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Decisione

80.2016.136

Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, figlio con rendita di invalidità, pensione e prestazioni complementari

20 marzo 2017Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. Con decisione di

tassazione 16.12.2015 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) commisurava

il reddito imponibile per i coniugi RI 1 per l’IC in fr. 71'700.--

(determinante per l’aliquota in fr. 71'700.--) e per l’IFD in fr. 66'400.-- (determinante

per l’aliquota in fr. 66'400.--).

In particolare l’autorità

fiscale non riconosceva (o solo in parte) le deduzioni postulate.

La deduzione per “persona

bisognosa a carico” non veniva concessa: “Deduzione non concessa; la persona a

carico consegue un reddito o possiede sostanza sufficiente al suo mantenimento”.

Per la deduzione riguardante le spese di malattia ed infortunio l’UT indicava:

“Franchigia per spese di malattia pari al 5% reddito netto intermedio.

Deduzione ammessa se le spese sono sopportate dal contribuente e se superano il

5% del suo reddito imponibile”. Le spese per disabilità non venivano

riconosciute in deduzione poiché non documentate.

B. Con reclamo 15/20.1.2016

i contribuenti contestavano la decisione laddove non erano state riconosciute

come deduzioni le spese per malattia ed infortunio, la deduzione per persona

bisognosa a carico e le spese per disabilità

C. Con decisione del

19.5.2016, il reclamo veniva parzialmente accolto con la seguente motivazione:

“Considerato come, dal certificato medico, il

contribuente si può ritenere un disabile di grado medio, nulla osta concedere

le spese di disabilità chieste pari a fr. 1'200.--. Le spese di malattia/infortunio sono già state

ammesse interamente in prima sede per fr. 6'730.-- dalle quali va dedotta la franchigia fiscale. Per

quanto riguarda invece la richiesta di poter dedurre il figlio __________ quale

persona bisognosa a carico va precisato come tale sgravio può essere ammesso

unicamente quando la persona per la quale si richiede la deduzione non ha

redditi sufficienti a far fronte al proprio sostentamento. Dalla documentazione

agli atti il figlio __________ è al beneficio di una rendita AI, di una rendita

Considerandi

II pilastro e della prestazione complementare per i premi cassa malati. Tali

redditi sono sufficienti al sostentamento del figlio, pertanto la prospettata

deduzione non può essere ammessa”.

D. Con tempestivo

ricorso 15/17.6.2016 i coniugi RI 1 insorgono avverso la decisione su reclamo

dell’UT, limitatamente alla deduzione per persona bisognosa a carico per il

sostentamento del figlio __________ (classe 1963). In particolare gli insorgenti

indicano che i redditi reali percepiti dal figlio ammontano a fr. 30'174.--

annui, ai quali viene addizionato fiscalmente l’importo di fr. 11'837.-- a

titolo di valore locativo. Il reddito reale percepito dal figlio, non

permetterebbe a quest’ultimo di far fronte a tutta la sua quota parte di spese

inerente le ipoteche, l’assicurazione per l’immobile, l’acqua, il gas, l’elettricità,

le spese di manutenzione, spese mediche ed imprevisti in generale. I ricorrenti

ritengono che non sia giustificato, unicamente per il fatto che il figlio non

percepisca l’assegno per grandi invalidi, che egli possa lavorare e percepire

un reddito sufficiente per far fronte al proprio sostentamento. Senza l’aiuto

degli insorgenti egli dovrebbe far capo ad aiuti erogati dallo Stato. Inoltre,

nella decisione di tassazione del figlio, la deduzione per le spese di

manutenzione e gestione degli immobili non comprenderebbe le spese di

manutenzione del giardino, pari a fr. 1'000.-- annui, interamente assunte dai

ricorrenti. Il figlio seguirebbe inoltre un rigido regime alimentare, a causa

della malattia, (diabete) e si recherebbe mensilmente all’Ospedale __________ per

le cure del caso. Questi costi sarebbero anch’essi sostenuti dai ricorrenti,

come anche le spese di fisioterapia.

Nella decisione di

tassazione del figlio non sarebbero inoltre state riconosciute le spese dentarie,

effettuate in __________, poiché non giustificate tramite fattura: parimenti

questo esborso sarebbe stato assunto dai genitori. A tali costi vanno aggiunti

circa fr. 1'200.-annui per la spesa degli occhiali da vista e tutte gli esborsi

non coperti né dalla cassa malati, né dall’AI. Gli insorgenti ritengono

pertanto più che giustificata la deduzione di fr. 9'000.-- per persona

bisognosa a carico.

Diritto

1.

1.1.

I ricorrenti censurano il

mancato riconoscimento della deduzione per persona bisognosa a carico, per

complessivi fr. 9'000.-, postulata per il mantenimento del figlio maggiorenne.

1.2

Per l’imposta cantonale,

l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un

importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo [per il periodo fiscale 2014],

dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o

parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento

il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.--

franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i

quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

Analogamente, per

l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la

deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.-- franchi [applicabile

per il periodo fiscale 2014] per ogni persona totalmente o parzialmente

incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il

contribuente provve-de, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della

deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i

quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

1.3

Secondo la lettera sia

della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla

definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni

sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta

sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere

limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,

malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di

impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più

recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata

è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una

madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und

Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n.

80.2003.24

del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora

in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da

sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità

o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es.

la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

1.4

Tanto

la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/Bosshard/Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im

schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia

adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a

causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo

sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma

piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si

considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o

prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più

ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di

regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.

192).

1.5

Oltre al requisito della

parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge

subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione

all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e

di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che

abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione

(Agner/Jung/Steinmann, Kommentar

zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre

decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).

Per

stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di

mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla

tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti

del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:

RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

In

altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri

obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si

domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia

esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire

criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito

imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere

negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a

fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.--

di reddito netto e a fr. 46'000.-- di sostanza imponibile per le persone sole e

a fr. 19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per

le persone coniugate (Locher,

Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).

2.

2.1.

Nella decisione impugnata

l’UT ha ritenuto come il figlio dei ricorrenti, __________, fosse al beneficio

di una rendita AI, di una rendita II° pilastro ed anche della prestazione

complementare AI, per coprire i premi della cassa malati. L’autorità ha reputato

pertanto che il figlio degli insorgenti godesse di sufficienti redditi per far

fronte in maniera autonoma al proprio sostentamento e non potesse quindi quindi

essere concessa la deduzione per persona bisognosa a carico.

2.2

Dalla disamina dell’incarto

relativo al periodo fiscale 2014, emerge effettivamente – come peraltro

indicato dai ricorrenti – che il figlio, che vive nella medesima economia

domestica, gode sia di entrate dal II° pilastro, sia di una rendita d’invalidità

[v. decisioni di tassazione IC/IFD 2014 di __________ allegate al ricorso], disponendo

in tal modo di redditi lordi per fr. 30'174.--, senza considerare il valore

locativo dell’appartamento abitato dall’intera famiglia.

Il reddito di __________

supera gli importi che vengono presi in considerazione dalla giurisprudenza

come limiti al di sopra dei quali non può essere riconosciuta la deduzione per

persona bisognosa a carico.

2.3

Come questa Camera ha già

avuto modo di concludere in più sentenze (p. es. le sentenze CDT n. __________ del

23.

maggio 2011 e n. __________ del 10 aprile 2015), si deve ritenere che un

figlio maggiorenne che beneficia di una rendita di invalidità intorno ai 18'000

franchi non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati con le

tabelle della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, almeno

fintantoché vive nella stessa comunione domestica dei genitori.

Nel caso di specie il

figlio percepisce una rendita invalidità superiore a tale importo e, oltre a

ciò, fruisce pure di una rendita proveniente dal secondo pilastro.

Alla stessa conclusione si

giungerebbe, come visto sopra, anche volendo optare per un criterio

maggiormente schematico. Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e

Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito al di sopra del quale il

bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr. 16'000.-- e addirittura fr.

13'000.--, il figlio dei ricorrenti non andrebbe comunque giudicato indigente,

potendo usufruire sia di una rendita AI, sia di una rendita del II° pilastro.

2.4

Per quanto concerne le

spese, che secondo il calcolo proposto dai ricorrenti, loro figlio dovrebbe

affrontare, va rilevato che il calcolo proposto è condizionato in modo evidente

dal fatto che sono a lui attribuiti tutti i costi direttamente e indirettamente

legati alla casa, compreso perfino l’ammortamento del debito ipotecario. Della

casa in questione il figlio è tuttavia solo nudo proprietario, essendo i genitori

al beneficio di un diritto di abitazione vita natural durante. In ogni caso,

l’immobile è abitato da tutti e tre insieme e pertanto le spese concernono

l’intero nucleo familiare e non solo il figlio.

3.

Il ricorso è

conseguentemente respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico

dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 400.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 500.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).

4. Intimazione a:

- RI 1;

-;

-;

-;

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: