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Decisione

80.2014.24

Reddito dell'attività lucrativa indipendente: calcolo utile, lavori in corso, sproporzione fra spese e fatture, annullamento della decisione impugnata

9 maggio 2014Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 2

è titolare della ditta __________, con scopo la mediazione nel campo del piccolo

credito e nel ramo immobiliare. Il marito RI 1, che si qualificava allora quale

collaboratore, possiede una procura individuale.

B. Con

decisione del 10 gennaio 2008, l’RS 1 notificava ai contribuenti la tassazione

IC/IFD 2001/2002; con ulteriori decisioni del 23 gennaio 2008, notificava loro

le tassazioni IC/IFD per i periodi fiscali dal 2003 al 2006.

Per

quanto concerne il periodo 2001/2002, l’autorità fiscale aveva aumentato il reddito

dell’attività indipendente della moglie da fr. 27’502.– in media annua a fr.

120'000.–, per effetto di diverse riprese; aveva inoltre aggiunto gli interessi

attivi su un prestito concesso alla __________ SA (fr. 15'041.– in media annua)

e gli interessi passivi pagati alla __________ AG, di __________ (fr.

14'205.–).

Anche il

reddito dell’attività indipendente dei periodi successivi veniva adeguato, per

effetto di diverse riprese:

periodo fiscale

reddito dichiarato

reddito accertato

2003

33’179

52’000

2004

0

15’000

2005

0

20’000

2006

35’873

58’000

Venivano

inoltre aggiunti gli interessi passivi pagati alle società creditrici __________

AG e __________ AG, entrambe __________ Nei periodi fiscali 2004 e 2005, poi,

veniva imposta una liquidazione erogata dalla Cassa pensione __________.

C. I

contribuenti impugnavano le suddette decisioni, con reclami del 22 gennaio

2008, lamentando il “continuo accanimento” dell’autorità fiscale nei confronti

della loro famiglia. I reclamanti contestavano il reddito d’altra fonte e le

riprese degli interessi come pure delle spese non riconosciute.

L’Ufficio

di tassazione accoglieva in parte i reclami, con decisioni del 10 e del 12

dicembre 2012. Per quanto concerneva il mancato riconoscimento degli interessi

passivi pagati alla __________ AG, le decisioni rinviavano alle motivazioni

esposte nella decisione relativa alla tassazione per il periodo fiscale

1999/2000 ed alla sentenza della Camera di diritto tributario del 25 giugno

2012. Riduceva per contro da fr. 120'000.– a fr. 78'000.– il reddito aziendale

per il periodo 2001/2002, tenuto conto della documentazione presentata in sede

di reclamo. Reddito che veniva invece confermato nelle decisioni relative ai

periodi successivi. A proposito delle riprese per spese non riconosciute,

argomentava che nel conto economico dell’attività della moglie erano inclusi

costi per l’utilizzazione privata di strutture e servizi della ditta, in

particolare per l’uso di autoveicoli. Altri vantaggi provenivano dalle società __________

SA e __________ SA.

D. Con

ricorso dell’8 gennaio 2013 alla Camera di diritto tributario, RI 1 e RI 2 contestavano

in primo luogo il mancato riconoscimento degli interessi passivi pagati alla __________

AG ed alla __________ AG. Gli insorgenti chiedevano poi che il reddito

dell’attività lucrativa indipendente della moglie venisse ridotto a quanto

dichiarato, rinunciando alle riprese effettuate dall’autorità fiscale, e negavano

di aver beneficiato di vantaggi dalle società __________ SA e __________ SA. I

ricorrenti postulavano infine l’assistenza giudiziaria ed il gratuito patrocinio,

in considerazione della loro “precaria situazione finanziaria”.

E. Il

27 febbraio 2013, il giudice delegato si rivolgeva ai ricorrenti, chiedendo

loro se, alla luce della sentenza con cui il 18 febbraio 2013 il Tribunale

federale aveva respinto il loro ricorso relativo alle tassazioni dei periodi

precedenti, non intendessero avvalersi della facoltà di ritirare il gravame. In

caso contrario, li invitava a versare un importo di 2'000 franchi a titolo di

garanzia per le tasse di giustizia e le spese di procedura.

Gli

insorgenti, con lettera del 5 marzo 2013, dichiaravano di voler mantenere il

ricorso e ribadivano di non poter pagare le spese processuali, chiedendo

nuovamente l’assistenza giudiziaria ed il gratuito patrocinio.

F. Con

sentenza dell’8 aprile 2013, la Camera di diritto tributario dichiarava

irricevibile il ricorso e respingeva l’istanza di assistenza giudiziaria e di

gratuito patrocinio, escludendo l’esistenza del “fumus boni iuris”.

Il

Tribunale federale annullava tuttavia la sentenza, con decisione del 19 luglio

2013. La Corte cantonale avrebbe infatti dovuto pronunciarsi prima sull’istanza

di assistenza giudiziaria; se l’avesse negata e la relativa decisione fosse

passata in giudicato, avrebbe poi dovuto fissare ai ricorrenti un ulteriore

termine per pagare l’anticipo delle spese.

G. La

Camera di diritto tributario respingeva l’istanza di assistenza giudiziaria e

di gratuito patrocinio, con sentenza del 26 luglio 2013.

Il

Tribunale federale respingeva un ricorso dei contribuenti, con sentenza del 30

dicembre 2013.

H. Il

23 gennaio 2014 la Camera di diritto tributario ha attribuito ai ricorrenti un

termine per versare la garanzia delle spese di giudizio.

L’accredito

è avvenuto il 10 febbraio 2014.

Diritto

1. Debiti

e interessi passivi

1.1.

In primo

luogo, i ricorrenti tornano a contestare il mancato riconoscimento degli interessi

passivi pagati alla __________ AG ed alla __________ AG.

1.2.

La

censura è già stata esaminata da questa Corte nella sentenza del 25 giugno

2012, confermata dal Tribunale federale il 18 febbraio 2013 (n.2C_823/2012

e 2C_824/2012), per i periodi fiscali precedenti.

Come noto agli insorgenti,

in quel contesto ci si era già ampiamente confrontati con le conseguenze del

trasferimento del debito dalla __________ di __________ alla __________

AG di __________. Nella sentenza in questione, la Camera di diritto tributario

ha ritenuto che la sola circostanza che la __________ AG di __________ fosse

subentrata alla __________ di __________ nella posizione di creditore non bastava

a comportare il riconoscimento del debito. Pur ammettendo che le esigenze

probatorie sono più rigorose nei confronti di entità giuridiche estere, mentre

quando il creditore è domiciliato in Svizzera è di

regola sufficiente indicarne il nome e indirizzo, la Camera concludeva che il mancato

riconoscimento dei debiti contratti verso la società

finanziaria del Principato del Liechtenstein comportava, di riflesso, anche il

mancato riconoscimento dei prestiti concessi nel biennio successivo dalla __________

AG, che a dire dei contribuenti sarebbero per l’appunto serviti a rilevare i

primi.

In particolare,

i contribuenti non erano stati in grado di produrre nessun elemento atto a

dimostrare in maniera ineccepibile l’avvenuto trasferimento delle somme di denaro, così come non erano

stati in grado di provare in maniera inconfutabile il versamento dei relativi

interessi. A tale proposito, le attestazioni sottoscritte

dall’avv__________ dovevano essere considerate con la necessaria prudenza, già

per il semplice fatto che lo stesso era all’origine dell’intero costrutto

giuridico. L’avvocato luganese rappresentava del resto,

oltre alla pretesa creditrice del Principato, anche altre società utilizzate

dai contribuenti, prima fra tutte __________ AG __________, di cui era

presidente, ma anche __________ SA, con sede sempre a __________.

1.3.

Con il

ricorso in esame, i contribuenti sollevano le stesse censure con cui questa

Corte si è già confrontata.

Gli

interessi passivi che i ricorrenti avrebbero pagato, nei periodi fiscali dal

2001/2002 al 2006, rispettivamente alla __________ AG ed alla __________ SA,

non sono pertanto deducibili dal reddito imponibile.

Anche il

fatto che, contestualmente al mancato riconoscimento dei debiti, l’Ufficio di

tassazione abbia deciso di riprendere gli importi che erano stati indicati a

tale titolo, considerandoli un elemento di reddito imponibile, è stato già

riconosciuto, nella precedente sentenza, come un’ulteriore logica conseguenza

dell’inadempimento da parte dei contribuenti dei loro oneri probatori e del

fatto che, secondo dottrina e giurisprudenza, il reddito soggetto all’imposta

comprende la totalità dei proventi che provengono al contribuente durante un

determinato periodo e di cui questi può disporre per le sue necessità senza

dover diminuire il patrimonio che aveva all’inizio del medesimo periodo.

1.4.

Su questi

aspetti, il ricorso si rivela pertanto manifestamente infondato, se non temerario.

Considerandi

2.

Ripresa

di spese non riconosciute

2.1

I

ricorrenti contestano poi la ripresa di diversi costi, figuranti nel conto

economico della ditta individuale __________, che l’Ufficio di tassazione ha

ritenuto non giustificati.

La

titolare ha infatti inserito fra i costi della sua attività indipendente spese

private, in particolare per il leasing e per l’uso di un’automobile __________

e i premi per una polizza d’assicurazione sulla vita.

2.2

In base

agli art. 26 LT e 27 LIFD, dal reddito dell’attività lucrativa indipendente

sono deducibili le spese aziendali e professionali giustificate. Per spese generali si devono intendere le spese

indispensabili che il contribuente deve affrontare per conservare e rendere più

sicura la fonte di reddito. Sono considerate spese generali i costi complessivi

a carico del contribuente nell’ambito della sua attività lucrativa. Sono tali,

oltre alle spese aziendali in senso proprio, anche i costi supplementari sopportati

nell’interesse della ditta o della professione per vitto e alloggio fuori casa,

per particolari abiti di lavoro, per assicurazioni, pubblicità, viaggi ecc. Occorre

dunque, affinché entri in considerazione una tale deduzione, che le spese siano

direttamente imputabili all’attività aziendale (Noël,

in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct,

Basilea 2008, n. 2 ad art. 27 LIFD, p. 455; Locher, Kommentar zum DGB, Therwil/Basel 2001, n. 5 ad art.

27.

LIFD, p. 677).

2.3

Le

riprese litigiose ammontano a fr. 10'539.– nel periodo fiscale 2001/2002, fr.

2'000.– nel 2003, fr. 1'600.– nel 2004, fr. 3'200.– nel 2005 e fr. 5'600.– nel

2006.

Se si

considera che l’attività indipendente era esercitata in un immobile appartenente

ai ricorrenti e che nel conto economico figuravano costi importanti per

telefono, leasing, spese d’automobile, elettricità, riscaldamento, le riprese

in questione appaiono più che giustificate, se non prudenziali.

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, il riferimento, contenuto nella legge,

alla giustificazione aziendale e professionale delle spese, attribuisce

all’autorità fiscale un rilevante margine di apprezzamento, rafforzato dal

fatto che essa non ha l’onere della prova in caso di rifiuto della deduzione (cfr.

p. es. le sentenze n.2C_658/2007 del 13 febbraio

2008.

consid. 2.1; n.2C_132/2010 del 17 agosto 2010 consid.

3.

). I ricorrenti non provano in alcun modo che le spese riprese

dall’autorità fiscale fossero giustificate, ma si limitano ad affermare che,

quando usavano privatamente le automobili della ditta, pagavano personalmente

“le spese di carburante, olio e liquidi”.

Non può poi chiaramente

esser presa in considerazione la pretesa di riconoscere il carattere aziendale

dei premi pagati per un’assicurazione sulla vita. A tale proposito, nel ricorso

si sostiene che l’assicurazione sarebbe stata “imposta da un creditore

ipotecario”. A parte il fatto che neanche tale affermazione è minimamente documentata,

si deve ricordare che i debiti ipotecari stessi, per la maggior parte, non sono

stati riconosciuti.

2.4

Anche su questo aspetto,

il ricorso si rivela destituito di fondamento.

3.

Prestazioni valutabili

in denaro

3.1

Nelle decisioni

impugnate, l’Ufficio di tassazione ha anche assoggettato all’imposta sul

reddito dei vantaggi provenienti dalle società __________ SA e __________ SA.

3.2

Gli

articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all'imposta

sull'utile delle persone giuridiche, che

1.

Costituiscono utile netto imponibile:

a.

il saldo del conto

profitti e perdite, epurato dal riporto dell'anno precedente;

b.

tutti i prelevamenti

fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati

alla copertura di spese riconosciute dall'uso commerciale, in particolare:

- ...[omissis]...

- le

distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non

giustificate dall'uso commerciale.

Quanto

all'imposizione delle persone fisiche, gli articoli 20 cpv. 1 LT e 19 cpv. 1

LIFD prevedono da parte loro che

1.

Sono imponibili i redditi da sostanza

mobiliare, segnatamente:

c. i

dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).

3.3

La

dottrina ha così riassunto la nozione di "distribuzione dissimulata di

utili" che si può ricavare dalla giurisprudenza del Tribunale federale

(cfr. Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht,

Berna 1986, p. 398 s.; Höhn/Waldburger,

Steuerrecht, 8a ediz., vol. I, Berna 1997, n. 82 al § 18, p. 456 s.;

Oberson, Droit fiscal suisse, Basilea/Francoforte

1998, n. 28 al § 10, p. 172; inoltre CDT n. 80.2000.00031 del 2 maggio 2000, in RDAT II-2000 n. 8t):

·

una prestazione da parte della società, senza

una corrispondente controprestazione;

·

il fatto che la prestazione si traduca in un

vantaggio per l'azionista o una persona a lui vicina, cioè che essa non sarebbe

stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;

·

il fatto che il menzionato carattere della

prestazione (di avvantaggiare, cioè, un azionista rispetto ai terzi) sia

riconoscibile da parte degli organi societari.

3.4

Le

prestazioni litigiose sono costituite anche in questo caso dall’utilizzazione

privata di veicoli appartenenti a due società. In particolare, la __________ SA

ha ripreso nel 2003 la __________ che in precedenza apparteneva alla ditta

individuale di RI 2. La __________ SA, da parte sua, aveva intestato diversi

autoveicoli, fra cui una ____________________.

Ancora

una volta, ammettendo l’utilizzazione dei veicoli in questione, gli insorgenti

si limitano ad affermare, senza addurre alcuna prova, che pagavano di tasca

propria carburante, olio e liquidi, per le trasferte private.

L’imposizione

delle prestazioni in discussione deve pertanto essere confermata. È ancora il

caso di sottolineare che l’Ufficio di tassazione, con le decisioni su reclamo,

ha sensibilmente ridotto l’ammontare delle prestazioni valutabili in denaro.

3.5

Le

decisioni impugnate sfuggono dunque ad ogni critica, anche sotto questo

profilo.

4.

Lavori

in corso cantiere di __________

4.1

Limitatamente

al periodo fiscale 2001/2002, infine, i ricorrenti contestano una ripresa di

fr. 18'000.– per “lavori in corso”. Secondo l’Ufficio di tassazione,

“dall’evoluzione dei costi e dei ricavi registrati è evidente che a fine 2000

non sono stati registrati i lavori in corso (a fronte di costi di fr. 99'161,

sono stati registrati ricavi di soli fr. 32'495)”.

Gli

insorgenti non contestano la ripresa in sé, ma sottolineano che l’autorità

fiscale non avrebbe tenuto conto del fatto che sono stati registrati fra i

ricavi ulteriori acconti per fr. 40'000.– nel 1999.

4.2

Effettivamente,

i lavori in corso, ovvero quei valori immateriali che si presentano in

forma di prestazioni non ancora conteggiate o concluse, secondo dottrina e giurisprudenza

devono essere messi a bilancio (cfr. Locher,

Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 69 ad art. 18 LIFD, p.

373). Sia che il contribuente abbia optato per il metodo del fatturato sia che

abbia optato per quello dell’incassato, tali valori vanno considerati in

proporzione alle spese professionali, perlomeno qualora si verificano notevoli

divergenze fra le spese allibrate nel periodo di computo e le fatture emesse,

rispettivamente gli incassi (Oertli,

Angefangene Arbeiten beim Jahresabschluss, unter besonderer Berücksichtigung

ihrer Aktivierung im Einkommenssteuerrecht, Zurigo 1988, pp. 145-146; cfr.

anche promemoria dell’Amministrazione federale delle contribuzioni del gennaio 1980, concernente l’obbligo di conservare i documenti e i giustificativi nonché

di allestire estratti e rendiconti a cui sono soggetti i contribuenti

esercitanti attività indipendente, p. 3, par. II.5).

4.3

È vero

che, nel biennio che costituisce periodo di computo per il calcolo dell’imposta

sul reddito 2001/2002, gli acconti complessivamente registrati ammontano a fr.

72'495.–; la differenza rispetto ai costi (oltre fr. 100'000.– nel biennio)

supera comunque i 30'000 franchi.

Sebbene

il periodo di computo 1999/2000 preceda il vuoto di tassazione determinato dal

passaggio alla tassazione annuale postnumerando, la sproporzione fra

spese registrate e fatture emesse non appare tuttavia in sé di particolare

rilievo.

In ogni

caso, l’importo di fr. 18'000.–, considerato che si deve trattare della media annua

(periodo di computo biennale), non trova spiegazione.

4.4

Su questo

aspetto, si giustifica pertanto il rinvio degli atti all’Ufficio di tassazione,

per una nuova decisione.

5.

Il

ricorso è conseguentemente respinto, nella misura in cui concerne i periodi

fiscali dal 2003 al 2006. La decisione su reclamo relativa al periodo fiscale

2001/2002 è invece annullata limitatamente alla ripresa dei lavori in corso.

Tassa di

giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, in proporzione alla

loro soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e

pronuncia

1. 1.1. Il

ricorso contro le decisioni su reclamo relative ai periodi 2003, 2004, 2005 e

2006 è respinto.

1.2. La

decisione su reclamo relativa al periodo fiscale 2001/2002 è invece annullata

limitatamente alla ripresa dei lavori in corso.

2. Le spese

processuali consistenti:

a. nella

tassa di giustizia di fr. 2’400.–

b. nelle

spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un

totale di fr. 2’500.–

sono a

carico dei ricorrenti nella misura di quattro quinti (fr. 2'000.–).

3. Contro il

presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.

LTF).

4.__________

- municipio

di.

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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