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Decisione

80.2009.29

Richiesta di garanzia: presupposti, esercizio attività medica non autorizzata, commisurazione importi

30 novembre 2009Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nei confronti di RI 1,

il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale per titolo di truffa aggravata,

falsità in certificati e infrazione aggravata alla legge federale sugli

stupefacenti (LStup; RS 812.121). Nell’ambito di tale inchiesta, tuttora in corso,

è emerso che l’accusato aveva esercitato per anni l’arte medica pur non avendo

conseguito una laurea in medicina, incassando ingenti onorari non dichiarati alle

competenti autorità di tassazione.

Viste le possibili implicazioni

fiscali, con scritto del 16 agosto 2007, il procuratore pubblico segnalava il

caso alla Divisione delle contribuzioni.

B. Con separate

decisioni del 28 novembre 2008, l’Ufficio delle procedure speciali notificava

al contribuente l’apertura di una procedura di recupero d’imposta e di contravvenzione.

Da parte sua, l’Ufficio di tassazione di __________, tra dicembre 2008 e gennaio

2009, gli notificava le tassazioni IC/IFD 2003-2006, avverso le quali è stato

interposto reclamo, tuttora pendente (fatta eccezione per la tassazione IC/IFD

2003, nel frattempo passata in giudicato).

C. In data 11 febbraio

2009, l’Ufficio esazione e condoni emetteva a carico di RI 1 tre richieste di

garanzie per fr. 483'689.–, rispettivamente fr. 579'340.– e fr. 443'859.–, a

copertura delle imposte federali, cantonali e comunali. Nelle motivazioni, l’autorità

spiegava che nell’ambito degli accertamenti penali erano emersi “importanti elementi

non dichiarati e sottratti all’imposizione del fisco”, aggiungendo poi che “il

credito e il pagamento dell’imposta sembrerebbero oggettivamente minacciati”.

Lo stesso giorno,

l’Ufficio esazione e condoni indirizzava agli Ufficio esecuzione di __________,

__________ e __________ tre distinti decreti di sequestro, indicando quale

titolo e causa le summenzionate richieste di garanzia e quali oggetti da sequestrare

il fondo part. __________ RFD di __________, i beni mobili in esso situati,

oltre ad altri valori mobiliari.

D. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, chiede

che siano annullate le richieste di garanzia e che sia accertata la decadenza dei

decreti di sequestro. Il ricorrente censura anzitutto l’insufficiente motivazione

delle decisioni, ravvisando una violazione del suo diritto di essere sentito. Nel

merito, sostiene di avere vissuto solo sporadicamente in Svizzera, senza

esercitare “nessuna, o quasi nessuna, attività lucrativa”. Lamenta quindi la misura

della garanzia richiestagli, a suo dire ricostruita in modo totalmente

arbitrario.

Nelle sue osservazioni del

27 agosto 2009, la Divisione delle contribuzioni propone di respingere il gravame.

Diritto

1. La richiesta di

garanzia è formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto

un’imposta cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge

tributaria ticinese, RL 10.2.1.1.1) sia quando è riferita al pagamento di

un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del Regolamento di applicazione

della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1).

Contro tale decisione, l’interessato

ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le imposte

cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 243 cpv. 3 LT; per le

imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che nella sua nuova versione,

in vigore dal 1° gennaio 2007, attribuisce al contribuente il diritto di impugnare

la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione cantonale di ricorso (art. 4

cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta

federale diretta).

Considerandi

2.

2.1.

In merito alla motivazione

dei provvedimenti ed alla presunta violazione del diritto di essere sentito

sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed., va anzitutto rilevato che dalle decisioni

impugnate, seppure redatte in termini concisi, traspaiono chiaramente le ragioni

che hanno indotto l’Ufficio esazione e condoni a ritenere minacciato il credito

fiscale. Del resto, il ricorrente medesimo riconosce che “la procedura penale

in corso può verosimigliare un possibile credito di imposta insoddisfatto”, lamentando

unicamente la mancata indicazione del calcolo delle imposte da garantire.

2.2

La giurisprudenza ha

dedotto dal diritto di essere sentito di cui alla precitata norma

costituzionale il diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è

sufficiente che l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno

guidata e sui quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato

possa rendersi conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in

coscienza di causa (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).

Nella fattispecie, la

mancata indicazione dei parametri di calcolo non ha impedito all’interessato di potersi tutelare adeguatamente, inoltrando un ricorso debitamente

motivato. Come anticipato, RI 1 ha concentrato le sue censure proprio sulla

misura delle garanzie richiestegli, ammettendo fra le righe di essere al

corrente che simili cifre provengono dall’esame degli atti istruttori del procedimento

penale ed in particolare dal rapporto steso dall’Equipe finanziaria del Ministero

pubblico (EFIN).

Non va poi dimenticato che

per costante giurisprudenza, una violazione del diritto di essere sentito –

nella misura in cui essa non sia di particolare momento (DTF 115 V 305 consid.

2h) – è da ritenersi sanata qualora l’interessato abbia la facoltà di esprimersi

innanzi ad un’autorità di ricorso che gode di piena cognizione (cfr. Frey, in: Zweifel/Athanas [a cura di],

Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2. ediz.,

Basilea 2008, n. 50 ad art. 169 LIFD, p. 653). Ora, nelle proprie osservazioni

del 27 agosto 2009, la Divisione delle contribuzioni ha spiegato in maniera dettagliata

i presupposti che giustificano una richiesta di garanzia, confermando parimenti

che per fissarne l’ammontare l’Ufficio esazione e condoni si è fondato sugli

atti istruttori del procedimento penale, esaminati dall’Ispettorato fiscale nel

corso del mese di novembre 2008, dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla Camera

dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (decisione CRP n. 60.2007.369 del 12

novembre 2007). Tali osservazioni sono state regolarmente intimate al

ricorrente, che ha così avuto la possibilità di replicare e di pronunciarsi

sugli argomenti addotti dall’autorità fiscale.

In simili circostanze, l’eventuale

vizio iniziale della decisione potrebbe senz’altro essere considerato sanato

nell’ambito della procedura ricorsuale, in maniera rispettosa dell’art. 29 cpv.

2.

Cost. fed. (decisioni TF n.2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005;

ASA 67 p. 722 consid. 3b).

3.

3.1.

Giusta l’art. 248 cpv. 1

LT, di uguale tenore dell’art. 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di

multa non ha domicilio in Svizzera o se i diritti del fisco sembrano

pregiudicati, l’autorità fiscale può chiedere in ogni tempo, anche prima che

l’imposta sia accertata definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il

diritto di chiedere il sequestro.

3.2

Secondo la giurisprudenza

sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta

federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché

una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa

verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi

menzionati sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista,

manifestamente eccessiva (decisione TF n.2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in:

RDAT II-1998 n. 20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto

tributario valuta semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i suddetti

aspetti, limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e

le altre forme di garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in:

Bernasconi/Pedroli [a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione speciale

della RDAT, Agno 1999, p. 304).

Proprio per la natura

giuridica intrinseca dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale

esame degli ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti

all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla determinazione

dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura ordinaria di

tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le altre eccezioni

concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro) della decisione

di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di ricorso contro la

garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge federale sulla

esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio quando il contribuente

contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro per garanzia (Allidi, loc. cit.).

4.

4.1.

Venendo al caso in esame, dalle

prime ricostruzioni esperite dalle autorità penali emerge che RI 1 ha praticato

per anni l’ozono-terapia e la neuralterapia, pur non avendo conseguito una

laurea in medicina. A questi trattamenti ha inoltre affiancato il commercio di

pillole dimagranti, incassando ingenti utili mai dichiarati alle autorità

fiscali.

Dispositivo

Per questi motivi, nei suoi

confronti sono stati ipotizzati i reati di truffa aggravata, falsità in

certificati e infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti

(LStup). Dagli atti di causa non emergono invece elementi a sostegno delle

asserzioni del ricorrente, che sembrerebbe voler sminuire i propri legami con

il Ticino, asserendo di non aver esercitato “nessuna, o quasi nessuna, attività

lucrativa”.

Nelle descritte

circostanze, l’esistenza di un credito fiscale e la messa in pericolo della sua

conseguente riscossione appiano più che verosimili. Vi sono infatti significativi

indizi per ritenere che il ricorrente abbia dissimulato sistematicamente elementi

del proprio reddito e della propria sostanza. Una tale situazione è già di per

sé sufficiente per considerare il pagamento del credito fiscale oggettivamente

minacciato (RDAT II-1998 n. 20t, consid. 4c; ASA 65 p. 386 = StE 1996 B 99.1 n.

5), senza dimenticare inoltre che una richiesta di garanzia si rileva altresì

legittima ogni volta che il contribuente deve aspettarsi, come nella

fattispecie, delle imposte suppletorie e delle multe considerevoli (Curchod, in: Yersin/Noël [a cura di],

Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 22 ad art.

169 LIFD, p. 1450 e riferimenti citati).

Si aggiunga infine che la

sola circostanza che il fondo part. __________ RFD di __________, oltre a

contanti ed averi per un importo complessivo di circa fr. 100'000.– (cfr.

rapporto dell’Ispettorato fiscale del 24 giugno 2009, agli atti dell’incarto fiscale),

sono attualmente colpiti anche da un sequestro penale, non è di nessuna rilevanza

(decisione TF n.2A.324/2005 del 30 novembre 2005).

4.2.

Come esposto in narrativa,

l’Ufficio esazione e condoni ha commisurato in fr. 483'689.–, rispettivamente

fr. 579'340.– e fr. 443'859.–, le garanzie a copertura delle imposte federali,

cantonali e comunali.

Per quanto è dato di sapere

a questo stadio della procedura, simili somme sono senz’altro elevate, ma non

sproporzionate. Dal rapporto dell’Ispettorato fiscale, basato sugli atti

istruttori del procedimento penale, emerge in particolare che per le sedute di ozono-terapia

e neuralterapia, l’onorario richiesto dal ricorrente ai propri pazienti variava

mediamente tra i 150 ed i 200 franchi a seduta. L’introito annuo ricavato dalla

vendita delle pillole dimagranti, fatte confezionare dapprima in una farmacia

di __________ e successivamente di __________, si aggirava invece attorno a

50'000 franchi. A partire da questi chiari dati, l’Ufficio di tassazione di __________

ha emesso le tassazioni IC/IFD 2003-2006, tuttora pendenti (eccezion fatta per

il periodo fiscale 2003), mentre l’Ufficio esazione e condoni ha potuto stimare

le successive tassazioni IC/IFD 2007-2009, non ancora notificate al ricorrente.

A questi importi, sono ancora state aggiunte le imposte arretrate degli ultimi

dieci anni, comprensive degli interessi di ritardo e delle multe per

sottrazione consumata e tentata, tuttora al vaglio dell’Ufficio delle procedure

speciali.

È ben vero che si tratta

di semplici ricostruzioni, ancora da approfondire. Resta però il fatto che

sulla base delle suddette cifre, le richieste di garanzia in esame non possono

essere ritenute eccessive né tantomeno arbitrarie. D’altronde, il ricorrente si

limita a rilevare che le ipotesi formulate in sede penale sono “fantasiose”e le

prove ivi raccolte irrilevanti, senza tuttavia essere in grado di sostanziare

le sue contestazioni. In questo contesto, non va poi dimenticato che la

garanzia richiesta deve poter coprire l’ammontare massimo del tributo che essa

ha per scopo di assicurare (decisione TF n.2A.352/1995 del 9 gennaio 1995, in:

RDAT II-1995 n. 19t). Va infine evidenziato che l’efficacia di una richiesta di

garanzia dipende in larga misura anche dalla sua imprevedibilità e dalla

rapidità con cui il provvedimento viene adottato e che tale procedura non

pregiudica comunque la determinazione dell’imposta effettivamente dovuta, da

stabilire in sede di tassazione e di recupero d’imposta.

5. Alla luce delle considerazioni

che precedono, il ricorso si rivela manifestamente infondato e va pertanto

respinto.

Tassa di giustizia e spese

processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 1'000.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 1'080.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-

;

-

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-

;

-

.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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