80.2009.29
Richiesta di garanzia: presupposti, esercizio attività medica non autorizzata, commisurazione importi
30 novembre 2009Italiano12 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
80.2009.29
Data decisione, Autorità:
30.11.2009, CDT
Titolo:
Richiesta di garanzia: presupposti, esercizio attività medica non autorizzata, commisurazione importi
GARANZIA
art. 169 LIFD
art. 248 LT
Incarto n.
80.2009.29
80.2009.30
80.2009.31
Lugano
30 novembre 2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Matteo Cassina (in sostituzione di Mauro
Mini, esclusosi)
segretario
Rocco
Filippini, vicecancelliere
parti
RI
1
rappr.
da: RA 1
contro
RS
1
oggetto
ricorsi
del 4 marzo 2009 contro le richieste di garanzia dell’11 febbraio 2009 per imposte
comunali (2004/2009), cantonali (2003/2009) e federali (2004/2009) nonché per
imposte suppletorie comunali, cantonali e federali 1997/2006.
Fatti
A. Nei confronti di RI 1,
il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale per titolo di truffa aggravata,
falsità in certificati e infrazione aggravata alla legge federale sugli
stupefacenti (LStup; RS 812.121). Nell’ambito di tale inchiesta, tuttora in corso,
è emerso che l’accusato aveva esercitato per anni l’arte medica pur non avendo
conseguito una laurea in medicina, incassando ingenti onorari non dichiarati alle
competenti autorità di tassazione.
Viste le possibili implicazioni
fiscali, con scritto del 16 agosto 2007, il procuratore pubblico segnalava il
caso alla Divisione delle contribuzioni.
B. Con separate
decisioni del 28 novembre 2008, l’Ufficio delle procedure speciali notificava
al contribuente l’apertura di una procedura di recupero d’imposta e di contravvenzione.
Da parte sua, l’Ufficio di tassazione di __________, tra dicembre 2008 e gennaio
2009, gli notificava le tassazioni IC/IFD 2003-2006, avverso le quali è stato
interposto reclamo, tuttora pendente (fatta eccezione per la tassazione IC/IFD
2003, nel frattempo passata in giudicato).
C. In data 11 febbraio
2009, l’Ufficio esazione e condoni emetteva a carico di RI 1 tre richieste di
garanzie per fr. 483'689.–, rispettivamente fr. 579'340.– e fr. 443'859.–, a
copertura delle imposte federali, cantonali e comunali. Nelle motivazioni, l’autorità
spiegava che nell’ambito degli accertamenti penali erano emersi “importanti elementi
non dichiarati e sottratti all’imposizione del fisco”, aggiungendo poi che “il
credito e il pagamento dell’imposta sembrerebbero oggettivamente minacciati”.
Lo stesso giorno,
l’Ufficio esazione e condoni indirizzava agli Ufficio esecuzione di __________,
__________ e __________ tre distinti decreti di sequestro, indicando quale
titolo e causa le summenzionate richieste di garanzia e quali oggetti da sequestrare
il fondo part. __________ RFD di __________, i beni mobili in esso situati,
oltre ad altri valori mobiliari.
D. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, chiede
che siano annullate le richieste di garanzia e che sia accertata la decadenza dei
decreti di sequestro. Il ricorrente censura anzitutto l’insufficiente motivazione
delle decisioni, ravvisando una violazione del suo diritto di essere sentito. Nel
merito, sostiene di avere vissuto solo sporadicamente in Svizzera, senza
esercitare “nessuna, o quasi nessuna, attività lucrativa”. Lamenta quindi la misura
della garanzia richiestagli, a suo dire ricostruita in modo totalmente
arbitrario.
Nelle sue osservazioni del
27 agosto 2009, la Divisione delle contribuzioni propone di respingere il gravame.
Diritto
1. La richiesta di
garanzia è formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto
un’imposta cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge
tributaria ticinese, RL 10.2.1.1.1) sia quando è riferita al pagamento di
un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del Regolamento di applicazione
della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1).
Contro tale decisione, l’interessato
ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le imposte
cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 243 cpv. 3 LT; per le
imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che nella sua nuova versione,
in vigore dal 1° gennaio 2007, attribuisce al contribuente il diritto di impugnare
la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione cantonale di ricorso (art. 4
cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta
federale diretta).
Considerandi
2.
2.1.
In merito alla motivazione
dei provvedimenti ed alla presunta violazione del diritto di essere sentito
sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed., va anzitutto rilevato che dalle decisioni
impugnate, seppure redatte in termini concisi, traspaiono chiaramente le ragioni
che hanno indotto l’Ufficio esazione e condoni a ritenere minacciato il credito
fiscale. Del resto, il ricorrente medesimo riconosce che “la procedura penale
in corso può verosimigliare un possibile credito di imposta insoddisfatto”, lamentando
unicamente la mancata indicazione del calcolo delle imposte da garantire.
2.2
La giurisprudenza ha
dedotto dal diritto di essere sentito di cui alla precitata norma
costituzionale il diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è
sufficiente che l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno
guidata e sui quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato
possa rendersi conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in
coscienza di causa (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).
Nella fattispecie, la
mancata indicazione dei parametri di calcolo non ha impedito all’interessato di potersi tutelare adeguatamente, inoltrando un ricorso debitamente
motivato. Come anticipato, RI 1 ha concentrato le sue censure proprio sulla
misura delle garanzie richiestegli, ammettendo fra le righe di essere al
corrente che simili cifre provengono dall’esame degli atti istruttori del procedimento
penale ed in particolare dal rapporto steso dall’Equipe finanziaria del Ministero
pubblico (EFIN).
Non va poi dimenticato che
per costante giurisprudenza, una violazione del diritto di essere sentito –
nella misura in cui essa non sia di particolare momento (DTF 115 V 305 consid.
2h) – è da ritenersi sanata qualora l’interessato abbia la facoltà di esprimersi
innanzi ad un’autorità di ricorso che gode di piena cognizione (cfr. Frey, in: Zweifel/Athanas [a cura di],
Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2. ediz.,
Basilea 2008, n. 50 ad art. 169 LIFD, p. 653). Ora, nelle proprie osservazioni
del 27 agosto 2009, la Divisione delle contribuzioni ha spiegato in maniera dettagliata
i presupposti che giustificano una richiesta di garanzia, confermando parimenti
che per fissarne l’ammontare l’Ufficio esazione e condoni si è fondato sugli
atti istruttori del procedimento penale, esaminati dall’Ispettorato fiscale nel
corso del mese di novembre 2008, dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla Camera
dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (decisione CRP n. 60.2007.369 del 12
novembre 2007). Tali osservazioni sono state regolarmente intimate al
ricorrente, che ha così avuto la possibilità di replicare e di pronunciarsi
sugli argomenti addotti dall’autorità fiscale.
In simili circostanze, l’eventuale
vizio iniziale della decisione potrebbe senz’altro essere considerato sanato
nell’ambito della procedura ricorsuale, in maniera rispettosa dell’art. 29 cpv.
2.
Cost. fed. (decisioni TF n.2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005;
ASA 67 p. 722 consid. 3b).
3.
3.1.
Giusta l’art. 248 cpv. 1
LT, di uguale tenore dell’art. 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di
multa non ha domicilio in Svizzera o se i diritti del fisco sembrano
pregiudicati, l’autorità fiscale può chiedere in ogni tempo, anche prima che
l’imposta sia accertata definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il
diritto di chiedere il sequestro.
3.2
Secondo la giurisprudenza
sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta
federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché
una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa
verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi
menzionati sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista,
manifestamente eccessiva (decisione TF n.2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in:
RDAT II-1998 n. 20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto
tributario valuta semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i suddetti
aspetti, limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e
le altre forme di garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in:
Bernasconi/Pedroli [a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione speciale
della RDAT, Agno 1999, p. 304).
Proprio per la natura
giuridica intrinseca dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale
esame degli ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti
all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla determinazione
dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura ordinaria di
tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le altre eccezioni
concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro) della decisione
di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di ricorso contro la
garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge federale sulla
esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio quando il contribuente
contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro per garanzia (Allidi, loc. cit.).
4.
4.1.
Venendo al caso in esame, dalle
prime ricostruzioni esperite dalle autorità penali emerge che RI 1 ha praticato
per anni l’ozono-terapia e la neuralterapia, pur non avendo conseguito una
laurea in medicina. A questi trattamenti ha inoltre affiancato il commercio di
pillole dimagranti, incassando ingenti utili mai dichiarati alle autorità
fiscali.
Dispositivo
Per questi motivi, nei suoi
confronti sono stati ipotizzati i reati di truffa aggravata, falsità in
certificati e infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti
(LStup). Dagli atti di causa non emergono invece elementi a sostegno delle
asserzioni del ricorrente, che sembrerebbe voler sminuire i propri legami con
il Ticino, asserendo di non aver esercitato “nessuna, o quasi nessuna, attività
lucrativa”.
Nelle descritte
circostanze, l’esistenza di un credito fiscale e la messa in pericolo della sua
conseguente riscossione appiano più che verosimili. Vi sono infatti significativi
indizi per ritenere che il ricorrente abbia dissimulato sistematicamente elementi
del proprio reddito e della propria sostanza. Una tale situazione è già di per
sé sufficiente per considerare il pagamento del credito fiscale oggettivamente
minacciato (RDAT II-1998 n. 20t, consid. 4c; ASA 65 p. 386 = StE 1996 B 99.1 n.
5), senza dimenticare inoltre che una richiesta di garanzia si rileva altresì
legittima ogni volta che il contribuente deve aspettarsi, come nella
fattispecie, delle imposte suppletorie e delle multe considerevoli (Curchod, in: Yersin/Noël [a cura di],
Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 22 ad art.
169 LIFD, p. 1450 e riferimenti citati).
Si aggiunga infine che la
sola circostanza che il fondo part. __________ RFD di __________, oltre a
contanti ed averi per un importo complessivo di circa fr. 100'000.– (cfr.
rapporto dell’Ispettorato fiscale del 24 giugno 2009, agli atti dell’incarto fiscale),
sono attualmente colpiti anche da un sequestro penale, non è di nessuna rilevanza
(decisione TF n.2A.324/2005 del 30 novembre 2005).
4.2.
Come esposto in narrativa,
l’Ufficio esazione e condoni ha commisurato in fr. 483'689.–, rispettivamente
fr. 579'340.– e fr. 443'859.–, le garanzie a copertura delle imposte federali,
cantonali e comunali.
Per quanto è dato di sapere
a questo stadio della procedura, simili somme sono senz’altro elevate, ma non
sproporzionate. Dal rapporto dell’Ispettorato fiscale, basato sugli atti
istruttori del procedimento penale, emerge in particolare che per le sedute di ozono-terapia
e neuralterapia, l’onorario richiesto dal ricorrente ai propri pazienti variava
mediamente tra i 150 ed i 200 franchi a seduta. L’introito annuo ricavato dalla
vendita delle pillole dimagranti, fatte confezionare dapprima in una farmacia
di __________ e successivamente di __________, si aggirava invece attorno a
50'000 franchi. A partire da questi chiari dati, l’Ufficio di tassazione di __________
ha emesso le tassazioni IC/IFD 2003-2006, tuttora pendenti (eccezion fatta per
il periodo fiscale 2003), mentre l’Ufficio esazione e condoni ha potuto stimare
le successive tassazioni IC/IFD 2007-2009, non ancora notificate al ricorrente.
A questi importi, sono ancora state aggiunte le imposte arretrate degli ultimi
dieci anni, comprensive degli interessi di ritardo e delle multe per
sottrazione consumata e tentata, tuttora al vaglio dell’Ufficio delle procedure
speciali.
È ben vero che si tratta
di semplici ricostruzioni, ancora da approfondire. Resta però il fatto che
sulla base delle suddette cifre, le richieste di garanzia in esame non possono
essere ritenute eccessive né tantomeno arbitrarie. D’altronde, il ricorrente si
limita a rilevare che le ipotesi formulate in sede penale sono “fantasiose”e le
prove ivi raccolte irrilevanti, senza tuttavia essere in grado di sostanziare
le sue contestazioni. In questo contesto, non va poi dimenticato che la
garanzia richiesta deve poter coprire l’ammontare massimo del tributo che essa
ha per scopo di assicurare (decisione TF n.2A.352/1995 del 9 gennaio 1995, in:
RDAT II-1995 n. 19t). Va infine evidenziato che l’efficacia di una richiesta di
garanzia dipende in larga misura anche dalla sua imprevedibilità e dalla
rapidità con cui il provvedimento viene adottato e che tale procedura non
pregiudica comunque la determinazione dell’imposta effettivamente dovuta, da
stabilire in sede di tassazione e di recupero d’imposta.
5. Alla luce delle considerazioni
che precedono, il ricorso si rivela manifestamente infondato e va pertanto
respinto.
Tassa di giustizia e spese
processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 1'000.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 1'080.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-
;
-
;
-
;
-
.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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