80.2010.104
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, non persona anziana con patrimonio
16 maggio 2011Italiano12 min
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Numero d'incarto:
80.2010.104
Data decisione, Autorità:
16.05.2011, CDT
Titolo:
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, non persona anziana con patrimonio
DEDUZIONE SOCIALE
art. 213 cpv. 1 let. b LIFD
art. 34 cpv. 1 let. b LT
Incarto n.
80.2010.104
Lugano
16 maggio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Antonio Saredo-Parodi
parti
RI 1
RI 2
contro
CO 1
oggetto
ricorso del 20 agosto 2010 contro la decisione dell’11
agosto 2010 in materia di IC e IFD 2008.
Fatti
A. I
coniugi RI 1 e RI 2 hanno chiesto, in occasione della dichiarazione fiscale per
il periodo 2008, la deduzione forfetaria di fr. 2'400.- per spese professionali
e la deduzione di fr. 5'600.- per persone bisognose a carico con riferimento a __________,
madre di __________.
Notificando
loro la tassazione IC/IFD 2008, con decisione del 16 dicembre 2009, l’Ufficio
di tassazione Lugano-Campagna commisurava il reddito imponibile in fr.
154'900.- e la sostanza imponibile in fr. 191'000.-. In particolare, nella
motivazione della decisione si spiegava di aver negato sia la deduzione forfetaria
per spese professionali che la deduzione per persone bisognose a carico,
“difettando i requisiti di legge” in entrambi i casi.
B. I contribuenti
impugnavano la suddetta decisione con reclamo del 27 dicembre 2009, rilevando,
quanto alla negata deduzione forfetaria per spese professionali, che il marito
svolgeva un’attività dipendente con necessità di sopportare spese professionali
a vario titolo e che tale deduzione era stata sempre concessa negli anni
passati; quanto alla deduzione per persone bisognose a carico, i reclamanti
evidenziavano che la madre della moglie era molto anziana (79 anni), con un
reddito derivante da AVS non sufficiente a coprire gli elevati oneri ipotecari
e i costi per la gestione della casa unifamiliare da lei abitata. A tal fine, i
coniugi reclamanti riportavano un calcolo entrate/uscite per la madre/suocera
basato sul minimo d’esistenza, da cui emergevano le spese affrontate e portate
in deduzione.
C. L’autorità
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione dell’11 agosto 2010,
innanzitutto confermando la decisione di non concedere la deduzione forfetaria
per spese professionali, avendo il datore di lavoro del contribuente già
versato una indennità forfetaria per le sue spese e non avendo dimostrato i
contribuenti spese in entità superiore; in merito alla deduzione per persone
bisognose a carico, l’Ufficio ha così motivato:
Oltre al
requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa,
la legge subordina la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che
la persona assistita non disponga di un reddito o una sostanza sufficienti a
provvedere al proprio sostentamento.
Partendo
dal calcolo sul fabbisogno indicato dal contribuente nel reclamo, risulta una
mancanza di liquidità di circa fr. 14'000.- per far fronte al sostentamento. Se
consideriamo la rendita AVS più il consumo capitali registrato nel corso del
2008, si arriva proprio a coprire il fabbisogno indicato e di conseguenza la
deduzione richiesta non può essere accordata.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 RI 2 impugnano
la decisione dell’Ufficio di tassazione sul reclamo proposto. I ricorrenti,
nello specifico, ripropongono le argomentazioni già esplicitate in precedenza,
provvedendo in tale sede a presentare una nuova tabella di calcolo
entrate/uscite parametrato al minimo d’esistenza della madre/suocera, così indicando
nel dettaglio le singole spese affrontate, con allegazione delle relative
ricevute. Sulla base dei “nuovi” calcoli, quindi, i ricorrenti ribadiscono la
necessità di dedurre fr. 5'600.-, somma ritenuta persino inferiore alle
effettive necessità.
E. Con
memoria del 2 settembre 2010, l’Ufficio di tassazione, in risposta al ricorso,
fa innanzitutto presente come i “nuovi” calcoli riportati dai contribuenti
risultino in parte diversi da quelli presentati in sede di reclamo. Nel merito,
ad ogni modo, l’Ufficio rileva che le fatture per spese di elettricità sono da
ricomprendere nell’importo minimo mensile di fr. 1'200.- e che la fattura per
fr. 5'405,20.- “si riferisce alla posa di una nuova stufa”. L’Ufficio eccepisce,
infine, un cospicuo consumo in capitale da parte della madre/suocera ed il
possesso di una pur minima rimanenza in capitale, in capo a quest’ultima, alla
data del 31 dicembre 2008.
A tali
deduzioni replicano i ricorrenti in data 8 settembre 2010. Gli stessi rilevano,
da un lato, di non aver modificato alcun importo, ma solo di aver precisato in
dettaglio le spese prima solo accennate, peraltro ricorrendo per alcune spese
al regime forfetario di legge. Dall’altro lato, affermano che la spesa di fr.
5'405,20 faccia riferimento al “risanamento del camino esistente” e, pertanto,
ad una spesa di manutenzione.
Diritto
1. 1.1.
Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione
per sostentamento di un importo da 5'600.− a 10'900.−
franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera,
totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui
sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di
almeno 5'600.− franchi;
questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede
la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.− franchi per ogni persona totalmente
o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione;
questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.2.
Come
risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è
ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della
deduzione (CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001; Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare
n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1, p.
2). Se l’aiuto non raggiunge almeno l’importo della deduzione concessa dalla
legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (Baumgartner,
in Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol.
I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434; Richner/Frei/Kaufmann,
Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p. 383). In
altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono
irrilevanti per la deduzione (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p.
196).
1.3.
Diversamente dalla LIFD,
la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la
deduzione sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente
incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente
provvede, è residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. b LT;
MESSAGGIO del Consiglio di Stato n. 4169, del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre
CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).
1.4.
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro
dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita
(cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti di ordine
fisico o psichico.
La condizione che si
tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata
verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede
appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder
beschränkt erwerbsfähige Persones”, che vengono mantenute dal contribuente.
Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione
della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”).
L’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di
aiuto. L’assenza di lavoro deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a
incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/ Frei/Kaufmann, Kommentar zum
harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p. 383; inoltre
CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 n. 8t).
1.5.
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149,
inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 80.96.223 del 13 gennaio 1997).
Per
stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del
minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).
Considerandi
2.
Nel
caso in esame, l’Autorità di tassazione ha negato ai contribuenti la deduzione
di fr. 5'600.- per persone bisognose a carico sulla base di due ordini di
considerazioni: la non deducibilità in concreto delle somme vantate dai
contribuenti a titolo di spese necessarie per la madre/suocera e l’esclusione
in radice del requisito dello stato di bisogno di quest’ultima.
La
decisione assunta dall’Ufficio di tassazione è da considerarsi in linea con la
legge e, dunque, risulta corretta.
2.1
2.1.1
Con
riferimento al primo ordine di ragioni, pur rilevando anche questa Camera che
le spese addotte dai ricorrenti in sede di ricorso sono in parte diverse da
quelle indicate in occasione del reclamo, rimane comunque impregiudicata la
considerazione secondo cui le spese vantate non siano deducibili. Gli importi
relativi al pagamento dell’elettricità, infatti, non possono che ricomprendersi
nel novero delle spese di stretta necessità e, dunque, devono considerarsi già
incluse (per far riferimento alla tabella riportata dai ricorrenti) nella voce
“debitore che vive da solo”.
Al
riguardo, anche la tabella CEF per il calcolo del minimo di esistenza agli
effetti del diritto esecutivo (sia nella versione attuale, Circolare n. 35/2009
del 20 agosto 2009 che in quella precedente, Circolare n. 17/2000 del 27
dicembre 2000), include le “spese di elettricità e/o gas” nell’ambito delle
spese qualificate come minimo di esistenza.
2.1.2
In merito,
poi, alla fattura di fr. 5'405,20 del 15.9.2008, facente riferimento ad operazioni
di posa di una nuova stufa, non possono essere condivise le argomentazioni dei
ricorrenti, secondo cui si tratterebbe di un “intervento di manutenzione” in
quanto effettuato in risanamento del camino pre-esistente. È evidente, piuttosto,
che la spesa in questione (peraltro di notevole entità) non afferisce alla
“manutenzione” del camino esistente, ma costituisce una vera e propria
miglioria, in quanto tale non strettamente necessaria ai bisogni della
madre/suocera.
2.1.3
La non
deducibilità di tali voci di spesa porta ad escludere, di per sé, la deduzione
richiesta dai ricorrenti.
2.2
Quest’ultima,
ad ogni modo, non può essere riconosciuta neppure in astratto, difettando nel
caso di specie l’elemento dello stato di bisogno della persona aiutata. Si è
rilevato, sul punto, che la deduzione di cui agli artt. 34 cpv. 1 lett. b
LT e 213 cpv. 1 lett. b LIFD può essere concessa solo quando la persona
assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere
al proprio mantenimento e abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga
almeno l’entità della deduzione.
2.2.1
Sono gli
stessi ricorrenti a confermare quanto rilevato dall’Ufficio di tassazione, ossia
che la madre/suocera possiede una sostanza mobiliare di fr. 10'966.- alla data
del 31.12.2008, pur essendovi stato un consumo di capitale, nello stesso anno,
di fr. 16'655.- (rectius: di fr. 14'155.-, dovendosi decurtare fr.
2'500.- per ammortamento autoveicolo). La presenza di un capitale proprio in
capo alla (presunta) persona bisognosa porta ad escludere lo stato di bisogno
richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione può ancora
contare su un capitale che, per quanto ritenuto esiguo, le permette di far
fronte autonomamente alle spese necessarie.
2.2.2
Per
l’anno di tassazione di cui si discute, peraltro, è incontestato tra le parti
il fatto che la sig.ra __________ abbia fatto ricorso a detto capitale per un
importo non irrisorio di fr. 14'155.-. Sarebbe irragionevole, oltre che
contrario alla lettera e allo spirito della legge, considerare in stato di
bisogno una persona fintanto che la stessa possa contare su di un capitale
sufficiente a far fronte alle spese correnti.
3.
Il
ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali
sono a carico dei ricorrenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 400.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 480.–
sono a
carico dei ricorrenti.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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