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Decisione

80.2016.267

Procedura: tassazione d’ufficio, ripresa vantaggi economici provenienti da una SA, motivazione carente, annullamento della decisione e rinvio degli atti all’Ufficio di tassazione

1 ottobre 2018Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

A. a. Periodo fiscale

2013

Per il periodo fiscale

2013, RI 1 dichiarava redditi da attività dipendente per fr. 29'295.–, da

titoli e capitali fr. 2.–, da valore locativo fr. 4'183.–. Per quanto

concerne la sostanza, il contribuente dichiarava titoli e capitali per fr. 150.–,

sostanza immobiliare per fr. 74'222.– e faceva inoltre valere debiti

privati per fr. 414'500.–.

b. Periodo fiscale 2014

Per il periodo fiscale

2014, il contribuente dichiarava i seguenti redditi: fr. 15'071.– da

rendite AVS/AI, fr. 2.– da titoli e capitali, fr. 4'183.– di valore

locativo. Per quanto concerne la sostanza, RI 1 dichiarava fr. 2'028.–

quali titoli e capitali e fr. 74'222.– come sostanza immobiliare. Faceva

inoltre valere fr. 432'500.– come debiti privati.

B. a. Periodo fiscale

2013

Con decisione 31 dicembre 2015,

l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) accertava per l’IC un

reddito imponibile di fr. 60'800.– (di importo uguale il reddito

determinante per l’aliquo­ta), ed in fr. 121'000.– la sostanza imponibile

(di importo uguale la sostanza determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito

imponibile veniva stabilito un reddito di fr. 65'000.–.

Ai dati dichiarati da

parte del contribuente venivano aggiunti: fr. 2'478.– quali “interessi

Credito verso __________ di 2478.– (debito presso __________ – 100% di quest’ultima)”.

Veniva inoltre rettificato il valore locativo in fr. 5'000.– in ragione

del valore dell’immobile e dei canoni locatizi della zona. Venivano poi

aggiunti fr. 40'000.– a titolo di altri redditi ritenendo l’esistenza di

“prestazioni valutabili in denaro, mancanza di disponibilità e altri redditi

derivanti da partecipazioni in società”.

Non veniva riconosciuta la

deduzione richiesta, pari a fr. 700.– legata alle spese per “bicicletta,

ciclomotore, motoleggera” in difetto dei requisiti di legge.

Per quanto concerne la

sostanza venivano aggiunti fr. 243'000.– nei titoli, quali “credito verso __________

di 243'000.–”. Venivano inoltre aggiunti ulteriori fr. 200'000.– in

ragione del valore delle azioni della __________ (100%), __________ (50%

fallimento 2014) e __________ (50% fallimento 2014), per un complessivo di

valore nominale di fr. 200'000.–. Il valore della sostanza immobiliare

veniva inoltre rettificato in fr. 92'869.–.

b. Periodo fiscale 2014

Con decisione 31 dicembre 2015

l’UT commisurava, per l’IC il reddito imponibile in fr. 49'500.– (medesimo

valore determinante per l’aliquota) e la sostanza imponibile in fr. 25'000.–

(medesimo importo determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito imponibile

veniva calcolato in fr. 52'700.– (egual importo determinante per l’aliquota).

Ai redditi dichiarati da RI

1 venivano aggiunti fr. 2'370.– nei titoli e capitali (interessi derivanti

da un credito verso __________), veniva inoltre rettificato il valore locativo

in fr. 5'000.– ed aggiunti fr. 40'000.– come “altri redditi” con la

motivazione: “Aggiunta prestazioni valutabili in denaro, mancanza di

disponibilità e altri redditi derivanti da partecipazioni in società”. A

livello di deduzioni non veniva concessa la quota esente per beneficiari AVS/AI

poiché, secondo l’UT, il reddito netto era superiore al massimo di legge.

Per quanto concerne la

sostanza veniva aggiunto l’importo di fr. 263'000.– quale credito verso __________

(“debito su RFD __________ proprietaria di quest’ultima”).

Veniva inoltre modificato

il valore di stima della sostanza immobiliare.

C. Con unico reclamo 23/24

febbraio 2017 RI 1, per il tramite del suo patrocinatore avv. RA 1, avversava

le decisioni di tassazione IC/IFD 2013 – 2014. In particolare indicava di

essere venuto a conoscenza delle decisioni ad inizio del mese di febbraio 2016,

dopo che gli erano pervenute le polizze per il pagamento delle imposte.

Egli contestava l’aggiunta

di altri redditi per fr. 40'000.– per entrambi i periodi fiscali e indicava

di non aver percepito altri redditi all’in­fuori della rendita AVS e del valore

locativo dell’abitazione da lui occupata. Veniva contestata l’ipotizzata

mancanza di disponibilità finanziaria e l’esistenza di redditi provenienti da

partecipazioni in società. Veniva pertanto espressamente richiesta la messa a

disposizione del calcolo delle disponibilità effettuato in fase di tassazione.

Sempre per quanto

concerneva i redditi, veniva specificato come nel reddito da titoli e capitali

fosse stato inserito l’interesse del credito nei confronti della comproprietaria

__________. Secondo l’insorgente avrebbe tuttavia dovuto anche essere applicata

la deduzione degli interessi privati passivi pagati per il debito in questione.

Veniva inoltre contestato

l’ammontare del valore locativo: in particolare il reclamante richiedeva

espressamente all’UT di voler indicare quale fosse il valore dell’immobile

considerato e soprattutto quali erano i “canoni locatizi normali della zona”

che erano stati presi come riferimento.

Da ultimo, il reclamante

censurava l’aggiunta, nella sostanza degli importi di fr. 200'000.– (per

il 2013) e di fr. 100'000.– (per il 2014), quale numerario, biglietti di

banca, oro e metalli preziosi. Il reclamante indicava che la modifica, per il

2014 non risultava motivata, mentre che per il 2013 veniva specificato come la

stessa sarebbe dovuta al valore della azioni della __________, __________ e __________.

D. Con scritto 26

febbraio 2016, trasmesso mediante posta APlus l’UT si rivolgeva al

patrocinatore del contribuente. In particolare, l’autorità spiegava come il

valore fiscale delle azioni della __________ era da determinare in base alle

“Istruzioni per la valutazione dei titoli non quotati per la determinazione

dell’imposta sulla sostanza” (Circolare n. 28 del 28 agosto 2008) edita dalla Conferenza

svizzera delle imposte in collaborazione con l’Amministrazione federale delle

contribuzioni. In particolare secondo i dati ottenuti dall’ufficio di

tassazione delle persona giuridiche (in seguito UTPG) il valore fiscale delle

100 azioni della __________ al 31 dicembre 2013 era da stabilire in fr. 1'950'000.–,

mentre il valore fiscale al 31 dicembre 2014 ammontava a fr. 2'520'000.–.

L’imposizione di altri

redditi per fr. 40'000.– riguardava i vantaggi economici e altre

prestazioni societarie a favore del contribuente, dopo una riduzione del 40%

per la partecipazione qualificata al capitale azionario.

Per quanto concerneva la

deduzione degli interessi passivi relativi ai debiti privati, veniva indicato

che gli stessi erano stati tutti regolarmente dedotti, compresi quelli del

debito UBS con __________, corrispondenti alla quota di ½.

Per quanto concerneva il

valore locativo veniva indicato: “Il valore locativo dell’abitazione in

comproprietà a Bellinzona, mappale 4414, per la quota di ½ è da calcolare

secondo le vigenti disposizioni di calcolo in fr. 9'838.–. La quota di ½

da imporre al contribuente equivale a fr. 4'919.–“.

Veniva inoltre richiesto

al contribuente di voler presentare, entro il 10 maggio 2016 le osservazioni in

merito a quanto esposto dall’UT; le prove a dimostrazione dei fatti e degli

argomenti fatti valere; per gli esercizi 2012, 2012 e 2014 il bilancio, il

conto economico e le schede contabili dei singoli conti delle società di cui il

contribuente era azionista (compresi i bilanci di liquidazione delle società liquidate);

la copia dei conteggi del premio di cassa malati per il 2013 ed il 2014; gli

estratti dettagliati 1° gennaio 2013 -31 dicembre 2013 e 1° gennaio 2014 – 31 dicembre

2014 dei conti bancari/postali sui quali sono stati accreditati i salari e le

rendite vecchiaia del contribuente e con cui questi effettua i pagamenti

mensili delle spese correnti, degli ammortamenti e degli interessi dei debiti ipotecari,

delle imposte personali. RI 1 veniva avvertito che, in caso di mancato inoltro

di quanto richiesto, le decisioni di tassazione su reclamo sarebbero state emesse

senza ulteriori consultazioni.

E. Con risposta 10/11

maggio 2016 RI 1, sempre per il tramite del suo patrocinatore, prendeva

posizione in relazione allo scritto dell’autorità fiscale. In merito al valore

fiscale delle azioni delle società, il reclamante indicava che si sarebbe

espresso in merito unicamente dopo la visione dei dati dell’UTPG.

Per quanto

concerneva l’aggiunta di altri redditi per fr. 40'000.– l’insorgente riteneva

che l’onere della prova in merito a tale aggiunta spettasse all’autorità fiscale.

In merito alla

presentazione della documentazione contabile relativa alle società, veniva

indicato come da tempo tali società fossero inattive, motivo per cui non era stata

allestita alcuna contabilità: per tale ragione non venivano trasmessi i

documenti richiesti.

Venivano tuttavia inviati

i conteggi dettagliati dei premi della cassa malattia e dei conti bancari. In

merito agli estratti conto del 2013, il reclamante indicava che gli stessi

erano stati prodotti nell’ambito della tassazione di __________. Si contestava

il saldo dei conti personali in ragione di fr. 50'000.–. Tale somma non

era mai stata a disposizione del contribuente.

F. L’11 maggio 2016 l’UT

spiegava al ricorrente che per quanto atteneva alle persone giuridiche di cui era

azionista, le decisioni relative ai periodi fiscali 2013 e 2014 erano state

intimate ai recapiti aziendali delle medesime. Inoltre, secondo l’UT:

“Le decisioni di tassazione delle persone giuridiche

di cui il contribuente è azionista sono state tutte emesse d’ufficio. L’onere

della prova cui fa riferimento nella lettera è a questo punto ribaltato. Tocca

al contribuente presentare la documentazione necessaria perché l’autori­tà di

tassazione possa decidere in merito ai redditi aziendali imponibili”.

Per tali motivi l’UT

indicava che le ragioni per le quali il reclamante non aveva presentato la

documentazione contabile delle società fossero immotivate. L’UT ribadiva per il

resto che il valore delle azioni della __________ era da determinare in base

alle “Istruzioni per la valutazione dei titoli non quotati per la determinazione

dell’imposta sulla sostanza”, Circolare n. 28 del 28 agosto 2008 edita dalla

Conferenza fiscale svizzera in collaborazione con l’Amministrazione federale

delle contribuzioni. Veniva impartito un ulteriore termine scadente il 30

giugno 2016, poi prorogato sino alla fine del mese di luglio 2016, per prendere

posizione in merito.

Entro il termine

comminato, RI 1 non presentava ulteriori osservazioni, né produceva ulteriore

documentazione.

G. a. Periodo fiscale 2013

Con decisione 28

settembre 2016 il reddito imponibile veniva commisurato per l’IC in fr. 60'700.–

(medesimo importo determinante per l’aliquota) mentre la sostanza imponibile

veniva stabilita in fr. 1'871'000.– (medesimo importo determinante per l’aliquo­ta).

Per l’IFD 2014 il reddito imponibile veniva fissato in fr. 64'900.– (medesimo

importo determinante per l’aliquota).

Nelle proprie motivazioni,

l’UT si rifaceva alle lettere del 26 febbraio 2016 e dell’11 maggio 2016 sia

per quanto riguarda il valore locativo dell’abitazione, sia per la deduzione

degli interessi passivi dei debiti privati, sia per quanto concerne l’audizione

personale del contribuente.

In merito all’aggiunta nei

redditi di fr. 40'000.– derivanti dai vantaggi economici goduti dal

contribuente per la sua partecipazione nella società di cui è azionista, la __________,

l’UT motivava:

“Si rileva che la decisione di tassazione della __________

di cui il contribuente è azionista e amministratore unico (sino a inizio 2016)

è stata emessa d’ufficio, siccome la dichiarazione d’imposta non è stata

fornita, nemmeno dopo richiamo, diffida e multa disciplinare”.

L’autorità fiscale

rilevava come, in mancanza della documentazione contabile societaria

sollecitata, non si poteva far altro che confermare l’imposizione dei fr. 40'000.–

a titolo di redditi. Per quanto concerne il valore delle azioni della __________,

al 31 dicembre 2013 esso veniva commisurato in fr. 1'950'000.–. Da ultimo

il valore di stima della sostanza immobiliare veniva stabilito in fr. 92'869.–.

b. Periodo fiscale 2014

Con decisione 28 settembre

2016, per il periodo fiscale 2014 l’autorità fiscale commisurava, per l’IC il

reddito imponibile in fr. 49'500.– (medesimo importo determinante per l’aliquota)

e la sostanza in fr. 2'445'000.– (medesimo importo determinante per l’aliquota).

Per l’IFD il reddito imponibile veniva commisurato in fr. 52'600.–.

Nelle proprie motivazioni,

l’UT si rifaceva alle lettere del 26 febbraio 2016 e dell’11 maggio 2016 sia

per quanto riguarda il valore locativo dell’abitazione, sia per la deduzione

degli interessi passivi dei debiti privati, sia per quanto concerne l’audizione

personale del contribuente.

In merito all’aggiunta nei

redditi di fr. 40'000.– derivanti dai vantaggi economici goduti dal

contribuente per la sua partecipazione nella società di cui è azionista, la __________,

l’UT motivava:

“Si rileva che la decisione di tassazione della __________

di cui il contribuente è azionista e amministratore unico (sino a inizio 2016)

è stata emessa d’ufficio, siccome la dichiarazione d’imposta non è stata

fornita, nemmeno dopo richiamo, diffida e multa disciplinare”.

L’autorità fiscale

rilevava come, in mancanza della documentazione contabile societaria

sollecitata, non si poteva far altro che confermare l’imposizione dei fr. 40'000.–

a titolo di redditi. Per quanto concerne il valore delle azioni della __________,

al 31 dicembre 2014 esso veniva commisurato in fr. 2'520'000.–. Da ultimo

il valore di stima della sostanza immobiliare veniva stabilito in fr. 92'869.–.

H. Con unico ricorso

28.10.2016 RI 1 insorge avverso le decisioni di tassazione IC/IFD 2013-2014. In

particolare il ricorrente censura l’aggiunta di altri redditi per fr. 40'000.–

per entrambi i periodi fiscali impugnati ed anche la commisurazione dei titoli

e capitali, di fr. 2'193'150.– per il 2013 e di fr. 2'785'028.– per

il 2014. Nel ricorso viene evidenziato come, nelle decisioni su reclamo, vi sia

stato un notevole ed ingiustificato incremento del valore dei titoli e capitali.

Per quanto concerne l’aggiunta

di altri redditi, il ricorrente censura tali importi ritenendoli sproporzionati

e fantasiosi: mal si comprende, a suo dire, come egli avrebbe potuto ottenere

dei vantaggi economici da una società che già dal 2013 non era più attiva.

L’insorgente lamenta inoltre la mancanza di una motivazione da parte dell’UT

per questa ripresa.

Contesta inoltre la

valutazione del valore fiscale delle azioni della __________, che già dal 2013

non era più attiva.

I. Con osservazioni 10/14.11.2017,

l’UT specifica come RI 1 sia azionista unico della __________, società che

svolgeva l’attività di gestione di postriboli. La __________ è stata tassata d’ufficio

per i periodi fiscali 2012, 2013 e 2014 e nessun reclamo è stato interposto. Le

decisioni sono cresciute in giudicato e pertanto sono divenute definitive.

Presso tale società erano stati tassati altri utili per fr. 200'000.–

(2012), fr. 250'000.– (2013) e fr. 300'000.– (2014). Viste le

decisioni d’ufficio per tale persona giuridica, cresciute in giudicato, l’UT ha

considerato equo imputare fr. 40'000.– a RI 1, anche in considerazione del

fatto che negli anni precedenti tali prestazioni erano state definite e accettate

nella misura di fr. 50'000.– all’an­no. Per quanto concerne la valutazione

del pacchetto azionario della __________, l’UT rimanda al calcolo interno dell’ufficio,

riconfermato con la valutazione ufficiale operata dall’UTPG.

Diritto

1. 1.1.

Nella procedura fiscale

vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di

tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente

rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini

necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in

particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai

contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,

Berger, Voraussetzungen und

Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura

fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196

LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano

con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione

completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il

necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art.

126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in maniera

esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR

61 p. 442).

1.2.

Di principio, in

applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella

procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità

fiscale è tenuta a dimostrare l’e­­sistenza di elementi che fondano o aumentano

l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che

concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e

121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

La descritta regola sull’onere

probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a

considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti

ostruzionistici (Schär,

Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.

435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in

maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione,

possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo

fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per

motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il

suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non

può essere pretesa (Zweifel, in:

Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.

I/2b, 2ª ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).

In definitiva, la massima

ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di

collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva

dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3 ad

art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a cura di],

Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).

Considerandi

2.

2.1.

Secondo l’art. 204 cpv. 2

LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità

di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione

coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi

procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati

esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale

e del tenore di vita del contribuente. La tassazione d’uffi­­cio può essere

impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo

deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT,

132.

cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non

tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì

all’inte­­ressato provare che la stessa è manifestamente inesatta.

2.2

Giurisprudenza e dottrina

tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo

laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi

procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua situazione

finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004 del 23

novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, op. cit., n. 29 e 31 ad art.

130.

LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,

Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra

Berger, op. cit., p. 197).

L’autorità fiscale deve

agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi

agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti

presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare

eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente

deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più

vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

3.

Nella fattispecie,

come visto, l’UT si è discostato dalla dichiarazione presentata dal ricorrente

ed ha rivalutato il suo reddito imponibile, aggiungendo altri redditi per fr. 40'000.–,

quali prestazioni valutabili in denaro godute in ambito societario (__________).

Pur ritenendo che

la dichiarazione presentata dal contribuente non fosse corretta, l’autorità ha

rinunciato ad una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto

dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte

del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132

cpv. 3 LIFD). Con decisione del 31 dicembre 2015 ha infatti notificato a RI 1

una tassazione ordinaria, con la conseguenza che l’obbligo di effettuare

indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire la verità materiale, non è mai

venuto meno. Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, la

rinuncia alla tassazione d’ufficio non impedisce tuttavia all’autorità di

tassazione di determinare gli elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando

le regole relative all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del

22.

febbraio 2006, n.2A.561/2005 consid. 3).

4.

4.1.

Nella procedura di

reclamo, l’autorità di tassazione si era rivolta a due riprese al contribuente,

invitandolo a produrre diversa documentazione contabile relativa alla società __________.

Il ricorrente non ha però mai fornito quanto richiesto, sostenendo che, essendo

la società ormai da tempo inattiva, non era stata allestita alcuna contabilità.

Ora, pur rimanendo notevoli

dubbi circa l’effettiva volontà di collaborare da parte del contribuente, la

decisione impugnata appare a sua volta non del tutto convincente.

Nella decisione di

tassazione la ripresa di fr. 40'000.– è stata motivata quale “aggiunta di

prestazioni valutabili in denaro, mancanza di disponibilità e altri redditi

derivanti da partecipazioni in Società”. Sennonché il calcolo delle entrate e

delle uscite su cui dovrebbe basarsi la ripresa di redditi per “mancanza di

disponibilità” non risulta essere mai stato sottoposto al contribuente nonostante

egli l’abbia esplicitamente richiesto con il proprio reclamo. Il contribuente,

di conseguenza, è stato tenuto all’oscuro dei criteri adottati dall’autorità

per la definizione dei constatati altri redditi.

In sede di decisione su

reclamo l’UT ha dichiarato che la __________ è stata tassata d’ufficio e che, in

mancanza della documentazione contabile societaria sollecitata, non si poteva

far altro che confermare l’imposizione dei fr. 40'000.– a titolo di

redditi. Anche in questa seconda decisione, l’UT non ha specificato in alcun

modo quali siano questi presunti vantaggi di cui, a suo dire, ha goduto

l’azionista unico RI 1.

Nelle proprie osservazioni

l’UT ricorda come negli anni precedenti le prestazioni in denaro imponibili in

campo all’azionista siano state commisurate in fr. 50'000.– e accettate

dal contribuente. Sennonché le decisioni dei periodi fiscali precedenti non

sono vincolanti. Sarà pur vero che in periodi fiscali precedenti il qui ricorrente

non ha impugnato le riprese, ma ciò non significa ancora che l’autorità fiscale

possa giustificare le nuove riprese con la mancata contestazione di quelle

effettuate in periodi fiscali precedenti.

4.2

Alla luce delle

considerazioni che precedono, la decisione emanata dall’UT, per quanto riguarda

i vantaggi economici che il contribuente avrebbe goduto in ambito societario,

non appare sufficientemente motivata. Ciò non implica forzatamente una rinuncia

alla tassazione per apprezzamento, essendo stata la collaborazione del

contribuente inadeguata, ma si rende necessario quantomeno che l’autorità

fiscale chiarisca e motivi la sua decisione.

In considerazione del

fatto che la decisione impugnata non si è espressa in merito alla natura e all’entità

dei vantaggi economici goduti dal contribuente, si giustifica il rinvio degli

atti all’autorità di tassazione perché si pronunci nuovamente sulla misura

degli altri redditi da aggiungere ai proventi dichiarati.

5.

5.1.

Quanto alla

valutazione del pacchetto azionario della __________, va innanzitutto osservato

che, l’imposta sulla sostanza delle persone fisiche ha per oggetto la sostanza

netta totale (art. 13 cpv. 1 LAID), che si determina secondo le regole di stima

previste dall’art. 14 LAID. Giusta l’art. 14 cpv. 1 LAID, la sostanza è stimata

al suo valore venale; il valore di reddito può essere preso in considerazione

in modo appropriato. La LAID non prescrive un metodo di valutazione preciso. In

questo contesto, i Cantoni dispongono pertanto di un importante spazio di manovra:

sia nella scelta del metodo di calcolo applicabile per determinare il valore

venale stesso che per definire, se e in che misura occorra considerare anche il

valore di reddito (sentenza 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.1.). Secondo

la LT, nella versione applicabile alla fattispecie, l’imposta sulla sostanza ha

per oggetto la sostanza netta totale (art. 40 cpv. 1 LT). Sono imponibili tutti

gli attivi mobiliari e immobiliari (art. 41 cpv. 1 LT). La sostanza è valutata

al suo valore venale, riservate le disposizioni specifiche (art. 41 cpv. 2 LT).

Le azioni, partecipazioni a società cooperative ed altri diritti di

partecipazione non regolarmente oggetto di transazione, sono valutati tenendo

conto del loro valore di reddito e del loro valore intrinseco (art. 45 cpv. 2

LT).

5.2

La Circolare n. 28 (“Istruzioni

per la valutazione dei titoli non quotati per la determinazione dell’imposta

sulla sostanza”), che contiene le istruzioni riguardo alla stima dei titoli non

quotati in vista dell’imposta sulla sostanza, è edita dalla Conferenza svizzera

delle imposte, che raggruppa le amministrazioni fiscali cantonali e l’Amministrazione

federale delle contribuzioni. Essa è stata oggetto di molteplici edizioni, l’ultima

delle quali è datata 28 agosto 2008. In base alla giurisprudenza resa dopo l’entrata

in vigore della LAID, prevedendo delle regole unificate di stima dei titoli non

quotati in un ambito nel quale i Cantoni hanno un ampio potere di

apprezzamento, le menzionate istruzioni sono uno strumento di armonizzazione

orizzontale, che concretizza l’art. 14 cpv. 1 LAID (sentenze 2C_826/2015 del 5

gennaio 2017 consid. 4.1.;2C_583/2013 del 23 dicembre 2013 consid. 3.1.3;

2C_952/2010 del 29 marzo 2011 consid. 2.1.;2C_800/2008 del 12 giugno 2009

consid. 5.2.). Nel merito, la giurisprudenza precisa inoltre che queste istruzioni

prendono in considerazione gli elementi determinanti per la valutazione dei

titoli non quotati e sono appropriate per stimare le società in vista dell’imposizione

dei loro azionisti (sentenza 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.;

2C_583/2013 del 23 dicembre 2013 consid. 3.1.3 e 2C_504/2009 del 15 aprile 2010

consid. 3.3.). In via di principio, è quindi corretto riferirsi a tale Circolare

per la valutazione dei titoli non quotati (sentenze 2C_11/2017 dell’11 gennaio

2017.

consid. 5.1. e 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.).

6.

6.1.

Nella fattispecie non è

contestata l’applicabilità della Circolare n. 28 in quanto tale, quanto

piuttosto il fatto che, a mente del ricorrente, l’UTPG, a scopi punitivi, non

avrebbe considerato che la __________ nel 2013 non era già più attiva e non

poteva pertanto avere il valore di oltre 2'000'000.– considerato dall’autorità

di tassazione.

La nota marginale n. 6

della Circolare n. 28 stabilisce che la valutazione del valore fiscale dei

titoli deve basarsi sull’attività effettiva di un’azienda. A tal proposito il

Tribunale federale ha già avuto modo di sancire che una società commerciale o

industriale senza attività, che si limita da almeno due anni al recupero dei

propri crediti, all’attività di liquidazione della sostanza fissa o mobile,

oppure all’amministrazione della propria proprietà immobiliare, e per la quale

non è prevedibile una ripresa dell’attività statutaria, può essere valutata al

solo valore di sostanza. Nella sentenza 2C_800/2008 del 12 giugno 2009 l’Alta Corte

ha ritenuto non arbitraria la decisione del Tribunale amministrativo del Canton

Lucerna di calcolare il valore della società basandosi sul solo valore sella

sostanza anziché sul valore medio tra il doppio del valore di reddito e il

valore della sostanza, come previsto dalla Circolare n. 28. In quella

fattispecie, concernente una tassazione per il periodo fiscale 2004, era però

stato appurato che la società aveva completamente cessato le sue attività

statutarie già nel mese di settembre 2001, occupandosi dal periodo fiscale 2002

solo del recupero dei propri crediti, della liquidazione della sostanza e dell’amministrazione

della propria proprietà immobiliare.

6.2

Nella fattispecie, RI 1

sostiene che, nei periodi fiscali in oggetto, la società non fosse più attiva

già da tempo.

Sennonché, ai sensi del

precitato art. 8 CC, la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a

ridurre il debito verso l’erario è a carico del contribuente. È quindi il

ricorrente a dover fornire la prova che, almeno due anni prima rispetto ai

periodi fiscali oggetto delle decisioni impugnate, la società aveva interrotto

ogni attività operativa prevista dagli statuti societari e che una ripresa dell’attività

statutaria non è prevedibile. A tal proposito non può certo bastare

un’asserzione del tutto generica secondo la quale la società sarebbe già da

tempo inattiva.

Essendo qui impugnate le

decisioni di tassazione per i periodi fiscali 2013 e 2014, il calcolo del

valore del pacchetto azionario potrebbe basarsi sul solo valore della sostanza,

unicamente se fosse comprovato che la società era inattiva già dal 2011, rispettivamente,

dal 2012. In caso contrario, il valore del pacchetto azionario va calcolato conformemente

ai dettami della Circolare n. 28.

6.3

Da una semplice lettura

della documentazione allegata alla dichiarazione d’imposta della __________ per

il periodo fiscale 2011 e meglio dai bilanci forniti, si può dedurre che

durante il 2011 la società era pienamente operativa. Mal si vede, a titolo d’esempio,

come una società non più attiva possa inserire nel bilancio degli acquisti di

merce per fr. 85'265.95, degli stipendi per fr. 135'945.35, delle

spese di riscaldamento per fr. 10'726.80 o dei ricavi per gli esercizi

pubblici gestiti per complessivi fr. 320'740.35. Ne viene quindi che,

essendo stata la __________ pienamente operativa nel corso del 2011, il calcolo

del valore fiscale dei titoli per il 2013 operato dall’UT conformemente alla

Circolare n. 28 è perfettamente legittimo.

Per il periodo fiscale

2012.

la società non ha invece fornito alcuna documentazione e l’autorità

fiscale si è trovata costretta a procedere con una tassazione d’ufficio.

Cionondimeno, l’operatività della __________ è stata ammessa dal medesimo RI 1

il quale, in un verbale d’interrogatorio davanti alla Polizia cantonale, reparto

giudiziario 2 - TESEU, dichiarava il 13 luglio 2012 quanto segue:

“Io sono amministratore unico della __________,

società gestrice del bar __________ (…) io sono azionista unico della società e

quindi solo l’aven­te diritto economico di tale società. Sono io che decido come

gestire l’__________. Fino ad un mese fa i prezzi erano maggiorati, da un mese

a questa parte ho abbassato i prezzi come i normali bar. (…) Sono io che mi

occupo di effettuare i conti della cassa e dell’incasso delle camere”

Avendo il qui ricorrente

ammesso, quale azionista unico della __________, di gestire l’__________, è evidente

che la società fosse ancora attiva nel 2012, almeno sino al mese di luglio. Di

conseguenza, anche il calcolo del valore fiscale dei titoli per il 2014 operato

dall’UT conformemente alla Circolare n. 28 è ineccepibile.

7.

Alla

luce di quanto precede, ne consegue che le decisioni impugnate devono essere

annullate in relazione alla commisurazione dei vantaggi economici goduti dal

ricorrente in ambito societario in seno alla __________. Di conseguenza gli

atti verranno ritornati all’UT perché proceda nei propri incombenti.

Per la questione relativa

all’imposizione del valore fiscale del pacchetto azionario, il ricorso è

respinto.

La tassa di giustizia e le

spese processuali, verranno poste a carico del ricorrente in misura

proporzionale alla sua soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. 1.1. Le

decisioni su reclamo del 28 settembre 2016 sono annullate e gli atti sono

rinviati all’Ufficio di tassazione, perché adotti una nuova decisione in merito

alla commisurazione dei vantaggi economici goduti dal ricorrente in ambito societario

in seno alla __________.

1.2. Il

ricorso è respinto per la questione relativa all’imposizio­ne del valore

fiscale del pacchetto azionario.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 900.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 1'000.–

sono a carico del

ricorrente nella misura di un mezzo.

Non si assegnano

ripetibili.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di .

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il

presidente: La segretaria: