80.2015.106
Procedura: sproporzione fra entrate e uscite, “altri redditi” per 20'000 franchi, pretesi regali di amici e parenti, prova insufficiente
4 dicembre 2015Italiano14 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2015.106
80.2015.107
Lugano
4 dicembre 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco
Filippini, vicecancelliere
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 11 giugno 2015 contro la decisione del 21 maggio 2015 in materia di IC e
IFD 2014.
Fatti
A. RI 1, di professione
contabile, lavora alle dipendenze della fiduciaria __________ SA di __________.
Il contribuente gestisce e
amministra diverse società, tra le quali la __________ Sagl, la __________ SA e
la __________ Sagl, di cui detiene la metà del capitale sociale. È inoltre
titolare della __________ Sagl e, unitamente alla moglie __________, della __________
Sagl.
B. Nella dichiarazione
fiscale 2014, RI 1 esponeva un reddito da attività lucrativa dipendente di fr.
87'626.– e un reddito da sostanza mobiliare di fr. 258.–.
C. L’Ufficio di
tassazione di Lugano Campagna, con scritto del 9 aprile 2015, sottoponeva ai
contribuenti un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno, dal quale
emergeva un ammanco finanziario di oltre 20'000 franchi, invitandoli a prendere
posizione e a documentare ogni rettifica apportata. La richiesta era accompagnata
dalla diffida a voler collaborare, avvertendoli che altrimenti sarebbero stati
sottoposti a tassazione d’ufficio.
I contribuenti
rispondevano con lettera del 10 aprile 2015, sostenendo, fra l’altro, di avere
ricevuto diversi regali nel corso dell’anno: fr. 2'000.– dal padre del marito,
Euro 1'500.– da parenti residenti in __________ e almeno altri fr. 2'000.– in occasione
delle feste di compleanno.
D. Notificando ai
contribuenti la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 29 aprile 2015,
l’autorità di tassazione aggiungeva alle entrate dichiarate “altri redditi” per
fr. 20'000.–.
Nella motivazione allegata
l’autorità spiegava trattarsi di “prestazioni valutabili in denaro o reddito
d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”.
Aggiungeva inoltre che i contribuenti avrebbero potuto impugnare la tassazione
d’ufficio soltanto con il motivo che essa era manifestamente inesatta e che il
reclamo avrebbe in tal caso dovuto essere motivato ed indicare eventuali mezzi
di prova, avvertendoli infine che “un eventuale reclamo con modalità e
contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile”.
E. Il contribuente
impugnava la suddetta decisione con reclamo di medesima data, allegando una
nuova dichiarazione fiscale e un proprio calcolo del dispendio, dal quale
risultava un’eccedenza di oltre 24'000.- franchi. Tra le entrate dell’anno
elencava regali per complessivi fr. 11'500.–, ricevuti in occasione delle feste
di compleanno, della nascita e del battesimo del figlio __________ e delle loro
nozze.
L’autorità di tassazione,
con decisione su reclamo del 21 maggio 2015, confermava l’imposizione degli
altri redditi di fr. 20'000.–, con la seguente motivazione:
Con lettera del 29.4.2015
viene contestata, nei termini di legge la tassazione 2014, nella quale veniva
aggiunto un reddito d’altra fonte di fr. 20'000.– a seguito dell’insufficiente
disponibilità finanziaria riscontrata nell’anno 2014 e sottoposta ai contribuenti
durante la procedura di tassazione. Evidentemente l’imposizione di un reddito
d’altra fonte in considerazione dei minimi vitali è di certo sostenibile anche
in considerazione del fatto che, conformemente alle disposizioni previste
dall’art. 15 LT è imponibile la totalità dei proventi periodici e unici di ogni
genere, ivi compresi ogni prestazione valutabile in denaro.
In
considerazione di quanto sopra, che in sede di reclamo non vengono presentate
variazioni rilevanti nel calcolo del dispendio e in mancanza di una precisa
comprova di asserti regali ricevuti da amici e parenti l’autorità fiscale si
vede costretta a riconfermarsi nel reddito imponibile definito nella decisione
di prima istanza.
F. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente l’aggiunta
di altri redditi.
Il ricorrente ribadisce di
avere beneficiato, nel corso dell’anno, di regali per complessivi fr. 11'500.–
e di un prestito di fr. 5'000.– dalla __________ Sagl. A comprova delle sue
affermazioni allega la contabilità della società e diverse attestazioni di
amici e parenti. Sostiene infine di condurre uno stile di vita modesto e di non
percepire alcun utile dalle sue società.
G. Nelle proprie
osservazioni del 16 giugno 2015, l’Ufficio di tassazione propone di respingere
il gravame, confermando quindi la validità del proprio operato.
Diritto
1. 1.1.
Nella procedura fiscale
vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di
tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente
rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini
necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in
particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger, Voraussetzungen und
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura
fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196
LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano
con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per
un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare
tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200
LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in
maniera esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006,
in: StR 61 p. 442).
1.2.
Di principio, in
applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella
procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità
fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano
l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e
121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
La descritta regola
sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a
considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti
ostruzionistici (Schär,
Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.
435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in
maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione,
possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo
fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per
motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il
suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non
può essere pretesa (Zweifel, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2b, 2ª ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).
In definitiva, la massima
ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di
collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva
dell’onere probatorio (Zweifel,
op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet,
in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art.
123 LIFD, p. 1196).
1.3.
Secondo gli articoli 204
cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassazione esegue la tassazione
d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente,
nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli
elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di
documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti
sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del
contribuente.
La tassazione
d’ufficio può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente
inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova
(art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza
della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente
inesatta.
Considerandi
2.
2.1.
Nella fattispecie, come
visto, l’autorità di tassazione ha aggiunto alle entrate dichiarate altri
redditi per fr. 20'000.–, procedendo ad un apprezzamento della disponibilità
finanziaria dei coniugi __________, sulla base del seguente calcolo:
Entrate
Uscite
Attivi:
C/c bancari + postali (fr. 50'383 – fr. 67'765)
17'382
Corr. __________ Sagl (fr. 26'987 – fr. 30'787)
3'800
Corr. __________ Sagl (fr. 11'513 – fr. 21'956)
10'443
Indennizzo per furto
1'633
Passivi:
Elenco debiti (fr. 2'495 – fr. 1'245)
1'250
Debito verso __________ Sagl
5'075
Redditi:
Salario marito
87'626
Reddito da capitali
170.
Oneri:
Affitto
18'600
Spese professionali
3'800
III Pilastro A
9'211
Oneri assicurativi
10'500
Leasing __________
-
Imposte
4'337
Eccedenza
15'181
2.2
L’autorità ha dapprima
allestito una tassazione d’ufficio nel ristretto senso contemplato dagli art.
204.
cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, indicando nei rimedi giuridici l’esistenza dei
requisiti posti dagli art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e le conseguenze in
caso di inottemperanza.
Con la decisione impugnata
vi ha tuttavia rinunciato, sostituendo la tassazione d’ufficio con una
ordinaria, senza inversione dell’onere della prova. L’autorità ha in particolar
modo ridotto a fr. 90'000.– la sostanza imponibile dei contribuenti, basandosi
sulla nuova dichiarazione d’imposta inoltrata con il reclamo. Ha invece
confermato gli altri redditi di fr. 20'000.–, fondandosi nuovamente sul calcolo
delle entrate e delle uscite esposto sopra.
2.3
Dall’esame dell’incarto
fiscale non risulta che tale calcolo sia stato sottoposto ai contribuenti per
osservazioni. All’autorità di tassazione non può comunque essere rimproverata
una violazione del loro diritto di essere sentiti, poiché lo stesso ricalca
sostanzialmente il precedente calcolo delle entrate e delle uscite, allegato
allo scritto del 9 aprile 2015.
Come esposto in narrativa,
da quest’ultimo calcolo emergeva addirittura un ammanco finanziario di oltre
20'000.- franchi. Va tuttavia precisato che in quell’occasione l’autorità aveva
preso in considerazione anche un importo di fr. 30'000.– per il sostentamento
della famiglia, che non è invece compreso nel calcolo esposto sopra. Va inoltre
aggiunto che il nuovo calcolo si limita a puntuali correzioni adottate sulla
base delle spiegazioni fornite dallo stesso ricorrente con lo scritto di
risposta del 10 aprile 2015. Fra le uscite l’unica differenza sta nell’aumento
del conto correntista della __________ Sagl, che l’autorità di tassazione ha
corretto in fr. 3'800.–. Fra le entrate ha invece aggiunto il prestito di fr.
5'075.– concessogli dalla società, come richiesto nel citato scritto, ma nel contempo
depennato gli asseriti regali di amici e parenti, che il ricorrente ha quantificato
in fr. 11'500.– (cfr. comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione,
allegate alla nuova dichiarazione d’imposta) senza tuttavia portare la benché
minima prova.
2.4
Visto quanto precede, la
prima censura sollevata dal ricorrente, relativa alla mancata considerazione
del prestito concessogli dalla __________ Sagl, viene a cadere. Oggetto di
litigio rimane unicamente il mancato riconoscimento dei regali di amici e parenti,
che nel presente gravame vengono nuovamente quantificati in complessivi fr.
11'500.–. A loro comprova, il ricorrente ha allegato diverse dichiarazioni
scritte, nelle quali amici e parenti attestano di avere donato ai contribuenti singoli
importi compresi fra i 500.- e i 2'000.- franchi, in occasione delle feste di
compleanno, della nascita e del battesimo del figlio __________ e delle loro nozze.
Troppo poco. In primo
luogo perché la vicinanza degli amici e parenti potrebbe anche far sorgere il
dubbio che le attestazioni in discussione siano state confezionate ad hoc,
per giustificare dei regali in realtà inesistenti o quantomeno inferiori
rispetto a quanto indicato. Stupisce in particolare che i contribuenti cerchino
di motivare un ammanco finanziario riscontrato nel 2014 con i regali ricevuti per
le nozze festeggiate due anni prima. È inoltre quantomeno curioso pretendere di
sopperire al proprio fabbisogno grazie ai regali ricevuti per la nascita e il
battesimo del primo figlio e in occasione delle feste di compleanno. Senza
dimenticare infine che i pretesi doni occasionali sono stati quantificati in
complessivi fr. 11'500.– solo in sede di reclamo e che il valore probatorio
delle dichiarazioni di amici e parenti risulta ancor più compromesso, qualora
si consideri che almeno parte dei presunti donanti risiedono all’estero. La
prassi ricorrente di questa Camera stabilisce infatti chiaramente
l’insufficienza di una prova costituita dalla dichiarazione fatta dal preteso
donante domiciliato all’estero, in quanto difficilmente controllabile (cfr.,
per es., CDT 80.2009.79 del 12 novembre 2010).
2.5
Secondo un consolidato
principio, nella procedura fiscale l’autorità di tassazione è tenuta a
dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale,
mentre è il contribuente ad avere l’onere della prova per quei fatti che concorrono
ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (cfr. decisione TF n.
2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n. 13t, consid. 3.2; DTF 133 II 153 consid. 4.3; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; RtiD
I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des schweizerischen Steuerrechts,
6a ediz., Zurigo 2002, p. 416 con rinvii). In
virtù di tale principio, anche un contribuente che sostiene di aver ricevuto
dei pagamenti che non rientrano fra i redditi imponibili secondo la clausola
generale (art. 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD) bensì fra i redditi esenti
(art. 23 lett. a LT e 24 lett. a LIFD), è tenuto alla prova di quanto afferma e
deve sopportare le conseguenze se non vi riesce (cfr. decisione TF n.
2C_842/2009 del 21 maggio 2010 consid. 3.4).
Nel caso in esame, come
visto, la dimostrazione dell’esistenza dei pretesi doni occasionali è
estremamente lacunosa e comunque insufficiente a consentire il loro riconoscimento.
Bene ha quindi fatto l’autorità di tassazione a stralciarli dalle entrate
dell’anno 2014.
3.
3.1.
Per quanto attiene alla
commisurazione del reddito aggiunto in via di apprezzamento, la decisione impugnata non offre particolari spiegazioni. L’importo litigioso di fr. 20'000.– appare
tuttavia difficilmente censurabile alla luce delle considerazioni che seguono.
3.2
Dal calcolo delle entrate
e delle uscite allestito dall’autorità di tassazione emerge, come visto, un’eccedenza
finanziaria di fr. 15'181.–. Sommando tale importo con il reddito d’altra
fonte stimato in di fr. 20'000.–, ne viene una disponibilità economica annua di
fr. 35'181.–, pari ad un importo mensile di fr. 2'930.– con il quale far fronte
a tutte le spese di sostentamento dei coniugi e del loro figlio __________.
Tale importo è di poco
superiore al minimo di esistenza ai fini del diritto esecutivo. Secondo la
tabella per il calcolo del minimo di esistenza, nella sua edizione del 1° settembre
2009, tale importo, destinato a coprire le spese per i bisogni vitali
(sostentamento, igiene e salute) e quelle necessarie a condurre una vita dignitosa
ed adattata ai tempi moderni (Ochsner,
Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, p. 528 ad art. 93
LEF), ammonta per i coniugi a fr. 1'700.–, ai quali vanno ad aggiungersi altri
fr. 400.– per ogni figlio fino a dieci anni. Come questa Camera ha già avuto
modo di precisare, la sua applicazione ai fini fiscali deve inoltre essere
valutata alla luce delle circostanze concrete di ogni singolo caso (CDT n.
80.2006.66
del 26 giugno 2007). Nella fattispecie, per esempio, non può passare
inosservato che i capitali a risparmio sono aumentati di oltre 17'000.-
franchi, così come i conti correntisti della __________ Sagl e della __________
Sagl, pure aumentati nella misura di, rispettivamente, fr. 3'800.– e fr.
10'443.–. È inoltre il caso di tener conto che il contribuente è proprietario
di tre automobili e di una Vespa, che certamente comportano costi di manutenzione
e di gestione, senza dimenticare infine che gli stessi contribuenti ammettono
di uscire qualche volta a cena (cfr. ricorso del 10 giugno 2015, p. 1), pur
sostenendo di condurre uno stile di vita modesto e di riuscire a mangiare tutto
il mese con soli 250.- euro.
3.3
In assenza
di elementi contrari e di fronte al citato aumento dei risparmi privati,
avuto inoltre riguardo alle tre autovetture a disposizione dei coniugi e alle
loro partecipazioni societarie, a giudizio di questa Camera l’importo di fr.
20'000.– aggiunto per apprezzamento agli altri redditi dichiarati appare ancora
legittimo.
4.
Il ricorso è
conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese
processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: Il
segretario: