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Decisione

80.2015.106

Procedura: sproporzione fra entrate e uscite, “altri redditi” per 20'000 franchi, pretesi regali di amici e parenti, prova insufficiente

4 dicembre 2015Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1, di professione

contabile, lavora alle dipendenze della fiduciaria __________ SA di __________.

Il contribuente gestisce e

amministra diverse società, tra le quali la __________ Sagl, la __________ SA e

la __________ Sagl, di cui detiene la metà del capitale sociale. È inoltre

titolare della __________ Sagl e, unitamente alla moglie __________, della __________

Sagl.

B. Nella dichiarazione

fiscale 2014, RI 1 esponeva un reddito da attività lucrativa dipendente di fr.

87'626.– e un reddito da sostanza mobiliare di fr. 258.–.

C. L’Ufficio di

tassazione di Lugano Campagna, con scritto del 9 aprile 2015, sottoponeva ai

contribuenti un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno, dal quale

emergeva un ammanco finanziario di oltre 20'000 franchi, invitandoli a prendere

posizione e a documentare ogni rettifica apportata. La richiesta era accompagnata

dalla diffida a voler collaborare, avvertendoli che altrimenti sarebbero stati

sottoposti a tassazione d’ufficio.

I contribuenti

rispondevano con lettera del 10 aprile 2015, sostenendo, fra l’altro, di avere

ricevuto diversi regali nel corso dell’anno: fr. 2'000.– dal padre del marito,

Euro 1'500.– da parenti residenti in __________ e almeno altri fr. 2'000.– in occasione

delle feste di compleanno.

D. Notificando ai

contribuenti la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 29 aprile 2015,

l’autorità di tassazione aggiungeva alle entrate dichiarate “altri redditi” per

fr. 20'000.–.

Nella motivazione allegata

l’autorità spiegava trattarsi di “prestazioni valutabili in denaro o reddito

d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”.

Aggiungeva inoltre che i contribuenti avrebbero potuto impugnare la tassazione

d’ufficio soltanto con il motivo che essa era manifestamente inesatta e che il

reclamo avrebbe in tal caso dovuto essere motivato ed indicare eventuali mezzi

di prova, avvertendoli infine che “un eventuale reclamo con modalità e

contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile”.

E. Il contribuente

impugnava la suddetta decisione con reclamo di medesima data, allegando una

nuova dichiarazione fiscale e un proprio calcolo del dispendio, dal quale

risultava un’eccedenza di oltre 24'000.- franchi. Tra le entrate dell’anno

elencava regali per complessivi fr. 11'500.–, ricevuti in occasione delle feste

di compleanno, della nascita e del battesimo del figlio __________ e delle loro

nozze.

L’autorità di tassazione,

con decisione su reclamo del 21 maggio 2015, confermava l’imposizione degli

altri redditi di fr. 20'000.–, con la seguente motivazione:

Con lettera del 29.4.2015

viene contestata, nei termini di legge la tassazione 2014, nella quale veniva

aggiunto un reddito d’altra fonte di fr. 20'000.– a seguito dell’insufficiente

disponibilità finanziaria riscontrata nell’anno 2014 e sottoposta ai contribuenti

durante la procedura di tassazione. Evidentemente l’imposizione di un reddito

d’altra fonte in considerazione dei minimi vitali è di certo sostenibile anche

in considerazione del fatto che, conformemente alle disposizioni previste

dall’art. 15 LT è imponibile la totalità dei proventi periodici e unici di ogni

genere, ivi compresi ogni prestazione valutabile in denaro.

In

considerazione di quanto sopra, che in sede di reclamo non vengono presentate

variazioni rilevanti nel calcolo del dispendio e in mancanza di una precisa

comprova di asserti regali ricevuti da amici e parenti l’autorità fiscale si

vede costretta a riconfermarsi nel reddito imponibile definito nella decisione

di prima istanza.

F. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente l’aggiunta

di altri redditi.

Il ricorrente ribadisce di

avere beneficiato, nel corso dell’anno, di regali per complessivi fr. 11'500.–

e di un prestito di fr. 5'000.– dalla __________ Sagl. A comprova delle sue

affermazioni allega la contabilità della società e diverse attestazioni di

amici e parenti. Sostiene infine di condurre uno stile di vita modesto e di non

percepire alcun utile dalle sue società.

G. Nelle proprie

osservazioni del 16 giugno 2015, l’Ufficio di tassazione propone di respingere

il gravame, confermando quindi la validità del proprio operato.

Diritto

1. 1.1.

Nella procedura fiscale

vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di

tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente

rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini

necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in

particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai

contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,

Berger, Voraussetzungen und

Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura

fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196

LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano

con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per

un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare

tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200

LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in

maniera esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006,

in: StR 61 p. 442).

1.2.

Di principio, in

applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella

procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità

fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano

l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che

concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e

121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

La descritta regola

sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a

considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti

ostruzionistici (Schär,

Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.

435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in

maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione,

possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo

fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per

motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il

suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non

può essere pretesa (Zweifel, in:

Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.

I/2b, 2ª ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).

In definitiva, la massima

ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di

collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva

dell’onere probatorio (Zweifel,

op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet,

in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art.

123 LIFD, p. 1196).

1.3.

Secondo gli articoli 204

cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassazione esegue la tassazione

d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente,

nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli

elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di

documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti

sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del

contribuente.

La tassazione

d’ufficio può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente

inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova

(art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza

della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente

inesatta.

Considerandi

2.

2.1.

Nella fattispecie, come

visto, l’autorità di tassazione ha aggiunto alle entrate dichiarate altri

redditi per fr. 20'000.–, procedendo ad un apprezzamento della disponibilità

finanziaria dei coniugi __________, sulla base del seguente calcolo:

Entrate

Uscite

Attivi:

C/c bancari + postali (fr. 50'383 – fr. 67'765)

17'382

Corr. __________ Sagl (fr. 26'987 – fr. 30'787)

3'800

Corr. __________ Sagl (fr. 11'513 – fr. 21'956)

10'443

Indennizzo per furto

1'633

Passivi:

Elenco debiti (fr. 2'495 – fr. 1'245)

1'250

Debito verso __________ Sagl

5'075

Redditi:

Salario marito

87'626

Reddito da capitali

170.

Oneri:

Affitto

18'600

Spese professionali

3'800

III Pilastro A

9'211

Oneri assicurativi

10'500

Leasing __________

-

Imposte

4'337

Eccedenza

15'181

2.2

L’autorità ha dapprima

allestito una tassazione d’ufficio nel ristretto senso contemplato dagli art.

204.

cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, indicando nei rimedi giuridici l’esistenza dei

requisiti posti dagli art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e le conseguenze in

caso di inottemperanza.

Con la decisione impugnata

vi ha tuttavia rinunciato, sostituendo la tassazione d’ufficio con una

ordinaria, senza inversione dell’onere della prova. L’autorità ha in particolar

modo ridotto a fr. 90'000.– la sostanza imponibile dei contribuenti, basandosi

sulla nuova dichiarazione d’imposta inoltrata con il reclamo. Ha invece

confermato gli altri redditi di fr. 20'000.–, fondandosi nuovamente sul calcolo

delle entrate e delle uscite esposto sopra.

2.3

Dall’esame dell’incarto

fiscale non risulta che tale calcolo sia stato sottoposto ai contribuenti per

osservazioni. All’autorità di tassazione non può comunque essere rimproverata

una violazione del loro diritto di essere sentiti, poiché lo stesso ricalca

sostanzialmente il precedente calcolo delle entrate e delle uscite, allegato

allo scritto del 9 aprile 2015.

Come esposto in narrativa,

da quest’ultimo calcolo emergeva addirittura un ammanco finanziario di oltre

20'000.- franchi. Va tuttavia precisato che in quell’occasione l’autorità aveva

preso in considerazione anche un importo di fr. 30'000.– per il sostentamento

della famiglia, che non è invece compreso nel calcolo esposto sopra. Va inoltre

aggiunto che il nuovo calcolo si limita a puntuali correzioni adottate sulla

base delle spiegazioni fornite dallo stesso ricorrente con lo scritto di

risposta del 10 aprile 2015. Fra le uscite l’unica differenza sta nell’aumento

del conto correntista della __________ Sagl, che l’autorità di tassazione ha

corretto in fr. 3'800.–. Fra le entrate ha invece aggiunto il prestito di fr.

5'075.– concessogli dalla società, come richiesto nel citato scritto, ma nel contempo

depennato gli asseriti regali di amici e parenti, che il ricorrente ha quantificato

in fr. 11'500.– (cfr. comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione,

allegate alla nuova dichiarazione d’imposta) senza tuttavia portare la benché

minima prova.

2.4

Visto quanto precede, la

prima censura sollevata dal ricorrente, relativa alla mancata considerazione

del prestito concessogli dalla __________ Sagl, viene a cadere. Oggetto di

litigio rimane unicamente il mancato riconoscimento dei regali di amici e parenti,

che nel presente gravame vengono nuovamente quantificati in complessivi fr.

11'500.–. A loro comprova, il ricorrente ha allegato diverse dichiarazioni

scritte, nelle quali amici e parenti attestano di avere donato ai contribuenti singoli

importi compresi fra i 500.- e i 2'000.- franchi, in occasione delle feste di

compleanno, della nascita e del battesimo del figlio __________ e delle loro nozze.

Troppo poco. In primo

luogo perché la vicinanza degli amici e parenti potrebbe anche far sorgere il

dubbio che le attestazioni in discussione siano state confezionate ad hoc,

per giustificare dei regali in realtà inesistenti o quantomeno inferiori

rispetto a quanto indicato. Stupisce in particolare che i contribuenti cerchino

di motivare un ammanco finanziario riscontrato nel 2014 con i regali ricevuti per

le nozze festeggiate due anni prima. È inoltre quantomeno curioso pretendere di

sopperire al proprio fabbisogno grazie ai regali ricevuti per la nascita e il

battesimo del primo figlio e in occasione delle feste di compleanno. Senza

dimenticare infine che i pretesi doni occasionali sono stati quantificati in

complessivi fr. 11'500.– solo in sede di reclamo e che il valore probatorio

delle dichiarazioni di amici e parenti risulta ancor più compromesso, qualora

si consideri che almeno parte dei presunti donanti risiedono all’estero. La

prassi ricorrente di questa Camera stabilisce infatti chiaramente

l’insufficienza di una prova costituita dalla dichiarazione fatta dal preteso

donante domiciliato all’estero, in quanto difficilmente controllabile (cfr.,

per es., CDT 80.2009.79 del 12 novembre 2010).

2.5

Secondo un consolidato

principio, nella procedura fiscale l’autorità di tassazione è tenuta a

dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale,

mentre è il contribuente ad avere l’onere della prova per quei fatti che concorrono

ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (cfr. decisione TF n.

2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n. 13t, consid. 3.2; DTF 133 II 153 consid. 4.3; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; RtiD

I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des schweizerischen Steuerrechts,

6a ediz., Zurigo 2002, p. 416 con rinvii). In

virtù di tale principio, anche un contribuente che sostiene di aver ricevuto

dei pagamenti che non rientrano fra i redditi imponibili secondo la clausola

generale (art. 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD) bensì fra i redditi esenti

(art. 23 lett. a LT e 24 lett. a LIFD), è tenuto alla prova di quanto afferma e

deve sopportare le conseguenze se non vi riesce (cfr. decisione TF n.

2C_842/2009 del 21 maggio 2010 consid. 3.4).

Nel caso in esame, come

visto, la dimostrazione dell’esistenza dei pretesi doni occasionali è

estremamente lacunosa e comunque insufficiente a consentire il loro riconoscimento.

Bene ha quindi fatto l’autorità di tassazione a stralciarli dalle entrate

dell’anno 2014.

3.

3.1.

Per quanto attiene alla

commisurazione del reddito aggiunto in via di apprezzamento, la decisione impugnata non offre particolari spiegazioni. L’importo litigioso di fr. 20'000.– appare

tuttavia difficilmente censurabile alla luce delle considerazioni che seguono.

3.2

Dal calcolo delle entrate

e delle uscite allestito dall’autorità di tassazione emerge, come visto, un’eccedenza

finanziaria di fr. 15'181.–. Sommando tale importo con il reddito d’altra

fonte stimato in di fr. 20'000.–, ne viene una disponibilità economica annua di

fr. 35'181.–, pari ad un importo mensile di fr. 2'930.– con il quale far fronte

a tutte le spese di sostentamento dei coniugi e del loro figlio __________.

Tale importo è di poco

superiore al minimo di esistenza ai fini del diritto esecutivo. Secondo la

tabella per il calcolo del minimo di esistenza, nella sua edizione del 1° settembre

2009, tale importo, destinato a coprire le spese per i bisogni vitali

(sostentamento, igiene e salute) e quelle necessarie a condurre una vita dignitosa

ed adattata ai tempi moderni (Ochsner,

Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, p. 528 ad art. 93

LEF), ammonta per i coniugi a fr. 1'700.–, ai quali vanno ad aggiungersi altri

fr. 400.– per ogni figlio fino a dieci anni. Come questa Camera ha già avuto

modo di precisare, la sua applicazione ai fini fiscali deve inoltre essere

valutata alla luce delle circostanze concrete di ogni singolo caso (CDT n.

80.2006.66

del 26 giugno 2007). Nella fattispecie, per esempio, non può passare

inosservato che i capitali a risparmio sono aumentati di oltre 17'000.-

franchi, così come i conti correntisti della __________ Sagl e della __________

Sagl, pure aumentati nella misura di, rispettivamente, fr. 3'800.– e fr.

10'443.–. È inoltre il caso di tener conto che il contribuente è proprietario

di tre automobili e di una Vespa, che certamente comportano costi di manutenzione

e di gestione, senza dimenticare infine che gli stessi contribuenti ammettono

di uscire qualche volta a cena (cfr. ricorso del 10 giugno 2015, p. 1), pur

sostenendo di condurre uno stile di vita modesto e di riuscire a mangiare tutto

il mese con soli 250.- euro.

3.3

In assenza

di elementi contrari e di fronte al citato aumento dei risparmi privati,

avuto inoltre riguardo alle tre autovetture a disposizione dei coniugi e alle

loro partecipazioni societarie, a giudizio di questa Camera l’importo di fr.

20'000.– aggiunto per apprezzamento agli altri redditi dichiarati appare ancora

legittimo.

4.

Il ricorso è

conseguentemente respinto.

Tassa di giustizia e spese

processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 300.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 380.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: Il

segretario: