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Decisione

80.2011.45

Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, non giovane invalido che vive con i genitori, rimborso delle spese di trasporto

23 maggio 2011Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nella

dichiarazione fiscale 2009, i coniugi RI 1 e RI 2 chiedevano di essere ammessi

alla deduzione per persona bisognosa a carico per il calcolo dell’IC.

Notificando

loro la tassazione IC/IFD 2009, con decisione del 24 novembre 2010, l’Ufficio

di tassazione di Bellinzona negava la deduzione richiesta, ritenendo che non ne

fossero adempiuti i presupposti.

B. Con

reclamo del 20 dicembre 2010, i contribuenti impugnavano la suddetta decisione,

contestando anche la mancata deduzione delle spese per attività accessoria del

contribuente, delle spese di gestione e manutenzione immobili, delle deduzioni

per figli a carico e della quota esente per beneficiari AVS/AI.

C. Nell’audizione

svoltasi il 22 febbraio 2011 presso la sede dell’Ufficio di tassazione di

Bellinzona, RI 1 prendeva atto delle spiegazioni circa le ragioni del diniego

delle deduzioni invocate e manteneva la contestazione solo in relazione alla deduzione

per persona bisognosa a carico.

Con

decisione del 9 marzo 2011, l’autorità fiscale respingeva il reclamo, argomentando

che il figlio dei contribuenti, che con essi risiedeva, beneficiava di rendite

dell’Assicurazione invalidità e di prestazioni complementari. Tali prestazioni

risulterebbero essere sufficienti per far fronte alle sue necessità, secondo il

fabbisogno usuale. L’Autorità fiscale constatava inoltre che i contribuenti non

avevano dimostrato di prendersi a carico le spese per il mantenimento del

figlio, nella misura della deduzione richiesta e nemmeno nella misura della

deduzione minima prevista.

D. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1e RI 2

postulano nuovamente la concessione della deduzione sociale per “persona

bisognosa a carico”, negata a loro dall’Ufficio di tassazione. Essi affermano

che il figlio __________, nato con handicap nel 1984, percepisce una rendita

mensile di fr. 1’642.–. Domiciliato ad __________, dove abita con i genitori,

egli svolge attività diurna presso la __________ di __________, sostenendo

personalmente i costi del trasporto e del pasto giornaliero.

Diritto

1. 1.1.

Per l’art. 34 cpv. 1 lett.

b LT, è ammessa una deduzione per sostentamento da 5'600.– a 10'900.–

franchi al massimo, dal reddito netto del contribuente, per ogni persona residente

in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa

al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo

di almeno 5'600.– franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per

i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lett. a, cioè

quella per figli a carico.

Di simile tenore l’art.

213 cpv. 1 lett. b LIFD, che ammette una deduzione massima di

fr. 6'400.–, ma senza l’imposizione della residenza in Svizzera. Il costo

a carico del contribuente per il sostentamento deve essere in ogni caso

comprovato dai relativi giustificativi che sono da allegare alla dichiarazione

d’imposta.

1.2.

Secondo la lettera sia

della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla

definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni

sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta

sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere

limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro

dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr.

ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti di ordine fisico o

psichico.

La condizione che si

tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata

verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede

appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder

beschränkt erwerbsfähige Persones”, che vengono mantenute dal contribuente.

Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione

della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”). L’assenza

di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto.

L’assenza di lavoro deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a

incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/ Frei/Kaufmann, Kommentar zum

harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p. 383; inoltre

CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 n. 8t).

1.3.

Oltre al requisito della

parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge

subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione

all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e

di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che

abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della

deduzione (Agner/Jung/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149,

inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 80.96.223 del 13 gennaio 1997).

Per

stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del

minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale

d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).

Considerandi

2.

2.1.

Il

figlio dei ricorrenti, __________, nel 2009 ha beneficiato di una rendita AI di fr. 18'240.–, cui si aggiungeva la prestazione complementare di fr. 1'128.–.

Come osservato in modo pertinente dall’Ufficio di tassazione, nelle motivazioni

che hanno condotto alla decisione di tassazione ed a quella su reclamo, la

circostanza che __________ percepisca una rendita di invalidità sin dalla

nascita induce a ritenere che egli sia una persona bisognosa, per il fatto che

l’art. 4 cpv. 1 LAI definisce l’invalidità come «l’incapacità al guadagno,

presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute

fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio».

Ma ciò non basta ancora a concludere che i genitori abbiano perciò diritto alla

detrazione rivendicata. Infatti, proprio perché il giovane rientra nel campo di

applicazione della LAI, spetta all’ assicurazione contro l’invalidità far sì

che non cada nell’indigenza. Si tratta piuttosto di chiedersi se il figlio

invalido sia ancora “bisognoso”, nonostante benefici della rendita d’invalidità

ed anche della prestazione complementare, che è concessa proprio per coprire il

fabbisogno vitale. Ora, si deve ritenere che un figlio che beneficia di una

rendita di invalidità intorno ai 18’000 franchi annui più la prestazione

complementare non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati

con le tabelle della Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello,

almeno fintantoché vive nella stessa comunione domestica dei genitori.

Certo, il suo fabbisogno è

accresciuto dal fatto di lavorare a Lugano e di sostenere delle spese, ma a tal

proposito risulta dagli atti che nell’anno fiscale di riferimento egli ha anche

percepito un reddito di fr. 5'566.– dalla Fondazione __________ di __________,

presso la quale svolge attività diurna.

2.2

Oltre a ciò, è opportuno

osservare come la deduzione per persone bisognose a carico può essere concessa

solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente che la fa

valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute (CDT N. 125 del 21

giugno 1993 in re O.M.).

La

funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio di tener conto della

situazione economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più

possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher,

System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; inoltre CDT n. 80.95.122 del 15

settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t).

Perché la

deduzione possa essere ammessa, occorre quindi che la prestazione assistenziale

sia effettiva. Essa lo è comunque soltanto nella misura in cui serve a colmare

la differenza tra reddito effettivo e minimo vitale, se inferiore all’importo

legale della deduzione (CDT n. 80.2001.10 del 15 marzo 2001, in RDAT II-2001 n. 2t; CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 469 del 28 novembre 1984; Känzig, Direkte

Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 712 ss).

Aldilà

del singolo caso e pur rispettando l’attività di supporto a livello morale e materiale

che i ricorrenti prestano quotidianamente a favore del figlio, perché sia ammessa

la deduzione sociale è fondamentale che le spese sostenute a favore della persona

bisognosa siano documentate dai rispettivi giustificativi. Circostanza

quest’ultima che, dagli atti, non risulta essere adempiuta dai ricorrenti.

2.3

Si

deve quindi convenire, in linea di principio, con l’argomentazione addottata dall'Ufficio

di tassazione, nel senso che il figlio dei ricorrenti dispone fino a prova contraria

di redditi sufficienti per far fronte alle proprie necessità.

Dall’esame

completo dell’incarto fiscale non è provato che __________, con le proprie entrate,

non sia in grado di sopperire al proprio fabbisogno, altrimenti detto, che le

spese cui deve far fronte il figlio dei ricorrenti eccedano le sue entrate in

misura tale da legittimare la deduzione per persone bisognose a carico.

Considerato

che il figlio vive presso la casa dei genitori e che essi non hanno minimamente

provato di contribuire alle spese sostenute dal figlio, la richiesta dei ricorrenti

non può essere accolta.

3.

Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese

processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le

spese processuali consistenti:

a.

nella tassa di giustizia di

fr. 200.–

b.

nelle spese di cancelleria di complessivi

fr. 80.–

per

un totale di

fr.

280.–

sono

a carico dei ricorrenti.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

-;

-;

-;

-;

-.

Copia per

conoscenza:

- municipio

di.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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