80.2016.178
Procedura: tassazione d’ufficio, calcolo delle entrate e delle uscite, ammanco di liquidità, reddito d’altra fonte, documentazione prodotta con ricorso
22 settembre 2017Italiano20 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2016.178
80.2016.179
Lugano
22 settembre 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi, vicecancelliera
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 21 giugno 2016 contro la decisione del 8 giugno 2016 in materia di IC
2014.
Fatti
A. Per il periodo
fiscale 2014, RI 1, nato il 23.9.1948, dichiarava redditi per fr. 29'585.-. Con
decisione 26.8.2015, l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) accertava
il totale dei redditi in fr. 46'274.- (nei quali era compreso anche il valore
locativo della casa di proprietà), aggiungendo a quanto dichiarato dal
contribuente anche fr. 18'000.- a titolo di “altri redditi” con la motivazione:
“Prestazioni valutabili in denaro o reddito
d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”.
Il reddito imponibile per
l’IC e l’IFD 2014 veniva pertanto fissato in fr. 38'600.-.
B. Con reclamo
26.8.2015, il contribuente contestava la decisione fiscale. In particolare
l’insorgente precisava di essere pensionato dalla fine del 2013 e che le sue
uniche fonti di reddito erano costituite dalla rendita AVS e dal compenso a lui
versato dalla Federazione ticinese di calcio per la mansione di arbitro
istruttore. Contrariamente a quanto sostenuto dall’autorità, RI 1 precisava di
non aver alcun’altra fonte di reddito. Indicava che non fosse corretto inserire
i medesimi redditi di quando egli era ancora attivo professionalmente.
C. Con scritto
29.4.2016, trasmesso al contribuente mediante posta A Plus, l’UT lo invitava a
voler presentare delle osservazioni in merito all’allegato relativo alle
entrate/uscite per l’anno 2014 [indicando anche che ogni modifica allo stesso
doveva essere debitamente comprovata]; copia dell’accredito bancario o postale
relativo alla polizza __________, giunta a scadenza nel gennaio del 2013 come
anche la documentazione bancaria indicante gli interessi incassati nel 2013 e
nel 2014 ed il saldo al 31.12 per il conto sui cui era avvenuto l’accredito di
fr. 17'005.60 citato sopra (nel caso in cui il conto non fosse già dichiarato).
Con risposta 10.5.2016 RI 1 produceva uno scritto di __________ dalla quale si
evinceva che il 21.3.2013 era stata annullata la linea di credito di fr.
25'000.- garantita da pegno immobiliare, poiché interamente rimborsata.
Produceva anche l’estratto bancario di __________ sul quale __________ gli
aveva versato il 7.1.2013 l’importo di fr. 17'005.60.
D. Con scritto
18.5.2016, trasmesso per posta A Plus, l’UT ha invitato il contribuente a
produrre ulteriore documentazione per poter definire la sua situazione fiscale.
In particolare veniva richiesta ulteriore documentazione bancaria come anche
precisazioni in merito alla linea di credito a lui concessa. Con risposta
20.5.2016 RI 1 trasmetteva parte di quanto richiesto [attestato di annullamento
della linea di credito del 21.3.2013 – già prodotto –]; l’elenco debiti per le
dichiarazioni dei periodi fiscali 2014, 2013 e 2012; copia dell’estratto conto
di __________ al 22.3.2013.
E. Con decisione su
reclamo 8.6.2016 l’UT commisurava il totale dei redditi in fr. 44'274.- (gli
altri redditi venivano ridotti a fr. 16'000.-). L’autorità indicava nella motivazione:
Considerato il reclamo avverso le decisioni di tassazione imposta
cantonale e imposta federale diretta 2014, dopo alcune richieste di
documentazione volte a determinare la disponibilità finanziaria del
contribuente nel periodo reclamato, esaminato quanto prodotto dallo stesso si
riscontra nuovamente una disponibilità insufficiente. In particolare il
contribuente non fa alcuna osservazione al calcolo delle entrate e uscite per
il 2014 inviatogli in data 29 aprile 2016, mentre esaudisce tutte le altre
richieste. Sulla base del calcolo di cui sopra, si procede a definire il
reddito d’altra fonte per insufficiente disponibilità in Fr. 16'000.- al posto
dei Fr. 18'000.- inizialmente stabiliti.
Il reddito imponibile
veniva fissato in fr. 35'600.- per l’IC 2014 mentre che in fr. 36'600.- il
reddito imponibile per l’IFD 2014.
F. Con tempestivo
ricorso 23.6.2016, RI 1 impugna la decisione di tassazione relativa all’IC/IFD
2014. Il ricorrente contesta il calcolo del dispendio operato da parte dell’UT:
indica di non aver presentato particolari osservazioni allo stesso, poiché
aveva dato per scontato che l’autorità avrebbe proceduto – anche sulla scorta
della nuova documentazione richiesta e prodotta – ad un nuovo esame della situazione.
In particolare spiega anche di aver lasciato il numero telefonico e l’e-mail
nell’attesa di essere contattato per un colloquio personale. Il contribuente
spiega di aver avuto uscite per fr. 12'562.- e di aver vissuto con fr. 8'195.-
(circa fr. 600.- al mese). Indica inoltre che nel 2014 egli ha venduto la sua
autovettura __________ ed anche le attrezzature per il taxi ed ha ottenuto
anche entrate dall’assicurazione per fr. 9'278.-.
G. Con osservazioni al
gravame 26.8.2016 l’UT si riserva l’eventuale applicazione degli art. 37b LT
risp. 37b LIFD per procedere ad un’imposizione separata ed agevolata degli
utili provenienti dalla liquidazione dell’attività lucrativa indipendente del
ricorrente. Il fisco postula pertanto la presentazione, da parte di RI 1 del
contratto di vendita dell’autovettura “__________”, il contratto di vendita
“dell’attrezzatura per taxi” e il contratto di acquisto dell’automobile __________
1.6 16V 4x4 immatricolata il 2.1.2015, comprovando i movimenti finanziari delle
operazioni descritte. L’UT invita anche il ricorrente a voler meglio spiegare
cosa intendesse per “entrate (indennità) dell’assicurazione”.
H. Con scritto
10/13.9.2016 il ricorrente produce il contratto di acquisto dell’autovettura __________
ed il contratto di vendita dell’autovettura __________ e della strumentazione
per taxi. Agli atti il ricorrente presenta pure un documento attestante la liquidazione
di un sinistro da parte dell’assicurazione __________ Svizzera di fr. 2'800.-.
L’insorgente spiega che il 6.12.2014 la sua autovettura, ferma in un parcheggio
comunale è stata danneggiata ad una portiera, da parte di un furgone che stava
eseguendo delle manovre. Dopo l’annuncio del danno da parte della ditta proprietaria
del furgone alla propria assicurazione, il danno veniva quantificato dal perito
in fr. 2'800.-. Al contempo, una persona che aveva visto l’autovettura
danneggiata al di fuori del garage in cui veniva riparata, chiedeva i contatti
del contribuente poiché era interessato all’acquisto della medesima. Veniva concordato
tra le parti il prezzo di fr. 5'200.-, e venivano anche ceduti al prezzo di
complessivi fr. 1'000.-. Nel gennaio 2015 RI 1, acquistava dal garage una __________
per fr. 4'600.-.
I. Con raccomandata
16.1.2017, il contribuente è stato convocato ad un’udienza prevista per il
24.1.2017, alla quale non si è presentato. Con scritto trasmesso per
raccomandata il 26.1.2017, la Camera gli richiedeva ulteriore documentazione al
fine di accertare gli elementi imponibili, da inviare entro il 1°.3.2017. In
particolare veniva indicato come la sua sostanza risultasse accresciuta tra il
1°.1.2014 ed il 31.12.2014: era infatti passata da fr. 3'352.- a fr. 9'278.-
alla fine dell’anno. Veniva quindi chiesto al ricorrente di voler indicare
quando avesse ricevuto il risarcimento danni da parte dell’assicurazione
Mobiliare e a comprovarlo tramite documentazione bancaria. RI 1 veniva inoltre
invitato ad indicare e comprovare se avesse versato l’importo di fr. 6'200.- (ricevuti
per la vendita dell’autovettura e dell’apparecchiatura per taxi) sul conto
aperto presso PostFinance.
Per quanto attiene
all’acquisto del veicolo __________, avvenuto a gennaio 2015, l’insorgente
veniva invitato a documentare il pagamento della medesima ed in particolare a
riferire se l’acquisto fosse stato effettuato tramite gli averi depositati sul conto
Postfinance. Il contribuente veniva invitato ad allegare l’estratto bancario
che attestava la movimentazione.
L. Con scritto di
risposta del 27.2.2017/2.3.2017, il contribuente precisava che la vendita
dell’autovettura __________ e dell’apparecchiatura per il taxi fosse avvenuta
tramite transazione a contanti, così come l’acquisto dell’autovettura __________.
Per quanto riguarda il risarcimento da parte dell’assicurazione __________ lo
stesso era avvenuto il 19.1.2015 tramite accredito sul conto postale. Il
contribuente indicava anche di avere un conto presso la Banca __________ che
presentava al 31.12.2014 un saldo di fr. 2'758.05: il conto in questione sarebbe
stato alimentato tramite piccoli versamenti, che servivano per pagare gli interessi
e l’ammortamento per ogni semestre dell’immobile di sua proprietà. Nel corso
del 2014, egli avrebbe inoltre percepito fr. 5'000.- da parte della ex moglie, __________
che gli sarebbero stati versati per il “rimborso materiali e per dei piccoli
lavori di miglioria”, da lui svolti nel 2012 e nel 2013. Parte di tali soldi
sarebbero stati versati a contanti e fr. 2'500.- sarebbero stati versati sul
conto corrente postale (fr. 1'500.- il 25.4.2014 e fr. 1'000.- il 5.6.2014).
Precisava di essere attivo in un’Associazione di volontariato per __________ e
di vivere in quel Paese per circa 4 mesi l’anno (due mesi per soggiorno). I
viaggi vengono pagati dall’Associazione, mentre l’attività svolta è di puro
volontariato. Per l’attività quale arbitro il contribuente spiega di percepire
circa fr. 2'000.- lordi annui, compenso che viene versato sul conto corrente
postale. RI 1 indica pertanto di avere una disponibilità di fr. 11'000.-
mensili, ciò che gli permette di avere un’esistenza modesta.
M. La presa di posizione
del 27.2.2017/2.3.2017 di RI 1 è stata trasmessa all’UT di __________.
L’autorità fiscale propone di imporre fr. 6'200.- derivanti dalla vendita
dell’autovettura __________ e dell’attrezzatura da tassista separatamente dagli
altri redditi quale utile di liquidazione ex art. 37b LT rispettivamente art.
37b LIFD
(imponibile netto
fr. 6'000.-). Per quanto concerne la tassazione dopo reclamo IC/IFD 2014,
l’autorità di tassazione propone di diminuire il reddito d’altra fonte a fr.
5'000.-. In allegato è stato trasmesso il nuovo calcolo entrate /uscite 2014,
dal quale emerge una disponibilità mensile di fr. 8'632.-.
Diritto
1. 1.1.
Nella procedura fiscale
vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio.
L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente
rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini
necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in
particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger,
Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p.
190). La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di
collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1
LIFD, le autorità di tassazione accertano con il contribuente le condizioni di
fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al
contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una
tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in
particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione
TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).
1.2.
Di
principio, in applicazione analogica della regola generale prevista
dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel
senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che
fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la
prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso
l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
La descritta regola
sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a
considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti
ostruzionistici (Schär, Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung,
in: ASA 67 p. 435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente
tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la
collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che
fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il
contribuente, per motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto
che diminuisce il suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione
che non può essere pretesa (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen
Steuerrecht, Vol. I/2b, 2. ediz., Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342
e riferimenti).
In definitiva, la massima
ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di
collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva
dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet,
in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art.
123 LIFD, p. 1196).
Considerandi
2.
2.1.
Secondo l’art. 204 cpv. 2
LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID,
l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una
valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere
accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata
soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere
motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3
LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova:
non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
2.2
Giurisprudenza e dottrina
tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo
laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi
procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua
situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004
del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, op. cit.,
n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,
Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra
Berger, op. cit., p. 197).
L’autorità
fiscale deve agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza professionale,
conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere
tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di
evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente
deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più
vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).
2.3
2.3.1
Nel caso che
qui ci occupa, ricostruendo le entrate e le uscite del contribuente l’autorità
fiscale ha aggiunto altri redditi per il periodo fiscale 2014: dapprima fr.
18'000.- e poi con decisione su reclamo fr. 16'000.-. RI 1 impugna la decisione
ritenendola errata e non conforme alla sua situazione finanziaria, e dichiara
di percepire come uniche entrate la rendita AVS e un compenso per il suo
impegno come arbitro nelle partite di calcio. Indica che nel 2014 non ha più svolto
la sua attività quale tassista.
2.3.2
Pur ritenendo che la
dichiarazione presentata dal ricorrente non fosse corretta, l’autorità ha
rinunciato a una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto
dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte
del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132
cpv. 3 LIFD). Con decisione 26 agosto 2015 ha infatti notificato al ricorrente una
tassazione ordinaria, con la conseguenza che l’obbligo di
effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire la verità materiale,
non è mai venuto meno. Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale
federale, la rinuncia alla tassazione d’ufficio non impedisce tuttavia
all’autorità di tassazione di determinare gli elementi imponibili in base ad
una valutazione, rispettando le regole relative all’onere della prova (sentenza
del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n.2A.561/2005 consid. 3).
Il ricorrente non ha preso
posizione sul calcolo entrate/ uscite a seguito di una mancanza di
disponibilità finanziaria ritenuta dall’autorità fiscale: la decisione di
definire in via di apprezzamento il reddito imponibile di RI 1 da parte del
fisco è corretta.
3.
3.1.
Come visto in
precedenza RI 1 ha svolto la professione di tassista. L’UT nei propri atti ha
riepilogato brevemente i redditi dichiarati dal contribuente negli anni
precedenti confrontandoli a quelli accertati.
reddito
2009.
2010.
2011.
2012.
2013.
dichiarato
fr. 11'763.-
fr. 16'816.-
fr. 16'404.-
fr. 15'247.-
fr. 10'045.-
tassato
fr. 34'000.-
fr. 36'000.-
fr. 36'000.-
fr. 36'000.-
fr. 40'000.-
Veniva precisato come
anche nei periodi 2007 e 2008 erano stati rilevati degli ammanchi nella
disponibilità finanziaria, che non erano tuttavia stati contestati da parte del
contribuente. In calce alla tabella del dispendio veniva anche indicato come
sino al 2013 il ricorrente presentava il rendiconto legato all’attività indipendente
come tassista e che nel 2014 tale documento non veniva più allegato, e ciò in
relazione ad un “presumibile pensionamento”.
3.2
Come visto, per il periodo
2014.
il reddito imponibile ritenuto dall’autorità fiscale era per l’IC di fr.
35'600.- mentre che per l’IFD 36'600.-. In sostanza, aggiungendo altri redditi
alla partita fiscale del qui contribuente, l’UT de facto ha ritenuto che la
situazione finanziaria del contribuente fosse praticamente analoga agli anni precedenti,
nei quali lavorava come tassista.
3.3
3.3.1
Si tratta ora di
verificare se l’aggiunta di altri redditi, operata dall’UT sia o meno
giustificata.
Nell’ultima versione del
calcolo “entrate / uscite 2014” l’UT ha indicato uscite per fr. 23'321.-:
·
fr. 6'026.- derivanti dall’aumento degli averi (passati da fr.
6'009.- al 1°.1.2014 a fr. 12'035.- al 31.12.2014);
·
fr. 6'200.- relativi alla cessione del veicolo e all’attrezzatura
da tassista;
·
fr. 2'000.- derivanti dalla diminuzione dei debiti privati
(passati da fr. 190'150.- a fr. 188'150.-);
·
fr. 1'372.- per oneri
assicurativi;
·
fr. 2'971.- per interessi passivi;
·
fr. 4'752.- per le imposte
federali, cantonali e comunali (verificate).
L’UT ha indicato entrate
per fr. 31'953.-:
·
fr. 517.- sostanza aziendale;
·
fr. 5'683.- utile di cessione veicolo e attrezzatura da tassista;
·
fr. 1'760.- relativi all’attività quale arbitro;
·
fr. 18’993.- rendita vecchiaia;
·
fr. 5’000.- percepiti dalla ex
moglie.
3.3.2
Ora, da un controllo della
documentazione prodotta dal ricorrente in sede di ricorso emerge come non abbia
mai indicato all’autorità fiscale un conto privato __________, sul quale indica
di pagare le spese della casa di sua proprietà.
Il conto privato in
questione merita qualche approfondimento: in effetti, dallo stesso emergono 5
versamenti a contanti di un certo rilievo: il 7.4.2014 fr. 2'000.-
(verosimilmente prelevati dal Conto __________, cfr. estratto conto con prelievo
di medesimo importo lo stesso giorno), l’8.5.2014 fr. 2'000.-, il 10.6.2014 fr.
1'000.-, il 6.10.2014 fr. 2'000.-, il 7.11.2014 fr. 1'000.- (per un totale di
versamenti a contanti per fr. 8'000.-). Per il resto su questo conto vengono
addebitate le spese relative all’utilizzo della carta di credito (cfr. “Sistema
di addebitamento diretto __________”), nonché gli “addebiti ammortamento”,
“addebiti interessi”, “addebito spese” relativi all’immobile di sua proprietà a
__________. All’infuori del versamento a contanti del 7.4.2014, non si riesce a
comprendere con quali soldi il qui contribuente abbia alimentato il conto
privato __________. Ora, dal Conto __________ non emergono prelievi
associabili.
Sempre in sede ricorsuale
egli ha anche prodotto per esteso il conto Postfinance relativo al periodo 2014
dal quale emergono degli accrediti che lasciano presupporre che – quantomeno
per l’anno 2014 – il qui contribuente fosse ancora parzialmente attivo quale tassista.
In questo senso si veda:
una girata di fr. 350.- dal conto “Associazione tassametristi” di __________
con la comunicazione “Pagamento voucher dec (...)”; due girate dal conto di __________
di __________ del 12.5.2014: la prima descritta come “Fattura trasporto taxi __________
21.4.2014
__________ del 22.4.2014” per fr. 760.-, la seconda figura come
“Fattura trasporto arbitri __________ del 16.4.2014 -22.4.2014 __________ e
ritorno” per fr. 320.-. Sempre dal conto di __________ venivano accreditati il
21.5.2014
fr. 60.- a titolo di trasporto “arbitri __________” 9.5. -11.5.2014
Hotel __________”, ed ancora in data 25.11.2014 fr. 60.- per “trasporto arbitri
del __________” prestazione del 21/23.11.2014.
Vi sarebbero almeno
redditi per fr. 1'550.- legati all’attività da tassista.
Sempre dal conto
Postfinance per il 2014 si hanno versamenti a contanti per fr. 1'000.- il
5.6.2014
e fr. 1'500.- il 25.4.2014 (che il ricorrente ritiene siano stati dati
dalla ex moglie per aiuto in lavori domestici praticati alla casa di __________).
3.3.3
Riepilogando le entrate,
nella propria dichiarazione fiscale il qui contribuente avrebbe omesso di
indicare la ricezione di fr. 5'000.- per compensi legati a lavori operati su
richiesta della ex moglie, fr. 1'550.- per prestazioni da tassista, nonché fr. 6'000.-
di versamenti a contanti (la cui origine non è spiegabile) registrati sul conto
__________. Rispetto ai redditi da lui dichiarati, che va ricordato erano pari
a fr. 18'993.- legati alla pensione e fr. 1'760.- legati all’attività di
arbitro, si sarebbero dovuti aggiungere almeno altri fr. 12'550.-.
3.3.4
Ora, questa somma non si
discosta da quanto aggiunto dall’UT con decisione su reclamo: fr. 16'000.-.
L’UT, come visto ha dovuto basare la sua decisione sul calcolo delle uscite ed
entrate da cui risultava un’insufficiente disponibilità finanziaria.
Ora volendo riprendere il
calcolo delle entrate e volendo anche aggiungere fr. 6'000.- e 1'550.- (non
compresi nel calcolo dell’UT), si avrebbero entrate per fr. 39'503.- (v.
consid. 3.3.1.). Togliendo le spese per uscite rimarrebbe quindi una disponibilità
superiore al minimo vitale.
3.4
3.4.1
Ne discende che l’UT ha
sicuramente agito, nel determinare la situazione fiscale del qui ricorrente, in
maniera prudente e seguendo la coscienza professionale che s’impone in casi
simili.
Come visto, sulla base
anche della documentazione prodotta dal ricorrente in sede ricorsuale, si ha
una situazione reddittuale ben diversa da quella da lui dichiarata. In effetti,
lo stesso ha indicato di essere in pensione: tuttavia dai conti è emersa la
continuazione della sua attività da tassista.
In una simile situazione
egli avrebbe quanto meno dovuto presentare un rendiconto derivante dalle
entrate/uscite legate all’attività indipendente. In effetti, secondo gli
articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, nella versione in vigore nel periodo
fiscale litigioso, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente
e le persone giuridiche devono allegare alla dichiarazione i conti annuali
firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del periodo fiscale oppure, in
mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli
attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei
prelevamenti privati.
3.4.2
Secondo la giurisprudenza,
peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è
obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a
scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si
deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli
elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica
debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica
per motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p.
670.
consid. 3b).
Tale conclusione vale a
maggior ragione per le deduzioni. In applicazione analogica della regola
generale prevista dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è
infatti ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare
l’esistenza di elementi che fondano o aumentano il carico fiscale, mentre è a carico
del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre
il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990
B 13.1 n. 8).
3.5
Ne discende che la
decisione su reclamo dell’8.6.2016 deve essere confermata.
Gli atti vengono ritornati
all’UT per valutare, eventualmente, l’esistenza dei presupposti di una tassazione
separata ex art. 37b LT e art. 37b LIFD dell’utile derivante dalla vendita
dell’autovettura e dell’apparecchiatura da tassista.
4.
Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 400.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: