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Decisione

80.2012.23

Deduzioni: figli a carico, figlio maggiorenne non più agli studi alla fine del periodo fiscale, nessuna deduzione

9 luglio 2012Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1,

di professione direttore della __________ a __________, è coniugato con RI 2.

Con loro vive la figlia della moglie, __________, nata nel 1989. Il figlio del

marito, __________, nato il 1990, vive invece con la madre a __________.

Nella

dichiarazione fiscale 2010, i contribuenti chiedevano di essere ammessi alla deduzione

sociale per due persone bisognose a carico, in relazione ai due figli __________

e __________.

B. Notificando

loro la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 23 novembre 2011, l’Ufficio

di tassazione di Lugano Campagna riconosceva le seguenti deduzioni sociali:

·

a livello cantonale, l’importo complessivo di

fr. 10'900.– a titolo di “deduzione per ogni figlio a carico”, spiegando nella

motivazione allegata che la deduzione era stata concessa “in ragione del 50%

per ciascun figlio”;

·

a livello federale, l’importo di fr. 6'100.– a

titolo di “deduzione per ogni figlio a carico” e un ulteriore importo di fr.

6'100.– a titolo di “deduzione per ogni persona a carico”, adducendo che

quest’ultimo era stato concesso in relazione alla figlia __________, “la quale

è ancora mantenuta nella misura del 50% dal contribuente e la stessa abita

ancora nell’immobile di __________”.

C. I

contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 21 novembre

2011, nel quale sottolineavano in particolar modo che entrambi i figli andavano

considerati persone bisognose a carico avendo nel frattempo terminato la loro

rispettiva formazione scolastica: il figlio __________ aveva studiato “sino a

luglio 2010 e poi […] svolto il servizio civile”, mentre la figlia __________

aveva intrapreso un’attività indipendente a __________.

D. L’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 21 dicembre 2011, così motivata:

“[…]considerato che il figlio __________,

convivente con la di lui madre fuori cantone ha terminato gli studi nel corso

del periodo fiscale e che per il suo mantenimento il contribuente ha versato

CHF 2'350.– mensili fino all’ottenimento della maturità e CHF 1'300.– mensili

durante il resto del periodo fiscale nel quale lo stesso ha assolto il servizio

civile, […] si riconferma la deduzione per figlio agli studi e non può di

conseguenza essera ammessa la deduzione per persone bisognose a carico;

constatato

che la figlia Arianna, precedentemente terminata la formazione professionale,

ha intrapreso, nel corso del periodo fiscale, un’attività indipendente

consumando parte dei capitali precedentemente detenuti e dichiarando una

perdita d’esercizio […] è rilevabile nel caso la carenza dell’aspetto oggettivo

dell’incapacità totale o parziale all’esercizio di un’attività lucrativa in quanto

la figlia ha scelto di intraprendere un’attività indipendente nell’incertezza

di conseguire redditi sufficienti […]”

E. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1RI 2

postulano nuovamente la concessione per entrambi i figli della deduzione per

persone bisognose a carico, sostenendo che la decisione dell’autorità di tassazione

si baserebbe su un’interpretazione cantonale delle disposizioni in discussione,

contraria alla prassi e alla giursprudenza di altri Cantoni.

Diritto

1. 1.1.

Per

l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni

figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui

sostentamento il contribuente provvede, 10'900.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 6'100.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum

Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p.

149).

Per

figli a carico si intendono i figli minorenni e quelli a tirocinio o agli studi

fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede (cfr. Circolare n. 18/2009 della Divisione

delle contribuzioni, cifra 2.).

1.2.

Per

quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 213 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo

la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 209 LIFD) o dell’assoggettamento”.

Con il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im

schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n.

69 ad art. 35 LIFD, p. 885).

Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel singolo caso un

contribuente possa essere avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è

possibile conseguire un’imposizione assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una

disciplina legale non comporti ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 111, con riferimento a

DTF 120 Ia 337).

1.3.

Nel caso

in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha dato prova di una certa

generosità, riconoscendo ai contribuenti la deduzione sociale per figli a

carico di fr. 10'900.– per l’IC e di fr. 6'100.– per l’IFD, malgrado alla data

determinante del 31 dicembre 2010 sia il figlio __________ (nato nel 1990) sia

la figlia __________ (nata nel 1989) avessero ormai terminato la loro

formazione scolastica.

Come

confermato dagli stessi ricorrenti, infatti, il figlio __________ ha studiato

sino al mese di luglio 2010, dopodiché ha svolto servizio civile; la figlia __________,

a partire dal mese di maggio 2010, ha invece intrapreso una non meglio

specificata attività indipendente a __________.

1.4.

Dalle osservazioni al

ricorso presentate il 1° febbraio 2012 dall’Ufficio di tassazione, risulta che

la deduzione per figlio a carico di fr. 10'900.- era stata riconosciuta per il

fatto che non erano deducibili gli alimenti (pari a fr. 23'272.-), versati dai

contribuenti a favore del figlio __________, durante il periodo fiscale in questione.

Anche se i ricorrenti hanno provveduto al sostentamento del figlio __________

durante l’anno, il momento determinante per valutare la situazione che

giustifica il riconoscimento delle deduzioni sociali è, come visto, l’ultimo

giorno dell’anno (cfr. anche la sentenza n. 80.2008.37 del 30 luglio 2009). È

dunque evidente che l’autorità fiscale ha avantaggiato i ricorrenti, ammettendo

una deduzione sociale cui non avevano diritto.

Considerandi

2.

2.1.

Per

l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione

per sostentamento di un importo da 5'600.- a 10'900.- franchi al massimo, dal

reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o

parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento

il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600.-

franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

Analogamente,

per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede

la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.- franchi per ogni

persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,

al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli

almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge

e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

2.2

Come

risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è

ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della

deduzione (decisione CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995,

p. 149; Circolare n. 18/2009 della

Divisione delle contribuzioni, cifra 3.1, p. 5). Se l’aiuto non raggiunge

almeno l’importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere

concessa una deduzione ridotta (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 50 ad art. 213 LIFD, p. 1647; Baumgartner,

in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht,

Vol. I/2a, 2ª ediz., Basilea 2008, n. 28 ad art. 213 LIFD, p. 589). In

altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono

irrilevanti per la deduzione stessa (Bosshard/Bosshard/Lüdin,

Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p.

196).

2.3

Diversamente dalla LIFD,

la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la deduzione

sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente incapace di

esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, è

residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. b LT; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4169

del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).

2.4

Secondo la lettera sia

della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude

alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni

sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta

sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere

limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,

malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di

impedimenti di ordine fisico o psichico.

La dottrina e la

giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta

come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i

propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin,

op. cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure

di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza

di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve

essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per

altri motivi oggettivi e duraturi (Richner/Frei/

Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 70 ad art. 213 LIFD, p. 1651; inoltre

decisione CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

2.5

Oltre al requisito della

parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge

subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione

all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e

di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che

abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della

deduzione (Agner/Jung/Steinmann,

op. cit., p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:

RDAT I-1996 n. 11t).

Per

stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa

Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita

dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n.

80.95.122

del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p.

491).

In altre

parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e

non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda

nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che

richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più

schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o

di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il

Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr.

50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di

reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a

fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le

persone coniugate (Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,

op. cit., n. 66 ad art. 213 LIFD, p. 1650; Locher, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel

2001, p. 883).

2.6

La deduzione per persone bisognose a carico può infine essere concessa solo nella misura in cui la

capacità economica del contribuente che la fa valere sia effettivamente diminuita

dalle spese sostenute. La funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio quella di tener conto della situazione economica personale del contribuente, al fine di

avvicinarsi il più possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des

Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre

1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).

Trattandosi

di un elemento che concorre ad escludere o ridurre il debito verso l’erario,

l’onere della prova dei costi assunti a favore della persona bisognosa incombe

di principio al contribuente (Jacques,

in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 45 ad art. 213 LIFD, p. 1689).

3.

3.1.

La deduzione per persone

bisognose non può essere fatta valere per i figli per i quali è già stata

accordata la deduzione in base agli art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 213 cpv.

1.

lett. a LIFD. È quindi immediatamente evidente che

nei confronti del figlio __________, che già ha potuto beneficiare di una

deduzione per figli a carico sia a livello cantonale sia a livello federale, la

questione di un’ulteriore deduzione sociale nemmeno si pone.

3.2

Per

quanto concerne invece la figlia __________, nella motivazione allegata alla

decisione qui impugnata, l’Ufficio di tassazione ha correttamente evidenziato

l’assenza del presupposto oggettivo dell’incapacità, totale o parziale,

all’esercizio di un’attività lucrativa.

Poco

importa se il primo esercizio contabile della non meglio precisata attività indipendente

si sia concluso con una perdita. Il fatto stesso che la figlia abbia aperto una

sua attività dimostra inequivocabilmente che la stessa è una persona capace di

esercitare un’attività lucrativa. Si aggiunga inoltre che alla fine del periodo

fiscale qui in esame la figlia __________ disponeva di titoli e capitali per

fr. 79'735.–, oltre a una sostanza netta investita in società di persone di fr.

96'430.– (cfr. decisione di tassazione IC 2010 del 23 giugno 2011), ciò che già

a prima vista contrasta con il requisito dello stato di bisogno (cfr. punto

2.5

).

3.3

Malgrado

la suddetta motivazione, nel calcolare l’imposta federale diretta, l’Ufficio di

tassazione ha nuovamente confermato in deduzione l’importo di fr. 6'100.–, a

titolo di “deduzione per ogni persona a carico”. Anche in questo caso,

l’autorità fiscale ha ammesso delle deduzioni sociali, cui i contribuenti in

realtà non avrebbero avuto diritto alcuno. La decisione impugnata si palesa

pertanto più che generosa nei confronti dei ricorrenti.

4.

Come

visto, l’Ufficio di tassazione ha concesso ben due deduzioni cui i ricorrenti

non avevano diritto.

Si

prospetterebbe pertanto una riforma della decisione su reclamo in sfavore dei

ricorrenti, non prima però di averli avvertiti in ossequio al loro diritto di

essere sentiti.

In una

recente sentenza in materia di IFD, il Tribunale federale ha ribadito che una commissione cantonale di ricorso può procedere ad una reformatio

in peius, benché il ricorrente abbia ritirato il suo ricorso, quando la

decisione attaccata è manifestamente incompatibile con le norme giuridiche da

applicare ed un adattamento si impone senz’altro alla luce dell’esame della questione

controversa (decisione TF n.2A.408/2002 del 13 febbraio 2004, in: ASA 75 p.

159). In contrasto con il principio di un’armonizzazione verticale in materia

di ricorso, l’art. 228 cpv. 3 LT stabilisce invece che il ricorrente ha la facoltà di ritirare il ricorso in ogni momento. In teoria, potrebbe

dunque accadere che questa Camera intraprenda la reformatio in peius per

l’imposta federale diretta e che accetti invece il ritiro del ricorso per

quanto concerne l’imposta cantonale (Pedroli, Novità e tendenze legislative nel campo del diritto tributario,

in: RDAT II-2004, p. 475).

In

concreto, tale questione può essere lasciata aperta. Per ragioni di economia processuale,

questa Camera rinuncia infatti a riformare a sfavore dei ricorrenti la decisione

qui impugnata.

5.

Il ricorso è conseguentemente respinto.

Tassa di

giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 500.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un

totale di fr. 580.–

sono a

carico dei ricorrenti.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

- __________;

-;

-;

-;

-.

1. Amm.

federale delle contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65,

3003 Berna

2. PI 2

Copia per

conoscenza:

- municipio

di.

per la Camera di diritto tributario

del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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