Lexipedia

Decisione

80.2016.264

Imposta preventiva: rimborso, presupposti, aggiunta del dividendo dalla dichiarazione da parte dell’Ufficio di tassazione, perenzione

23 ottobre 2017Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. In data 1° giugno

2016 l’RS 1 ha intimato ai coniugi RI 1 e RI 2, domiciliati __________, le decisioni

di tassazione IC/IFD 2014. Con le stesse l’Autorità fiscale ha accertato

redditi da sostanza divergenti da quanto dichiarato dai contribuenti. In

particolare è stato aggiunto ai redditi da sostanza mobiliare il dividendo

lordo di CHF 25'000.–, ripreso al 60%, per l’importo di CHF 15’000.–,

riconosciuto ai contribuenti dalla società __________ Sagl, __________, di cui

dispongono della totalità delle azioni, e scaduto il 12 agosto 2014.

B. I

contribuenti hanno interposto reclamo contro le decisioni di tassazione IC/IFD

2014 in data 22 giugno 2016, contestando fra l’altro l’aumento del valore del

reddito di titoli e capitali, rispetto alla dichiarazione presentata.

Con scritto del 27 luglio

2016, l’Ufficio di tassazione si è rivolto ai reclamanti, spiegando loro che la

differenza rispetto alla dichiarazione presentata era riconducibile

all’aggiunta del dividendo di fr. 25'000.– delle quote di ________e chiedeva

loro di produrre copia del verbale di delibera del dividendo di fr. 25'000.–

scaduto il 12.08.2014 e copia del modulo 110 inviato all’Amministrazione federale

delle contribuzioni.

L’Ufficio di tassazione,

con successiva decisione 28 settembre 2016, ha respinto il reclamo in relazione

all’imposizione del reddito della sostanza mobiliare, precisando che non era

ammesso il rimborso dell’imposta preventiva 2014 trattenuta sul dividendo della

________ “siccome non sono adempiuti i presupposti della dichiarazione corretta

ai sensi dell’art. 23 LIP”.

C. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 e RI 2 si aggravano ora contro

la predetta decisione. I ricorrenti non contestano di avere omesso nella

dichiarazione d’imposta 2014 il dividendo in scadenza il 12 agosto 2014, riconosciuto

loro da __________ Sagl, ma negano qualsiasi intenzionalità al riguardo. A

mente dei ricorrenti si è trattato di una “semplice dimenticanza”, l’intenzione

di esporlo nella dichiarazione d’imposta risulterebbe tuttavia dalla

presentazione da parte della società del modulo 103 e dal pagamento in favore

dell’AFC dell’importo di fr. 8’750.–, corrispondente al 35% del dividendo

lordo. La decisione impugnata andrebbe quindi in sostanza riformata, con conseguente

concessione del diritto al rimborso dell’imposta preventiva.

D. L’RS 1 con osservazioni

28 ottobre 2016 ribadisce la correttezza del proprio operato, e conferma la

perdita del diritto al rimborso del dividendo accordato da __________ Sagl

stante la sua mancata esposizione nella dichiarazione dei redditi 2014.

Diritto

1.Nel loro

ricorso, i contribuenti dichiarano di impugnare la decisione su reclamo per

l’imposta cantonale 2014 e per l’imposta federale diretta 2014. Tuttavia, la

sola contestazione si riferisce al mancato rimborso dell’imposta preventiva,

che non ha peraltro alcun riflesso sul calcolo dell’imposta sul reddito.

Ne consegue che il

ricorso si rivela privo d’oggetto, nella misura in cui concerne la tassazione

IC e IFD 2014.

Sarà pertanto esaminata

unicamente la questione del diritto al rimborso dell’imposta preventiva.

Considerandi

2.

2.1.

I ricorrenti chiedono la

riforma della decisione impugnata che nega loro la restituzione dell’imposta

preventiva, per l’importo di fr. 8'750.– in quanto perenta per mancata

dichiarazione spontanea ex art. 23 LIP.

Nella

fattispecie occorre quindi determinare se si giustifica la perdita del diritto

al rimborso ex art. 23 LIP.

2.2

Secondo l’art. 23 LIP,

chiunque, contrariamente alle prescrizioni di legge, non dichiara alle Autorità

fiscali competenti un reddito colpito dall’imposta preventiva, o la sostanza da

cui esso proviene, perde il diritto al rimborso dell'imposta preventiva dedotta

da tale reddito.

Secondo il Tribunale

federale le prescrizioni legali di cui l’art. 23 LIP sanziona la violazione

sono, in particolare, gli articoli 124 cpv. 2 e 125 cpv. 1 LIFD, norme che

impongono al contribuente di dichiarare egli stesso i suoi elementi imponibili

(“Pflicht zur Selbstdeklaration”; cfr. Zweifel,

in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht,

vol. I/2b, 2a ediz., Basilea 2008, n. 18 ad art. 124 LIFD), coerentemente con

la procedura di tassazione mista applicabile in materia di imposta sul

reddito e sulla sostanza (cfr. Zwahlen,

in: Zweifel/Beusch/Bauer-Balmelli [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen

Steuerrecht, vol. II/2, 2a ediz., Basilea 2012, n. 3 ad art. 23 LIP,

secondo cui l’art. 23 LIP si fonda sul principio dell’autodichiarazione [“Grundsatz

der Selbstdeklaration”] proprio del sistema delle imposte dirette).

Ne consegue che il

contribuente che voglia salvaguardare il diritto al rimborso dell’imposta

preventiva, deve dichiarare egli stesso gli elementi di reddito e di sostanza

(cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale 2C_538/2016 dell’8 dicembre

2016.

consid. 4.3.3). In generale, quest’obbligo è adempiuto menzionando gli

elementi in questione nell’elenco dei titoli allegato alla dichiarazione

d’imposta (sentenza 2C_1083/2014 del 20 novembre 2015 consid. 2.2.1; sentenza

2C_949/2014 del 24 aprile 2015 consid. 5 e 7.3; sentenza dell’11 ottobre 2011

n.2C_95/2011, in ASA 81 p. 71 = RF 66/2011 p. 963 = RDAF 2012 II p. 72,

consid. 3; cfr. decisione CDT dell’ 8 settembre 2014, consid. 2.2, inc.

80.2014

; decisione CDT del 29 dicembre 2015, consid. 2.2, inc.

80.2014

/77).

2.3

Il contribuente deve

inoltre dichiarare spontaneamente i redditi sottoposti all'imposta

preventiva.

Come già ricordato in

precedenti decisioni della Camera, poco importa – ad esempio - che le Autorità

fiscali possano rendersi conto del carattere incompleto della dichiarazione e

avere accesso alle informazioni mancanti, domandandole o effettuando un

paragone con incarti fiscali di terzi. Di principio, il fisco deve in effetti

poter presupporre che il contribuente abbia compilato la sua dichiarazione in

maniera esatta e completa, in conformità agli obblighi che gli incombono, segnatamente

giusta l'art. 124 cpv. 2 LIFD e l’art. 42 cpv. 1 della Legge federale del 14

dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni

(LAID; RS 642.14). Un dovere di indagine ulteriore da parte del fisco è dato di

regola solo se la dichiarazione fiscale contiene degli errori evidenti

(sentenza 2C_1083/2014 del 20 novembre 2015 consid. 2.2.1; sentenza 2C_949/2014

del 24 aprile 2015 consid. 3.2, con riferimento alla sentenza 2C_95/2011

dell'11 ottobre 2011 consid. 2.1 e ulteriori rinvii).

2.4

In seguito all’evoluzione

della giurisprudenza del Tribunale federale, ed in particolar modo a due

sentenze (2C_95/2011 dell’11 ottobre 2011 e 2C_80/2012 del 16 gennaio 2013),

che avevano negato la conformità di due circolari dell’ AFC con l’art. 23 LIP,

l’AFC ha adottato la nuova Circolare n. 40 dell’11 marzo 2014 (“Perdita del

diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo

l’art. 23 LIP”). La stessa non ha forza di legge e non vincola né i contribuenti

né i Tribunali, ma nella misura in cui riflette il testo reale del testo di

legge e ne propone un’interpretazione corretta ed adeguata al caso di specie, anche

le istanze di ricorso ne possono tenere conto. L’Alta Corte ha peraltro già

ritenuto conforme ad una corretta interpretazione dell’art. 23 LIP la circolare

in parola (sentenza 2C_949/2014 del 24 aprile 2015 consid. 4.2 ed ulteriori

riferimenti; decisione CDT del 29 dicembre 2015, consid. 2.3, inc.

80.2015

/77).

Al paragrafo 3.1, la

Circolare n. 40 dell’AFC considera dichiarata correttamente, ex art. 23

LIP, l’esposizione, nella prima dichiarazione d’imposta, dei redditi

colpiti dall’imposta preventiva o la sostanza da cui essi provengono. Inoltre,

i redditi dichiarati successivamente dal contribuente, ma prima

della crescita in giudicato della decisione di tassazione ordinaria, possono

essere ancora considerati dichiarati spontaneamente ai sensi della predetta

norma, a condizione che il contribuente non abbia omesso l’esposizione dei

redditi o della sostanza intenzionalmente o con l’intento di commettere una

sottrazione d’imposta, e questo comportamento è stato scoperto dalle Autorità fiscali.

Al fine di evitare la

perenzione del diritto al rimborso, ex art. 23 LIP, non è comunque

sufficiente la sola dichiarazione della sostanza da cui il reddito proviene

(cfr. Fischer/Ramp, Kreisschreiben

40.

der ESTV – Verwirkung der Verrechnungssteuer-Rückerstattung – Trend zu

Formalisierung und zur Bürokratisierung?, in ST 2014 p. 503 ss., in particolare

510-511).

2.5

Nella fattispecie, è

pacifico che la dichiarazione d’imposta 2014 presentata dai contribuenti il 31 dicembre

2015.

non espone il dividendo erogato da __________ Sagl e scaduto il 12 agosto

2014.

Pure risulta pacifico che

l’aggiunta ai redditi dei contribuenti del predetto dividendo è stata operata,

in sede di tassazione, non a seguito di indicazioni dei contribuenti successive

alla presentazione della propria dichiarazione dei redditi, ma autonomamente

dall’Ufficio circondariale di tassazione di Bellinzona, con decisione 1° giugno

2016.

Su tale aspetto i

ricorrenti contestano semmai di avere voluto evitare la tassazione del

dividendo, sostenendo che la mancata esposizione dei dividendi sarebbe stata una

“semplice dimenticanza”, tanto che il dividendo sarebbe stato dichiarato nel

modulo 103 indirizzato dalla società all’Amministrazione Federale delle

Contribuzioni.

2.6

Alla luce di quanto

precede, richiamata la prassi e la giurisprudenza esposte ai consid. 2.1, 2.2 e

2.3

che precedono in merito all’applicazione dell’art. 23 LIP, si ritengono

integrate le condizioni per ammettere la perenzione del diritto al rimborso,

con conseguente conferma della decisione impugnata.

A tale riguardo, poco importa che i

contribuenti non abbiano avuto l’intenzione di commettere una sottrazione

d’imposta.

Benché non si sia fino ad

ora espresso in maniera definitiva sulla questione se la perdita del diritto al

rimborso presupponga una colpa, il Tribunale federale ha già più volte rilevato

che, in caso di risposta affermativa a questa domanda, una negligenza sarebbe

sufficiente (sentenze 2C_538/2016 dell’8 dicembre 2016 consid. 4.3.3;

2C_896/2015 del 10 novembre 2016 consid. 2.1;2C_85/2015 del 16 settembre 2015

consid. 2.5;2C_172/2015 del 27 agosto 2015 consid. 4.2;2C_95/2011 dell'11

ottobre 2011 consid. 2.1).

La “semplice dimenticanza”,

che secondo i ricorrenti sarebbe alla base della mancata dichiarazione del

reddito, è dunque certamente atta a fondare la decisione dell’Ufficio di

tassazione oggetto del presente gravame.

Lascia in ogni caso

perplessi la tesi della “dimenticanza”, se si tiene conto del fatto che,

all’assemblea del 30 maggio 2014, nella quale i soci della __________ Sagl

hanno deliberato il versamento del dividendo litigioso, hanno preso parte RI 1

in qualità di presidente e RI 2 in qualità di segretaria, i quali tuttavia non

hanno neppure indicato la relativa partecipazione nell’elenco titolo allegato

alla dichiarazione d’imposta 2014.

2.7

Anche la presentazione del

modulo 103 da parte della società non è di supporto ai ricorrenti. Il Tribunale

federale ha già avuto modo di stabilire che la mancata dichiarazione spontanea

del dividendo, nella dichiarazione d’imposta personale dell’azionista, non può

essere sanata nemmeno attraverso la trasmissione da parte della società del

modulo 103 indirizzato all’Amministrazione federale delle contribuzioni

(sentenza 2C_949/2014 del 24 aprile 2015 consid. 7.1). L’Alta Corte ha in

particolare ricordato che la richiesta di restituzione dell’IP va rivolta alle

Autorità fiscali cantonali e non all’Amministrazione Federale delle

Contribuzioni (art. 30 cpv. 1 LIP; art. 4 cpv. 1 Regolamento cantonale di

applicazione concernente la Legge federale sull’imposta preventiva, il computo

globale d’imposta e la trattenuta supplementare USA del 18 ottobre 1994). Verso

le Autorità fiscali cantonali inoltre vige in sede di istanza di rimborso

l’obbligo del contribuente di compilare una dichiarazione esatta e completa,

rispettivamente di notificare i redditi sottoposti all’imposta preventiva. In

caso contrario il diritto è perento. A tale riguardo, la trasmissione del

modulo 103 non è atta ad ovviare ad una mancanza del contribuente in sede di

dichiarazione d’imposta od istanza di rimborso dell’imposta preventiva (sentenza

2C_949/2014 del 24 aprile 2015 consid. 7.2 e 7.3).

2.8

In considerazione della

giurisprudenza del Tribunale federale ricordata, la mancata indicazione del

reddito in sede di dichiarazione d’imposta 2014 antecedente alla decisione di

tassazione 1° giugno 2016 comporta la perdita, ex art. 23 LIP, del

diritto al rimborso dell’imposta preventiva. Ne consegue che la decisione

dell’Ufficio di tassazione, che nega il rimborso per intervenuta perenzione, è

ineccepibile.

3.

Per

quanto precede si deve concludere che il ricorso è respinto.

Tassa di giustizia e spese sono a carico dei ricorrenti,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti

per le spese l’art. 1 del Regolamento cantonale di applicazione concernente la

Legge federale sull’imposta preventiva, il computo globale d’imposta e la

trattenuta supplementare USA (del 18 ottobre 1994), nonché l’art. 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Nella misura in cui è

ricevibile, il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 400.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 480.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 56 LIP; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-;

-.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: