80.2009.161
Esenzione fiscale: associazione sportiva, gestione pista di ghiaccio e diverse squadre agonistiche, non attività altruistica
1 febbraio 2011Italiano23 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
80.2009.161
Data decisione, Autorità:
01.02.2011, CDT
Titolo:
Esenzione fiscale: associazione sportiva, gestione pista di ghiaccio e diverse squadre agonistiche, non attività altruistica
ESENZIONE
art. 56 let. g LIFD
art. 65 let. f LT
Incarto n.
80.2009.161
Lugano
1 febbraio 2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 30 ottobre 2009 contro la decisione del 29
settembre 2009 in materia di esenzione fiscale.
Fatti
A. L’RI
1, fondato nel 1980 sotto la denominazione di __________, è un’associazione
senza fini di lucro ai sensi degli art. 60 segg. CC.
Affiliata
alla Federazione svizzera e ticinese di hockey su ghiaccio (__________e __________),
l’associazione si propone essenzialmente di promuovere la pratica del disco su
ghiaccio tra i giovani, dando a chiunque l’opportunità di una sana occupazione
del tempo libero. L’art. 2 dello statuto così si esprime:
1.
promuovere la pratica
del disco su ghiaccio tra i giovani tramite l’organizzazione di allenamenti,
partite e tornei, la partecipazione ai campionati organizzati dalla FSHG e
dalla FTHG e alle manifestazioni organizzate da terzi;
Considerandi
2.
dare a chiunque
l’opportunità di uno sviluppo sportivo, nella crescita personale e
nell’apprendimento delle competenze sociali;
3.
difendere i valori di
lealtà che stanno alla base della motivazione a praticare lo sport, in particolare
il rispetto delle regole, degli avversari e di tutti coloro che contribuiscono
e rendono possibile la pratica sportiva.
B. Il
24.
gennaio 2008, nell’ambito di un controllo generale sulle tombole organizzate
nel Cantone Ticino, l’Ispettorato fiscale redigeva un rapporto a carico dell’RI
1, nel quale concludeva per la sua iscrizione al ruolo di contribuente a
partire dal 1° gennaio 2003.
Con
successiva istanza del 23 dicembre 2008, l’RI 1 si rivolgeva quindi alla Divisione delle contribuzioni, chiedendo di essere esentata dal pagamento delle imposte sull’utile e
sul capitale. A suo dire, il perseguimento di uno scopo di pubblica utilità era
dimostrato non soltanto dalle disposizioni statutarie, ma anche dal fatto di
mettere a disposizione delle scuole pubbliche e dell’intera popolazione la
propria pista di ghiaccio di __________.
C. L’autorità
fiscale respingeva l’istanza, con decisione del 17 giugno 2009, argomentando
che l’attività dell’associazione era rivolta principalmente verso i suoi stessi
membri, ossia a favore di una cerchia determinata di destinatari, mentre la
pista di ghiaccio di __________ veniva messa a disposizione della collettività
a titolo oneroso.
L’RI 1
impugnava la suddetta decisione con reclamo del 17 luglio 2009. L’associazione
rilevava in particolar modo di operare a favore di tutti i giovani interessati
allo sport su ghiaccio, soci e non soci, “svolgendo praticamente compiti che,
di solito, competono agli enti pubblici”. Sosteneva quindi che gli introiti
incassati tramite la tassa sociale, le varie attività ricreative e le entrate
alla pista di ghiaccio di __________ erano indispensabili per la sopravvivenza
dell’associazione medesima e venivano comunque “reinvestiti per la
collettività, permettendo la manutenzione e la buona tenuta delle
infrastrutture messe a disposizione della popolazione”.
Con
successivo scritto del 23 luglio 2009, la reclamante produceva una risoluzione
del Consiglio di Stato, emessa il 1° luglio 2009, con la quale le veniva
concesso un sussidio pubblico di 465'000 franchi per la costruzione della nuova
pista di ghiaccio di __________, riconosciuta come importante e utile per la
promozione del disco su ghiaccio e del pattinaggio nella regione del __________.
D. La
Divisione delle contribuzioni respingeva il reclamo, con decisione del 29 settembre
2009.
Dopo aver premesso che le società sportive sono, per loro stessa natura,
degli enti a scopo ideale che operano principalmente a beneficio dei propri
membri, l’autorità ribadiva in particolar modo che la pista di ghiaccio di __________
era messa a disposizione dell’intera popolazione unicamente contro pagamento. Osservava
quindi che la concessione di un sussidio pubblico non aveva nessuna attinenza
con la richiesta di esenzione dal pagamento delle imposte.
E. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, l’RI 1 postula nuovamente
la concessione dell’esenzione fiscale a contare dal 1° gennaio 2003.
La ricorrente
si ritiene un’associazione sportiva atipica, nel senso che la sua attività è
prevalentemente svolta nell’interesse della collettività pubblica e non dei
suoi membri, come starebbe a dimostrare l’occupazione della pista di ghiaccio
di __________, principalmente a disposizione degli allievi delle scuole
pubbliche della regione e di tutti gli appassionati degli sport su ghiaccio.
Considera quindi contraddittorio che lo Stato, da una parte, sostenga
l’associazione con sussidi pubblici e, dall’altro, prelevi le imposte sugli
utili del medesimo esercizio. Sottolinea infine che tali utili vengono peraltro
reinvestiti per la collettività, “permettendo la manutenzione e la buona tenuta
delle infrastrutture (unica destinazione degli introiti stessi)”, senza alcun
vantaggio prioritario ai propri membri, che anzi sacrificano il loro tempo
libero mettendolo a disposizione della collettività.
F. Nelle
sue osservazioni del 7 dicembre 2009, la Divisione delle contribuzioni propone
la reiezione del gravame. Contesta anzitutto la confusione tra i concetti di
utilità pubblica, scopo pubblico e scopo ideale operata dalla ricorrente.
Ribadisce quindi che le associazioni sportive, tipicamente a carattere ideale,
non possono essere considerate di utilità pubblica, difettando il carattere
disinteressato delle loro attività. A suo dire, l’attività principale dell’RI 1
sarebbe infatti quella di gestire le diverse squadre di hockey, mentre
l’apertura al pubblico della pista di ghiaccio di __________ rappresenterebbe
unicamente un’attività accessoria.
Diritto
1.
1.1.
Secondo
gli articoli 56 lett. g LIFD e
65.
lett. f LT, sono esenti dall’imposta le persone giuridiche che
perseguono uno scopo pubblico o di utilità pubblica, per quanto concerne
l’utile (anche il capitale, per l’imposta cantonale) esclusivamente e irrevocabilmente
destinato a tali fini. Scopi imprenditoriali non sono di norma considerati
d’interesse pubblico. L’acquisizione e l’amministrazione di partecipazioni in capitale importanti a imprese sono di utilità pubblica quando l’interesse al
mantenimento dell’impresa occupa una posizione subalterna rispetto allo scopo
di utilità pubblica e quando non sono esercitate attività dirigenziali.
1.2
Secondo dottrina e
giurisprudenza, la pubblica utilità in diritto fiscale è data in linea
di principio quando un ente svolge un’attività durevole a favore di una certa
cerchia indeterminata di destinatari, nell’interesse generale e in modo
disinteressato.
Devono quindi essere
adempiute le seguenti condizioni:
·
lo svolgimento di un’attività che serve alla collettività o che
risponde ad un preminente interesse della medesima, esercitata a favore della
generalità della popolazione: secondo la circolare n. 12 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (dell’8 luglio 1994), l’interesse che la comunità ritrae da
una determinata attività viene giudicato sulla base del pensiero dominante dell’opinione
pubblica. Importanti elementi a questo proposito sono i principi etici del
diritto così come trasposti nella Costituzione federale nonché nelle leggi e sentenze
svizzere. Il bene comune può essere sostenuto attraverso attività nei settori
caritativi, umanitari, della promozione della sanità, ecologici, educativi,
scientifici e culturali. L’assistenza sociale, l’arte e le scienze, l’insegnamento,
il sostegno dei diritti dell’uomo, la tutela delle bellezze naturali, la protezione della natura e degli animali nonché l’aiuto allo sviluppo sono alcuni esempi di promozione del bene comune;
·
il perseguimento dello scopo d’interesse generale deve essere
disinteressato ed altruista, il che presuppone che l’ente non abbia un fine di
lucro e che i promotori, membri o persone vicine non godano in modo esaustivo e
privilegiato della sua attività e facciano anche dei sacrifici d’una certa importanza
a favore di terzi e quindi nell’interesse pubblico;
·
la devoluzione durevole e irrevocabile, in modo giuridicamente
garantito, dei beni devoluti a scopi d'interesse generale, quale corollario della pubblica utilità
(cfr. sentenza CDT n.
80.98.00026
e 80.98.00055 del 3 dicembre 1998, in RDAT I-1999 n. 7t).
1.3
Le leggi
fiscali vigenti affiancano allo scopo di pubblica utilità lo scopo pubblico.
La
nozione di scopo pubblico, secondo il Tribunale federale, dev’essere
interpretata in modo restrittivo, in considerazione del principio costituzionale della generalità dell’imposta previsto dall’art. 127 cpv. 2 Cost. (DTF 131 II
1.
= RDAF 2005 II 262 consid. 3.3, con riferimento a: Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea, 2004, n.
81.
e n. 104 ad art. 56 LIFD). Secondo la giurisprudenza e la prassi fiscale, un’esenzione legata al perseguimento di uno scopo pubblico è esclusa in linea di principio quando una persona giuridica persegue principalmente uno scopo lucrativo, anche se persegue
nel contempo uno scopo pubblico. È riservata un’esenzione fiscale (anche
parziale) quando:
·
una persona giuridica di questo tipo è incaricata di assolvere
compiti pubblici sulla base di un atto di diritto pubblico (per esempio la legge);
·
questo scopo pubblico è effettivamente adempiuto in modo
concretamente verificabile;
·
la persona giuridica non distribuisce dividendi;
·
la persona giuridica è soggetta ad una determinata vigilanza della
collettività pubblica;
·
il capitale proprio è destinato dagli statuti, in modo esclusivo
ed irrevocabile, allo scopo pubblico
(cfr. DTF
131.
II 1 = RDAF 2005 II 262 consid. 3.3, con rifertimento a: DTF 127 II
113.
consid. 6b; inoltre sentenza CDT n. 80.2007.163 del 3 febbraio 2009, in: RtiD II-2009 n. 8t consid. 2.1.).
1.4
Dalla pubblica utilità e
dallo scopo pubblico occore ancora distinguere lo scopo ideale.
Di
principio, la nozione di scopo ideale si contrappone a quella di scopo di
lucro. Si tratta dunque di un concetto più ampio rispetto a quello della
pubblica utilità, che non presuppone lo svolgimento in modo disinteressato di
un’attività per il bene generale della collettività (RDAT II-1993 n. 5t). Vi rientrano
anche quegli enti che, pur fondandosi sul sacrificio finanziario dei propri membri, perseguono fini non necessariamente meritevoli di promozione, con l’intenzione di migliorare la condizione dei loro aderenti. È il caso, in particolare,
delle associazioni, che si reggono sì sul solo sacrificio finanziario dei
membri, ma che non mirano al bene di terzi.
L’esenzione
fiscale degli enti che perseguono scopi ideali era stata introdotta con
un’apposita modifica della lett. l dell’art. 15 relativo alle imposte
ordinarie e della lett. e dell’art. 120 relativo alle imposte di successione
e donazione della legge tributaria del 1976, con effetto a contare dal 1°
gennaio 1987: il Consiglio di Stato aveva infatti ritenuto di concedere
l’esonero anche a quegli enti che, quale attività principale, promuovevano gli
interessi ideali specifici dei loro membri. Secondo le indicazioni contenute
nel messaggio, beneficiavano allora della qualifica di associazioni a scopo
ideale, fra le altre, le società sportive (calcio, tennis, aeroclub, ecc.), le
società per il tempo libero (foto, cine e radioamatori, ecc.), le società
amatoriali (canto, teatro, filodrammatica, carnevale, bande, ecc.) e le società
locali (di quartiere, studentesche, ecc.).
Con la
revisione totale della Legge tributaria, entrata in vigore il 1° gennaio 1995,
il legislatore cantonale ha tuttavia sottratto dal beneficio dell’esenzione
dalle imposte ordinarie gli enti con scopi ideali, attribuendo tale
vantaggio unicamente alle persone giuridiche di pubblica utilità. Tali
cambiamenti sono stati dettati dalla necessità di adeguare il diritto cantonale
alla legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei
Comuni e alla legge federale sull’imposta federale diretta. Le imposte di
successione e donazione non sono per contro state oggetto di armonizzazione
fiscale, ciò che ha permesso di mantenere l’esenzione delle persone giuridiche
con scopi ideali (cfr. Barbuscia-Genini, Esenzione di persone giuridiche
che perseguono scopi pubblici o di pubblica utilità, Deduzione delle devoluzioni,
in: RtiD I-2008, p. 334).
2.
2.1.
Venendo
al caso in esame, la ricorrente pretende di perseguire fini di utilità pubblica
e/o scopo pubblico, sottolineando in particolar modo di gestire la pista di
ghiaccio di __________ e tutte le sue risorse a favore dell’intera popolazione della
regione del __________, senza perseguire fini di lucro o scopi commerciali. Di
parere contrario è invece la Divisione delle contribuzioni, che nella decisione
impugnata ritiene sostanzialmente che l’attività dell’associazione, a carattere
tipicamente ideale, sia principalmente rivolta alla gestione delle sue diverse
squadre di hockey, mentre l’apertura al pubblico della sua infrastruttura di __________
rappresenterebbe unicamente un’attività accessoria.
2.2
È anzitutto
manifesto, e del resto nemmeno contestato, che l’esenzione dalle imposte
sull’utile e sul capitale è oggi riservata, sia a livello federale (art. 56
lett. g LIFD) che cantonale (art. 65 lett. f LT), alle sole persone
giuridiche che perseguono uno scopo “pubblico o di pubblica utilità” e non
anche a quelle con un mero scopo “ideale”. Ancora recentemente, rispondendo ad
una mozione del deputato Kuprecht, il Consiglio federale ha ribadito che
un’attività di per sé utile o ideale non basta per giustificare un’esenzione
fiscale. Rinviando in particolare alle associazioni che promuvono la formazione
musicale e l’allenamento fisico, ha infatti sottolineato che le associazioni
con scopi ideali hanno di regola in primo luogo il compito di consentire ai
loro membri di occupare in modo utile il proprio tempo libero e di coltivare amicizie
(cfr. Rapporto della Commissione dell’economia e dei tributi del 6 ottobre
2009).
È poi altrettanto
pacifico che l’attività delle associazioni sportive sia generalmente svolta in
modo interessato e non altruistico, per il semplice fatto che serve principalmente
agli interessi personali dei propri membri (Scherrer/Greter,
Der Verein in der Praxis - Organisation und Steuern, Zurigo 2007, p. 36; Mettrau, L’exonération fiscale des
institutions d’utilité publique, tesi, Losanna 1992, p. 69 e note). Ancora
prima dell’entrata in vigore della Legge federale sull’armonizzazione delle
imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID, RS 642.14), le amministrazioni
fiscali cantonali negavano, di principio, il perseguimento di uno scopo di pubblica
utilità alle associazioni sportive, proprio in difetto del necessario requisito
del disinteresse. La loro esenzione andava semmai ricercata nella prassi “tollerante”
delle singole autorità fiscali, senza dimenticare inoltre che l’assenza di un obbligo
di iscriversi nel registro di commercio, perlomeno finanto che non esercitano
uno stabilimento d’indole commerciale (art. 61 cpv. 2 CC), rende più difficile
ogni controllo fiscale (Graf,
Steuerbefreiung von Sportvereinigungen, Zurigo 1992, p. 76 e 79).
2.3
Nel caso
qui in discussione, si tratta pertanto di stabilire se l’RI 1 possa effettivamente
rappresentare un’eccezione, ovvero un’associazione sportiva atipica tale
da “giustificare un’esenzione dalle imposte sull’utile e sul capitale per scopo
pubblico e/o di pubblica utilità”, così come preteso dalla stessa ricorrente.
3.
3.1.
Il valore
educativo, formativo e sociale dello sport è oggi ampiamente riconosciuto. Lo sport rappresenta un mezzo per sviluppare
caratteristiche positive quali la capacità di affrontare e superare le difficoltà,
la consapevolezza delle proprie possibilità, l’autonomia, l’autostima, l’attitudine
a collaborare con gli altri. La pratica sportiva può inoltre offrire un
contesto educativo che, al pari di altri ambiti quali la famiglia, la scuola o
il gruppo dei coetanei, facilita il percorso di crescita degli adolescenti promuovendo
uno stato di benessere psicofisico. Questi principi, prevalenti
nello sport di massa (Breitensport), mantengono il loro valore anche
nello sport d’élite (Spitzensport), dove chiaramente gli obiettivi
tendono al conseguimento di risultati precisi. Si può quindi ben affermare che tutte
le associazioni sportive, e non solo l’RI 1, svolgano un’attività che rientra senza
dubbio nell’interesse della collettività.
In una recentissima
sentenza, il Tribunale federale ha riconosciuto che la Federazione Svizzera
degli Sport Equestri persegue uno scopo pubblico, nella misura in cui promuove
l’attività sportiva, poiché si tratta di un compito che rientra anche fra quelli
della Confederazione e dei cantoni. Ha tuttavia negato che fossero adempiuti i
requisiti per l’esenzione fiscale, essendo tale associazione prevalentemente
indirizzata a fini di lucro e di tutela dei propri interessi, in particolare
mediante il sostegno ed il coordinamento degli interessi dei suoi membri (cfr.
la sentenza del 28 dicembre 2010 n.2C_383/2010, in particolare consid. 2.4 e
2.
).
Come si è
già ricordato in precedenza, perché un’attività sia riconosciuta di pubblica
utilità ai sensi degli art. 56 lett. g LIFD e 65 lett. f LT, occorre infatti che sia svolta a
favore di una cerchia indeterminata di destinatari e che il perseguimento dello
scopo d’interesse generale sia anche disinteressato.
3.2
Di
principio, le attività delle associazioni sportive non hanno carattere sociale
e solidale. In effetti, a differenza degli enti che operano direttamente nei
settori caritativi, umanitari, della promozione della sanità, ecologici,
educativi, scientifici oppure culturali, le associazioni sportive pongono al centro
delle loro attività gli interessi di un piccolo gruppo di atleti (Graf, op. cit., p. 170-171).
Come correttamente
evidenziato nel gravame, a tale considerazione si potrebbe anzitutto
contrapporre gli statuti dell’RI 1, secondo cui l’associazione è stata costituita con l’intento di promuovere la pratica del disco
su ghiaccio tra i giovani, dando a chiunque l’opportunità “di uno sviluppo
sportivo, nella crescita personale e nell’apprendimento delle competenze
sociali”, ovvero di una sana occupazione del tempo
libero. Si potrebbe inoltre obiettare,
sempre corentemente con quanto argomentato nel gravame, che l’RI 1 rappresenta
realmente un’associazione sportiva atipica, dal momento che svolge anche
un’attività di carattere sociale e solidale, mettendo a disposizione di
un’intera regione la propria pista di ghiaccio di __________.
Perché
un’attività sia riconosciuta di pubblica utilità, occorre tuttavia che sia
anche disinteressata.
3.3
Tutte le
società sportive, e non solo l’RI 1, sono generalmente gestite da volontari,
che sacrificano parte del loro tempo libero e delle loro risorse per promuovere
lo sport, in modo particolare fra i giovani.
Senza con
questo voler sminuire il prezioso contributo degli oltre 50 collaboratori dell’RI
1.
(tra membri del comitato e allenatori, istruttori di pattinaggio e addetti
alla pista; cfr. Profilo RI 1 2008/2009), non può però passare inosservato che le
figure centrali di un’associazione sportiva, come visto, restano pur sempre gli
atleti, il cui impegno è generalmente diretto a soddisfare le proprie ambizioni,
siano esse esclusivamente sportive, ludiche oppure semplicemente sociali. Per
molti atleti, l’opportunità di nuove conoscenze e relazioni sociali riveste anzi
un ruolo centrale nella decisione di iscriversi in un’associazione, non meno
importante della possibilità di praticare un esercizio fisico regolare. Sotto
questo particolare aspetto, le associazioni sportive non si differenziano quindi
dalle altre società per il tempo libero, amatoriali oppure locali, che si
reggono sì sul sacrificio dei propri membri, ma che di principio non mirano al
bene dei terzi (Graf, op. cit., p.
172).
Per
questa ragione, come anticipato sopra (punto 2.2.), le attività delle
associazioni sportive sono generalmente considerate interessate e non
altruistiche, perlomeno da un punto di vista fiscale.
3.4
Sono invece considerate
disinteressate, oltre che sociali e solidali, le attività di Swiss Olympic,
associazione mantello di tutte le federazioni sportive svizzere, che pone al
centro dei propri interessi il bene dello sport (Scherrer/Greter, op. cit., p. 36; Graf, op. cit., p. 171) e, più in
generale, tutte quelle associazioni che non si limitano ad assecondare le
ambizioni dei propri membri, ma perseguono anche altri interessi, che esulano
dalla sfera personale dei soci, sacrificandovi una parte importante delle risorse
societarie (Duttweiler, Die Besteuerung
von Vereinen, in: StR 2002 p. 702). La Conferenza fiscale svizzera, per
esempio, incoraggia nell’ambito del sostegno e della promozione della gioventù l’esenzione
delle associazioni sportive con un preminente carattere educativo, che si
pongono come obiettivo principale quello di iniziare i giovani allo sport di
massa, relegando invece in secondo piano gli aspetti puramente agonistici e
ricreativi (Stählin/Nyffenegger,
Steuerbefreiung juristischer Personen mit öffentlichen oder gemeinnützigen
Zwecken, in: ST 2008 p. 235, in particolare p. 239).
3.5
Tornando
al caso in esame, ci si potrbbe chiedere se l’RI 1 abbia effettivamente un
preminente carattere educativo ed in quanto tale rappresentare un’associazione
sportiva atipica, così come sostenuto nel gravame. Come visto, la pista
di ghiaccio di __________, che l’associazione mette a disposizione degli
allievi delle scuole pubbliche e di tutti gli appassionati di pattinaggio della
regione del __________, risponde ad un’esigenza realmente sentita dalla
popolazione. Lo stesso dicasi per la scuola hockey dell’RI 1, che grazie al prezioso contributo
dei propri collaboratori offre ai giovani della regione, ma anche delle valli
di __________, del __________ e più in generale del __________, l’opportunità
di intraprendere una prima formazione sportiva, indipendentemente dalle
potenzialità o propensioni di ciascuno (cfr. Profilo RI
1.
2008/2009).
Nelle
informazioni pratiche redatte all’intenzione delle amministrazioni fiscali cantonali,
la Conferenza fiscale svizzera precisa tuttavia che l’esenzione non deve riguardare
l’intera associazione, ma solo quelle particolari sezioni che perseguono un
preciso scopo educativo e di sensibilizzazione allo sport di massa. Ora, l’RI 1,
come la maggior parte delle società sportive, dispone anche di un importante
settore agonistico, composto da una trentina di collaboratori ed una decina di
squadre (prima squadra, allievi, squadra femminile, ecc.), ognuna delle quali
iscritte al rispettivo campionato (cfr. Profio RI 1 2008/2009). Conformemente
alle istruzioni della Conferenza fiscale svizzera, prima di inoltrare una
richiesta di esenzione fiscale, l’associazione dovrebbe pertanto procedere ad
una netta separazione dei due settori, sia sul piano contabile che su quello organizzativo
(Conferenza fiscale svizzera,
Exonération fiscale des personnes morales qui poursuivent des buts de service
public, d’utilité publique ou des buts cultuels, edizione 18 gennaio 2008, p.
37), dimostrando in tal modo che le attività giovanili di utilità pubblica
stanno chiaramente in primo piano.
3.6
Alla luce
di tutte le argomentazioni sopra esposte, è quindi immediatamente evidente che
il necessario requisito del disinteresse e dell’altruismo difetta anche all’RI
1, malgrado la pista di ghiaccio di __________ e tutte le sue risorse siano a
disposizione dell’intera popolazione e non solo dei suoi atleti.
Come anticipato
sopra, pur riconoscendole il merito di promuovere la pratica del disco su
ghiaccio e, più in generale, degli sport su ghiaccio nella regione del __________,
in assenza di una chiara suddivisione interna, il fatto stesso che l’associazione
possa vantare una propria squadra nel campionato svizzero di prima lega (in
collaborazione con i __________ di __________), una squadra femminile (__________)
e diverse squadre giovanili nei differenti campionati di categoria (piccolo,
moskito, mini, novizi, juniori), basta già ad escludere che al centro delle sue
preoccupazioni vi siano gli interessi dei terzi.
Contrariamente
a quanto più volte sottolineato dalla stessa ricorrente, poco importa invece
che la pista di ghiaccio di __________ sia prevalentemente occupata da utenti
esterni all’associazione (scuole pubbliche, corsi di pattinaggio artistico, squadre
amatoriali, pattinaggio libero). Al di là del fatto che la richiesta di un biglietto
di entrata – di cui peraltro non si conosce l’ammontare – rappresenta pur
sempre un indizio contrario all’esenzione fiscale (cfr., per analogia, Conferenza fiscale svizzera, Exonération
des institutions poursuivant des buts culturels, edizione agosto 2010, p. 4), dal
semplice esame dei piani di occupazione delle stagioni 2008/2009 e 2009/2010 –
i soli prodotti dalla ricorrente – emerge chiaramente che l’infrastruttura è a disposizione
dell’associazione nelle fasce orarie più favorevoli: a partire dalle ore 17:00
nei giorni feriali e tutto il giorno durante il fine settimana. L’apertura agli
utenti esterni, senza dubbio quantitativamente importante, coincide invece con
le ore meno interessanti per un’associazione sportiva rivolta ai giovani: durante
le ore scolastiche e la sera dopo le ore 21:00, ogni mercoledì pomeriggio fino
alle ore 16:30, il fine settimana a dipendenza degli impegni delle squadre di hockey,
nei giorni festivi e durante le vacanze scolastiche.
Di nessun
rilievo è infine la circostanza che gli introiti incassati tramite la tassa sociale,
le varie attività ricreative e soprattutto le entrate alla pista di ghiaccio
siano esclusivamente destinati alla copertura dei costi, dal momento che lo
scopo ideale dell’associazione non è certo in discussione in questa sede. Anzi,
preso atto degli importanti costi di manutenzione che una simile infrastruttura
comporta (esempio: elettricità per l’illuminazione, per il generatore del
ghiaccio, custode/operaio, ecc.), si potrebbe persino concludere che la sua apertura
alla popolazione rientra piuttosto in una gestione economicamente oculata della
stessa.
In ogni
caso, tanto basta ad escludere che siano adempiuti i requisiti della pubblica
utilità, perlomeno fintantoché la gestione delle squadre di hockey e quella
della pista di ghiaccio di __________ non saranno chiaramente distinte, sia sul
piano contabile che quello organizzativo.
4.
4.1.
Escluso è
anche il perseguimento di uno scopo pubblico, malgrado non vi siano elementi
per mettere in dubbio l’importanza della pista di ghiaccio di __________.
Certo,
l’esercizio di infrastrutture per il tempo libero, quale è senza dubbio una
pista di ghiaccio, rientra nei compiti che di solito competono agli enti
pubblici. Tuttavia, come visto sopra (cfr. punto 1.3.), la nozione di scopo
pubblico deve essere interpretata in modo restrittivo, in considerazione del principio costituzionale della generalità dell’imposta previsto dall’art. 127 cpv. 2
Cost. e nel pieno rispetto della neutralità concorrenziale (Kuster, Steuerbefreiung von
Institutionen mit öffentlichen Zwecken unter besonderer Berücksichtigung des
Rechts der direkten Bundessteuer und der Steuerharmonisierung, Zurigo 1998, p.
231.
ss.). Ebbene, nella fattispecie non risulta che l’RI 1 sia stato incaricato
di assolvere compiti pubblici sulla base di un atto di diritto pubblico (per
esempio la legge), né tanto meno che la stessa associazione sia soggetta ad una
determinata vigilanza della collettività pubblica. Tanto basta ad escludere che
siano adempiuti i requisiti dello scopo pubblico.
4.2
Contrariamente
a quanto sembra sostenere la ricorrente, la semplice corresponsione di sussidi
pubblici non basta ancora a giustificare un’esenzione fiscale.
Come ben
si evince dalla risoluzione del Consiglio di Stato, il sussidio pubblico di
465'000 franchi concessole per la costruzione della nuova pista di ghiaccio di __________
proviene infatti dal Fondo Sport-toto, destinato alla promozione dello sport in
ambito federativo piuttosto che al finanziamento delle opere di interesse generale,
di cui si occupa semmai il Fondo Lotteria intercantonale Swisslos. Del resto,
conformemente all’art. 1 cpv. 2 del Regolamento per la ripartizione dei
proventi dello Sport-toto del 7 ottobre 1998 (RL 5.4.2.2), sono sussidiabili
unicamente le discipline sportive riconosciute dall’Associazione Olimpica Svizzera
(AOS). Per quanto concerne la costruzione di nuovi impianti sportivi, l’art. 14
cpv. 1 del Regolamento precisa inoltre che un sussidio può essere accordato
solo per gli impianti destinati in modo preponderante alle società affiliate
alle federazioni riconosciute dall’AOS.
Se, da
una parte, non può essere negata l’importanza e l’utilità dell’infrastruttura
di __________ per la promozione del disco su ghiaccio e del pattinaggio nella
regione del __________, dall’altra, non si può tuttavia ancora concludere che
l’associazione persegua uno scopo di pubblica utilità né tanto meno uno scopo
pubblico ai sensi degli art. 56 lett. g LIFD e 65 lett. f LT.
5.
Il
ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di
giustizia e spese processuali sono poste a carico dell’RI 1, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 600.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 680.–
sono a
carico della ricorrente.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
- ;
- ;
- .
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster