80.2010.46
Rendita AVS: ritardo nella richiesta di prestazioni, versamento dopo tre anni, non applicazione dell'aliquota agevolata per liquidazioni in capitale
29 marzo 2011Italiano13 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
80.2010.46
Data decisione, Autorità:
29.03.2011, CDT
Ricorso:
TF,2C_368/2011, 25.5.2011
Titolo:
Rendita AVS: ritardo nella richiesta di prestazioni, versamento dopo tre anni, non applicazione dell'aliquota agevolata per liquidazioni in capitale
REDDITO DA FONTI PREVIDENZIALI
art. 22 cpv. 1 LIFD
art. 37 LIFD
art. 21 cpv. 1 LT
art. 37 LT
Incarto n.
80.2010.46
Lugano
29 marzo 2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
contro
CO 1
oggetto
ricorso del 2 aprile 2010 contro la decisione del 3
marzo 2010 in materia di IC e IFD 2007.
Fatti
A. RI 1,
nato nel 1939, di professione maestro conducente, annunciava al comune di
Mendrisio la cessazione della propria attività il 13 febbraio 2007.
Con successiva
risoluzione del 26 novembre 2007, la cassa cantonale di compensazione poneva il
contribuente al beneficio di una rendita AVS, con effetto retroattivo a
decorrere dal 1° ottobre 2004.
B. Notificandogli
la tassazione IC/IFD 2007, con decisione dell’11 novembre 2009, l’Ufficio di
tassazione di Mendrisio accertava in fr. 23'880.– le rendite AVS ed in fr.
52'164.– le liquidazioni in capitale per prestazioni ricorrenti. Tale importo, relativo
alle rendite maturate dal 1° ottobre 2004 al 31 dicembre 2006, veniva imposto applicando
l’aliquota attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD.
C. Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 10 dicembre 2009,
lamentando in sostanza l’imposizione dei versamenti arretrati afferenti agli
anni 2004-2006.
In
occasione di un’udienza tenutasi il 15 febbraio 2010, il reclamante spiegava di
avere richiesto la rendita AVS solo a 68 anni per motivi personali, ma di avere
nel frattempo aumentato di fr. 63'000.– i suoi debiti ipotecari, per far
fronte alle spese correnti. A suo dire, tale importo andava quindi dedotto dal
totale delle rendite percepite nel corso del 2007.
L’autorità
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 3 marzo 2010. Nelle
motivazioni, osservava in particolare che l’imposizione con l’aliquota
attenuata delle prestazioni maturate negli anni 2004-2006 risultava addirittura
favorevole al reclamante, rinunciando tuttavia a riformare in peius la
precedente decisione.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente
l’imposizione degli arretrati, ribadendo che gli stessi erano già stati, di
fatto, anticipati dall’aumento dei suoi debiti ipotecari.
All’udienza
del 2 marzo 2011, il giudice delegato ha avvertito il ricorrente dell’esistenza
degli estremi per una modifica della tassazione a suo svantaggio. Da parte sua,
il ricorrente ha dichiarato di mantenere ugualmente il ricorso, sostenendo di essere
fortemente penalizzato dalla tassazione in discussione, per il fatto che avrebbe
pagato un’imposta molto inferiore negli anni precedenti, se avesse richiesto
sin da subito il versamento delle rendite AVS.
Diritto
1. 1.1.
Secondo
gli art. 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD, l’imposta sul reddito ha per oggetto la
totalità dei proventi, siano essi periodici oppure unici. Analoga formulazione è prevista dall’art. 7 cpv. 1 della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette
dei cantoni e dei comuni (LAID).
Come ha
ripetutamente sottolineato il Tribunale federale, con riferimento all’art. 16
cpv. 1 LIFD, il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione del reddito netto globale (“Grundsatz der
Gesamtreineinkommensbesteuerung”).
1.2.
Sono in
particolare imponibili tutti i proventi dell’assicurazione vecchiaia,
superstiti e invalidità, nonché da istituzioni di previdenza professionale o da
forme riconosciute di previdenza individuale vincolata, comprese le
liquidazioni in capitale e il rimborso dei versamenti, premi e contributi (art.
21 cpv. 1 LT; art. 22 cpv. 1 LIFD). Fatta salva la disciplina transitoria
dell’art. 204 LIFD, queste prestazioni sottostanno interamente all’imposta sul
reddito (DTF 132 II 128, consid. 3.1).
Se i
proventi comprendono liquidazioni in capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti,
l’imposta sul reddito è tuttavia calcolata, tenuto conto degli altri proventi e
delle deduzioni autorizzate, con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto
della prestazione unica fosse corrisposta una prestazione annua corrispondente
(art. 37 LT; art. 37 LIFD). Dapprima limitata ai casi in cui il versamento
unico compensava aspettative future, il Tribunale federale ha successivamente
stabilito che, in date circostanze, versamenti in capitale destinati a
compensare prestazioni parziali accumulate, cioè che trovano la propria fonte
nel passato, possono ugualmente essere considerati versamenti in capitale per
prestazioni ricorrenti (decisione TF 2A.68/2000 del 5 ottobre 2000, in: RDAF
2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; decisione TF 2A.50/2000 del 6
marzo 2001, in: RDAF 2001 II 253 = ASA 71 p. 486).
1.3.
La
giurisprudenza ha in particolare precisato che l’agevolazione dell’aliquota
prevista dagli art. 37 LIFD e 37 LT è ammissibile unicamente nella misura in
cui il versamento unico non è stato provocato dal contribuente medesimo: non
cadono pertanto sotto le summenzionate norme prestazioni per loro natura periodiche,
che, invece di venire distribuite a scadenze prestabilite, vengono
deliberatamente accumulate durante anni per poi essere liquidate con un
versamento unico, come nel caso, ad esempio, di riserve tacite non distribuite.
In altri termini, la scelta dell’aliquota non può essere lasciata all’arbitrio
del contribuente (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; cfr.
anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2. ediz., Zurigo 2009, n. 9 ad art. 37 LIFD, p. 608).
Diversamente
dal caso delle riserve tacite deliberatamente accumulate, l’agevolazione
dell’art. 37 LIFD è stata quindi ammessa dal Tribunale federale nel caso del
pagamento di rendite arretrate, che si erano accumulate per diversi anni, a
seguito di una transazione intervenuta tra la SUVA e l’assicurato, con la precisazione
che simili versamenti possono beneficiare dell’imposizione privilegiata al
tasso della rendita annua corrispondente, secondo l’art. 37 LIFD, solo se
normalmente, secondo la natura delle prestazioni di cui si tratta, un pagamento
periodico sarebbe stato previsto ma non è stato effettuato, non però in
conseguenza dell’intervento del contribuente cui le prestazioni erano dovute. Sono
pure suscettibili di beneficiare dell’agevolazione prevista dagli articoli 37
LIFD e 37 LT altre prestazioni periodiche maturate nel passato, per es.
contributi di mantenimento secondo l’art. 125 CC, oppure ancora il pagamento di
salari arretrati dovuti in applicazione dell’art. 8 cpv. 3 Cost. fed. (RDAF
2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210).
1.4.
Questa
soluzione, ancora recentemente confermata dal Tribunale federale (decisione TF
2C_640/2010 dell’11 dicembre 2010), che circoscrive l’agevolazione prevista sia
dall’art. 37 LIFD sia dall’art. 37 LT ai soli casi in cui il versamento
arretrato non è frutto di scelta deliberata del beneficiario, consente
un’applicazione della norma conforme al suo spirito, che è in sostanza quello
di non penalizzare l’imposizione di prestazioni periodiche maturate nel passato
con un’aliquota maggiorata, quando, indipendentemente dalla volontà del
beneficiario, vengono liquidate con un versamento unico.
Considerandi
2.
2.1.
Venendo
al caso in esame, oggetto di discussione è l’imposizione della liquidazione
delle rendite di vecchiaia maturate dal 1° ottobre 2004 al 31 dicembre 2006, di
complessivi fr. 52'164.–, che la cassa cantonale di compensazione ha versato al
ricorrente, sotto forma di capitale, solamente nel corso del mese di novembre del
2007.
A dire
dello stesso contribuente, tale importo dovrebbe pertanto essere stralciato dai
proventi del 2007, poiché di fatto già anticipato dall’aumento dei debiti
ipotecari accesi negli anni precedenti, allo scopo di fronteggiare le sue spese
correnti. Di parere opposto è invece l’autorità di tassazione, che in occasione
dell’udienza del 2 marzo 2011 ha chiesto di riformare la tassazione a sfavore
del ricorrente, imponendo tale prestazione in capitale con l’aliquota ordinaria,
anziché con quella attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD.
2.2
Secondo
gli art. 51 cpv. 1 LT e 210 cpv. 1 LIFD, il reddito imponibile è determinato in
base ai proventi conseguiti durante il periodo fiscale.
Dottrina
e giurisprudenza sono concordi nell’affermare che un reddito è realizzato
quando il soggetto fiscale ne può disporre effettivamente, sia entrandone in
possesso, cioè incassando la somma, sia ricevendo sul medesimo una pretesa
giuridica ferma; semplici previsioni sono, al contrario, insufficienti (Reich, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2a, 2. ediz., Basilea 2008, n. 34 ad art. 16 LIFD, p.
160; RDAF 2004 II 293; ASA 66 p. 377). Nei casi in cui
l’adempimento del credito è particolarmente insicuro, non ci si deve pertanto
fondare sul momento dell’acquisto del credito,
bensì su quello dell’adempimento effettivo. Chiamato a giudicare
l’imposizione di una liquidazione in capitale in sostituzione di prestazioni
ricorrenti, il Tribunale federale ha, per esempio, avuto modo di precisare a
più riprese che le rendite d’invalidità arretrate del primo e del secondo
pilastro sono imponibili solo quando vengono pagate, anche se il diritto al
loro versamento nasce precedentemente (decisioni TF 2C_640/2010 dell’11
dicembre 2010 e 2C_267/2007 del 5 ottobre 2007).
2.3
La
medesima conclusione deve valere anche per le rendite di vecchiaia, oggetto
della presente procedura.
A norma
dell’art. 21 cpv. 1 della Legge federale su l’assicurazione per la vecchiaia e
per i superstiti (LAVS, RS 831.10), il diritto al loro versamento nasce, per
gli uomini, il primo giorno del mese successivo a quello in cui compiono 65
anni e, per le donne, il primo giorno del mese successivo a quello in cui
compiono 64 anni. L’art. 67 cpv. 1 dell’Ordinanza federale (OAVS, RS 831.101)
dispone tuttavia che il diritto alle rendite deve essere fatto valere
dall’assicurato, presentando alla cassa di compensazione competente un modulo
di richiesta debitamente compilato. A loro volta, le direttive sulle rendite
(DR) edite dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali precisano, alla
cifra marginale n. 10201, che le rendite dovute ma non ancora versate possono
essere pagate retroattivamente solo nel termine di prescrizione di cinque anni
disciplinato dall’art. 24 cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). In altri termini, se
l’assicurato presenta il modulo di richiesta solo posteriormente alla nascita
del diritto, come nella fattispecie, la cassa di compensazione deve versare
retroattivamente, sotto forma di capitale, unicamente le rendite non ancora
prescritte. D’altra parte, a rendere maggiormente insicuro il pagamento delle
rendite di vecchiaia sin dalla nascita del loro diritto, vi è anche la
possibilità offerta alle persone che raggiungono l’età prevista per il
pensionamento di rinviare l’inizio della loro riscossione da un minimo di un anno
ad un massimo di cinque anni (art. 39 LAVS), con conseguente supplemento mensile
di differimento, una volta che ne beneficeranno.
Così
stando le cose, è quindi immediatamente evidente che le rendite di vecchiaia,
così come le rendite di invalidità del primo e del secondo pilastro, vanno
imposte solo al momento in cui vengono pagate, anche se il diritto al loro
versamento nasce precedentemente.
2.4
Nel caso
di specie, il ricorrente è nato il 7 settembre 1939. In virtù dell’art. 21 cpv. 1 LAVS, egli aveva pertanto diritto alla riscossione delle rendite
di vecchiaia sin dal 1° ottobre 2004. Per sua stessa ammissione, RI 1 ha tuttavia aspettato il compimento del suo 68o anno di età per richiederne il
versamento, adducendo non meglio precisati “motivi personali”. Partendo da
questa premessa, egli vorrebbe ora stralciare dai proventi del 2007 le rendite
arretrate afferenti appunto agli anni 2004-2006, per un importo complessivo di fr.
52'164.–.
A tale
proposito, l’argomento relativo all’aumento dei debiti ipotecari, sviluppato
nel ricorso, è chiaramente privo di ogni fondamento. Il ricorrente non può
infatti negare di avere potuto disporre dell’intero importo di fr. 52'164.–, solo
perché potenzialmente utile a rimborsare l’aumento dei debiti ipotecari accesi
negli anni precedenti. La contraddittorietà di questo argomento risulta manifesta:
solo dopo avere ricevuto tale importo, il contribuente avrebbe infatti potuto risanare
(almeno parzialmente) la sua situazione debitoria.
Del tutto
ininfluente è pure l’ulteriore argomentazione, sollevata in corso di udienza, secondo
la quale sarebbe stato fortemente penalizzato dalla tassazione in discussione,
per il fatto che avrebbe potuto pagare un’imposta molto inferiore negli anni precedenti,
se avesse richiesto sin da subito il versamento delle rendite AVS, alle quali
aveva diritto. A prescindere dal fatto che non si capisce per quale ragione abbia
atteso oltre tre anni per richiederne il versamento, specie se si considera che
nel frattempo ha dovuto aumentare i debiti ipotecari per far fronte alle sue
spese correnti, questa tesi non fa altro che confermare l’esistenza degli estremi
per una reformatio in peius della decisione impugnata.
3.
3.1.
Come
anticipato in precedenza, l’agevolazione dell’aliquota prevista dagli art. 37
LIFD e 37 LT, secondo cui l’imposta sul reddito va calcolata – tenuto conto
degli altri proventi e delle deduzioni autorizzate – all’aliquota che sarebbe
applicabile se fosse corrisposta una prestazione annua invece delle prestazione
unica, è ammissibile unicamente nella misura in cui il versamento unico non è
stato provocato dal contribuente medesimo.
Nella
fattispecie, per contro, il pagamento posticipato delle rendite di vecchiaia maturate
dal 1° ottobre 2004 al 31 dicembre 2006 è frutto di una libera scelta di RI 1. Per
sua stessa ammissione, egli ha infatti posticipato di oltre tre anni il
versamento di tali rendite, adducendo non meglio precisati “motivi personali”.
Non possono quindi esserci dubbi sul fatto che l’importo di fr. 52'164.– andava
imposto applicando l’aliquota ordinaria.
In simili
circostanze, vi sono tutti i presupposti per una modifica della decisione impugnata
a sfavore del ricorrente.
3.2
Secondo
gli art. 230 cpv. 2 LT e 143 cpv. 1 LIFD, questa Camera prende la sua decisione
fondandosi sui risultati dell’inchiesta e, sentito il ricorrente, può
modificare la tassazione anche a svantaggio del medesimo.
Sulla
base di queste ultime disposizioni, in occasione dell’udienza tenutasi il 2 marzo
2011, il giudice delegato ha avvertito il ricorrente dell’esistenza dei
presupposti per una riforma a suo sfavore della decisione impugnata,
conferendogli la possibilità di prendere posizione, nel pieno rispetto del suo diritto
d’essere sentito. Come visto, per tutta risposta, RI 1 ha dichiarato di mantenere ugualmente il
ricorso, limitandosi a sostenere di essere fortemente penalizzato dalla
tassazione in discussione.
Nulla si
oppone pertanto alla modifica della tassazione nel senso indicato sopra.
4.
Il
ricorso deve conseguentemente essere respinto, con la riforma a svantaggio del
ricorrente relativa all’imposizione dell’importo di fr. 52'164.– con l’aliquota
ordinaria.
Visto
l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico
del ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. La
decisione su reclamo del 3 marzo 2010 è riformata nel senso che l’importo di
fr. 52'164.– è tassato applicando l’aliquota ordinaria.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 580.–
sono a
carico del ricorrente.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di __________.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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