80.2016.100
Deduzioni sociali: figli a carico e figli agli studi, presupposto, sostentamento necessario, non figlio maggiorenne con capitale a libera disposizione e reddito del lavoro
8 giugno 2017Italiano16 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2016.100
80.2016.101
Lugano
8 giugno 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi, vicecancelliera
parti
RI 1
RI 2
tutti
rappr. da: RA 1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 25 aprile 2016 contro la decisione del 23 marzo 2016 in materia di IC/IFD
2013.
Fatti
A. RI 1 donavano, il
24.12.2011 alla figlia __________ (2.9.1991) fr. 250'000.- con l’auspicio che
fossero da destinare all’apertura di un’attività commerciale, al matrimonio
oppure all’acquisto di un appartamento.
B. Nel periodo fiscale
2013, __________ frequentava il programma di Bachelor presso la “__________” di
__________. Sempre nel corso del 2013, __________ percepiva fr. 9'402.- da
parte della ditta individuale “__________” di proprietà della madre RI 2. Al
31.12.2013 la figlia dichiarava una sostanza (capitali) per fr. 314'553.-.
C. Con decisione del
29.7.2015 l’Ufficio di tassazione di Bellinzona (di seguito UT) commisurava per
i coniugi RI 1 per l’IC unreddito imponibile di fr. 82'600.- (determinante per
l’aliquota in fr. 147'700.-) e la sostanza imponibile in fr. 2'012'000.-
(determinante per l’aliquota in fr. 2'496'000.-). Per l’IFD il reddito
imponibile veniva accertato in fr. 152'100.- (determinante per l’aliquota in
fr. 152'100.-).
In particolare l’autorità
fiscale non riconosceva, tra le altre cose, le deduzioni per “ogni figlio a
carico” e per “figli agli studi” con la seguente motivazione (per entrambe
le deduzioni): “Deduzione non ammessa; proventi
sufficienti (reddito e sostanza) (...) per far fronte al sostentamento
personale”.
D. Con reclamo 24/25.8.2015
RI 1 si aggravavano contro le decisioni di tassazione IC/IFD 2013, contestando,
insieme ad altre censure, anche le mancate deduzioni per figli a carico e agli
studi. In particolare indicavano che per il periodo fiscale in questione la
figlia __________, studiava fuori Cantone e non percepiva alcun sussidio per
potersi mantenere autonomamente. La stessa non percepiva inoltre redditi,
all’infuori di un compenso per piccoli lavori effettuati durante le vacanze.
E. I coniugi RI 1
venivano convocati presso l’UT il 18.2.2016 in merito al gravame da loro
presentato contro la decisione di tassazione IC/IFD 2013. In merito alle deduzioni
inerenti la figlia __________ veniva indicato nel verbale di audizione quanto segue:
“(...) l’UT segnala che, dal momento che la figlia __________
in data 31.12.2013 possedeva dei capitali ammontanti a circa fr. 300'000.-,
secondo la giurisprudenza in vigore, non sono date le condizioni per la
deduzione quale figlia a carico rispettivamente quale figlia agli studi. I
comparenti comunicano che detti capitali provengono da un’eredità. Secondo la
volontà di chi ha lasciato l’eredità la figlia potrà disporre di tali capitali
solo al momento del matrimonio. Per questo motivo non ha potuto in nessun modo
attingere a questi capitali per far fronte alle proprie esigenze finanziarie. A
comprova di ciò la signora RI 2 produrrà la documentazione necessaria”.
F. Con decisione di
tassazione su reclamo del 23.3.2016 per l’IC/IFD 2013, l’UT negava il diritto
alle deduzioni per figli a carico e per figli agli studi, motivando:
“(...) Conferma del rifiuto delle deduzioni per
figli a carico e figli agli studi relativi alla figlia __________ ritenuta la
disponibilità finanziaria della stessa, in data 31.12.2013, di capitali per
oltre fr. 300'000.-. La documentazione presentata il 23 febbraio 2016 non
permette di considerare vincolati tali capitali e, dunque, non disponibili per
le necessità di vita della figlia”.
G. Con tempestivo
ricorso 25/27.4.2016 i coniugi RI 1 si aggravano contro la decisione su reclamo.
Gli insorgenti indicano come la figlia, per il periodo fiscale 2013 non abbia
percepito alcun reddito. La stessa possedeva al 31.12.2013 sostanza per fr.
300'000.-. Tale somma proveniva da una donazione pervenuta da parte dei
genitori, il 24.12.2011 di fr. 250'000.-. Nell’atto di donazione (che era stato
trasmesso anche all’UT a seguito dell’audizione di metà febbraio 2016), veniva
specificamente indicato come i soldi ricevuti avrebbero dovuto essere utilizzati
per l’avvio di un’attività commerciale, per il matrimonio o per l’acquisto di
un appartamento. I ricorrenti sottolineano come nelle possibilità di utilizzo
dell’importo non figurino le spese per gli studi universitari. Il denaro donato
non era quindi a libera disposizione di __________. Motivo per cui i ricorrenti
hanno continuato a provvedere al sostentamento della figlia agli studi. Essi
ritengono inoltre che la Circolare n. 4/2008 della Divisione delle
contribuzioni relativa al sostentamento effettivo del figlio agli studi, non
prevede che il figlio debba consumare la propria sostanza per il suo sostentamento
personale durante gli studi. La deduzione non sarebbe per contro ammessa quando
il figlio dispone di un reddito sufficiente per far fronte al suo
sostentamento. La Circolare in questione non imporrebbe poi al figlio di
utilizzare e di consumare la propria sostanza, a prescindere che la stessa
abbia un vincolo di destinazione ed utilizzo. Viene pertanto postulato il
riconoscimento delle deduzioni per figli a carico e per figli agli studi.
Diritto
1. 1.1.
Secondo l’art. 34 cpv. 1
lit. a LT (secondo il testo in vigore per il periodo fiscale 2013) sono dedotti
dal reddito netto:
a) per ogni figlio minorenne,
a tirocinio agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il
contribuente provvede, 11'100.- franchi; se i genitori sono tassati
separatamente e se il figlio sottostà all’autorità parentale in comune e non
sono versati alimenti secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettera c, anche la deduzione
per i figli è ripartita a metà.
Secondo l’art. 213 cpv. 1 lit. a LIFD (in
vigore nel periodo fiscale 2013, e al quale corrisponde l’attuale art. 35 cpv.
1 lit. a LIFD)
sono dedotti dal reddito netto per ogni figlio
minorenne, a tirocinio o agli studi, al cui sostentamento il contribuente
provvede, 6500.- franchi; se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio
sottostà all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l’articolo
33 capoverso 1 lettera c, anche la deduzione per i figli è ripartita per metà.
1.2.
La deduzione di cui
all’art. 213 cpv. 1 lit. a LIFD (dal 1°.1.2014 art. 35 cpv. 1 lit. a LIFD) e
all’art. 34 cpv. 1 lit. a LT non si ferma sistematicamente al raggiungimento
della maggiore età del figlio. Per il figlio che compie 18 anni alla fine del
perioodo fiscale, una deduzione può essere ancora accordata al contribuente che
provvede al suo sostentamento, alla condizioni che il figlio svolga un
tirocinio, oppure frequenti degli studi a questa data.
Alla base della deduzione
per figli agli studi o a tirocinio, si trova l’obbligo di mantenimento fondato
dal diritto civile nei confronti di un figlio che non ha ancora una formazione
appropriata al raggiungimento della maggiore età (art. 277 cpv. 2 CC), anche se
le condizioni di applicazione di queste due disposizioni non si sovrappongono
necessariamente (Locher, Kommentar
zum DGB, 1a. ed., I. Vol., Therwil/Basel 2001, n. 30 ad art. 35 LIFD).
Come visto, secondo l’art.
213 cpv. 1 lit. a LIFD, il figlio deve svolgere un tirocinio o frequentare
degli studi. Non ogni scuola o qualsiasi corso dà diritto ad una deduzione. Per
tirocinio o studi, bisogna intendere ogni tappa della formazione che,
indirettamente oppure direttamente, serve in primo luogo a portare a termine
una prima formazione. Tale formazione è comunque considerata ultimata quando il
figlio ottiene il diploma corrispondente e è in grado di svolgere un’attività lucrativa
appropriata. In diritto civile una limitazione temporale assoluta dell’obbligo
di mantenimento al momento in cui il figlio raggiunge l’età di 25 anni non
esiste. Tuttavia, anche se il codice civile non fissa alcun limite, si rileva
che più il figlio è adulto, maggiori sono le esigenze affinché possa continuare
a pretendere l’ottenimento di un aiuto economico da parte dei propri genitori.
In diritto fiscale, alcuni Cantoni fissano la soglia di 25 anni (Canton Ticino
28 anni) al di là della quale la deduzione per figlio a carico non viene più
accordata. Per quanto attiene alla LIFD, tale limite d’età non esiste.
Per il riconoscimento
della deduzione la data decisiva è il 31.12. del periodo fiscale preso in
considerazione (art. 213 cpv. 2 LIFD e 34 cpv. 3 LT; inoltre Jaques, in Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD,
2a. ed., Basilea 2017, n. 17-20 ad art. 35 LIFD).
1.3.
La deduzione per figli a
carico secondo l’art. 213 cpv. 1 lit. a LIFD viene riconosciuta alla condizione
che i genitori assicurino il mantenimento del figlio maggiorenne in formazione.
Perché essi possano beneficiare di tale deduzione, le loro prestazioni non
devono costituire una semplice liberalità in favore del figlio, ma una
condizione necessaria al suo mantenimento. L’art. 213 cpv. 1 lit. a LIFD non
subordina il riconoscimento della deduzione per figli a carico alla condizione
che i genitori assicurino il mantenimento del figlio in maniera integrale: è
sufficiente che ne assicurino il mantenimento. L’attribuzione di tale deduzione
è quindi possibile anche se i genitori partecipano al 50% alle spese di
mantenimento del figlio. Quando il figlio dispone di propri redditi, ottenuti
nell’ambito della sua formazione o dei suoi studi, bisogna ancora, affinché la
deduzione di cui all’art. 213 cpv. 1 lit. a LIFD possa essere accordata, che il
figlio sia dipendente dal mantenimento che gli forniscono i genitori, e che le
prestazioni di mantenimento annuali versate da quest’ultimi corrispondano almeno
all’importo della deduzione (Jaques,
op. cit., n. 21 ad art. 35 LIFD; sentenze TF inc.2A.536/2001 consid. 3.2.1; sentenza
TF inc.2C_357/2010 del 14.6.2011, consid. 2.1.; sentenza TF inc.2C_516/2013
consid. 2.1.; Locher, Kommentar
zum DGB, I. Vol., op. cit., n. 31 ad art. 32).
1.4.
Il figlio non viene
considerato come dipendente dal mantenimento del genitore, quando, malgrado sia
in formazione, è in grado di provvedere da solo ai propri bisogni grazie ai
proventi del suo lavoro oppure alle sue altre risorse. In tale contesto bisogna
prendere poi anche in considerazione la sostanza del figlio nella misura in cui
la realizzazione della stessa possa essere ragionevolmente richiesta per
finanziare il suo mantenimento (Jaques,
op. cit., n. 21 ad art. 35 LIFD; RF 2014, 302 consid. 2.1.; sentenza inc. TF
2C_357/2010 del 14.6.2011 citata in RF 2011, 676, consid. 2.2.1.; Bosshard/ Bosshard/ Lüdin, Zurigo 2000, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, p. 157-158).
1.5.
In particolare l’Alta
Corte svizzera, in una sentenza 2C_357/2010 del 14.6.2011 (citata anche in RF
2011, 676 ss., consid. 2.2.1), in merito alla deduzione per figli a carico ha
precisato che la persona per la quale la si fa valere debba essere “unterstützungsbedürftig”
(ossia che necessiti di sostegno economico). Il Tribunale federale ha giudicato
come il figlio maggiorenne che, grazie alla sua formazione, è in grado di
mantenersi da sé facendo capo al provento del suo lavoro oppure ad altri mezzi
non si può considerare come bisognoso di sostentamento. In tal senso bisogna
quindi prendere in considerazione lo stato patrimoniale del figlio, come anche
la possibilità di realizzazione degli averi patrimoniali per contribuire al
finanziamento del suo sostentamento.
Nel caso giudicato dal
Tribunale federale, la contribuente faceva valere la deduzione per il figlio,
che studiava per divenire insegnante. Il figlio della ricorrente, a seguito di
un incidente sportivo che gli aveva causato una paraplegia, aveva ricevuto da
parte di un’assicurazione la somma di fr. 700'000.-. I Giudici di Mon Repos
hanno rilevato come la ricorrente non avesse fatto valere nel gravame
l’impossibilità, da parte del figlio, di far capo a tali averi per provvedere
al proprio sostentamento (ad esempio per far fronte ad accresciuti costi di
mantenimento). In sostanza, l’Alta Corte ha ritenuto come fosse possibile
attingere a tale somma per far fronte ai propri bisogni, indipendentemente dal
fatto che la stessa fosse stata versata in riparazione di un danno fisico
subito. Motivo per cui era stata ritenuta corretta la decisione di negare la
deduzione per figlio a carico, così come stabilito dall’istanza inferiore.
1.6.
Il Tribunale
amministrativo del Canton Grigioni ha ad esempio negato la deduzione per figlio
a carico, quando lo stesso aveva guadagnato, per quel periodo fiscale fr.
53'800.- (il limite di reddito percepito dal figlio al di sopra del quale non
viene concessa la deduzione è stato fissato dal Canton Grigioni a fr. 15'000.-).
Il Tribunale federale in una sentenza del 4.2.2014 inc.2C_516/2013 consid.
2.3., non ha riconosciuto la deduzione per figlio a carico, per uno studente
che aveva percepito in quel periodo fiscale redditi per fr. 26'721.- (Baumgartner / Eichenberger: in Zweifel /Beusch [a cura di], Bundesgesetz
über die direkte Bundessteuer, 3a. ed., Basilea 2017, n. 13 – 15 ad art. 35
LIFD).
1.7.
Il Tribunale
amministrativo del Canton San Gallo in una sentenza B_2007_142 del 12.2.2008
(consid. 2.4.3.) – sempre in ambito di deduzioni per figli a carico - ha per invece
giudicato che la realizzazione della sostanza di circa fr. 30'000.- formata dai
risparmi accumulati con il lavoro precedentemente esercitato dal figlio dei
contribuenti per poter provvedere al suo autosostentamento non fosse giustificata.
Considerandi
2.
2.1.
Venendo al caso in
disamina, si ha che __________ al 31.12.2013 risultava iscritta ad una Scuola a
__________.
In quello stesso periodo
fiscale ha beneficiato di redditi complessivi per fr. 11'547.- ed ha dichiarato
una sostanza per fr. 314'553.-.
2.2
I redditi derivano
dall’attività svolta per la fiduciaria della madre ed anche da redditi
derivanti dalla sostanza mobiliare.
Per quanto concerne la
sostanza mobiliare si rileva che __________ ha dichiarato:
· Beni
soggetti all’imposta preventiva [indicati nel formulario A] per fr. 156'253.-
(conto bancario – deposito titoli, presso __________ a lei intestato);
· Beni
non soggetti all’imposta preventiva [indicati nel formulario B] per fr.
158'300.- (conti bancari presso la __________, presso la __________ e presso __________
sempre a lei intestati).
2.3
I beni mobiliari
(capitali) detenuti da __________ al 31.12.2013 erano in parte investiti ed in
parte depositati su conti bancari a lei tutti intestati. Ora, il documento
attestante la donazione di fr. 250'000.- dai genitori alla figlia, non prova
che i soldi fossero giuridicamente vincolati o che non fossero perciò a sua
libera disposizione. De facto, già il fatto che fossero solo in parte
investiti dimostra come fossero in realtà a libera disposizione di __________.
Ne consegue come, vista
l’importanza dei capitali a disposizione della figlia dei contribuenti (per
oltre fr. 300'000.-), nonché i redditi percepiti durante il medesimo periodo
fiscale (oltre fr. 11'000.-) si debba, in sintonia con la giurisprudenza sopraccitata,
ritenere come la figlia dei contribuenti non possa essere ritenuta come “unterstützungsbedürftig”
per il periodo fiscale 2013. A giusta ragione l’UT ha pertanto negato la
deduzione per figli a carico ai qui ricorrenti.
3.
3.1.
A livello dell’imposta cantonale,
la LT, all’art. 34 cpv. 1 lit. c riconosce anche la deduzione per figli agli
studi.
Dal reddito netto sono
dedotti per ogni figlio fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il
contribuente provvede e che, senza beneficiare di assegni o borse di studio,
frequenta una scuola o corsi di formazione, oltre al periodo dell’obbligo, un
massimo di fr. 13'400.- franchi secondo le modalità e nei limiti fissati dal Consiglio
di Stato tenuto conto dei costi supplementari sopportati.
3.2
Nel loro gravame i qui
ricorrenti postulano il riconoscimento della deduzione per figli agli studi,
posto come la stessa era iscritta presso la “__________” __________.
Secondo i ricorrenti,
nella Circolare 4/2008 verrebbe indicato che la deduzione non è ammessa solo
allorquando il figlio ha un reddito sufficiente per far fronte al suo
sostentamento. La Circolare in parola non imporrebbe di contro al figlio
l’utilizzo ed il consumo della sua sostanza propria, a prescindere se
l’utilizzo della stessa sia vincolato.
3.3
3.3.1
Come già rilevato dal
Tribunale federale, in linea di principio le circolari non hanno forza di legge
e non vincolano né gli amministrati né i tribunali e nemmeno la stessa
amministrazione. Visto che però esse tendono ad esplicitare l’interpretazione
di determinate disposizioni legali, al fine di favorirne un’applicazione uniforme,
ne va tenuto conto nella misura in cui propongono un’interpretazione corretta
ed adeguata dei disposti applicabili (sentenza TF 2C_216/2014 del 15.12.2016,
consid. 4.6.).
3.3.2
La Circolare n. 4/2008
della Divisione delle contribuzioni per “le deduzioni per figli agli studi”
giusta l’art. 34 LT, in vigore anche per il periodo fiscale 2013, stabilisce al
primo punto i presupposti perché un contribuente possa beneficiare di una
simile deduzione.
In particolare viene
indicato che la deduzione non è accordata automaticamente a tutti coloro che
hanno figli che frequentano scuole o corsi dopo il periodo dell’obbligo ma
unicamente ai contribuenti che provvedono al sostentamento del figlio agli
studi. Non dà quindi diritto alla deduzione lo studente che gode di proventi di
cui ha la libera disponibilità, se sufficienti per far fronte al sostentamento
personale e agli impegni di studio.
3.4
Ora, indipendentemente da
quanto indicato nella Circolare della DdC, anche la deduzione per figli agli
studi presuppone che il figlio necessiti del sostegno economico dei genitori,
che rivendicano la deduzione sociale. Non vi è dunque motivo di subordinare a
condizioni diverse il riconoscimento della deduzione in questione rispetto a
quella per figli a carico.
La situazione patrimoniale di __________ al
31.12.2013
non permette di ritenere che la stessa fosse bisognosa di sostentamento
da parte dei genitori, ma al contrario, che proprio grazie alla sua
disponibilità finanziaria fosse in grado di far fronte autonomamente al suo
mantenimento durante il percorso scolastico.
Motivo per cui, a giusta
ragione l’UT ha negato pure negato la deduzione per figli agli studi.
4.
Il ricorso è
respinto. Le decisioni riguardanti l’IC/IFD 2013 meritano piena tutela. La
tassa di giustizia e le spese sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 600.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 700.–
sono a carico dei ricorrenti.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: