80.2016.70
Procedura: reclamo, prova della data della notificazione della decisione, entrata della decisione nella sfera di competenza del destinatario
16 settembre 2016Italiano14 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2016.70
80.2016.71
Lugano
16 settembre 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele
Guffi
segretaria
Mara
Regazzoni
parti
RI 1
RI 2
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 24 marzo 2016 contro la decisione dell’11 marzo 2016 in materia di IC-IFD
2012, 2013 e 2014.
Fatti
A. Con tre decisioni del
9 dicembre 2015, l’RS 1 ha notificato ai coniugi RI 1 e RI 2 le tassazioni IC e
IFD per i periodi fiscali 2012, 2013 e 2014, allestite d’ufficio a causa del
mancato inoltro delle rispettive dichiarazioni d’imposta.
B. Con scritto del 18
febbraio 2016, definito “reclamo cautelativo”, i contribuenti hanno contestato
le tassazioni d’ufficio loro intimate, in quanto manifestamente inesatte, ed
hanno prodotto tre certificati di salario rilasciati dal datore di lavoro di RI
1. Quanto alla tempestività del reclamo, hanno sostenuto che “le decisioni datate
09.12.2015 (doc. A) sono pervenute allo scrivente per posta ordinaria che ne ha
preso conoscenza il 22 gennaio 2016”, con la conseguenza che “il termine di 30
giorni per interporre reclamo giunge a scadenza lunedì 22 febbraio 2016”.
Il 22 febbraio 2016,
l’Ufficio di tassazione si è rivolto ai contribuenti, attribuendo loro un
termine fino al 3 marzo 2016 per “giustificare e documentare compiutamente i
motivi del ritardo” nell’inoltro del reclamo e per “presentare la dichiarazione
d’imposta debitamente compilata e corredata dei relativi allegati, motivando e
comprovando la manifesta inesattezza della tassazione operata d’ufficio”. Scaduto
infruttuoso tale termine, il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.
C. Il 7 marzo 2016, RI 1
ha inviato all’autorità di tassazione le dichiarazioni d’imposta per i tre
periodi fiscali in questione, con i rispettivi allegati. In una lettera
allegata, il reclamante ha affermato che “il motivo del ritardo del reclamo,
visto in relazione alla data indicata nelle decisioni di tassazioni d’ufficio è
giustificato dal fatto che [sua] moglie __________, che si occupa di gestire la
corrispondenza di famiglia, è stata in ferie come solitamente capita, in __________
presso i genitori”. Ha precisato anche che, se necessario, avrebbe potuto
portare dei testimoni di quanto asserito.
C. Con tre decisioni
dell’11 marzo 2016, l’autorità di tassazione ha dichiarato irricevibile il
reclamo dei contribuenti, argomentando che “quanto presentato in data
05.03.2016 non è sufficiente a sanare il vizio di forma” e che “in particolare
l’assenza per vacanze all’estero della moglie non è motivo valido di
restituzione dei termini di reclamo”.
D. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 contestano che
il loro reclamo sia stato interposto tardivamente. Rilevano che, secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, non è determinante il momento in cui il
destinatario ha effettivamente preso conoscenza della decisione notificatagli,
bensì il momento in cui ha potuto prenderne conoscenza, cioè quello del
recapito nella casella postale. “Indipendentemente dalle vacanze all’estero”
della moglie, tali decisioni sarebbero loro pervenute il 22 gennaio 2016. I
ricorrenti sottolineano infine che non spetta loro la prova della data in cui è
effettivamente avvenuta la notificazione.
E. Nelle sue
osservazioni del 5 aprile 2016, l’Ufficio di tassazione propone di respingere
il ricorso, sostenendo che il 3 marzo 2016 RI 1 si sarebbe presentato allo
sportello, “volendo spiegare la situazione”, e che in tale occasione avrebbe
“comunicato verbalmente che le lettere con le decisioni di tassazione sono arrivate
a dicembre 2015 ma essendo la moglie all’estero sono state visionate soltanto
al suo rientro a gennaio 2016”. Nella stessa circostanza, il termine per rispondere
alle lettere del 22 febbraio 2016 sarebbe stato prorogato fino all’8 marzo
2016.
L’autorità fiscale ritiene
pertanto che il ritardo nel reclamo non sia “giustificabile con un ritardo
postale ma come comunicato dal contribuente prima verbalmente e successivamente
nella risposta scritta del 5 marzo 2016, ovvero che la corrispondenza di
famiglia è sbrigata dalla moglie la quale è partita all’estero”.
L’Ufficio di tassazione
definisce comunque “alquanto improbabile” che i contribuenti non abbiano
ricevuto non solo le tre buste contenenti le decisioni di tassazione ma neppure
le sei buste contenenti i conguagli delle imposte cantonali e federali, inviate
loro il 31 dicembre 2015.
Diritto
1. 1.1.
La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nella fattispecie, come
visto, i contribuenti hanno interposto reclamo “cautelativo” il 18 febbraio
2016 contro le tre decisioni di tassazione, che l’Ufficio di tassazione
sostiene di aver loro intimato già il 9 dicembre 2015, come peraltro indicato
sulle stesse decisioni.
L’Ufficio di tassazione ha
pertanto dichiarato irricevibile il reclamo, ritenendolo tardivo. A questa
Camera non resta pertanto che verificare quest’ultimo aspetto procedurale,
senza la possibilità di entrare nel merito della decisione di tassazione
contestata.
Considerandi
2.
2.1.
L’art. 206 cpv. 1 LT per
imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di
tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può
reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica.
Gli art. 192
cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge,
è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di
restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante.
2.2
Come esposto in narrativa,
la decisione di tassazione è stata intimata dall’RS 1 il 9 dicembre 2015,
mentre il reclamo è stato interposto dai contribuenti unicamente il 18 febbraio
2016.
Mentre nel “reclamo cautelativo” i contribuenti si sono limitati a sostenere
di aver “preso conoscenza” delle decisioni solo il 22 gennaio 2016, nella
lettera del 5 marzo 2016, con cui hanno risposto ad una richiesta di chiarimenti
dell’Ufficio di tassazione, hanno giustificato il ritardo nella presentazione
del reclamo con l’assenza per ferie della moglie, “che si occupa di gestire la
corrispondenza di famiglia”.
2.3
Una decisione si considera
notificata non nel momento in cui il contribuente ne prende conoscenza, bensì
il giorno in cui viene debitamente comunicata, cioè nel momento in cui entra
nella sfera di competenza del suo destinatario, in modo tale che quest’ultimo
possa prenderne conoscenza (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2A.494/2005
del 7
febbraio 2006 consid. 2.1; inoltre RF 67/2012 p. 301 consid.
4.
).
Siccome la legge (né
quella federale né quella cantonale) non prescrive una determinata forma, l’autorità
fiscale non è obbligata a notificare i suoi atti mediante invio postale
raccomandato, ma può procedervi anche con lettera semplice (cfr. la sentenza
del Tribunale federale 2C_430/2009 del 14 gennaio 2010, in RF 65/2010 p. 396
consid. 2.4).
Dal profilo giuridico, la
differenza fondamentale concerne l’onere della prova circa l’effettiva comunicazione
di un atto e la data in cui la stessa ha avuto luogo. Infatti, nel caso della
notifica di una decisione con lettera semplice, l’amministrazione deve assumere
l’onere della prova in base alla regola dell’art. 8 CCS: questa norma, che ha
una portata generale e che si applica sia in diritto privato, sia in diritto
pubblico, dispone che ove la legge non stabilisca altrimenti, chi vuol dedurre
il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve fornirne la
prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).
Se
la notificazione è avvenuta per posta semplice, l’autorità fiscale deve apportare
in maniera adeguata la prova del fatto che la notificazione sia avvenuta e del
momento in cui si sia verificata. Non si richiede a tal fine una prova in senso
stretto; nell’ambito dell’apprezzamento delle prove, basta che in base alle
circostanze concrete sia possibile determinare in modo sufficientemente chiaro
il lasso di tempo durante il quale l’invio dovrebbe essere entrato nella sfera
di competenza del destinatario (cfr. la sentenza del Tribunale federale
2A.494/2005 del 7 febbraio 2006, consid. 2.1, con riferimento alla sentenza
2A.271/1999 del 17 novembre 1999, consid. 3a, in NStP 53/1999, p. 173).
2.4
Tornando al
caso in esame, non è in discussione il fatto che le decisioni di tassazione,
inviate dall’Ufficio di tassazione il 9 dicembre 2015, siano state notificate
ai ricorrenti. Lo ha esplicitamente riconosciuto RI 1, fin dal momento in cui,
il 18 febbraio 2016, ha interposto “reclamo cautelativo” contro le decisioni
stesse.
È per contro
litigioso il momento in cui è avvenuta la notificazione e, di conseguenza, il
giorno in cui ha iniziato a decorrere il termine di reclamo.
A tale
proposito, nel già citato “reclamo cautelativo”, il contribuente ha affermato
che “le decisioni datate 09.12.2015 (doc. A) sono pervenute allo scrivente per
posta ordinaria che ne ha preso conoscenza il 22 gennaio 2016”, con la conseguenza
che “il termine di 30 giorni per interporre reclamo giunge a scadenza lunedì 22
febbraio 2016”.
Il
contribuente ha dunque sostenuto di aver “preso conoscenza” delle decisioni il
22.
gennaio 2016. Come si è già ricordato (v. supra, consid. 2.3), la
decisione si considera notificata tuttavia non il giorno in cui il contribuente
ne prende conoscenza, bensì il giorno in cui entra nella sfera di competenza
del suo destinatario, in modo tale che quest’ultimo possa prenderne conoscenza.
L’Ufficio di
tassazione ha pertanto ritenuto che il reclamo fosse tardivo ed ha invitato il
reclamante ad indicare l’esistenza di un eventuale motivo di restituzione dei
termini.
Nel
successivo scritto del 5 marzo 2016, il contribuente ha ripreso la stessa formulazione
della precedente lettera, ribadendo di aver “preso conoscenza” delle decisioni
solo il 22 gennaio 2016. Circa il “motivo del ritardo del reclamo”, ha poi
addotto a giustificazione l’assenza per ferie della moglie, che si occuperebbe
della corrispondenza.
2.5
Dalle
suddette indicazioni si ricava la conclusione che il reclamante abbia sostanzialmente
ammesso che le tre buste, contenenti altrettante decisioni di tassazione, siano
state recapitate all’indirizzo suo e di sua moglie nei giorni immediatamente successivi
a quello di spedizione (9 dicembre 2015), ma che, a causa dell’assenza per
ferie della moglie, nessuno si sia occupato del contenuto degli invii in
discussione fino al 22 gennaio 2016.
Ne consegue
che la decisione impugnata, con la quale il reclamo è stato considerato
tardivo, si rivela conforme alle risultanze degli atti. In particolare, sebbene
l’autorità di tassazione non abbia portato la prova in senso stretto del giorno
in cui le decisioni sono state notificate ai ricorrenti, si deve ritenere del
tutto inverosimile che gli invii postali abbiano impiegato un mese e mezzo per
giungere a destinazione. Tenuto conto anche delle asserzioni del reclamante,
secondo cui egli avrebbe “preso conoscenza” delle decisioni solo il 22 gennaio
2016, a causa dell’assenza per ferie della moglie, tale conclusione è l’unica
sostenibile.
È solo nel
ricorso che i contribuenti, per la prima volta, affermano che “indipendentemente
dalle vacanze all’estero [della] moglie, tali decisioni [gli] sono pervenute il
22.
gennaio 2016”. Dal profilo del principio della buona fede, tale affermazione
deve tuttavia essere relativizzata, proprio alla luce delle precedenti prese di
posizione degli stessi contribuenti. Del resto, gli insorgenti non spiegano
perché, nella procedura di reclamo, se fosse vero che le decisioni gli sono state
recapitate solo il 22 gennaio 2016, abbiano giustificato il ritardo nel reclamo
con l’assenza della moglie.
3.
3.1.
Nelle sue
osservazioni al ricorso, l’autorità fiscale definisce “alquanto improbabile”
che i contribuenti non abbiano ricevuto non solo le tre buste contenenti le decisioni
di tassazione ma neppure le sei buste contenenti i conguagli delle imposte
cantonali e federali, inviate loro il 31 dicembre 2015.
3.2
In effetti,
per rendere verosimile l’avvenuta notificazione di una decisione di tassazione,
l’autorità fiscale può avvalersi di circostanze concludenti che confermino in
modo univoco che la tassazione sia pervenuta al destinatario, e segnatamente
alla data indicata dall’autorità (cfr. sentenza del Tribunale federale del 18
febbraio 1982 in re R.; DTF 99 Ib 360 e richiami; 103 V 65 cons. 2; CDT n. 331
del 27 agosto 1984 in re P.). Costituiscono ad esempio una prova indiretta dell’avvenuta
intimazionehttp://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.183.14:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=20695&nX40_KEY=446553&nTrefferzeile=1&Template=results/document_ita.fiw
- ctx7#ctx7 della tassazione: il fatto che il contribuente abbia
ricevuto, senza reagire immediatamente, le polizze di versamento del conguaglio
di imposta in cui è indicata la data di intimazione della tassazione, il richiamo
e la diffida di pagamento (cfr. CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.); il fatto che il contribuente abbia pagato il conguaglio di imposta cantonale mediante
una bolletta che fa riferimento alla tassazione notificata (cfr. CDT n. 526 del
14.
dicembre 1983 in re R.; CDT n. 428 del 13 dicembre 1982 in re M.).
3.3
Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, se in caso di omessa o anomala notifica il destinatario di
una decisione amministrativa ha diritto di impugnarla anche dopo la scadenza
del termine di ricorso ordinario, il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3
Cost.) non gli permette di procrastinare a piacimento il deposito di un rimedio
di diritto: l’interessato, a conoscenza del fatto che l’amministrazione ha
emanato una decisione che lo grava (rispettivamente al quale tale conoscenza
dev’essere imputata), non può passivamente attendere che tale decisione gli
venga – nuovamente – notificata nelle forme di rito, ma deve ad esempio
contestare i richiami pervenutigli e domandare in tempo utile che la decisione
che pretende di non aver ricevuto gli sia nuovamente intimata (sentenze del
Tribunale federale n.5P.176/2005 del 19 ottobre 2005, consid. 6; n.
5P.190/1999 del 25 agosto 1999 consid. 4a; n.2P.163/1995 del 13 giugno 1996
consid. 5a, in RDAT I-1997 p. 535; DTF 105 III 43 consid. 3). Giova inoltre
rilevare che in linea di principio il termine di ricorso inizia a decorrere,
anche in assenza di una notifica formale, dal momento in cui l’interessato ha
effettivamente avuto conoscenza della decisione (DTF 124 II 124 consid. 2d/aa;
130.
IV 43 consid. 1.3).
3.4
Anche se si volesse
ammettere che l’autorità fiscale non sia riuscita non solo a provare ma neppure
a rendere verosimile l’avvenuta notificazione delle decisioni del 9 dicembre
2015, bisognerebbe ammettere perlomeno la prova indiretta della
loro intimazione, proprio alla luce della mancata reazione all’invio delle
bollette per il pagamento dei conguagli.
Ai
contribuenti sono infatti stati inviati i conguagli dell’imposta
cantonale e dell’imposta federale diretta, con l’indicazione della data della
decisione di tassazione, il 31 dicembre 2015. Considerato il fatto che si
trattava della tassazione relativa a ben tre periodi fiscali, e che quindi le
buste contenenti i conguagli erano ben sei, ne consegue che, al più
tardi all’inizio del 2016, i ricorrenti dovevano presumere che l’Ufficio di
tassazione avesse emanato delle decisioni di tassazione e quindi, secondo il
principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), avrebbero dovuto agire in
modo tempestivo e domandare in tempo utile una nuova intimazione. L’attesa di oltre
un mese e mezzo (considerando il “reclamo cautelativo” del 18 febbraio) prima
di intraprendere alcunché è da considerarsi eccessiva.
4.
Alla
luce di quanto precede, la decisione di irricevibilità qui contestata
non può che essere confermata, ciò che impedisce a questa Camera di entrare nel
merito delle censure sollevate dai ricorrenti.
Il ricorso è
conseguentemente respinto.
Visto l’esito del gravame,
tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico degli insorgenti,
soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 580.–
sono a carico dei
ricorrenti.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-;
-.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La
segretaria: