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Decisione

80.2016.197

Reddito della sostanza mobiliare: distribuzioni dissimulate di utili, proventi di società che gestiscono un postribolo, entrate non registrate, ricostruzione della DAPI

3 dicembre 2018Italiano48 min

Source ti.ch

Fatti

Dichiarazioni e

decisioni fiscali IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010

A. a. Periodo fiscale

2005

Nel 2005 RI 1 indicava nel

modulo 1 della propria dichiarazione fiscale di essere divorziato e di svolgere

la professione di “gerente”. Dagli atti risultava un certificato di salario rilasciato

dalla “__________ Con dichiarazione di tassazione del 17.7.2007 esponeva

un reddito imponibile complessivo di fr. 37'198.- ed una sostanza imponibile

complessiva di fr. 111'166.-.

Con decisione di

tassazione del 27.10.2010 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT)

accertava un reddito imponibile complessivo di fr. 130'000.- per l’IC e di fr. 138'100.-

per l’IFD ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. In particolare,

per quanto concerne la posizione “altri redditi”, la stessa veniva modificata

da fr. 24'000.- a fr. 66'250.- con la motivazione “Prestazioni valutabili in

denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità

finanziaria, così come convenuto in sede d’audizione del 15.10.2010 con il

rappresentante __________”.

b. Periodo fiscale 2007

Per il periodo 2007 il

contribuente indicava al modulo 1 di essere divorziato e di svolgere la professione

di “gerente”. Dagli atti risultavano tre certificati di salario rilasciati da __________,

__________ e da __________.

Con dichiarazione di

tassazione del 22.6.2009 egli esponeva un reddito imponibile complessivo di fr.

35'279.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-.

Con decisione di

tassazione del 10.12.2014 l’UT accertava un reddito imponibile complessivo di

fr. 527'700.- per l’IC e di fr. 535'600.- per l’IFD ed una sostanza imponibile

di fr. 0.-. In particolare l’autorità fiscale aggiungeva l’importo di fr.

58'000.- a titolo di “reddito quale amministratore di persone giuridiche”, fr.

10'000.- provenienti da attività indipendente svolta dal contribuente.

Modificava al rialzo il reddito proveniente da valore locativo/ affitti, commisurandolo

in fr. 68'600.- come anche gli “altri redditi”, quantificati in fr. 415'094.-.

La modifica dei dati era conseguente all’inchiesta fiscale aperta a carico del

contribuente da parte della Divisione affari penali e inchieste della

Confederazione (DAPI), in particolare per quanto concerneva il reddito percepito

quale amministratore di persone giuridiche, nonché per gli “altri redditi”

qualificati come prestazioni valutabili in denaro ricevute da parte di __________

e di __________.

c. Periodo fiscale 2008

Per il periodo 2008 il

contribuente indicava al modulo 1 di essere coniugato e di essere “senza

attività”. Con dichiarazione di tassazione del 2.4.2010 i coniugi RI 1

dichiaravano un reddito imponibile complessivo di fr. 67'190.- ed una sostanza

imponibile di fr. 0.-.

Con decisione di

tassazione del 10.12.2014 l’UT accertava un reddito imponibile complessivo di

fr. 605'100.- per l’IC e di fr. 615'000.- per l’IFD ed una sostanza imponibile

complessiva di fr. 0.-. In particolare ai redditi venivano aggiunti fr.

18'000.- da attività indipendente del contribuente. Il valore locativo/affitti

veniva modificato da fr. 82'000.- a fr. 177'750.- e gli altri redditi venivano

commisurati in fr. 439'395.- anziché fr. 18'000.-. Per quanto concerne gli

altri redditi, l’autorità fiscale indicava che l’aggiunta era dovuta a seguito

di prestazioni valutabili in denaro da parte delle società __________, __________

e __________.

d. Periodo fiscale 2009

Per il periodo fiscale

2009 il contribuente indicava nel modulo 1 di essere coniugato e di svolgere

un’attività dipendente. La moglie risultava, dai dati compilati, senza attività

lucrativa. Produceva un certificato di salario rilasciato dalla __________ e

uno della __________.

Con dichiarazione di

tassazione del 20.4.2011 veniva esposto un reddito imponibile complessivo di

fr. 145'446.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-.

Con decisione di

tassazione del 10.12. 2014 l’UT accertava un reddito imponibile complessivo di

fr. 684'500.- per l’IC e di fr. 696'100.- per l’IFD ed una sostanza imponibile

complessiva di fr. 0.-.

Ai dati dichiarati

venivano in particolar modo aggiunti da parte dell’autorità fiscale fr.

58'000.- quali reddito da amministratore di persone giuridiche. Il valore

locativo/affitti veniva aumentato da fr. 92'000.- a fr. 223'050.-. Venivano

inoltre aggiunti fr. 437'063.- a titolo di “altri redditi”. Le modifiche al

rialzo di alcune poste di reddito venivano motivate dall’autorità fiscale sulla

base di informazioni in loro possesso come anche, per gli altri redditi, a seguito

di prestazioni valutabili in denaro godute/ricevute da parte di __________, __________,

__________ ed anche __________.

e. Periodo fiscale 2010

Per il periodo fiscale

2010 il contribuente veniva tassato d’ufficio con decisione del 10.12.2014.

L’autorità fiscale accertava un reddito imponibile complessivo di fr. 991'700.-

ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-.

Reclami presentati

contro le decisioni fiscali IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010

B. a. Periodo fiscale

2005

Con reclamo 26.11.2010

__________, per il tramite di __________, censurava la decisione di tassazione

per quanto concerneva la modifica degli “altri redditi” conseguiti, per un

ammontare stabilito dall’autorità fiscale di fr. 66'250.-.

b. Periodi fiscali

2007, 2008, 2009 e 2010

Con unico reclamo 8.1.2015

il contribuente, patrocinato dall’avv. __________, impugnava le decisioni

relative ai periodi fiscali 2007, 2008, 2009 e 2010.

In particolare venivano

contestati i redditi aggiunti quale amministratore di persone giuridiche, come

anche le prestazioni valutabili in denaro riconducibili a __________, __________,

__________, __________, __________ e la penale percepita per il diritto di

compera relativo alla part. no. __________ RFD __________. RI 1 chiedeva

pertanto di stralciare il presunto reddito accertato e di confermare i dati

fiscali da lui dichiarati.

Per quanto concerneva il

2010, periodo fiscale per il quale i contribuenti erano stati tassati d’ufficio,

veniva inoltre inviata la dichiarazione di tassazione e chiesto che la

decisione su reclamo fosse conforme ai dati indicati.

C. Con ripetuti scritti

inviati ad __________ tramite posta A Plus del 18.3.2016 e del 5.4.2016 il

contribuente/i suoi rappresentanti venivano convocati ad un’audizione.

L’incontro tra le parti avveniva il 13.4.2016, alla presenza anche dell’avv. __________

a tutela degli interessi del contribuente. Durante la discussione le parti non

adducevano altre argomentazioni oltre a quelle già esposte in sede di reclamo e

nella procedura avviata dalla DAPI.

Decisioni su reclamo

IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010

D. a. Periodo fiscale

2005

Con decisione su reclamo

del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo accertato veniva commisurato in

fr. 450'400.- per l’IC e in fr. 458'500.- per l’IFD. In particolare, la

significativa modifica – a sfavore di quanto dichiarato dal contribuente e di

quanto stabilito nella prima decisione impugnata – degli “altri redditi”

attestati in fr. 386'647.- dall’autorità fiscale, faceva seguito ai risultati

dell’inchiesta condotta dalla DAPI e dal relativo rapporto del 1°.2.2016 -

trasmesso a __________ - dal quale emergevano gli importi ripresi a titolo di

“altri redditi” derivanti dalle distribuzioni dissimulate di utili legate a

società attive nell’ambito dei postriboli e che si sono succedute anche nella

gestione del “__________” e della “__________” a __________.

b. Periodo fiscale 2007

Con

decisione su reclamo del 27.4.2016 veniva accertato un reddito imponibile

complessivo di fr. 528'200.- per l’IC e di fr. 536'100.- per l’IFD ed una

sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. A motivazione della decisione

veniva indicato: “I ricorrenti sono stati

assunti in audizione il 13 aprile 2016 (vedi verbale), alfine di definire il reclamo

pendente. Ritenuto che i comparenti non hanno fornito ulteriori documenti o

osservazioni atte a contrastare le riprese DAPI, si procede all’evasione del

gravame come da rapporto DAPI del 1.2.2016 a pagina 17, già intimato ai

reclamanti. (...)”.

c. Periodo fiscale 2008

Con decisione su reclamo

del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo dei contribuenti veniva

stabilito in fr. 661'100.- per l’IC ed in fr. 671'000.- per l’IFD mentre che la

sostanza imponibile complessiva veniva quantificata in fr. 0.-. Anche per

questo periodo fiscale l’aggiunta dei redditi derivava dal rapporto 1°.2.2016

allestito dalla DAPI e contro il quale i contribuenti non avevano fornito prove

atte a contrastarne i contenuti.

d. Periodo fiscale 2009

Con decisione su reclamo

del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo dei contribuenti veniva

stabilito in fr. 636'200.- per l’IC ed in fr. 647'700.- per l’IFD mentre che la

sostanza imponibile complessiva veniva quantificata in fr. 0.-. Anche per

questo periodo fiscale l’aggiunta dei redditi derivava dal rapporto 1°.2.2016

allestito dalla DAPI e contro il quale i contribuenti non avevano fornito prove

atte a contrastarne i contenuti.

e. Periodo fiscale 2010

Con decisione su reclamo

del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo dei contribuenti veniva

stabilito in fr. 779’000.- per l’IC ed in fr. 793’100.- per l’IFD mentre che la

sostanza imponibile complessiva veniva quantificata in fr. 0.-. Anche per

questo periodo fiscale l’aggiunta dei redditi derivava dal rapporto 1°.2.2016

allestito dalla DAPI e contro il quale i contribuenti non avevano fornito prove

atte a contrastarne i contenuti.

Inoltre,

posto come la prima decisione di tassazione era stata allestita d’ufficio

veniva specificato:

“Per quanto attiene agli altri elementi della

tassazione ci si attiene alla documentazione prodotta con la presentazione

della dichiarazione debitamente compilata dai contribuenti, e sulla base della

documentazione fornita. Le varie posizioni non giustificate dalle relative

pezze giustificative non sono pertanto considerate ai fini del gravame in

oggetto”.

Ricorso presentato

contro le decisioni su reclamo IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009, 2010

E. Con unico ricorso

5/8.8.2016 i coniugi RI 1, per il tramite dell’avv. __________ insorgono contro

le decisioni di tassazione su reclamo IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010.

Rilevano d’acchito, in merito alla tempestività del ricorso, come, nonostante

le decisioni siano datate 27.4.2016, in realtà le medesime sarebbero state

notificate al contribuente unicamente nel mese di luglio 2016.

Per quanto attiene al

merito, i ricorrenti ritengono che l’UT non abbia minimamente vagliato le

censure da loro proposte in sede di reclamo e si sia limitato a rinviare al rapporto

DAPI del 1°.2.2016. L’aggiunta di altri redditi non sarebbe, secondo i richiedenti,

minimamente documentata e si rivelerebbe del tutto sproporzionata e fantasiosa.

I ricorrenti chiedono che l’intero incarto DAPI sia richiamato agli atti con la

possibilità di prendere ulteriormente nuovamente posizione, una volta

consultato il medesimo.

F. Con osservazioni

23.9.2016 l’UT chiede che le decisioni su reclamo siano confermate. L’autorità rileva

in particolare che la censura relativa alla violazione del diritto di essere

sentiti dei contribuenti – in relazione alla motivazione delle decisioni – è infondata.

In particolare i reclami presentati dai coniugi RI 1 sono anteriori alla

redazione del rapporto 1°.2.2016 della DAPI. In seguito a tale rapporto è stata

data la possibilità agli insorgenti di potersi esprimere in merito, in

un’apposita udienza, durante la quale gli stessi non hanno accennato a voler

completare i reclami. Inoltre, nel corso della procedura penale amministrativa

che ha coinvolto RI 1 è stata data a più riprese la possibilità di prendere

posizione e presentare mezzi di prova a sostegno della sua tesi. RI 1, dopo

aver ricevuto il rapporto DAPI del 1°.2.2016 ed aver presentato le sue

osservazioni, non ha prodotto dinanzi all’UT alcun mezzo di prova o fatto che potesse

modificare le conclusioni a cui è giunta la DAPI. Secondo l’UT il rinvio fatto

nelle decisioni al rapporto DAPI era quindi più che sufficiente per

giustificare la modifica dei redditi dichiarati.

L’UT precisa che la

definizione dei redditi del contribuente nei periodi fiscali impugnati è

conseguente all’inchiesta penale amministrativa svolta dalla DAPI nei suoi

confronti. In particolare l’inchiesta ha permesso di stabilire come __________

avesse beneficiato di distribuzioni dissimulate di utile da parte di società

che si erano succedute negli anni nella gestione di postriboli. In particolare

queste società si sono succedute nella gestione di un immobile di __________,

di proprietà di __________, nel quale per una parte (denominata “__________”)

vi erano delle camere utilizzate da prostitute per intrattenersi con i propri

clienti e per l’altra vi era il __________. Giornalmente la persona responsabile

dell’attività portava gli incassi e i giustificativi nell’ufficio di __________

e di __________, che era situato accanto a quello del fiduciario __________. __________

e __________ decidevano poi l’impiego del denaro. L’inchiesta condotta dalla

DAPI avrebbe permesso di stabilire che le società che si erano succedute nella

direzione della __________ e del __________ fossero riconducibili a __________

e a __________. Nelle osservazioni dell’autorità fiscale venivano dipoi

riassunti – sulla base della documentazione della DAPI – i redditi percepiti

dal contribuente e non dichiarati all’autorità fiscale provenienti

dall’attività legata alla conduzione dei postriboli. Venivano elencati i mezzi

di prova a sostegno dei redditi percepiti nel corso degli anni da parte di __________.

In conclusione l’UT

precisava di aver commesso un errore di calcolo per quanto attiene all’IFD

2009: la ripresa per altri redditi doveva essere quantificata in fr. 233'232.-

anziché in fr. 388'721.- in applicazione dell’art. 20 cpv. 1bis LIFD. Per l’IC

e l’IFD 2010 l’aggiunta di altri redditi doveva essere modificata da fr.

515'888.- a fr. 329'532.- in applicazione degli art. 19 cpv. 1bis LT e 20 cpv.

1bis LIFD.

G. L’8.10.2018 i

ricorrenti sono stati convocati alla Camera di diritto tributario. Il

patrocinatore di RI 1 ha riconosciuto, che l’espletamento dell’udienza aveva

sanato la violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti. L’avv. __________

ha lamentato il fatto che dopo le osservazioni delle parti al Rapporto DAPI,

l’autorità non ha più avuto fornito ragguagli in merito al progredire

dell’inchiesta. Le autorità fiscali hanno per loro parte indicato che il

Rapporto DAPI sul quale si fondano le decisioni impugnate concerne unicamente

le imposte dirette di competenza cantonale. Per quanto riguarda l’imposta

preventiva, si tratta invece di un rapporto indipendente. Per il resto le parti

si sono riconfermate nelle rispettive posizioni, in particolare richiamando gli

allegati scritti presentati alla DAPI.

Diritto

Violazione del diritto di essere sentito

1. 1.1.

I ricorrenti contestano le

decisioni dell’UT sia dal punto di vista formale, rimproverando all’autorità di

non essere entrata nel merito delle censure sollevate (limitandosi a rinviare

ai rapporti allestiti dalla DAPI), sia dal punto di vista materiale contestando

le risultanze dei rapporti della DAPI, e la conseguente imposizione di “altri

redditi”.

1.2.

Adita dal contribuente con

reclamo, l’autorità di tassazione deve prendere una decisione motivata (art.

208 cpv. 2 LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD), fondandosi sui risultati dell’inchiesta

(art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1 LIFD; v. anche Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte

Bundes-steuer, Zurigo 1995, p. 422).

Per giurisprudenza

costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua violazione

comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada vagliato

se quest’ultimo, nel merito, è corretto (DTF 119 Ia 136 consid. 2a p. 138, 118

Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi riferimenti).

L’art. 29 Cost. fed.

impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle

allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli

argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta

sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno

spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi

l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e

delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114

Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).

Per

far ciò l’autorità giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su tutti

gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione

su quelli principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito

(DTF 111 Ia 1, cons. 3a; DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid.

2a; DTF 101 Ia 3; decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981

in re St.; Imboden/ Rhinow,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer,

2ª ediz., Vol. III, Basilea 1992, p.

249).

1.3.

La motivazione

deve dunque consistere nell’esposizione della fattispecie e in una motivazione

giuridica, dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione:

solo in tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo

ricorso e l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione

stessa (Känzig/Behnisch, op. cit.,

p. 249; inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

1.4.

Nel caso di specie va

rilevato come i ricorrenti sono stati convocati dall’UT ad un’audizione, tenutasi

il 13.4.2016, ed indetta a seguito dei reclami presentati. In quella sede si

sono limitati a rinviare alle censure esposte nei reclami e quanto sollevato

nella procedura dinanzi alla DAPI.

Se è vero che la

motivazione delle decisioni consiste di per sé ad un rinvio alle risultanze dei

rapporti DAPI, nondimeno i fascicoli DAPI – portati alla conoscenza dei

ricorrenti (v. rapporti 1°.2.2016 relativi alle società e a RI 1,

rispettivamente p. 96 e p. 32), risultano completi ed esaustivi e dagli stessi

si può facilmente risalire alla metodologia utilizzata e ai risultati ottenuti,

imposti poi nelle partite fiscali degli insorgenti.

Non da ultimo, anche se si

volessero considerare non sufficientemente motivate – per il semplice rinvio ai

rapporti DAPI – il vizio andrebbe considerato sanato con le osservazioni 23/26.9.2016

dell’UT nell’ambito della procedura ricorsuale (v. analogamente sentenza CDT

inc. 80.2011.70 del 16.8.2012, consid. 2.1.).

1.5.

L’8.10.2018 si è tenuta

un’udienza presso la Camera di diritto tributario, alla quale hanno presenziato

le parti e tutte le autorità coinvolte. Durante il dibattimento il

patrocinatore dei ricorrenti ha dato atto che la violazione del loro diritto di

essere sentiti era stata sanata con la loro audizione.

Sicché la censura dei

ricorrenti in merito ad una pretesa violazione del loro diritto di essere

sentiti non può essere tutelata. Su questo punto il ricorso si rivela pertanto

infondato.

Distribuzione dissimulata di utile

Considerandi

2.

2.1.

Per tutti i periodi

fiscali impugnati, gli insorgenti contestano la ripresa di “altri redditi”

provenienti dalla distribuzione dissimulata di utile da parte delle società che

gestivano il __________ e la __________. Censurano l’esattezza dei risultati

stabiliti nell’inchiesta condotta dalla DAPI.

2.2

La DAPI è stata incaricata

di procedere ad un’inchiesta fiscale speciale sulla base dell’art. 190 LIFD, in

collaborazione con l’amministrazione cantonale delle contribuzioni, poiché vi

era il sospetto giustificato di gravi infrazioni fiscali (in particolare la sottrazione

continuata d’importanti somme d’imposta art. 175 e 176 LIFD) e i delitti

fiscali (art. 186 e 187 LIFD).

La DAPI ha effettuato

un’analisi preliminare relativa alle società che tra il 2003 e il 2012 hanno

gestito il postribolo denominato “__________” e il luogo di incontro per

clienti e prostitute “__________” a __________.

Da un primo esame è emerso

che le società che nei periodi dal 2003 al 2012 hanno gestito i summenzionati

luoghi in cui veniva esercitata la prostituzione avrebbero commesso sottrazione

consumata (art. 175 LIFD) oppure tentativo di sottrazione (art. 176 LIFD)

d’importanti somme d’imposta, contabilizzando unicamente una parte della cifra

d’affari realizzata e quindi degli utili derivanti. L’analisi preliminare

avrebbe inoltre permesso di stabilire che __________ e RI 1 nell’ambito delle

società che hanno gestito __________ e __________ avrebbero commesso anche

frode fiscale (art. 186 LIFD).

2.3

Di seguito si procederà

quindi a valutare se le riprese di “altri redditi” operate da parte dell’UT

nelle decisioni fiscali dei coniugi RI 1 siano o meno giustificate.

2.4

Gli

articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all'imposta

sull'utile delle persone giuridiche, che

1.

Costituiscono utile netto imponibile:

a.

il saldo del conto profitti e

perdite, epurato dal riporto dell'anno precedente;

b.

tutti i prelevamenti fatti prima

del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla

copertura di spese riconosciute dall'uso commerciale, in particolare:

- ...[omissis]...

- le

distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non

giustificate dall'uso commerciale.

Quanto

all'imposizione delle persone fisiche, gli articoli 19 cpv. 1 LT e 20 cpv. 1

LIFD prevedono da parte loro che

1.

Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare,

segnatamente:

c.

i dividendi, le quote di utili, le

eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro

provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni

gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).

2.5

Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione

dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro condizioni

seguenti:

1) la

società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente;

2)

tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina;

3)

tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;

4)

la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che

gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio

che concedevano

(DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116

consid. 2; 115 Ib 238).

2.6

Quali

prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni

dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a

determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina,

con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel

conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene

definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile (Gewinnvorwegnahme;

cfr. Bernardoni/Bortolotto, La fiscalità dell'azienda nel nuovo diritto federale

e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p. 432). Essa sussiste per l’appunto

quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza,

che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando

quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un

terzo (sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid.

6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 pag. 660, consid. 2.2;

sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).

2.7

2.7.1

Nelle procedure fiscali

vige il principio inquisitorio. Nell’ambito delle procedure relative alle

imposte dirette, l’autorità di tassazione deve accertare i fatti d’ufficio. Il

contribuente è tuttavia tenuto a prestare ampia collaborazione nell’accertamento

dei fatti. Deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa

e esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e 42 cpv. 1 LAID; art. 200 cpv. 1 LT). Le

autorità fiscali e giudiziarie devono sottoporre i fatti giuridicamente

rilevanti che sono stati raccolti ad un (libero) apprezzamento delle prove

(cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n.2C_605/2015 del 5.11.2015

consid. 2.3.1 e 2.3.2 con riferimenti).

Di principio, il grado di

prova richiesto è quello della prova piena, che presuppone che il tribunale non

abbia più seri dubbi circa l’esistenza dei fatti addotti oppure che gli

eventuali dubbi residui appaiano trascurabili. Il grado di verosimiglianza

richiesto è tale che non si deve più ragionevolmente contare con la possibilità

del contrario. Il grado di prova della verosimiglianza preponderante

rappresenta per contro un’attenuazione della prova e non è sufficiente per la

prova piena (sentenza n.2C_605/2015 citata, consid. 2.3.2 con riferimenti).

Se, nonostante la

collaborazione conforme ai suoi obblighi da parte del contribuente, dopo

l’apprezzamento delle prove gli elementi imponibili non possono essere

accertati e gli stessi non devono essere stabiliti per apprezzamento, trovano

applicazione anche nel diritto tributario le regole che concernono la ripartizione

oggettiva dell’onere della prova secondo l’art. 8 CC. L’autorità fiscale è

dunque tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano

l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che

concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (sentenza n.

2C_605/2015 citata, consid. 2.3.3 con riferimenti; cfr. anche Locher, Kommentar zum DBG, vol. III,

Basilea 2015, n. 27 ss. all’introduzione agli articoli 122 ss. LIFD, p. 399

ss.).

2.7.2

Nell’ambito delle

prestazioni valutabili in denaro le autorità fiscali devono apportare la prova

che la società ha fornito una prestazione e che non ha ottenuto una

controprestazione oppure una controprestazione insufficiente. Se le prove raccolte

dall’autorità fiscale forniscono indizi a sufficienza che rivelano l’esistenza

di una tale sproporzione, spetta allora al contribuente stabilire l’esattezza

delle sue affermazioni contrarie. Una volta che un fatto è dato per acquisito,

la questione dell’onere della prova non si pone più (sentenza TF 2C_333/2017

del 12.4.2018 consid. 4.1.).

Qualità di azionista di

RI 1

3.

3.1.

La DAPI è riuscita a

ricostruire quali società si sono succedute nel tempo nella gestione del Bar __________

e della __________, esercizi pubblici che sorgevano sopra il mapp. __________ e

__________ RFD __________, di proprietà di __________. Tali società sono

fallite nonostante abbiano incassato redditi elevati e conseguito utili molto

consistenti.

Nel rapporto DAPI del

1°.2.2016 viene espressamente indicato:

“La particolarità è che queste società hanno

continuato ininterrottamente la gestione di __________ e __________, senza un

solo giorno di interruzione; in altre parole malgrado vi fossero dei cambi

improvvisi di gestione, i collaboratori delle società avevano costantemente

accesso ai locali per svolgere le loro attività, in questo senso __________

faceva in modo che l’attività non venisse interrotta. In considerazione di

quanto precede occorreva modificare i contratti di lavoro, i contratti con i

fornitori, costituire le nuove società, trovare dei nuovi organi ma soprattutto

modificare i contratti di locazione dei locali e delle suppellettili. In

particolare queste due ultime modifiche erano possibili solamente con l’accordo

di __________. Ritenuto che al momento della cessazione dell’attività, __________

contattava il fiduciario __________ per comunicare il nome delle società

subentranti (302.100.021), appare evidente che l’imputato nonché proprietario

dei locali, dominasse i locatari. Vi è da credere, che in considerazione degli

utili realizzati, nessun terzo indipendente si sarebbe assunto il rischio di

annullare il contratto di locazione, rischiando appunto di vedersi interrotta

l’opportunità di generare tanti e tali utili” (Rapporto 1°.2.2016

relativo alle società, p. 81).

La DAPI, mediante la

ricostruzione in parola è anche riuscita, sulla base di indizi convergenti a

ricostruire l’azionariato delle società che gestivano il __________ e la __________:

__________

__________

La __________ ha gestito

il __________ nel periodo 1°.1.2004 – 31.1.2006 (contratto di locazione firmato

da __________ e __________, doc. DAPI ____________________). Nel rapporto DAPI

viene indicato che non appena questa società è stata costituita il controvalore

del capitale azionario è stato consegnato a RI 1 (doc. DAPI __________, __________).

Le azioni erano state inizialmente sottoscritte a titolo fiduciario da __________

(1 azione; in merito alla persona di __________ quest’ultimo ha dichiarato in

un primo verbale dell’8.3.2012 di aver funto da prestanome per parecchie

società per il tramite di __________, doc. DAPI 310.100.003), __________ (collaboratore

di __________, 1 azione) e da __________ di __________ (98 azioni, società

riconducibile ad __________) (v. doc. DAPI __________).

In merito all’azionariato

della società, la DAPI ha trovato più documenti/informazioni convergenti alla

persona di RI 1: in particolare secondo la bancadati delle società

costituite/gestite da __________ il responsabile è RI 1. Nella nota

professionale per la costituzione della società RI 1, tramite la __________

figura quale riferimento (doc. n. __________). Inoltre l’8.1.2003 RI 1 avrebbe

dato a __________ il mandato di amministrare ed acquistare la __________ (doc.

n. __________), contratto disdetto alcuni mesi più tardi (doc. n. __________, __________).

A seguito della costituzione della società i certificati azionari sono stati

consegnati a RI 1 nella sua qualità di “esclusivo azionista della società”

(doc. n. 600.500.037-041). Il controvalore del capitale azionario è stato

rimborsato a __________ e RI 1 (doc. __________). __________, durante il suo

interrogatorio ha dichiarato di aver ricevuto mandato da RI 1 e da __________

di gestire contabilmente la __________

__________

La __________ ha gestito

il __________ tra il 1°.2.2006 ed il 31.12.2007 (contratto di locazione è stato

firmato da __________ e __________, doc. DAPI ____________________). Le azioni

di questa società sono state sottoscritte – verosimilmente a titolo fiduciario

– da __________, __________ e __________ (società riconducibile a RI 1) (doc.

DAPI __________; __________). Non appena la società è stata costituita il

capitale azionario della stessa è stato quasi integralmente prelevato. Le

azioni al portatore della società non sono state ritrovate. RI 1 gestiva la

liquidità della società. Inoltre __________ ha dichiarato d’aver ricevuto

mandato di gestione da RI 1 e da __________ (doc. DAPI __________).

__________

La __________ ha gestito

il __________ dal 1°.1.2008 al 30.11.2009 (contratto di locazione è stato

firmato da __________ e __________, doc. DAPI __________). Le azioni di questa

società sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________, __________ e

da __________, società quest’ultima detenuta da RI 1 (doc. DAPI __________) Non

appena la società è stata costituita il capitale azionario della società è

stato integralmente prelevato (doc. DAPI __________). Presso l’abitazione di RI

1.

sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti 22 azioni della

società (doc. DAPI __________). Dal punto di vista amministrativo (contabile e

fiscale) __________ era gestita da __________ (__________, __________). RI 1

gestiva le liquidità della società ricevendo degli onorari quale controprestazione

(inc. DAPI __________).

__________

La società __________ ha

gestito __________ state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (doc.

DAPI __________). Non appena è stata costituita la società il capitale

azionario è stato immediatamente prelevato (doc. DAPI __________). Presso

l’abitazione di RI 1 sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti

22.

azioni della società (__________). Inoltre nell’ufficio di __________ e RI 1,

tra la documentazione di __________ sono state sequestrate due fatture emesse

nel 2011 da __________: una relativa al trapasso di personale da __________ a __________,

la seconda in relazione alla costituzione della società __________ (società che

per l’inciso ha gestito il __________ dal 1°.6.2011 al 31.12.2011).

__________

__________

La società __________ ha

gestito la __________ nel periodo 1°.4.2003 – 30.6.2006 (contratto di locazione

è stato firmato da __________ e __________, doc. DAPI __________). Le azioni

sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione), __________

(1 azione) e dalla __________ di __________ (98 azioni, società riconducibile a

__________) (doc. DAPI __________). Tra i documenti informatici sequestrati

presso __________ sono state ritrovate numerose informazioni rilevanti per la

determinazione degli azionisti della società: nel documento “società data –

base” risultano quali responsabili della società RI 1 e __________ (inc. DAPI __________).

Inoltre certificati azionari per 22'000.- facenti parte del capitale azionario

di __________ sono stati ritrovati in una cassetta di sicurezza a disposizione

di RI 1 presso Banca __________ (doc. DAPI __________). __________ ha ricevuto

mandato per effettuare i suoi servizi da __________ e da __________ (doc. DAPI __________).

__________

La società __________ ha

gestito la __________ nel periodo 1°.7.2006 – 31.10.2008 (v. contratti di

locazione sottoscritti da __________ e __________, doc. DAPI __________). Le

azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione), __________

(1 azione) e dalla __________ di __________ (98 azioni, società riconducibile a

__________). L’ordine di costituire la società è stato impartito da __________,

ossia dalla società detenuta da RI 1 (doc. DAPI __________). A seguito della

costituzione della società i fondi utilizzati per costituire la società sono

stati immediatamente prelevati (doc. DAPI __________), da __________, ossia da RI

1.

(doc. DAPI __________). Nella nota professionale per la costituzione della

società, quale riferimento figura “__________” società riconducibile a RI 1

(inc. DAPI __________, per ulteriori approfondimenti in merito si veda rapporto

1°.2.2016 DAPI relativo alle società, a pag. 22).

Il capitale azionario

della società era diviso in due pacchetti ognuno composto da 50 azioni,

detenuti da RI 1 e da __________ (doc. DAPI __________). __________ era gestita

da ____________________, società riconducibile a RI 1 (doc. DAPI __________, __________

la quale stipendiava sia __________ che __________.

__________

La società __________ ha

gestito la __________ tra il 1°.11.2008 e il 31.5.2009 (contratto di locazione

della società è stato firmato da __________ e __________, doc. DAPI __________,

__________). Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________

(1), __________ (1) e dalla __________ (98) (doc. DAPI __________).

Nell’abitazione di RI 1 sono stati ritrovati i certificati azionari

rappresentanti 22 azioni (fr. 22'000.-) della società (doc. DAPI __________). __________

era amministrata contabilmente e fiscalmente dalla __________ (società

riconducibile a RI 1, doc. DAPI __________).

__________

La società __________ ha

gestito la __________ tra il 1°.6.2009 e il 30.6.2011 (il contratto di

locazione della società è stato firmato da __________ e __________ doc. DAPI __________,

doc. DAPI __________). Le azioni sono state sotto scritte a titolo fiduciario

da __________ (inc. DAPI __________). Nell’abitazione di RI 1 sono stati ritrovati

i certificati azionari rappresentanti 22 azioni (fr. 22'000.-) della società

(inc. DAPI __________).

3.2

3.2.1

In merito all’azionariato

delle società che hanno gestito dal 2003 al 2012 __________ e __________, la

DAPI ha concluso con certezza che esso fosse composto da __________ e da RI 1

(pag. 85 Rapporto DAPI relativo alle società).

3.2.2

Più elementi menzionati

nei precedenti considerandi convergono nel ritenere __________ e RI 1 quali

azionisti delle società che si sono succedute nella gestione del __________ e

della __________.

Come visto, per quanto

attiene a RI 1, per alcune società sono stati ritrovati i certificati azionari

presso la sua abitazione, oppure la cassetta di sicurezza bancaria. In

particolare – a valere quale prova diretta - sono stati ritrovati in suo

possesso i certificati azionari di __________, __________, __________ (società

che hanno gestito la Residenza __________) e della __________ (società che ha

anche gestito il __________). Per le altre società emerge che RI 1 ha ritirato

immediatamente il capitale azionario delle stesse non appena costituite, vedi

ad esempio il caso della società __________ (v. anche ad esempio il verbale

d’interrogatorio di __________ del 14.11.2014, p. 7 doc. DAPI __________). Per

altre società emerge da documenti ritrovati in possesso di __________ –

amministratore unico di alcune delle società (v. doc. DAPI 310-100.107-140) come

responsabile delle stesse fosse RI 1 (v. doc. DAPI __________). Anche __________

ha indicato a verbale, in merito all’amministrazione contabile e fiscale delle

società __________, __________, __________, __________, __________, __________,

__________, di aver ricevuto mandato da parte di RI 1 e di RI 1 (v. doc. DAPI

302.100

).

Anche __________ – autodefinitosi

nel suo verbale di interrogatorio dell’8.3.2012 quale “specchio”, “uomo di

paglia” delle società di cui era amministratore unico e che gestivano il postribolo

– ha dichiarato come lo stesso RI 1 gli avesse chiesto di diventare ad esempio

AU di __________ (doc. DAPI 311.100.003, p. 3): “Me l’ha chiesto il signor RI

1.

Lo conoscevo. Dopo un po’ di anni che aveva aperto il locale __________ mi

ha chiesto di lavorare da lui”.

In merito al ruolo di

azionista di RI 1 e __________, si esprime anche __________ amministratore per

un periodo delle società che gestivano __________ e __________ (VI

dell’8.3.2012 doc. DAPI 315.100.000) il quale ha anche precisato che gli

incassi giornalieri venivano consegnati a RI 1 e __________.

In merito alla nomina come

AU, dichiara che a conferire questa nomina sono stati, verbalmente, __________,

RI 1 e __________ (si veda anche in merito rapporto DAPI del 1°.2.2016 relativo

alle società, pto. 3.2.11.1;doc. DAPI 315.100.002).

Con ogni evidenza,

competente per la nomina di tale organo societario secondo il CO (art. 698 cpv.

2.

cifra 2 CO) è l’assemblea generale degli azionisti.

3.2.3

Secondo la DAPI, oltre a

quanto già rilevato in precedenza, ad ulteriore conforto della tesi che

azionisti delle società che gestivano il postribolo fossero RI 1 e __________ è

il mancato rispetto del principio della libera concorrenza nei loro rapporti

con le società (cfr. rapporto DAPI del 1°.2.2016 relativo alle società, pto.

3.3.1

). Più circostanze concretizzano il mancato rispetto del principio della

libera concorrenza e suffragano una vicinanza di RI 1 e __________ alle

società: ad esempio la concessione di prestiti non restituiti (pto. 3.3.2.), il

mancato pagamento della garanzia per gli affitti anche di somme consistenti

(pti. 3.3.4, 3.3.5., 3.3.7, 3.3.8), la mancata redazione dei contratti tra __________

(società riconducibile a __________ e che dava in locazione le suppellettili

all’interno dei locali) e le società che gestivano il postribolo. Non veniva

neppure redatto un inventario della merce (pto. 3.3.16).

3.2.4

Un altro elemento

significativo che ha condotto la DAPI a ritenere RI 1 e __________ quali

azionisti delle società che hanno gestito il postribolo sui mapp. __________ e __________

RFD __________ è l’evoluzione patrimoniale di cui hanno beneficiato

quest’ultimi in quel periodo.

La DAPI ha in particolare

ritenuto che l’evoluzione del patrimonio di RI 1, effettuata basandosi sulla

sua dichiarazione fiscale evidenzia una mancanza di liquidità superiore a Fr.

1'070'000.- (doc. DAPI __________). RI 1 ha inoltre investito importi

considerevoli nelle società da lui dominate (somma stimata dalla DAPI in fr.

2'000'000.-) e negli immobili da lui detenuti (punti 3.1. e 3.4.1. – 3.4.5. del

Rapporto DAPI a lui relativo del 1°.2.2016, doc. DAPI 500.220.001-009,

500.220

-011, 410.100.465-545, 410.100.020-325, 500.200.001-015). In

particolare è emerso che RI 1 ha investito ingenti somme di denaro contante per

lavori effettuati negli immobili di sua proprietà: la DAPI ha infatti

confrontato le domande di costruzione presentate per le opere da svolgere con i

conti bancari di RI 1, giungendo alla conclusione che gli stessi sono per

l’appunto stati pagati anche in parte a contanti.

Ciò per dire che appare

più che plausibile che gli importi investiti sia nelle società a lui

riconducibili sia negli immobili di sua proprietà provenivano dai prelevamenti

anticipati di utili delle società di cui era azionista e che gestivano il

postribolo a __________.

D’altra parte i ricorrenti,

a fronte delle ricostruzioni dettagliate operate dalla DAPI, si sono limitati a

contestare genericamente i dati raccolti da parte dell’autorità inquirente,

senza fornire delle valide spiegazioni in merito alla provenienza dei fondi

utilizzati in ambito societario e nei lavori alle proprietà immobiliari (v.

anche doc. DAPI 152.100.760).

4.

4.1.

Si tratta ora di

comprendere in quale percentuale ritenere RI 1 e __________ azionisti delle

varie società succedutesi nella gestione del postribolo.

__________ ha dichiarato

che il capitale azionario delle società che gestivano il __________ e la __________

veniva suddiviso in due pacchetti di 22 e 78 azioni. Secondo le dichiarazioni

rilasciate da __________ i pacchetti azionari venivano consegnati a RI 2 e a __________

a garanzia del regolare pagamento, rispettivamente del salario di RI 1 e del

canone di locazione per __________ (doc. DAPI __________ Rapporto DAPI inerente

le società del 1°.2.2016, p. 13).

Quanto suggerito da __________

trova del resto conferma nel fatto che le perquisizioni hanno permesso di

rinvenire 22 azioni di diverse società in spazi di pertinenza di RI 1. Peraltro

quest’ultimo ha ammesso, in occasione del suo verbale d’interrogatorio

dell’8.3.2012 (doc. DAPI __________) di detenere 22 azioni di __________ e di __________.

4.2

La ripartizione delle

azioni nella percentuale del 22% e del 78% può trovare riscontro pure nelle

dichiarazioni rese a verbale da __________ (doc. __________ del 14.11.2014) che

ha consegnato agli inquirenti della DAPI certificati azionari ritrovati nella

documentazione richiesta a __________, in particolare:

“certificato azionario

per il valore di Fr. 50'000 di __________;

1.

certificato azionario

per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

1.

certificato azionario

per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

1.

certificato azionario

per il controvalore di Fr. 78'000.- __________;

1.

certificato azionario

per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

1.

certificato azionario

per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

certificato azionario

per il controvalore di Fr. 100'000.- di __________”.

4.3

Come visto vi sono più

ragioni per ritenere che la percentuale di ripartizione delle azioni delle

società che gestivano il postribolo è suddivisa nel senso indicato dalla DAPI:

ossia il 22% di pertinenza di RI 1 ed il 78% di __________.

Per le società __________,

__________ e __________ le azioni per il controvalore di fr. 22'000.- sono

state ritrovate in possesso di RI 1. I rimanenti certificati azionari di queste

società sono stati consegnati da __________ agli inquirenti DAPI dopo che sono

stati ricevuti da parte del fiduciario __________.

__________, RI 1 e __________

avevano uffici collegati tra loro, come confermato da una collaboratrice di __________

(verbale d’interrogatorio di __________ del 14.3.2013, doc. DAPI n.

320.100

, p. 4): “Avevo accesso nei loro uffici, ma comunque la

documentazione era nei nostri uffici. I loro locali venivano trattati come

spazi privati e noi non entravamo senza permesso. Di norma l’ufficio non era

chiuso a chiave”.

__________ ha confermato –

nell’ambito del suo verbale d’interrogatorio – che la ripartizione delle azioni

veniva per l’appunto eseguita con le percentuali 22% e 78%.

Lo stesso RI 1 ha

dichiarato a verbale di detenere azioni di società che gestivano il postribolo

nella percentuale sopra indicata.

Quantificazione dei

redditi percepiti dalle società che hanno gestito il __________ e la __________

nei periodi fiscali oggetto di ricorso

5.

5.1.

La DAPI ha calcolato le

distribuzioni di utile derivanti dalle società che gestivano il __________ e __________.

La DAPI ha così riassunto

i redditi non dichiarati da RI 1 (Rapporto 1°.2.2016 relativo a RI 1, pag. 17):

Bar __________

Residenza __________

Totale dei redditi

non dichiarati da RI 1

5.2

5.2.1

5.2

5.2.1

Come visto in precedenza una

società effettua una distribuzione dissimulata di utile quando questa rinuncia

ad un profitto che ha realizzato nell’ambito di una transazione commerciale con

un terzo a beneficio del suo azionista. Omettendo di contabilizzare i profitti,

la società s’impoverisce. Il tipico caso avviene quando la società trasferisce

all’azionista dei ristorni, delle commissioni, dei bonifici, oppure ancora

prestazioni assicurative che le spetterebbero (Danon,

Commentaire romand LIFD [a cura di Noël/Aubry Girardin], 2. ed., n. 226 ad art.

58.

LIFD).

L’inchiesta DAPI ha

permesso di appurare che le società che hanno gestito nei relativi periodi

fiscali __________ e __________ non hanno contabilizzato gran parte del

profitto realizzato, a vantaggio esclusivo degli azionisti RI 1 e __________.

5.2.2

Nel Rapporto DAPI del

1°.2.2016, relativo alle società, l’autorità inquirente ha spiegato le modalità

con le quali ha calcolato le distribuzioni dissimulate di utile derivanti da __________

e __________ (Rapporto DAPI pto. 3).

5.2.3

Per quanto attiene al __________

le perquisizioni effettuate dalla DAPI hanno permesso di rinvenire buona parte

degli scontrini della cassa registratrice per il periodo 2005 – 2012. Presso il

domicilio di __________, persona che ha gestito l’esercizio pubblico sino al

2008, sono state pure ritrovate delle rappresentazioni giornaliere della cifra

d’affari e dei riassunti mensili (cfr. doc. DAPI 315.100.003). La cifra

d’affari è stata ricostruita:

- per

il 2003 e due mesi [recte 3 mesi] del 2004 sulla base di un documento che

riassume la cifra d’affari mensile del __________ (doc. DAPI 800.200.000);

-

per il 2005 in parte per apprezzamento e in parte sulla base di liste

mensili allestite dal gerente del locale;

-

per il periodo 1°.1.2006 – 31.3.2007 sulla base di liste giornaliere e

mensili allestite dal gerente del locale (doc. DAPI 800.200.000 -015);

-

per il periodo 1°.1.2007 – 30.3.2007 sono stati ritrovati gli scontrini di

cassa del bar;

-

per il periodo 1°.4.2007 – febbraio 2012 sulla base degli scontrini di cassa

(doc. DAPI 800.400.001-014).

Oltre ai ricavi

provenienti dalla vendita di bevande sono stati aggiunti il prezzo pagato dai

clienti per l’entrata nel locale richiesta nei momenti di massima affluenza (v.

per esempio in questo senso dichiarazioni rese da __________, doc. DAPI

311.100.004

e da __________, doc. DAPI 312.100.004 e __________, doc. DAPI

314.100

).

La DAPI ha poi verificato

i costi sostenuti dalle società che hanno gestito negli anni il __________ (v.

Rapporto relativo alle società, pto. 3.1.2.1.) seguendo una metodologia. Ossia

in primis la ricerca dei conti annuali oppure la contabilità allestita dal contabile.

In seguito è stato verificato se i documenti giustificativi corrispondevano alla

contabilità. La DAPI ha poi modificato l’importo a favore del contribuente per

tener conto di eventuali bevande acquistate senza fattura. Le singole voci dei

vari conti economici sono state analizzate per valutare la presenza di

eventuali costi non giustificati.

Nel proprio rapporto

inerente le società la DAPI ha poi dettagliato con minuzia come sono stati

calcolati i costi sostenuti dalle società che hanno gestito il postribolo (v.

rapporto 1°.2.2016 relativo alle società da pagina 37 a pag. 52).

5.2.4

Per quanto riguarda la __________

la cifra d’affari è stata ricostruita dalla DAPI come segue:

- per

il 2003 e due mesi del 2004 vi è un documento che riassume la cifra d’affari

mensile (doc. DAPI 800.200.000);

-

per il periodo gennaio 2006 – marzo 2007 la cifra d’affari è stata

ricostruita sulla base delle liste giornaliere indicanti il numero di ospiti

per camera e i relativi ricavi sequestrate presso il gerente (doc. DAPI

800.300

-015);

- per

i periodi seguenti la cifra d’affari è stata determinata sulla base

dell’evoluzione della cifra d’affari del bar. Secondo la DAPI, la residenza __________

era spesso al completo: vi è ragione di ritenere che la cifra d’affari della

stessa si sia evoluta proporzionalmente alla cifra d’affari del __________,

ritenuto come le due attività erano complementari. Questo dato trova conferma

pure nelle dichiarazioni rese da __________ “Il bar si è evoluto di pari

passo rispetto all’evoluzione dell’affittacamere”; “Le camere erano fr.

140.

a camera x 32 camere al giorno. Ai tempi c’erano anche dei giorni con molto

meno camere, molte fluttuazioni, però si lavorava bene. Poi negli anni

successivi (2007) si è consolidato ed era spesso quasi pieno (...)” (doc.

DAPI 315.100.003, Rapporto DAPI 1°.2.2016 relativo alle società p. 45, v. in

questo senso anche le dichiarazioni rese da __________ doc. DAPI 321.100.004 e

dallo stesso RI 1, doc. DAPI 145.100.007, 301.100.008).

5.3

A fronte di tali precise ricostruzioni

RI 1 - suffragate anche dalle rispettive prove documentali, RI 1 si è limitato

a dichiarare di non avere elementi per potersi esprimere in merito (doc. DAPI

301.100

) e comunque di non aver ricevuto nulla (doc. DAPI 301.100.028).

Sia in sede di reclamo che

di ricorso i ricorrenti non spendono una parola sul perché la ricostruzione

svolta dalla DAPI dei redditi percepiti dalle società che hanno gestito __________

e __________ non sarebbero corretti. Nel ricorso 5/8.8.2016 viene indicato a

proposito (p. 2) : “I dati accertati dalla DAPI sono contestati. Sulla base

degli accertamenti infondati e privi di necessario supporto probatorio della

DAPI nei confronti dei reclamanti non è stata pronunciata alcuna decisione

definitiva. (...). È pertanto escluso che si possa stabilire imposte a carico

dei contribuenti considerando altri redditi fantasiosi e non documentati solo

sulla base di un rapporto che è comunque sempre stato contestato dagli

interessati.”

Ora i ricorrenti

dimenticano che nell’ambito delle prestazioni valutabili in denaro le autorità

fiscali devono apportare la prova che la società ha fornito una prestazione e

che non ha ottenuto una controprestazione oppure una controprestazione

insufficiente. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale forniscono indizi a

sufficienza che rivelano l’esistenza di una tale sproporzione, spetta allora al

contribuente stabilire l’esattezza delle sue affermazioni contrarie. Una volta

che un fatto è dato per acquisito, la questione dell’onere della prova non si

pone più (sentenza TF 2C_333/2017 del 12.4.2018 consid. 4.1.).

2008/2010 aggiunta dei

redditi derivanti dal mancato esercizio del diritto di compera

6.

6.1.

Per gli articoli 20 cpv. 1

lett. a LT e 21 cpv. 1 lett. a LIFD, è imponibile il reddito da sostanza

immobiliare, segnatamente i proventi dalla locazione, dall’affitto,

dall’usufrutto o da altro godimento.

Il corrispettivo che le

parti inseriscono in un patto di compera costituisce una controprestazione per

il vincolo del proprietario, che può anche protrarsi per più anni. La sorte del

corrispettivo in caso di mancato esercizio o di esercizio del diritto di

compera dipende dagli accordi contrattuali. Di principio, l’indennizzo che riceve

il proprietario nel caso di costituzione di un diritto di compera rappresenta,

quando il diritto è esercitato, un acconto del prezzo di vendita; se invece il

diritto di compera non è esercitato, l’indennizzo acquisito dal proprietario

rappresenta per quest’ultimo un reddito imponibile proveniente dalla sostanza

immobiliare o tutt’al più un indennizzo per il mancato esercizio di un diritto

nel senso degli art. 22 lett. d LT e 23 lett. d LIFD (sentenza CDT inc.

80.2014

/161 del 3.6.2015 consid. 2.2.).

6.2

6.2.1

Negli altri redditi la

DAPI e poi l’UT hanno anche inserito il provento relativo a due diritti di

compera non esercitati dalla controparte su un fondo in comproprietà tra __________

e RI 1.

In particolare __________

e RI 1 hanno stipulato dei diritti di compera per il seguente immobile in due

epoche diverse (doc. DAPI 500.101.001-016):

- il

9.12.2007

con __________ per la particella n. __________ RFD di __________ per

l’importo di fr. 140'000.-;

-

il 7.4.2009 con __________ sempre per la particella n. __________ RFD di __________

per l’importo di fr. 100'000.-.

6.2.2

Per quanto concerne il

primo diritto di compera stipulato tra __________, RI 1 e __________, agli atti

vi è un accordo (doc. DAPI 500.101.002) del 9.12.2007 a tenore del quale:

“Premesso

che __________, intende acquistare la part. no. __________ RFD __________ di

proprietà di __________ e RI 1. In attesa di sottoscrivere un diritto di

compera riguardante detto immobile, le parti stipulano quanto segue.

1.

__________ versa la somma di CHF 140'000.00 (...) quale acconto di riservazione

per l’acquisto della part. no. __________ RFD __________.

2.

l’acconto viene versato a contanti in data 9 dicembre 2007.

3.

I qui contraenti si impegnano a sottoscrivere un diritto di compera relativo al

mappale no. __________ RFD __________ entro 60 giorni dalla firma del presente

accordo. Al Signor __________ viene già sin d’ora concesso il diritto di procedere

alla costruzione del diritto di compera. Qualora ciò non avvenisse per colpa

imputabile ai Signori RI 1 e __________, l’accordo [ndr. acconto] di CHF

140'000.00 (...) dovrà essere restituito, comprensivo di interessi, al Signor __________

in __________. Nell’ipotesi in cui il diritto di compera non venisse

sottoscritto per responsabilità del Signor __________, l’acconto di CHF

140'000.00 (...), comprensivo di interessi, rimarrà di pertinenza dei Signori RI

1.

e __________ in __________”.

Con raccomandata 31.3.2009

__________ si rivolgeva all’avv. __________ comunicando la rinuncia

all’esercizio del diritto di compera sulla part. no. __________ RFD __________

ed indicando anche: “(...) l’acconto e pena convenzionale di CHF 140'000.-

resterà nelle mani dei proprietari” (doc. DAPI 500.101.003).

Con scritto 29.12.2008

l’avv. __________ si rivolgeva all’Ufficio dei registri comunicando: “(...)

con la presente vi informo che il sopra menzionato diritto di compera può

essere cancellato” (doc. DAPI 500.101.004).

6.2.3

Il 7.4.2009 l’avv. __________

rogava un altro atto notarile di costituzione di diritto di compera sempre per

il mapp. __________ __________: la controparte era __________. Al punto nro. 2

del rogito veniva indicato: “Il prezzo verrà pagato in base alle seguenti

modalità: - fr. 100'000.- (...) vengono versati seduta stante a valere quale

acconto e pena convenzionale; la firma del presente atto vale quale ricevuta

(...)”. Il diritto di compera doveva essere esercitato entro il 30 aprile

2010.

Nel caso in cui il diritto di compera fosse prorogato nell’atto veniva

espressamente indicato: “In caso di proroga del diritto di compera

l’acquirente si impegna a versare, quale acconto e pena convenzionale, un

ulteriore importo di fr. 200'000.—. (...) 4.1. Nell’ipotesi in cui il diritto

di compera non fosse esercitato entro il suddetto termine, il fondo rimarrà di

proprietà dei venditori. I venditori, in tale ipotesi, tratterranno l’importo a

titolo di pena convenzionale” (doc. DAPI 500.101.006-011).

6.3

6.3.1

Nelle osservazioni del

3.3.2016

presentate al Rapporto DAPI (doc. DAPI 456.100.033, p. 2) in merito ai

redditi derivanti dal mancato esercizio del diritto di compera viene indicato:

“I redditi da diritti di compera sono stati dichiarati e figurano sui conti

bancari, per altro oggetto di sequestro”.

La DAPI, nella risposta

14.3.2016

a tali osservazioni replicava (doc. DAPI 456.100.076): “Redditi da

diritti di compera: non corrisponde al vero che i redditi da diritti di compera

sono stati dichiarati dal suo cliente, relativamente all’immobile di __________

RI 1 si è limitato a dichiarare gli affitti”.

Nel ricorso presentato

alla CDT i ricorrenti censurano genericamente gli altri redditi” ritenendoli

non documentati, sproporzionati e fantasiosi.

6.3.2

Ora, se si prendono le

dichiarazioni fiscali relative ai periodi 2010 e 2008 si può facilmente notare

che i ricorrenti non hanno dichiarato – contrariamente a quanto pretendono –

redditi derivanti dal mancato esercizio del diritto di compera. Vista la

giurisprudenza sopra menzionata, i redditi percepiti dal mancato esercizio dei

diritti di compera vanno imposti, così come correttamente segnalato nel

rapporto DAPI e nelle decisioni impugnate.

7.

7.1.

Nelle proprie osservazioni

del 23.9.2016 l’autorità fiscale chiede di poter sanare un errore:

·

per l’IFD 2009: in applicazione dell’art. 20 cpv. 1bis LIFD, la

ripresa “per altri redditi” pari a fr. 388'721.-, trattandosi di prestazioni

valutabili in denaro provenienti da società detenute nella misura del 22%,

doveva essere calcolata in fr. 233'232.- (388'721.- x 60%);

·

per l’IFD e l’IC 2010: in applicazione dell’art. 20 cpv. 1bis

LIFD e dell’art.19 cpv. 1bis LT, la ripresa “per altri redditi” pari a fr. 515'888.-

trattandosi di prestazioni valutabili in denaro provenienti da società detenute

nella misura del 22%, doveva essere considerata in fr. 329'532.- (465’888 x 60%

+ 50'000.-).

7.2

7.2.1

Secondo gli art. 20 cpv. 1

lett. c LIFD ed art. 19 cpv. 1 lett. c LT, sono imponibili i

redditi da sostanza mobiliare, segnatamente i dividendi, le quote di utili, le

eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro

provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite,

gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).

Il

1° gennaio 2009 è entrato in vigore l’art. 20 cpv. 1bis LIFD (introdotto

dalla legge del 23 marzo 2007 sulla riforma II dell'imposizione delle imprese),

secondo cui i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come

pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in

società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione

(comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e

simili) sono imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione

rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una

società di capitali o di una società cooperativa.

Sempre

il 1° gennaio 2009 è entrata in vigore anche la seconda frase dell’art. 7 cpv.

1.

LAID, che prevede che, in caso di dividendi, quote di utili, eccedenze di

liquidazione e prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni

di qualsiasi genere, che rappresentano almeno il 10 per cento del capitale

azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa

(partecipazioni qualificate), i Cantoni possono attenuare la doppia imposizione

economica di società e titolari di quote.

Ai

Cantoni sono stati attribuiti due anni per adeguare la loro legislazione alla

norma in questione (art. 72h LAID).

Nel

Canton Ticino, solo dal 1° gennaio 2010 è in vigore l’art. 19 cpv. 1bis LT,

che, come la corrispondente disposizione della LIFD, stabilisce che i

dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le

prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a

garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione (comprese

le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e simili) sono

imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione

rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una

società di capitali o di una società cooperativa.

7.2.2

Nel caso che qui ci

concerne è corretta l’applicazione degli art. 20 cpv. 1bis LIFD e 19 cpv. 1bis

LT. Ne consegue che le riprese per altri redditi effettuate nei periodi fiscali

sopraccitati devono essere modificate così come indicato dall’UT.

8.

Per quanto concerne i

periodi fiscali 2005, 2006 e 2008 il ricorso è respinto. In relazione ai

periodi fiscali 2009 (IFD) e 2010 (IFD e IC) il ricorso è parzialmente accolto

ai sensi dei considerandi e le decisioni devono essere riformate nel senso che

la ripresa per altri redditi deve essere calcolata applicando gli art. 20 cpv.

1bis LIFD e19 cpv. 1bis LT. La tassa di giustizia e le spese sono parzialmente

poste a carico dei ricorrenti, in parte soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è:

1.1.

respinto per i periodi fiscali 2005, 2007 e 2008 sia per l’IC che

per l’IFD.

1.2.

per il periodo fiscale 2009, respinto per l’IC ed è parzialmente

accolto ai sensi dei considerandi per l’IFD: la decisione è riformata nel

senso che la ripresa per altri redditi deve essere calcolata applicando l’art.

20 cpv. 1bis LIFD.

1.3.

per il periodo fiscale 2010 è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi

sia per l’IC sia per l’IFD: la decisione è riformata nel senso che la

ripresa per altri redditi deve essere calcolata applicando gli art. 19 cpv.

1bis LT e 20 cpv. 1bis LIFD.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr.10’000.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 500.–

per un totale di fr.10’500.–

sono poste in ragione di 4/5

a carico dei ricorrenti.

3. Viene assegnato l’importo

di fr. 500.- (cinquecento) a titolo di ripetibili.

4. Contro il prese Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: