80.2015.176
Procedura: sproporzione fra entrate e uscite, “altri redditi” presunti, pretesi aiuti finanziari della madre residente all’estero, prova insufficiente
3 marzo 2016Italiano11 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2015.176
80.2015.177
Lugano
3 marzo 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco
Filippini, vicecancelliere
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 4 settembre 2015 contro le decisioni del 5 agosto 2015 in materia di IC e
IFD 2010, 2011 e 2012.
Fatti
A. RI 1, divorziato, lavora
nel settore della ristorazione. Negli anni in discussione era socio della __________
Sagl e dipendente della __________ Sagl, società che gestiva l’__________ di __________.
Nella dichiarazione
fiscale 2010, il contribuente esponeva un reddito da attività lucrativa
dipendente di fr. 54'549.–. Nella dichiarazione 2011 un reddito di fr.
54'454.–, mentre nel 2012 indicava di essere senza attività lucrativa, aggiungendo
nelle osservazioni allegate di poter contare sull’aiuto finanziario di sua madre.
B. L’autorità di
tassazione allestiva un calcolo delle entrate e delle uscite per ciascun
periodo fiscale. Negli anni 2010 e 2011 emergeva una disponibilità finanziaria (prima
di considerare le spese per il mantenimento quotidiano) di, rispettivamente, fr.
5'825.– e fr. 9'242.–. Nell’anno 2012, venendo a mancare un’entrata fissa, risultava
invece un ammanco di fr. 45'191.–.
Allo scopo di meglio
definire le rispettive tassazioni, l’autorità sottoponeva al contribuente i
calcoli della sua disponibilità finanziaria, invitandolo a presentare le
proprie osservazioni. Gli scritti, indirizzati al vecchio domicilio di __________,
ritornavano al mittente essendo il contribuente irreperibile all’indirizzo
indicato.
C. Notificandogli le
tassazioni IC/IFD 2010, 2011 e 2012, con decisioni del 12 maggio e del 4 giugno
2015, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna aggiungeva alle entrate
dichiarate “altri redditi” per, rispettivamente, fr. 30'000.– (2010 e 2011) e
fr. 80'000.– (2012).
Valutava inoltre i
“veicoli a motore” nella misura di fr. 10'000.– (2010 e 2012) e fr. 8'000.–
(2011).
D. Il contribuente
impugnava le suddette decisioni, con reclamo del 18 giugno 2015, nel quale
sottolineava di non avere mai ricevuto le richieste di informazione e di aver
potuto contare sugli aiuti finanziari di sua madre, domiciliata in __________.
L’autorità di tassazione,
con scritto del 22 giugno 2015, gli sottoponeva nuovamente i tre distinti calcoli
della sua disponibilità finanziaria, invitandolo a produrre:
Ø le proprie osservazioni in merito agli allegati
calcoli delle entrate/uscite per gli anni 2010, 2011 e 2012;
Ø
il saldo dei conti, titoli,
capitali, conto salari ecc.;
Ø
la documentazione a comprova dei
prestiti/donazioni ricevuti dall’estero (girate bancarie ecc.).
E. Il contribuente
rispondeva con lettera del 1° luglio 2015, chiedendo di essere convocato. In occasione
di un’udienza tenutasi il 21 luglio 2015 ribadiva in particolar modo di aver
potuto contare sugli aiuti finanziari di sua madre (pagamento dell’affitto,
sostentamento ecc.), ma di non poterli documentare poiché “versati a contanti”.
L’autorità di tassazione,
con separate decisioni del 5 agosto 2015, respingeva il reclamo, confermando
l’aggiunta degli importi di fr. 30'000.– (2010 e 2011) e fr. 80'000.– (2012) a
titolo di altri redditi, con la seguente motivazione:
Dal riesame
della documentazione emerge quanto meno il quesito di come abbia potuto far
fronte al proprio mantenimento. Evidentemente l’imposizione di un reddito
d’altra fonte è di certo sostenibile anche in considerazione del fatto che,
conformemente alle disposizioni previste dall’art. 15 LT è imponibile la
totalità dei proventi periodici e unici di ogni genere, ivi compresi ogni prestazione
valutabile in denaro.
Conformemente
alle vigenti disposizioni l’autorità fiscale ha il dovere, con rapporti di
trasferimento di capitali all’estero, di esigere dal contribuente della
documentazione precisa e completa.
In
considerazione di quanto sopra e in assenza di una precisa documentazione
probatoria del capitale ricevuto in donazione dalla madre, l’autorità fiscale
si vede costretta a riconfermarsi nella decisione di prima istanza.
F. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 ripropone le argomentazioni già
sollevate in sede di reclamo, contestando di avere avuto altre entrate oltre a
quelle dichiarate.
Il ricorrente lamenta inoltre
il valore della __________ acquistata nel 2010, che ammonterebbe a suo dire a fr.
2'000.– e non a fr. 10'000.– come calcolato dall’Ufficio di tassazione.
G. Nelle proprie osservazioni
del 10 settembre 2015, l’Ufficio di tassazione propone di respingere il
gravame, confermando la validità del proprio operato.
Diritto
1. 1.1.
Nella procedura fiscale
vige la massima ufficiale. L’autorità di tassazione può procedere a tutte
le indagini necessarie per provare la credibilità delle indicazioni del contribuente e determinare l’imposta (cfr., al proposito, Berger, Voraussetzungen und Anfechtung der
Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185). In applicazione analogica del principio previsto dall’art. 8 CC, l’onere probatorio è ripartito nel senso che all’autorità fiscale
compete la prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a
carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il
debito fiscale (ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
All’interno della
collaborazione che il contribuente deve prestare per consentire una tassazione esatta e completa, dai semplici diritti procedurali occorre invero distinguere quelli che
sono dei veri e propri obblighi procedurali (cfr., al proposito, Zweifel, in: Zweifel/Athanas
[a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2a ediz.,
Basilea/Ginevra/Monaco 2002, vol. I/1, n. 2 ad art. 42 LAID, p. 726). L’onere
probatorio deve essere posto a carico del contribuente anche quando egli ha
tralasciato, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la
collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento della fattispecie fiscalmente
rilevante (Schär, Normentheorie
und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435).
1.2.
Secondo l’art. 204 cpv. 2
LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente,
nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli
elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di
documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali,
dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
Una simile
tassazione può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è
manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali
mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza
della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente
inesatta.
Considerandi
2.
2.1.
Nella fattispecie, come
visto, l’Ufficio di tassazione ha intrapreso tre distinti calcoli della
disponibilità finanziaria del ricorrente e, su questa base, ha aggiunto ai
proventi dichiarati gli importi di, rispettivamente, fr. 30'000.– (2010 e 2011)
e fr. 80'000.– (2012) a titolo di altri redditi. In occasione dell’udienza del
21.
luglio 2015, il contribuente ha ribadito di avere beneficiato degli aiuti
finanziari di sua madre, residente in __________, per pagare l’affitto e il
proprio sostentamento, aggiungendo poi di non poterli documentare poiché
“versati a contanti”.
Nel gravame in esame, il
ricorrente contesta espressamente il valore attribuito alla __________
acquistata nel 2010, che l’autorità di tassazione ha stimato in fr. 10'000.– e
che a suo dire ammonterebbe a soli fr. 2'000.–. Ribadisce inoltre di non avere
avuto altre entrate oltre a quelle dichiarate, pretendendo che l’autorità
fiscale riconosca l’esistenza degli aiuti finanziari della madre, che gli
permetterebbero di pagare l’affitto e di provvedere al proprio sostentamento.
2.2
Per quanto concerne la
prima censura, l’autorità di tassazione ha correttamente conteggiato fra le
uscite dell’anno 2010 il valore di acquisto della __________. In mancanza di
altri elementi, ed in particolare del contratto di acquisto, anche l’importo
stimato di fr. 10'000.– appare del tutto plausibile e non presta pertanto il
fianco a critiche.
La tesi del ricorrente,
secondo cui il suo prezzo di acquisto ammonterebbe in realtà a soli fr.
2'000.–, non è avvalorata da nessun documento. A questa Camera non resta quindi
che confermare la decisione impugnata, senza la necessità di
ulteriori approfondimenti.
2.3
Lo stesso dicasi per i
pretesi aiuti finanziari ricevuti dalla madre, residente in __________.
In un caso simile a quello
in esame, il Tribunale federale ha avuto modo di affermare che si giustifica di
non ammettere in deduzione, dal reddito imponibile, gli interessi pagati su un
preteso mutuo acceso nei confronti di un parente domiciliato all’estero, in
mancanza di sufficienti prove dell’esistenza di tale debito. È pure
giustificata l’imposizione di un reddito d’altra fonte che tenga conto della
sproporzione esistente fra le spese del contribuente e le entrate dichiarate,
per lo stesso periodo (sentenza n.2P.267/1998 e 2A.382/1998 del 7 luglio 1999,
in RDAT I-2000 n. 15t). Anche in quella fattispecie, i contribuenti avevano
addotto di avere contratto un debito nei confronti di persone residenti
all’estero. L’Alta Corte, nella sua decisione, ha rammentato che, se, di norma,
per un creditore domiciliato in Svizzera è sufficiente indicare semplicemente
il suo nome e indirizzo, per i debiti professati verso creditori che – come in
concreto – risiedono all’estero, il fisco ha il dovere di esigere dal
contribuente delle informazioni più precise e più complete, dando prova di un
maggiore rigore d’indagine, così da garantire la generalità dell’imposta e la
parità di trattamento tra gli amministrati (ASA 55 137 consid. 3a). In un altro
caso, il Tribunale federale ha ritenuto che non fosse arbitrario il rifiuto della Camera di diritto tributario di riconoscere l’esistenza di un prestito nei
confronti di un cittadino francese, nel caso di un contribuente che aveva
prodotto il contratto di mutuo solo dopo essere stato tassato per un reddito d’altra
fonte di fr. 40'000.–, a dipendenza di una sproporzione fra entrate e uscite.
In particolare aveva ammesso che si potesse ritenere singolare, vista la somma
in discussione, il fatto che né il ricorrente né sua moglie si fossero
ricordati prima di tale prestito; inoltre era insufficiente la prova costituita
dalla dichiarazione fatta dal preteso mutuante, domiciliato all’estero, in
quanto difficilmente controllabile (sentenza n.2A.355/1997 e 2P.276/1997 del 6
ottobre 1998, in RDAT I-1999 n. 15t).
Dai calcoli delle entrate
e delle uscite del ricorrente, prima ancora di considerare le spese per il suo
mantenimento privato (vitto, abbigliamento, tempo libero ecc.), risulta una
disponibilità di soli fr. 5'825.– e fr. 9'242.– negli anni 2010 e 2011 e
addirittura un ammanco finanziario di fr. 45'191.– nell’anno 2012. In base ad
un apprezzamento ancora prudenziale della situazione economica del
contribuente, l’autorità di tassazione ha allora ritenuto che quest’ultimo
dovesse avere conseguito ulteriori redditi nella misura di almeno 30'000
franchi negli anni 2010 e 2011 e di almeno 80'000 franchi nell’anno 2012. Come
detto, il ricorrente si è limitato ad opporre alle argomentazioni dell’Ufficio di tassazione l’esistenza di aiuti finanziari da parte della madre residente
in __________, che non ha nemmeno tentato di documentare poiché “versati a
contanti”. In simili circostanze, analogamente a quanto accaduto nei casi
precedentemente ricordati, deve essere confermata la decisione impugnata. Le sole affermazioni del ricorrente, infatti, non permettono di verificare
l’esistenza dei pretesi aiuti finanziari della madre. Quest’ultimi non possono
conseguentemente essere presi in considerazione nel calcolo della sua
disponibilità finanziaria.
2.4
Gli “altri redditi”
stimati dall’autorità di tassazione in fr. 30'000.– (2010 e 2011) e fr.
80'000.– (2012) permettono al ricorrente di poter contare su una disponibilità
finanziaria annua di, rispettivamente, fr. 35'826.– (2010), fr. 39'337.– (2011)
e fr. 34'809.– (2012), che ben si addice al suo tenore di vita. Basti pensare,
a tale proposito, che il ricorrente pagava una pigione mensile di 2'500 franchi
e che possedeva, oltre alla __________, una motocicletta __________,
che notoriamente comporta costi di manutenzione di una certa importanza (targhe,
assicurazioni, carburante ecc.). A fronte di queste spese, che non possono
definirsi irrilevanti, appare difficile credere che egli potesse mantenersi con
le modeste eccedenze risultanti dai calcoli delle entrate e delle uscite degli
anni 2010 e 2011. La ripresa di “altri redditi” si giustifica a maggior ragione
se si considera che nel 2012 non ha dichiarato alcuna entrata, senza per questo
diminuire il suo stile di vita.
3.
Il ricorso è
conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese
processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 600.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 680.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: Il
segretario: