80.2011.45
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, non giovane invalido che vive con i genitori, rimborso delle spese di trasporto
23 maggio 2011Italiano9 min
Source ti.ch
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Numero d'incarto:
80.2011.45
Data decisione, Autorità:
23.05.2011, CDT
Titolo:
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, non giovane invalido che vive con i genitori, rimborso delle spese di trasporto
DEDUZIONE SOCIALE
art. 213 cpv. 1 let. b LIFD
art. 34 cpv. 1 let. b LT
Incarto n.
80.2011.45
Lugano
23 maggio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Antonio Saredo-Parodi
parti
RI 1
RI 2
contro
CO 1
oggetto
ricorso del 30 marzo 2011 contro la decisione del 9
marzo 2011 in materia di IC e IFD 2009.
Fatti
A. Nella
dichiarazione fiscale 2009, i coniugi RI 1 e RI 2 chiedevano di essere ammessi
alla deduzione per persona bisognosa a carico per il calcolo dell’IC.
Notificando
loro la tassazione IC/IFD 2009, con decisione del 24 novembre 2010, l’Ufficio
di tassazione di Bellinzona negava la deduzione richiesta, ritenendo che non ne
fossero adempiuti i presupposti.
B. Con
reclamo del 20 dicembre 2010, i contribuenti impugnavano la suddetta decisione,
contestando anche la mancata deduzione delle spese per attività accessoria del
contribuente, delle spese di gestione e manutenzione immobili, delle deduzioni
per figli a carico e della quota esente per beneficiari AVS/AI.
C. Nell’audizione
svoltasi il 22 febbraio 2011 presso la sede dell’Ufficio di tassazione di
Bellinzona, RI 1 prendeva atto delle spiegazioni circa le ragioni del diniego
delle deduzioni invocate e manteneva la contestazione solo in relazione alla deduzione
per persona bisognosa a carico.
Con
decisione del 9 marzo 2011, l’autorità fiscale respingeva il reclamo, argomentando
che il figlio dei contribuenti, che con essi risiedeva, beneficiava di rendite
dell’Assicurazione invalidità e di prestazioni complementari. Tali prestazioni
risulterebbero essere sufficienti per far fronte alle sue necessità, secondo il
fabbisogno usuale. L’Autorità fiscale constatava inoltre che i contribuenti non
avevano dimostrato di prendersi a carico le spese per il mantenimento del
figlio, nella misura della deduzione richiesta e nemmeno nella misura della
deduzione minima prevista.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1e RI 2
postulano nuovamente la concessione della deduzione sociale per “persona
bisognosa a carico”, negata a loro dall’Ufficio di tassazione. Essi affermano
che il figlio __________, nato con handicap nel 1984, percepisce una rendita
mensile di fr. 1’642.–. Domiciliato ad __________, dove abita con i genitori,
egli svolge attività diurna presso la __________ di __________, sostenendo
personalmente i costi del trasporto e del pasto giornaliero.
Diritto
1. 1.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
b LT, è ammessa una deduzione per sostentamento da 5'600.– a 10'900.–
franchi al massimo, dal reddito netto del contribuente, per ogni persona residente
in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa
al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo
di almeno 5'600.– franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per
i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lett. a, cioè
quella per figli a carico.
Di simile tenore l’art.
213 cpv. 1 lett. b LIFD, che ammette una deduzione massima di
fr. 6'400.–, ma senza l’imposizione della residenza in Svizzera. Il costo
a carico del contribuente per il sostentamento deve essere in ogni caso
comprovato dai relativi giustificativi che sono da allegare alla dichiarazione
d’imposta.
1.2.
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro
dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr.
ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti di ordine fisico o
psichico.
La condizione che si
tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata
verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede
appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder
beschränkt erwerbsfähige Persones”, che vengono mantenute dal contribuente.
Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione
della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”). L’assenza
di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto.
L’assenza di lavoro deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a
incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/ Frei/Kaufmann, Kommentar zum
harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p. 383; inoltre
CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 n. 8t).
1.3.
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149,
inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 80.96.223 del 13 gennaio 1997).
Per
stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del
minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).
Considerandi
2.
2.1.
Il
figlio dei ricorrenti, __________, nel 2009 ha beneficiato di una rendita AI di fr. 18'240.–, cui si aggiungeva la prestazione complementare di fr. 1'128.–.
Come osservato in modo pertinente dall’Ufficio di tassazione, nelle motivazioni
che hanno condotto alla decisione di tassazione ed a quella su reclamo, la
circostanza che __________ percepisca una rendita di invalidità sin dalla
nascita induce a ritenere che egli sia una persona bisognosa, per il fatto che
l’art. 4 cpv. 1 LAI definisce l’invalidità come «l’incapacità al guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio».
Ma ciò non basta ancora a concludere che i genitori abbiano perciò diritto alla
detrazione rivendicata. Infatti, proprio perché il giovane rientra nel campo di
applicazione della LAI, spetta all’ assicurazione contro l’invalidità far sì
che non cada nell’indigenza. Si tratta piuttosto di chiedersi se il figlio
invalido sia ancora “bisognoso”, nonostante benefici della rendita d’invalidità
ed anche della prestazione complementare, che è concessa proprio per coprire il
fabbisogno vitale. Ora, si deve ritenere che un figlio che beneficia di una
rendita di invalidità intorno ai 18’000 franchi annui più la prestazione
complementare non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati
con le tabelle della Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello,
almeno fintantoché vive nella stessa comunione domestica dei genitori.
Certo, il suo fabbisogno è
accresciuto dal fatto di lavorare a Lugano e di sostenere delle spese, ma a tal
proposito risulta dagli atti che nell’anno fiscale di riferimento egli ha anche
percepito un reddito di fr. 5'566.– dalla Fondazione __________ di __________,
presso la quale svolge attività diurna.
2.2
Oltre a ciò, è opportuno
osservare come la deduzione per persone bisognose a carico può essere concessa
solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente che la fa
valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute (CDT N. 125 del 21
giugno 1993 in re O.M.).
La
funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio di tener conto della
situazione economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più
possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher,
System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; inoltre CDT n. 80.95.122 del 15
settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t).
Perché la
deduzione possa essere ammessa, occorre quindi che la prestazione assistenziale
sia effettiva. Essa lo è comunque soltanto nella misura in cui serve a colmare
la differenza tra reddito effettivo e minimo vitale, se inferiore all’importo
legale della deduzione (CDT n. 80.2001.10 del 15 marzo 2001, in RDAT II-2001 n. 2t; CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 469 del 28 novembre 1984; Känzig, Direkte
Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 712 ss).
Aldilà
del singolo caso e pur rispettando l’attività di supporto a livello morale e materiale
che i ricorrenti prestano quotidianamente a favore del figlio, perché sia ammessa
la deduzione sociale è fondamentale che le spese sostenute a favore della persona
bisognosa siano documentate dai rispettivi giustificativi. Circostanza
quest’ultima che, dagli atti, non risulta essere adempiuta dai ricorrenti.
2.3
Si
deve quindi convenire, in linea di principio, con l’argomentazione addottata dall'Ufficio
di tassazione, nel senso che il figlio dei ricorrenti dispone fino a prova contraria
di redditi sufficienti per far fronte alle proprie necessità.
Dall’esame
completo dell’incarto fiscale non è provato che __________, con le proprie entrate,
non sia in grado di sopperire al proprio fabbisogno, altrimenti detto, che le
spese cui deve far fronte il figlio dei ricorrenti eccedano le sue entrate in
misura tale da legittimare la deduzione per persone bisognose a carico.
Considerato
che il figlio vive presso la casa dei genitori e che essi non hanno minimamente
provato di contribuire alle spese sostenute dal figlio, la richiesta dei ricorrenti
non può essere accolta.
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese
processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le
spese processuali consistenti:
a.
nella tassa di giustizia di
fr. 200.–
b.
nelle spese di cancelleria di complessivi
fr. 80.–
per
un totale di
fr.
280.–
sono
a carico dei ricorrenti.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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