80.2012.161
Deduzioni: spese di manutenzione immobiliari, sostituzione di una porta, protezione della casa dall’acqua, miglioria
26 novembre 2013Italiano11 min
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Numero d'incarto:
80.2012.161
Data decisione, Autorità:
26.11.2013, CDT
Titolo:
Deduzioni: spese di manutenzione immobiliari, sostituzione di una porta, protezione della casa dall’acqua, miglioria
DEDUZIONE SULLA SOSTANZA
art. 31 cpv. 2 LT
art. 33 let. d LT
Incarto n.
80.2012.161
Lugano
26 novembre
2013
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Ivano Ranzanici (in sostituzione di Mauro Mini,
assente)
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
RI 2
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 7 agosto 2012 contro la decisione del 18
luglio 2012 in materia di IC 2011.
Fatti
A. RI 1,
domiciliato a __________ (nel Canton __________) con la moglie RI 2, nel
periodo fiscale qui in esame era limitatamente imponibile nel Canton Ticino in
quanto proprietario di una casa di vacanza nel comune di __________ (__________).
Il 13 dicembre 2011 (data di iscrizione a registro fondiario) donava l’immobile
alle figlie __________ e __________, in ragione di un mezzo ciascuna.
B. Notificandogli
la tassazione IC 2011, con decisione del 24 maggio 2012, l’Ufficio di
tassazione di Lugano Campagna attribuiva alla casa di vacanza un valore
locativo di fr. 32'166.–, che assoggettava pro rata temporis in capo alle
figlie (fr. 1'519.–) e al contribuente (fr. 30'647.–). Da quest’ultimo importo
deduceva spese di gestione e manutenzione per complessivi fr. 7'622.–,
corrispondenti alla deduzione forfettaria del 25% prevista dalla legge
cantonale.
C. Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 30 maggio 2012, nel
quale faceva valere spese di gestione e manutenzione nella misura di fr.
14'058.–.
L’autorità
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 18 luglio 2012, negando
in particolare la deduzione della fattura di __________ Sagl (fr. 10'411.20).
Nella motivazione allegata spiegava di non aver ricevuto alcuna risposta alle
richieste di informazioni in merito al genere di lavori svolti e di avere conseguentemente
confermato la deduzione forfettaria di fr. 7'622.– “in quanto più favorevole
rispetto ai costi effettivi riconoscibili”.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta la
decisione dell’autorità di tassazione sotto due aspetti.
In primo
luogo censura la mancata deduzione delle spese di manutenzione effettive,
sottolineando in particolare che la fattura di __________ Sagl concerneva un
risanamento urgente della porta d’entrata, dovuto ai continui straripamenti di
un vicino ruscello. In secondo luogo censura il valore locativo tassato di fr.
30'647.–, chiedendo che venga ridotto pro rata temporis in funzione
della durata della sua proprietà.
E. Nelle proprie osservazioni del
30 agosto 2012, l’autorità di tassazione propone di respingere il gravame. Ribadisce
anzitutto di non avere mai ricevuto il dettaglio della fattura di __________
Sagl, aggiungendo poi che la stessa sarebbe stata emessa solo dopo aver donato
l’immobile alle figlie. Quanto al valore locativo si limita ad osservare di
averlo già imposto pro rata temporis, il suo valore pieno ammontando a fr.
32'166.–.
Diritto
1. 1.1.
Secondo
l’art. 31 cpv. 2 LT, il contribuente che possiede immobili privati può dedurre
le spese di manutenzione, i premi d’assicurazione e le altre spese
d’amministrazione da parte di terzi. Sono considerate spese di manutenzione
quelle che, senza aumentare il valore dell’immobile, ne preservano lo stato, ne
conservano l’uso e ne mantengono la redditività (cfr. Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte
Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 5 ad art. 32 LIFD, p. 219 s.; Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a
ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 649; Bottoli,
Lineamenti di diritto tributario ticinese, Lugano 1977, p. 66; CDT n. 262 del
28 agosto 1986 in re R.T.; CDT n. 52 del 22 febbraio 1983 in re A.D.R.).
1.2.
Per
facilitare il lavoro sia dell’amministrazione fiscale che dei contribuenti,
invece della somma effettiva delle spese e dei premi concernenti i beni
immobili privati, il contribuente può avvalersi di una deduzione complessiva,
stabilita dal Consiglio di Stato (art. 31 cpv. 4 LT; art. 2 cpv. 1 Regolamento
della legge tributaria del 18 ottobre 1994). La deduzione complessiva ammonta:
Ø al 15% del
reddito lordo delle pigioni o del valore locativo, se, alla fine del periodo fiscale, l’immobile risale al massimo a 10 anni prima;
Ø al 25% del
reddito lordo delle pigioni o del valore locativo se, alla fine del periodo fiscale, l’immobile ha più di 10 anni
(cfr.
art. 2 cpv. 1 Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994).
1.3.
Ai
fini della determinazione del reddito imponibile non possono invece essere dedotte le spese di acquisto, di fabbricazione o di miglioria di
beni patrimoniali (cfr. art. 33 lett. d LT).
Considerandi
2.
2.1.
Venendo
al caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna, come visto, ha
ammesso in deduzione l’importo complessivo di fr. 7'622.–, corrispondente alla
deduzione forfettaria del 25% prevista dalla legge cantonale. Il ricorrente
chiede invece che gli vengano riconosciuti in deduzione i costi effettivi, ed
in particolare la fattura di fr. 10'411.20, sostenendo che si tratterebbe di
lavori di risanamento della porta d’entrata, danneggiata in seguito ai continui
straripamenti di un vicino ruscello.
2.2
Sennonché,
la tesi del ricorrente non trova alcun riscontro nell’incarto fiscale. La citata
fattura di __________ Sagl riferisce piuttosto di una “demolizione angolo muro
esterno intorno alla pianta per giro macchina”, di uno “smontaggio porta
garage” e di un “taglio guida in ferro a pavimento per binario porta garage”,
senza fare alcun cenno alla porta d’entrata dell’immobile. Il ricorrente non ha
d’altra parte mai dato seguito allo scritto del 5 giugno 2012, con cui
l’autorità di tassazione lo invitava a precisare il genere di lavori svolti,
limitandosi a sostenere che la porta d’entrata dell’immobile aveva urgentemente
bisogno di un risanamento. Se si aggiunge infine che la fattura data 21
dicembre 2011 e che la stessa è stata liquidata solo dopo aver donato
l’immobile alle figlie, se ne deve concludere che il ricorrente è venuto meno
al suo dovere di documentare in modo ineccepibile i costi di manutenzione effettivamente
sostenuti quando ancora era proprietario della casa di vacanza.
In simili
circostanze, la sua mancata collaborazione non può che condurre allo stralcio
dell’importo di fr. 10'411.20. Secondo un consolidato principio, nella procedura fiscale spetta infatti ai contribuenti comprovare l’esistenza di quegli elementi
che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario, quali sono
senz’altro le spese di manutenzione di beni immobili privati (sentenza TF n.2A.438/2006
del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n. 13t, consid. 3.2;
DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher,
System des schweizerischen Steuerrechts, 6a ediz., Zurigo 2002, p.
416.
con rinvii).
2.3
La
conclusione non cambierebbe anche volendo seguire la tesi del ricorrente, secondo
cui la fattura in discussione riguardava effettivamente un risanamento “urgente”
della porta d’entrata, oggetto negli anni passati di “parecchie spese” dovute
ai continui straripamenti di un vicino ruscello.
I lavori
descritti non potrebbero in nessun caso costituire un costo di manutenzione,
che per definizione consente unicamente di preservare lo stato di un
immobile, conservarne l’uso e mantenerne la redditività, ma rappresenterebbero
piuttosto un costo di investimento fiscalmente non deducibile (cfr. art. 33
lett. d LT). Del resto, è lo stesso ricorrente ad ammettere di essere
stato costretto a “sostituire la porta d’entrata con una soluzione migliore a
proprie spese”, lasciando intendere di avere tratto un evidente
vantaggio da tale opera, che gli ha permesso di rendere la proprietà più solida
e resistente alle intemperie.
2.4
Da
ultimo, le ulteriori spese fatte valere dal ricorrente (controllo annuale
apparecchio d’allarme, tasse di combustione, abbonamento per la manutenzione
del bruciatore ecc.) costituiscono a prima vista tipici costi di gestione, che
nel caso di immobili abitati dal proprietario (e quindi imposti in base al
valore locativo) non sono ammessi in deduzione. Simili costi sono considerati
spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia e possono
essere dedotti dal reddito, eccezionalmente, alla condizione che gravino un
contribuente che a sua volta li trasferisce su una o più persone per cui
costituiscono costi di mantenimento effettivi, come si verifica nel caso del
proprietario che cede in locazione un immobile e riceve quale corrispettivo la
pigione oltre all’indennizzo per i costi accessori, ma non quando è il proprietario ad abitare la propria casa, nel quale caso i costi che verrebbero traslati sugli inquilini
non sono di solito compresi nel calcolo del valore locativo (sentenza del
Tribunale federale del 15 luglio 2005, n.2A.683/2004, in ASA 77 p. 161 = StE
2006.
B 25.6 n. 53 = RDAF 2005 II 502 consid. 2.5).
La questione
non merita tuttavia di essere approfondita ulteriormente. Stralciata la fattura
di fr. 10'411.20, gli ulteriori costi fatti valere dal ricorrente
risulterebbero in ogni caso meno vantaggiosi della deduzione forfettaria
proposta dall’autorità di tassazione, anche nell’eventualità in cui il valore locativo
dovesse essere ridotto (v. infra, consid. 3).
3.
3.1.
Come
esposto in narrativa, il ricorrente censura pure il valore locativo tassato di
fr. 30'647.–, che considera quale importo pieno e chiede conseguentemente che
venga ridotto pro rata temporis in funzione della durata della sua
proprietà.
3.2
L’autorità
di tassazione ha in realtà attribuito all’immobile di __________ un valore
locativo pieno di fr. 32'166.–, che ha poi assoggettato pro rata temporis
in capo alle figlie (fr. 1'519.–) e al ricorrente (fr. 30'647.–). La censura di
quest’ultimo appare pertanto priva di ogni fondamento, nella misura in cui
chiede che il reddito dell’immobile sia ridotto in proporzione alla durata
della proprietà.
Dagli
atti dell’incarto fiscale emerge tuttavia che l’importo complessivo di fr.
32'166.– è stato determinato partendo dal 90% del valore di reddito stabilito
dall’Ufficio cantonale di stima, applicando cioè una prassi che, come l’Ufficio
di tassazione non poteva non sapere, era già stata ripetutamente considerata
illegale da questa Camera (cfr. decisione CDT n. 80.2007.173 del 9 maggio 2008, in: RtiD II-2008 n. 3t). In primo luogo poiché il Canton Ticino non rientra nel novero
dei cantoni in cui i valori locativi sono “accertati individualmente” nella
procedura di stima ufficiale degli immobili. Ciò presupporrebbe infatti che la
legge sulla stima ufficiale prevedesse espressamente l’accertamento individuale
non solo del valore di stima in sé ma anche del valore locativo dell’immobile,
come avviene, per esempio, nel Canton Argovia oppure Svitto. In secondo
luogo poiché, anche volendo sostenere che la decisione dell’Ufficio stima, nella misura in cui accerta il valore di reddito, non passa in
giudicato scaduto il termine per impugnarla dinanzi allo stesso Ufficio, ugualmente non vi sarebbero le condizioni perché tale valore possa essere riesaminato
nell’ambito di una procedura di reclamo prima, e di ricorso poi, contro la
decisione di tassazione dell’imposta sul reddito. Nel rispetto delle regole
sull’onere probatorio, non si può pretendere che sia il contribuente a portare
la prova dell’inesattezza del valore locativo indicato nella decisione in questione; quindi, si dovrebbe stabilire a chi competa l’eventuale esame dei reclami e
dei ricorsi contro il valore locativo (Ufficio stima prima e Tribunale di
espropriazione poi oppure Ufficio di tassazione prima e Camera di diritto
tributario poi); inoltre, perché si possa entrare nel merito di un reclamo o di
un ricorso, dovrebbe essere disponibile una decisione motivata.
3.3
Ne viene
che anche il risultato del calcolo in questione è viziato dall’illegalità del
criterio adottato a tal fine. La decisione impugnata è pertanto annullata e gli
atti sono rinviati all’autorità fiscale perché determini il valore locativo
dell’abitazione di vacanza del ricorrente, in modo rispettoso della legge
applicabile e dei principi costituzionali. Sull’importo così ottenuto
determinerà poi l’ammontare delle spese di manutenzione, corrispondenti alla deduzione
forfettaria del 25% prevista dalla legge cantonale.
4.
Visto
l’esito del gravame, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. La
decisione su reclamo del 18 luglio 2012 è annullata e gli atti sono rinviati
all’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna, perché accerti anzitutto il
valore locativo della casa di __________ e successivamente determini la deduzione
forfettaria delle spese di manutenzione.
2. Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di __________.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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