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Decisione

80.2009.112

Deduzioni: spese professionali, delimitazione fra attività lucrativa dipendente e indipendente, arbi-tro di calcio, nesso causale

7 aprile 2010Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1,

coniugato, di professione security manager, lavora alle dipendenze di __________.

Nel tempo libero svolge l’attività accessoria di arbitro di calcio, sia a

livello nazionale (arbitro Axpo Super League) che internazionale (arbitro FIFA).

Nelle

dichiarazioni fiscali 2006 e 2007, il contribuente indicava di avere conseguito

dall’attività sportiva accessoria un reddito netto di, rispettivamente, fr.

3'000.– (nel 2006) e fr. 5'000.– (nel 2007).

B. Notificando

ai coniugi __________ le tassazioni IC/IFD 2006 e 2007, con separate decisioni

dell’8 settembre 2008, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona commisurava in fr.

13'000.– (nel 2006), rispettivamente fr. 27'000.– (nel 2007), il reddito proveniente

dall’attività accessoria di arbitro, “in considerazione della non deducibilità

di diversi costi chiesti in deduzione alle indennità percepite nello

svolgimento della stessa”.

C. Il

contribuente impugnava le suddette decisioni, con reclamo dell’8 novembre 2008,

nel quale chiedeva sostanzialmente di azzerare, rispettivamente ridurre a fr.

1'900.–, il reddito proveniente dall’attività sportiva, rinviando ad un suo

precedente scritto del 21 settembre 2008 ed alla documentazione ivi allegata.

L’autorità

di tassazione, con decisioni del 22 luglio 2009, accoglieva parzialmente il reclamo,

commisurando in fr. 8'600.– (nel 2006) e fr. 23'600.– (nel 2007) il reddito

percepito dal contribuente con l’attività accessoria.

c.1.

Per

quanto concerne l’anno 2006, l’attività di arbitro veniva qualificata per

intero quale attività lucrativa dipendente. Dal reddito lordo di fr. 19'375.–,

indicato dallo stesso contribuente, venivano dedotte le seguenti spese

professionali:

sussistenza

valutata fr. 1'000.–

lavanderia

partite (23 X fr. 5.–) fr. 115.–

trasferte

partite fr. 1'014.–

trasferte

allenamenti valutate fr. 1'000.–

lavanderia

allenamenti (156 X fr. 5.–) fr. 780.–

equipaggiamento

sportivo fr. 1'856.–

Bemer 3000 (¼ di fr. 3'625.–) fr. 906.–

corso __________ fr. 950.–

integratori fr. 415.–

spese

__________ fr. 1'000.–

telefono fr. 800.–

alimentazione

sportiva fr. 900.–

totale fr. 10'736.–

Il

reddito netto da attività accessoria dipendente veniva così determinato in fr.

8'600.– (arrotondati).

c.2.

Per

quanto attiene invece all’anno 2007, il reddito lordo proveniente dall’attività

accessoria veniva commisurato in complessivi fr. 39'285.–. Al totale

delle indennità dichiarate dallo stesso contribuente, pari a fr.

34'495.–, veniva aggiunto un ulteriore importo di fr. 4'790.–, pari alla differenza tra il salario netto risultante dal

certificato di salario rilasciatogli dalla Swiss Football League (fr. 28'540.–) e le indennità esposte in relazione ad incontri del campionato

svizzero di Super e Challenge League (fr. 23'750.–). Dal

reddito lordo così ottenuto venivano poi dedotte le seguenti spese:

sussistenza

valutata fr. 2'000.–

lavanderia

partite (51 X fr. 5.–) fr. 255.–

trasferte

partite fr. 1'774.–

trasferte

allenamenti valutate fr. 1'500.–

lavanderia

allenamenti (208 X fr. 5.–) fr. 1'040.–

equipaggiamento

sportivo fr. 3'715.–

corso

__________ fr. 850.–

__________ fr. 161.–

__________ fr. 80.–

corso

Yoga (½ di fr. 2'250.–) fr. 1'125.–

stampante

(½ di fr. 343.–) fr. 172.–

spese

__________ fr. 1'000.–

telefono fr. 800.–

alimentazione

sportiva fr. 1'200.–

totale fr. 15'672.–

Il

reddito netto veniva così calcolato in fr. 23'600.– (arrotondati) e

successivamente qualificato nella misura di fr. 17'145.– (72.65%) quale reddito

da attività lucrativa dipendente e di fr. 6'455.– (27.35%) quale reddito da

attività lucrativa indipendente, pari alla proporzione esistente tra il salario

netto risultante dal certificato di salario rilasciatogli dalla Swiss Football

League (fr. 28'540.–) ed il reddito complessivo lordo

(fr. 39'285.–).

D. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede di azzerare

(nel 2006), rispettivamente ridurre a fr. 15'100.– (nel 2007), il reddito netto conseguito con l’attività sportiva di arbitro. Il

ricorrente lamenta la mancata/insufficiente considerazione delle seguenti spese:

Sussistenza

2006

2007

Importo accettato

fr. 1'000.–

fr. 2'000.–

Importo richiesto

fr. 1'300.–

fr. 2'415.–

Diff.

fr. 300.–

fr. 415.–

Lavanderia partite

2006

2007

Importo accettato

fr. 115.–

fr. 255.–

Importo richiesto

fr. 460.–

fr. 1'040.–

Diff.

fr. 345.–

fr. 785.–

Trasferte allenamenti

2006

2007

Importo accettato

fr. 1'000.–

fr. 1'500.–

Importo richiesto

fr. 1'926.60

fr. 2'568.80

Diff.

fr. 926.60

fr. 1'068.80

Lavanderia allenamenti

2006

2007

Importo accettato

fr. 780.–

fr. 1'040.–

Importo richiesto

fr. 3'120.–

fr. 4'160.–

Diff.

fr. 2'340.–

fr. 3'120.–

Costi medici

2006

2007

Importo accettato

Importo richiesto

fr. 2'304.20

fr. 1'440.–

Diff.

fr. 2'304.20

fr. 1'440.–

Bemer 3000

2006

2007

Importo accettato

fr. 906.–

Importo richiesto

fr. 3'625.–

Diff.

fr. 2'719.–

Libretto ETI

2006

2007

Importo accettato

Importo richiesto

fr. 157.–

fr. 157.–

Diff.

fr. 157.–

fr. 157.–

Volumi “Sport Suisse”

2006

2007

Importo accettato

Importo richiesto

fr. 267.–

Diff.

fr. 267.–

Corso Yoga

2006

2007

Importo accettato

fr. 1'125.–

Importo richiesto

fr. 2'250.–

Diff.

fr. 1'125.–

Fotocamera digitale

2006

2007

Importo accettato

Importo richiesto

fr. 348.90

Diff.

fr. 348.90

Il

ricorrente non contesta invece la commisurazione del reddito lordo, né tanto

meno la sua suddivisione tra attività lucrativa accessoria dipendente ed

indipendente.

Diritto

1. 1.1.

Sia

secondo l’art. 24 LT, sia secondo l’art. 25 LIFD il reddito netto corrisponde

ai proventi lordi meno le spese di acquisizione e le deduzioni generali. Rimanendo

sulla stessa linea, l’art. 9 cpv. 1 LAID dispone che dai proventi imponibili

complessivi sono detratte le spese necessarie al loro conseguimento e le

deduzioni generali.

1.2.

La

tendenza è oggi quella di prediligere una concezione causale delle spese generali,

secondo cui sono deducibili non soltanto le spese che il contribuente sostiene

per conseguire un reddito, ma tutte quelle che vengono occasionate dalla sua

realizzazione (Noël, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la

loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 12 ad art. 25 LIFD, p. 437; Reich, in: Zweifel/Athanas [a cura di],

Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol I/1, Bundesgesetz über die

Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden, Basilea/Ginevra/

Monaco 2002, n. 8 ad art. 9 LAID, p. 163; Locher,

Kommentar zum DGB, Therwil/Basel 2001, n. 13 ss. ad art. 25 LIFD, p. 631).

Secondo la giurisprudenza,

il concetto di necessità professionale di una spesa deve essere interpretato in

senso relativamente ampio. Non occorre infatti dimostrare che il contribuente

non potrebbe assolutamente realizzare il proprio reddito senza la spesa in

questione né tanto meno è richiesto che quest’ultima sia effettuata in virtù di

un obbligo legale. La sua necessità va ammessa se, in base ad una valutazione

economica, si può ritenere che la spesa favorisce l’acquisizione del reddito e

se non è ragionevolmente esigibile che il contribuente vi rinunci (DTF 124 II

29 consid. 3a; sentenza 2A.60/1998 del 27 maggio 1999, in: ASA

69 pag. 872, consid. 2b).

Da ciò

non può comunque venir concluso che tutti i costi in qualche modo in relazione

con l’acquisizione del reddito siano, dal profilo fiscale, illimitatamente

deducibili (sentenza 2P.254/2002 del 12 maggio 2003, in: StE 2003 B 22.3 n. 76,

consid. 3.2). Non possono in particolare venir dedotte le spese prese a carico

dal datore di lavoro o da terzi, le spese per il mantenimento del contribuente

e della sua famiglia nonché le spese private causate dalla posizione

professionale del contribuente, i cosiddetti costi per il tenore di vita (DTF 124

Considerandi

II 29 consid. 3d).

2.

2.1.

In caso

di attività lucrativa dipendente, le deduzioni sono esaurientemente disciplinate

dagli articoli 25 LT e 26 LIFD. Esse riguardano le spese di trasporto

necessarie dal domicilio al luogo di lavoro (lett. a), le spese supplementari

necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni (lett. b), le

altre spese necessarie per l’esercizio della professione (lett. c) nonché le

spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connesse con

l’esercizio dell’attività professionale (lett. d).

Dal reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente sono invece

deducibili tutte le spese aziendali e professionali giustificate (art 26 LT e

27.

LIFD). A differenza di quanto previsto per l’attività

lucrativa dipendente, le deduzioni disciplinate dagli art. 27 LT e 28 LIFD non sono

esaustive. Per spese generali giustificate dall’uso commerciale o professionale

vanno intesi i costi complessivi a carico

del contribuente nell’ambito della sua attività lucrativa (Noël, op. cit., n. 6 ad art. 27 LIFD, p.

456). Sono tali, oltre alle spese aziendali in senso proprio, anche i costi

supplementari sopportati nell’interesse della ditta o della professione per

vitto e alloggio fuori casa, per particolari abiti di lavoro, per

assicurazioni, pubblicità, viaggi ecc.. Occorre dunque, affinché entri in considerazione

una tale deduzione, che le spese siano direttamente imputabili all’attività

aziendale (Locher, op. cit.,

n. 5 ad art. 27 LIFD, p. 677).

2.2

Venendo

al caso in esame, le indennità percepite dal ricorrente con l’attività accessoria

di arbitro non sono state giudicate in modo uniforme dall’autorità di tassazione.

Nel 2006 sono state considerate per intero quale reddito da attività lucrativa dipendente, nel 2007 sono invece state

ritenute in parte quale salario derivante da un’attività dipendente ed in parte

quale provento dell’attività indipendente. L’autorità fiscale ha in particolare

delimitato le indennità versate dalla Swiss Football League da quelle proveniente

da partite del campionato di prima lega, da impegni di carattere internazionale

e da incontri amichevoli.

3.

3.1.

Dottrina e prassi parlano di

attività lucrativa indipendente (selbständige

Erwerbstätigkeit) quando essa si svolge in base ad

una organizzazione propria, liberamente scelta, che si manifesta all’esterno e

si esercita per conto ed a rischio proprio del contribuente. Per lo più si richiede

l’impiego sia di lavoro sia di capitale (cfr. Reich,

Der Begriff der selbständigen Erwerbstätigkeit im Bundesgesetz über die direkte

Bundessteuer, in: Knapp [a cura di], Problèmes actuels de droit fiscal –

Mélanges en l’honneur du Professeur Raoul Oberson, Basilea/Francoforte 1995, p.

121; Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht,

Berna 1986, p. 53; Reimann/Zuppinger/Schärrer,

Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. II, Berna 1971, p. 44). Si deve invece ammettere un’attività dipendente quando una delle parti,

rispetto all’altra, è subordinata per quanto concerne l’impiego del tempo o

l’organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di

dipendenza economica oppure dal fatto che il contribuente non sopporti il

rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa

e ne assume la responsabilità.

Questi

principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni

della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così

che è necessario lasciare alla prassi il compito di stabilire in ogni caso

particolare se ci si trovi di fronte ad un’attività dipendente oppure

indipendente.

3.2

La

casistica è invero molto più dettagliata nel campo delle assicurazioni sociali.

Può allora essere utile rinviare alle Direttive sul salario determinante

(DSD) nell’AVS/AI e nelle IPG, edite dall’Ufficio federale delle assicurazioni

sociali, e più in generale alla prassi instauratasi in questo campo.

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, un indizio determinante

di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per

proprio conto, contemporaneo di diverse attività per

altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse

(RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare

dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva

di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è invece in presenza di

un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono

adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine

prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante

l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo. Costituiscono

indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di

stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle

infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176).

La

qualifica dell’assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto

puramente formale della sua affiliazione in una o nell’altra categoria. Solo la

natura di tale attività, considerata nell’ambito dei rapporti economici e di

lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Per questi motivi, un

assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro

e indipendente per un altro lavoro (Pratique

VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

3.3

Nel caso

in esame, il certificato di salario rilasciato al ricorrente dalla Swiss

Football League accerta inconfutabilmente che le indennità versate per partite

del campionato di Super e Challenge League, coppa svizzera compresa, vanno

considerate quale salario da attività dipendente. È poi altrettanto pacifico che

le retribuzioni provenienti da partite amichevoli fanno parte del reddito di

un’attività lucrativa indipendente. Costituiscono un indizio determinante in

questo senso la mancanza di qualsiasi legame con le società organizzatrici e la

chiara alternanza delle squadre dirette.

Più

problematiche risultano invece le indennità derivanti dagli incontri di prima

lega e dagli impegni di carattere internazionale. Contrariamente a quanto

sembra sostenere l’autorità di tassazione, ci si potrebbe infatti chiedere se non

costituiscano indizi determinanti per considerare l’arbitro come un lavoratore dipendente

la sua designazione da parte di una specifica commissione arbitrale (cfr., per

esempio, l’art. 6 del Regolamento di gioco del calcio dell’Associazione

Svizzera di Football) e la successiva necessità di stilare un rapporto sul

lavoro eseguito. La questione può nondimeno restare aperta in questa sede.

Come vedremo in seguito, la valutazione delle spese rivendicate dal

ricorrente non sembra divergere a seconda che si tratti di redditi da attività

indipendente o di redditi da attività dipendente. Né d’altronde se ne vede il

motivo, soprattutto se ci si pone, conformemente all’opinione oggi decisamente

prevalente, dal punto di vista di una concezione causale delle spese

d’acquisizione e non di una finalizzata.

3.4

La

differenza fondamentale fra le spese professionali di un lavoratore dipendente e

quelle di un lavoratore indipendente è rappresentata dalla misura della detrazione

ammessa fiscalmente. Mentre per i dipendenti il legislatore pone precisi

limiti, per gli indipendenti sono riconosciute tutte le spese effettive. Né

l’indipendente né il dipendente sono tuttavia dispensati dall’onere di provare

i costi di cui chiedono la deduzione. A tale riguardo, si richiede una prova quantitativa,

per accertare la misura delle spese effettivamente sostenute, ed una qualitativa,

per dimostrare che i costi effettivamente sostenuti e comprovati siano davvero

spese professionali e non invece di mantenimento (Funk, Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem

Einkommenssteuerrecht, 2a ediz., Coira/Zurigo 1989, p. 258 ss.)

4.

4.1.

Per prima

cosa, il ricorrente avanza una pretesa a titolo di sussistenza di, rispettivamente,

fr. 1'300.– (nel 2006) e fr. 2'415.– (nel 2007), che l’Ufficio

di tassazione ha ridotto a fr. 1'000.– (nel 2006) e fr. 2'000.– (nel 2007).

4.2

Trattandosi

di un’attività lucrativa dipendente, dal relativo reddito sono deducibili, tra

l’altro, le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso

di lavoro a turni (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. b LT; art. 26 cpv. 1 lett. b LIFD)

Per

l’imposta cantonale, il contribuente ha diritto, per ogni pasto principale consumato

fuori casa, ad una deduzione di fr. 14.–/15.– il giorno o fr. 3'000.–/3'200.–

l’anno se i pasti a mezzogiorno sono consumati regolarmente fuori casa (art. 4

cpv. 2 lett. a del decreto esecutivo del 20 dicembre 2005 concernente

l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2006; art. 5

cpv. 2 lett. a del decreto esecutivo del 12 dicembre 2006 concernente

l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2007). La

medesima deduzione massima è consentita anche per l’imposta federale diretta

(art. 6 dell’Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone

esercitanti un’attività lucrativa dipendente del 10 febbraio 1993 e relativa appendice).

4.3

Come

esposto in precedenza, per gli indipendenti sono invece riconosciute tutte le

spese per vitto e alloggio fuori casa. Nel rispetto del consolidato principio

secondo cui il fisco è tenuto a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano

o aumentano il carico impositivo mentre è il contribuente ad avere l’onere

della prova per quei fatti che concorrono ad escludere o ridurre il debito

verso l’erario (cfr., al proposito, DTF 121 II 257 consid. 4c/aa;

sentenza 2A.209/2005 del 3 novembre 2005, in: RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des schweizerischen

Steuerrechts, 6. ed., Zurigo 2002, p. 416, con rinvii), spettava però a RI 1

documentare in modo ineccepibile i costi da lui effettivamente sostenuti, così

da permettere all’autorità di tassazione di verificarne la natura ma anche la

misura. La mancata collaborazione, nei casi in cui il contribuente è

oggettivamente tenuto alla prova, non può che condurre alla non considerazione

della deduzione.

4.4

Tornando

al caso in esame, la crocetta apposta nella piccola casella alla cifra 13.1.1

del certificato di salario 2007 rilasciato al contribuente dalla Swiss Football

League dimostra inequivocabilmente che le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute

nell’ambito degli impieghi di Super e Challenge League gli venivano già allora

rimborsate dal suo datore di lavoro, in aggiunta al salario lordo di fr.

1'000.– (per partite di Super League) oppure di fr. 500.– (per partite di Challenge

League).

Tra queste

spese rientrano in particolare le spese effettive per l’automobile, le spese di

volo, taxi e ferrovia, così come le spese per la colazione, il pranzo e la cena,

perlomeno contro presentazione del relativo giustificativo (Bosshard/Mösli, Der neue Lohnausweis,

Berna/Muri 2007, p. 101; v. anche Istruzioni

per la compilazione del certificato di salario, Modello 11, edite dalla Conferenza

fiscale svizzera e dall’Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 56). Contrariamente

a quanto sembra sostenere il ricorrente, poco importa invece che il nuovo regolamento

delle spese allestito dall’Associazione Svizzera di Football (ASF) il 21

novembre 2008 ed approvato dall’Amministrazione fiscale del Canton Berna il 4

dicembre 2008, riconosca un’indennità globale di fr. 80.– per

spese forfetarie agli arbitri e assistenti arbitri della lega

professionale. Tale regolamento, peraltro non ancora in vigore nei periodi

fiscali qui in discussione, non fa altro che confermare che le spese di “sussistenza” sono tutt’oggi assunte dal datore di lavoro, senza

la necessità di presentare un giustificativo.

4.5

Alla luce della

documentazione esposta ed in assenza di prove contrarie, ne consegue che il contribuente

non aveva diritto ad alcuna deduzione per le partite di Super e Challenge League

arbitrate nel 2006 (15) e nel 2007 (28).

Per le ulteriori partite

rivendicate (4 nel 2006 e 7 nel 2007),

gli importi complessivi di fr. 1'000.– (2006) e fr. 2'000.– (2007) ammessi in deduzione dall’autorità di tassazione appaiono quindi

manifestamente spropositati, tali da prospettare una riforma delle decisioni su

reclamo in sfavore del ricorrente, sia per l’imposta cantonale sia per

l’imposta federale diretta (cfr, al proposito della facoltà del contribuente di

ritirare il ricorso, decisione CDT n. 80.2009.163 dell’8 febbraio 2010). Vista l’esigua entità delle prospettate correzioni, questa Camera

rinuncia tuttavia ad una loro riforma, per cui diventa superfluo chiedere una

sua presa di posizione, in ossequio al suo diritto di essere sentito.

5.

5.1.

Il

ricorrente espone poi una pretesa di fr. 3'580.– (nel 2006), rispettivamente fr. 5'200.– (nel 2007), per spese di lavanderia. Al riguardo rinvia al listino

prezzi della lavanderia __________ di __________, postulando un importo complessivo

di 20 franchi per ogni lavaggio successivo ad una partita o allenamento.

5.2

Al di là

del fatto che non è del tutto chiaro come il ricorrente calcoli gli importi

fatti valere, la richiesta è in ogni caso manifestamente infondata. Come precedentemente

ricordato, sia in caso di attività lucrativa dipendente che in caso di attività

lucrativa indipendente, le spese professionali rivendicate devono essere effettivamente

sostenute dal contribuente. Il generico rinvio ad un listino prezzi di una

lavanderia non può certo fondare una legittima rivendicazione in tal senso,

così come non può fondare alcuna valida pretesa il lavoro eseguito in proprio: presupposto

per la considerazione di eventuali prestazioni di lavanderia ad opera dello

stesso contribuente o della moglie sarebbe infatti l’assoggettamento del

relativo valore all’imposta sul reddito. Le decisioni impugnate, che in assenza

del benché minimo giustificativo quantificano comunque in 5 franchi il costo

presumibile di lavanderia (detersivo, ammorbidente, acqua, elettricità) alla

fine di ogni partita e allenamento, appaiono quindi oltremodo generose.

6.

6.1.

RI 1 domanda

poi il riconoscimento delle spese di trasferta dal domicilio di __________ al Centro

sportivo nazionale della gioventù di __________, dove il contribuente cura la

sua preparazione fisica.

6.2

Questa

Camera non nega l’oggettiva esigenza del ricorrente di utilizzare la propria

automobile privata per i suddetti spostamenti, né può essere criticato il costo

di fr. 12.35 rivendicato per ogni singolo tragitto, pari ad una deduzione di 65

cts/km per 19 chilometri (cfr., per esempio, l’apposito sito internet www.finaroute.ch).

Eccessive

appaiono invece le trasferte, quantificate dallo stesso contribuente in 156 il

primo anno e 208 il secondo anno, ciò che corrisponde ad una media di quattro allenamenti

alla settimana (ritenuto che nel corso del 2006 la sua attività sportiva è

stata parzialmente interrotta a seguito di un infortunio). L’intensità delle

sedute di allenamento è certamente plausibile per un arbitro di livello

internazionale, così come le infrastrutture del Centro sportivo nazionale di __________

sono indubbiamente ideali per una preparazione fisica ottimale. Senza nulla

togliere alla professionalità dell’attività accessoria del ricorrente, è però

altrettanto innegabile che una corretta preparazione atletica può essere svolta

anche al di fuori di un centro sportivo, specie quando si tratta di affinare la

resistenza aerobica.

Fatte

queste premesse ed in assenza di contrari elementi probatori, le decisioni impugnate,

con cui l’autorità di tassazione ha di fatto riconosciuto 80 (nel 2006) rispettivamente

121.

(nel 2007) sedute di allenamento al Centro sportivo nazionale di __________,

meritano pertanto piena conferma.

7.

7.1.

Il

ricorrente contesta altresì la mancata deduzione delle fatture emesse dalla __________

(fr. 68.– per l’acquisto di

plantari di sostegno nel 2006), dallo studio __________ (fr. 1'440.– per 18 sedute di massaggi sportivi nel

2006.

e fr. 1’440.– per ulteriori

18.

sedute nel 2007) e dalla __________ (fr. 796.20 per la consulenza e l’acquisto

di una particolare scarpa da corsa nel 2006), che qualifica globalmente quali

“costi medici”.

7.2

Contrariamente

a quanto sembra sostenere l’autorità di tassazione, le spese rivendicate dal

ricorrente non rientrano nella categoria delle spese di malattia e infortunio

disciplinate dagli art. 32 cpv. 1 lett. i LT e 33 cpv. 1 lett. h

LIFD, trattandosi da un lato di massaggi sportivi non prescritti da un medico,

e dall’altro di speciali scarpe e supporti ortopedici atti unicamente a

migliorare le prestazioni sportive, non invece di mezzi ausiliari o di apparecchiature

sanitarie di cui il contribuente deve dotarsi su prescrizione medica.

Le

suddette fatture non sono tuttavia nemmeno deducibili come spese per il conseguimento

del reddito. È infatti difficilmente immaginabile che RI 1 non possa ragionevolmente

rinunciare a regolari sedute di massaggi sportivi così come all’acquisto di

particolari scarpe da corsa e plantari per assolvere all’attività sportiva di

arbitro. Comunque sia, il ricorrente non dimostra il contrario, per cui le

fatture in discussione costituiscono di tutta evidenza delle spese di

mantenimento ordinario non deducibili (art. 33 lett. a LT; art. 34 lett. a LIFD).

8.

8.1.

Il contribuente

chiede pure la deduzione dell’abbonamento al Libretto ETI, estensione mondo, spiegando

di necessitare di un’adeguata assicurazione durante i suoi impegni all’estero per

conto dell’Unione Europea delle Federazioni Calcistiche (UEFA).

8.2

Al di là

del fatto che la copertura dell’assicurazione in esame non si limita all’ambito

professionale ma si estende a qualsiasi tipo di viaggio, la sua diffusione nelle

economie domestiche è tale da considerare i relativi costi, al pari di

qualsiasi altro premio pagato per un’assicurazione tradizionale, come spese

ordinarie di mantenimento.

Alla

stessa stregua di un’assicurazione sulla vita oppure contro la perdita di una licenza

di volo (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 2. ediz., Zurigo 2009, n. 48 ad art. 26 LIFD, p. 460; Locher, op. cit., n. 54 ad art. 26 LIFD,

p. 662), i premi pagati per un’assicurazione viaggi,

cancellazione e assistenza come quella in discussione non possono essere

dedotti dal reddito di un’attività lucrativa dipendente. Lo stesso principio

vale anche in caso di attività lucrativa indipendente, a meno che il contribuente

non dimostri di correre notevoli rischi nello svolgimento della sua professione,

tali da necessitare la stipula di una determinata assicurazione per prevenire

le conseguenze economiche dell’evento pregiudizievole. Ciò non è evidentemente

il caso del ricorrente, ove si pensi appena che i suoi impegni internazionali implicano

al massimo una decina di trasferte all’anno. Nemmeno il mancato riconoscimento

di spese professionali a questo titolo presta pertanto il fianco a critiche.

9.

9.1.

Il ricorrente

rivendica ancora la deduzione dell’intero prezzo pagato per un dispositivo Bemer

3000, acquistato per ovviare a problemi di circolazione alle gambe e in

particolar modo ai piedi, così come l’intero prezzo pagato per iscriversi ad un

corso di Yoga, che reputa un ottimo complemento alla preparazione puramente fisica

e mentale.

9.2

La

magnetoterapia è un genere di terapia alternativa, basata sull’utilizzo di

campi magnetici. Secondo i suoi promotori, questa forma di trattamento complementare

permette all’organismo di ottenere un miglioramento nella fornitura di ossigeno

ed energia e di conseguenza un sensibile sviluppo delle funzioni corporee. Il dispositivo

acquistato dal contribuente viene in particolare consigliato per rafforzare

l’autoregolazione, per attivare le funzioni di autoguarigione e per ottimizzare

le prestazioni sportive (cfr., al proposito, www.bemer3000.com).

Lo Yoga è invece una disciplina millenaria, nata in India ma assai diffusa nel

mondo occidentale contemporaneo. Come sottolineato dallo stesso ricorrente, la

sua pratica permette di migliorare il funzionamento degli organi interni, rinforza

la muscolatura, aumenta il senso di equilibrio, insegna a mantenere le corrette

posture corporee, così come ad esplorare il proprio animo.

In queste

circostanze, le spese fatte valere non possono certo essere considerate in

misura integrale come costi professionali. I potenziali benefici della magnetoterapia

e della pratica dello Yoga travalicano infatti la figura dell’arbitro di

calcio, estendendosi alla vita di tutti i giorni. Ciò posto, va osservato che

la fissazione della quota privata di una determinata spesa è una questione

essenzialmente di apprezzamento (sentenza TF n.2A.60/1998 del 27 maggio 1999,

in: ASA 69 p. 872, consid. 4). Viste le considerazioni esposte ed in assenza di

indicazioni più precise, a giudizio di questa Camera non v’è pertanto motivo di

ritoccare le proporzioni decise dall’autorità di tassazione, la quale ha

ritenuto comunque equo ammettere in deduzione un quarto del prezzo di acquisto

del dispositivo Bemer 3000 e la metà dei costi di partecipazione al corso di

Yoga.

10.

10.1.

Il

contribuente espone poi una somma di fr. 267.– per l’acquisto di diversi volumi pubblicati dall’Aiuto allo Sport

Svizzero, dal titolo “Germany World Cup”, che a suo dire gli permetterebbero di

accedere ad una moltitudine di dati, statistiche ed informazioni utili ad

un’adeguata preparazione teorica.

10.2

L’acquisto

di letteratura specializzata è di principio deducibile, sia nell’ambito di

un’attività dipendente che indipendente. Non basta comunque che le opere

rientrino più o meno direttamente nel settore di competenza professionale del

contribuente. Per quanto concerne lo specifico campo dell’attività lucrativa

dipendente, occorre piuttosto che si tratti di mezzi ausiliari indispensabili

per l’esercizio della professione e non solo di libri acquistati essenzialmente

per passione o passatempo (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

op. cit., n. 33 ad art. 26 LIFD, p. 457).

Nel caso

in esame, il ricorrente si è limitato a produrre un bollettino di pagamento, intestato

alla “Sport Schweiz Verlags- und Vertriebs AG”, senza dimostrare il numero né

tanto meno l’asserito contenuto dei volumi acquistati. Dal solo titolo della raccolta,

“Germany World Cup 2006”, un’effettiva relazione di questi ultimi con l’attività

sportiva di arbitro risulta comunque improbabile. A questa Camera non resta pertanto

che confermare integralmente la decisione impugnata, senza la necessità di ulteriori

approfondimenti.

11.

11.1.

RI 1 chiede

infine di poter dedurre il prezzo d’acquisto di una fotocamera digitale, pari a

fr. 348.90.

11.2

Come

sostenuto dal ricorrente, nel corso di un’ispezione preliminare del terreno da

gioco, soprattutto in caso di intemperie, può essere senz’altro utile scattare alcune

fotografie, da assumere eventualmente quali mezzi di prova. Resta però il fatto

che questo uso può oggettivamente essere soltanto sporadico e l’acquisto di una

fotocamera digitale da parte di un arbitro di calcio non può realisticamente

apparire dettato dal possibile utilizzo a fini professionali, bensì da motivi

ordinari di intrattenimento e di interesse personale per cui un simile apparecchio

digitale è presente nella maggior parte delle economie domestiche. D’altronde, proprio

in ragione della sua larga diffusione, è altrettanto possibile che l’arbitro possa

usufruire, in caso di bisogno, di un mezzo tecnico equivalente fornito direttamente

dalla società che ospita la partita. È pertanto a giusto titolo che l’autorità

di tassazione non ha ammesso in deduzione nemmeno una parte del prezzo d’acquisto

della fotocamera digitale.

12.

Alla

luce di tutte le considerazioni sopra esposte, il ricorso deve conseguentemente

essere respinto.

Tassa di

giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 800.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un

totale di fr. 880.–

sono a

carico del ricorrente.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

-;

-;

-;

-.

Copia per

conoscenza:

- municipio

di __________.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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