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Decisione

80.2012.114

Procedura: reclamo contro tassazione d’ufficio, requisiti, successiva richiesta di documentazione rimasta inevasa, ricorso ricevibile

26 novembre 2013Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. La RI

1 è una società, con sede a __________, il cui scopo consiste, in particolare,

nella consulenza, la progettazione e la fornitura di impianti per l’industria

alimentare, cosmetica, farmaceutica, parasanitaria e affini.

Non

avendo la contribuente inoltrato la dichiarazione d’imposta 2009, con decisione

dell’8 agosto 2011 l’RS 1 (UTPG) le notificava la tassazione d’ufficio IC/IFD

2009, nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 100'000.– ed il

capitale imponibile in fr. 120'000.–. Nella motivazione, l’autorità attirava

l’attenzione della contribuente sul tenore degli articoli 206 cpv. 3 LT e 132

cpv. 3 LIFD, secondo cui “il contribuente può impugnare la tassazione operata

d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta” e “il

reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova”. Pertanto, se

al reclamo non fossero stati allegati almeno il bilancio e il conto economico,

un eventuale reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

B. Il

24 agosto 2011, la RI 1 interponeva reclamo contro la decisione di tassazione

d’ufficio, allegando il bilancio ed il conto economico.

Il 3

aprile 2012 l’autorità di tassazione si rivolgeva alla reclamante,

attribuendole un termine di venti giorni per produrre diversi documenti, in

particolare dettagli di conti. La lettera si concludeva con l’avvertimento

secondo cui, qualora non avesse ricevuto tutta la documentazione richiesta,

l’Ufficio di tassazione avrebbe evaso il reclamo “riprendendo tutti i costi non

documentati” e aggiungendo “all’utile la fattura di fr. 12'500.– non

contabilizzata nei ricavi”.

Entro il

termine attribuito alla reclamante, l’autorità non riceveva alcuna risposta.

C. Con

decisione del 17 maggio 2012, l’autorità di tassazione respingeva il reclamo,

con la seguente motivazione:

In

data 8 agosto 2011 è stata emessa la tassazione d’ufficio.

In

data 24 agosto 2011, la spettabile __________ SA ha interposto reclamo.

Con

nostra raccomandata del 3 aprile 2012 vi abbiamo diffidati a volerci fornire

entro il 23 aprile 2012 determinati documenti, pena la non deducibilità dei

costi che non fossero stati documentati.

Non

avendo ricevuto alcuna documentazione entro il termine assegnato, il vostro

reclamo del 24 agosto 2011 viene respinto.

D. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 chiede che

l’imposta sia calcolata sulla base del bilancio e del conto economico

inoltrati. Al ricorso allega la documentazione a suo tempo richiesta dall’UTPG,

precisando di essere sempre stata in grado di presentarla, ma di aver

“sollecitato un incontro presso l’Ufficio di tassazione per meglio dettagliare

la [sua] attività”.

E. Nelle

sue osservazioni del 27 giugno 2012, l’UTPG propone di dichiarare irricevibile

il ricorso. Contesta in particolar modo l’affermazione della ricorrente di aver

sollecitato un incontro nel corso della procedura di reclamo. Contattato

telefonicamente dal rappresentante contrattuale della contribuente, il

funzionario incaricato lo aveva invitato a trasmettergli la documentazione richiesta

prima di fissare un’audizione. La mancata collaborazione ha pertanto impedito

all’Ufficio di tassazione di verificare i costi risultanti dal conto economico.

In via

subordinata, esaminata la documentazione prodotta con il ricorso, l’UTPG

propone di definire l’utile imponibile in fr. 15'536.– ed il capitale

imponibile in fr. 45'378.–.

All’udienza

del 5 dicembre 2012, la ricorrente si è dichiarata d’accordo con il calcolo

delle riprese definito dall’UTPG nelle osservazioni al ricorso. L’autorità di

tassazione ha per contro ribadito che a suo avviso la Camera non dovrebbe

entrare nel merito del ricorso, non avendo la contribuente prestato la

collaborazione richiestale nella procedura di reclamo.

Diritto

1. 1.1.

Con la

decisione impugnata, l’autorità di tassazione è entrata nel merito del reclamo

della contribuente, respingendolo tuttavia per il fatto che quest’ultima non

aveva dato seguito alla richiesta di documentazione ricevuta.

1.2.

Gli

articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione

di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione

coscienziosa, se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi

obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può

tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del

tenore di vita del contribuente.

1.3.

Contro la

decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità

di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT;

art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione

operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”.

Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206

cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).

Le norme

appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta

inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo

sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del reclamo

rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione

per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei

quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale

federale del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).

Secondo

il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto

nella disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di

validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98

consid. 3, 121 I 117 consid. 3a,

122 I 70 consid. 1c).

Considerandi

2.

2.1.

Nel caso in esame, quando

ha notificato alla contribuente la tassazione d’ufficio, l’UTPG le ha ricordato

i requisiti per contestarla e l’ha avvertita che in caso di inosservanza degli

stessi il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile. Ha tuttavia anche

precisato che i requisiti in questione sarebbero stati adempiuti se al reclamo

fossero stati allegati “almeno il bilancio e il conto economico”.

Con il reclamo, la

ricorrente ha allegato proprio il bilancio ed il conto economico.

2.2

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza della tassazione

d’ufficio deve essere completa e non può limitarsi a singole posizioni della

tassazione contestata. Il contribuente, che nella procedura di tassazione non

ha adempiuto i suoi obblighi di collaborazione ed ha così provocato la

tassazione per apprezzamento, deve pertanto rimediare alla mancata collaborazione,

inoltrando la dichiarazione d’imposta, se vuole motivare in modo sufficiente il

reclamo. La prova dell’inesattezza deve essere portata con la motivazione del

reclamo e quindi entro il termine di reclamo (cfr. la sentenza del Tribunale

federale del 22 novembre 2011, in RF 67/2012 p. 143 consid. 2.2 e giurisprudenza citata).

2.3

Formalmente, la

contribuente aveva adempiuto i suoi obblighi di collaborazione, inoltrando,

insieme al reclamo, la dichiarazione d’imposta ed allegando il bilancio ed il

conto economico. D’altronde, come già ricordato, era stato lo stesso Ufficio di

tassazione a spiegare, nella decisione di tassazione per apprezzamento, come

avrebbe potuto essere portata la prova della manifesta inesattezza, cioè

allegando al reclamo “almeno” bilancio e conto economico.

A prescindere dalla

mancata risposta alla successiva lettera, con cui l’UTPG ha chiesto alla

reclamante di documentare diversi costi risultanti dal conto economico, bisogna

allora ammettere che il reclamo non poteva essere dichiarato irricevibile. Cosa

che d’altronde non si è verificata, poiché, con la decisione su reclamo del 17

maggio 2012, il reclamo è stato respinto. Anche la lettera del 3 aprile 2012,

con cui l’UTPG chiedeva l’invio di documentazione, si concludeva non

prospettando l’irricevibilità del reclamo bensì avvertendo la reclamante che la

mancata collaborazione avrebbe comportato la ripresa di “tutti i costi non

documentati” e l’aggiunta all’utile della “fattura di fr. 12'500.– non contabilizzata

nei ricavi”.

È anche il caso di

rilevare che, nella decisione su reclamo, l’autorità fiscale non ha dato

seguito a quanto indicato nella lettera appena menzionata, cioè non ha aggiunto

alla perdita dichiarata (fr. 4'949.56) tutti i costi non documentati e

l’onorario risultante dalla fattura controversa, ma ha semplicemente confermato

la tassazione per apprezzamento.

2.4

Davanti ad un tale

comportamento ambivalente dell’Ufficio di tassazione non è possibile dichiarare

in questa sede la irricevibilità del ricorso. Stando così le cose ed avendo la

ricorrente comunque prodotto, seppur per la prima volta nella presente sede

giudiziale, la documentazione richiestale dall’UTPG, si giustifica di entrare

nel merito del ricorso.

Come proposto dalla stessa

autorità fiscale nelle osservazioni al ricorso, condivise peraltro in udienza

anche dalla ricorrente, all’utile dichiarato devono essere aggiunte le riprese

per interessi sul conto correntista (fr. 2'485.–), per spese di rappresentanza

forfetarie (fr. 5'500.–) e l’onorario risultante dalla fattura non contabilizzata

(fr. 12'500.–). Per il capitale imponibile, al capitale sociale si aggiungono

la riserva tassata relativa alla già evocata fattura (fr. 12'500.–) e gli utili

riportati (fr. 12'878.–).

3.

Nel

determinare le spese e la tassa di giustizia, questa Camera non può fare astrazione

dall’art. 231 cpv. 3 LT, per il quale esse sono poste totalmente o parzialmente

a carico del ricorrente vincente se questi, conformandosi agli obblighi che gli

incombevano, avrebbe potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di

tassazione o di reclamo oppure ha ostacolato con raggiri l’inchiesta della

Camera di diritto tributario.

È

infatti indubbio che la ricorrente, se avesse correttamente adempiuto gli

obblighi di collaborazione, dapprima inoltrando la dichiarazione d’imposta e

poi dando seguito alla richiesta di documentazione nel corso della procedura di

reclamo, avrebbe sicuramente potuto evitare di ricorrere alla Camera di diritto

tributario.

Si

giustifica pertanto di porre a carico dell’insorgente, al di là dell’esito del

ricorso, tassa di giustizia e spese processuali.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto.

§ Di

conseguenza, la decisione su reclamo del 17 maggio 2012 è riformata nel senso

che l’utile imponibile è ridotto a fr. 15'536.– e il capitale a fr. 45'378.–.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 1’000.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un

totale di fr. 1’100.–

sono a

carico della ricorrente.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

__________

Copia per

conoscenza:

- municipio

di.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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