80.2014.123
Reddito imponibile: indennizzo di un’assicurazione, interesse compensatorio, non imposta annua intera, aliquota agevolata per liquidazioni in capitale per prestazioni ricorrenti
6 luglio 2016Italiano20 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2014.123
80.2014.124
Lugano
6 luglio 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretario
Rocco
Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
RI 2
entrambi rappr. da: RA 1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 20 maggio 2014 contro la decisione del 25 aprile 2014 in materia di IC e
IFD 2010.
Fatti
A. RI 1, nato nel 1959,
è coniugato con RI 2. Marito e moglie lavorano alle dipendenze della __________
SA, società da loro fondata nel 1998 con scopo l’acquisto, la vendita,
l’importazione e l’esportazione di prodotti e merce di ogni tipo.
B. Nel 1998 il
contribuente è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale. La
trattativa con l’assicurazione RC si è conclusa il 10 febbraio 2010, con la
sottoscrizione di una transazione (Entschädigungsvereinbarung). RI 1 ha
accettato il versamento di una somma totale di fr. 875'000.– (già dedotto
l’anticipo di fr. 50'000.– ricevuto nel 2008) a tacitazione di ogni pretesa nei
confronti della compagnia d’assicurazione __________.
In una nota allegata alla
dichiarazione fiscale 2010, i contribuenti spiegavano di avere percepito un’indennità
“per danni permanenti dovuti all’incidente del 1998” di fr. 700'000.–, già
dedotto l’onorario di fr. 175'000.– trattenuto dall’avv. __________.
C. L’Ufficio di
tassazione di Locarno, con due decisioni del 14 maggio 2013, notificava ai
coniugi RI 1 la tassazione dell’imposta annua intera su prestazioni in capitale
provenienti dalla previdenza per il periodo fiscale 2010, assoggettando
all’imposta la prestazione in capitale di fr. 611'000.–, composta dall’indennità
per perdita di guadagno (Erwerbsausfall) di fr. 493'000.– e dagli interessi
compensativi (Schadenzinsen) di fr. 118'000.–.
Il 30 maggio 2013
notificava ai coniugi la decisione di tassazione per il periodo fiscale 2010,
commisurando il reddito imponibile in fr. 257'100.– per l’IC ed in fr. 418'600.–
per l’IFD. Rispetto a quanto dichiarato, l’autorità aveva in particolar modo
aggiunto ai redditi ordinari l’importo di fr. 74'000.– ricevuto dalla __________
a titolo di risarcimento del danno cagionato dalla riduzione delle future
rendite di vecchiaia (Rentenschaden).
D. I contribuenti
impugnavano le suddette decisioni con reclamo del 13 giugno 2013, completato il
26 luglio 2013.
Chiedevano, in
relazione all’imposta annua intera, una riduzione della prestazione in capitale
imponibile, sottolineando di avere concordato unicamente un importo di
liquidazione complessivo, non invece la ripartizione delle diverse poste del
danno proposta dalla compagnia assicurativa. Contestavano, in merito alla tassazione
ordinaria, l’aggiunta di un reddito di fr. 74'000.–, trattandosi del risarcimento
di un danno futuro da imporre separatamente con imposta annua intera.
E. Seguiva una fitta corrispondenza
tra le parti. Con scritto di posta elettronica del 27 marzo 2014, l’autorità di
tassazione trasmetteva infine ai contribuenti, rappresentati dall’avv. RA 1, il
seguente calcolo:
Prestazione complessiva fr. 925'000.–
-
Anticipo 2008 fr. 50'000.–
fr. 875'000.–
-
Spese effettive avv. __________ fr. 175'000.–
Versamento
dell’1.3.2010 fr. 700'000.–
-
Interessi compensatori fr. 118'000.– (imponibili
ordinariamente)
fr. 582'000.–
-
Rentenschaden fr. 74'000.– (art. 38 LT e LIFD)
fr. 508'000.–
-
Indennità economia domestica fr. 90'000.–
(non imponibile)
fr. 418'000.–
-
Torto morale fr. 50'000.– (non imponibile)
Perdita
di guadagno fr. 368'000.– (art. 38 LT e LIFD)
F. Con decisioni su
reclamo dell’8 aprile 2014, l’autorità di tassazione notificava ai coniugi RI 1
la nuova tassazione dell’imposta annua intera su prestazioni in capitale
provenienti dalla previdenza per il periodo fiscale 2010, assoggettando
all’imposta la prestazione in capitale di fr. 442'000.–, come da “comunicazione
del 27 marzo 2014”.
Il successivo 25 aprile
2014, l’autorità notificava ai contribuenti anche la nuova tassazione per il
periodo fiscale 2010, stralciando l’importo di fr. 74'000.– versatogli dalla __________
a titolo di risarcimento del danno cagionato dalla riduzione delle future
rendite (Rentenschaden), ma aggiungendo nel contempo gli interessi compensatori
(Schadenzinsen) di fr. 118'000.– a titolo di altri redditi della
sostanza mobiliare.
G. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2, rappresentati
dall’avv. RA 1, impugnano unicamente la decisione su reclamo del 25 aprile
2014, contestando l’aggiunta degli interessi compensatori (Schadenzinsen)
di fr. 118'000.– al reddito ordinariamente imponibile anziché al capitale imponibile
secondo gli art. 38 LT e LIFD.
A mente dei ricorrenti, le
singole componenti di una liquidazione in capitale possono unicamente essere
assoggettate all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD oppure esentate,
ma non possono in nessun caso essere tassate ordinariamente con le aliquote
progressive.
H. Nelle proprie
osservazioni del 23 maggio 2014, l’autorità di tassazione ribadisce di
considerare gli interessi compensatori imponibili a titolo di redditi della
sostanza mobiliare (art. 19 LT e 20 LIFD). Acconsente invece ad una loro
imposizione secondo l’art. 37 LT e LIFD, trattandosi di una liquidazione in
capitale per prestazioni ricorrenti.
Diritto
1. 1.1.
Secondo gli art. 15 cpv. 1
LT e 16 cpv. 1 LIFD, all’imposta sul reddito sottostà la totalità dei proventi,
siano essi periodici oppure unici. Come ha ripetutamente sottolineato il
Tribunale federale, il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione del reddito netto globale (Grundsatz der Gesamtreineinkommensbesteuerung).
Tali disposizioni sono, in
altri termini, espressione della teoria dell’incremento patrimoniale, in virtù
della quale tutto quanto accresce il patrimonio del contribuente nel corso di
un determinato lasso di tempo va considerato reddito. Esse contengono dunque
una clausola generale, che è completata da una lista esemplificativa di diverse
componenti reddituali (art. 16 – 22 LT e art. 17 – 23 LIFD).
1.2.
Per quanto qui di
interesse, gli art. 22 lett. b LT e 23 lett. b LIFD impongono, a titolo di
altri redditi, le somme uniche o periodiche versate in seguito a decesso, danno
corporale permanente o pregiudizio durevole della salute.
Dal
principio dell’imposizione del reddito netto globale discende tuttavia che non
sono imponibili le indennità conseguite in sostituzione di entrate patrimoniali
o per reintegrare perdite patrimoniali. È reddito il risarcimento del lucro
cessante, non lo è invece il risarcimento del danno emergente (Richner/Frei/Kaufmann/ Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2ª ediz.,
Zurigo 2009, n. 27 ad art. 16-39 LIFD, p. 153; Noël,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct,
Basilea 2008, n. 15 ad art. 16 LIFD, p. 197; Locher,
Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 15 ad
art. 16 LIFD, p. 282).
1.3.
Le prestazioni assicurative
che servono a compensare un danno patrimoniale già verificatosi o futuro (damnum
emergens) non comportano un incremento patrimoniale netto, ma un semplice
scambio di attivi esente da imposta (cfr. DTF 139 II 363 = StE
2013 B 21.1 n. 23 = RF 68/2013 p. 730 = RDAF 2013 II 607, consid. 2.6 e
giurisprudenza e dottrina citate). In questi casi l’indennità si prefigge unicamente
di ristabilire la situazione economica del danneggiato, al fine di ricondurla
allo stato antecedente l’evento pregiudizievole. Nel rispetto della teoria
dell’incremento patrimoniale accennata sopra, la stessa non è pertanto imponibile,
poiché non provoca alcun aumento della sostanza del contribuente.
Un arricchimento è invece
costitutivo di reddito. È il caso, per esempio, delle indennità per perdita di
guadagno, che hanno quale scopo quello di riparare il pregiudizio subito dalla
parte lesa, a causa dell’interruzione durevole oppure temporanea, totale oppure
parziale, della sua attività (lucrum cessans). Le stesse considerazioni
valgono per altre indennità che implicano un incremento patrimoniale oggettivo,
come per esempio la compensazione di un reddito in natura (Gendre/Casanova, Indemnisation et droit
fiscal, ASA 59, p. 655). Sono pertanto imponibili, in
generale, i redditi compensatori (lucrum cessans), che un contribuente percepisce
a titolo sostitutivo, perlomeno nella misura in cui il reddito venuto a mancare
sarebbe stato a sua volta imponibile (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
op. cit., n. 28 ad introduzione agli artt. 16-39 LIFD, p. 153).
1.4.
Chiamato a giudicare il caso
di una casalinga che, a seguito di un incidente sciistico, aveva subito un
danno permanente alla salute, il Tribunale federale ha ricordato che le rendite
dell’assicurazione invalidità sottostanno integralmente all’imposta
sul reddito, sempreché non siano destinate a compensare un danno patrimoniale
materiale, attuale o futuro, oppure un pregiudizio immateriale (DTF 132
Considerandi
II 128 = RF 61/2006 p. 357 = StE 2006 B 26.43 n. 2 = RDAF 2007 II
22.
= ASA 78 p. 209 consid. 3 e 6). Sono invece esenti da imposte le indennità
per economia domestica (cioè il risarcimento versato ad una persona
compromessa nella sua capacità di provvedere alle mansioni domestiche), in
quanto non comportano un incremento patrimoniale, poiché destinate a compensare
delle spese supplementari subite o future (cfr. anche Laffely Maillard, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire
de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n 14 ad art. 23 LIFD, p.
403).
2.
2.1.
Venendo al caso in esame, RI
1.
è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale nel 1998.
Dodici anni più tardi, il 10 febbraio 2010, ha sottoscritto un accordo
transattivo con l’assicuratore RC __________, accettando il versamento di una
liquidazione in capitale di fr. 875'000.– (già dedotto l’anticipo di fr. 50'000.–
ricevuto nel 2008), a tacitazione di ogni sua pretesa. Come esposto in
narrativa, l’autorità di tassazione ha assoggettato all’imposta annua intera degli
art. 38 LT e LIFD la componente di indennità per perdita di guadagno di fr.
368'000.– e di indennità per riduzione delle rendite future di fr. 74'000.–, ha
esentato la componente di indennità per economia domestica di fr. 90'000.– e di
indennità per torto morale di fr. 50'000.–, mentre ha imposto ordinariamente
gli interessi compensatori (Schadenzinsen) di fr. 118'000.–.
Oggetto di litigio è
unicamente quest’ultima componente della liquidazione in capitale. I ricorrenti
ritengono infatti che gli interessi compensatori potevano tutt’al più essere
assoggettati all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD, ma non potevano
in nessun caso essere tassati ordinariamente con le aliquote progressive. Di
parere contrario è invece l’autorità di tassazione, che considera gli interessi
compensatori quali redditi della sostanza mobiliare (art. 19 LT e 20 LIFD) da
imporre ordinariamente. Nelle proprie osservazioni propone quindi di applicare
gli art. 37 LT e LIFD, trattandosi di una liquidazione in capitale per prestazioni
ricorrenti.
2.2
L’interesse compensatorio
(Schadenzins) può essere definito, in termini generali, come
l’indennizzo che deve essere riconosciuto al titolare di una pretesa di risarcimento,
per il fatto che un simile credito, di principio esigibile a partire dal momento
in cui è subentrato l’evento pregiudizievole, non gli è stato rimborsato immediatamente
(Spahr, L’intérêt moratoire,
conséquence de la demeure, in RVJ 1991 351 e s., p. 372 con rinvii). Si tratta,
in altri termini, di una componente del danno che deve essere risarcita
dall’assicuratore RC e che permette al danneggiato di compensare la mancata
possibilità di far fruttare durante un certo lasso di tempo il
capitale al quale egli aveva diritto (DTF 131 III 12 consid. 9; v. anche TF n.
4A_548/2013 del 31 marzo 2014 consid. 5).
Fatte queste premesse, è immediatamente
evidente che gli interessi compensatori di fr. 118'000.– non erano destinati a
riparare un danno materiale, attuale o futuro, al patrimonio del contribuente (damnum
emergens), ma costituivano la contropartita di un lucro cessante (lucrum
cessans), per effetto del lungo lasso di tempo trascorso tra l’incidente
della circolazione stradale (1998) e la liquidazione in capitale (2010). Non
può quindi esserci alcun dubbio sul loro assoggettamento all’imposta sul
reddito, essendo destinate a risarcire il mancato conseguimento di un possibile
guadagno.
2.3
A questo punto occorre tuttavia
chiedersi se gli interessi compensatori andavano effettivamente imposti
ordinariamente, applicando l’aliquota attenuata prevista dagli art. 37 LT e
LIFD, così come proposto dall’autorità di tassazione, oppure se gli stessi andavano
assoggettati all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD.
3.
3.1.
Gli art. 37 LT e LIFD
concernono l’imposizione ordinaria del reddito. Nella misura in cui i proventi
del contribuente comprendono liquidazioni in capitale in sostituzione di
prestazioni ricorrenti, l’imposta sul reddito è calcolata, tenuto conto degli
altri proventi e delle deduzioni autorizzate, con l’aliquota che sarebbe applicabile
se al posto della prestazione unica fosse corrisposta una prestazione annua corrispondente.
Dapprima limitata ai casi
in cui il versamento unico compensava aspettative future, il Tribunale federale
ha successivamente stabilito che, in date circostanze, versamenti in capitale
destinati a compensare prestazioni parziali accumulate, cioè che trovano la
propria fonte nel passato, possono ugualmente essere considerati versamenti in
capitale per prestazioni ricorrenti (sentenza TF n.2A.68/2000 del 5 ottobre
2000, in: RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; decisione TF
n.2A.50/2000 del 6 marzo 2001, in: RDAF 2001 II 253 = ASA 71 p. 486). In
questo modo si tiene conto della capacità contributiva del beneficiario, che altrimenti
ne risulterebbe pregiudicata per effetto della progressività delle aliquote.
3.2
Gli art. 38 LT e LIFD
concernono, per contro, le prestazioni in capitale provenienti dalla
previdenza, che per volontà del legislatore vanno assoggettate ad
un’imposizione privilegiata. Tali disposizioni impongono separatamente, con
un’imposta annua intera, le prestazioni in capitale secondo gli art. 21 LT e 22
LIFD (vale a dire i redditi da fonti previdenziali) e, per quanto qui di interesse,
le somme versate in seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio
durevole della salute (art. 22 lett. b LT e 23 lett. b LIFD). Sebbene la legge
federale non ne faccia espressa menzione, sono infine assoggettate ad
un’imposta annua intera i versamenti analoghi di cui agli art. 16 cpv. 2 e 17
cpv. 2 LIFD (vale a dire le liquidazioni in capitale provenienti da istituzioni
previdenziali in rapporto con l’attività dipendente e analoghi versamenti in
capitale del datore di lavoro; cfr. Baumgartner,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht,
Vol. I/2a, 2ª ediz.,
n. 9 ad art. 38 LIFD, p. 650).
Secondo l’art. 38 cpv. 2
LT, l’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto
della prestazione unica fosse versata una prestazione annua corrispondente
(l’aliquota minima è del 2 per cento). L’art. 38 cpv. 2 LIFD dispone invece che
l’aliquota è calcolata su un quinto dell’aliquota normale.
3.3
Chiamato a giudicare
l’imposizione di una liquidazione in capitale versata a una vittima di un
incidente della circolazione stradale, il Tribunale federale si è recentemente chiesto
se la stessa potesse ricadere nel campo di applicazione dell’art. 37 LIFD, così
come preteso dalla contribuente, oppure dovesse necessariamente fare l’oggetto
di un’imposizione annua intera nel senso dell’art. 38 LIFD. I giudici federali
hanno dapprima ricordato che non è permesso optare per l’una o l’altra modalità
di imposizione, scegliendo la soluzione più vantaggiosa per il contribuente.
Hanno quindi sottolineato che il campo di applicazione dell’art. 38 LIFD
comprende, secondo la dottrina unanime e la giurisprudenza, tutte le prestazioni
in capitale versate da un’assicurazione infortuni o da un’assicurazione di responsabilità
civile in caso di decesso, di danno corporale permanente o di pregiudizio
durevole della salute, a tacitazione delle pretese della vittima di un incidente
o di un malato cronico (sentenza TF n.2C_158/2013 del 26 agosto 2013 consid.
3.
; v. anche DTF 131 I 409 consid. 5.5.5; Baumgartner,
op. cit., n. 8 ad art. 38 LIFD, p. 649).
4.
4.1.
L’autorità di tassazione,
come visto, ha considerato gli interessi compensatori di fr. 118'000.– quali redditi
da sostanza mobiliare (art. 19 LT e 20 LIFD). Li ha quindi imposti
ordinariamente al momento dell’incasso, proponendo in questa sede di applicare l’aliquota
attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD, trattandosi di una liquidazione in
capitale per prestazioni ricorrenti.
4.2
Questa Camera si è già
occupata della qualifica giuridica degli interessi compensatori versati dall’ente
pubblico al proprietario di un fondo espropriato, giungendo alla conclusione
che si tratta effettivamente di redditi da sostanza mobiliare.
In una prima decisione del
27.
settembre 1999 (CDT n. 80.99.147, in: RDAT I-2000 n. 1t), confermata anche
dal Tribunale federale (TF n.2A.535/1999 del 29 febbraio 2000, in: RDAT
II-2000 n. 19t), i giudici cantonali si sono in realtà limitati ad escludere
che si trattasse di utili (in capitale) di carattere immobiliare, sottolineando
che gli interessi compensatori, dal punto di vista fiscale, devono essere
trattati come il provento sostitutivo di un reddito della sostanza. Calcolati
sulla base del minor valore di un fondo colpito da espropriazione materiale, essi
servono a risarcire il proprietario del danno che egli ha subito per non essere
stato indennizzato nel momento stesso in cui è entrato in vigore il
provvedimento che ha comportato la restrizione dell’uso della sua proprietà,
perdendo in tal modo la possibilità di far fruttare durante un certo lasso di
tempo il capitale al quale egli aveva diritto. In una successiva sentenza del
28.
settembre 2004, in tema di doppia imposizione intercantonale, hanno quindi precisato
che gli interessi compensatori, benché parte integrante dell’indennità riconosciuta al proprietario del
fondo, non mirano a risarcire il mancato reddito della sostanza
immobiliare bensì il mancato reddito della sostanza mobiliare, per effetto del
ritardo nella compensazione dell’espropriazione materiale. In altre parole, l’ente
pubblico viene condannato a pagare degli interessi sul capitale (mobiliare) che
colui che ha subito la restrizione della proprietà avrebbe dovuto ricevere già
al momento in cui la misura pianificatoria è entrata in vigore. In applicazione della
giurisprudenza del Tribunale federale in materia di doppia imposizione intercantonale,
i giudici cantonali hanno di conseguenza concluso che se il domicilio del
proprietario non coincide con il luogo di situazione dell’immobile, gli
interessi compensatori sono imponibili nel cantone di domicilio (CDT
n. 80.2004.53, in: RDAT I-2005 n. 24t).
4.3
La giurisprudenza appena
citata si attaglia anche alla presente fattispecie. È ben vero che il campo di
applicazione degli art. 38 LT e LIFD si estende a tutte le prestazioni in
capitale versate da un’assicurazione infortuni o da un’assicurazione di
responsabilità civile in caso di decesso, di danno corporale permanente o di
pregiudizio durevole della salute. Anche nel presente caso, tuttavia, gli
interessi compensatori versati dalla compagnia d’assicurazione __________ non
mirano a riparare il pregiudizio subito da RI 1 in seguito all’incidente della
circolazione stradale occorsogli nel 1998, quanto piuttosto il mancato reddito
della sostanza mobiliare, per effetto del ritardo nel pagamento del credito
esigibile a partire dal momento in cui è subentrato l’evento pregiudizievole. Nello
stesso senso si è recentemente espresso anche il Tribunale fiscale del Cantone
Basilea Campagna, che nell’ambito dell’imposizione di una prestazione in
capitale versata da un assicuratore di responsabilità civile ha distinto la componente
di interessi compensatori, confermando la sua imposizione ordinaria quale
reddito da sostanza mobiliare (cfr. sentenza del Tribunale fiscale del Cantone
Basilea Campagna del 24 ottobre 2014, inc. 510 13 62, consid. 18).
Nulla si oppone quindi
all’imposizione ordinaria degli interessi compensatori di fr. 118'000.–, la cui
entità non è stata peraltro contestata dai ricorrenti.
5.
5.1.
Occorre infine
confrontarsi con l’eventualità che la prestazione in discussione possa essere
assoggettata all’imposta con le aliquote attenuate previste per le liquidazioni
in capitale che sostituiscono prestazioni ricorrenti (art. 37 LT e LIFD), così
come proposto dall’autorità di tassazione nelle proprie osservazioni del 23 maggio
2014.
5.2
La giurisprudenza ha in
particolare precisato che l’agevolazione dell’aliquota prevista dagli art. 37
LIFD e 37 LT è ammissibile unicamente nella misura in cui il versamento unico
non è stato provocato dal contribuente medesimo: non cadono pertanto sotto le
summenzionate norme prestazioni per loro natura periodiche, che, invece di
venire distribuite a scadenze prestabilite, vengono deliberatamente accumulate
durante anni per poi essere liquidate con un versamento unico, ad esempio, di
riserve occulte non distribuite. La scelta dell’aliquota non può essere lasciata
all’arbitrio del contribuente (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70
p. 210; cfr. anche Richner/Frei/Kaufmann/
Meuter, op. cit., n. 9 ad art. 37 LIFD, p. 608).
Diversamente dal caso
delle riserve occulte deliberatamente accumulate, l’agevolazione dell’art. 37
LIFD è invece stata ammessa dal Tribunale federale nel caso del pagamento di
rendite arretrate, che si erano accumulate per diversi anni, a seguito di una
transazione intervenuta tra la SUVA e l’assicurato. Simili versamenti possono
tuttavia beneficiare dell’imposizione privilegiata al tasso della rendita annua
corrispondente, secondo l’art. 37 LIFD, solo se normalmente, secondo la natura
delle prestazioni di cui si tratta, un pagamento periodico sarebbe stato
previsto ma non è stato effettuato, non però in conseguenza dell’intervento del
contribuente cui le prestazioni erano dovute. Sono pure suscettibili di
beneficiare dell’agevolazione prevista dagli articoli 37 LIFD e 37 LT altre
prestazioni periodiche maturate nel passato, per esempio contributi di mantenimento
secondo l’art. 125 CC oppure ancora il pagamento di salari arretrati dovuti in
applicazione dell’art. 8 cpv. 3 Cost. fed. (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N.
7.
= ASA 70 p. 210).
5.3
Questa soluzione, che
circoscrive l’agevolazione prevista sia dall’art. 37 LT sia dall’art. 37 LIFD
ai soli casi in cui il versamento arretrato non è frutto di scelta deliberata
del beneficiario, consente un’applicazione della norma conforme al suo spirito,
che è in sostanza quello di non penalizzare l’imposizione di prestazioni
periodiche maturate nel passato con un’aliquota maggiorata, quando, indipendentemente
dalla volontà del beneficiario, vengono liquidate con un versamento unico (RDAF
2002.
II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210).
5.4
Tornando al caso in esame,
gli interessi compensatori concordati in fr. 118'000.– e versati nel 2010 per
effetto del ritardo nel pagamento dell’indennità assicurativa esigibile sin dal
1998.
andavano pacificamente imposti con l’aliquota attenuata, che sarebbe stata
applicata se fosse stata corrisposta una prestazione annua invece della
prestazione unica. La ratio stessa degli interessi compensatori, che è
quella di compensare la mancata possibilità di far fruttare durante
un certo lasso di tempo il capitale al quale il danneggiato aveva diritto,
impone di assimilare il suo versamento ad una liquidazione in capitale
in sostituzione di prestazioni ricorrenti.
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, la prestazione annua corrispondente va calcolata
dividendo dapprima l’importo della liquidazione in capitale per il numero delle
rendite mensili accumulate e moltiplicando poi, ai fini della conversione, il
risultato così ottenuto per 12, indipendentemente dal momento in cui interviene
la liquidazione all’interno del periodo fiscale in esame (decisione TF n.
2A.118/2006 del 4 luglio 2006; Richner/Frei/
Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 25 e 26 ad art. 37 LIFD, p.
612). Dall’esame dell’incarto fiscale risulta che l’evento
pregiudizievole (l’incidente della circolazione stradale) si è realizzato il 27
marzo 1998, mentre il ricorrente ha sottoscritto l’accordo transattivo con
l’assicuratore RC il 10 febbraio 2010, ovvero 11 anni e 10 mesi più tardi. Per
questa ragione gli sono stati riconosciuti interessi compensatori nella misura
di fr. 118'000.–, che possono essere così suddivisi:
(fr. 118'000.– : 142 mesi)
x 12 = fr. 9'972.–.
6.
Alla luce di tutte
le considerazioni che precedono, il ricorso è parzialmente accolto. Di
conseguenza la decisione su reclamo del 25 aprile 2014 è riformata nel senso
che l’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto
della prestazione unica di fr. 118'000.– fosse versata una prestazione annua corrispondente
di fr. 9'972.–.
Visto l’esito del gravame,
tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico dei ricorrenti nella
misura di tre quarti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente
accolto.
§ Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 25 aprile 2014 è riformata nel senso
che l’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto
della prestazione unica di fr. 118'000.– fosse versata una prestazione annua
corrispondente di fr. 9'972.–.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 1'000.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 1'080.–
sono a carico dei
ricorrenti nella misura di ¾ (fr. 810.–).
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: Il
segretario: