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Decisione

80.2012.169

Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, figlio maggiorenne invalido con rendita AI di 17'000 franchi

16 luglio 2014Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI

1, divorziata, vive a __________ con il figlio maggiorenne __________. Proprietaria

della lussuosa residenza __________ di __________, ricevuta in eredità alla

fine degli anni Sessanta, essa svolge un’attività indipendente quale

albergatrice, mettendo a disposizione di turisti gli appartamenti che

compongono la villa.

B. Nelle dichiarazioni

fiscali 2007 e 2008, la contribuente esponeva un reddito aziendale di,

rispettivamente, fr. 100'260.– (nel 2007) e fr. 126'967.– (nel 2008). Per

quanto ancora qui di interesse, chiedeva inoltre di essere ammessa alla

deduzione di fr. 5'600.–per persona bisognosa a carico, da valere nei confronti

del figlio __________, nato con handicap nel 1975.

C. Notificandole

le tassazioni IC/IFD 2007 e 2008, con decisioni del 29 giugno 2011, l’Ufficio

di tassazione di Lugano Città commisurava il reddito aziendale in, rispettivamente,

fr. 137'200.– (nel 2007) e fr. 127'000.– (nel 2008). Nella motivazione allegata

alla tassazione 2007, l’autorità spiegava di avere rettificato il valore dichiarato

“sulla base degli elementi noti (…), delle indicazioni fornite dal contribuente

o dei coefficienti d’utile medio validi per aziende del ramo e facenti parte

della realtà locale”.

Negava

infine la postulata deduzione sociale per persona bisognosa a carico, ritenendo

che non ne fossero adempiuti i presupposti.

D. La

contribuente, rappresentata dalla RA 1, impugnava le suddette decisioni, con reclami

del 1° luglio 2011.

La

reclamante ribadiva in primo luogo la deduzione di fr. 5'600.– per persona bisognosa

a carico. In relazione alla sola tassazione 2007, contestava inoltre la rivalutazione

del reddito aziendale, sostenendo che la sua attività alberghiera era “appena

sufficiente alla copertura degli interessi ipotecari gravanti l’intera proprietà”.

E. Con

scritti del 2 maggio e dell’8 giugno 2012, l’autorità di tassazione si

rivolgeva direttamente alla rappresentante della contribuente, sottoponendole

un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2007 (dal quale emergeva un

ammanco finanziario di oltre 37'000 franchi) e invitandola a prendere posizione.

In

assenza di risposta, con raccomandata del 14 giugno 2012, l’autorità rinnovava

l’invito a presentare osservazioni, con l’avvertenza che in caso contrario

avrebbe deciso il reclamo d’ufficio, sulla base dei soli atti a sua

disposizione. Anche quest’ultimo scritto rimaneva inevaso.

F. Il

successivo 18 luglio 2012, l’autorità di tassazione respingeva i reclami, con

la seguente motivazione:

Constato che

a fronte delle richieste di documenti e informazioni del 2 maggio 2012, dell’8

giugno 2012 (richieste fatte per e-mail) e del 14 giugno 2012 (richiesta fatta

per lettera raccomandata – Diffida) oltre alle varie telefonate fatte, il tutto

per il tramite della rappresentante della contribuente – RA 1, nulla è stato

fatto; richiamate le comminatorie indicate nella corrispondenza e le disposizioni

in materia di obblighi procedurali previsti dalla legge, si conclude nel

pronunciare che il reclamo non è ammesso.

G. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la

concessione della deduzione sociale per persona bisognosa a carico, negatale dall’Ufficio

di tassazione. Essa afferma che il figlio __________ percepisce unicamente un

reddito lordo di circa 3'000 franchi dalla Fondazione __________ di __________,

che non gli permette di provvedere al proprio fabbisogno.

In

relazione alla sola tassazione 2007, la ricorrente chiede inoltre che il

reddito aziendale tassato nel 2007 venga riportato al valore dichiarato di fr. 100'260.–,

sottolineando in particolar modo di condurre una vita

“estremamente spartana” e di aver fatto fronte ai propri bisogni di liquidità

grazie all’eredità della madre __________ e alla vendita di mobilio domestico.

Diritto

1. 1.1.

Come

esposto in narrativa, una prima contestazione riguarda la mancata concessione

della deduzione per persona bisognosa a carico, che la ricorrente ha richiesto nei

confronti del figlio __________ (nato nel 1972), con il quale vive.

1.2.

Per

l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per

sostentamento di un importo da 5'600 franchi a 10'900 franchi (10'800 franchi

nel 2007) al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in

Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,

al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo

di almeno 5'600 franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i

figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

Analogamente,

per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la

deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100 franchi per ogni persona

totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui

sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo

della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli

per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

1.3.

Secondo la

lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la

persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla

definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni

sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta

sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere

limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,

malattia, infortunio (cfr. per esempio l’art. 4 LAI) o comunque, più in

generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

La

dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una

capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente

fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera

età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge

und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000,

p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona

adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in

quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere

dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri

motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20

febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

1.4.

Oltre al

requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività

lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la

concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita

non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al

proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga

almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;

inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.

11t).

Per

stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa

Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera di esecuzione

e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15

settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491). In altre

parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e

non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno

se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede

calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici,

come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza

imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna

pone questo limite a 16'000 franchi di reddito netto o a 50'000 franchi di sostanza

netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a 13'000 franchi di reddito netto e a

46'000 franchi di sostanza imponibile per le persone sole e a 19'000 franchi di

reddito netto e a 92'000 franchi di sostanza imponibile per le persone

coniugate (Locher, Kommentar zum

DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).

1.5.

Nel caso

in esame, l’Ufficio di tassazione ha negato alla contribuente la postulata

deduzione per persona bisognosa a carico, in difetto del secondo requisito

dello stato di bisogno. Nel primo scritto del 2 maggio 2012, trasmesso per posta

elettronica all’indirizzo della RA 1, l’autorità affermava chiaramente che la

deduzione non era stata concessa “considerato che il figlio ha conseguito

redditi sufficienti per far fronte al proprio fabbisogno, come risulta dalle

tassazioni 2007 e 2008 dello stesso”.

In

effetti, in entrambi i periodi fiscali in discussione, il figlio della

ricorrente ha potuto beneficiare di una rendita AI di fr. 17'676.–, cui va

ancora aggiunto un reddito di, rispettivamente, fr. 2'888.– (nel 2007) e fr.

3'165.– (nel 2008) dalla Fondazione __________ di __________, presso la

quale svolge attività diurna. Aldilà del singolo caso e pur rispettando

l’attività di supporto morale e materiale che la ricorrente presterà quotidianamente

a favore del figlio disabile, ciò basta a confermare la decisione

dell’autorità di tassazione. Proprio perché il giovane rientra nel campo

di applicazione della LAI, spetta primariamente all’assicurazione contro

l’invalidità far sì che non cada nell’indigenza, se del caso con l’aiuto di

prestazioni complementari.

Come questa Camera ha già

avuto modo di concludere in una recente sentenza del 23 maggio 2011 (inc. CDT 80.2011.45),

si deve ritenere che un figlio maggiorenne che beneficia di una rendita di

invalidità intorno ai 18'000 franchi non sia più bisognoso, secondo i minimi di

esistenza calcolati con le tabelle della Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello, almeno fintantoché vive nella stessa comunione domestica

dei genitori. Alla stessa conclusione si giungerebbe anche

volendo optare per un criterio maggiormente schematico. Sull’esempio di quanto

fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito

al di sopra del quale il bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr.

16'000.– e addirittura fr. 13'000.–, il figlio della ricorrente non andrebbe

comunque giudicato indigente, potendo usufruire di una rendita AI e di un

reddito da attività lucrativa dipendente ben superiori.

1.6.

Su questo

punto, il ricorso va conseguentemente respinto.

Considerandi

2.

2.1.

Una

seconda censura concerne il reddito aziendale tassato nel 2007. L’autorità fiscale,

come visto, lo ha stimato in fr. 137'200.–, mentre la ricorrente chiede che venga

riportato al valore dichiarato di fr. 100'260.–. In particolare, essa

contesta il calcolo delle entrate e delle uscite allestito dall’autorità, sottolineando

di condurre una vita “estremamente spartana” e di aver fatto

fronte ai propri bisogni di liquidità grazie all’eredità della madre __________

e alla vendita di mobilio domestico.

2.2

Nella

procedura fiscale vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio.

L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti

fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte

le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere

in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai

contribuenti (decisione TF n.2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche Berger, Voraussetzungen

und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). In applicazione analogica del principio previsto dall’art. 8 CC,

l’onere probatorio è ripartito nel senso che all’autorità fiscale compete la

prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del

contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito fiscale

(ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

All’interno

della collaborazione che il contribuente deve prestare per consentire una

tassazione esatta e completa (art. 200 LT; art. 126

cpv. 1 LIFD), dai semplici diritti procedurali occorre tuttavia

distinguere quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura

di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2a ediz., Basilea/Ginevra/ Monaco 2002, Vol. I/1, n. 2 ad art. 42

LAID, p. 726). L’onere probatorio deve allora essere posto a carico del contribuente

anche quando egli tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento della

fattispecie fiscalmente rilevante (Schär,

Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.

435).

2.3

Secondo

l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di

tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione

coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi

obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il

motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e

indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; 132 cpv. 3 LIFD), per

cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare

la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la

stessa è manifestamente inesatta.

2.4

Tornando

al caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Città ha commisurato per

apprezzamento il reddito aziendale della ricorrente in fr. 137'200.–, aggiungendo

all’utile dichiarato l’ammanco finanziario risultante dal calcolo delle entrate

e delle uscite dell’anno 2007.

Sin dal

principio, l’autorità fiscale ha però rinunciato ad intraprendere una tassazione

d’ufficio, perlomeno nel ristretto senso contemplato dagli articoli 204 cpv. 2

LT e 130 cpv. 2 LIFD, omettendo di indicare nei rimedi giuridici l’esistenza

dei requisiti posti dagli articoli 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e le

conseguenze in caso di inottemperanza. Questa Camera non può quindi sottrarsi

da un esame della legittimità dell’apprezzamento operato dall’autorità

di tassazione, cui spettava l’onere di provare la plausibilità dei fatti che

l’autorizzavano ad aumentare l’onere fiscale dei ricorrenti (Oberson, Droit fiscal suisse, 3a

ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2007, § 22 n. 9 p. 443).

2.5

Come

anticipato sopra, l’autorità di tassazione ha basato la propria valutazione sul

calcolo delle entrate e delle uscite del periodo fiscale litigioso, giungendo

alla conclusione che la ricorrente dovesse avere conseguito ulteriori redditi,

ed in particolare che l’utile della sua attività alberghiera ammontasse a fr.

137'200.– in luogo del valore dichiarato di fr. 100'260.–. Il calcolo stabilito dall’autorità è il seguente:

Entrate

Uscite

Attivi

ET 7'483 64'582

57'099

AA 200'000 200'000

Passivi

ED 3'050'000 3'025'000

25'000

Redditi

RA

100'260

Rendite

27'914

Reddito e pensioni figlio

20'000

Eredità

45'000

Oneri:

CM

5'000

CM figlio

366.

INT

100'741

Spese mediche

4'502

Spese professionali figlio

1'500

Minimo vitale

15'000

Fabbisogno figlio

15'000

Imposte

100.

Spese immobile

1'500

Spese ET

29.

Totale entrate/uscite

188'674

225'837

Disponibilità annua

-37'163

2.6

Per

costante giurisprudenza, questa Camera ha sempre considerato legittimo integrare

i redditi dichiarati dal contribuente con un reddito che corrisponda al suo tenore

di vita, perlomeno nel caso in cui gli introiti dichiarati da quest’ultimo

apparissero manifestamente insufficienti al suo mantenimento. In linea con il medesimo

principio non può che essere considerato legittimo integrare i redditi

dichiarati dai contribuenti quando gli stessi non coprano manifestamente le

spese necessarie al suo sostentamento ed al suo tenore di vita.

Un raffronto delle entrate e delle uscite rappresenta un ausilio

senz’altro importante, se non addirittura decisivo, per determinare il tenore

di vita di un contribuente, così come l’evoluzione del suo patrimonio. Nel caso di specie non può passare

inosservato l’importante aumento dell’elenco titoli, che

nel giro di un solo anno si sono ottuplicati, fino a raggiungere l’importo di

fr. 64'582.–. In particolare, il conto corrente di __________ ha registrato un incremento

di quasi 44'000 franchi (saldo iniziale: fr. 6'469.–; saldo finale: fr.

50'457.–), di poco superiore alla somma ricevuta in eredità dalla madre. Tale

circostanza andava senz’altro approfondita, invitando la contribuente a

produrre non soltanto i saldi delle relazioni bancarie intrattenute con __________

e __________, ma anche tutte le movimentazioni dell’anno. Se l’eredità fosse

realmente confluita sui conti bancari dichiarati, non si giustificherebbe

infatti un suo computo fra le uscite del periodo fiscale e non risulterebbe

conseguentemente alcun ammanco finanziario tale da giustificare una ripresa del

reddito aziendale. Se, per contro, non dovesse esserci alcuna traccia

dell’asserita eredità, la stessa andrebbe ulteriormente verificata

dall’autorità di tassazione. Trattandosi di un capitale proveniente dall’estero

(la defunta madre era domiciliata in __________), che per sua natura impone un

maggiore rigore d’indagine e, soprattutto, elevate esigenze

probatorie, l’autorità dovrebbe in questo caso invitare la ricorrente a produrre

la necessaria documentazione atta a comprovare l’apertura della successione in __________

e il suo reale conseguimento, avvertendola che diversamente l’intero importo di

fr. 40'500.– andrebbe esposto alla stregua di un elemento

di reddito imponibile. A tale riguardo, si aggiunga infine che la ventilata

possibilità di giustificare l’eventuale ammanco finanziario con la vendita di

mobilio domestico si palesa già a prima vista priva di ogni fondamento, in assenza

della benché minima prova.

2.7

Alla luce

delle considerazioni che precedono, a questa Camera non resta quindi che

annullare la decisione impugnata in materia di IC/IFD 2007 e rinviare gli atti

all’autorità di tassazione per una nuova decisione motivata, dopo avere

esperito i necessari accertamenti.

3.

In

conclusione, l’esito del ricorso è differenziato. Il gravame è respinto per

quanto attiene alla mancata concessione della deduzione sociale per persona

bisognosa. Limitatamente alla definizione del reddito aziendale della

contribuente, la decisione su reclamo del 18 luglio 2012 in materia di IC/IFD 2007 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione.

Ciò si

riflette anche sull’attribuzione delle spese processuali, poste a carico della ricorrente

nella misura di un mezzo.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. 1.1. Il

ricorso è respinto per quanto attiene alla mancata concessione della deduzione

sociale per persona bisognosa.

1.2. La

decisione su reclamo del 18 luglio 2012 in materia di IC/IFD 2007 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione in relazione alla definizione del reddito aziendale

della contribuente.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 600.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un

totale di fr. 680.–

sono a

carico della ricorrente in ragione di un mezzo (fr. 340.–).

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

-;

-;

-;

-.

Copia per

conoscenza:

- municipio

di __________.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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