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Decisione

80.2015.40

Deduzioni: spese di manutenzione immobiliari, proprietà per piani, manutenzione finanziata con fondo di rinnovamento, manutenzione del singolo appartamento

4 dicembre 2015Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

A. I coniugi RI 1,

domiciliati a __________ (Cantone __________), sono limitatamente imponibili

nel Cantone Ticino in quanto comproprietari, in ragione di un mezzo ciascuno,

di un appartamento di vacanza a __________ (PPP n. __________ al fondo base n. __________).

B. Notificando ai

contribuenti la tassazione IC 2013, con decisione del 4 febbraio 2015,

l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il loro reddito imponibile in

fr. 7'100.– e quello determinante per l’aliquota in fr. 273'600.–.

Per quanto qui di

interesse, dal valore locativo di fr. 9'888.– attribuito all’immobile ticinese ammetteva

in deduzione spese di manutenzione e gestione nella misura forfettaria di fr. 2'472.–, con la seguente motivazione:

Deduzione effettiva concessa

solamente se giustificata, documentata e nei limiti stabiliti dalle vigenti

norme.

C. I contribuenti

impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 16 febbraio 2015, lamentando

la mancata deduzione dei costi di manutenzione e amministrazione (Unterhalts-

und Verwaltungskosten) effettivi di fr. 6'721.–, così come dichiarati alle

autorità fiscali del Cantone __________.

L’Ufficio di tassazione,

con decisione del 4 marzo 2015, accoglieva parzialmente il gravame, aumentando le spese di manutenzione deducibili a fr.

3'000.–. La decisione era così motivata:

(…) a norma di

legge e giurisprudenza sono deducibili le spese effettive di manutenzione degli

immobili che ne conservano il valore. Non tutte le spese condominiali pagate

sono deducibili poiché non solo tali.

Non lo sono le

spese di portineria (salario custode e oneri sociali), riscaldamento, giardino,

tasse varie, amministrazione, elettricità, telefono, TV via cavo ecc.

In mancanza del

dettaglio del tipo di spesa fatturato in Fr. 4'638 si procede ad una

valutazione dei costi deducibili in Fr. 1'200, che aggiunti alla fattura di Fr. 1'883,

comportano una deduzione di Fr. 3'000.

La quota sociale

dell’associazione proprietari fondiari (Fr. 40) e quella di Fr. 35 non

sono costi deducibili.

D. I coniugi RI 1 hanno

presentato un tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, redatto in

lingua tedesca e successivamente tradotto in italiano, postulando la deduzione

di spese di manutenzione e gestione effettive nella misura di fr. 5'798.35.

I ricorrenti

lamentano una carente motivazione della decisione impugnata, che ritengono

incomprensibile.

Diritto

1. 1.1.

Secondo

l’art. 31 cpv. 2 LT, il contribuente che possiede immobili privati può dedurre

le spese di manutenzione, i premi di assicurazione e le spese di amministrazione

da parte di terzi.

Sono

considerate spese di manutenzione quelle che, senza aumentare il valore

dell’immobile, ne preservano lo stato, ne conservano l’uso e ne mantengono la

redditività (cfr. Agner/Jung/ Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 5 ad art.

32 LIFD, p. 219 s.; Känzig, Direkte

Bundessteuer, 2a ediz., Vol. I, Basilea 1982, p. 649; Bottoli, Lineamenti di diritto tributario

ticinese, Lugano 1977, p. 66; CDT n. 262 del 28 agosto 1986 in re R.T.; CDT n. 52 del 22 febbraio 1983 in re A.D.R.).

1.2.

Per facilitare il lavoro

sia dell’amministrazione fiscale che dei contribuenti, invece della somma

effettiva delle spese e dei premi concernenti i beni immobili privati, il

contribuente può avvalersi di una deduzione complessiva, stabilita dal

Consiglio federale per l’imposta federale diretta e dal Consiglio di Stato per

l’imposta cantonale (art. 31 cpv. 4 LT). La deduzione complessiva ammonta:

Ø

al 15% del reddito lordo delle pigioni e/o del valore locativo,

se, all’inizio del periodo fiscale, l’immobile risale al massimo a 10 anni

prima;

Ø

al 25% del reddito lordo delle pigioni e/o del valore locativo

se, all’inizio del periodo fiscale, l’immobile ha più di 10 anni

(cfr.

art. 2 cpv. 1 del regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994).

Considerandi

2.

2.1.

Come esposto in narrativa,

con la decisione impugnata, l’autorità di tassazione ha ammesso in deduzione un

importo totale di fr. 3'000.–, comprensivo dei costi di sostituzione delle

tende da sole dell’appartamento (fr. 1'883.50) e di una generica quota delle spese

condominiali rivendicate dai contribuenti.

Nel gravame in esame, come

visto, i ricorrenti lamentano una carente motivazione della decisione

impugnata, che ritengono incomprensibile. Nel contempo allegano nondimeno un

nuovo conteggio delle spese di manutenzione sostenute nel corso dell’anno, che

in questa sede quantificano in fr. 5'798.35 così composti:

Quota parte delle spese

condominiali:

Assicurazione stabili

fr. 502.–

Onorario amministrazione

condominiale

fr. 285.35

Risanamento del tetto (1° acconto)

fr. 1'458.55

Controllo dell’impianto elettrico

fr. 207.–

Riparazione dell’impianto

elettrico del vano scale

fr. 32.10

Distribuzione dell’acqua

(valvola di bloccaggio)

fr. 1'009.45

Distribuzione dell’acqua

(lavanderia)

fr. 177.40

Distribuzione dell’acqua

(riparazioni)

fr. 243.–

Costi effettivi di

manutenzione:

Sostituzione delle tende

da sole

fr. 1'883.50

Totale spese

fr. 5'798.35

2.2

Adita dal contribuente con

reclamo, l’autorità di tassazione deve prendere una decisione motivata (art.

208.

cpv. 2 LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD), fondandosi sui risultati dell’inchiesta

(art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1 LIFD; v. anche Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum

Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 422).

Per

giurisprudenza costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua

violazione comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che

vada vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (decisione TF del 5 luglio 1994 in re S.P.; DTF 119 Ia 136 consid. 2a p. 138, 118 Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c

p. 109 con relativi riferimenti).

2.3

L’art. 29 della

Costituzione federale impone alle autorità amministrative e giudiziarie di

pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta

sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno

spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi l’interessato

nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242

consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1; inoltre decisione TF del 5

dicembre 1990 in re A.W). Per far ciò l’autorità giudicante non deve

pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali ed essenziali, atti a

influire sulla decisione di merito (cfr. DTF 111 Ia 1, consid. 3a; DTF 107 Ia

248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a; DTF 101 Ia 3; decisione TF dell’8

gennaio 1987 in re S. McL, consid. 3; decisione CDT n. 381 del

30.

luglio 1981; Imboden/Rhinow,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a,

p. 535; Känzig/Behnisch, Direkte

Bundessteuer, 2ª ediz., Vol. III,

Basilea 1992, p. 249).

La motivazione deve dunque consistere nell’esposizione della fattispecie ed in una motivazione giuridica, dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e l’autorità

di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 249;

inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

2.4

Tornando al caso in esame,

la motivazione della decisione impugnata è quantomeno succinta, limitandosi a sottolineare

che non tutte le spese condominiali sono deducibili a titolo di spese di

manutenzione, senza specificare nel dettaglio quelle ritenute tali.

Pur se succinta, la

decisione impugnata si pronuncia tuttavia sui punti rilevanti per il giudizio

ed è stata senz’altro compresa dai ricorrenti, che l’hanno contestata in questa

sede con cognizione di causa, proponendo un nuovo conteggio delle spese di manutenzione

a loro dire deducibili. Essa appare pertanto ancora rispettosa dell’obbligo di

motivazione dedotto dalla legge tributaria e dall’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr.,

al riguardo, DTF 129 I 232; decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in:

RtiD I-2004 n.19t).

3.

3.1.

Nel caso della proprietà

per piani (PPP), i costi per la manutenzione dell’immobile sono sopportati da

persone diverse a seconda che si tratti di parti dello stabile che sono

riservate all’uso esclusivo di singoli condomini oppure di parti comuni.

Le spese per riparazioni e per la manutenzione delle parti di uso esclusivo gravano direttamente sul singolo

comproprietario (articoli 712a e 712b CC); quelle che invece riguardano parti

ed impianti comuni (per esempio il rinnovo della facciata o del tetto, i lavori

all’impianto di riscaldamento ecc.) sono di solito finanziate mediante

versamenti annuali al cosiddetto fondo di rinnovazione (art. 712m cpv. 1 cifra

5.

CC).

I versamenti al fondo di

rinnovamento rientrano, di regola, nel novero dei costi di manutenzione deducibili dal reddito (valore locativo, affitto), purché siano irrevocabilmente sottratti

ai condomini e possano essere impiegati solo per futuri costi di manutenzione, vale a dire di riparazione e di rinnovo (Agner/Jung/

Steinmann, op. cit., n. 6 ad art. 32 LIFD, p. 121; CDT n. 80.97.00086

dell’8 ottobre 1997 consid. 5.6.2.; inoltre Circolare n. 7/2010 cit., cifra 2.1).

Per quanto

concerne l’imposta federale diretta, è la stessa ordinanza del 24 agosto 1992

dell’AFC sui costi di immobili (RS 642.116.2) ad affermare che sono deducibili

quali spese di manutenzione i versamenti al fondo di riparazione o di rinnovazione di una comunione di comproprietari, fintanto che detti mezzi sono

impiegati esclusivamente per coprire i costi di manutenzione degli impianti in

comune (art. 1 cpv. 1 lett. a cifra 2).

3.2

Come più volte ammesso

anche da questa Camera, la deduzione dei versamenti al fondo di rinnovamento

dal reddito ordinario, quali spese di manutenzione, può essere ammessa senza

attenderne l’impiego, qualora il regolamento condominiale consenta o preveda

versamenti al fondo di rinnovamento unicamente a questo titolo e non anche per

eventuali interventi di miglioria. In questo contesto, l’autorità di tassazione

potrà esigere la presentazione del regolamento condominiale (cfr. CDT n.

80.2000.64

del 2 ottobre 2000 consid. 5.4).

4.

4.1.

Dalla tabella di

ripartizione delle spese condominiali presentata dagli stessi ricorrenti risulta

anzitutto che i lavori di risanamento del tetto (fr. 1'458.55),

di riparazione e di controllo dell’impianto elettrico (fr. 32.10 e fr. 207.–),

così come i lavori di riparazione e controllo della distribuzione dell’acqua

(fr. 1'009.45, fr. 177.40 e fr. 243.–), sono stati interamente finanziati dal

fondo di rinnovamento condominiale.

Tanto basta

per negare la deduzione di tali spese, anche se di per sé rappresentano tipici

costi di manutenzione che, senza aumentare il valore dell’immobile, ne

preservano lo stato e ne mantengono la redditività. Una loro deduzione

si giustificherebbe unicamente nel caso in cui l’autorità di tassazione avesse,

negli anni precedenti, negato la deduzione dei versamenti al fondo di

rinnovamento condominiale. Non invece nel caso in cui i ricorrenti avessero

rinunciato a richiederne la deduzione o, più semplicemente, non ne conoscessero

la possibilità. A tale proposito, è qui appena il caso di ricordare che

l’autorità di tassazione non ha alcun obbligo di supplire alle dimenticanze dei

contribuenti (sentenza TF n.2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007

n. 13t, consid. 3.2), senza dimenticare infine che essa può confidare nel fatto

che la dichiarazione sia corretta e completa, per cui, senza particolari

motivi, non è nemmeno tenuta ad effettuare raffronti con gli atti di altri

contribuenti né a cercare documenti complementari nell’incarto fiscale.

4.2

Non vi è invece ragione

per negare la deduzione dell’intero importo annuale versato al fondo di

rinnovamento condominiale (cfr. Circolare cit., distinta allegata cifra 20),

che dall’allegata tabella di ripartizione delle spese condominiali risulta

ammontare a fr. 583.45.

Certamente deducibili sono

inoltre i costi di riparazione delle tende da sole dell’appartamento,

ammontanti a fr. 1'883.50 e debitamente comprovati dalla relativa fattura della

ditta __________ SA di __________, come peraltro già espressamente ammessi

anche dall’autorità di tassazione. Deducibile è infine il premio dell’assicurazione

degli immobili, che i ricorrenti quantificano in fr. 502.–. Di

principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8

CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che

l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o

aumentano il carico fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di

quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario

(DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Sarebbe quindi

spettato ai ricorrenti provare l’entità del premio pagato, producendo non

soltanto la tabella di ripartizione dei costi condominiali, ma anche una copia

del contratto di assicurazione sottoscritto con la __________ e la relativa

documentazione bancaria. Per le ragioni che seguono, anche quest’ultimo costo

può nondimeno essere ammesso così come indicato, senza la necessità di ulteriori

accertamenti.

4.3

Come noto, in caso di

imposizione del valore locativo, vale a dire di immobili utilizzati dal

proprietario stesso, vengono ammesse in deduzione unicamente le spese che, in

caso di locazione, rimarrebbero a carico del proprietario e non potrebbero

venire accollate all’inquilino, vale a dire quelle spese di manutenzione in senso tecnico e di assicurazione, non invece le spese di gestione e di amministrazione (cfr. Circolare cit., cifra 5.4). La ragione di questa distinzione è da ricercare nel fatto

che il reddito della sostanza del contribuente che abita personalmente la casa

di cui è proprietario viene calcolato perlopiù in base a una mera stima; se si

consentisse al contribuente che abita la propria casa di dedurre dei costi da

un valore locativo commisurato in modo tale da non comprenderli, questi sarebbe

ingiustamente avvantaggiato rispetto al proprietario che cede in locazione

l’immobile che gli appartiene e che di solito addebita ai propri inquilini le

spese di amministrazione e di gestione della casa (CDT n. 80.2000.64 del 2

ottobre 2000 consid. 5.6.1.).

In simili circostanze,

l’importo restante di fr. 285.35, indicato come onorario e costi dell’amministrazione

condominiale (Honorare, Spesen und Gebühren), non rappresenta una spesa

fiscalmente deducibile nel senso dell’art. 31 cpv. 1 LT, ma piuttosto un tipico

costo per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia, che secondo

l’art. 33 lett. a LT non può essere dedotto dal valore locativo. Vanno infatti ritenute

tali, in assenza di indizi contrari, non soltanto le spese postali, di

cancelleria, telefoniche e di custodia delle chiavi, ma anche le spese

dell’assemblea e l’onorario dell’amministrazione condominiale.

4.4

In conclusione, alla luce

di quanto precede, la somma dell’importo di fr. 583.45 versato al fondo di

rinnovamento condominiale, dell’importo di fr. 1'883.50 pagato per la

riparazione delle tende da sole e del premio assicurativo di fr. 502.– risulta

di poco inferiore alla deduzione complessiva di fr. 3'000.– riconosciuta

dall’autorità di tassazione con la decisione impugnata. Visto l’esiguo importo

in discussione, quest’ultima va pertanto tutelata, senza la necessità di

ulteriori accertamenti.

5.

Il ricorso è

conseguentemente respinto.

Tassa di giustizia e spese

processuali sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 300.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 380.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: Il

segretario: