80.2012.23
Deduzioni: figli a carico, figlio maggiorenne non più agli studi alla fine del periodo fiscale, nessuna deduzione
9 luglio 2012Italiano15 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
80.2012.23
Data decisione, Autorità:
09.07.2012, CDT
Titolo:
Deduzioni: figli a carico, figlio maggiorenne non più agli studi alla fine del periodo fiscale, nessuna deduzione
DEDUZIONE SOCIALE
art. 34 cpv. 1 let. a LT
art. 34 cpv. 3 LT
Incarti n.
80.2012.23
80.2012.24
Lugano
9 luglio 2012
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Antonio Saredo-Parodi
parti
RI 1
RI 2
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 23 gennaio 2012 contro la decisione del 21
dicembre 2012 in materia di IC e IFD 2010.
Fatti
A. RI 1,
di professione direttore della __________ a __________, è coniugato con RI 2.
Con loro vive la figlia della moglie, __________, nata nel 1989. Il figlio del
marito, __________, nato il 1990, vive invece con la madre a __________.
Nella
dichiarazione fiscale 2010, i contribuenti chiedevano di essere ammessi alla deduzione
sociale per due persone bisognose a carico, in relazione ai due figli __________
e __________.
B. Notificando
loro la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 23 novembre 2011, l’Ufficio
di tassazione di Lugano Campagna riconosceva le seguenti deduzioni sociali:
·
a livello cantonale, l’importo complessivo di
fr. 10'900.– a titolo di “deduzione per ogni figlio a carico”, spiegando nella
motivazione allegata che la deduzione era stata concessa “in ragione del 50%
per ciascun figlio”;
·
a livello federale, l’importo di fr. 6'100.– a
titolo di “deduzione per ogni figlio a carico” e un ulteriore importo di fr.
6'100.– a titolo di “deduzione per ogni persona a carico”, adducendo che
quest’ultimo era stato concesso in relazione alla figlia __________, “la quale
è ancora mantenuta nella misura del 50% dal contribuente e la stessa abita
ancora nell’immobile di __________”.
C. I
contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 21 novembre
2011, nel quale sottolineavano in particolar modo che entrambi i figli andavano
considerati persone bisognose a carico avendo nel frattempo terminato la loro
rispettiva formazione scolastica: il figlio __________ aveva studiato “sino a
luglio 2010 e poi […] svolto il servizio civile”, mentre la figlia __________
aveva intrapreso un’attività indipendente a __________.
D. L’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 21 dicembre 2011, così motivata:
“[…]considerato che il figlio __________,
convivente con la di lui madre fuori cantone ha terminato gli studi nel corso
del periodo fiscale e che per il suo mantenimento il contribuente ha versato
CHF 2'350.– mensili fino all’ottenimento della maturità e CHF 1'300.– mensili
durante il resto del periodo fiscale nel quale lo stesso ha assolto il servizio
civile, […] si riconferma la deduzione per figlio agli studi e non può di
conseguenza essera ammessa la deduzione per persone bisognose a carico;
constatato
che la figlia Arianna, precedentemente terminata la formazione professionale,
ha intrapreso, nel corso del periodo fiscale, un’attività indipendente
consumando parte dei capitali precedentemente detenuti e dichiarando una
perdita d’esercizio […] è rilevabile nel caso la carenza dell’aspetto oggettivo
dell’incapacità totale o parziale all’esercizio di un’attività lucrativa in quanto
la figlia ha scelto di intraprendere un’attività indipendente nell’incertezza
di conseguire redditi sufficienti […]”
E. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1RI 2
postulano nuovamente la concessione per entrambi i figli della deduzione per
persone bisognose a carico, sostenendo che la decisione dell’autorità di tassazione
si baserebbe su un’interpretazione cantonale delle disposizioni in discussione,
contraria alla prassi e alla giursprudenza di altri Cantoni.
Diritto
1. 1.1.
Per
l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni
figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 10'900.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 6'100.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum
Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p.
149).
Per
figli a carico si intendono i figli minorenni e quelli a tirocinio o agli studi
fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede (cfr. Circolare n. 18/2009 della Divisione
delle contribuzioni, cifra 2.).
1.2.
Per
quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 213 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo
la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 209 LIFD) o dell’assoggettamento”.
Con il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n.
69 ad art. 35 LIFD, p. 885).
Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel singolo caso un
contribuente possa essere avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è
possibile conseguire un’imposizione assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una
disciplina legale non comporti ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 111, con riferimento a
DTF 120 Ia 337).
1.3.
Nel caso
in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha dato prova di una certa
generosità, riconoscendo ai contribuenti la deduzione sociale per figli a
carico di fr. 10'900.– per l’IC e di fr. 6'100.– per l’IFD, malgrado alla data
determinante del 31 dicembre 2010 sia il figlio __________ (nato nel 1990) sia
la figlia __________ (nata nel 1989) avessero ormai terminato la loro
formazione scolastica.
Come
confermato dagli stessi ricorrenti, infatti, il figlio __________ ha studiato
sino al mese di luglio 2010, dopodiché ha svolto servizio civile; la figlia __________,
a partire dal mese di maggio 2010, ha invece intrapreso una non meglio
specificata attività indipendente a __________.
1.4.
Dalle osservazioni al
ricorso presentate il 1° febbraio 2012 dall’Ufficio di tassazione, risulta che
la deduzione per figlio a carico di fr. 10'900.- era stata riconosciuta per il
fatto che non erano deducibili gli alimenti (pari a fr. 23'272.-), versati dai
contribuenti a favore del figlio __________, durante il periodo fiscale in questione.
Anche se i ricorrenti hanno provveduto al sostentamento del figlio __________
durante l’anno, il momento determinante per valutare la situazione che
giustifica il riconoscimento delle deduzioni sociali è, come visto, l’ultimo
giorno dell’anno (cfr. anche la sentenza n. 80.2008.37 del 30 luglio 2009). È
dunque evidente che l’autorità fiscale ha avantaggiato i ricorrenti, ammettendo
una deduzione sociale cui non avevano diritto.
Considerandi
2.
2.1.
Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione
per sostentamento di un importo da 5'600.- a 10'900.- franchi al massimo, dal
reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600.-
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede
la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.- franchi per ogni
persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,
al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli
almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge
e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
2.2
Come
risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è
ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della
deduzione (decisione CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995,
p. 149; Circolare n. 18/2009 della
Divisione delle contribuzioni, cifra 3.1, p. 5). Se l’aiuto non raggiunge
almeno l’importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere
concessa una deduzione ridotta (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 50 ad art. 213 LIFD, p. 1647; Baumgartner,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht,
Vol. I/2a, 2ª ediz., Basilea 2008, n. 28 ad art. 213 LIFD, p. 589). In
altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono
irrilevanti per la deduzione stessa (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p.
196).
2.3
Diversamente dalla LIFD,
la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la deduzione
sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente incapace di
esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, è
residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. b LT; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4169
del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).
2.4
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude
alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di
impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la
giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta
come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i
propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure
di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza
di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve
essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per
altri motivi oggettivi e duraturi (Richner/Frei/
Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 70 ad art. 213 LIFD, p. 1651; inoltre
decisione CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
2.5
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
op. cit., p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t).
Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa
Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita
dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n.
80.95.122
del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p.
491).
In altre
parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e
non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda
nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che
richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più
schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o
di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il
Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr.
50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di
reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a
fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le
persone coniugate (Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,
op. cit., n. 66 ad art. 213 LIFD, p. 1650; Locher, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel
2001, p. 883).
2.6
La deduzione per persone bisognose a carico può infine essere concessa solo nella misura in cui la
capacità economica del contribuente che la fa valere sia effettivamente diminuita
dalle spese sostenute. La funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio quella di tener conto della situazione economica personale del contribuente, al fine di
avvicinarsi il più possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des
Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre
1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Trattandosi
di un elemento che concorre ad escludere o ridurre il debito verso l’erario,
l’onere della prova dei costi assunti a favore della persona bisognosa incombe
di principio al contribuente (Jacques,
in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 45 ad art. 213 LIFD, p. 1689).
3.
3.1.
La deduzione per persone
bisognose non può essere fatta valere per i figli per i quali è già stata
accordata la deduzione in base agli art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 213 cpv.
1.
lett. a LIFD. È quindi immediatamente evidente che
nei confronti del figlio __________, che già ha potuto beneficiare di una
deduzione per figli a carico sia a livello cantonale sia a livello federale, la
questione di un’ulteriore deduzione sociale nemmeno si pone.
3.2
Per
quanto concerne invece la figlia __________, nella motivazione allegata alla
decisione qui impugnata, l’Ufficio di tassazione ha correttamente evidenziato
l’assenza del presupposto oggettivo dell’incapacità, totale o parziale,
all’esercizio di un’attività lucrativa.
Poco
importa se il primo esercizio contabile della non meglio precisata attività indipendente
si sia concluso con una perdita. Il fatto stesso che la figlia abbia aperto una
sua attività dimostra inequivocabilmente che la stessa è una persona capace di
esercitare un’attività lucrativa. Si aggiunga inoltre che alla fine del periodo
fiscale qui in esame la figlia __________ disponeva di titoli e capitali per
fr. 79'735.–, oltre a una sostanza netta investita in società di persone di fr.
96'430.– (cfr. decisione di tassazione IC 2010 del 23 giugno 2011), ciò che già
a prima vista contrasta con il requisito dello stato di bisogno (cfr. punto
2.5
).
3.3
Malgrado
la suddetta motivazione, nel calcolare l’imposta federale diretta, l’Ufficio di
tassazione ha nuovamente confermato in deduzione l’importo di fr. 6'100.–, a
titolo di “deduzione per ogni persona a carico”. Anche in questo caso,
l’autorità fiscale ha ammesso delle deduzioni sociali, cui i contribuenti in
realtà non avrebbero avuto diritto alcuno. La decisione impugnata si palesa
pertanto più che generosa nei confronti dei ricorrenti.
4.
Come
visto, l’Ufficio di tassazione ha concesso ben due deduzioni cui i ricorrenti
non avevano diritto.
Si
prospetterebbe pertanto una riforma della decisione su reclamo in sfavore dei
ricorrenti, non prima però di averli avvertiti in ossequio al loro diritto di
essere sentiti.
In una
recente sentenza in materia di IFD, il Tribunale federale ha ribadito che una commissione cantonale di ricorso può procedere ad una reformatio
in peius, benché il ricorrente abbia ritirato il suo ricorso, quando la
decisione attaccata è manifestamente incompatibile con le norme giuridiche da
applicare ed un adattamento si impone senz’altro alla luce dell’esame della questione
controversa (decisione TF n.2A.408/2002 del 13 febbraio 2004, in: ASA 75 p.
159). In contrasto con il principio di un’armonizzazione verticale in materia
di ricorso, l’art. 228 cpv. 3 LT stabilisce invece che il ricorrente ha la facoltà di ritirare il ricorso in ogni momento. In teoria, potrebbe
dunque accadere che questa Camera intraprenda la reformatio in peius per
l’imposta federale diretta e che accetti invece il ritiro del ricorso per
quanto concerne l’imposta cantonale (Pedroli, Novità e tendenze legislative nel campo del diritto tributario,
in: RDAT II-2004, p. 475).
In
concreto, tale questione può essere lasciata aperta. Per ragioni di economia processuale,
questa Camera rinuncia infatti a riformare a sfavore dei ricorrenti la decisione
qui impugnata.
5.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di
giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 580.–
sono a
carico dei ricorrenti.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
- __________;
-;
-;
-;
-.
1. Amm.
federale delle contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65,
3003 Berna
2. PI 2
Copia per
conoscenza:
- municipio
di.
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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