80.2011.34
Deduzioni: persona bisognosa a carico, figlio cinquantenne disoccupato, stato di bisogno negato, proprietà di una casa, mutuo ipotecario
15 novembre 2011Italiano10 min
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Numero d'incarto:
80.2011.34
Data decisione, Autorità:
15.11.2011, CDT
Titolo:
Deduzioni: persona bisognosa a carico, figlio cinquantenne disoccupato, stato di bisogno negato, proprietà di una casa, mutuo ipotecario
DEDUZIONE SOCIALE
art. 213 cpv. 1 let. b LIFD
art. 34 cpv. 1 let. b LT
Incarto n.
80.2011.34
Lugano
15 novembre
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
contro
CO 1
oggetto
ricorso del 15 marzo 2011 contro la decisione del 16
febbraio 2011 in materia di IC e IFD 2009.
Fatti
A. RI 1,
nata nel 1931, al beneficio di una rendita AVS e di una pensione, convive con
il figlio __________, nato nel 1959, a __________.
Nella
dichiarazione fiscale 2009, la contribuente chiedeva di essere ammessa alla
deduzione per persona bisognosa a carico per il calcolo dell’IC (fr. 10'900.–) e
dell’IFD (fr. 6'100.–).
B. Notificandole
la tassazione IC/IFD 2009, con decisione del 24 novembre 2010, l’Ufficio di
tassazione di Mendrisio commisurava il reddito imponibile in fr. 51'100.– per
l’IC ed in fr. 49'200.– per l’IFD. Aveva in particolar modo negato la deduzione per persona bisognosa a carico, ritenendo che il figlio __________ fosse atto ad esercitare
un’attività lucrativa.
C. La
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 21 dicembre 2010,
nel quale contestava la mancata deduzione delle spese per il sostentamento del
figlio, ponendo l’accento sulla sua età avanzata (50 anni nel 2009), che non
gli aveva permesso “oggettivamente e nonostante gli enormi sforzi intrapresi
nella ricerca di un’occupazione a tempo parziale o a tempo pieno, di rientrare
nel mercato del lavoro”.
L’Ufficio
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 16 febbraio 2011, spiegando
anzitutto che la deduzione in discussione presupponeva un’incapacità al
guadagno dovuta ad impedimenti fisici e non alla semplice mancanza di lavoro. Aggiungeva
poi che madre e figlio avevano potuto disporre, nel corso del 2009, di un
credito di fr. 100'000.– per far fronte al sostentamento familiare, concesso
loro grazie all’aumento della cartella ipotecaria gravante l’immobile di __________,
di proprietà del figlio.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente
la concessione della deduzione sociale per persona bisognosa a carico.
La
ricorrente sottolinea in primo luogo di essersi sentita in dovere di soccorrere
finanziariamente il figlio __________, che altrimenti sarebbe caduto in una
situazione di bisogno, dal momento che sin dal mese di maggio 2008 non
percepiva più alcuna indennità di disoccupazione e nonostante gli sforzi
intrapresi non era stato in grado di trovare una collocazione lavorativa che
gli permettesse di far fronte ai propri impegni. Osserva poi di avere
sottoscritto, in quanto usufruttuaria dell’immobile di __________, un contratto
di credito di fr. 100'000.– con la Banca __________, al solo scopo di pagare
oneri e spese correnti del figlio.
Diritto
1. 1.1.
Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione
per sostentamento di un importo da 5'600.− a 10'900.−
franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera,
totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui
sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di
almeno 5'600.− franchi;
questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede
la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.− franchi per ogni persona totalmente
o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione;
questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.2.
Come
risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è
ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della
deduzione (CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001; Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare
n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1, p.
2). Se l’aiuto non raggiunge almeno l’importo della deduzione concessa dalla
legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (Baumgartner,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht,
vol. I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434; Richner/Frei/Kaufmann, Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p.
383). In altre parole, contributi per un importo inferiore a quello
della deduzione sono irrilevanti per la deduzione stessa (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p. 196).
1.3.
Diversamente dalla LIFD,
la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la
deduzione sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente
incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente
provvede, è residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. b LT; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4169
del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).
1.4.
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente
a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua
capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a infortunio,
malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI)
o comunque più in generale a impedimenti di ordine fisico o psichico.
La condizione che si
tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata
verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede
appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder
beschränkt erwerbsfähige Persones”, che vengono mantenute dal contribuente.
Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione
della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”).
L’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di
aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di
guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/
Kaufmann, op. cit., p. 383; inoltre CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio
1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.5.
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
op. cit., p. 149; inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT
I-1996 n. 11t; CDT n. 80.96.223 del 13 gennaio 1997).
Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del
minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).
Considerandi
2.
2.1.
Venendo
al caso in esame, come già rilevato, l’Ufficio di tassazione di Mendrisio ha
negato alla ricorrente la postulata deduzione di fr. 10'900.− per l’IC e di fr. 6'100.− per l’IFD sulla base di due ordini
di considerazioni: la capacità lucrativa del figlio __________ e l’esclusione,
in radice, del requisito dello stato di bisogno di quest’ultimo, in quanto
proprietario della casa unifamiliare di __________ (mapp. __________), che
funge da loro abitazione.
2.2
Con
riferimento al primo ordine di ragioni, pur ammettendo che la ricerca di un nuovo
posto di lavoro diventi sempre più difficile con il passare degli anni, la
dottrina ritiene che un’incapacità lucrativa totale si possa presumere, di
regola, unicamente con il conseguimento dell’età della pensione (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p.
188). Sotto questo aspetto, la decisione impugnata non presta pertanto il
fianco a critiche.
A sostegno della tesi
della ricorrente potrebbe però entrare in linea di considerazione un’incapacità lucrativa parziale, dal momento che il figlio __________,
una volta terminato il proprio diritto alle indennità di disoccupazione, aveva
ormai 50 anni e da allora – perlomeno secondo quanto asserito dalla stessa ricorrente
– non è più stato in grado di rientrare nel mercato del lavoro, “nonostante gli
enormi sforzi intrapresi nella ricerca di un’occupazione a tempo parziale o a
tempo pieno”. A questo proposito, tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto
la dottrina (entrambe citate in Bosshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 191, nota 439) ammettono che sia adempiuto
il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa
della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente.
Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di
bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa
fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, come nella fattispecie, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito
della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p. 192).
2.3
Si è
rilevato, su quest’ultimo punto, che la deduzione di cui agli artt. 34 cpv. 1
lett. b LT e 213 cpv. 1 lett. b LIFD può essere concessa solo
quando la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza
sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e abbisogni perciò di un aiuto
economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione.
Come già
anticipato, il figlio __________ è l’unico proprietario della casa unifamiliare
di __________. Poco importa che lo stesso sia stato concesso in usufrutto alla
qui ricorrente e che il credito bancario di 100'000 franchi sia stato versato
su un conto intestato a madre e figlio. La sola circostanza che tale importo sia
stato ottenuto grazie all’aumento della cartella ipotecaria gravante l’immobile
di proprietà della (presunta) persona bisognosa porta già ad escludere lo stato
di bisogno richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione ha
potuto contare su un capitale che le ha senz’altro permesso di far fronte alle
spese di sostentamento necessarie.
Per il
periodo fiscale in discussione, i documenti bancari prodotti con il gravame dimostrano
che il figlio __________ ha fatto ricorso a detto capitale per un importo non
irrisorio di fr. 68'744.–. Sarebbe irragionevole, oltre che contrario alla
lettera e allo spirito della legge, considerare in stato di bisogno una persona
fintanto che la stessa possa contare su di un capitale sufficiente a far fronte
alle sue spese correnti.
3.
Il
ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di
giustizia e spese processuali sono poste a carico della ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 300.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 380.–
sono a
carico della ricorrente.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di __________.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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