80.2016.136
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, figlio con rendita di invalidità, pensione e prestazioni complementari
20 marzo 2017Italiano11 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2016.136
80.2016.137
Lugano
20 marzo 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi, vicecancelliera
parti
RI
1 RI 1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 15 giugno 2016 contro la decisione del 19 maggio 2016 in materia di IC/IFD
2014.
Fatti
A. Con decisione di
tassazione 16.12.2015 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) commisurava
il reddito imponibile per i coniugi RI 1 per l’IC in fr. 71'700.--
(determinante per l’aliquota in fr. 71'700.--) e per l’IFD in fr. 66'400.-- (determinante
per l’aliquota in fr. 66'400.--).
In particolare l’autorità
fiscale non riconosceva (o solo in parte) le deduzioni postulate.
La deduzione per “persona
bisognosa a carico” non veniva concessa: “Deduzione non concessa; la persona a
carico consegue un reddito o possiede sostanza sufficiente al suo mantenimento”.
Per la deduzione riguardante le spese di malattia ed infortunio l’UT indicava:
“Franchigia per spese di malattia pari al 5% reddito netto intermedio.
Deduzione ammessa se le spese sono sopportate dal contribuente e se superano il
5% del suo reddito imponibile”. Le spese per disabilità non venivano
riconosciute in deduzione poiché non documentate.
B. Con reclamo 15/20.1.2016
i contribuenti contestavano la decisione laddove non erano state riconosciute
come deduzioni le spese per malattia ed infortunio, la deduzione per persona
bisognosa a carico e le spese per disabilità
C. Con decisione del
19.5.2016, il reclamo veniva parzialmente accolto con la seguente motivazione:
“Considerato come, dal certificato medico, il
contribuente si può ritenere un disabile di grado medio, nulla osta concedere
le spese di disabilità chieste pari a fr. 1'200.--. Le spese di malattia/infortunio sono già state
ammesse interamente in prima sede per fr. 6'730.-- dalle quali va dedotta la franchigia fiscale. Per
quanto riguarda invece la richiesta di poter dedurre il figlio __________ quale
persona bisognosa a carico va precisato come tale sgravio può essere ammesso
unicamente quando la persona per la quale si richiede la deduzione non ha
redditi sufficienti a far fronte al proprio sostentamento. Dalla documentazione
agli atti il figlio __________ è al beneficio di una rendita AI, di una rendita
Considerandi
II pilastro e della prestazione complementare per i premi cassa malati. Tali
redditi sono sufficienti al sostentamento del figlio, pertanto la prospettata
deduzione non può essere ammessa”.
D. Con tempestivo
ricorso 15/17.6.2016 i coniugi RI 1 insorgono avverso la decisione su reclamo
dell’UT, limitatamente alla deduzione per persona bisognosa a carico per il
sostentamento del figlio __________ (classe 1963). In particolare gli insorgenti
indicano che i redditi reali percepiti dal figlio ammontano a fr. 30'174.--
annui, ai quali viene addizionato fiscalmente l’importo di fr. 11'837.-- a
titolo di valore locativo. Il reddito reale percepito dal figlio, non
permetterebbe a quest’ultimo di far fronte a tutta la sua quota parte di spese
inerente le ipoteche, l’assicurazione per l’immobile, l’acqua, il gas, l’elettricità,
le spese di manutenzione, spese mediche ed imprevisti in generale. I ricorrenti
ritengono che non sia giustificato, unicamente per il fatto che il figlio non
percepisca l’assegno per grandi invalidi, che egli possa lavorare e percepire
un reddito sufficiente per far fronte al proprio sostentamento. Senza l’aiuto
degli insorgenti egli dovrebbe far capo ad aiuti erogati dallo Stato. Inoltre,
nella decisione di tassazione del figlio, la deduzione per le spese di
manutenzione e gestione degli immobili non comprenderebbe le spese di
manutenzione del giardino, pari a fr. 1'000.-- annui, interamente assunte dai
ricorrenti. Il figlio seguirebbe inoltre un rigido regime alimentare, a causa
della malattia, (diabete) e si recherebbe mensilmente all’Ospedale __________ per
le cure del caso. Questi costi sarebbero anch’essi sostenuti dai ricorrenti,
come anche le spese di fisioterapia.
Nella decisione di
tassazione del figlio non sarebbero inoltre state riconosciute le spese dentarie,
effettuate in __________, poiché non giustificate tramite fattura: parimenti
questo esborso sarebbe stato assunto dai genitori. A tali costi vanno aggiunti
circa fr. 1'200.-annui per la spesa degli occhiali da vista e tutte gli esborsi
non coperti né dalla cassa malati, né dall’AI. Gli insorgenti ritengono
pertanto più che giustificata la deduzione di fr. 9'000.-- per persona
bisognosa a carico.
Diritto
1.
1.1.
I ricorrenti censurano il
mancato riconoscimento della deduzione per persona bisognosa a carico, per
complessivi fr. 9'000.-, postulata per il mantenimento del figlio maggiorenne.
1.2
Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un
importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo [per il periodo fiscale 2014],
dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.--
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.-- franchi [applicabile
per il periodo fiscale 2014] per ogni persona totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il
contribuente provve-de, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della
deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.3
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di
impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più
recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata
è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una
madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und
Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n.
80.2003.24
del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora
in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da
sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità
o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es.
la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.4
Tanto
la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/Bosshard/Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.
192).
1.5
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione
(Agner/Jung/Steinmann, Kommentar
zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre
decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla
tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti
del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere
negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a
fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.--
di reddito netto e a fr. 46'000.-- di sostanza imponibile per le persone sole e
a fr. 19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per
le persone coniugate (Locher,
Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
2.
2.1.
Nella decisione impugnata
l’UT ha ritenuto come il figlio dei ricorrenti, __________, fosse al beneficio
di una rendita AI, di una rendita II° pilastro ed anche della prestazione
complementare AI, per coprire i premi della cassa malati. L’autorità ha reputato
pertanto che il figlio degli insorgenti godesse di sufficienti redditi per far
fronte in maniera autonoma al proprio sostentamento e non potesse quindi quindi
essere concessa la deduzione per persona bisognosa a carico.
2.2
Dalla disamina dell’incarto
relativo al periodo fiscale 2014, emerge effettivamente – come peraltro
indicato dai ricorrenti – che il figlio, che vive nella medesima economia
domestica, gode sia di entrate dal II° pilastro, sia di una rendita d’invalidità
[v. decisioni di tassazione IC/IFD 2014 di __________ allegate al ricorso], disponendo
in tal modo di redditi lordi per fr. 30'174.--, senza considerare il valore
locativo dell’appartamento abitato dall’intera famiglia.
Il reddito di __________
supera gli importi che vengono presi in considerazione dalla giurisprudenza
come limiti al di sopra dei quali non può essere riconosciuta la deduzione per
persona bisognosa a carico.
2.3
Come questa Camera ha già
avuto modo di concludere in più sentenze (p. es. le sentenze CDT n. __________ del
23.
maggio 2011 e n. __________ del 10 aprile 2015), si deve ritenere che un
figlio maggiorenne che beneficia di una rendita di invalidità intorno ai 18'000
franchi non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati con le
tabelle della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, almeno
fintantoché vive nella stessa comunione domestica dei genitori.
Nel caso di specie il
figlio percepisce una rendita invalidità superiore a tale importo e, oltre a
ciò, fruisce pure di una rendita proveniente dal secondo pilastro.
Alla stessa conclusione si
giungerebbe, come visto sopra, anche volendo optare per un criterio
maggiormente schematico. Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e
Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito al di sopra del quale il
bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr. 16'000.-- e addirittura fr.
13'000.--, il figlio dei ricorrenti non andrebbe comunque giudicato indigente,
potendo usufruire sia di una rendita AI, sia di una rendita del II° pilastro.
2.4
Per quanto concerne le
spese, che secondo il calcolo proposto dai ricorrenti, loro figlio dovrebbe
affrontare, va rilevato che il calcolo proposto è condizionato in modo evidente
dal fatto che sono a lui attribuiti tutti i costi direttamente e indirettamente
legati alla casa, compreso perfino l’ammortamento del debito ipotecario. Della
casa in questione il figlio è tuttavia solo nudo proprietario, essendo i genitori
al beneficio di un diritto di abitazione vita natural durante. In ogni caso,
l’immobile è abitato da tutti e tre insieme e pertanto le spese concernono
l’intero nucleo familiare e non solo il figlio.
3.
Il ricorso è
conseguentemente respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico
dei ricorrenti, soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 400.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 500.–
sono a carico dei
ricorrenti.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).
4. Intimazione a:
- RI 1;
-;
-;
-;
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: