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Decisione

80.2014.205

Procedura: tassazione d’ufficio, imposta sugli utili immobiliari, mancata dichiarazione, reclamo, requisiti, prova della manifesta inesattezza

3 ottobre 2014Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

A. Fra

il 1° luglio e il 29 novembre 2011, RI 1 ha venduto otto unità in proprietà per piani del fondo base n. __________ RFD di __________.

Dopo

diversi richiami e proroghe, l’RS 1 ha inflitto al venditore una multa

disciplinare per il mancato inoltro delle dichiarazioni per l’imposta sugli

utili immobiliari. Il 9 gennaio 2013 il venditore ha inoltrato le dichiarazioni

per l’imposta sugli utili immobiliari, senza tuttavia allegare alcun

giustificativo. L’11 gennaio 2013 ha poi trasmesso all’autorità fiscale gli

atti di compravendita, precisando che “il conteggio dei costi segue”.

Il 25

luglio 2013, l’autorità fiscale ha attribuito al contribuente un termine fino

al 19 agosto 2013 per inviare copia del rogito del precedente acquisto, la

distinta degli investimenti con la relatva documentazione e la comprova del

pagamento delle provvigioni. La richiesta è stata poi ribadita con due

ulteriori scritti del 4 dicembre 2013 e del 4 aprile 2014, muniti di diffida:

in caso di mancato adempimento entro, rispettivamente, il 20 dicembre 2013 e il

4 aprile 2014, l’autorità avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio.

B. Non

avendo il venditore dato seguito alle diffide in questione, RS 1 gli ha notificato

la tassazione dell’imposta sugli utili immobiliari allestita d’ufficio.

Questi

l’utile imponibile e l’imposta dovuta, secondo le decisioni del 26 maggio 2014:

PPP n.

Utile

imponibile

Imposta

32’600

8’802

123’600

33’372

166’000

46’480

155’000

43’400

113’600

31’808

126’600

35’448

136’600

38’248

171’000

47’880

Totale

1’025’000

285’438

Nelle decisioni,

l’autorità di tassazione ha precisato che contro una tassazione d’ufficio il

reclamo è ammesso “soltanto con il motivo ch essa è manifestamente inesatta,

indicandone i motivi e fornendone le prove, pena l’irricevibilità del reclamo”.

C. Il contribuente

ha reclamato il 6 giugno 2014, con uno scritto nel quale ha contestato il

calcolo dell’utile eseguito dall’Ufficio di tassazione ed ha affermato che

l’utile netto imponibile risultante dalla sua “tabella” ammontava a fr.

404'587.–. Il reclamante ha aggiunto di essere “in possesso di tutti i

documenti comprovanti i costi assunti” ed ha chiesto “di poterli esibire nella

audizione sul reclamo stesso… in caso di mancata accettazione delle sue contestazioni”.

Con

lettera del 10 giugno 2014, l’Ufficio di tassazione si è rivolto al reclamante,

ricordandogli i requisiti per contestare una tassazione d’ufficio ed

attribuendogli un termine fino al 27 giugno 2014 per inviare tutta la

documentazione, avvertendolo infine che, scaduto infruttuoso questo termine, il

reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile e le tassazioni d’ufficio

sarebbero diventate definitive.

D. Con

decisione del 15 luglio 2014, l’Ufficio di tassazione ha dichiarato

irricevibile il reclamo del contribuente, “essendo scaduto infruttuoso il

termine per la completazione delle dichiarazioni d’imposta”.

D. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta il calcolo

dell’imposta sugli utili immobiliari e sostiene che l’onere fiscale corretto

ammonterebbe a fr. 123'000.–. Ribadisce poi di essere in possesso di tutti i

documenti relativi ai costi di investimento sostenuti.

Diritto

1. 1.1.

La Camera

di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni

degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi

a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto

esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,

sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una

persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di

tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia

fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto,

gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di

merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

1.2.

Nel caso

in esame, la decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo del

contribuente. Questa Corte si limiterà pertanto a verificare se sia legittima

la decisione dell’autorità fiscale, che si è rifiutata di entrare nel merito

del reclamo interposto dal contribuente contro la tassazione d’ufficio.

Considerandi

2.

2.1.

Per quanto concerne le disposizioni procedurali che concernono

l’imposta sugli utili immobiliari, l’art. 213 LT dispone che, in mancanza di

norme particolari siano applicabili per analogia le disposizioni della

procedura ordinaria di tassazione (art. 195–208).

Per l’art. 214 cpv. 1 LT, l’alienante è tenuto a presentare una

dichiarazione di imposta completa e veritiera per la tassazione degli utili

immobiliari. Essa indica in particolare il valore dell’alienazione, quello del

precedente acquisto e i costi di investimento.

L’art. 214 cpv. 3 LT aggiunge che la dichiarazione di imposta deve

essere presentata all’autorità di tassazione entro trenta giorni

dall’iscrizione a registro fondiario, rispettivamente dalla conclusione del

negozio giuridico assoggettato all’imposta sugli utili immobiliari. In via

eccezionale e per fondati motivi il termine di trenta giorni può essere

prorogato dall’autorità di tassazione.

2.2

Secondo

l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di

tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali

oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per

mancanza di documenti attendibili, e questo anche qualora tale mancanza non

possa essere imputata al contribuente (decisione TF 2A.426/2004 del 23 novembre

2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in: Zweifel/Athanas

[a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª ediz., Basilea 2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342

ss.; Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar

zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra Berger, Voraussetzungen und Anfechtung

der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 197). L’autorità di

tassazione può tener conto di coefficienti sperimentali,

dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. L’autorità

fiscale deve comunque agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza

professionale, conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono

sempre essere tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo

scopo di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti,

il contribuente deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito

valutato il più vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130

LIFD).

2.3

Contro la

decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità

di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT).

Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo dev’essere motivato

e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT).

Le norme

appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta

inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiedono espressamente che il

reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. In tale contesto vi è

un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare

la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la

stessa è manifestamente inesatta.

Tali

requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassaz ione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in

mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del

Tribunale federale del 21 novembre 1997, in: DTF 123 II 552).

Secondo

il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto

nella disposizione in esame, deve essere considerato quale presupposto di

validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98

consid. 3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).

A tale

riguardo, il Tribunale federale ha precisato che, siccome la necessità di motivare

il reclamo e di indicare mezzi di prova non è prevista per i reclami contro

tassazioni ordinarie, l’autorità fiscale dovrebbe indicare, nella decisione di tassazione per apprezzamento, quanto disposto dall’art. 206 cpv. 3 LT e le conseguenze

in caso di inottemperanza. Vi è infatti il rischio che il contribuente non

cognito di diritto ometta di motivare in modo sufficiente l’impugnativa,

provocandone l’inammissibilità. In mancanza di un’espressa menzione, contenuta nell’indicazione dei rimedi giuridici della tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale può comunque rimediarvi, dopo l’inoltro del reclamo da parte del

contribuente, invitando quest’ultimo a emendare il gravame, conformemente ai

requisiti dell’art. 206 cpv. 3 LT, con la comminatoria di dichiarare

irricevibile l’impugnativa (DTF 123 II 552, consid. 4f).

3.

3.1.

Come già

ricordato, il contribuente si è limitato ad inoltrare le dichiarazioni per

l’imposta sugli utili immobiliari, nelle quali ha fatto valere spese di

miglioria e provvigioni per mediazione, senza tuttavia allegare alcun

giustificativo. L’Ufficio di tassazione ha allora proceduto alla tassazione

d’ufficio, deducendo dal valore di alienazione il prezzo d’acquisto del

terreno, suddiviso per millesimi, e spese di costruzione per complessivi

3'000'000 di franchi, suddivise per millesimi. Così facendo, l’autorità fiscale

ha intrapreso una valutazione già favorevole al ricorrente, poiché ha ammesso,

in misura non certo trascurabile, spese di investimento per le quali non era

stata apportata alcuna prova.

3.2

In ogni

caso, con il reclamo il contribuente non ha adempiuto i presupposti per contestare

la tassazione d’ufficio. Non ha infatti portato la prova della manifesta inesattezza

della decisione impugnata. Non solo non ha provveduto ad inoltrare la documentazione

ripetutamente sollecitata, ma neppure ha dato seguito al successivo invito,

rivoltogli dall’Ufficio di tassazione, a conformarsi alle esigenze stabilite

dalla legge.

Sebbene la

motivazione della decisione di tassazione avesse già illustrato succintamente le

conseguenze dell’inosservanza delle condizioni di ricevibilità del reclamo

contro la tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale le ha ancora ribadite con la

lettera del 10 giugno 2014, nella quale ha precisato che l’inosservanza dei

requisiti legali avrebbe comportato l’irricevibilità del reclamo.

3.3

La

decisione impugnata, con cui l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile

il reclamo del contribuente, appare di conseguenza ineccepibile. La decisione

di tassazione è pertanto passata in giudicato, senza che alla Camera di diritto

tributario sia concesso di entrare nel merito del ricorso.

È

peraltro il caso di sottolineare che neppure con il ricorso l’insorgente ha

adempiuto in modo soddisfacente i suoi obblighi di collaborazione. Infatti, non

ha ancora inoltrato la documentazione dei costi di costruzione, stimati

dall’autorità fiscale, limitandosi per contro a ribadire di esserne “in

possesso”.

4.

Il

ricorso è pertanto respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a

carico del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 1’000.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un

totale di fr. 1’100.–

sono a

carico del ricorrente.

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 82 ss. LTF).

4. __________

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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