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Decisione

80.2016.119

Deduzioni: persona bisognosa a carico, figlia maggiorenne senza redditi, non incapace di esercitare attività lucrativa

18 gennaio 2018Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nella dichiarazione

d’imposta 2014, i coniugi RI 2 e RI 1, fra le deduzioni hanno in particolar

modo fatto valere quella per persone bisognose a carico dell’ammontare di fr.

11'100.–.

B. Notificando ai

contribuenti la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 7 aprile 2016, l’RS 1

ha stabilito un reddito imponibile complessivo di fr. 89'900.– per l’IC, una

sostanza imponibile complessiva di fr. 265'000.– per l’IC e un reddito imponibile

complessivo di fr. 91'100.– per l’IFD.

L’autorità fiscale non ha

ammesso la postulata deduzione per persone bisognose a carico di fr. 11'100.–,

con la seguente motivazione:

Deduzione non concessa: la persona potrebbe ricevere aiuti finanziari.

C. I contribuenti hanno

impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 20 aprile 2016, domandando di

rivedere la decisione riguardo alla deduzione per persone bisognose a carico.

Hanno in particolare sostenuto che, una delle loro figlie (__________, nata il __________)

sarebbe affetta da una malattia reumatica cronica. Essa non percepirebbe alcuna

rendita d’invalidità e attualmente non eserciterebbe alcuna attività lucrativa,

non potendo svolgere qualsiasi lavoro proprio a causa della malattia. Tra le

varie spese a loro carico, vi sarebbero i contributi per l’AVS.

D. L’RS 1 ha respinto il

reclamo, con decisione del 12 maggio 2016. Nella motivazione allegata

l’autorità fiscale ha spiegato quanto segue:

… Già negli anni 2012 e 2013 avevate presentato

reclamo contestando la mancata concessione della deduzione ed il reclamo era

stato respinto. Visto che la legge e la giurisprudenza non sono cambiate

rispetto a quando sono state emesse le due decisioni sopraccitate anche per

l’anno 2014 il reclamo viene respinto. Si precisa che a norma di legge e

giurisprudenza è prevista una deduzione per persone bisognose a carico,

incapaci a seguito di malattia, di esercitare una attività lucrativa. Oltre al

requisito della parziale o totale incapacità di esercitare una attività

lucrativa la legge subordina la concessione della deduzione alla condizione che

la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza propria

sufficienti al proprio mantenimento. La prassi dell’autorità fiscale è quella

di non considerare una persona bisognosa fintanto che può percepire l’indennità

di disoccupazione o altri aiuti sociali (rendita AI, assistenza,…). Diventa

invece bisognosa e quindi a carico dei genitori nel momento in cui non può più

ricevere simili aiuti (fine termine disoccupazione, rifiuto rendita AI, …). La

figlia __________ non consegue redditi e sembra non aver mai fatto capo agli

aiuti citati. Dichiara propri risparmi che le permettono, in parte, di far fronte

alle proprie necessità d’esistenza. In queste condizioni non è possibile

accordare la deduzione per persone bisognose a carico.

E. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 2 e RI 1 ribadiscono in

particolare che la persona a loro carico è la figlia __________, la quale sarebbe

affetta da artrite cronica giovanile, diagnosticata all’età di tre anni e

mezzo. Fino all’anno 2011, quest’ultima sarebbe stata sottoposta a cure

invasive (con effetti collaterali sulla funzione dei reni), che sono poi state

interrotte su decisione della stessa ragazza. In questo periodo, essa non

eserciterebbe alcuna attività lucrativa, sarebbe alla ricerca di un lavoro

idoneo e non vorrebbe far capo alle indennità di disoccupazione/alla rendita AI.

Avrebbe a disposizione un aiuto della propria famiglia e pochi risparmi. Si

chiedono quindi se è lecito che essa debba utilizzare questi risparmi, come affermato

dall’autorità fiscale nella decisione impugnata. Postulano di verificare, in

base alle informazioni fornite, i presupposti per la deduzione per persone

bisognose a carico riguardo ad __________. Evidenziano infine di non voler

pesare sulle istituzioni sociali (AI e Cassa disoccupazione), considerato come

per lo Stato ciò sarebbe più oneroso rispetto alla loro richiesta.

F. Con scritto del 7

giugno 2016, l’RS 1 ha trasmesso a questa Camera gli incarti fiscali 2013 e

2014, senza formulare osservazioni in merito al ricorso.

Diritto

1. 1.1.

Per l’imposta cantonale,

l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di

un importo da 5'700.– a 11'100.– franchi al massimo (per il periodo fiscale

2014), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o

parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento

il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.–

franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i

quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

Analogamente, per

l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la

deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.– franchi (applicabile

per il periodo fiscale 2014) per ogni persona totalmente o parzialmente

incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il

contribuente provve-de, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della

deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i

quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

1.2.

Secondo la lettera sia

della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla

definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni

sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta

sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere

limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,

malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di

impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più

recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata

è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una

madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Baumgartner/Eichenberger,

in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über

die direkte Bundessteuer (DBG), 3a ediz., Basilea

2017, n. 23c ad art. 35 LIFD, p. 889; Bosshard/Bosshard/Lüdin,

Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo

2000, p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una

persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di

lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve

essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per

altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del

20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

1.3.

Oltre al requisito della

parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge

subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione

all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e

di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che

abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione

(Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum

Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre decisione

CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).

1.4.

Tanto

la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/Bosshard/Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im

schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia

adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a

causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo

sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma

piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si

considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o

prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più

ricevere sussidi di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di

regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.

192).

Per

stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera,

alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti

del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:

RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

In

altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri

obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si

domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia

esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire

criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito

imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere

negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito

netto o a fr. 50'000.– di sostanza netta.

Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di reddito netto e a fr. 46'000.–

di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le persone coniugate (Locher, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel

2001, p. 883).

Considerandi

2.

2.1.

I ricorrenti, come detto, chiedono

a questa Camera di valutare se la figlia __________ sia qualificabile come

persona bisognosa a carico. Sostengono in particolare che è affetta da un’artrite

giovanile. Essa avrebbe volontariamente rinunciato a chiedere aiuti sociali e

sarebbe alla ricerca di un’attività lucrativa compatibile con la malattia. La

famiglia provvederebbe al suo sostentamento. Avrebbe inoltre a sua disposizione

"un piccolo importo su un conto corrente risparmio". Si chiedono dunque

se sia effettivamente lecito che __________ "… dovrebbe esaurire il suo

piccolo capitale di risparmio realizzato da donazioni dei famigliari",

come indicato dall’RS 1. Evidenziano infine di voler evitare che lo Stato debba

erogare aiuti sociali, poiché sarebbe più oneroso per quest’ultimo rispetto

alla loro richiesta di deduzione.

2.2

Nel caso in esame, i

ricorrenti non hanno provato che la figlia __________ sia totalmente o

parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, come richiesto dalla

legge. I certificati medici prodotti – per altro non recentissimi, risalendo

l’uno al 2011 e l’altro addirittura al 2006 – attestano unicamente che la

giovane è affetta da artrite giovanile idiopatica, ma non che tale patologia

pregiudichi la capacità lucrativa. Tanto basta per escludere che la figlia dei

contribuenti si possa considerare oggettivamente bisognosa.

Nella misura in cui gli

insorgenti sostengono che “attualmente” la giovane “è alla ricerca di un lavoro

per lei idoneo”, riconoscono perlomeno implicitamente che non sia incapace di

esercitare un’attività lucrativa.

In ogni caso, gli stessi

ricorrenti sembrano riconoscere che la figlia abbia rinunciato volontariamente

a percepire prestazioni di assicurazioni sociali, in particolar modo

dell’assicurazione contro la disoccupazione. Come visto al considerando 1.4,

viene negato lo stato di bisogno di una persona fino al momento in cui può

percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili. L’indigenza finanziaria

della persona assistita va giudicata secondo criteri oggettivi e non in funzione

delle sue necessità soggettive. Non v’è in particolare necessità di mantenimento,

quando la persona bisognosa volontariamente e senza motivi costrittivi rinuncia

al raggiungimento di un’entrata sufficiente (la cosiddetta indigenza soggettiva

dovuta, per esempio, all’abbandono di un posto di lavoro, al rifiuto d’indennità

di disoccupazione o prestazioni assimilabili come la rendita AI).

Ne discende che, nella

presente fattispecie, la circostanza che la figlia dei ricorrenti abbia

volontariamente rinunciato a rivendicare un’indennità di disoccupazione non

consente di considerarla incapace di conseguire un reddito lucrativo.

Già solo per questi

motivi, la postulata deduzione per persone bisognose a carico per il

sostentamento di __________ non può trovare accoglimento.

2.3

In queste circostanze, può

essere lasciata aperta la questione del capitale dichiarato dalla figlia dei

ricorrenti. Un’ulteriore condizione per ammettere la deduzione per persona

bisognosa a carico è infatti che la persona assistita non disponga di un reddito

e di una sostanza sufficienti a provvedere al mantenimento e che abbisogni di

un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione.

__________, classe __________,

dunque maggiorenne, dal 23 novembre 2014 vive con la sorella __________ (__________)

in un appartamento di proprietà dei genitori, nel Comune di __________ [cfr.,

al proposito, la banca dati MOVPOP (che gestisce l’anagrafe della popolazione

del Cantone Ticino e l’incarto fiscale 2014 dei ricorrenti)]. Nell’anno 2014, essa

non aveva percepito alcun reddito, ma aveva però a disposizione la somma di fr.

29'000.– di sostanza (cfr. decisione di tassazione IC 2014 del 24 giugno 2014).

I genitori hanno dichiarato che si tratta di risparmi accumulati e di denaro

ricevuto dai famigliari a titolo di donazione.

Secondo la decisione

impugnata, la presenza di un capitale proprio (in casu i propri

risparmi) in capo alla (presunta) persona bisognosa porterebbe a escludere lo

stato di bisogno richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione

poteva ancora contare su un capitale che, per quanto ritenuto esiguo (fr.

29'000.–), le permetteva di far fronte autonomamente alle spese necessarie (che

peraltro non sono state quantificate).

Si è detto che la prassi

di altri cantoni fissa dei limiti di sostanza, superati i quali la persona

incapace di esercitare un’attività lucrativa non si considera bisognosa. In

questa prospettiva, ci si potrebbe chiedere se la disponibilità di un capitale

di 29'000 franchi basti per ritenere che la figlia dei ricorrenti non sia

bisognosa.

Per le ragioni già

ricordate, la questione non necessita tuttavia di essere risolta.

3.

In queste

circostanze, la decisione dell’autorità di tassazione, che ha negato la deduzione per persona bisognosa a carico, deve essere confermata. Vista la particolarità del caso, si

rinuncia a porre a carico dei ricorrenti la tassa di giustizia e le spese processuali,

nonostante la soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano né tassa

di giustizia né spese processuali.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: