamente

la deduzione per persona bisognosa a carico. A loro avviso, la situazione di

crisi economica attuale imporrebbe di interpretare la norma legale in modo più

ampio, per tener conto della situazione dei giovani, che sempre più tardi

diventano economicamente indipendenti. Si riferiscono poi ad una sentenza di questa

Camera, nella quale è stata ammessa la deduzione per persona bisognosa a carico

nei confronti di una contribuente che manteneva un figlio agli studi ben oltre

l’età in cui solitamente la formazione professionale si ritiene conclusa.

Diritto

1. 1.1

Per l'art. 34 cpv. 1 LT,

sono dedotti dal reddito netto del contribuente: "b) per ogni persona

residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un'attività

lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per

un importo di almeno 5'600.- franchi, una deduzione per

sostentamento da 5'600.- a 10'800.- franchi al massimo; questa

deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali

è già accordata la deduzione giusta la lettera a." (per

il diritto federale: art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD di simile tenore, ma

senza l'imposizione della residenza e con una deduzione massima di Fr. 5'600.-).

1.2.

Secondo la

lettera della norma cantonale e di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare attività lucrativa ("erwerbsunfähige oder beschränkt

erwerbsfähige Person"). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI,

LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona

bisognosa d'aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito

di incapacità al lavoro dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia

o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti

d'ordine fisico o psichico.

La condizione che si tratti di "erwerbsunfähige

oder beschränkt erwerbsfähige Person" è stata verosimilmente ripresa

dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede appunto la deduzione per persone bisognose "für

erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Personen", che vengono

mantenute dal contribuente (cfr. § 31 cpv. 4). Tale norma non viene quindi in

nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione della capacità economica ("wirtschaftliche

Leistungsfähigkeit"). L'assenza di lavoro in quanto tale non

giustifica da sola la necessità di aiuto. L'assenza di lavoro deve essere

dovuta all'età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti

fisici o psichici (Richner/Frei/Kaufmann,

Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p.

383; inoltre CDT N. 80.97.00008 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 N. 8t).

1.3.

Oltre al

requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un'attività

lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all'ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un

reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un

aiuto economico che raggiunga almeno l'entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;

inoltre CDT N. 80.95. 00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t; CDT

N. 80.96.00223 del 13 gennaio 1997 in

re G.P.).

Per

stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi occorre, a giudizio di

questa Camera, riferirsi alla tabella del minimo d'esistenza stabilita dalla

Camera esecuzione e fallimenti del

Tribunale d'appello (CDT N. 80.95.00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996

N. 11t; CDT N. 363 dell'8 ottobre 1986 in re P.S.; inoltre RF 1983, pag. 491).

1.4.

La deduzione per persone bisognose a carico può inoltre

essere concessa solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente

che fa valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute (CDT N. 125

del 21 giugno 1993 in re O.M.).

La funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio di tener conto della situazione economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più

possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p.

212; inoltre: CDT N. 80.95.00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t).

Perché la

deduzione possa essere ammessa,

occorre quindi che la prestazione assistenziale

sia effettiva. Essa lo è comunque soltanto nella misura in cui serve a colmare

la differenza tra reddito effettivo e minimo vitale, se inferiore all'importo legale della deduzione (CDT n. 80.2001.00010

del 15 marzo 2001, in RDAT II-2001 n. 2t; CDT N.

80.95.00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t; CDT N. 469 del 28

novembre 1984 in re F.F.; Känzig,

Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 712 ss.).

Considerandi

2.

2.1.

Nel caso in esame, come

già rilevato, la persona per la quale i ricorrenti invocano la deduzione per

persona bisognosa a carico è la figlia della moglie, che vive nella loro

economia domestica. La giovane, dopo aver sciolto il contratto di tirocinio con

effetto dal 31 maggio 2007, ha svolto qualche attività lavorativa occasionale

e, dal mese di settembre 2007, ha iniziato a percepire l’indennità di

disoccupazione.

2.2

Va in primo luogo ricordato

che, salva l’eccezione prevista dal diritto cantonale che non entra qui in

considerazione (art. 34 cpv. 4 LT), in linea di principio le deduzioni sociali

sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale o

dell’assoggettamento (art. 34 cpv. 3 LT; art. 213 cpv. 2 LIFD).

Ebbene, al 31 dicembre

2007.

la figlia dei ricorrenti era incontestatamente al beneficio di

un’indennità di disoccupazione.

Si tratta quindi di

chiedersi se chi percepisce una simile indennità possa essere considerato

persona bisognosa.

2.3

Tanto la prassi

dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate in Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge

und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo, 2000, p. 191, nota

439) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata

quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire

un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione

in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona

non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione

o prestazioni assimilabili. La persona diventa pertanto bisognosa solo nel

momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è

adempiuto anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op.

cit., p. 192).

2.4

Non è allora proponibile

il confronto, proposto dai ricorrenti, con il caso deciso da questa Camera il

23.

gennaio 2006 (RtiD II-2006 n. 5t), nel quale è stato ammesso che la deduzione

per persona bisognosa a carico in materia di imposta cantonale possa essere

concessa anche nel caso in cui l’incapacità di esercitare un’attività lucrativa

dipende dalla formazione a tempo pieno. La situazione del figlio di quella

contribuente era ben diversa da quella della figlia dei ricorrenti: si trattava

di un giovane che, pur avendo più di venticinque anni, stava ancora completando

la formazione professionale, interrotta ripetutamente da problemi di salute e

personali.

La giovane per la quale i

contribuenti invocano la deduzione sociale ha invece interrotto volontariamente

la formazione nel corso del 2007, dedicandosi ad attività occasionali e

rivendicando poi l’indennità di disoccupazione.

2.5

Come detto, in linea di

principio chi beneficia di un’indennità di disoccupazione non può essere

considerato bisognoso, proprio perché la sua situazione finanziaria è tutelata

dall’assicurazione sociale.

Tutt’al più si potrebbe

ancora domandarsi se, quando l’indennità di disoccupazione è particolarmente

ridotta, per esempio perché l’assicurato non ha terminato la formazione, non

rimanga ancora una situazione di bisogno finanziario, che giustifica il

contributo dei familiari.

La figlia dei ricorrenti

ha in effetti percepito un’indennità di fr. 2'647.– lordi, a partire

dal mese di settembre e fino alla fine dell’anno.

Considerato il fatto che

la giovane vive nell’economia domestica dei genitori e che inoltre questi

ultimi non hanno neppure provato a dimostrare di avere contribuito al suo

sostentamento nella misura minima richiesta dalla legge per poter beneficiare

della deduzione sociale (fr. 5'600.–), la questione può essere lasciata aperta.

A tale riguardo, nel ricorso non fanno alcun accenno alle spese sostenute per

la figlia; nel reclamo, si erano limitati a sostenere genericamente di

provvedere ai costi della cassa malati “come pure di ogni altra sua esigenza”.

3.

In queste

circostanze, la decisione dell’autorità di tassazione, che ha negato la deduzione

per persona bisognosa a carico, deve essere confermata.

Vista la particolarità del

caso, si rinuncia a porre a carico dei ricorrenti la tassa di giustizia e le

spese processuali, nonostante la soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano né tassa

di giustizia né spese processuali.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-

;

-

-

;

-

.

Copia per conoscenza:

-

municipio di .

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il

presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster