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Decisione

80.2016.220

Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, presupposti, incapacità lucrativa, figlio ultratrentenne iscritto a università telematica, attività lucrativa conciliabile con gli studi

22 dicembre 2016Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 è coniugato con RI

2, entrambi pensionati. Con loro vive il figlio __________, nato il __________.

L’altra figlia, __________, nata il __________, è coniugata dal __________ e si

è trasferita a __________, dove vive con il marito. Nella dichiarazione fiscale

2014, i contribuenti fra le deduzioni hanno fatto in particolar modo valere

quelle per figli a carico per complessivi fr. 22'200.– e per figlio agli studi

di fr. 6'500.–.

B. Notificando loro la

tassazione IC/IF 2014, con decisione del 23 marzo 2016, l’RS 1 ha riconosciuto

le seguenti deduzioni sociali:

·

a livello cantonale, nulla per “deduzione per ogni figlio a carico”

(Deduzione non concessa; figli maggiorenni che

studiano e hanno superato il 28esimo anno di età) e nulla per “deduzione

per figli agli studi” (Deduzione non ammessa

difettando i requisiti di legge);

·

a livello federale, l’importo di fr. 6'500.– a titolo di

“deduzione per ogni figlio a carico” (Deduzione

considerata in base alla situazione al 31 dicembre 2014).

C. I contribuenti hanno

impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 4 aprile 2016, postulando

l’ammissione in deduzione limitatamente al figlio __________ (__________) dell’importo

di fr. 15'000.– “quale persona bisognosa a carico” [ammontare suddiviso in fr.

9'600.– per vitto, alloggio, vestiario e “paghetta mensile”, fr. 5'200.– per la

retta universitaria del 2014, fr. 1'500.– per spese inerenti agli studi

(materiale scolastico, pernottamenti e trasferte) e fr. 1'000.– per l’AVS e

Cassa malati]. Hanno dapprima sostenuto che __________ non percepirebbe alcun

reddito e non avrebbe alcuna sostanza, adducendo parimenti che “finché non avrà

finito gli studi e trovato un lavoro adeguato alle sue capacità, dobbiamo e

dovremo provvedere per il suo mantenimento al 100%”. Hanno poi rilevato che

egli è nato in __________, luogo in cui aveva vissuto in stato di abbandono,

era denutrito e anche molto malato, fino a quando è stato da loro adottato

all’età di tre anni. Questi fattori avrebbero influito sul suo sviluppo e sulla

sua crescita. Ciò spiegherebbe il “suo ritardo negli studi”.

D. L’RS 1 ha respinto il

reclamo, con decisione del 29 giugno 2016, con la seguente motivazione, sia per

l’IC, sia per l’IFD:

Reclamo

evaso come ai considerandi:

È

deducibile una persona bisognosa a carico, secondo gli art. 34 cpv. 1 lett. b

LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD, un importo documentato e compreso tra un minmo di

Fr. 5'700.– (minimo sotto il quale non vi è diritto a deduzione) e un massimo di

Fr. 11'100, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente

incapace di esercitare un(‘) attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente

provvede. Visto quanto sopraesposto e dopo attento esame delle motivazioni

indicate dai contribuenti e della documentazione inviata viene confermata la

decisione di prima istanza in quanto non vengono soddisfatti i requisiti

necessari per la concessione di persona bisognosa a carico.

E. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 chiedono nuovamente

la concessione per il figlio __________ della deduzione dell’ammontare di fr.

15'000.–. Affermano che egli sarebbe impegnato negli studi al 100% e dunque non

potrebbe esercitare alcuna attività lucrativa, beneficiare dell’assistenza

oppure della disoccupazione. Ribadiscono che __________ non avrebbe né reddito

né sostanza e che loro provvedono integralmente al suo sostentamento. A loro

dire, la postulata deduzione dovrebbe quindi essere riconosciuta.

F. Nelle proprie

osservazioni dell’8 settembre 2016, l’RS 1 conferma il contenuto della

decisione impugnata. Evidenzia anzitutto che “__________è nato in data __________,

al 31 dicembre 2014 aveva quindi 31 anni, al livello IC la deduzione per figli

agli studi e figli a carico non può quindi essere più concessa, per quanto

riguarda l’IFD la deduzione è stata correttamente considerata”. Ritiene inoltre

che __________ non possa neppure essere considerato quale persona bisognosa a

carico, poiché nonostante sia “studente al 100%”, sarebbe comunque in grado di

esercitare un’attività lucrativa.

Diritto

1. 1.1.

Per l’art. 34 cpv. 1 lett.

a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui

sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è

limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35

cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213

cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte

Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).

Per

l’imposta cantonale, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al

31 dicembre del periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e

quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento

il contribuente provvede.

La LIFD invece

non prevede un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo

277 capoverso 2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da

loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento

del figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale

conclusione di una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione

federale delle contribuzioni n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei

coniugi e della famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale

la deduzione non può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla

fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età

(p. es. Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 39 ad art. 213

LIFD, p. 1644 s.).

1.2.

Per quanto

attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli

art. 34 cpv. 3 LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono

stabilite “secondo la situazione alla fine del periodo fiscale o

dell’assoggettamento”.

Con il

principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una

schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto

(Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge

und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea

2001, n. 69 ad art. 35 LIFD, p. 885).

1.3.

__________,

nato il __________, alla fine del periodo fiscale litigioso, aveva 31 anni. Il

medesimo, al momento determinante del 31 dicembre 2014, era uno studente

universitario, non esercitava alcuna attività lavorativa e non percepiva alcun

reddito. Nei confronti degli insorgenti era da considerare come un figlio maggiorenne

agli studi. Poiché l’obbligo di mantenimento dei genitori si estende,

come visto, fino alla normale conclusione di una formazione appropriata, si

deve ritenere tuttavia che i ricorrenti non avessero più diritto alla deduzione

per figli a carico né per l’IFD né per l’IC. In mancanza di un’espressa

indicazione del limite di età per ammettere la deduzione ai fini del calcolo

dell’IFD, l’RS 1 ha tuttavia ammesso per l’IFD la “deduzione per figli agli

studi” di fr. 6'500.–. Proprio alla luce della diversa formulazione delle disposizioni

del diritto cantonale e federale, si rinuncia a modificare la decisione

impugnata a svantaggio degli insorgenti.

Si tratta ora di

verificare se i contribuenti abbiano eventualmente diritto alla deduzione per

persona bisognosa a carico.

Considerandi

2.

2.1.

Per l’imposta cantonale,

l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di

un importo da 5'700.− a 11'100.− franchi al massimo (per il periodo

fiscale 2014), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente

o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento

il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.−

franchi. Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b

LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.−

franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre

che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione. Questa deduzione non è

però ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la

deduzione giusta l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD.

2.2

Secondo la lettera sia

della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude

alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle

assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.

Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve

essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità

congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale,

di impedimenti di ordine fisico o psichico.

La dottrina e la

giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità

di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente

fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera

età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op.

cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una

persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di

lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve

essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per

altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del

20.

febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

2.3

È controverso se il fatto

che una persona non sia in grado di conseguire un reddito dell’attività

lucrativa, perché è in formazione, ne limiti la capacità lucrativa (lo esclude

categoricamente: Bericht der Expertenkommission zur Überprüfung des schweizerischen

Systems der Familienbesteuerung, Berna 1998, p. 47; più possibilisti: Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.

191; Locher,

op. cit., n. 56 ad art. 35 LIFD, p. 882; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

op. cit., n. 71 ad art. 213 LIFD, p. 71). Anche volendo ammettere che

uno studente maggiorenne possa considerarsi bisognoso, deve trattarsi in ogni

caso di una vera e propria formazione a tempo pieno che si protrae fino alla

fine degli studi, e non per esempio di un corso di perfezionamento a tempo

parziale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op.

cit., p. 191).

2.4

Oltre al requisito della

parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge

subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione

all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e

di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che

abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione

(Agner/Jung/Steinmann, op. cit.,

p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT

I-1996 n. 11t).

Per stabilire se una

persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi,

occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del

minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale

d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.

11t; inoltre RF 1983 p. 491).

In altre parole, la

quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un

punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se

all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede

calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici,

come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile

al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone

questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr. 50'000.– di sostanza

netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di reddito netto e a fr.

46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.– di reddito

netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le persone coniugate (Locher, op. cit., p. 883).

2.5

Venendo al caso in esame,

i ricorrenti sostengono che “essendo impegnato al 100% agli studi, __________

non aveva alcuna possibilità di esercitare una attività lucrativa nonché la

possibilità di chiedere un aiuto tramite l’assistenza o la disoccupazione”.

In primo luogo, per l’IFD,

essendo già stata riconosciuta agli insorgenti la deduzione per figli agli

studi di fr. 6'500.– ex art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD, non può

essere loro accordata anche la deduzione per persona bisognosa a carico, e ciò

in base all’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD.

In secondo luogo, dagli

atti non risulta, e del resto i ricorrenti nemmeno lo sostengono,

che __________ sia stato limitato nelle sue capacità di guadagno a seguito

d’infermità congenita, malattia o infortunio, o in maniera più in generale

d’impedimenti di ordine fisico o psichico. Ciò dimostra che è una persona

capace di esercitare un’attività lucrativa.

Anche

volendo ammettere che, a determinate condizioni, uno studente possa difettare

di capacità lucrativa, si deve infine escludere che il corso di laurea, cui era

iscritto il figlio dei ricorrenti nel periodo fiscale in discussione, fosse

tale da adempiere i requisiti legali. __________, nel periodo fiscale

litigioso, era iscritto alla facoltà di economia (3° anno fuori corso) presso

l’Università Telematica e-Campus. Si tratta di un ateneo che, come suggerisce

il suo stesso nome e come risulta dalle informazioni reperibili, permette di

conciliare lo studio online con i propri impegni professionali e personali,

in cui si possono in particolar modo seguire le lezioni online, dove e quando

si vuole, e ci si deve spostare solamente per gli esami e la tesi (cfr., nel dettaglio,

il relativo sito internet). In queste circostanze, anche se si volesse

riconoscere che la frequenza di un corso di laurea da parte di un

ultratrentenne possa determinarne l’incapacità lucrativa o limitarne la

capacità lucrativa, un’attività lucrativa da parte di __________ era indubbiamente

conciliabile con i suoi studi universitari.

Alla luce di quanto sopra

esposto, il figlio dei contribuenti non può essere considerato bisognoso nel

senso dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT.

3.

Il ricorso è

conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico

dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 500.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 580.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-

-

-

-

-

Copia per conoscenza:

-

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: