80.2013.274
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, madre con rendita AVS di 19'000 franchi che ha rinunciato ad un usufrutto
25 aprile 2014Italiano9 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
80.2013.274
Data decisione, Autorità:
25.04.2014, CDT
Titolo:
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, madre con rendita AVS di 19'000 franchi che ha rinunciato ad un usufrutto
DEDUZIONE SOCIALE
art. 213 cpv. 1 let. b LIFD
art. 34 cpv. 1 let. b LT
Incarti n.
80.2013.274
80.2013.275
Lugano
25 aprile
2014
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 31 ottobre 2013 contro la decisione del 2
ottobre 2013 in materia di IC e IFD 2012.
Fatti
A. RI 1,
nubile, vive a __________ con la mamma (__________, nata nel 1946, divorziata)
e il fratello minore (__________).
Nella
dichiarazione fiscale 2012, la contribuente chiedeva di essere ammessa alla
deduzione per persona bisognosa a carico di fr. 5'700.–, spiegando nelle osservazioni
allegate che sua madre percepiva unicamente una rendita AVS di fr. 19'128.– e
“giocoforza, deve essere aiutata sia dalla sottoscritta, sia da mio fratello __________”.
B. Notificandole
la tassazione IC/IFD 2012, con decisione dell’11 settembre 2013, l’Ufficio di
tassazione di Lugano Campagna negava la postulata deduzione per persona
bisognosa a carico, “difettando i requisiti di legge”.
C. La
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 17 settembre
2013, nel quale sottolineava di prendersi a carico il premio della cassa malati
di sua madre (fr. 5'015.– + spese di partecipazione) e le spese di
riscaldamento.
L’Ufficio
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 2 ottobre 2013 così
motivata:
La deduzione
è ammessa solo se la persona assistita è effettiva e raggiunge almeno l’importo
della deduzione prevista dalla legge. Considerate le entrate nette della madre
e il calcolo del minimo d’esistenza, l’aiuto non raggiunge l’importo di fr.
5'700.– previsto dalla deduzione.
D. Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario ,RI 1 postula nuovamente
la deduzione sociale negata dall’autorità di tassazione. La ricorrente elenca
nel dettaglio le singole spese affrontate per soccorrere finanziariamente la
madre, con allegazione delle relative ricevute:
cassa malati fr. 5'015.–
spese
di partecipazione fr. 680.–
interessi
debitori (⅓) fr. 2'022.–
ass.
incendio e manutenzione (⅓) fr. 2'240.–
riscaldamento
e spese accessorie (⅓) fr. 1'500.–
-
affitto pagato fr. 5'400.–
tot.
spese sostenute fr. 6'057.–
E. Nelle
proprie osservazioni del 15 novembre 2013, l’autorità fiscale propone di respingere
il gravame. Contesta lo stato di bisogno della madre, rilevando in particolare
che la stessa già beneficia di una rendita AVS di fr. 19'128.– e che nel corso
del 2012 ha rinunciato volontariamente a un diritto di usufrutto di cui
beneficiava sull’immobile di __________ (donato ai figli dai nonni paterni nel
1998).
F. Con
replica del 26 novembre 2013, la ricorrente afferma che la madre avrebbe rinunciato
al suo diritto di usufrutto soprattutto poiché “non era più in grado, viste le
sue esigue entrate, di far fronte né alle importanti spese di manutenzione né
al pagamento degli interessi ipotecari”.
Diritto
1. 1.1.
Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per
sostentamento di un importo da 5'700.– franchi a 11'100.– franchi al massimo,
dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.–
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.– franchi per ogni
persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,
al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli
almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge
e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.2.
Secondo la
lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la
persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di
impedimenti di ordine fisico o psichico.
La
dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una
capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000,
p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona
adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in
quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere
dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri
motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20
febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.3.
Oltre al
requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività
lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la
concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita
non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio
mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno
l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.
11t).
Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa
Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e
fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre
1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre
parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e
non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda
nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che
richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più
schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o
di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il
Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr.
50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di
reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a
fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le
persone coniugate (Locher,
Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
Considerandi
2.
2.1.
Come esposto
in narrativa, nel caso in esame l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha
negato alla contribuente la postulata deduzione per persona bisognosa a carico,
in difetto del secondo requisito dello stato di bisogno. Pur ammettendo che la
figlia debba verosimilmente soccorrere la madre nelle spese correnti, non
ritiene provato che l’importo da lei corrisposto raggiunga almeno l’entità della
deduzione prevista per l’imposta catonale (fr. 5'700.–) e per l’imposta federale
diretta (fr. 6'500.–).
2.2
Quanto
all’imposta federale diretta, è la stessa ricorrente ad ammettere implicitamente
che il suo aiuto economico, quantificato in questa sede in fr. 6'057.–, non
raggiunge l’entità della deduzione prevista dall’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD.
D’altra
parte, sempre per sua stessa ammissione, la madre ha rinunciato volontariamente,
proprio nel corso del 2012, al diritto di usufrutto di cui beneficiava
sull’immobile di __________ (cfr. istanza di cancellazione del 30 luglio 2012),
argomentando che “non era più in grado, viste le sue esigue entrate, di far
fronte né alle importanti spese di manutenzione né al pagamento degli interessi
ipotecari”. In simili circostanze, nell’elenco delle spese affrontate per suo
conto, non si giustifica il computo degli interessi passivi, dei premi
assicurativi e delle spese di manutenzione, che la ricorrente quantifica in fr.
4'262.–. Ciò basta per escludere anche uno stato di bisogno che raggiunga
almeno l’entità della deduzione prevista dall’art. 34 cpv. 1 lett. b LT. Si aggiunga
inoltre che la necessità di mantenere finanziariamente una persona può essere
giudicata non soltanto rinviando al minimo d’esistenza valido in materia
esecutiva, ma anche optando per un criterio maggiormente schematico (Locher, op. cit., n. 59 ad art. 35 LIFD,
p. 883). Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono
il limite minimo di reddito al di sopra del quale il bisogno deve essere negato
in, rispettivamente, fr. 16'000.– e addirittura fr. 13'000.– (cfr.
punto 1.3.), la madre della ricorrente non andrebbe comunque giudicata indigente,
potendo usufruire di una rendita AVS annua di fr. 19'128.–. Anche per questa
ragione, la decisione dell’autorità di tassazione va pienamente confermata.
3.
Il
ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di
giustizia e spese processuali sono poste a carico della ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Le spese
processuali consistenti:
a. nella
tassa di giustizia di fr. 400.–
b. nelle
spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un
totale di fr. 480.–
sono a
carico della ricorrente.
3. Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).
4. Intimazione
a:
-;
-;
-;
-.
Copia per
conoscenza:
- municipio
di __________.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster