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Decisione

80.2013.274

Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, stato di bisogno, madre con rendita AVS di 19'000 franchi che ha rinunciato ad un usufrutto

25 aprile 2014Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1,

nubile, vive a __________ con la mamma (__________, nata nel 1946, divorziata)

e il fratello minore (__________).

Nella

dichiarazione fiscale 2012, la contribuente chiedeva di essere ammessa alla

deduzione per persona bisognosa a carico di fr. 5'700.–, spiegando nelle osservazioni

allegate che sua madre percepiva unicamente una rendita AVS di fr. 19'128.– e

“giocoforza, deve essere aiutata sia dalla sottoscritta, sia da mio fratello __________”.

B. Notificandole

la tassazione IC/IFD 2012, con decisione dell’11 settembre 2013, l’Ufficio di

tassazione di Lugano Campagna negava la postulata deduzione per persona

bisognosa a carico, “difettando i requisiti di legge”.

C. La

contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 17 settembre

2013, nel quale sottolineava di prendersi a carico il premio della cassa malati

di sua madre (fr. 5'015.– + spese di partecipazione) e le spese di

riscaldamento.

L’Ufficio

di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 2 ottobre 2013 così

motivata:

La deduzione

è ammessa solo se la persona assistita è effettiva e raggiunge almeno l’importo

della deduzione prevista dalla legge. Considerate le entrate nette della madre

e il calcolo del minimo d’esistenza, l’aiuto non raggiunge l’importo di fr.

5'700.– previsto dalla deduzione.

D. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario ,RI 1 postula nuovamente

la deduzione sociale negata dall’autorità di tassazione. La ricorrente elenca

nel dettaglio le singole spese affrontate per soccorrere finanziariamente la

madre, con allegazione delle relative ricevute:

cassa malati fr. 5'015.–

spese

di partecipazione fr. 680.–

interessi

debitori (⅓) fr. 2'022.–

ass.

incendio e manutenzione (⅓) fr. 2'240.–

riscaldamento

e spese accessorie (⅓) fr. 1'500.–

-

affitto pagato fr. 5'400.–

tot.

spese sostenute fr. 6'057.–

E. Nelle

proprie osservazioni del 15 novembre 2013, l’autorità fiscale propone di respingere

il gravame. Contesta lo stato di bisogno della madre, rilevando in particolare

che la stessa già beneficia di una rendita AVS di fr. 19'128.– e che nel corso

del 2012 ha rinunciato volontariamente a un diritto di usufrutto di cui

beneficiava sull’immobile di __________ (donato ai figli dai nonni paterni nel

1998).

F. Con

replica del 26 novembre 2013, la ricorrente afferma che la madre avrebbe rinunciato

al suo diritto di usufrutto soprattutto poiché “non era più in grado, viste le

sue esigue entrate, di far fronte né alle importanti spese di manutenzione né

al pagamento degli interessi ipotecari”.

Diritto

1. 1.1.

Per

l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per

sostentamento di un importo da 5'700.– franchi a 11'100.– franchi al massimo,

dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o

parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento

il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.–

franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i

quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

Analogamente,

per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la

deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.– franchi per ogni

persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,

al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli

almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge

e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

1.2.

Secondo la

lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la

persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla

definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni

sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta

sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere

limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,

malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di

impedimenti di ordine fisico o psichico.

La

dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una

capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente

fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera

età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge

und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000,

p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona

adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in

quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere

dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri

motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20

febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

1.3.

Oltre al

requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività

lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la

concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita

non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio

mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno

l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;

inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.

11t).

Per

stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa

Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e

fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre

1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

In altre

parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e

non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda

nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che

richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più

schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o

di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il

Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr.

50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di

reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a

fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le

persone coniugate (Locher,

Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).

Considerandi

2.

2.1.

Come esposto

in narrativa, nel caso in esame l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha

negato alla contribuente la postulata deduzione per persona bisognosa a carico,

in difetto del secondo requisito dello stato di bisogno. Pur ammettendo che la

figlia debba verosimilmente soccorrere la madre nelle spese correnti, non

ritiene provato che l’importo da lei corrisposto raggiunga almeno l’entità della

deduzione prevista per l’imposta catonale (fr. 5'700.–) e per l’imposta federale

diretta (fr. 6'500.–).

2.2

Quanto

all’imposta federale diretta, è la stessa ricorrente ad ammettere implicitamente

che il suo aiuto economico, quantificato in questa sede in fr. 6'057.–, non

raggiunge l’entità della deduzione prevista dall’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD.

D’altra

parte, sempre per sua stessa ammissione, la madre ha rinunciato volontariamente,

proprio nel corso del 2012, al diritto di usufrutto di cui beneficiava

sull’immobile di __________ (cfr. istanza di cancellazione del 30 luglio 2012),

argomentando che “non era più in grado, viste le sue esigue entrate, di far

fronte né alle importanti spese di manutenzione né al pagamento degli interessi

ipotecari”. In simili circostanze, nell’elenco delle spese affrontate per suo

conto, non si giustifica il computo degli interessi passivi, dei premi

assicurativi e delle spese di manutenzione, che la ricorrente quantifica in fr.

4'262.–. Ciò basta per escludere anche uno stato di bisogno che raggiunga

almeno l’entità della deduzione prevista dall’art. 34 cpv. 1 lett. b LT. Si aggiunga

inoltre che la necessità di mantenere finanziariamente una persona può essere

giudicata non soltanto rinviando al minimo d’esistenza valido in materia

esecutiva, ma anche optando per un criterio maggiormente schematico (Locher, op. cit., n. 59 ad art. 35 LIFD,

p. 883). Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono

il limite minimo di reddito al di sopra del quale il bisogno deve essere negato

in, rispettivamente, fr. 16'000.– e addirittura fr. 13'000.– (cfr.

punto 1.3.), la madre della ricorrente non andrebbe comunque giudicata indigente,

potendo usufruire di una rendita AVS annua di fr. 19'128.–. Anche per questa

ragione, la decisione dell’autorità di tassazione va pienamente confermata.

3.

Il

ricorso è conseguentemente respinto.

Tassa di

giustizia e spese processuali sono poste a carico della ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 400.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un

totale di fr. 480.–

sono a

carico della ricorrente.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4. Intimazione

a:

-;

-;

-;

-.

Copia per

conoscenza:

- municipio

di __________.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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