80.2011.47
Reddito: confronto fra entrate e uscite, reddito presunto, onere della prova, disponibilità di 750 franchi al mese
28 luglio 2011Italiano16 min
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Numero d'incarto:
80.2011.47
Data decisione, Autorità:
28.07.2011, CDT
Titolo:
Reddito: confronto fra entrate e uscite, reddito presunto, onere della prova, disponibilità di 750 franchi al mese
REDDITI
art. 130 cpv. 2 LIFD
art. 204 cpv. 2 LT
Incarto n.
80.2011.47
Lugano
28 luglio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
contro
CO 1
oggetto
ricorso del 31 marzo 2011 contro la decisione del 2
marzo 2011 in materia di IC e IFD 2008.
Fatti
A. RI 1,
nato nel 1959, divorziato, è dipendente ed azionista della __________, impresa
di pittura di __________.
Nella
dichiarazione fiscale 2008, il contribuente esponeva un reddito da attività dipendente
di fr. 70'053.– (comprensivo della quota privata dell’automobile di servizio).
Fra le deduzioni faceva invece valere l’importo di fr. 5'600.– per persona bisognosa
a carico con riferimento al padre __________, nato nel 1930, pensionato.
B. Notificandogli
la tassazione IC/IFD 2008, con decisione del 9 dicembre 2009, l’Ufficio di
tassazione di Lugano Campagna commisurava il suo reddito imponibile in fr.
42'900.– per l’IC ed in fr. 45'400.– per l’IFD. L’autorità aveva in
particolar modo aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr.
15'000.–, spiegando nella motivazione allegata che si trattava di “prestazioni
valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità
finanziaria”. Aveva poi negato la postulata deduzione per persona bisognosa a
carico, argomentando che ne difettavano i requisiti di legge.
C. Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo dell’8 gennaio 2010, contestando
di avere avuto altre entrate oltre a quelle dichiarate. Quanto alla deduzione
sociale per persona bisognosa a carico, il reclamante sottolineava di avere
aiutato finanziariamente i genitori per far fronte alle loro ingenti spese di
malattia.
L’autorità
di tassazione, con decisione del 2 marzo 2011, respingeva il reclamo sotto
questi due particolari aspetti. Alla luce del calcolo del dispendio finanziario
del contribuente, dal quale emergeva un saldo mensile di soli 750 franchi,
confermava anzitutto il reddito d’altra fonte di fr. 15'000.–. In merito alla
deduzione sociale per persona bisognosa a carico, osservava invece che i
genitori disponevano di mezzi propri sufficienti per provvedere alle cure
mediche.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente sia
lo stralcio degli “altri redditi” aggiunti dall’autorità di tassazione sia la
deduzione per persona bisognosa a carico.
Il
ricorrente contesta dapprima il calcolo della sua disponibilità finanziaria
mensile, specie nel caso in cui non dovesse essere ammessa la detrazione dell’importo
di fr. 5'600.– versato al padre. Quanto alla deduzione per persona bisognosa a
carico, ribadisce di avere effettivamente contribuito alle ingenti spese
mediche sostenute dal padre, di complessivi fr. 16'374.–. A suo avviso, non si poteva
d’altronde pretendere che rinunciasse alle sue proprietà immobiliari per far
fronte alle spese di malattia, dal momento che consistono prevalentemente “in
boschi di cui ricava la legna per riscaldare l’abitazione”.
Diritto
1. 1.1.
Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione
per sostentamento di un importo da 5'600 a 10'900 franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il
contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600 franchi;
questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede
la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100 franchi per ogni
persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,
al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli
almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge
e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.2.
Come
risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è
ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della
deduzione (CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001; Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare
n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1, p.
2). Se l’aiuto non raggiunge almeno l’importo della deduzione concessa dalla
legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (Baumgartner,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434; Richner/Frei/Kaufmann,
Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p. 383). In
altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono
irrilevanti per la deduzione (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p.
196).
1.3.
Diversamente dalla LIFD,
la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la
deduzione sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente
incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente
provvede, è residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. b LT; Messaggio del Consiglio di Stato n.
4169, del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile
2003).
1.4.
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata
nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a
infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es.
art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti di ordine fisico o
psichico.
La condizione che si
tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata
verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede
appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder
beschränkt erwerbsfähige Persones”, che vengono mantenute dal contribuente.
Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione
della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”).
L’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di
aiuto. L’assenza di lavoro deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a
incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/Kaufmann, op. cit., p. 383;
inoltre CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.5.
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149,
inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; CDT n.
80.96.223 del 13 gennaio 1997).
Per
stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del
minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; CDT
n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).
Considerandi
2.
2.1.
Venendo
al caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha negato al
contribuente la deduzione sociale di fr. 5'600.–, in difetto del requisito
dello stato di bisogno della persona aiutata, sostenendo fondamentalmente che i
genitori del ricorrente disponevano di mezzi propri sufficienti per far fronte
al loro sostentamento.
2.2
Secondo
un consolidato principio, è il contribuente ad avere l’onere della prova per i
fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (decisioni del Tribunale federale n.2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n.13t,
consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; n.2A.209/2005 del 3 novembre 2005,
in: RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des
schweizerischen Steuerrechts, 6a ediz., Zurigo 2002, p. 416, con
rinvii).
Trattandosi,
nella fattispecie, di una deduzione sociale, l’onere di provare l’adempimento delle condizioni cui essa è sottoposta era
chiaramente a carico del contribuente. RI 1, per contro, non
ha mai neppure tentato di illustrare la situazione patrimoniale dei genitori,
limitandosi ad affermare nel gravame qui in esame che gran parte delle
proprietà del padre consistono “in boschi di cui ricava la legna per riscaldare
l’abitazione”, per cui non poteva essere pretesa una loro vendita.
La tesi
ricorsuale è perlomeno curiosa, ove si pensi appena che il padre __________ è
tuttora presidente dell’omonima impresa di pittura, con diritto di firma
individuale. Da un esame sommario della tassazione dei genitori risulta inoltre
che nel periodo fiscale 2008, essi dichiaravano un patrimonio di ben fr. 470'395.–
e debiti privati per soli fr. 50'000.–. Oltre alle proprietà immobiliari citate
dal ricorrente, il padre disponeva di titoli per un ammontare totale di fr.
173'316.–, la cui unica presenza porta già ad escludere lo stato di bisogno
richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione può ancora
contare su un capitale che le permette di far fronte autonomamente a tutte le
spese necessarie, comprese le spese mediche di fr. 16'374.–. In simili circostanze
sarebbe non solo irragionevole, ma anche contrario alla lettera e allo spirito
della legge, considerare in stato di bisogno una persona, perlomeno fintantoché
la stessa possa contare su di un capitale sufficiente per onorare le spese
correnti.
Sotto
questo primo aspetto, il gravame deve pertanto essere respinto.
3.
3.1.
Meno
convincente risulta invece il reddito d’altra fonte calcolato dall’autorità di
tassazione. Come esposto in narrativa, il ricorrente, vicepresidente ed
azionista della __________, ha dichiarato un reddito da attività dipendente di
fr. 70'053.–, comprensivo della quota privata dell’automobile di servizio di fr.
6'107.–. Da parte sua, l’autorità di tassazione, sulla base di un calcolo delle
entrate e delle uscite dell’anno 2008, ha aggiunto ai proventi dichiarati dal contribuente un reddito d’altra fonte, che ha commisurato in 15'000 franchi.
3.2
Nella
procedura fiscale vige la massima ufficiale. L’autorità di tassazione,
cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti,
controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie
(art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare
vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti
(decisione TF n.2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche Berger, Voraussetzungen
und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). Come
anticipato sopra, in applicazione analogica del principio previsto dall’art. 8 CC, l’onere probatorio è ripartito nel senso che all’autorità fiscale
compete la prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a
carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il
debito fiscale (ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
All’interno
della collaborazione che il contribuente deve prestare per consentire una
tassazione esatta e completa (art. 200 LT; art. 126
cpv. 1 LIFD), dai semplici diritti procedurali occorre nondimeno
distinguere quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2a ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2002, Vol. I/1, n. 2 ad art. 42 LAID,
p. 726). L’onere probatorio deve allora essere posto a carico del contribuente
anche quando egli ha tralasciato, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento della
fattispecie fiscalmente rilevante (Schär,
Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.
435).
3.3
Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46
cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono
essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener
conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore
di vita del contribuente.
Una
simile tassazione può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente
inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova
(art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria
valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente
inesatta.
3.4
Nel caso
in esame, come detto, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha aggiunto ai
proventi dichiarati dal ricorrente “altri redditi” per fr. 15'000.–. Ha però rinunciato
ad intraprendere una formale tassazione d’ufficio, in favore di una tassazione
ordinaria, come risulta in particolar modo dal fatto che, nella notifica della
tassazione IC/IFD 2008, non ha menzionato l’obbligo di motivare il gravame e le
conseguenze in caso di sua inottemperanza (DTF 123 II 552), senza peraltro
successivamente porvi rimedio. In simili circostanze, questa Camera non può
pertanto sottrarsi da un esame della legittimità dell’apprezzamento operato
dall’autorità di tassazione, cui spetta l’onere di provare la plausibilità
della rappresentazione dei fatti su cui fonda l’applicazione
del diritto (Oberson,
Droit fiscal suisse, 3a ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2007, § 22 n.
9.
p. 443).
3.5
Il
calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2008 lascia emergere una
disponibilità finanziaria annua di fr. 8'991.–, pari a circa fr. 750.– mensili.
Certo, come
osservato dall’autorità di tassazione, una simile disponibilità è effettivamente
inferiore al minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, che per
una persona che vive da sola ammonta ormai a fr. 1'200.– (cfr. Tabella CEF, edizione
1° settembre 2009). Tuttavia, come questa Camera ha già avuto modo di
precisare, la sua applicazione ai fini fiscali deve essere valutata alla luce
delle circostanze concrete di ogni singolo caso (CDT n. 80.2006.66 del 26
giugno 2007), senza dimenticare inoltre che fra le uscite è pure stato
conteggiato l’importo di fr. 5'600.– versato al padre. A tale proposito, alla
luce delle precedenti conclusioni (cfr. punto 2.), ci si potrebbe chiedere se la
prestazione in discussione sia stata realmente sostenuta dal ricorrente, dal
momento che i genitori già disponevano di un capitale sufficiente per onorare
le loro spese correnti, oppure se non sia stata dichiarata unicamente per poter
beneficiare della relativa deduzione sociale. In quest’ultimo caso, la disponibilità
finanziaria mensile del contribuente aumenterebbe di oltre fr. 450.–, superando
in tal modo il minimo vitale agli effetti del diritto esecutivo.
Comunque
sia, anche volendo ammettere il calcolo delle entrate e delle uscite così come proposto
dall’autorità di tassazione e pur attenendosi strettamente ai parametri del
diritto esecutivo, la sua conclusione risulterebbe in ogni caso incomprensibile.
Non è infatti dato a sapere come sia giunta a stabilire in 15'000 franchi il
reddito d’altra fonte, dal momento che per sua stessa ammissione il ricorrente
disponeva pur sempre di un importo mensile di circa fr. 750.– da destinare ai
bisogni vitali (sostentamento, igiene e salute) ed alle spese necessarie a
condurre una vita dignitosa ed adattata ai tempi moderni (Ochsner, Commentaire romand de la LP,
Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 70 ad art. 93 LEF). Sebbene insufficiente da un
punto di vista del diritto esecutivo, un simile importo non può certo essere totalmente
ignorato nel calcolo del reddito d’altra fonte di un contribuente. Così
come nell’ambito di una tassazione d’ufficio in senso
stretto, anche in un caso come quello qui in esame l’autorità fiscale deve infatti
agire “pflichtgemäss”, conformandosi cioè agli indispensabili criteri di
prudenza che devono sempre essere tenuti presenti in procedimenti del genere,
principalmente allo scopo di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p.
372).
3.6
Sotto
questo secondo aspetto, a questa Camera non resta quindi che annullare la
decisione impugnata e rinviare gli atti all’Ufficio di tassazione, perché
proceda ad un nuovo calcolo della disponibilità finanziaria del ricorrente.
A tale
proposito, non può non essere osservato che nel corso dell’anno 2007 il contribuente
ha, da una parte, aumentato i propri debiti ipotecari da fr. 314'000.– a fr.
350'000.– e, dall’altra, liquidato gli averi depositati sul conto di appoggio
all’ipoteca (conto privato __________ n. __________), che alla fine del 2006 ammontavano
a circa 55'000 franchi. Dal calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2007,
agli atti dell’incarto fiscale, risulta per contro che il contribuente ha sostenuto
spese di riattazione per soli fr. 60'000.–, per cui vi sarebbe una evidente
incongruenza fra quanto ottenuto a titolo di finanziamento e quanto speso per i
lavori di riattazione. Ciò non toglie tuttavia che se l’autorità di tassazione
avesse effettivamente fondato la sua decisione su questa apparente incongruenza,
avrebbe in questo caso dovuto coinvolgere il contribuente nell’accertamento,
garantendogli il diritto di essere sentito e chiedendogli eventualmente
ulteriore documentazione bancaria.
4.
L’esito
del ricorso è differenziato. In parte, il ricorso è respinto; in parte, la
decisione impugnata è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione.
Ciò si
riflette anche sull’attribuzione delle spese processuali, poste a carico del ricorrente
nella misura di un mezzo.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. 1.1. Il
ricorso è respinto per quanto attiene alla deduzione sociale per persona bisognosa
a carico.
1.2. La
decisione su reclamo del 2 marzo 2011 è annullata e gli atti ritornati
all’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna per ulteriori accertamenti e per
nuova decisione in relazione al reddito d’altra fonte.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 400.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 480.–
sono a
carico del ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 240.–).
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di __________.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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