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Decisione

80.2016.211

Reddito dell’attività lucrativa indipendente: obbligo di collaborare, prostituta, valutazione del reddito in base a indicazioni fornite alla richiesta del permesso di soggiorno e ai risultati dei peri

8 giugno 2017Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1, cittadina __________

di origini __________, a beneficio di un permesso per stranieri confinanti

valevole dal 16.11.2012 al 15.11.2017 [“permesso G”], ricevuto per l’esercizio

dell’attività di prostituta, indicava, secondo i dati della “Sezione dei

permessi e dell’immigrazione – Ufficio stranieri”, di aver preso in locazione

una camera in via __________ a __________ dal 16.11.2012. Nel “formulario individuale

di domanda per frontaliere – G”, la contribuente precisava che la richiesta

veniva effettuata per svolgere l’attività a tempo pieno come indipendente e

prevedeva un’entrata mensile di fr. 3'000.-.

B. Con dichiarazione

valevole per l’IC/IFD 2015 la contribuente dichiarava un reddito di complessivi

fr. 5'000.-.

C. Con decisione di

tassazione del 26.5.2016, il reddito imponibile per l’IC e l’IFD 2015 veniva

stabilito in fr. 10'200.- e quello determinante per l’aliquota in fr. 22'200.-.

A motivazione del calcolo dell’imponibile veniva indicato:

“Aliquote maggiorate, tenuto conto degli elementi

imponibili fuori Cantone (imposta cantonale), fuori dalla Svizzera (imposta

federale) o assoggettati alla fonte (imposta cantonale e imposta federale):

elementi che possono essere stati rettificati o valutati secondo dati accertati

o presunti”.

D. Il 14/15.6.2016, RI 1,

per il tramite di __________ [suo rappresentante], presentava reclamo contro la

decisione di tassazione IC/IFD 2015: in particolare veniva contestata

l’aggiunta di altri redditi per l’attività svolta in Svizzera, precisando di

recarsi raramente in Ticino e di non percepire redditi in __________.

E. Con scritto

21.6.2016, l’UT convocava RI 1 per un’audizione, fissata per il 6.7.2016. In

particolare veniva richiesto all’insorgente di voler produrre, in occasione

dell’incontro con l’autorità fiscale:

“(...) fotocopia della dichiarazione d’imposta per

l’anno 2015 presentata all’autorità fiscale estera; fotocopia della tassazione

per l’anno 2015 notificatavi dall’autorità fiscale estera, comprova del

reddito, o del consumo di sostanza, o dell’aumento di debiti, o di ogni altra

fonte, che vi ha permesso di far fronte alle necessità dell’esistenza nell’anno

2015, ciò in considerazione dell’insufficiente liquidità emersa dai dati presentati”.

F. Il 6.7.2016 si teneva

l’udienza tra il rappresentante della reclamante e i funzionari del fisco. In particolare

veniva precisato che RI 1 era coniugata con __________, residente in __________

e che era quest’ultimo a provvedere al suo sostentamento. A dimostrazione di

tale assunto veniva presentata un’autocertificazione di __________ nella quale

questi dichiarava di provvedere al mantenimento dei “(...) familiari

indicati nel quadro familiari (...)” [ndr. il quadro familiari non veniva per

contro allegato] e che gli stessi [i familiari] non avrebbero percepito,

per il 2015, un reddito superiore a € 2'840.51. Veniva inoltre presentata la

dichiarazione semplificata dei contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale

(Modello __________) – annerita sui dati dei contribuenti [indicazioni personali

e redditi], e la tessera sanitaria __________ dell’insorgente.

G. Il 20.7.2016, l’UT

emetteva la propria decisione su reclamo, riconfermandosi nel calcolo degli

elementi imponibili, con la seguente motivazione:

“Le informazioni fornite dalla contribuente al momento della richiesta

del permesso, dell’allestimento della dichiarazione d’imposta e dell’audizione

su reclamo contro la decisione di tassazione, sono risultate contraddittorie e

insufficienti a determinare sia il reale stato civile della contribuente (i

dati presentati non sono ritenuti attendibili), sia il reddito in Svizzera e

all’estero. In sede di reclamo si decide di confermare lo stato civile

risultante dal permesso di soggiorno e parimenti confermare i redditi esposti

in prima istanza, di conseguenza il reclamo viene respinto”.

H. Con ricorso

23/24.8.2016 la ricorrente, per il tramite del suo rappresentante, presenta

ricorso contro la decisione su reclamo. Evidenzia come già per il periodo fiscale

2014 avesse accettato una decisione di tassazione sebbene non corrispondesse

alla sua reale capacità contributiva, per “(...)

evitare discussioni e malintesi (...)”. Nel gravame l’insorgente

contesta la conclusione dell’UT laddove non ha ritenuto probante la

documentazione attestante la sua situazione economica, e meglio

l’autocertificazione del marito dalla quale emerge come RI 1 sia a suo carico,

non percependo redditi.

I. Con osservazioni al

gravame 31.8/1.9.2016, l’UT ha fatto presente che la ricorrente è a beneficio

di un permesso “G” a partire dal 16.11.2012 e nella richiesta di tale documento

ha indicato di prevedere un reddito mensile di fr. 3'000.-. Nello stesso documento

indicava anche di essere nubile. In relazione al periodo fiscale 2015 RI 1

dichiarava complessivi fr. 5'000.- di reddito. L’UT specificava che dopo

accertamento stabiliva di tassare in “modo particolarmente favorevole” la contribuente,

imponendola per fr. 10'200.- di reddito in Svizzera e fr. 12'000.- in __________

con l’aliquota per persone sole. Secondo l’UT la documentazione presentata in

sede d’audizione non è comprovante: non è stata fornita la decisione di

tassazione __________ relativa a __________, neppure quella riguardante la

contribuente, né è stato allegato un atto ufficiale di matrimonio. Non sarebbero

stati forniti giustificativi e spiegazioni relativi al mantenimento né dei coniugi,

né dell’insorgente. Neppure è stata presentata comprova della cifra d’affari o

del periodo effettivo di lavoro in Svizzera. Per tali ragioni, l’UT aveva

stabilito di emanare la decisione su reclamo, basandosi sull’unico elemento

ufficiale disponibile. L’UT postula una reformatio in pejus della

decisione, confermando il reddito aziendale in fr. 22'200.-, ma ripartendolo in

fr. 18'792.- in Svizzera e in fr. 3'408.- in __________. L’UT propone anche di

aggiungere redditi esteri e sostanza estera del marito.

Diritto

1. 1.1.

Secondo l’art. 204 cpv. 2

LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID,

l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una

valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa

i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il

motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e

indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per

cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità

dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato

provare che la stessa è manifestamente inesatta (sentenza TF 2C_419/2010 del

13.10.2010, consid. 2.1.).

1.2.

Giurisprudenza e dottrina

tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo

laddove il contribuen-te, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi

procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua

situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004

del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura

di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª ediz. Basilea

2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/

Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2009, 2ª ediz., n. 26 ad

art. 130 LIFD, p. 1123).

L’autorità fiscale deve

agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo co-scienza professionale,

conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere

tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di

evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente

deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più

vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

1.3.

Nella fattispecie, come

visto, l’UT si è discostato dalla dichia-razione presentata dalla ricorrente,

ed ha rivalutato il suo reddito, ritenendo un importo maggiore a quello

dichiarato.

Pur ritenendo che la

dichiarazione presentata dalla contribuente non fosse corretta, l’autorità ha

rinunciato ad una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto

dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte

del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3

LIFD).

Con decisione del 20.7.2016

ha infatti notificato alla ricorrente

una tassazione ordinaria, con la

conseguenza che l’obbligo di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di

ricostruire la verità materiale, non è mai venuto meno. Come ha stabilito la

giurisprudenza del Tribunale federale, la rinuncia alla tassazione d’ufficio

non impedisce tuttavia all’autorità di tassazione di determinare gli elementi

imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative all’onere

della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n.2A.561/2005

consid. 3).

Considerandi

2.

2.1.

Sono imponibili tutti i

proventi dall’esercizio di un’impresa, commerciale, industriale, artigianale,

agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra attività

lucrativa indipendente (art. 18 cpv. 1 LIFD; art. 17 cpv. 1 LT). L’art. 58 LIFD

(v. art. 67 LT) si applica per analogia ai contribuenti che tengono una contabilità

in buona e debita forma (art. 18 cpv. 3 LIFD; art. 17 cpv. 3 LT).

2.2

Secondo gli articoli 125

cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività

lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla

dichiarazione i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del

periodo fiscale oppure, in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale,

le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche

degli apporti e dei prelevamenti privati.

L’obbligo di allegare le

“distinte” vale per i contribuenti che non tengono una contabilità commerciale,

non essendovi tenuti. Non autorizza cioè i contribuenti che, pur essendovi

obbligati, non tengono una contabilità o che rifiutano di produrla, ad

adempiere i loro obblighi procedurali allegando alla loro dichiarazione le distinte

(Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a

cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco

2000, vol. I/2b, n. 28 ad art. 125 LIFD, pp. 259-260).

Se tali principi non sono

rispettati ed il conto economico non corrisponde all’utile reale, il risultato

deve essere corretto sia a favore sia a sfavore del contribuente (sentenza TF

2C_618/2015 del 29.2.2016 consid. 4.1).

2.3

L’art. 125 cpv. 2 LIFD non

precisa ciò che bisogna intendere per distinte degli attivi e dei passivi,

delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati.

Le esigenze a cui devono

rispondere queste distinte, dipendono dal caso di specie, in particolare dal

tipo di attività e dall’ampiezza di quest’ultima. In ogni caso, essi devono

essere allestiti in maniera tale da far risultare in modo completo ed affidabile

il reddito e la sostanza legati all’attività lucrativa indipendente e poter

essere controllati in condizioni ragionevoli da parte delle autorità fiscali.

Ad ogni modo non spetta alle autorità fiscali ristabilire la contabilità manchevole

allestita dal contribuente (sentenza TF 2C_618/2015 del 29.2.2016 consid. 4.1.;

sentenza TF 2C_549/2012 del 16.5.2013, consid. 3.1.; RDAF 2007 II 252 consid.

4.

).

Secondo il principio di

cui all’art. 8 CC, applicabile anche in ambito fiscale, spetta a colui che vuol

far valere l’esistenza di un fatto proprio ad estinguere oppure a diminuire il

proprio debito fiscale l’onere di apportarne la prova e sopportare le conseguenze

dell’insuccesso di quest’ultima (sentenza TF 2C_549/2012 del 16.5.2013, consid.

3.

; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa p. 266; RDAF 2009 II p. 560; sentenza TF

2C_199/2009 consid. 3.1).

3.

3.1.

Nel caso che qui ci

occupa, la ricorrente, che per il periodo fiscale 2015 ha esercitato

un’attività indipendente, si è limitata a compilare la dichiarazione d’imposta,

indicando un reddito di complessivi fr. 5'000.-. Così facendo la stessa è

venuta meno ai propri obblighi procedurali: ha infatti omesso di allegare alla

dichiarazione le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite,

come anche degli apporti e dei prelevamenti privati, come esatto dall’art. 125

cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT.

Con decisione 26.5.2016,

il reddito imponibile della contribuente è stato quantificato dall’UT in fr.

10'200.- (determinante per l’aliquota in fr. 22'200.-), sulla base di elementi

noti all’autorità fiscali e forniti dalla ricorrente.

3.2

A seguito del reclamo

interposto contro tale decisione, l’UT ha convocato la ricorrente ad

un’udienza, invitandola a produrre tutta una serie di documenti atti a provare

la sua situazione economica durante il periodo fiscale 2015 ed in particolare:

“(...) fotocopia della dichiarazione d’imposta per

l’anno 2015 presentata all’autorità fiscale estera; fotocopia della tassazione

per l’anno 2015 notificatavi dall’autorità fiscale estera, comprova del

reddito, o del consumo di sostanza, o dell’aumento di dei debiti, o di ogni

altra fonte, che vi ha permesso di far fronte alle necessità dell’esistenza

nell’anno 2015, ciò in considerazione dell’insufficiente liquidità emersa dai

dati presentati”.

3.3

All’udienza è intervenuto

il rappresentante della contribuente: in occasione della stessa ha prodotto

un’autocertificazione rilasciata dal Comune di __________ (IT) in relazione

alla situazione famigliare di __________ ed un modello di dichiarazione semplificata.

Ora, come ben rilevato dall’UT, tali documenti non provano alcunché:

nell’autocertificazione, i cui dati sono in parte anneriti [sicché non si

possono considerare completi ed utilizzabili], non vengono indicati i nominativi

dei famigliari ai quali __________ provvederebbe. In merito a quest’ultimo non

si hanno neppure informazioni circa la sua situazione reddituale per il 2015 e

quella di RI 1. Agli atti non vi è inoltre alcun documento che attesti il

vincolo matrimoniale o un obbligo di mantenimento.

L’UT ha quindi giustamente

accertato gli imponibili senza tener conto di questa documentazione e basandosi

sugli unici atti disponibili, ossia quelli relativi alla richiesta per ottenere

il permesso “G” e quelli dei precedenti periodi fiscali.

3.4

Ora l’UT ha quantificato

prudenzialmente i redditi globali derivanti dall’attività svolta dalla

contribuente in fr. 22'200.- (reddito imponibile in Svizzera pari a fr.

10'200.- e reddito determinante per l’aliquota fr. 22'200.-).

Se è vero che nella

richiesta per l’ottenimento del permesso di soggiorno “G” la ricorrente aveva

indicato di prevedere dall’esercizio della sua attività un guadagno mensile di

fr. 3'000.-, nondimeno bisogna prendere in considerazione che nel periodo

fiscale precedente, il 2014, agli atti vi è uno scritto dal seguente tenore:

“Gentili signori, come costatato e dopo la discussione

del 22 aprile 2015, con il vostro signor __________, e considerato che svolgo

saltuariamente l’attività in Svizzera confermo con la dichiarazione d’imposta

del 2014, il reddito di fr. 10'200.- e fr. 12'000.- per l’aliquota”.

Quest’impostazione era già

stata data nel contesto del periodo fiscale 2013 su indicazione espressa della

contribuente (v. scritto 1/3.12.2014 inc. IC/IFD 2013). In occasione di

un’audizione svoltasi dinanzi all’UT in presenza della contribuente e del suo

rappresentante era stato verbalizzato quanto segue:

“Dopo discussione e considerato che la contribuente

svolge solo parzialmente l’attività lucrativa in Svizzera e per il restante

periodo fa rientro al proprio paese d’origine a __________ il reddito aziendale

viene calcolato in fr. 10'200.- in più viene aggiunto fr. 12'000.- per

l’aliquota”.

3.5

Orbene è evidente che l’UT

in mancanza di una qualsiasi documentazione atta a comprovare la consistenza dei

redditi percepiti dalla contribuente, in Svizzera ed all’estero, si sia dovuta

basare sulle informazioni ed atti in suo possesso.

L’autorità fiscale ha

quindi ripreso i dati delle precedenti dichiarazioni, seguendo anche le

indicazioni fornite dalla contribuente stessa. Si può quindi affermare che

abbia agito “pflichtgemäss” nel valutare gli elementi imponibili, anche

tenuto conto della tabella per il calcolo del minimo d’esistenza secondo l’art.

93.

LEF (cfr. http://www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desistenza/,

sito consultato il 24.5.2017).

Per sua parte, RI 1 non ha

prodotto alcuna documentazione a comprova della sua situazione finanziaria.

Anche per quanto riguarda

gli elementi imponibili esteri non è dato sapere quali redditi percepisca in __________,

motivo per cui l’UT ha ripreso i dati indicati dalla contribuente per i periodi

fiscali precedenti.

Ricordato come nella

procedura fiscale l’onere della prova sia ripartito nel senso che l’autorità

fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere

fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che

estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II

257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

Secondo la giurisprudenza,

peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli

elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica

debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica

per motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p.

670.

consid. 3b).

3.6

Nelle proprie osservazioni

al gravame, l’UT postula addirittura una reformatio in pejus della

decisione su reclamo, facendo leva sulla documentazione prodotta da parte

dell’insorgente. Ora, come ricordato, gli atti presentati in sede di udienza

non sono stati ritenuti comprovanti: di conseguenza neppure possono essere utilizzati

per peggiorare la situazione fiscale della ricorrente.

4.

Il ricorso è

respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico della ricorrente,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 400.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 50.–

per un totale di fr. 450.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: