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Decisione

80.2016.102

Reddito della sostanza immobiliare: realizzazione, esigibilità, contratto di locazione con cooperativa di cui il locatore è presidente, pigione non pagata ma registrata come debito della società

10 novembre 2017Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 6 dicembre 2012 è

stata costituita (e poi iscritta a Registro di commercio il 12 dicembre 2012) __________

Società Cooperativa, con lo scopo di svolgere attività di mediazione, prevenzione

e sostegno dei soci nel recupero di crediti e nelle tematiche riguardanti

l’incasso forzato di crediti e più in generale la Legge federale sulle

esecuzioni e il fallimento. Presidente con firma individuale è stato designato RI

1.

Nella dichiarazione

d’imposta per il periodo fiscale, RI 1 ha indicato di aver conseguito un

reddito del lavoro netto di fr. 54'347.–, proveniente dalla sua attività alle

dipendenze della __________. Ha inoltre dichiarato il valore locativo della sua

casa d’abitazione, commisurato in fr. 10'200.–. In una nota allegata alla

dichiarazione, il contribuente ha spiegato di aver ridotto al 50% l’impiego

presso la __________, essendo intenzionato a mettersi in proprio. Chiedeva

pertanto all’autorità fiscale di concedergli la deduzione di un importo di fr.

8'608.19, corrispondente a quanto pagato “per acquistare del materiale e marketing”.

La comunicazione all’Ufficio di tassazione si concludeva con le seguenti frasi:

Considerato che ho adibito uno

spazio in casa per l’attività, alla società (__________, NdR) chiedo CHF 800

mensili di affitto (spazio, corrente) che anche non mi versa: questa cifra (CHF

9'600.00) non è inclusa nelle spese effettive: non so come mi devo comportare a

livello fiscale. È da considerarsi un mancato introito?

B. Con decisione del 15

luglio 2015, l’RS 1 ha notificato al contribuente la tassazione IC/IFD 2013. Il

reddito imponibile è stato commisurato in fr. 52'200.– per l’IC e in fr.

57'200.– per l’IFD. rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità di tassazione

ha in particolar modo aumentato i redditi immobiliari da fr. 10'200.– a fr.

19'800.–, mentre ha aggiunto agli attivi soggetti all’imposta sulla sostanza un

credito di fr. 18'208.–. Nella motivazione della decisione, ha precisato di

aver aggiunto ai redditi l’affitto della società __________ e alla sostanza il

credito del contribuente nei confronti della stessa società.

C. Il contribuente ha

impugnato la suddetta decisione, con reclamo all’Ufficio di tassazione. Dopo

essersi lamentato per il mancato accoglimento di una domanda di condono delle

imposte del 2012, il reclamante ha contestato l’aggiunta del reddito e del

credito da parte dell’autorità fiscale, argomentando di aver spiegato “che la

ditta non facendo utili non [gli] ha versato nulla”. A suo avviso, gli venivano

“conteggiate entrate che non h[a] avuto, dato che la società non ha mai realizzato

utili sufficienti e non ha mai potuto versare alcunché se non accumulare debiti

nei [suoi] confronti, che non verranno mai saldati visto che l’attività è cessata

con la fine del 2014”.

L’Ufficio di tassazione ha

respinto il reclamo, con decisione del 1° aprile 2016, nella quale ha ribadito

che “il reddito da sostanza immobiliare (nel caso in esame dell’affitto

commerciale che la società cooperativa vicina al contribuente ha registrato

nella propria contabilità aziendale 2013 come costo) è imponibile nel periodo

di competenza anche se il medesimo non è ancora stato incassato dal locatario”.

Ha poi precisato che il mancato incasso è stato considerato aggiungendo il

relativo credito nel calcolo dell’imposta sulla sostanza. A tale credito è

stato aggiunto anche un prestito di fr. 8'608.19, “che il sig. RI 1 ha concesso

alla società per gli investimenti fatti dalla stessa per acquistare materiale e

marketing”.

D. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente le aggiunte

ai redditi e alla sostanza imponibili, fatte dall’Ufficio di tassazione. Il

ricorrente ripropone la successione degli eventi che lo hanno portato ad intraprendere

l’attività per la società cooperativa e ad abbandonarla poi a causa

dell’insuccesso. Ritiene “scorretto” che, quando ha usato i suoi capitali

privati per investimenti, non gli è stato consentito di dedurli dal reddito,

mentre poi gli vengono “tassate entrate fittizie”. Dopo precedenti vertenze con

il Comune di __________, avanza “il sospetto che vi sia una certa tendenza

vessatoria nei [suoi] confronti”.

Diritto

1. 1.1.

L’Ufficio di tassazione ha

aggiunto, al valore locativo dell’abitazione del ricorrente (fr. 10'200.–), un

ulteriore reddito della sostanza immobiliare di fr. 9'600.–, corrispondente al

canone di locazione fondato sul contratto stipulato con __________. In una nota

allegata alla dichiarazione d’imposta, lo stesso contribuente aveva infatti

informato l’autorità di tassazione dell’esistenza di tale contratto, precisando

tuttavia che la società non aveva versato la pigione dovuta.

1.2.

Secondo gli articoli 20

cpv. 1 lett. a LT e 21 cpv. 1 lett. a LIFD,

sono imponibili quali redditi della sostanza immobiliare i proventi

dalla locazione, dall’affitto, dall’usufrutto o da altro godimento.

Inoltre, per gli articoli

20 cpv. 1 lett. b LT e 21 cpv. 1 lett. b LIFD,

è imponibile quale reddito della sostanza immobiliare il

valore locativo di immobili o di parti di essi che il contribuente ha a disposizione

per uso proprio in forza del suo diritto di proprietà o di un usufrutto

ottenuto a titolo gratuito. Le normative cantonale e federale si differenziano

fra loro quanto alle modalità di calcolo del valore locativo.

1.3.

Dottrina

e giurisprudenza sono concordi nell’affermare che un reddito è realizzato

quando il soggetto fiscale ne può disporre effettivamente, sia entrandone in

possesso, cioè incassando la somma, sia ricevendo sul medesimo una pretesa

giuridica ferma. Di solito, già l’acquisizione di un credito viene ritenuta

costitutiva di reddito, purché l’adempimento non appaia incerto (cfr., per

esempio, le sentenze del Tribunale federale n.2C_94/2010 del 10 febbraio 2011

consid. 3.1, DTF 113 Ib 23 consid. 2e; ASA 66 p. 377 consid. 4a; ASA 66 p. 554

consid. 5d; ASA 65 p. 733 consid. 3b; StE 2003 B 21.1 n. 11 consid. 3.2).

Per quanto concerne in

particolare i redditi della sostanza immobiliare, il canone di locazione si

considera realizzato, finché perdura il contratto, nel momento in cui diviene

esigibile (Locher, Kommentar zum

DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 19 ad art. 21 LIFD, p. 527 e

giurisprudenza citata; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 69 ad art. 41 LIFD,

p. 798).

1.4.

Nella fattispecie, vi sono

evidentemente stretti legami fra la società locataria e il ricorrente locatore.

Quest’ultimo è tuttora iscritto a Registro di commercio come presidente con

firma individuale de __________ Società Cooperativa. L’attività della società

si svolgeva del resto, nel periodo fiscale litigioso, proprio nella casa

d’abitazione dello stesso insorgente. Le parti avevano pattuito una pigione di

fr. 800.– al mese, come spiegato nella nota allegata alla dichiarazione

d’imposta del contribuente e come peraltro risulta anche dal conto economico

della società.

In queste circostanze, non

si può contestare la decisione dell’autorità fiscale, che ha ritenuto che i

redditi risultanti dal contratto di locazione siano stati realizzati, sebbene

il ricorrente abbia, a suo dire, rinunciato ad incassarli. Proprio alla luce

dei rapporti fra i contraenti, non si può ritenere che il mancato versamento

della pigione sia riconducibile all’insolvenza della società locataria. Nei

conti della società, del resto, come sottolineato dall’autorità di tassazione,

le pigioni sono registrate come “debiti societari”. Al debito della società

corrisponde logicamente un credito del locatore.

Si deve tutt’al più

partire dal presupposto che il locatore abbia rinunciato all’incasso del suo

credito, per garantire liquidità alla società, della quale era presidente. Non

risulta, del resto, né il ricorrente lo sostiene, che egli abbia intrapreso

provvedimenti finalizzati all’incasso dei suoi crediti.

Se si tiene conto dei

rapporti fra il ricorrente e __________ Società Cooperativa ed in particolar

modo dello svolgimento del contratto di locazione da loro stipulato, la

situazione descritta dall’insorgente potrebbe tutt’al più essere assimilata a

quella di un socio che rinuncia ad un credito nei confronti della società, allo

scopo di risanare dei conti deficitari. Le rinunce a crediti, da parte di

persone fisiche che detengono i diritti di partecipazione nella sostanza

privata, costituiscono infatti perdite di capitale private non deducibili ai

fini dell’imposta sul reddito (cfr. la Circolare n. 32 del 23.12.2010,

Risanamento di società di capitali e di società cooperative, par. 4.1.1.2).

1.5.

Le considerazioni che

precedono impongono di concludere che la decisione dell’Ufficio di tassazione

di aggiungere al reddito della sostanza i canoni relativi al contratto di

locazione concluso con __________ Società cooperativa è legittima e deve essere

confermata.

Considerandi

2.

2.1.

L’autorità fiscale ha

inoltre aggiunto, nel calcolo della sostanza imponibile, due crediti del

ricorrente nei confronti della stessa società.

2.2

Il riconoscimento della

legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di un interesse degno di

protezione, sia esso un interesse di diritto o di fatto, direttamente connesso

con l’oggetto della contestazione ed attuale (Dubey/Zufferey,

Droit administratif général, Basilea 2014, n. 2082 ss., p. 733 ss.).

In altri termini, perché

sia data la legittimazione, devono essere adempiuti i seguenti presupposti:

·

l’interessato deve essere toccato e pregiudicato dalla

deci-sione: è irrilevante che si tratti di interessi giuridici o fattuali,

bastando che la decisione gli cagioni uno svantaggio econo-mico, ideale,

materiale o di altra natura;

·

il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse alla modifica

della decisione: si richiede pertanto che egli sia toccato in modo particolare

e diretto, in misura maggiore e con intensità superiore rispetto a chiunque

altro (Dubey/Zufferey, loc. cit. e

giurisprudenza citata).

2.3

La decisione su reclamo qui

impugnata ha commisurato l’imposta sulla sostanza in zero franchi, sicché

è evidente che il contribuente non ha alcun interesse attuale degno di tutela

ad ottenere una pronuncia di questa Camera (cfr. anche Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar

zum DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 12 ad art. 132 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar

zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 15 ad art. 132 LIFD, p.

1440; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 2a ediz.,

Zurigo 2006, n. 16 ad § 140, p. 1200; Plüss,

in: Klöti-Weber/Siegrist/Weber [a cura di], Kommentar zum Aargauer

Steuergesetz, 3a ediz., Muri-Berna 2009, n. 17 ad § 192, p.

1870; v. anche la sentenza del Tribunale federale 2C_253/2014 dell’11 dicembre

2014.

consid. 3.2).

2.4

Del resto, l’autorità

materiale di cosa giudicata si riferisce soltanto al dispositivo di una

sentenza, per cui la legittimazione non può venir tratta dalla semplice contestazione

di alcuni punti della relativa motivazione (RDAF 2001 p. 261 ss. = StE 2001 B

96.11

n. 6).

L’insorgente non è quindi

leso nei suoi interessi personali dalle decisioni impugnate e non è pertanto

legittimato a ricorrere (cfr., al proposito, sentenza del Tribunale federale n.

2P.345/2005 dell’11 maggio 2006).

2.5

Ne consegue che, nella

misura in cui contesta il calcolo dell’imposta sulla sostanza, il ricorso è

irricevibile.

3.

Visto l’esito del

ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico del

ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. 1.1. Il

ricorso è respinto, nella misura in cui concerne l’imposta sul reddito

1.2. Il

ricorso è irricevibile, nella misura in cui concerne l’imposta sulla

sostanza.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 400.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 480.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: