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Decisione

80.2011.119

Procedura: tassazione per apprezzamento, calcolo delle entrate e delle uscite, spese superiori ai redditi dichiarati, viaggi e spese per manutenzione di veicoli a motore

31 maggio 2012Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1,

nato nel __________, di formazione giardiniere paesaggista, vive in una casa di

abitazione unifamiliare di sua proprietà dal 1° gennaio 2008. Lavora a tempo pieno

alle dipendenze __________ Sagl di __________, di cui detiene una quota sociale

di fr. 10'000.-, in qualità di giardiniere.

Nella

dichiarazione fiscale 2010, il contribuente indicava di avere percepito un reddito

da attività dipendente di complessivi fr. 49'068.-.

B. Notificando

al contribuente la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 5 maggio 2011,

l’Ufficio di tassazione di Lugano-Campagna commisurava il reddito imponibile in

fr. 43'400.– per l’IC ed in fr. 46'500.– per l’IFD. L’autorità di tassazione

aveva in particolare aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr.

10'000.–, spiegando nella motivazione che si trattava di ”prestazioni

valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di

disponibilità finanziaria”.

C. Il

contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 16 maggio 2011,

nel quale contestava di avere avuto altre entrate oltre a quelle dichiarate.

Argomentava in sostanza di avere un modesto tenore di vita, di rinunciare al

lusso e di consumare spesso i pasti dai genitori.

D. Nel

corso di un’udienza tenutasi il 9 giugno 2011, il contribuente confermava di riuscire

a vivere con quanto dichiarato e l’autorità fiscale ribadiva l’insufficienza

dell’importo residuo per una normale esistenza, riconfermando la tassazione del

reddito d’altra fonte di fr. 10'000.-. Lo stesso giorno, a seguito di quanto

emerso in sede di audizione, l’Ufficio di tassazione faceva richiesta di

documenti circa il nuovo calcolo sul dispendio. Con risposta del 28 giugno 2011

il contribuente invitava l’autorità fiscale a voler rettificare ed eliminare

alcune deduzioni che aveva erroneamente esposto.

E. Con

decisione del 4 agosto 2011, l’Ufficio di tassazione riconfermava l’importo di

10'000.- quale reddito di altra fonte e negava la rettifica delle deduzioni

ammesse a seguito delle errate indicazioni del contribuente. Argomentava che,

modificato sulla base delle osservazioni e della documentazione inoltrata dal

contribuente in sede di audizione, il nuovo calcolo presentava una disponibilità

simile a quella determinata in sede di tassazione e dunque l’imposizione di un

reddito d’altra fonte appariva giustificata.

F. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente

lo stralcio degli “altri redditi” aggiunti dall’autorità di tassazione. Nelle

argomentazioni ribadisce quanto già sollevato in sede di reclamo, sottolineando

in particolare che “il tenore di vita che mi sono adottato è dovuto in parte

alla mia natura, al mio carattere ma è anche dovuto principalmente al fatto che

intendo rimborsare, il più presto possibile, ai genitori, il prestito che loro

mi hanno concesso, per la costruzione della mia abitazione primaria”.

Diritto

1. 1.1.

Nella

procedura fiscale vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio.

L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti

fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte

le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere

in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai

contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,

Berger, Voraussetzungen und

Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190).

La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione.

Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di

tassazione determinano con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto

determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto

l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed

esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la

situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2

febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).

1.2.

Di principio, in

applicazione analogica della regola generale prevista

dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel

senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che

fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la

prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso

l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

La

descritta regola sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non

lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le effettive possibilità

probatorie o comportamenti ostruzionistici (Schär,

Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung,

in: ASA 67 p. 435). Una prima eccezione è data allorquando

il contribuente tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri

obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento degli

elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione si verifica

invece quando il contribuente, per motivi a lui estranei, non può apportare la

prova di un fatto che diminuisce il suo debito d’imposta oppure può farlo solo

prestando una collaborazione che non può essere pretesa (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura

di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2. ediz. Basilea

2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).

In

definitiva, la massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro

limiti nel dovere di collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla

ripartizione oggettiva dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a cura

di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).

2. 2.1.

Secondo

l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46

cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a

una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non

soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non

possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può

tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del

tenore di vita del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere

impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo

deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT,

132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere

della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria

valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.

2.2.

Giurisprudenza

e dottrina tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione

d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai

suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili

sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF

2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000

Considerandi

II 41; Zweifel, op. cit.,

n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,

Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra Berger,

op. cit., p. 197).

L’autorità fiscale deve

agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi

agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti

presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare

eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente

deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più

vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

3.

3.1.

Nella fattispecie, come

visto, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha intrapreso

un calcolo della disponibilità finanziaria del contribuente e, su questa base,

ha aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr. 10'000.-.

Sin dal principio, l’autorità fiscale ha rinunciato ad intraprendere

una tassazione d’ufficio, perlomeno nel ristretto senso contemplato

dall’art. 204 cpv. 2 LT (art. 130 cpv. 2 LIFD), omettendo di

indicare nei rimedi giuridici l’esistenza dei requisiti posti dall’art. 206

cpv. 3 LT (art. 132 cpv. 3 LIFD) e le conseguenze in caso di inottemperanza, senza

peraltro successivamente porvi rimedio. Ciò non toglie tuttavia che anche una

tassazione ordinaria non esclude di per sé la possibilità di stabilire gli elementi

imponibili per apprezzamento, purché nel rispetto delle norme concernenti

l’onere probatorio (decisione TF 2A.561/2005 del 22 febbraio 2006).

3.2

Come visto, l’autorità di tassazione ha basato la propria valutazione sul

calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2010, da cui emerge una

disponibilità mensile di 691.- franchi, giungendo alla conclusione che il

ricorrente dovesse avere conseguito ulteriori redditi nella misura di almeno

fr. 10'000.–. Il calcolo stabilito dall’autorità di tassazione è il seguente:

Entrate

Uscite

Attivi:

capitali

15'223

prestito Sagl

2'088

Passivi:

debiti privati

1'500

Proventi:

salari e altri emolumenti

49'068

redditi da titoli

126.

Oneri:

spese professionali

2'732

contributi

2’642

Oneri assicurativi

5’562

Spese immobili

2’328

interessi passivi

7’242

Spese mediche

1’156

Imposte

4’602

Totale entrate/uscite

51'282

42’987

Disponibilità annua

8’295

4.

4.1.

L’importo

di fr. 10'000.– stimato dall’autorità di tassazione è inferiore all’importo base

agli effetti del diritto esecutivo. Secondo la tabella per il calcolo del minimo

di esistenza, nella sua edizione del 1° settembre 2009, tale importo, destinato

a coprire le spese per i bisogni vitali (sostentamento, igiene e salute) e

quelle necessarie a condurre una vita dignitosa ed adattata ai tempi moderni (Ochsner, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, p. 528 ad art. 93 LEF), per una persona che vive da sola

ammonta infatti a fr. 1'200.– (fr. 14'400.– annui). È ben vero che la sua

applicazione ai fini fiscali deve essere valutata alla luce delle circostanze

concrete di ogni singolo caso (CDT n. 80.2006.66 del 26 giugno 2007). Nel caso

concreto, tuttavia, dagli estratti della carta di credito risultano spese

effettuate nel 2010 durante dei soggiorni negli __________ e a __________.

Simili addebiti contraddicono manifestamente la vita modesta che il ricorrente

asserisce di condurre. A tale riguardo va aggiunto che i capitali a risparmio,

sono aumentati di circa fr. 15'000.-. È

anche il caso di tener conto della circostanza che il contribuente è proprietario

di un’automobile e di una motocicletta, che certamente comportano costi di

manutenzione e di gestione. Da ultimo, le spese __________ evidenziate

dall’Ufficio di tassazione nelle proprie osservazioni del 13 settembre 2012

confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’importo di 10'000.- aggiunto a

titolo di “altri redditi”, più che giustificato, è prudenziale.

4.2

In

assenza di elementi contrari e di fronte al citato aumento dei

risparmi privati, finanziato per stessa ammissione del ricorrente con i redditi

percepiti dalla sua attività professionale, alle vacanze fatte dallo stesso nel

corso del 2010 e agli acquisti con carta di credito evidenziati dall’autorità

fiscale, a giudizio di questa Camera l’importo aggiunto agli altri redditi

dichiarati appare più che legittimo.

5.

Il

ricorso è conseguentemente respinto.

Visto

l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico

del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 500.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un

totale di fr. 580.–

sono a

carico del ricorrente.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

-;

-;

-;

-.

Copia per

conoscenza:

- municipio

di.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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