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Decisione

80.2016.241

Deduzioni: spese di malattia e infortunio, aiuti alla riproduzione, solo la donna che si sottopone ai trattamenti, non il convivente che ha partecipato alla spesa

4 dicembre 2017Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 abita con la

convivente, __________, e con il figlio comune __________ (nato nel 2013) ad __________

(Comune di __________). Il ricorrente e __________, non essendo coniugati,

presentavano due dichiarazioni fiscali separate per il periodo 2014.

Il contribuente, nella

propria dichiarazione fiscale faceva valere, fra le deduzioni, l’importo di fr.

11'338.- a titolo di “spese malattia e infortunio”.

B. Con decisione

16.3.2016 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) non riconosceva

le deduzioni relative a spese di malattia e infortunio fatte valere da RI 1. Per

l’IC il reddito imponibile veniva stabilito in fr. 43'200.- (determinante per

l’aliquota anche in fr. 43'200.-) e la sostanza commisurata in fr. 0.-. Per quanto

riguarda l’IFD il reddito imponibile veniva accertato in fr. 48'700.- (medesimo

importo determinante per l’aliquota).

C. Con reclamo 14.4.2016

RI 1 insorgeva contro la decisione di tassazione IC/IFD 2014, censurando

l’adeguamento delle spese di gestione degli immobili, e postulando anche il

riconoscimento in deduzione delle spese da lui sostenute, per fr. 11'338.-,

relative alle cure d’infertilità alle quali si era sottoposta la compagna __________.

A motivazione della deduzione, il contribuente indicava che nel 2014 viveva già

da 7 anni in concubinato con la compagna, con la quale aveva un figlio in

comune ed una casa in comproprietà. A livello fiscale indicava che tutte le

spese della vita quotidiana (deduzione per figlio a carico, spese di manutenzione

della casa, ...) venivano divise a metà nelle due partite fiscali. Riteneva

pertanto corretto che anche le spese legate “alla ricerca del secondogenito”

fossero suddivise per metà, tenuto conto di come anche egli avesse partecipato

alle stesse, non coperte dalla cassa malati.

D. Con decisione su

reclamo del 31.8.2016 l’UT accoglieva parzialmente il gravame presentato da RI

1 limitatamente alle spese di manutenzione dell’immobile. Per il resto,

l’autorità fiscale riconfermava la precedente decisione, non riconoscendo le

spese per malattia ed infortunio chieste in deduzione dall’insorgente:

“(...) Secondo l’art. 32 cpv.

1 let. i LT, rispettivamente art. 33 cpv. 1 let. h LIFD sono dedotte dai

proventi le spese per malattia e infortunio del contribuente o delle persone al

cui sostentamento egli provvede, quando le medesime sono sopportate dallo

stesso, e se superano il 5% dei proventi imponibili dopo le deduzioni di cui

agli art. da 25 a 32 LT (risp. da 26 a 33 per la LIFD). Poiché nel caso in esame

la partner del contribuente non è persona a carico dello stesso, ovvero il

contribuente non provvede al sostentamento della partner, non è ammessa la

deduzione per le spese richieste”.

E. Con ricorso

30.9./3.10.2016 RI 1 impugna la decisione su reclamo. L’insorgente censura la

decisione con cui non sono state riconosciute – a titolo di deduzione – le

spese sostenute anche da lui nel tentativo di concepimento del secondogenito.

Il contribuente non condivide la motivazione dell’UT laddove indica che egli

non provvedeva al mantenimento di __________: egli ritiene che determinante –

per la concessione della postulata deduzione – sia la sua posizione di attuale

padre e futuro padre che aiuta e contribuisce, come già nel primo caso, al concepimento

di un figlio, del quale si assumerebbe l’autorità parentale congiunta.

Diritto

1. 1.1.

In virtù dell’art. 9 cpv.

Considerandi

2.

lett. h LAID, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2005, dai proventi

imponibili sono dedotte le spese per malattia e infortunio del contribuente o delle

persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate

dal contribuente medesimo e superano una franchigia determinata dal diritto

cantonale.

L’art. 33 cpv. 1 lett. h

LIFD, per l’imposta federale diretta, affermato lo stesso principio, stabilisce la franchigia nel 5 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli articoli 26–33.

La stessa disciplina è

prevista, per l’imposta cantonale ticinese, dall’art. 32 cpv. 1 lett. i

LT (ancora in vigore nel periodo fiscale in disamina, ora art. 32b LT), secondo

cui sono deducibili le spese per malattia e infortunio del contribuente o delle

persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate

dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento dei proventi imponibili, dopo

le deduzioni di cui agli art. da 25 a 32 (ora 32b).

1.2

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, di principio, con la nozione di spese

per malattia si intendono i costi delle misure per il mantenimento ed il ripristino

della salute propriamente dette, in particolare per i trattamenti medici, i soggiorni

in ospedale, i medicinali, le vaccinazioni e le apparecchiature mediche, gli

occhiali, le terapie o le misure di disintossicazione (cfr. sentenza del 3

novembre 2005, in RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.2.2).

D’altra parte, nella sistematica della legge,

le spese per malattia rientrano nelle deduzioni generali, dette anche

anorganiche o economico-sociali, le quali comprendono spese che in sé consistono

nell’utilizzazione del reddito e che come tali non sarebbero deducibili (cfr.

art. 34 LIFD e 33 LT); tuttavia, la loro deduzione è stata ammessa dal

legislatore per motivi di politica fiscale, cioè per perseguire obiettivi extra

fiscali (Oberson, Droit fiscal

suisse, 2a ediz., Basilea 2002, p. 130/131 e riferimenti; Locher, Kommentar zum DBG, vol. I,

Therwil/Basilea 2001, n. 32/33 ad art. 25, p. 638). Per questa ragione, devono

essere interpretate in modo restrittivo. Del resto, la deduzione delle spese

per malattia è stata introdotta dal legislatore nell’intento di venire incontro

a quei contribuenti per i quali le spese mediche, che eccedono l’ammontare

rimborsato dall’assicurazione contro le malattie, rappresentano un onere

difficile da sopportare (cfr. la sentenza del Tribunale federale del 28

novembre 2006, in RDAF 2006 II p. 409,

consid. 5.1, con riferimento a: Messaggio

del Consiglio federale del 25 maggio 1983 a sostegno delle leggi federali sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni e sull’imposta

federale diretta, in FF 1983 III p. 110; inoltre DTF 128 II 66 consid. 4c).

1.3

Sempre secondo il Tribunale federale, il

requisito secondo cui le spese chieste in deduzione siano state prescritte da

un medico è un criterio semplice da applicare e coerente, che consente di distinguere

in modo oggettivo i trattamenti destinati a mantenere lo stato di salute, le

cui spese sono deducibili, dalle misure preventive generali o finalizzate al

miglioramento del benessere, le cui spese non sono deducibili. In effetti,

perché le spese sostenute per mantenere o ripristinare la salute siano

considerate “spese provocate dalla malattia”, deve esservi un nesso causale

diretto tra il trattamento intrapreso e il mantenimento dello stato di salute.

La giurisprudenza ha anche sottolineato che,

in generale, si può ritenere che i trattamenti che non sono rimborsati

dall’assicurazione contro le malattie non sono necessari dal punto di vista

medico (cfr. RDAF 2006 II p. 409, consid.

6.

, con riferimento a : Agner/Jung/Steinmann, Commentaire de la

loi sur l'impôt fédéral direct, Zurigo 2001, n. 23 ad art. 33, p. 140).

1.4

La

giurisprudenza del Tribunale federale precisa ancora che spetta al contribuente

l’onere di provare le spese di malattia, infortunio o invalidità, in virtù del

consolidato principio secondo cui è compito del contribuente dimostrare i fatti

che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l'erario (cfr. sentenze n.2C.722/2007 del 14 aprile 2008, consid. 3.2; n.2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, consid. 4;

n.2A.272/2006 del 19 maggio 2006, consid. 2.1; n.2A.209/2005 del

3.

novembre 2005, consid. 4.1, in: RtiD I-2006 n. 11t.; n.2A.84/2005

del 24 febbraio 2005 consid. 4; inoltre Locher,

op. cit., n. 82 ad art. 33 LIFD).

1.5

Sia l’AFC sia la Divisione

delle contribuzioni hanno emanato delle specifiche Circolari in quest’ambito.

1.5.1

Per quanto riguarda l’IC, la

Circolare n. 9/2005 (“Deduzione delle spese di malattia, infortunio e per

disabilità”) del gennaio 2006, applicabile anche nel periodo fiscale in

questione, specifica come le spese che generalmente entrano in considerazione

ai fini di questa deduzione siano “quelle di tipo medico, farmaceutico e

ospedaliero riferite a malattia o infortunio secondo le disposizioni della

relativa legislazione federale, per la parte assunta direttamente dal

contribuente per sé stesso o per le persone al cui sostentamento egli provvede”

(Circolare n. 9/2005, p. 4).

Nella Circolare si fa

anche riferimento alle “persone interessate alla deduzione”. Secondo la

Circolare, legittimato alla deduzione è il contribuente per le spese di

malattia e infortunio che lo concernono personalmente e per quelle che riguardano

le persone al cui sostentamento egli provvede. Per contribuente si intendono le

persone sole e, nel caso di coniugi (non separati legalmente o di fatto), il

marito e la moglie. Rientrano invece nella categoria delle persone a carico le

cui spese di malattia e/o infortunio sono dedotte nella partita fiscale del

contribuente i figli minorenni, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di

età, al cui sostentamento il contribuente provvede (art. 34 cpv. 1 lett. a

LT), come anche le persone residenti in Svizzera, totalmente o parzialmente

incapaci di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il

contribuente provvede (art. 34 cpv. 1 lett. b LT). Fanno parte di

quest’ultima categoria unicamente le persone in riferimento alle quali è data

la deduzione per persone bisognose a carico dell’art. 34 cpv. 1 lett. b

LT.

A pagina 12 della

circolare viene indicato che le spese per aiuti alla riproduzione sono

deducibili. Sono considerate tali le spese sostenute per trattamenti ormonali,

d’inseminazione artificiale e di fecondazione in vitro. La deduzione è ammessa

anche quando è il coniuge “sano” a sottoporsi all’intervento. Come giustificativo

va allegata la prescrizione medica, la fattura ed il conteggio della cassa malati.

1.5.2

Per quanto concerne l’IFD,

l’AFC ha emanato la Circolare n. 11 inerente la “Deduzione delle spese di

malattia e infortunio nonché delle spese per disabilità” del 31 agosto 2005. La

Circolare indica – analogamente a quella ticinese – la possibilità di dedurre

le spese dei trattamenti ormonali, sia quelle dovute a inseminazioni

artificiali o a fecondazioni in vitro. La deducibilità è ammessa anche quando è

il coniuge “sano” a sottoporsi all’intervento (Circolare, pag. 5, punto 3.2.8).

Anche nella Circolare dell’AFC viene ribadito il concetto secondo cui possono essere

dedotte le spese del contribuente oppure delle persone alle quali il contribuente

provvede.

1.5.3

Se le Circolari

considerano deducibili a titolo di spese di malattia sia le spese dei

trattamenti ormonali sia quelle dovute a inseminazioni artificiali o a

fecondazioni in vitro, la dottrina sembrerebbe mettere delle condizioni più

restrittive: ha per esempio indicato che sono deducibili i costi per trattamenti

ormonali come pure per l’inseminazione omologa [ossia con il seme del

partner; che si contrappone all’eterologa, ossia con il seme di un

donatore] oppure alla fecondazione in vitro (Hunziker/Mayer-Knobel,

in: Zweifel /Beusch [a cura di], Kommentar zum DGB, 3a ed., Basilea

2017, n. 32h ad art. 33 LIFD). Anche la giurisprudenza delle autorità

giudiziarie cantonali – tuttavia in ambito di fecondazione in vitro –, citata

ad esempio in Hunziker/Mayer-Knobel,

loc. cit., non risulta concorde nel dedurre le spese del trattamento di fecondazione

in vitro e di trasferimento d’embrione (si vedano in particolare una sentenza

del Tribunale amministrativo del Canton Zurigo, in cui i costi delle cure sono

stati ammessi in deduzione [StE 2003 B 27.5 n. 5], e una del Tribunale

cantonale del Canton Giura, nella quali i costi legati alla FIV non sono stati

riconosciuti in deduzione [StE 2006 B 27.5 n. 10]).

1.5.4

Ora, nel caso che qui ci

occupa, non merita di essere approfondita ulteriormente la questione della tipologia

di trattamento (FIV, inseminazione eterologa/omologa) cui si è sottoposta la

compagna del ricorrente, poiché i costi per i trattamenti subiti da __________,

non possono comunque essere dedotti da parte del convivente, qui ricorrente,

per i motivi che qui di seguito verranno esplicitati.

A questo proposito si

rileva comunque che tutti i costi per le cure prestate a __________ sono stati

riconosciuti e dedotti nella decisione fiscale riguardante quest’ultima.

2.

2.1.

Il testo di legge (sia quello

della LT, sia quello della LIFD) prevede espressamente che dai proventi

imponibili sono dedotte le spese per malattia e infortunio del contribuente o

delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate

dal contribuente medesimo e superano una franchigia determinata dal diritto

cantonale.

Come visto, __________ non

è persona bisognosa ai sensi degli art. 34 cpv. 1 lit. b LT e 35 cpv. 1

lit. b LIFD e non può essere ritenuta persona al cui sostentamento il

contribuente provvede. Del resto neppure il ricorrente sostiene questa tesi, né

ha postulato una deduzione su simili presupposti.

Vi è quindi da chiedersi se

le spese mediche legate all’inseminazione intrauterina subite dalla convivente

del ricorrente, possano essere considerate “spese per malattia del contribuente”,

ovvero spese di malattia dello stesso RI 1.

2.2

Ora dall’analisi della

documentazione medica prodotta da parte del ricorrente – e meglio i

giustificativi di rimborso per la cassa malati – si constata che tutti i trattamenti

medici hanno interessato la convivente __________.

La stessa ha poi trasmesso

i giustificativi di rimborso alla propria cassa malati, la __________, la quale

ritornava le fatture trasmesse indicando come, di norma, la stimolazione

follicolare con gonadotropine, come pure un certo numero di inseminazioni

omologhe costituissero di per sé una prestazione obbligatoria a carico degli

assicuratori contro la malattia. Tuttavia, per donne con un’età superiore ai 40

anni, tali prestazioni non erano più a carico dell’assicuratore, dato che i

criteri dell’adeguatezza e dell’economicità non sono più adempiuti. Motivo per

cui la cassa malati rifiutava l’assunzione di qualsiasi costo per trattamenti

inerenti o in concomitanza con l’infertilità.

2.3

Pur potendo comprendere le

argomentazioni del ricorrente, secondo cui parte di queste spese sono state da

lui assunte in vista della nascita di un secondogenito, tuttavia bisogna strettamente

attenersi al testo di legge ed alla documentazione prodotta agli atti.

Le spese mediche litigiose

sono tutte relative a __________ e non possono quindi essere considerate spese

di malattia del qui ricorrente. Del resto, nessun trattamento lo ha riguardato

personalmente ed egli non si è rivolto alla propria cassa malati per chiedere un’assunzione,

neppure parziale, delle spese.

Ad ogni modo, anche la

Circolare cantonale sulla Deduzione delle spese di malattia, infortunio e per

disabilità (9/2005), in merito alle persone legittimate a richiedere la

deduzione prevede espressamente: “Legittimato alla deduzione è il contribuente

per le spese di malattia e infortunio che lo concernono personalmente”

(in merito si veda anche la dottrina, che sottolinea come la deduzione

presupponga che il contribuente sia “selbst krank”: Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 154 ad art. 33

LIFD).

Va inoltre ricordato che,

affinché le spese sostenute per mantenere o ripristinare la

salute siano considerate “spese provocate dalla malattia”, deve esservi un

nesso causale diretto tra il trattamento intrapreso e il mantenimento dello

stato di salute. Va da sé che la gravidanza, allo stato attuale della medicina,

interessi la donna.

2.4

La deduzione

per spese di malattia è inoltre una deduzione generale e pertanto il suo campo

di applicazione deve essere definito ricorrendo ad una interpretazione

restrittiva. In altre parole il testo di legge è chiaro: possono unicamente

essere dedotte le spese di malattia che riguardano il contribuente oppure una

persona al quale sostentamento egli provvede.

Del resto, questa

situazione non è paragonabile a quella prevista espressamente dalla legge per le

deduzioni sociali, all’art. 34 cpv. 1 lit. a LT, secondo cui sono

dedotti dal reddito netto per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi

fino al 28esimo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede,

11'100.- franchi; se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà

all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l’articolo

32.

capoverso 1 lettera c, anche la deduzione per figli è ripartita per metà. A

livello federale, l’art. 35 cpv. 1 lit. a LIFD prevede a sua volta la

suddivisione a metà della deduzione per i genitori tassati separatamente.

Nel campo di applicazione

di queste disposizioni rientra anche il caso di genitori concubini che hanno

entrambi l’autorità parentale (se non vengono versati alimenti): in tal caso la

deduzione deve essere ripartita per metà.

Nell’ambito della

deduzione per spese di malattia, il legislatore non ha previsto alcuna

possibilità di una suddivisione. Non potendo questa Camera interpretare in

maniera diversa il testo di legge, ne discende che la deduzione delle spese di

malattia (legate alla procreazione medicalmente assistita) non può essere dedotta

nella partita fiscale del qui contribuente, ma unicamente in quella della convivente,

come ha fatto l’autorità fiscale.

2.5

A titolo meramente

abbondanziale (non muterebbe comunque il giudizio) si deve inoltre ricordare che

spetta al contribuente l’onere di provare le spese di malattia, infortunio o invalidità, in virtù del consolidato principio secondo cui è compito del contribuente

dimostrare i fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso

l'erario. Oltre ad aver presentato i giustificativi di rimborso relativi a __________,

il ricorrente non ha mostrato alcun estratto bancario o bonifico di versamento

a comprova dell’assunzione dei costi medici in parola.

3.

Il ricorso è

respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di giustizia

di fr. 400.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 500.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-;

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: