Lexipedia

Decisione

80.2016.138

Imposta sull’utile delle persone giuridiche: ristrutturazione d’impresa, scambio di diritti di partecipazione, ripresa del valore contabile precedente, ammortamento negato, effetti di un ruling dell’A

26 maggio 2017Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

A. La RI 1 è una società

avente quale scopo sociale la detenzione e la partecipazione in imprese e

società di tipo commerciale ed industriale in Svizzera e all’estero. Si occupa

di acquistare, gestire e vendere azioni di società svizzere ed estere (www.zefix.ch,

sito consultato il 2.5.2017). Per i periodi fiscali sub judice la società

aveva il proprio domicilio fiscale nel Canton Ticino.

B. Sino al periodo fiscale

2009 la RI 1 deteneva una partecipazione nella __________, esposta a bilancio

al 31.12.2009 ad un valore contabile netto di fr. 471'630.-, mentre il valore

fiscale per tale periodo fiscale ammontava a fr. 526'356.- (per effetto della

ripresa di un ammortamento non giustificato di fr. 54'726.-).

Il 15.9.2010 è stata

fondata a __________, la società __________ da __________ (cittadino __________

domiciliato a __________), da __________ (cittadino __________ domiciliato a __________)

e dalla __________ (allora con sede a __________). Mediante contratto i tre

fondatori hanno predisposto un apporto in natura nella neocostituita società di

80'453 azioni della società __________ [su un totale di 87'503 azioni] del

valore di nominali Euro 1.- [pari a fr. 1.29], per complessivi fr. 112'878.87.

Tramite tale apporto la __________

avrebbe ricevuto 6'310'599 azioni del valore nominale di fr. 0.01 della neocostituita

società __________. Nel contratto di apporto, veniva specificato come i

fondatori fossero in grado di affermare che il prezzo dell’apporto, ossia fr.

112'878.87, fosse nettamente inferiore al valore reale dei titoli apportati.

C. Nella dichiarazione

fiscale per il periodo fiscale 2010, presentata il 26.4.2012, la faceva valere

un utile negativo (perdita) di fr. – 363'848.-.

Nell’elenco titoli,

la società (oltre ad altre partecipazioni) indicava di detenere una

partecipazione nella __________ pari a fr. 63'106.-. La partecipazione nella __________

era invece indicata al valore contabile ed al valore fiscale di fr. “0”.-.

D. a. IC/IFD 2010

Con decisione del

12.11.2015 l’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (di seguito UTPG)

commisurava l’utile imponibile sia per l’IC che per l’IFD in fr. 44'600.-,

mentre il capitale imponibile (per la sola IC) in fr. 1'450'000.-. La decisione

veniva motivata come segue:

“Sostituzione diritti di partecipazione: La

partecipazione __________, per un valore fiscale al 1.1.2010 pari a CHF

526'356.-, è stata apportata durante il 2010 nella neocostituita __________, __________,

ricevendo in cambio 6'310'599 azioni da CHF 0.01 della stessa. Il valore venale

della partecipazione apportata supera decisamente il valore fiscale. Di

conseguenza su questa posizione non possono essere ammessi, ai fini delle imposte

dirette federali, cantonali e comunali, ammortamenti o perdite di qualsiasi

genere”.

Dal

punto di vista fiscale, al 31.12.2010, il valore della partecipazione veniva indicato

in fr. 526'356.- (fr. 63'105.- pari al valore contabile della partecipazione al

31.12.2010, con l’aggiunta dell’importo di fr. 463'251.-, corrispondente “all’accantonamento

tassato”).

b. IC/IFD 2011

Con decisione del

12.11.2015 l’ UTPG commisurava l’utile imponibile sia per l’IC che per l’IFD

2011 in fr. 19'400.-, mentre il capitale imponibile (per la sola IC) in fr.

1'469'000.-. A motivazione della decisione l’UTPG indicava: “tassazione eseguita sulla base dei rendiconti annuali”.

c. IC/IFD 2012

Con decisione del 20.5.2016

l’ UTPG commisurava l’utile imponibile sia per l’IC che per l’IFD 2012 in fr. 46'200.-,

mentre il capitale imponibile (per la sola IC) in fr. 1'515'000.-. A

motivazione della decisione l’UTPG indicava: “tassazione

eseguita sulla base dei rendiconti annuali”.

E. Con reclamo

10/11.12.2015, la RI 1 contestava le decisioni IC/IFD 2010 e IC/IFD 2011

allegando al gravame un ruling rilasciato dall’Amministrazione federale

delle contribuzioni (in seguito AFC), nel quale si attesterebbe la necessità di

un apporto al valore nominale della partecipazione, dettato anche da un obbligo

in tal senso richiesto dalle autorità __________. Veniva pertanto richiesta l’accettazione

delle perdite come da dichiarazione 2010, eventualmente l’accettazione delle

sole perdite di cambio.

F. Con due decisioni del

20.5.2016, l’UTPG respingeva il reclamo della contribuente, con la seguente

motivazione.

Per il periodo fiscale

2010:

Reclamo respinto: Come anticipato al rappresentante

della contribuente in occasione dell’incontro presso i nostri uffici dell’11

maggio 2016, il reclamo è da considerarsi respinto per i motivi seguenti.

Nell’ambito dello scambio di diritti di partecipazione nel patrimonio di

persone giuridiche, una delle condizioni essenziali per ottenere la neutralità

fiscale ai fini delle imposte dirette, è rappresentata dal fatto che siano

ripresi i “valori fino ad allora determinanti per l’imposta sull’utile” (Punto

4.6.2.1. Circolare AFC N° 5/2004). Nel caso in oggetto si è invece optato per

un apporto al valore nominale, ammortizzando di conseguenza la partecipazione.

Tale rettifica di valore non può pertanto essere fiscalmente ammessa. In ogni

caso, considerato come il valore venale della partecipazione apportata è ben

superiore al valore contabile, non si giustifica in nessun modo una perdita di

valore, e di conseguenza alcun ammortamento può essere ammesso dal profilo

delle imposte dirette. La ripresa viene effettuato con il metodo della “Riserva

tassata”.

Per il periodo fiscale

2011:

Reclamo respinto. Considerato come sia stato evaso il

reclamo IC/IFD 2010, il reclamo IC/IFD 2011 può di conseguenza essere respinto,

in quanto la notifica di tassazione viene emessa sulla base dei rendiconti

annuali. Viene ovviamente considerata la riserva tassata sulla partecipazione

esistente al 31.12.2010.

G. Con unico ricorso

21/22.6.2016 la RI 1 impugna le decisioni su reclamo relative ai periodi

fiscali 2010 e 2011 come pure la decisione di tassazione per il periodo fiscale

2012. A quest’ultimo riguardo, propone uno “Sprungrekurs” giusta gli

artt. 206 cpv. 2 LT e 132 cpv. 2 LIFD. Il gravame verte sul mancato

riconoscimento degli ammortamenti per fr. 408'525.-.

Secondo la ricorrente, la

situazione fiscale verificatasi nel 2010 per la RI 1 era dipesa da uno scambio

di partecipazioni. Il 17.9.2010 era stata fondata la __________ con un apporto

in natura delle azioni della __________, __________ __________ da parte di __________,

__________ e della stessa __________. L’AFC avrebbe considerato tale

transazione come neutrale dal punto di vista fiscale, mediante un ruling

del 17.9.2010. L’AFC avrebbe in particolar modo considerato lo scambio di partecipazioni

come una quasi-fusione con un valore nominale del capitale azionario di __________

non superiore al valore nominale totale di __________. Secondo la ricorrente le

registrazioni contabili evidenzierebbero una componente pari a fr. 114'385.30

registrata come differenza di cambio, che costituirebbe una perdita di cambio. L’insorgente

(che impugna con le medesime tesi ricorsuali anche le decisioni riguardanti i

periodi 2011 e 2012) ritiene che le argomentazioni dell’UTPG non tengano in

considerazione tre elementi fondamentali: la mancanza di scelta del

contribuente, il principio della preminenza del bilancio commerciale sul

bilancio fiscale, l’accettazione della neutralità fiscale da parte dell’AFC.

H. Con osservazioni

15.7.2016, l’UTPG indica preliminarmente che il valore venale della

partecipazione __________ detenuta dalla RI 1 era decisamente superiore al suo

valore fiscale e contabile. Per tale ragione nell’esercizio 2009, come già

successo negli esercizi precedenti, è stato ripreso a fini fiscali un

ammortamento non giustificato pari a fr. 54'726.-.

L’UTPG ritiene che

l’operazione effettuata dalla RI 1 rappresenti per le imposte dirette uno

“scambio di diritti di partecipazione nel patrimonio di persone giuridiche

nell’ambito di ristrutturazioni” e che lo stesso sia regolato dalla Circolare

dell’AFC n° 5 del 1°.6.2004. Al punto 4.6.2.2. vengono indicate le condizioni cumulative

per uno scambio fiscalmente neutro: ossia che l’assoggettamento all’imposta in

Svizzera sia mantenuto (art. 61 cpv. 1 LIFD) e che i valori fino allora

determinanti per l’imposta sull’utile vengano ripresi (art. 61 cpv. 1 LIFD).

Secondo il fisco, la seconda condizione non sarebbe stata rispettata nel caso

concreto: secondo l’UTPG il valore della partecipazione nella __________, e

quindi di riflesso delle azioni ricevute in cambio sarebbe ben superiore a fr.

526'356.-, motivo per cui l’ammortamento richiesto non va riconosciuto. Secondo

l’UTPG non è sostenibile, né logico che uno scambio di diritti di partecipazione

possa creare una perdita fiscalmente giustificata.

I. All’udienza del 4

maggio 2017, il rappresentante della ricorrente ha ribadito che a suo avviso il

ruling, con cui si è già pronunciata l’Amministrazione federale delle

contribuzioni, ha chiaramente riconosciuto che vi è stata una quasi fusione e tale

conclusione vincola anche l’autorità cantonale nell’applicazione del diritto delle

imposte dirette (principio dell’unità di diritto).

L’UTPG ha sottolineato di

non mettere in discussione il contenuto del ruling, che tuttavia è

espressamente limitato alle imposte di bollo e preventiva e che non si

pronuncia sul trattamento fiscale della partecipazione nell’ambito della

società ricorrente. In ogni caso, un ammortamento di una partecipazione

potrebbe essere ammesso soltanto in presenza di una sopravvalutazione della stessa.

Diritto

I. In ordine

Per quanto concerne il

periodo fiscale 2012, la ricorrente ha chiesto di ritenere il suo reclamo contro

la decisione di tassazione, notificatale il 20.5.2016, alla stregua di un ricorso

ex art. 206 cpv. 2 LT.

Il reclamo presentato

contro una decisione di tassazione già esaustivamente motivata può effettivamente

essere trasmesso come ricorso, con il consenso del reclamante e degli altri

proponenti, alla Camera di diritto tributario (art. 206 cpv. 2 LT; art. 132

cpv. 2 LIFD).

Posto come la decisione

relativa a tale periodo fiscale – di egual tenore delle decisioni su reclamo

per due periodi fiscali precendenti – sia sufficientemente motivata, si può

quindi ritenere che anche contro la tassazione per il periodo fiscale 2012 sia

stato validamente interposto ricorso.

Considerandi

II. Nel merito

1.

1.1.

Secondo gli art. 67 cpv. 1

LT e 58 cpv. 1 LIFD, l’utile netto imponibile delle persone giuridiche è

determinato in base al saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto

dell’anno precedente (lett. a), a cui vengono in particolare aggiunti i

prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo non destinati alla copertura di

spese riconosciute dall’uso commerciale, tra cui gli ammortamenti ed

accantonamenti non giustificati (lett. b) (cfr. sentenza TF 2C_520/2015

del 28.12.2015, consid. 3.1.).

1.2

Il diritto fiscale si basa

sul bilancio commerciale. Se stabilito nel rispetto delle norme legali applicabili,

esso è infatti determinante anche per la definizione dell’utile imponibile (Massgeblichkeitsprinzip),

fatta eccezione unicamente per le disposizioni correttive proprie al diritto

tributario (sentenza TF 2C_520/2015 del 28.12.2015, consid. 3.1; DTF 132 I 175

consid. 2.2, con riferimento a: Behnisch, Zur Massgeblichkeit der Handelsbilanz für die

Steuerbilanz, in: Aktienrecht 1992-1997: Versuch einer Bilanz, p. 21 ss.).

In

altri termini, il carattere vincolante dei conti annuali (art. 662a CO;

dal 1° gennaio 2013, art. 957a CO) viene a cadere soltanto nella misura

in cui gli stessi risultano in contrasto con regole imperative del diritto

commerciale o vanno osservate norme fiscali che ne correggono le valutazioni (decisione

TF n.2A.549/2005 del 16 giugno 2006, in: StPS 24 p. 100, consid. 2.1; Bernardoni/ Bortolotto, La fiscalità

dell’azienda, 2ª ediz., Mendrisio 2010, p. 73 ss.; Locher, Kommentar zum DGB,

vol. II, Therwil/Basilea 2004, n. 2 ad art. 58 LIFD, p.

242; Richner/Frei/Kaufmann/ meuter,

Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 1 ad art. 58 LIFD, p. 713).

1.3

Secondo

il principio di periodicità valido nel diritto fiscale svizzero, un’impresa

deve essere tassata in un determinato anno fiscale sull’utile realizzato nel

corrispondente periodo. I risultati dei differenti esercizi annuali non devono

perciò venir compensati tra loro, aumentando o diminuendo quelli di un

determinato periodo a favore o a carico di un altro. Se si verifica una

violazione di tale principio, va di conseguenza operata una correzione fiscale

(decisione TF n.2A.549/2005 del 16 giugno 2006, in: StPS 24 p. 100, consid. 2.2; Locher,

op. cit., n. 82 ad art. 58 LIFD, p. 275; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

op. cit., n. 20 ss. ad art. 58 LIFD, p. 718).

2.

2.1.

Litigioso nel caso di

specie è l’ammortamento registrato dalla RI 1 sul valore della partecipazione nella

__________

2.2

Secondo l’art. 62 cpv. 1

LIFD (di egual tenore l’art. 71 cpv. 1 LT) gli ammortamenti degli attivi

giustificati dall’uso commerciale sono autorizzati, a condizioni che gli stessi

siano contabilizzati, oppure, in assenza di una contabilità tenuta secondo

l’uso commerciale, che appaiano in un piano speciale d’ammortamenti. Secondo

l’art. 62 cpv. 2 LIFD (di egual tenore l’art. 71 cpv. 2 LT), in generale, gli

ammortamenti sono calcolati sulla base del valore effettivo dei differenti

elementi della sostanza oppure sono ripartiti in funzione della durata

probabile d’utilizzo di ciascuno di questi elementi.

2.3

Nel diritto fiscale, a

differenza del diritto commerciale, l’ammortamento si oppone alla correzione di

valore per il carattere definitivo o provvisorio della spesa. Un ammortamento

costituisce quindi la costatazione definitiva della diminuzione di valore di un

attivo, mentre si procede a una correzione di valore (accantonamento) quando la

perdita di valore è temporanea. Un ammortamento è giustificato dall’uso

commerciale nella misura in cui permette di tener conto di un’effettiva diminuzione

di valore di un attivo a bilancio (sentenza TF 2C_628/2010 del 28.6.2011, in DTF

137.

II 353, consid. 6.4.1.). Di principio gli ammortamenti sono progressivi; un

ammortamento unico [trattasi di ammortamento straordinario] è ammissibile unicamente

a titolo eccezionale (sentenza TF 2C_520/2015 del 28.12.2015 consid. 3.2.).

2.4

In casi particolari,

quando eventi negativi coinvolgono i beni della sostanza fissa, ad esempio per

calo straordinario del prezzo di mercato di determinati prodotti, perdite

straordinarie di valore di terreni e di partecipazioni azionarie, incendio o

inondazione con copertura assicurativa insufficiente, perdita improvvisa di

valore dal profilo tecnologico, possono essere ammessi dall’autorità fiscale

ammortamenti straordinari nella misura in cui la perdita di valore è definitiva

(Bernardoni / Bertolotto, La

fiscalità dell’azienda, 2010, Mendrisio, p. 150 – 151; Danon, in: Noël/Aubry

Girardin [a cura di], Commentaire romand de l’impôt fédéral direct, 2a

ediz., Basilea 2017, n. 27 ss. ad art. 62 LIFD).

2.5

La dottrina ammette degli

ammortamenti straordinari, nel caso in cui il contribuente ha trascurato di

procedere a degli ammortamenti progressivi. Per analogia si procede in tale

maniera nel caso in cui abbia omesso di procedere a delle correzioni di valore.

Escludere in maniera generale il riconoscimento fiscale di un ammortamento

straordinario in queste ipotesi, sarebbe contrario all’imposizione secondo la

capacità contributiva, per il fatto che il contribuente si vedrebbe sistematicamente

imposto su degli attivi che non corrispondono più al loro valore reale a

bilancio (sentenza DTF 137 II 353 consid. 6.4.1.).

Se il principio di un

ammortamento unico deve essere ammesso, il suo riconoscimento può tuttavia, a

dipendenza delle circostanze, rivelarsi contrario al principio di periodicità

dell’imposta, che impone d’imputare ad un esercizio i proventi e le spese che gli

sono correlati per poter determinare il relativo utile. Nel caso in cui bisogna

procedere ad un ammortamento straordinario per recuperare degli ammortamenti

ordinari oppure delle correzioni di valore che non sono state registrate in

tempo utile, il principio di periodicità può trovarsi in conflitto con

l’imposizione secondo la capacità contributiva (sentenza DTF 137 II 353 consid.

6.4.2

).

2.6

Secondo un consolidato

principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso

che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che

fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la

prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario (DTF

133.

II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

3.

3.1.

Nella decisione su reclamo

relativa all’IC/IFD 2010, l’UTPG ha precisato che, nell’ambito di uno scambio

di partecipazioni nel patrimonio di persone giuridiche, una delle condizioni

per ottenere la neutralità fiscale ai fini delle imposte dirette è rappresentata

dal fatto che siano ripresi i valori fino allora determinanti per l’imposta

sull’utile (con riferimento alla Circolare n. 5 del 1° giugno 2004 dell’AFC, punto

4.6.2.1

). L’UTPG contesta la legittimità della decisione della società

contribuente di registrare, nel periodo fiscale 2010, un ammortamento pari a

fr. 408'525. In particolare, secondo l’autorità fiscale, il valore della

partecipazione nella __________ e dunque di riflesso delle nuove azioni ricevute

in cambio sarebbe superiore a fr. 526'356.- e pertanto l’ammortamento non

avrebbe potuto essere ammesso. L’ammortamento potrebbe essere ammesso

unicamente in presenza di una sopravvalutazione della partecipazione.

Da parte sua, la

contribuente obietta che l’AFC, in un ruling rilasciato al momento della

costituzione della nuova società, avrebbe considerato lo scambio di partecipazioni

come una quasi-fusione. Secondo la RI 1, le registrazioni contabili, sia per

quanto riguarda la perdita di cambio che per la svalutazione della partecipazione,

sarebbero state effettuate a regola d’arte secondo i principi contabili,

previsti dal codice delle obbligazioni, dell’imparità, della realizzazione,

della valutazione al costo storico e secondo il principio del valore nominale.

Le partecipazioni andrebbero valutate con un importo non superiore al prezzo di

acquisto o di costo, da cui vanno dedotti gli ammortamenti necessari. Secondo

l’insorgente, le registrazioni contabili erano imperative, senza alternativa dal

punto di vista del diritto commerciale e vincolanti anche per le autorità fiscali.

3.2

Secondo gli

articoli 61 cpv. 1 lett. c LIFD e 70 cpv. 1 lett. c LT, le

riserve occulte di una persona giuridica non sono imponibili nell'ambito di

ristrutturazioni, in particolare in caso di fusione, di scissione o di

trasformazione, in quanto la persona giuridica rimanga assoggettata all'imposta

in Svizzera e gli elementi fino ad allora determinanti per l'imposta sull'utile

vengano ripresi, in particolare in caso di scambio di diritti di partecipazione

o societari a seguito di ristrutturazioni o di concentrazioni aventi carattere

di fusione.

La Circolare dell’AFC n. 5/2004,

inerente le “Ristrutturazioni”, al punto 4.6, afferma che, nell’ambito di

ristrutturazioni di persone giuridiche, in particolare in caso di fusioni,

scissioni o trasformazioni, come anche in caso di concentrazioni aventi

carattere di fusione, possono avvenire degli scambi di diritti di partecipazione

nel patrimonio delle persone giuridiche (titolari di quote).

In particolare al punto

4.6.2.1

di questa Circolare viene indicato:

4.6.2.1

Principio

Lo

scambio di diritti di partecipazione o societari, a seguito di ristrutturazioni

ai sensi dell’articolo 61 capoverso 1 LIFD o di concentrazioni aventi carattere

di fusione, è fiscalmente neutro per una società di capitali o cooperativa

partecipante (art. 61 cpv. 1 lett. c LIFD) a condizione che (condizioni

cumulative):

l’assoggettamento all’imposta in

Svizzera sia mantenuto (art. 61 cpv. 1 LIFD);

I valori fino allora determinanti

per l’imposta sull’utile vengano ripresi (art. 61 cpv. 1 LIFD).

In applicazione di questa

Circolare (in merito alla portata delle Circolari si veda comunque la sentenza

TF 2C_216/2014 del 15.12.2016, consid. 4.6.), ma dallo stesso tenore della

legge, la neutralità fiscale presuppone che i valori fino allora determinanti

per l’imposta sull’utile vengano ripresi.

3.3

Lo scambio di

partecipazioni è avvenuto nella seguente maniera per quanto concerne la società

ricorrente (cfr. Convenzione di apporto in natura del 15.9.2010):

·

__________, __________ e la RI 1 hanno apportato alla neocostituita

società anonima __________ con sede a __________ 80'453 azioni (su un totale di

87'503 azioni) della __________ (__________, __________);

·

la RI 1 ha in particolare apportato alla società __________

44'978 azioni del valore di nominali 1.- Eur ciascuna (tale partecipazione

nella __________ [Middleburg, NL] al 31.12.2009 era stata iscritta a bilancio

ad un valore contabile di fr. 471'630.- ed aveva un valore determinante per

l’imposta sull’utile di fr 526'356.-);

·

nel periodo fiscale 2010, la RI 1 ha ricevuto – in contropartita

dell’apporto delle 44'978 azioni del valore di nominali 1.- € – 6'310'599

azioni della __________ del valore di nominali fr. 0.01 ciascuna (per complessivi

fr. 63'105.99);

·

per quanto concerne il bilancio presentato con la dichiarazione

fiscale 2010, la RI 1 ha dichiarato agli attivi alla fine del 2010 partecipazioni

per un valore di fr. 63'105.99 (nel bilancio veniva indicato che le

partecipazioni al 31.12.2009 erano di fr. 526'356.35). Nel conto economico la

società indicava al 31.12.2010 ammortamenti (variazione valori di rimpiazzo)

per fr. 343'651.09, facendo poi valere una perdita di fr. 363'847.63.

3.4

3.4.1

In sostanza la ricorrente

ha iscritto a bilancio il valore della nuova partecipazione al valore nominale

di fr. 63'105.99 operando un ammortamento del valore contabile della

partecipazione rispetto al periodo fiscale precedente.

La ricorrente è dell’opinione

che si debba seguire l’impostazione data dall’AFC, che ha sottoscritto il ruling

sottopostole, come anche il principio della preminenza del bilancio commerciale.

3.4.2

Come già ricordato, il

diritto fiscale si basa sul bilancio commerciale.

Secondo il principio di

derivazione del bilancio fiscale da quello commerciale, l’autorità fiscale può

scostarsi dal bilancio inoltrato dal contribuente quando delle disposizioni

imperative del diritto commerciale sono violate oppure delle norme fiscali

correttive lo esigono (sentenze TF 2C_370/2016 del 28.3.2017, consid. 2.2., TF

n.2C_386/2012 del 16 novembre 2012, consid. 5).

3.4.3

Come visto,

in caso di scambio di diritti di partecipazioni a seguito di ristrutturazioni

societarie, l’operazione è fiscalmente neutra a patto che l’impresa rimanga

assoggettata in Svizzera e che vengano ripresi i valori fino allora

determinanti per l’imposta sull’utile (art. 61 cpv. 1 lit. c LIFD e 70 cpv. 1 lett. c

LT).

Nel caso di specie, la RI

1.

ha apportato alla società __________ 44'978 azioni della del valore di

nominali 1.- € della della __________ (__________) ricevendo 6'310'599 azioni

della __________ del valore di nominali fr. 0.01 ciascuna (per complessivi fr.

63'105.99). A bilancio, per il 31.12.2010, è stato indicato il valore nominale

della partecipazione, ossia fr. 63'105.99.

Ora, tale modo di

procedere non risulta conforme con la normativa fiscale applicabile. In

effetti, in applicazione dell’art. 61 LIFD, l’operazione è fiscalmente neutra

unicamente mantenendo i valori fino allora determinanti per l’imposta

sull’utile.

Non può pertanto essare

rimproverato nulla all’UTPG che, discostandosi dal bilancio commerciale (nel

quale è stata registrata la partecipazione al valore nominale), ha applicato

correttamente l’art. 61 LIFD.

Anche con la ripresa

fiscale contestata, del resto, sulla partecipazione detenuta dalla ricorrente

nella __________ risulta comunque esservi tuttora una cospicua riserva occulta.

Come ha evidenziato l’autorità fiscale nelle sue osservazioni al ricorso, infatti,

il valore della partecipazione nella __________, e di riflesso quello delle

azioni ricevute in cambio, è nettamente superiore allo stesso valore deteminante

per l’imposta sull’utile. L’UTPG menziona a tale riguardo l’acquisto di una

quota dell’1%, avvenuta nel 2014, per ben 61'000 €, circostanza che conduce ad

attribuire all’intera società partecipata un valore che eccede addirittura i

sei milioni di euro.

L’ammortamento

straordinario operato dalla RI 1 non è pertanto giustificato.

3.5

3.5.1

Secondo la ricorrente, che

ha ribadito tale argomentazione anche durante l’udienza tenutasi dinanzi a

questa Corte, il ruling del 17.9.2010, sottoscritto dall’AFC, vincolerebbe

anche le altre autorità fiscali chiamate ad applicare il diritto delle imposte

dirette. La stessa indica che proprio in applicazione di tale ruling è

stata predisposta la registrazione contabile necessaria (ossia inserimento del

valore nominale della partecipazione nel bilancio al 31.12.2010).

3.5.2

Il ruling è

l’approvazione anticipata, da parte dell’autorità fiscale competente, delle

conseguenze fiscali prospettate dal contribuente con riferimento ad

un’operazione prevista (v. supra, consid. 2.2. con riferimenti) e il

fisco è vincolato al contenuto del ruling, in occasione della tassazione,

solo se la fattispecie anticipata corrisponde a quanto effettivamente

realizzato in seguito (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale del 28 aprile

2014, n.2C_664/2013, in RF 69/2014 p. 557, consid. 4.2 con riferimenti, anche

sentenza TF n.2C_137/2016 del 13.1.2017 consid. 6.2.). Uno dei presupposti

dell’effetto vincolante di un ruling è che la persona che lo ha ottenuto

abbia compiuto atti di disposizione, la cui revoca gli causerebbe un

pregiudizio (p. es. DTF 141 I 161 consid. 3.1 con riferimenti). Il nesso

causale tra l’informazione ricevuta e la disposizione compiuta è pertanto

escluso se la fattispecie cui l’informazione si riferisce si è già realizzata

(cfr. p. es. Massetti/Pedroli, Il

ruling nel diritto tributario svizzero: situazione attuale e prospettive di

evoluzione alla luce dell’esperienza italiana, in RtiD I-2006 p. 597 e dottrina

citata; inoltre Schreiber/Jaun/Kobierski,

Steuerruling - Eine systematische Auslegeordnung unter Berücksichtigung der

Praxis, in ASA 80 p. 312).

In ambito d’imposte

dirette, i rulings non costituiscono delle decisioni; non sono

impugnabili e non aprono le vie di ricorso ordinario. Possono tuttavia avere delle

conseguenze giuridiche in virtù dei principi della buona fede e della tutela

dell’affidamento (sentenza TF n.2C_137/2016 del 13.1.2017 consid. 6.2).

In materia di imposte

dirette (non solo le imposte cantonali, ma anche l’imposta federale diretta),

il ruling deve emanare dall’autorità fiscale competente, che è quella

cantonale (sentenza TF 2C_529/2014 del 24.8.2015; cfr. anche Yersin/ Aubry Girardin, in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire

romand LIFD, 2a ediz., Basilea 2017, n. 92 ad RP, p. 51).

3.5.3

Ora, il ruling del

17.9

, sottoposto all’AFC, riguarda la costituzione della __________ ed è

stato sottoscritto dall’autorità federale unicamente per quanto riguarda le

imposte di bollo e preventiva.

Ciò basta, con riferimento

alla dottrina e giurisprudenza citate nei considerandi precedenti, e

contrariamente alla tesi del “principio di unità del diritto” invocata

dalla ricorrente, per poter affermare che il ruling in questione non è

vincolante per le imposte dirette: in effetti, per tali imposte, l’autorità

competente per poter emettere un ruling è il fisco cantonale. Inoltre,

il ruling rilasciato dall’AFC alla __________ è vincolante unicamente

per le imposte di bollo e preventiva – come giustamente rilevato dall’UTPG in

sede d’udienza – e per di più unicamente per gli effetti fiscali riguardanti

una società terza e non la qui ricorrente. In particolare, il ruling non

contiene alcun riferimento al trattamento fiscale della partecipazione nei

conti della ricorrente.

3.6

Ciò posto, è quindi chiaro

che il valore da iscrivere a bilancio, in seguito allo scambio dei diritti di

partecipazione, per evitare l’imposizione delle riserve occulte esistenti nella

partecipazione detenuta dalla società ricorrente, era quello determinante per

l’imposta sull’utile, così come stabilito nella decisione dell’UTPG. Non

essendo stata provata alcuna perdita di valore della partecipazione, un ammortamento

straordinario non può essere ammesso.

4.

4.1.

A titolo

abbondanziale la ricorrente postula, per il periodo fiscale 2010, una perdita

di cambio di fr. 114'385.30. Nel proprio gravame indica che le registrazioni contabili

evidenzierebbero una componente pari fr. 114'385.30 registrata come differenza

di cambio. Tale perdita sarebbe legata all’evoluzione da un cambio € – CHF storico

pari a 1.66525 a un cambio di 1.29194.

4.2

In una sentenza del

Tribunale federale (2C_775/2014 del 31.8.2015, in RDAF 2015 II p. 483, consid.

11), l’Alta Corte svizzera, in merito alle perdite fatte valere per la

conversione di valuta ha precisato una precedente sentenza avente stesso tema

(DTF 136 II 88). In particolare ha stabilito l’art. 58 LIFD deve essere interpretato

alla luce del principio dell’imposizione secondo la capacità contributiva (art.

127.

cpv. 2 Cost), dal quale discende come le perdite di conversione, che non costituiscono

delle perdite effettivamente subite, non possono essere qualificate spese

giustificate dall’uso commerciale secondo l’art. 58 cpv. 1 lit. b LIFD

(cfr. anche la sentenza TF 2C_509/2013 dell’8.6.2014).

4.3

4.3.1

Nel caso che qui ci

occupa, l’UTPG ha calcolato il valore della partecipazione (cfr. decisione del

12.11

) non riconoscendo perdite legate ad una variazione del cambio.

Il valore della

partecipazione di fr. 526'356.- al 31.12.2010, calcolato dall’UTPG è stato determinato

con il calcolo seguente:

·

l’UTPG ha calcolato in fr. 408'525.- gli ammortamenti e perdite

di valore non giustificati (differenza tra il valore contabile della

partecipazione al 1.1.2010 e il valore nominale iscritto al 31.12.2010, ossia

471'630 – 63'105);

·

dopodiché l’UTPG ha quantificato in fr. 64'874.- la perdita di

cambio non ammessa (differenza tra gli ammortamenti e perdite di valore non

giustificati di fr. 408'525.- e la cifra indicata a bilancio a questo titolo

[ammortamenti/variazione di valori di rimpiazzo] di fr. 343'651.-;

·

l’UTPG ha poi stabilito il valore degli ammortamenti da riprendere

in fr. 463'251.- [sommando la perdita di cambio non ammessa, al precedente ammortamento

non tassato, agli ammortamenti / variazioni di valori di rimpiazzo: 64'874.- +

54'726.- + 343'651.-];

·

il valore della partecipazione al 31.12.2010 è stato calcolato

sommando il valore degli ammortamenti da riprendere al valore nominale della

partecipazione iscritta a bilancio, ossia fr. 463'251.- + 63'105.- = fr.

526'356.-.

4.3.2

L’UTPG non ha quindi

ripreso la perdita per le differenze di cambio.

A ragione. In effetti,

come visto nei considerandi precedenti, la differenza di cambio deve essere

distinta dal guadagno oppure dalla perdita di cambio che è la conseguenza di

una transazione di tipo commerciale, nel corso dell’esercizio, in una moneta

differente per rapporto alla moneta funzionale (cfr. anche Danon, in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD,

2a ediz, Basilea 2017, n. 101 ad art. 57 e 58 LIFD, p. 1081).

Invero, la ricorrente nel

proprio gravame neppure motiva in maniera approfondita tale censura.

Si ricorda che al

contribuente incombe l’onere della prova in merito agli elementi che riducono

oppure estinguono i suoi oneri fiscali (DTF 133 II 153 consid. 4.3; sentenza TF

2C_319/2014 del 9.9.2014 consid. 2.2.).

5.

5.1.

Nel proprio ricorso

l’insorgente, si aggrava anche contro le decisioni dell’UTPG in relazione ai

periodi 2011 (decisioni su reclamo) e 2012 (decisione di base), a motivo che,

nel caso in cui fosse stato accolto il ricorso per il periodo fiscale 2010, lo

stesso avrebbe avuto un effetto anche per i periodi fiscali a seguire (perdita

da riportare sugli esercizi fiscali successivi).

Ora come visto, il ricorso

relativo al periodo fiscale 2010 per l’IC/IFD non è stato accolto e

l’ammortamento effettuato dalla contribuente in seguito allo scambio di

partecipazioni non è stato ritenuto giustificato dall’uso commerciale.

Per i periodi fiscali 2011

e 2012 il ricorrente non solleva altre doglianze di merito.

5.2

Vengono quindi confermate

le decisioni emesse dall’UTPG relative ai periodi fiscali 2010 – 2012 per l’IC

e per l’IFD. Il ricorso presentato dalla RI 1 per tutti e tre i periodi è

conseguentemente respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico

della ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 2’500.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 500.–

per un totale di fr. 3’000.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: