80.2015.183
Imposta sull’utile delle persone giuridiche: contabilità non conforme al diritto commerciale, chiarezza e verificabilità delle registrazioni, ripresa di costi non giustificati e non documentati
4 settembre 2017Italiano21 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2015.183
80.2015.184
Lugano
4 settembre 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi, vicecancelliera
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 7 settembre 2015 contro la decisione del 6 agosto 2015 in materia di IC/IFD
2010.
Fatti
A. La società RI 1 è
stata costituita il 6 maggio 2004 con sede a __________ (__________). In data
8.9.2010 l’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (di seguito UTPG) si
è rivolto alla contribuente in merito alla sua imponibilità nel Cantone Ticino,
poiché, in base alle informazioni ottenute, il fisco aveva modo di credere che
venisse svolta un’attività a __________. Per poter allestire le decisioni di
tassazione, l’UTPG invitava la RI 1 a voler compilare la dichiarazione fiscale
relativa al periodo 2009 e a produrre i conti d’esercizio.
Il 7.2.2011 la
contribuente trasmetteva all’UTPG la dichiarazione d’imposta per il periodo
fiscale 2009 con accluso il conto annuale 2009 ed anche la dichiarazione
fiscale presentata, sempre per il 2009, alle autorità fiscali del Cantone __________.
Il 30.3.2011
l’Amministrazione delle imposte del Cantone dei __________ inviava
all’Amministrazione cantonale delle imposte ticinese il riparto fiscale 2009
per la RI 1. Al Cantone __________ venivano attribuiti il 100% dell’utile
imponibile (pari a fr. 0.-) e del capitale imponibile (pari a fr. 100'000.-).
L’UTPG, con scritto del
7.11.2011, si rivolgeva nuovamente all’amministrazione delle imposte del Canton
__________, rivendicando l’imposizione illimitata della RI 1, ritenuto come
l’amministrazione effettiva della società fosse operata dal Canton Ticino, e
meglio dagli uffici di via __________ a __________. Veniva inoltre specificato
come nel riparto fiscale del 2009 l’amministrazione delle contribuzioni del
Canton __________ avesse già tenuto conto della situazione sopra descritta per
il periodo fiscale 2009, attribuendo al Cantone __________ il 100% dell’imposta
sull’utile e dell’imposta sul capitale.
Il 9.11.2011 l’autorità
fiscale del Canton __________ intimava a RI 1 la decisione di tassazione
definitiva relativa al periodo fiscale 2010. A motivazione della medesima
l’autorità grigionese indicava: “L’imposizione
sull’utile e sul capitale per l’imposta cantonale e federale diretta verrà
rivendicata dal Cantone Ticino a seguito dell’ubicazione in Ticino
dell’amministrazione effettiva. Affinché la sede statutaria rimane nel Cantone
dei __________, la società viene considerata come società di domicilio e dunque
sottoposta all’imposta minima di CHF 300 secondo l’art. 92 della Legge sulle
imposte per il Cantone dei __________”.
B. Il 17.11.2011 l’UTPG notificava
alla RI 1 la decisione d’imposta cantonale per il 2009 che accertava un capitale
imponibile di fr. 100'000.-. La decisione è cresciuta in giudicato.
C. Il 9.8.2012 l’UTPG notificava
alla RI 1 la tassazione IC e IFD 2010, allestita d’ufficio. L’utile imponibile,
sia per l’IC sia per l’IFD, veniva commisurato in fr. 50'000.- ed il capitale
imponibile in fr. 100'000.-. A motivazione della decisione veniva indicato:
La tassazione d’ufficio è stata eseguita in
applicazione degli articoli 204 cpv. 2 della LT e 130 cpv. 2 della LIFD.
Secondo gli articoli 206 cpv. 3 della LT e 132 cpv. 3 della LIFD “Il
contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il
motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo dev’essere motivato e
indicare eventuali mezzi di prova”. Al reclamo devono essere allegati almeno il
bilancio e il conto economico. Vi rendiamo attenti che un eventuale reclamo con
modalità e contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato
irricevibile.
L’intimazione della
decisione si è incrociata con l’invio, da parte della contribuente, della
dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2010. Motivo per cui l’UTPG
considerava l’inoltro della dichiarazione di tassazione da parte di RI 1 come un
reclamo contro la tassazione d’ufficio.
D. Con scritto 10.4.2015
l’UTPG si rivolgeva alla RI 1, presso l’indirizzo indicato nel Cantone dei __________,
postulando, per l’evasione delle decisioni relative al periodo fiscale 2010 e
per poter accertare gli anni 2011, 2012 sia per l’IC che per l’IFD di voler
trasmettere, entro 15 giorni:
· ricavi: schede contabili degli esercizi 2010 – 2012;
·
riduzione ricavi: schede contabili
degli esercizi 2010 – 2012 e copia della documentazione a supporto;
·
prestazioni di terzi: scheda
contabile dell’esercizio 2010 e copia della documentazione a supporto;
·
stipendi: copia delle distinte
salari AVS degli esercizi 2010-2012;
·
provvigioni: scheda contabile
degli esercizi 2010-2012 e copia della documentazione a supporto;
·
spese clienti e viaggio: schede contabili
degli esercizi 2010-2012 e copia della documentazione a supporto.
La missiva ritornava al
mittente con la dicitura: “Il destinatario è irreperibile all’indirizzo
indicato”.
E. Con nuovo scritto
24.4.2015 l’UTPG inviava la richiesta tesa all’ottenimento di informazioni e
documenti, all’indirizzo di __________.
F. Con scritto 19.5.2015
RI 1 ha prodotto alcune schede contabili relative agli esercizi 2010, 2011 e
2012.
G. Con scritto 27.5.2015
l’UTPG si rivolgeva nuovamente alla RI 1 indicando come con missiva del
19.5.2015 fossero state trasmesse unicamente le schede contabili, prive della
documentazione di supporto. L’UTPG impartiva un termine fino al 10.6.2015 per
inviare quanto richiesto, con l’avvertimento che, in caso di inosservanza,
sarebbero state applicate le penalità previste agli art. 257 LT e 174 LIFD.
Inoltre si sarebbe proceduto all’emissione della decisione su reclamo IC/IFD
2010 con la ripresa integrale dei costi non documentati (“vi rendiamo attenti che, di conseguenza, il risultato
imponibile della decisione su reclamo sarebbe più elevato del risultato imponibile
della tassazione contestata”).
H. Il 6.8.2015 l’UTPG
emetteva le decisioni su reclamo per l’IC e l’IFD 2010. Sia per l’IC che per
l’IFD 2010 l’utile imponibile veniva commisurato in fr. 74'600.-. Per l’IC 2010
il capitale imponibile veniva stabilito in fr.100’000.-.
L’UTPG indicava nella propria
motivazione:
Il 24 aprile 2015 l’Ufficio di tassazione delle
persone giuridiche (in seguito UTPG) ha inviato al contribuente una lettera
volta a ottenere, tra le altre cose, la documentazione (schede contabili e
giustificativi a sostegno delle registrazioni) relativa ad alcune posizioni del
conto annuale 2012. In data 19 maggio 2015 la contribuente ha trasmesso
all’autorità di tassazione unicamente le schede contabili richieste, omettendo
cioè di inviare i giustificativi a sostegno delle registrazioni contabili. Il
27 maggio 2015 l’UTPG ha diffidato la contribuente ad inoltrare entro e non
oltre il 10 giugno 2015 quanto richiesto in precedenza, specificando che – in
caso di mancato riscontro – avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio “per
valutazione” ai sensi dell’art. 204 cpv. 2 LT e dell’art. 130 cpv. 2 LIFD
aggiungendo al risultato d’esercizio i costi non documentati. In considerazione
del fatto che l’invito dell’autorità fiscale è rimasto inosservato e che il
termine per l’inoltro della documentazione è trascorso ormai da tempo, il
reclamo presentato dalla contribuente contro la tassazione IC/IFD 2010 viene
così evaso:
CHF
risultato d’esercizio (7'016)
+
spese non documentate 85'652
78’636
-
perdite accertate (3'995)
Risultato
imponibile 74'641
I. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 si aggrava avverso la
decisione su reclamo IC/IFD 2010. Con il gravame la ricorrente censura il fatto
che nel 2010 sia già stata tassata in maniera definitiva e con decisione
cresciuta in giudicato da parte del Canton __________. In tal senso ritiene che
avrebbe dovuto essere richiesto il riparto intercantonale. Per il resto, l’UTPG
non avrebbe specificato le spese non documentate e, d’altra parte, l’insorgente
afferma: “(...) non abbiamo inviato la documentazione a supporto perché sono
parecchi classatori (...)”. La società postula che la decisione di
tassazione IC/IFD 2010 venga emessa sulla base degli elementi dichiarati e che
si tenga in considerazione il riparto intercantonale.
L. Con osservazioni al
ricorso 2/5.10.2015 l’UTPG ha ricapitolato la procedura seguita e confermato
l’imponibilità illimitata della società nel Canton Ticino. L’autorità fiscale
ha precisato come, nonostante le ripetute richieste di trasmissione della
documentazione, la contribuente non ha mai dato seguito. Anche la domanda generica
di essere sentita da parte della RI 1 non poteva supplire al mancato inoltro
degli atti.
M. Con scritto 3.2.2017
la Camera si è rivolta alla contribuente per ottenere la documentazione
richiesta dall’UTPG e mai presentata dinanzi all’autorità fiscale. L’insorgente
presentava la documentazione entro il termine impartito del 20.2.2017. La
stessa veniva poi trasmessa all’UTPG per una presa di posizione.
N. L’UTPG ha analizzato
la documentazione prodotta dalla contribuente, indicando come la contabilità di
RI 1 non rispecchiasse i principi della tenuta regolare dei conti sanciti
dall’articolo 957a CO. L’autorità fiscale ha evidenziato una lesione del principio
della “prova documentata delle singole registrazioni”: per parecchi eventi
contabili non vi sono giustificativi. Per quanto riguarda le “prestazioni di
terzi”, per fr. 15'000.-, che sarebbero stati versati a contanti a __________
il 31.3.2010, non vi sarebbe alcun giustificativo (nonostante le molteplici
richieste in tal senso). Anche per quanto attiene alle spese per provvigioni,
l’UTPG ravvisa delle anomalie. Anche per talune spese contabilizzate (tipo “spese
di pulizia”, “spese ufficio”) non vi sarebbero i necessari giustificativi.
L’UTPG ha riscontrato parimenti una lesione del principio della chiarezza e
della verificabilità: in particolare, a parte sporadici casi, i documenti non sono
numerati oppure la numerazione appare unicamente sul giornale di cassa. Con
rare eccezioni, né sui documenti né sul giornale di cassa è indicata la
contropartita della registrazione. Sempre per l’esercizio 2010, sono state rilevate
fatture e/o ricevute private di altre società vicine al Signor __________ (che
vengono elencate). L’autorità riscontra anche una problematica legata alla
“cassa negativa”: il 9.8.2010 ed il 9.9.2010 la stessa avrebbe registrato un
saldo negativo a fine giornata (anche se solo per un giorno).
In conclusione, l’UTPG ritiene
che la contabilità presentata dalla RI 1 sia inattendibile, motivo per cui
sarebbero dati i presupposti per una tassazione per apprezzamento giusta gli
art. 230 cpv 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD. L’autorità fiscale, tenuto conto della documentazione
presentata dalla contribuente in sede ricorsuale, riteneva che il risultato
imponibile IC/IFD 2010 della RI 1 potesse essere così definito:
CHF
Risultato d’esercizio (7'016)
+ Distribuzioni
anticipate di utile
Spese
non documentate 5'706
Spese
non documentate 1'244
Prestazioni
di terzi non documentate 15'000
Provvigioni
non documentate 27'500
Giustificativi
inattendibili 3'826
Spese
per società anonime vicine al Signor __________ 3'650
Spese
private (telefonia, manutenzione auto, etc.) 3'773
60'699
53'683
-
perdite accertate (3'995)
Risultato
imponibile 49'688
O. Con scritto 3.4.2017
le osservazioni dell’UTPG sono state trasmesse alla RI 1, la quale non si è
espressa in merito.
Diritto
1. 1.1.
Secondo l’art. 204 cpv. 2
LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID,
l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una
valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere
accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il
motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e
indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per
cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità
dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato
provare che la stessa è manifestamente inesatta (sentenza TF 2C_419/2010 del
13.10.2010, consid. 2.1).
1.2.
Giurisprudenza e dottrina
tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo
laddove il contribuen-te, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi
procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua
situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004
del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª ediz. Basilea
2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/
Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2009, 2ª ediz., n. 26 ad
art. 130 LIFD, p. 1123).
L’autorità fiscale deve
agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo co-scienza professionale,
conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere
tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di
evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente
deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più vicino
possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel,
op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).
Considerandi
2.
Nella fattispecie, il
medesimo giorno in cui veniva intimata ad RI 1 la tassazione d’ufficio, la
stessa procedeva alla presentazione della dichiarazione di tassazione IC/IFD
2010.
L’UTPG si è discostato dalla dichiarazione presentata dalla ricorrente e
dal conto economico allegato, ha rivalutato l’utile, ritenendo che le schede
contabili fossero lacunose, non fedefacenti e che la situazione economica della
società fosse diversa da quella dichiarata (perdita di fr. 8'632.-).
Pur ritenendo che la
dichiarazione presentata dalla contribuente non fosse corretta, l’autorità ha
rinunciato ad una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto
dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte
del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3
LIFD). Ritenendo che la trasmissione della documentazione (dichiarazione
d’imposta), incrociatasi con l’invio della decisione di tassazione d’ufficio
dovesse essere considerata come reclamo, l’UTPG non è mai venuto meno all’obbligo
di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire la verità materiale.
Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, la rinuncia alla
tassazione d’ufficio non impedisce tuttavia all’autorità di tassazione di
determinare gli elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le
regole relative all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22
febbraio 2006, n.2A.561/2005 consid. 3).
3.
3.1.
Secondo gli art. 67 cpv. 1
LT e 58 cpv. 1 LIFD, l’utile netto imponibile delle persone giuridiche è
determinato in base al saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto
dell’anno precedente (lett. a), a cui vengono in particolare aggiunti i
prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e
non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, tra
cui gli ammortamenti ed accantonamenti non giustificati (lett. b) e le
distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non
giustificate dall’uso commerciale (lett. b), i ricavi non accreditati al
conto profitti e perdite, compresi gli utili in capitale, di liquidazione e di
rivalutazione (lett. c) (cfr. sentenza TF 2C_520/2015 del 28.12.2015,
consid. 3.1.).
3.2
Per poter quindi stabilire
l’utile ed i capitali imponibili di una persona giuridica è necessario che
l’autorità fiscale disponga della contabilità, così come esatto sia dalla LT,
sia dalla LIFD:
Secondo l’art. 199 cpv. 2
LT, nella versione in vigore nel periodo fiscale litigioso, le persone fisiche
con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche, devono
allegare alla dichiarazione d’imposta i conti annuali firmati (conto economico,
bilancio e, per le società anonime, l’allegato) del periodo fiscale oppure, in
mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli
attivi e dei passivi, delle entrate e delle uscite, come anche degli apporti e
dei prelevamenti privati.
Di analogo tenore l’art.
125.
cpv. 2 LIFD.
3.3
3.3.1
Nel caso in disamina, la
prima decisione IC/IFD per il 2010 è stata emanata il 9.8.2012, seguendo la
procedura di tassazione d’ufficio, siccome la RI 1 non aveva ancora trasmesso
la propria dichiarazione fiscale. Tuttavia, l’inoltro della dichiarazione si è
incrociato con la spedizione della decisione, sicché l’invio dei documenti da
parte della ricorrente è stato considerato come reclamo.
3.3.2
Il 24.4.2015 l’UTPG
inviava alla ricorrente una lettera volta ad ottenere, tra le altre cose, la
documentazione (schede contabili e giustificativi a sostegno delle registrazioni)
relativa ad alcune posizioni del conto annuale 2010.
Il 19.5.2015 la contribuente
ha trasmesso all’autorità di tassazione unicamente le schede contabili
richieste, omettendo tuttavia di inviare i giustificativi a sostegno delle
registrazioni contabili. Il 27.5.2015 l’UTPG diffidava la contribuente ad inoltrare
entro e non oltre il 10.6.2015 quanto richiesto in precedenza, specificando
come, in caso di mancato riscontro, l’autorità avrebbe proceduto all’emissione
della decisione su reclamo con la ripresa integrale dei costi non documentati e
che di conseguenza l’utile imponibile della decisione su reclamo sarebbe stato
più elevato del risultato imponibile della decisione di tassazione contestata.
La ricorrente presentava
unicamente in sede ricorsuale la contabilità che poteva così essere trasmessa
all’UTPG.
3.4
Il diritto fiscale si basa
sul bilancio commerciale. Se stabilito nel rispetto delle norme legali applicabili,
esso è infatti determinante anche per la definizione dell’utile imponibile (Massgeblichkeitsprinzip),
fatta eccezione unicamente per le disposizioni correttive proprie del diritto
tributario (sentenza TF 2C_520/2015 del 28.12.2015, consid. 3.1; DTF 132 I 175
consid. 2.2, con riferimento a: Behnisch, Zur Massgeblichkeit der Handelsbilanz für die
Steuerbilanz, in: Aktienrecht 1992-1997: Versuch einer Bilanz, p. 21 ss.).
In
altri termini, il carattere vincolante dei conti annuali (art. 662a CO;
dal 1° gennaio 2013, art. 957a CO) viene a cadere soltanto nella misura
in cui gli stessi risultano in contrasto con regole imperative del diritto
commerciale o vanno osservate norme fiscali che ne correggono le valutazioni (decisione
TF 2C_370/2016 del 28.3.2017 consid. 2.2.; decisione TF n.2A.549/2005 del 16
giugno 2006, in: StPS 24 p. 100, consid. 2.1; Bernardoni/
Bortolotto, La fiscalità dell’azienda, 2ª ediz., Mendrisio 2010, p. 73
ss.; Locher,
Kommentar zum DGB, vol. II, Therwil/Basilea 2004, n. 2
ad art. 58 LIFD, p. 242; Richner/Frei/Kaufmann/
meuter, Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 1 ad art. 58
LIFD, p. 713).
3.5
I conti annuali devono in
particolare osservare il principio della giustificazione (principio di
documentazione), corollario del principio di sincerità: l’esattezza della registrazione
e del trattamento deve in ogni momento permettere un controllo ulteriore della
contabilità. In queste condizioni, spetta alla società provare che i suoi costi
sono giustificati dall’uso commerciale e subire le conseguenze se non riesce a
portarne la prova (sentenza TF 2A.461/2001 del 21.2.2002 consid. 2.3.).
Di principio, ci si può
fondare sulla contabilità del contribuente unicamente se l’esattezza dei fatti
inseriti è garantita. Tale non è il caso in due ipotesi: in primo luogo quando
i libri contabili non sono tenuti regolarmente dal punto di vista formale, ma
anche quando è manifesto che i risultati contabilizzati non concordano con lo
stato reale, sia perché sussiste una divergenza tra questi risultati e
l’evoluzione della sostanza del contribuente oppure del suo tenore di vita, sia
perché vi è una divergenza tra questi risultati e quelli che, secondo
l’esperienza, sono ottenuti nel settore della professione in questione, senza
che circostanze speciali spieghino tali differenze (decisione TF 2C_370/2016
del 28.3.2017 consid. 2.2.).
3.6
3.6.1
Come visto, dopo aver
ricevuto la contabilità prodotta unicamente in sede ricorsuale da parte di RI 1,
l’UTPG ha rilevato come la stessa non fosse affatto conforme al diritto
commerciale. Il fisco rilevava sia una lesione del “principio della prova
documentata delle singole registrazioni”, sia dei principi della “chiarezza” e
della “verificabilità”.
In effetti, dalla semplice
lettura ad esempio del foglio di cassa, emerge come alcuni giustificativi di
costi siano assenti (cfr. computer – uscite fr. 150.-; il documento giustificativo:
“manca”).
Anche per prestazioni a
terzi, per esempio il versamento alla __________ di fr. 15'000.-, non esistono
giustificativi.
Anche per le
“provvigioni”, fatto salvo per alcuni casi, non ci sono le ricevute dei
prelevamenti fatti dalla cassa.
L’UTPG ha inoltre
correttamente rilevato che una parte dei giustificativi presentati a sostegno
delle spese contabilizzate ha delle lacune formali tali da non poterli considerare
attendibili.
3.6.2
Nel caso di specie,
l’autorità fiscale ha costatato correttamente che vi fosse una violazione
dell’art. 959 CO (nella sua versione in vigore nel periodo fiscale 2010,
corrispondente all’attuale 957a CO), secondo il quale il conto d’esercizio ed
il bilancio annuale devono essere allestiti secondo i principi generalmente ammessi
dalla pratica commerciale, in modo completo e chiaro, in modo da mostrare agli
interessati con la maggiore evidenza e verità la situazione economica
dell’azienda (v. anche sentenza TF 2C_370/2016 del 28.3.2017, consid. 2.3.).
L’UTPG ha pertanto concluso
correttamente ritenendo che la contabilità di RI 1 non fosse fedefacente e che
quindi fossero dati gli estremi per una tassazione per apprezzamento ai sensi degli
articoli 230 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD.
4.
4.1.
Secondo l’art. 130 cpv. 1
e 2 LIFD, l’autorità di tassazione controlla la dichiarazione d’imposta e
procede agli accertamenti necessari. Effettua una tassazione d’ufficio sulla
base di un apprezzamento coscienzioso se, malgrado diffida, il contribuente non
ha ottemperato ai suoi obblighi procedurali oppure che gli elementi imponibili
non possono essere determinati con tutta la precisione richiesta in assenza di
dati sufficienti. L’autorità fiscale può prendere in considerazione i
coefficienti sperimentali, l’evoluzione della sostanza ed anche il tenore di
vita del contribuente (sentenza TF 2C_370/2016 del 28.3.2017, consid. 2.3.).
4.2
Si tratta ora di
verificare se l’UTPG ha proceduto correttamente nel valutare l’utile di RI 1.
Per determinare l’utile, l’UTPG
si è basato sul foglio di cassa della ricorrente ed ha poi ha proceduto
correttamente riprendendo i costi non documentati presenti nella contabilità in
particolare (cfr. allegato “O” alle osservazioni 31.3/3.4.2017):
·
fr. 5'706.- per spese generali il cui giustificativo è stato indicato
come “mancante” dalla stessa RI 1;
·
fr. 1'244.- per spese generali i cui giustificativi sono
risultati mancanti a seguito degli accertamenti dell’UTPG;
·
fr. 15'000.- per prestazioni a terzi (il cui giustificativo è mancante);
·
fr. 27'500.- per provvigioni
versate (il cui giustificativo è mancante);
·
fr. 3'826.- di costi i cui
documenti giustificativi risultano inattendibili;
·
fr. 3'650.- di costi legati a
spese private;
·
fr. 3'773.- di costi legati ad
altre società vicine a __________ (amministratore unico di RI 1).
4.3
La ricorrente, alla quale
la Camera ha sottoposto il 3.4.2017 le osservazioni dell’UTPG in merito alle
verifiche della contabilità per il periodo fiscale 2010, non ha presentato
alcun giustificativo atto ad inficiare gli accertamenti operati dall’autorità
fiscale.
Si ricorda come secondo un
consolidato principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito
nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi
che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la
prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario (DTF
133.
II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
4.4
Ne consegue come l’UTPG ha
correttamente proceduto all’accertamento degli elementi imponibili reintegrando
i costi non giustificati e non documentati nell’utile di RI 1.
In questa sede, sulla base
della contabilità, l’autorità fiscale ha anche diminuito l’utile di RI 1
commisurandolo in fr. 49'688.-. Nella decisione su reclamo, l’utile era infatti
stato accertato in fr. 74'800.-.
5.
Nel ricorso RI 1 sostiene
che per il periodo fiscale 2010 sarebbe già stata tassata nel Canton Grigioni,
con decisione già passata in giudicato. Su tale base, la ricorrente postula il
riparto intercantonale.
Ora, già nel periodo
fiscale precedente (2009), l’Amministrazione delle imposte del Canton __________,
su espressa rivendicazione del fisco ticinese, aveva attribuito tutti gli
elementi imponibili al Canton Ticino (v. riparto fiscale del 30.3.2011). Per il
2010.
il Canton __________ ha infatti richiesto unicamente un’imposta sul
“capitale privilegiato” di fr. 300.- indicando in calce alla decisione:
L’imposizione
sull’utile e sul capitale per l’imposta cantonale e federale diretta verrà
rivendicata dal Cantone Ticino a seguito dell’ubicazione in Ticino
dell’amministrazione effettiva. Affinché la sede statutaria rimane nel Cantone
dei __________, la società viene considerata come società di domicilio e dunque
sottoposta all’imposta minima di CHF 300 secondo l’art. 92 della legge sulle
imposte per il Cantone dei __________.
In queste circostanze,
l’imposta prelevata dal Canton __________ nel 2010 non ha alcun influsso
sull’assoggettamento illimitato della società nel Canton Ticino.
6.
Il ricorso è
parzialmente accolto limitatamente alla commisurazione dell’utile di RI 1, che
viene modificato in fr. 49'688.-.
Nonostante l’esito del
ricorso sia almeno parzialmente a favore della ricorrente, si giustifica di
porre a suo carico la tassa di giustizia e le spese processuali. Secondo l’art.
231.
cpv. 3 LT, infatti, esse sono poste totalmente o parzialmente a carico del
ricorrente vincente se questi, conformandosi agli obblighi che gli incombevano,
avrebbe potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di tassazione o di
reclamo oppure ha ostacolato con raggiri l’inchiesta della Camera di diritto
tributario. Nello stesso senso si pronuncia, per l’imposta federale diretta,
l’art. 144 cpv. 2 LIFD.
La documentazione che ha
permesso di ridurre l’utile imponibile nella procedura di ricorso è stata
prodotta solo dopo essere stata esplicitamente richiesta da questa Corte. Alle
ripetute richieste di documentazione dell’UTPG l’insorgente aveva dato seguito
sempre in modo estremamente lacunoso.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è
parzialmente accolto.
§ Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 6 agosto 2015 è riformata nel senso
che l’utile della RI 1 è ridotto a fr. 49'688.-.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 700.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 800.–
sono a carico della
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: