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Decisione

80.2014.57

Reddito della sostanza mobiliare: dividendo, erogazione negli anni seguenti la delibera, momento della realizzazione, delibera dell’assemblea, incongruenza con l’imposta preventiva

27 marzo 2014Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il

25 giugno 2007 RI 1 era titolare di 1'530'000 azioni della __________ SpA di __________

(I), società il cui capitale sociale ammontava a € 3'000'000 ed era rappresentato da 3'000'000 di azioni. Quel giorno,

a __________, si è tenuta l’assemblea della società, nel corso della quale è

stata deliberata la distribuzione di un dividendo di € 0,50 per azione, prelevando dalle “riserve straordinarie”

disponibili sino ad allora accantonate, “da erogarsi a discrezione degli

amministratori secondo le disponibilità finanziarie della società, comunque

entro e non oltre la data del 31/12/2007”. Con una successiva modifica del

verbale, quest’ultima data è stata sostituita con “31/12/2011”.

B. Nella

dichiarazione d’imposta 2009, RI 1 indicava fra gli altri di aver conseguito un

reddito lordo di fr. 294'000.–, costituito dal dividendo erogato dalla __________

SpA. Nell’istanza per il computo globale d’imposta per dividendi e interessi

esteri maturati nel 2009, indicava che da tale importo erano state trattenute imposte

estere non recuperabili per un ammontare di fr. 44'100.–.

C. Con

decisione del 7 giugno 2012, l’RS 1 notificava al contribuente la tassazione

IFD 2009, nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 488'400.–. Fra i

redditi della sostanza mobiliare rientrava anche il dividendo di fr. 294'000.–.

D. Il

contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo dell’11 giugno 2012

all’Ufficio di tassazione, chiedendo lo “sgravio del 40% sull’incasso di

dividendi da partecipazioni qualificate”.

L’autorità

fiscale respingeva il reclamo, con decisione del 5 febbraio 2014, così motivata:

Considerandi

II

gravame verte sulla mancata concessione dello sgravio del 40% (previsto

dall'art. 20 cpv. 1 bis LIFD, in vigore dal 1. gennaio 2009) sull'incasso del

dividendo distribuito dalla __________ S.p.A.

Determinante

per l'esame delle condizioni poste dalle nuove normative che regolano

l'imposizione parziale dei proventi da partecipazioni qualificate appartenenti

alla sostanza privata è la data dell'Assemblea degli Azionisti in cui viene

decisa la distribuzione del dividendo, indipendentemente dalla data del

versamento effettivo dello stesso.

Nel

caso in esame, l'assemblea durante la quale è stato deciso di distribuire il

dividendo ha avuto luogo il 25.6.2007. A partire da tale data il dividendo era

esigibile e avrebbe dovuto essere erogato agli azionisti entro il 31.12.2007

(termine in seguito posticipato al 31.12.2011) .

Considerato

quindi che nel 2007 non era ancora in vigore il sopraccitato articolo di legge,

il contribuente non può beneficiare dell'imposizione parziale.

E. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente

la concessione dello sgravio del 40% previsto dall’art. 20 cpv. 1bis

LIFD. A suo avviso, determinante per l’imposizione del dividendo e di

conseguenza per la concessione dello sgravio “non deve essere la data

dell’assemblea degli azionisti che lo delibera, bensì la scadenza dello

stesso”. Nella fattispecie, la scadenza sarebbe quella definita dall’assemblea

degli azionisti e riportata nel relativo verbale, così come corretto in seguito

all’assemblea.

Diritto

1.

Secondo

l’art. 20 cpv. 1 lett. c LIFD, sono imponibili i redditi da sostanza

mobiliare, segnatamente i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di

liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da

partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti

gratuiti del valore nominale, ecc.).

Il 1°

gennaio 2009 è entrato in vigore l’art. 20 cpv. 1bis LIFD (introdotto

dalla legge del 23 marzo 2007 sulla riforma II dell'imposizione delle imprese),

secondo cui i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come

pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in

società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione

(comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e

simili) sono imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione

rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una

società di capitali o di una società cooperativa.

2.

2.1.

Nella

fattispecie, è indiscusso che l’erogazione del dividendo sia stata deliberata

dall’assemblea dei soci della __________ SpA il 25 giugno 2007. Poiché il versamento

(parziale) del dividendo in discussione è tuttavia intervenuto solo nel corso

del 2009, l’Ufficio di tassazione ha assoggettato all’imposta la prestazione in

quest’ultimo periodo fiscale, negando peraltro l’applicazione dell’art. 20 cpv.

1bis LIFD.

2.2

Secondo

l’art. 210 cpv. 1 LIFD, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2013, il

reddito imponibile è determinato in base ai proventi percepiti durante il

periodo fiscale. Dottrina e giurisprudenza sono concordi nell’affermare che un

reddito è realizzato quando il soggetto fiscale ne può disporre effettivamente,

sia entrandone in possesso, cioè incassando la somma, sia ricevendo sul

medesimo una pretesa giuridica ferma.

Di

solito, già l’acquisizione di un credito viene ritenuta costitutiva di reddito,

purché l’adempimento non appaia incerto (cfr. p. es. le sentenze del Tribunale

federale n.2C_94/2010 del 10 febbraio 2011 consid. 3.1, DTF 113 Ib 23 consid.

2e; ASA 66 p. 377 consid. 4a; ASA 66 p. 554 consid. 5d; ASA 65 p. 733 consid.

3b; StE 2003 B 21.1 n. 11 consid. 3.2). Per contro, nei casi in cui

l’adempimento del credito è particolarmente insicuro, non ci si deve fondare

sul momento dell’acquisto del credito, bensì su quello dell’adempimento

effettivo; semplici previsioni sono, infatti, insufficienti (Reich, in: Zweifel/Athanas [a cura di],

Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2a, 2. ediz., Basilea 2008,

n. 34 ad art. 16 LIFD, p. 160; RDAF 2004 II 293; ASA 66 p. 377).

2.3

Per

quanto concerne i dividendi, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,

sono realizzati già al momento della delibera dell’assemblea generale.

Secondo

l’art. 660 cpv. 1 CO, ogni azionista ha diritto ad una quota proporzionale

degli utili risultanti dal bilancio, in quanto, secondo le disposizioni della

legge e dello statuto, essi siano destinati ad essere ripartiti fra gli

azionisti. Secondo il Tribunale federale, tuttavia, questa disposizione da sola

non basta ancora a fondare una pretesa, esecutiva dal profilo del diritto

civile, al versamento di un dividendo. Una simile pretesa sorge solo quando

l’assemblea generale, convocata almeno venti giorni prima, delibera, su

proposta del consiglio d’amministrazione, la distribuzione agli azionisti di un

dividendo, sull’utile risultante dal bilancio dell’esercizio chiuso oppure

sulle riserve costituite (art. 698 cpv. 2 cifra 4 CO). Sebbene di principio il

dividendo sia immediatamente esigibile, l’assemblea generale può tuttavia

determinare anche una data di scadenza successiva.

Dal punto

di vista fiscale, il dividendo si considera tuttavia realizzato già nel momento

della delibera dell’assemblea generale, senza che si debba differire

l’imposizione fino ad una successiva data di scadenza stabilita dalla delibera

dell’assemblea (cfr. in particolare la sentenza del 7 maggio 2004, in StE 2005 A 24.21 n. 16 = RDAF 2004 II 288 consid. 4.2 e giurisprudenza e dottrina citate).

Ne

consegue che vi è una discrepanza fra quanto previsto in materia di imposta federale

diretta e quanto invece vige nell’ambito dell’imposta preventiva (Richner/Frei/Kaufmann/ Meuter, Handkommentar

zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 64 ad art. 210 LIFD, p. 1615). In

quest’ultimo ambito, infatti, è determinante la data della “scadenza della

prestazione imponibile” (art. 12 cpv. 1 della Legge federale del 13 ottobre

1965.

sull’im-posta preventiva [LIP; RS 642.21]), che corrisponde al giorno

stabilito dall’assemblea per il versamento del dividendo (Beusch, in:

Zweifel/Beusch/Bauer-Balmelli, Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht,

Basilea 2012, n. 33 ad art. 12 LIP, p. 544). Può quindi verificarsi il caso che

un dividendo soggetto all’imposta preventiva, la cui scadenza è stabilita

nell’anno x+1, debba essere assoggettato all’imposta federale diretta nell’anno

x (l’anno della delibera assembleare), ma che il rimborso dell’imposta

preventiva possa essere richiesto solo nell’anno x+2 (cioè “dopo la fine dell'anno

civile in cui è venuta a scadere la prestazione imponibile” [art. 29 cpv. 2

LIP]; cfr. Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,

loc. cit.).

2.4

Tornando

al caso in esame, per quanto concerne l’accertamento dell’imposta sul reddito,

ed in particolar modo dell’imposta federale diretta qui litigiosa, si deve concludere

che il dividendo deliberato dall’assemblea dei soci della __________ SpA è

imponibile nel periodo fiscale 2007, e ciò a prescindere dal momento in cui è

stato effettivamente versato l’importo in questione.

È stato

lo stesso Tribunale federale, nella già evocata sentenza, a sottolineare che la

decisione di considerare irrilevante un’eventuale scadenza diversa dalla

delibera dell’assemblea deve valere a maggior ragione nel caso in cui tutte le

azioni sono detenute da un unico azionista, il quale può pertanto stabilire a

sua discrezione non solo il momento della delibera assembleare ma anche il

momento della scadenza della prestazione (StE 2005 A 24.21 n. 16 = RDAF 2004 II 288 consid. 4.2 in fine). Lo stesso ragionamento può

essere esteso anche al caso dell’insorgente, che detiene la maggioranza delle

azioni.

Non è

pertanto condivisibile la decisione dell’Ufficio di tassazione, che ha assoggettato

all’imposta nel periodo fiscale 2009 una parte del dividendo in questione (fr.

294'000.–). Sarebbe stato per contro l’intero dividendo (€ 765'000.–) a dover sottostare all’imposta

sul reddito nel periodo fiscale 2007. Non essendo in quel momento ancora in

vigore l’art. 20 cpv. 1bis LIFD, il reddito della sostanza avrebbe

dovuto essere assoggettato integralmente.

Ne

consegue che la decisione impugnata dev’essere riformata nel senso che il dividendo

di fr. 294'000.– è stralciato dal reddito imponibile del 2009.

Qualora,

come è verosimile, il ricorrente non avesse dichiarato il dividendo nel periodo

fiscale 2007 e la relativa tassazione fosse già passata in giudicato,

l’autorità fiscale dovrà procedere al recupero d’imposta.

3.

Visto

l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese

processuali e non si riconoscono ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 144 LIFD

dichiara e

pronuncia

1. La

decisione su reclamo del 5 febbraio 2014 è riformata nel senso che è stralciato

il dividendo di fr. 294'000.–.

2. Non si

prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

3. Contro il presente

giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in

Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione

a:

__________

per la Camera di diritto

tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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