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Decisione

80.2014.330

Procedura: sproporzione fra entrate e uscite, “altri redditi” presunti, acquisto azioni e costruzione casa, prova insufficiente

3 marzo 2016Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

A. I coniugi RI 1 e RI 2,

cittadini __________, hanno preso domicilio nel Cantone Ticino alla fine del

2005.

Con lettere del 12 ottobre

e del 1° dicembre 2011, allo scopo di definire le prime tassazioni, l’Ufficio

di tassazione di Lugano Città invitava i contribuenti a produrre, fra l’altro, una

copia del contratto di acquisto delle azioni della __________ AG di __________,

società con scopo la consulenza informatica nel campo degli investimenti e

della gestione patrimoniale, una copia del contratto di prestito concluso con

la medesima società e le dichiarazioni d’imposta presentate in __________, avvertendoli

che in caso contrario avrebbe proceduto con una tassazione d’ufficio.

B. I coniugi __________ non

facevano seguire alcuna risposta. Con decisioni del 21 novembre 2012,

l’autorità fiscale gli notificava le tassazioni IC/IFD 2007 e 2008, basandosi

sui dati a sua disposizione.

Per quanto qui di

interesse, l’autorità aggiungeva ai proventi dichiarati “altri redditi” di,

rispettivamente, fr. 250'000.– (nel 2007) e fr. 60'000.– (nel 2008), spiegando

nelle motivazioni allegate che si trattava di “prestazioni valutabili in denaro

o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità

finanziaria”.

C. I coniugi RI 1 e RI 2,

rappresentati dalla RA 1, impugnavano le suddette decisioni con reclamo del 19

dicembre 2012. Contestavano l’aggiunta di “altri redditi”, sostenendo di

disporre di sufficiente sostanza per il loro mantenimento.

D. Con scritto del 21

maggio 2014, l’autorità di tassazione sottoponeva ai contribuenti i calcoli

delle entrate e delle uscite degli anni 2007 e 2008, dai quali emergeva un

ammanco finanziario di 146'280 franchi nel 2007 e una disponibilità di appena

10'950 franchi nel 2008, chiedendogli di presentare le loro osservazioni e di

comprovare ogni rettifica apportata. Riproponeva inoltre l’invito a produrre la

seguente documentazione:

Ø il contratto di acquisto delle azioni della __________

AG;

Ø

il contratto di prestito concluso

con la medesima società;

Ø

le dichiarazioni d’imposta

presentate in __________ negli anni 2006, 2007 e 2008;

Ø

il dettaglio del numerario

indicato 2006, 2007 e 2008;

Ø

il contratto d’affitto privato

2007 e 2008 e professionale 2008 per l’attività indipendente;

Ø

il genere d’attività indipendente

svolta nel 2008 con il dettaglio delle entrate, delle spese generali e dei

costi AVS;

Ø

la suddivisione per anno di pagamento

dei costi di costruzione relativi alla sostanza immobiliare di __________.

La

medesima richiesta, rimasta disattesa, veniva riproposta con raccomandata del

30 settembre 2014.

E. I ricorrenti

rispondevano con scritto del 16 ottobre 2014, producendo solo parte della

documentazione richiesta. Essi sostenevano in particolare quanto segue:

Ø non sarebbe mai esistito un contratto d’acquisto della

società __________ AG e neppure un contratto di prestito: RI 1 avrebbe acquistato

un mantello giuridico per fr. 34'000.–, mentre il debito esposto a bilancio

corrisponderebbe al correntista attivo della società medesima;

Ø

il numerario dichiarato corrisponderebbe

ai liquidi nella disponibilità dei ricorrenti;

Ø

non sarebbe mai esistito un

contratto d’affitto per il 2007, avendo i ricorrenti alloggiato presso un hotel

di __________;

Ø

nell’attività indipendente,

relativa alla consulenza in ambito informatico e delle telecomunicazioni,

sarebbe stata registrata una parte del costo della casa privata in quanto utilizzata

per l’attività lavorativa.

F. L’autorità di

tassazione, con decisioni del 12 novembre 2014, accoglieva parzialmente il

reclamo, rettificando prudenzialmente gli “altri redditi” in, rispettivamente,

fr. 200'000.– (nel 2007) e fr. 40'000.– (nel 2008). Entrambe le decisioni

erano così motivate:

Tenuto conto che la relativa

risposta (del 16.10.201) non comprova in alcun modo la mancanza di

disponibilità finanziaria il nostro ufficio, riesaminato il calcolo sul

dispendio, rettifica prudenzialmente il reddito d’altra fonte in fr. 200'000

(rispettivamente fr. 40'000.–).

G. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 lamentano nuovamente

l’aggiunta di “altri redditi”, opponendosi ai calcoli del dispendio proposti

dall’autorità di tassazione.

Per quanto concerne l’anno

2007, essi ribadiscono di avere acquistato un mantello giuridico per fr.

34'000.–. Contestano quindi l’aggiunta, fra le uscite, del valore nominale del

pacchetto azionario della __________ AG di fr. 500'000.–. In merito al calcolo

del 2008 censurano invece alcune spese indicate nel piano di ristrutturazione

della loro casa, ed in particolare gli importi di fr. 40'000.– (ditta __________

Sagl) e fr. 180'000.– (ditta __________ SA). Il primo sarebbe stato pagato

unicamente al momento della vendita dell’immobile, avvenuta nel 2012, mentre il

secondo non sarebbe mai stato onorato.

H. Nelle proprie

osservazioni del 17 dicembre 2014, l’Ufficio di tassazione propone di

respingere il ricorso, contestando ai ricorrenti di non avere prodotto le

necessarie pezze giustificative a sostegno delle proprie argomentazioni.

I. I ricorrenti, così

richiesti da questa Camera, con lettera del 12 febbraio 2015 hanno prodotto una

ricevuta a comprova dell’acquisto del pacchetto azionario della __________ AG

per il prezzo di fr. 34'000.–, un accordo di componimento bonario con la ditta __________

Sagl e un riconoscimento di debito a favore della __________ SA.

L’Ufficio di tassazione,

con scritto del 30 settembre 2015, pone nuovamente l’accento sulla mancanza di

documentazione atta a giustificare l’ammanco finanziario calcolato, sostenendo

in particolar modo, che non risulterebbe chiaro il totale esatto dell’in-vestimento

immobiliare di __________.

L. Con lettera del 16

ottobre 2015, i ricorrenti osservano di avere venduto, il 20 giugno 2009, una

parte del terreno di Comano per poter far fronte alle spese della casa e al proprio

sostentamento. Allegano inoltre la corrispondenza inviata alle autorità fiscali

nell’ambito della procedura di tassazione dell’utile immobiliare, che a loro dire

illustrerebbe la gestione dell’intera liquidità.

Diritto

1. 1.1.

Nella procedura fiscale

vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio.

L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente

rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini

necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in

particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai

contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,

Berger,

Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p.

190). La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di

collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1

LIFD, le autorità di tassazione accertano con il contribuente le condizioni di

fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al

contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una

tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in

particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione

TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).

1.2.

Di

principio, in applicazione analogica della regola generale prevista

dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel

senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che

fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la

prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso

l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

La descritta regola

sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a

considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti

ostruzionistici (Schär, Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung,

in: ASA 67 p. 435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente

tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la

collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che

fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il

contribuente, per motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto

che diminuisce il suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione

che non può essere pretesa (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen

Steuerrecht, Vol. I/2b, 2. ediz., Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342

e riferimenti).

In definitiva, la massima

ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di

collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva

dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet,

in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art.

123 LIFD, p. 1196).

Considerandi

2.

2.1.

Secondo l’art. 204 cpv. 2

LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID,

l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una

valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa

i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata

soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve

essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132

cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della

prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.

2.2

Giurisprudenza e dottrina

tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo

laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi

procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua

situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004

del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, op. cit.,

n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,

Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra

Berger, op. cit., p. 197).

L’autorità

fiscale deve agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza professionale,

conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere

tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di

evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente

deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più

vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

2.3

Nella

fattispecie, come visto, l’Ufficio di tassazione di Lugano Città ha

intrapreso due distinti calcoli della disponibilità finanziaria dei coniugi __________

e, su questa base, ha aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per,

rispettivamente, fr. 250'000.– (nel 2007) e fr. 60'000.– (nel 2008), che ha poi

prudenzialmente ridotto a fr. 200'000.– (nel 2007) e fr. 40'000.– (nel 2008).

Pur ritenendo che le

dichiarazioni presentate dai ricorrenti non fossero corrette, l’autorità ha

rinunciato a delle vere e proprie tassazioni d’ufficio, che avrebbero

presupposto dapprima una diffida e che avrebbero poi limitato il diritto di

reclamo da parte dei contribuenti (obbligo di motivazione ex art. 206

cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD). Con decisioni del 21 novembre 2012 ha infatti

notificato ai ricorrenti due tassazioni ordinarie, con la conseguenza che l’obbligo di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di

ricostruire la verità materiale, non è mai venuto meno. Come ha

stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, la rinuncia alla tassazione

d’ufficio non impedisce tuttavia all’autorità di tassazione di determinare gli

elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative

all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n.

2A.561/2005 consid. 3).

Come esposto in narrativa,

alle puntuali richieste di informazione del 21 maggio 2014 e del 30 settembre

2014, i contribuenti hanno risposto solo parzialmente, non comprovando in alcun

modo la mancanza di disponibilità finanziaria prospettatagli. La decisione di

definire in via di apprezzamento il reddito imponibile dei ricorrenti non

presta quindi il fianco a critiche.

Tassazione IC/IFD 2007

3.

3.1.

Dall’esame del calcolo

delle entrate e delle uscite del 2007 colpiscono in particolar modo gli attivi

(“Titoli, capitali, numerario”), aumentati nel corso di un solo anno di fr.

594'904.– (dagli iniziali fr. 841'041.– ai finali fr. 1'435'945.–). Tale aumento

è sostanzialmente riconducibile all’acquisto della __________ AG

di __________, nel frattempo fallita e radiata dal registro di commercio, il

cui pacchetto azionario aveva un valore nominale di mezzo milione di franchi.

Con lettera del 16 ottobre

2014, così richiesti, i ricorrenti hanno spiegato di avere acquistato il

mantello giuridico della società per il prezzo di fr. 34'000.–, senza peraltro

sottoscrivere alcun contratto. Con successivo scritto del 12 febbraio 2015,

nuovamente invitati da questa Camera a comprovare l’acquisto del pacchetto

azionario della __________ AG, hanno infine prodotto la copia di una ricevuta sottoscritta

il 26 febbraio 2007 da un certo __________, nella quale attestava di avere

ricevuto la summenzionata somma in contanti esclusivamente per l’acquisto del capitale

azionario della società e nella quale si precisava inoltre che RI 1 era

“consapevole del fatto che con l’acquisto delle azioni, prenderà a suo carico

anche la quota del correntista della suddetta AG”.

Negli atti dell’incarto

fiscale non si trova nulla di più.

3.2

Troppo poco. Pur non essendoci a norma di legge alcun vincolo di forma per tali

acquisizioni, appare quantomeno curioso e contrario agli usi comuni che per la

compravendita di una società, il cui valore nominale ammonta a fr. 500'000.–,

le parti non abbiano sottoscritto alcun contratto scritto.

Più di una perplessità

desta inoltre la ricevuta del 26 febbraio 2007, prodotta dopo ripetute richieste. In primo luogo perché nulla permette di identificare __________,

mediatore della transazione, né di comprenderne il ruolo (egli, da quanto allo

scritto del 16 ottobre 2014, parrebbe essere il vecchio consulente dei coniugi RI

1). Allo stesso modo, dalla breve ricevuta, nemmeno si capisce su quale conto

vada trasferita la somma in questione, né per quanto riguarda il passaggio da RI

1.

ad __________, né per il passaggio da quest’ultimo alla società

compravenduta. È inoltre impossibile tracciare la provenienza di questi soldi,

che i ricorrenti sostengono di aver versato quale prezzo d’acquisto del

pacchetto azionario. In simili circostanze, la ricevuta prodotta dai ricorrenti

non ha nessun valore probatorio. Ciò che rende l’intera operazione poco limpida

e finanche sospetta.

Ma anche presupponendo

che la ricevuta fosse attendibile, nulla prova che la somma in questione

corrisponda effettivamente al prezzo della compravendita. Anzi, dalla stessa

ricevuta risulta che RI 1 si è assunto anche il debito correntista nei

confronti della __________ AG, che nel modulo 5 allegato alla dichiarazione

d’imposta ha indicato in fr. 460'729.– (cfr. elenco debiti). Tale importo

rappresenta chiaramente una controprestazione dell’acquirente e come tale è

pure stato considerato nel calcolo delle entrate e delle uscite allestito

dall’autorità di tassazione. Tanto è vero che lo stesso importo viene

considerato sia fra le uscite (quale aumento degli attivi) sia fra le entrate

(quale aumento dei debiti privati). Non si capisce quindi come i ricorrenti

possano pretendere di giustificare una sufficiente disponibilità finanziaria

riducendo le sole uscite (diminuzione degli attivi), senza intaccare nel

contempo anche le entrate (diminuzione dei debiti privati). Non può infine

essere dimenticato che i ricorrenti non hanno mai portato la prova della situazione

patrimoniale della società acquistata, in particolare producendo il bilancio

della stessa al momento dell’acquisto.

3.3

Al di là delle

considerazioni che precedono, anche altri elementi della dichiarazione

d’imposta appaiono poco limpidi e i relativi giustificativi alquanto lacunosi.

Quanto al

numerario, per esempio, lo stesso è passato nel giro di tre anni da 50'000.– (nel

2005) a fr. 580'000.– (nel 2006) a fr. 325'000.– (nel 2007). Anche a

questo proposito la risposta fornita dai ricorrenti alla precisa domanda sottopostagli

dall’autorità di tassazione è insoddisfacente. Essi si sono infatti limitati a

definire il numerario quale “soldi liquidi che la famiglia __________ aveva

nelle sue disponibilità”, senza fornire alcuna spiegazioni in merito agli

importanti flussi di capitale. Mal si capisce infatti come gli stessi potessero

conservare una così ingente somma di denaro senza, quantomeno, depositarlo in

una cassetta di sicurezza o in altri luoghi documentabili. Altrettanto inverosimile

appare la mancata tracciabilità del flusso di capitale e dei relativi movimenti.

Poco chiaro

appare inoltre quanto sostenuto dai ricorrenti in merito alle spese da essi

sopportate per l’alloggio durante tutto l’anno. Se è vero e comprovato che essi

hanno alloggiato in albergo dal 28 dicembre 2007 al 10 maggio 2008 ed in

seguito a __________ fino al 8 giugno 2008, non è dato sapere dove gli stessi abbiano

soggiornato in precedenza. Nella già citata lettera del 16 ottobre 2014 i

ricorrenti sostengono di avere alloggiato in un appartamento messogli a disposizione

dal loro vecchio consulente __________, dietro corresponsione di una pigione mensile

di fr. 500.–. Come per l’acquisto della __________ AG, anche in questo caso

appare quantomeno curioso che le parti non abbiano sottoscritto alcun contratto

scritto. Ancor più difficile da credere è che i ricorrenti, dopo l’ennesima

richiesta dell’autorità fiscale, non siano stati nemmeno in grado di produrre

una dichiarazione del proprietario dell’ente locato.

3.4

A questa Camera non resta

quindi che confermare il calcolo della disponibilità finanziaria allestito

dall’autorità di tassazione, dal quale emerge, prima ancora di considerare il

tenore di vita dei ricorrenti, un ammanco annuo di fr. 146'380.–.

La decisione impugnata,

con la quale l’autorità ha prudenzialmente ridotto a fr. 200'000.– gli “altri

redditi” aggiunti ai proventi dichiarati, deve essere conseguentemente

confermata, tenuto conto del fabbisogno per un decoroso stile di vita.

Soprattutto se si considera che i coniugi, oltre al loro

sostentamento, dovevano provvedere pure al mantenimento della figlia minorenne

agli studi fuori cantone.

Tassazione IC/IFD 2008

4.

4.1.

Dal calcolo della

disponibilità finanziaria del 2008 spiccano, fra le uscite, costi di

costruzione per complessivi fr. 1'275'792.–, riferiti al mapp. __________ di __________.

Tale fondo, costituito in

due proprietà per piani (PPP), è stato acquistato il 28 agosto 2008 (data di

iscrizione a registro fondiario) e intestato ai figli __________ e __________,

in ragione di un mezzo ciascuno.

L’importo considerato di

fr. 1'275'792.– corrisponde alle spese indicate dagli stessi ricorrenti nel

piano di ristrutturazione della casa. Nel gravame, come visto, essi sostengono tuttavia

di non avere onorato tutte le fatture degli artigiani, a causa della difficile

situazione finanziaria in cui si trovavano allora. Si tratta, in particolare,

dell’importo di fr. 40'000.– rivendicato dalla ditta __________ Sagl (pagato

unicamente al momento della successiva vendita dell’immobile, avvenuta nel il

26.

ottobre 2012) e dell’importo di fr. 180'000.– a favore della ditta __________

SA, mai onorato. I ricorrenti giustificano così l’ammanco finanziario stimato dall’autorità

di tassazione in fr. 40'000.–.

4.2

Con lettera del 12

febbraio 2015, così richiesti da questa Camera, i ricorrenti hanno (finalmente)

prodotto una copia dell’accordo di componimento bonario sottoscritto con la

ditta __________ Sagl e il decreto di stralcio della Pretura del Distretto di

Lugano del 6 dicembre 2012. Dalla documentazione prodotta risulta che le parti

in causa sono giunte a una soluzione extragiudiziale, nella quale RI 1,

committente dei lavori di gessatura in questione, si è impegnato a riconoscere

l’importo netto e omnicomprensivo di fr. 43'000.– a tacitazione di ogni

reciproca pretesa e la ditta __________ Sagl a far cancellare l’ipoteca legale

di fr. 103'819.10 iscritta a carico delle due unità di PPP.

I ricorrenti hanno inoltre

prodotto un riconoscimento di debito sottoscritto il 1° marzo 2012, con il

quale lo stesso RI 1 dichiarava di dovere alla ditta __________ SA l’importo

complessivo di fr. 222'109.65, ridotto a fr. 180'000.– in via transattiva a

condizione che lo stesso venisse onorato entro la fine dell’anno. Il debito, da

quanto risulta dal documento prodotto, si riferisce a una richiesta d’acconto

del 2 luglio 2009 e a quattro distinte fatture del 18 gennaio 2012. Le stesse

non vengono tuttavia allegate né viene allegato il dettaglio dei lavori eseguiti

nella casa di __________.

4.3

Tali documenti non bastano

a fare luce sulla reale entità dei lavori di costruzione e di miglioria

riferiti al mapp. __________. I ricorrenti non hanno in particolare dato

seguito alla richiesta dell’autorità di tassazione di suddividere i diversi

interventi edili per anno di pagamento, contenuta nelle lettere del 21 maggio e

del 30 settembre 2014, limitandosi a richiedere, come visto, lo stralcio degli

importi di fr. 40'000.– e fr. 180'000.–.

Troppo poco, soprattutto in

considerazione delle importanti incongruenze che emergono dall’incarto fiscale.

Come accennato sopra, i figli __________ e __________ hanno venduto le due

unità di PPP il 26 ottobre 2012 (data di iscrizione a registro fondiario) alla __________

SA, per il prezzo complessivo di fr. 3'300'000.–. Nella dichiarazione per

l’imposta sugli utili immobiliari, compilata il 6 novembre 2012, gli alienanti hanno

indicato costi di costruzione e miglioria per un totale di fr. 1'834'143.–,

sulla base di un nuovo piano di ristrutturazione. Pur ammettendo che l’importo

totale rivendicato in deduzione dal prezzo di alienazione sia stato sostenuto nel

corso di più anni, in mancanza delle singole fatture e dei relativi bonifici non

è tuttavia possibile suddividere i lavori per anno di pagamento. Gli unici

documenti agli atti dell’incarto fiscale rimangono quindi due diverse distinte,

l’una dell’importo di fr. 1'834'143.– (dichiarato nell’ambito dell’imposta

sugli utili immobiliari) e l’altra di fr. 1'275'792.– indicato nell’ambito

della tassazione ordinaria del 2008.

Nel dettaglio non si

capisce, per esempio, per quale ragione i lavori di gessatura della __________

Sagl siano stati dichiarati in fr. 73'000.– per l’imposta sugli utili

immobiliari, visto che il già citato accordo di componimento bonario è stato

sottoscritto qualche giorno prima della relativa dichiarazione. In merito

all’importo dovuto alla __________ SA, per contro, mancano le necessarie

fatture e i relativi dettagli. Confrontando quanto dichiarato per l’imposta

sugli utili immobiliari (fr. 577'225.–) e quanto sostenuto nell’ambito della

tassazione ordinaria del 2008 (fr. 463'431.–) risulta nondimeno una discrepanza

di fr. 113'994.–. Tale importo potrebbe essere effettivamente riconducibile a

lavori eseguiti negli anni successivi e, per quanto più di interesse in questa

sede, oggetto del riconoscimento di debito sottoscritto dal ricorrente il 1°

marzo 2012. Se così fosse non si giustificherebbe allora il postulato stralcio dell’intero

importo di fr. 180'000.– rivendicato nel gravame.

4.4

Al di là delle

considerazioni che precedono, anche altri elementi della dichiarazione

d’imposta appaiono tutt’altro che cristallini, come più volte segnalato

dall’autorità di tassazione.

Per quanto concerne il numerario si rimanda a

quanto osservato per la tassazione IC/IFD 2007. Appare infatti difficilmente

credibile che i ricorrenti non siano in grado di fornire ulteriori dettagli in

merito. Quanto all’alloggio, in base alle fatture prodotte, i contribuenti risultano

aver vissuto in albergo a __________ prima e a __________ poi, fino all’8

giugno 2008. In seguito, stando a quanto ricostruibile dalle documentazioni

agli atti, essi si sarebbero trasferiti nella casa di __________ acquistata il

28.

agosto 2008 e intestata ai figli __________ e __________. Dove hanno soggiornato

durante il periodo intercorso tra l’uscita dall’albergo e l’acquisto della

summenzionata casa non è però dato a sapere.

4.5

A questa Camera non resta

quindi che confermare anche il calcolo della disponibilità finanziaria del

2008.

La decisione impugnata, con la quale l’autorità ha prudenzialmente

ridotto a fr. 40'000.– gli “altri redditi” aggiunti ai proventi dichiarati,

deve essere conseguentemente confermata, tenuto conto ancora una volta del fabbisogno

per un decoroso stile di vita.

5.

Il ricorso è

conseguentemente respinto.

Tassa di giustizia e spese

processuali sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 800.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 880.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: Il

segretario: