80.2009.8
Deduzioni: spese di perfezionamento, ingegnere STS che frequenta Master al Politecnico, formazione professionale
23 marzo 2009Italiano19 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
80.2009.8
Data decisione, Autorità:
23.03.2009, CDT
Titolo:
Deduzioni: spese di perfezionamento, ingegnere STS che frequenta Master al Politecnico, formazione professionale
ATTIVITÀ LUCRATIVA DIPENDENTE
art. 26 cpv. 1 let. d LIFD
art. 34 let. b LIFD
art. 25 cpv. 1 let. d LT
art. 33 let. b LT
Incarto n.
80.2009.8
Lugano
23 marzo 2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco
Filippini, vicecancelliere
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 17 gennaio 2009 contro la decisione del 17 dicembre 2008 in materia di IC
e IFD 2005.
Fatti
A. RI 1, ingegnere STS
in meccanica, ha lavorato alle dipendenze della __________ di __________, della
__________ di __________ e della __________ di __________. Nel 2004 si è iscritto
al Master of Advanced Studies (MAS) in Energy presso la Scuola Politecnica
Federale di Losanna (EPFL) e dal 2006 è collaboratore scientifico dell’__________
(__________) della __________ (__________).
B. Nella dichiarazione
fiscale 2005, il contribuente faceva valere le seguenti spese professionali:
spese di trasporto fr. 3'690.–
spese per doppia economia
domestica fr. 1'400.–
spese supplementari alloggio fr. 8'800.–
spese supplementari vitto fr. 2'800.–
altre spese professionali
(forfait) fr. 2'400.–
spese di riqualificazione fr. 6'563.–
spese per attività
accessoria fr. 800.–
totale fr. 26'453.–
Per quanto attiene alle spese
di riqualificazione, esse comprendevano, oltre alla tassa di iscrizione al MAS in
energia (fr. 3'000.–), anche i costi per l’acquisto di un Notebook
(fr. 2'949.–) e di vari libri (fr. 614.–).
C. Notificandogli la
tassazione IC/IFD 2005, con decisione del 2 agosto 2007, l’Ufficio di tassazione
di Lugano Campagna commisurava il reddito imponibile del contribuente in fr. 26'700.–
per l’IC ed in fr. 31'700.– per l’IFD.
In relazione alle spese
professionali, l’autorità riduceva a complessivi fr. 1'270.– i costi di trasporto,
negando invece quelli supplementari di alloggio e di vitto. Per quanto ancora
qui di interesse, ammetteva a titolo di spese di perfezionamento professionale
e non di riqualificazione, l’importo di fr. 5'580.– (fr. 3'000.– per la tassa
di iscrizione al MAS, fr. 614.– per l’acquisto dei libri e soli fr. 1'966.–,
pari a 2/3 del prezzo originale, per l’acquisto del Notebook).
D. Il contribuente
impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 31 agosto 2007. Un anno più
tardi, in occasione di un’udienza tenutasi il 18 settembre 2008, l’autorità di
tassazione comunicava al reclamante che avrebbe proceduto allo stralcio della
tassa di iscrizione al MAS in energia, trattandosi di una spesa di formazione
non deducibile.
Con successivo scritto del
26 settembre 2008, il contribuente sosteneva invece che tale costo andava
considerato una spesa di perfezionamento professionale, rilevando in particolare
che il MAS gli aveva “permesso di focalizzare e sviluppare le competenze acquisite
durante la formazione di ingegnere meccanico… secondo gli standard e le
necessità che si stanno profilando nel settore energetico”, garantendogli “un
buon livello di competitività personale nel mondo del lavoro”.
L’autorità di tassazione,
con decisione su reclamo del 17 dicembre 2008, operava una reformatio in peius,
aumentando il reddito imponibile del contribuente in fr. 29'700.– per l’IC ed
in fr. 34'700.– per l’IFD. Nella motivazione spiegava di avere
stralciato la deduzione di fr. 3'000.–, relativa alla tassa di iscrizione, “conformemente
alle vigenti disposizioni e decisioni giurisprudenziali”.
E. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta le argomentazioni dell’autorità
di tassazione. Afferma, in sostanza, che il master gli ha permesso di
riqualificarsi e di lavorare nel settore energetico, tutt’ora in forte
espansione, aggiungendo poi che l’anno precedente la stessa deduzione era stata
ammessa.
Diritto
1. 1.1.
Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 lett. d LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 lett. d LIFD, dal
reddito da un’attività dipendente sono deducibili, a titolo di spese professionali,
le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con
l’esercizio dell’attività professionale.
Gli altri costi e spese
non possono essere dedotti; tra questi le altre le spese di formazione professionale
(art. 33 lett. b LT; art. 34 lett. b LIFD).
1.2.
Le spese per il perfezionamento
e la riqualificazione professionali sono deducibili se connesse con l’esercizio
dell’attuale attività professionale e nella misura in cui sono giustificate e
documentate (art. 8 cpv. 1 DE concernente l’imposizione delle persone fisiche).
Non è invece ammessa la deduzione delle spese di formazione vera e propria e quella
delle spese già considerate nella deduzione prevista dall’art. 7 (art. 8 cpv. 2
DE; art. 33 lett. b LT).
Anche per l’IFD le spese
per il perfezionamento e la riqualificazione professionali sono deducibili se
connesse con l’esercizio dell’attuale attività professionale e nella misura in
cui sono giustificate e documentate (art. 8 Ordinanza del 10 febbraio 1993). La
deduzione non è ammessa se le spese riguardano la formazione vera e propria
(art. 8 Ordinanza; art. 34 lett. b LIFD).
1.2.1.
Non sono quindi deducibili
le spese per la formazione di base, vale a dire le spese necessarie per
acquisire capacità e conoscenze per l’esercizio di una professione, per es. il
tirocinio, la scuola di commercio, la maturità, gli studi superiori, ecc. (cfr.
Agner/Jung/Steinmann, Kommentar
zum DBG, n. 3 ad art. 34 LIFD; Circolare
dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre 1995,
n. 3.1).
Sono invece spese di
perfezionamento quelle che permettono al contribuente di mantenersi aggiornato
nella professione appresa, rispettivamente di soddisfare le nuove e crescenti
esigenze. In questa categoria rientrano le spese per ripassare e rielaborare
nozioni già acquisite (per es. corsi di ripetizione o perfezionamento propri
del settore, seminari, congressi, ecc.), come anche le spese per corsi di
lingue e per esami che possono far parte di questa categoria. Sono inoltre
deducibili le spese inerenti al perfezionamento di una professione già appresa
ed esercitata, come nel caso dell’impiegato di commercio che diventa perito contabile
o del pittore che dà gli esami di maestria (Circolare
dell’ Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre
1995, n. 3.2).
1.2.2.
Sono altresì deducibili le
spese di riqualificazione sopportate dal contribuente, in seguito al
cambiamento dell’attività finora esercitata. Non sono tuttavia deducibili le
spese sostenute in vista di esercitare in futuro un’attività professionale
principale: esse non sono considerate spese di riqualificazione (Circolare dell’Amministrazione federale
delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre 1995, n. 3.2). La giurisprudenza
più recente ha avuto modo di approfondire la nozione di riqualificazione
professionale e di considerare costi di riqualificazione legati all’esercizio
dell’attività professionale quelli che vengono affrontati a seguito di
rilevanti ragioni obiettive inerenti lo svolgimento della professione come tale
o a seguito di circostanze personali avverse; non invece quelli che vengono
affrontati per soddisfare una scelta di vita o per corrispondere una personale
preferenza (ZStP 3/1996 p. 208 ss., con ampi riferimenti a dottrina e giurisprudenza).
In altre parole, la
riqualificazione deve trarre la propria origine da un movente esterno di natura
personale (ad es. malattia, invalidità, ecc.) o professionale (ad es. ristrutturazioni
aziendali, saturazione del mercato del lavoro, ecc.) e deve comportare una conversione
professionale o un cambiamento di attività (ZStP 3/1996 p. 213; CDT n.
80.98.00173 del 17 settembre 1998 in re S.N.)
1.3.
Il Tribunale federale, in
alcune recenti sentenze, ha ribadito che sono deducibili tutte le
spese di perfezionamento che
risultano oggettivamente correlate con l’attività esercitata dal contribuente
al momento in cui le effettua e che egli ritiene indicate per il mantenimento
delle sue opportunità di lavoro; non occorre che le stesse appaiano
assolutamente indispensabili per non perdere la posizione professionale acquisita (sentenza
del Tribunale federale del 28 aprile 2006 n.2A.424/2005,
in RtiD II-2006 n. 18t; DTF 124 II 29 consid. 3a-d; 113 Ib
114 consid. 2c-e; sentenza 2A.623/2004 del 6 luglio 2005, in: StE 2006 B 22.3 n. 86, consid. 2.1; sentenza 2A.277/2003 del
18 dicembre 2003, in: StE 2004 B 22.3 n. 77, consid. 2.1; cfr. anche sentenza
2A.182/2005 del 17 ottobre 2005, in: RF 61/2006 p. 41, consid. 2.3.1).
Quali spese
di perfezionamento professionale sono deducibili solo i costi assunti in
relazione alla professione già appresa, rispettivamente esercitata. Non
lo sono per contro le “spese di formazione professionale” giusta l’art. 34 lett. b LIFD, ossia gli oneri
legati al primo inserimento nel mondo del lavoro oppure all’apprendimento di
una professione nuova o
supplementare. Non è comunque necessario che il conseguimento del reddito dipenda in maniera imprescindibile
dalla spesa in questione, in quanto è
sufficiente che i costi sopportati siano utili a tale scopo e si situino entro
limiti ordinari in un’ottica commerciale. Adempiono questi presupposti non solo gli impegni presi per mantenere il
livello delle competenze già acquisite, ma anche quelli per migliorare le conoscenze nell’esercizio della stessa professione. Per contro i costi di una formazione ulteriore, che consente di accedere
ad una posizione professionale superiore chiaramente distinta dall’attività svolta in precedenza o addirittura
di cambiare professione, non rappresentano
spese di perfezionamento ai sensi
dell’art. 26 cpv. 1 lett. d LIFD. Detti oneri non concernono infatti un
semplice approfondimento nell’ambito della professione già appresa, rispettivamente praticata, quanto piuttosto una nuova
formazione tout court (DTF 124
Considerandi
II 29 consid. 3a e 3d; 113 Ib 114 consid. 2 e 3; sentenza 2A.623/2004 del 6
luglio 2005, in: StE 2006 B 22.3 n.
86, consid. 2.2; sentenza 2A.277/2003 del 18 dicembre 2003, in: StE 2004 B 22.3
n. 77, consid. 2.2; v. anche RtiD II-2006 pp. 574-575).
1.4
Il Tribunale federale ha
poi osservato che gli oneri finanziari legati all’acquisizione delle conoscenze
e delle capacità necessarie all’esercizio di una determinata professione (ad
esempio quelli per il tirocinio, la scuola di commercio, la maturità, gli studi
superiori, gli studi di post-diploma, ecc.) non sono di per sé deducibili nemmeno
quando la formazione viene seguita contemporaneamente al lavoro. Decisivo non è
infatti questo aspetto, bensì il fatto che la formazione serva ad un
avanzamento in una funzione chiaramente superiore rispetto all’attività svolta
fino a quel momento.
Rilevante per giudicare la
deducibilità dei costi della formazione supplementare è in primo luogo il
confronto tra la formazione di base già esistente e le nuove conoscenze
apprese. Occorre però anche considerare la professione esercitata e gli effetti
della formazione ulteriore su tale lavoro e sull’attività futura (cfr. RtiD II-2006 p. 575, con riferimento
alle sentenze del Tribunale federale n.2A.182/2005 del 17 ottobre 2005, in:
StR 61/2006 pag. 41, consid. 3.2; sentenza 2A.623/2004 del 6 luglio 2005, in:
StE 2006 B 22.3 n. 86, consid. 3.2; sentenza 2A.671/2004 del 6 luglio 2005, consid.
3.
).
1.5
Uno degli aspetti più
rilevanti che presenta la giurisprudenza relativa alla delimitazione fra costi
di perfezionamento e costi di formazione è costituito dunque dal peso che viene
attribuito alla valutazione del caso concreto: è cioè necessario prendere in esame
i precedenti del contribuente (il lavoro svolto prima ed eventualmente durante
la frequenza del corso, la sua età ed il tempo intercorso dalla conclusione
della vera e propria “formazione di base”) come pure le competenze che vengono
trasmesse con il corso di cui si tratta. Può così accadere che uno stesso corso
di studi venga considerato perfezionamento per una persona già attiva in tale
settore ma non per un altro contribuente che lo frequenta per esempio subito
dopo la conclusione degli studi (Beusch,
Bildungskosten – Eine Analyse der Abgrenzung von Aus- und Weiterbildung anhand
neuerer Entwicklungen in der Rechtsprechung, in: zsis del 30 giugno 2004, n. 21
e n. 35; Beusch, Steuerliche
Abzugsfähigkeit der Kosten für eine MBA-Ausbildung, nota alla sentenza del
Tribunale federale del 18 dicembre 2003, in: AJP 2005 p. 225; Baumer, Steuerliche Aspekte der Aus-
und Weiterbildung, in: RF 2004 p. 813).
1.6
Un criterio di delimitazione
fondato sulla legge federale sulla formazione professionale è suggerito dalla
giurisprudenza del Canton Zurigo. Il tribunale amministrativo di quest’ultimo
cantone (sentenza n. SB.2003.00066 del 24 marzo 2004, in ZStP 2004 p. 116) ha
infatti osservato che l’art. 30 della LFPr (RS 412.10), che definisce l’oggetto
della formazione continua (in tedesco “Weiterbildung”, cioè lo stesso termine
presente all’art. 26 cpv. 1 lett. d LIFD, che in italiano è però
tradotto con “perfezionamento”), dovrebbe essere suddiviso in due parti, che
concernono l’una la nozione fiscale di perfezionamento e l’altra quella di
formazione o riqualificazione:
- nella
misura in cui la formazione professionale continua serve a “rinnovare, approfondire
e ampliare le qualifiche professionali” (art. 30 lett. a prima parte
LFPr), corrisponde alla nozione di perfezionamento;
- quando
invece serve ad acquisire nuove qualifiche professionali (art. 30 lett. a
seconda parte LFPr) o a favorire la flessibilità professionale (art. 30 lett. b
LFPr), corrisponde alla nozione di formazione o di riqualificazione.
Tale criterio
permetterebbe di suddividere misure formative in alcuni gruppi con caratteristiche
peculiari:
§
la vera e propria formazione, come quella offerta dalle scuole
universitarie professionali (SUP): è la categoria più semplice da valutare, per
il fatto che per qualificarla fiscalmente non occorre tanto esaminare la situazione
personale dell’individuo quanto piuttosto la formazione in sé;
§
la formazione continua specialistica in un settore molto particolare,
che prepara di solito a sostenere un esame federale ed a conseguire poi un
titolo protetto dalla Confederazione (p. es. esperto fiscale diplomato): anche
in questo caso non dovrebbero esserci grossi problemi di delimitazione;
§
i corsi che non trasmettono vere e proprie conoscenze specialistiche
sostanziali ma piuttosto “strumenti di lavoro” utilizzabili nell’attività
professionale quotidiana (p. es. lingue, tecnologie della comunicazione): in
questa ipotesi, acquistano maggiore rilievo le circostanze personali (p. es. un
corso di lingua russa può essere perfezionamento per chi ne ha bisogno
nell’esercizio della propria attività professionale), con l’eccezione tuttavia
delle lingue nazionali e dell’inglese come pure dei corsi per conoscere gli
sviluppi nel settore dei programmi informatici;
§
infine gli studi postdiploma o master: in questi casi la valutazione
del caso concreto diventa decisiva e diviene quindi determinante la collaborazione
del contribuente nella prova del carattere di costo di perfezionamento
(Beusch, Bildungskosten, cit., nn. 39-51).
1.7
Ragionamenti analoghi sono
contenuti in un rapporto del Consiglio federale, redatto in seguito ad un
postulato presentato dal consigliere agli Stati Eugen David il 2 marzo 2004. Tale
rapporto (del marzo 2005) si fonda a sua volta sullo studio, presentato nel
dicembre 2004, di un gruppo di lavoro denominato “perfezionamento”, presieduto
dal direttore dell’Amministrazione federale delle contribuzioni. In una lista
di esempi pratici, contenuta nello studio del gruppo di lavoro citato, la
deducibilità dei costi per master e studi postdiploma viene per esempio fatta
dipendere dall’esistenza di un legame con la professione esercitata; oppure, i
corsi di lingua vengono qualificati perfezionamento quando si tratta delle
lingue nazionali e dell’inglese mentre viene auspicata una valutazione del caso
concreto quando si tratta di altri idiomi (Studie der Arbeitsgruppe
“Weiterbildung” zum Postulat David vom 2. März 2004, dicembre 2004, p. 16; il documento
è reperibile in internet, all’indirizzo: http://www.estv.admin.ch/d/dbst/dokumentation/berichte/weiterbildungskosten2-d.pdf).
1.8
Questa Camera, sulla
falsariga della recente giurisprudenza del Tribunale federale, ha quindi negato
la deduzione per spese di perfezionamento professionale ai costi affrontati per
frequentare un master MBA (Master of Business Administration), trattandosi di
una formazione che fornisce al partecipante le conoscenze necessarie per una
carriera manageriale (CDT n. 80.2003.101 del 10 maggio 2004, in: RtiD II-2004
n. 3t; ZStP 2001 p. 276; RF 2004 p. 451). Nello stesso senso si è pronunciata
nel caso di una contribuente che, conseguito il diploma di commercio, il certificato
cantonale di capacità d'esercente ed il diploma della scuola di informatica di
gestione, aveva assunto la direzione di un ostello e frequentava a sua volta un
MBA organizzato dalla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera
Italiana (SUPSI; cfr. CDT n. 80.2005.81 del 2 maggio 2006).
Per contro, questa Camera,
ha ritenuto che la formazione offerta dalle scuole specializzate superiori (in
due anni a tempo pieno o in tre anni parallelamente all’esercizio di
un’attività professionale) sia equivalente a quella acquisita mediante un esame
federale di professione o un esame professionale federale superiore
(cfr. art. 27 LFPr). Entrambi formano infatti, entro il sistema educativo
svizzero, il cosiddetto settore terziario di livello non universitario e
pertanto differiscono dall’offerta delle scuole universitarie professionali
(SUP). Pertanto, non da ultimo per analogia con quanto previsto dalla Circolare
n. 26 dell’AFC, che considera perfezionamento professionale il conseguimento
della maestria professionale o del titolo di esperto contabile federale, un
corso di formazione parallelo all’attività professionale (corso PAP) presso la SSST di Bellinzona deve essere considerato perfezionamento
professionale (CDT n. 80.2005.36 del 18 aprile
2005). Lo stesso vale per un corso presso il Centro Studi Bancari di Vezia, che
conduce al conseguimento dell’attestato professionale federale di specialista
in economia bancaria (CDT n. 80.2005.39 del 18 aprile 2005). Nello stesso
senso, ha considerato che costituisse un corso di perfezionamento deducibile la
frequenza di un modulo introduttivo di un master in diritto tributario da parte
di un giovane che, dopo la laurea in economia, lavorava in una banca; tale
modulo costituiva infatti un corso postdiploma secondo la legge sulle scuole
universitarie professionali (CDT n. 80.2005.88 del 14 luglio 2005, in: RtiD
I-2006 n. 8t).
Recentemente infine questa
Camera ha respinto il ricorso di un ingegnere forestale che aveva frequentato
un master MBA organizzato dalla SUPSI (CDT n. 80.2007.162
del 26 febbraio 2008).
2.
2.1.
Venendo al caso in esame, nel
1994.
il ricorrente ha ottenuto il diploma di ingegnere STS in meccanica presso
l’allora “__________” (oggi “__________”). Come esposto in narrativa, dopo
alcuni anni di lavoro alle dipendenze della __________ di __________, della __________
di __________ e della __________ di __________, nel 2004 si è iscritto al
Master of Advanced Studies (MAS) in Energy presso la Scuola Politecnica
Federale di Losanna (EPFL). Lo studio, allora denominato “Corso postdiploma in
energia”, della durata complessiva di due anni universitari, si componeva di quattordici distinti moduli, pari all’incirca a 650 ore di corsi,
esercizi, esami e conferenze, progettati per formare degli specialisti nella
gestione “tecno-economica” dei sistemi energetici.
2.2
Nel presente
gravame, il ricorrente sottolinea l’importanza di una specializzazione, specie
in un settore come quello energetico, tutt’ora in forte espansione malgrado la
congiuntura economica sfavorevole. Pur comprendendo tali ragioni, decisiva è però
la circostanza che con questa formazione complementare il contribuente ha acquisito un titolo di studio riconosciuto e rispettato sul mercato del
lavoro, che gli ha permesso di migliorare
considerevolmente le sue aspettative professionali. È infatti innegabile che il corso frequentato ed il
relativo diploma ottenuto abbiano migliorato le possibilità di carriera del
ricorrente e ne abbiano aumentato il valore sul mercato del lavoro interno ed
internazionale (cfr., al proposito, decisione TF n.2A.424/2005 del 28 aprile
2006). La riprova di quanto precede è l’opportunità offertagli dall’__________
(__________) della __________ (__________), che nel 2006 lo ha assunto a titolo
di collaboratore scientifico.
2.3
In simili
circostanze, questa formazione complementare nel settore dell’energia non può certo
essere configurata come un semplice approfondimento ed aggiornamento di conoscenze specifiche nell’ambito della professione di
ingegnere STS già appresa, come potrebbe avvenire frequentando delle
giornate o delle settimane di corsi
di perfezionamento. A non averne
dubbi, questo studio postdiploma in energia gli ha permesso di acquisire delle
importanti conoscenze complementari e di conseguire un titolo complementare
avente un proprio valore, che gli ha aperto
le porte di una carriera nel campo della ricerca scientifica.
2.4
Anche la durata del corso
stesso, unitamente all’impegno richiesto allo studente per il lavoro di diploma
(all’incirca quattro mesi di lavoro personale), testimoniano il carico delle
nozioni dispensate durante questo ciclo di studi ed il plusvalore che trasmettono
agli iscritti, ciò che si evince pure dall’elenco delle materie di insegnamento
(cfr., al proposito, decisione TF n.2A.183/2005 del 3 novembre 2005).
Infine, il notevole
investimento finanziario che questo master ha comportato sull’arco dei due anni
è un ulteriore indizio più che convincente per concludere che si tratta di un
investimento sul lungo termine e non semplicemente un ripasso delle conoscenze
a sua disposizione acquisite con le formazioni precedenti (decisione TF n.2A.623/2004
del 6 luglio 2005).
2.5
D’altra parte, la frequenza dei corsi in discussione ed il successivo superamento degli esami non costituiscono neppure
una riqualificazione professionale.
Come già anticipato e come
confermato ripetutamente anche dal Tribunale federale, tali spese possono
essere dedotte solo se esiste la necessità obiettiva di una riqualificazione.
Premesso che la nozione di riqualificazione deve però essere interpretata in
modo restrittivo, per consentire di delimitarla da quella di nuova formazione (cfr.
ASA 72 p. 473 consid. 4.1.3; StE 2006 B 22.3 n. 85 consid.
2.
, 2.4.2 e 2.4.3 con rinvii), è qui appena il caso di ricordare che nessuna ragione
professionale o personale ha imposto
al ricorrente di apprendere una nuova professione, per sostituire quella precedente di ingegnere in meccanica, alle
dipendenze della __________ di __________.
2.6
Tutte queste circostanze
permettono di concludere che il master in esame abbia un vero e proprio
carattere di prima formazione avente valenza propria, che migliora sensibilmente
le prospettive professionali del contribuente.
Ne consegue
che tutti i costi legati alla sua frequenza devono essere considerati come
spese di formazione, come tali non deducibili dal reddito del ricorrente.
3.
Va
infine rilevato che il ricorrente non può trarre giovamento dalla circostanza che in periodi fiscali precedenti l’Ufficio di tassazione abbia concesso
le deduzioni ora negate.
Il principio della buona fede non vieta alle autorità
fiscali di giudicare diversamente, nell’ambito di un periodo fiscale ulteriore, una
questione di diritto controversa che
era stata anteriormente risolta in
favore del contribuente. Le autorità fiscali non sono infatti vincolate dalla
circostanza che in precedenza non avevano messo in discussione le voci di spesa litigiose
(ASA 69 p. 793 = RDAF 56/2000 p. 217 = StE 2000 A 21.14 n. 13).
4.
Il ricorso è
conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese
processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 400.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 480.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-
;
-
;
-
;
-
.
Copia per conoscenza:
-
municipio di
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
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