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Decisione

80.2017.108

Procedura: tassazione d’ufficio, calcolo delle entrate e delle uscite, ammanco di liquidità, reddito d’altra fonte, aumento del patrimonio

25 settembre 2017Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 è gerente e

unico socio della __________, società di consulenza assicurativa, da lui

fondata nel 2004, con sede in via __________ a __________ (Comune di __________),

che è anche il suo luogo di domicilio.

Per il periodo fiscale

2013, egli dichiarava redditi per complessivi fr. 58'725.-, così suddivisi: fr.

51'183.- da attività dipendente percepiti dalla sua società (la __________),

fr. 490.- da attività indipendente, fr. 2'052.- da titoli e capitali e fr.

5'000.- di valore locativo.

B. Con scritto

21.10.2014 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) trasmetteva al

contribuente il calcolo entrate/uscite dell’anno 2013, dal quale risultava

un’insufficiente disponibilità finanziaria per il suo sostentamento e gli impartiva

un termine scadente l’11.11.2014 per presentare osservazioni in merito ed

indicando anche che ogni rettifica apportata al calcolo allestito avrebbe dovuto

essere debitamente comprovata.

C. Con scritto 4.11.2014

RI 1 presentava le sue osservazioni al calcolo delle uscite/entrate allestito

dall’UT per il 2013, indicando di aver anche allegato “parti di estratto conto

bancario”. In particolare, il contribuente indicava di aver ricevuto, nel 2013,

una restituzione d’imposta per fr. 857.05, un’indennità quale consigliere

comunale per il 2012, ma versata nel 2013, di fr. 700.-, un accredito __________

di fr. 13.50 nonché un “aumento conto correntista / rimborso spese forfettarie”

di fr. 8'000.- per un totale di fr. 9'570.55. Egli indicava in conclusione

come, con tali precisazioni, l’eccedenza negativa riportata nel calcolo entrate/uscite

divenisse positiva per l’importo di fr. 5'955.-. Da ultimo specificava di non

avere figli, di avere mantenuto con cura gli indumenti acquistati nei periodi

precedenti e di mangiare e acquistare alimenti presso amici e famigliari.

D. Con decisione di

tassazione del 24.12.2014 l’ UT aggiungeva ai redditi dichiarati dal

contribuente fr. 3'000.- a titolo di “altri redditi della sostanza mobiliare” e

fr. 20'000.- di “altri redditi”. Gli aumenti di redditi venivano giustificati

indicando rispettivamente per i fr. 3'000.- “aggiunta

di vantaggi goduti in ambito Sagl” e i fr. 20'000.- “Prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra

fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”.

Per l’IC 2013 il

reddito imponibile veniva accertato in fr. 59'900.- (medesimo importo

determinante per l’aliquota) e la sostanza in fr. 105'000.-. Per l’IFD il

reddito imponibile veniva fissato in fr. 63'400.- (medesimo importo

determinante per l’aliquota).

E. Con reclamo

8/9.1.2015 RI 1 si aggravava avverso la decisione di tassazione IC/IFD 2013.

L’insorgente censurava l’aggiunta di fr. 20'000.- per l’insufficienza di

disponibilità finanziaria e faceva riferimento al precedente scritto di precisazioni

presentato il 4.11.2014. Con il gravame il contribuente richiedeva che il reddito

imponibile complessivo venisse accertato in fr. 39'900.-.

F. Con scritto 10.3.2017

l’UT si rivolgeva nuovamente a RI 1 convocandolo presso i propri uffici il

20.3.2017. In allegato alla convocazione veniva altresì trasmesso il nuovo

calcolo entrate/uscite dal quale si riscontrava comunque un’insufficiente disponibilità

finanziaria del contribuente. Il reclamante veniva anche invitato a voler comprovare

e giustificare con la relativa documentazione a sostegno ogni cambiamento del

calcolo sottopostogli.

G. Con decisione del

5.4.2017 l’UT respingeva il reclamo presentato da RI 1, riconfermandosi nella

precedente decisione IC/IFD 2013. L’autorità fiscale indicava, a sostegno del

proprio giudizio:

“Con lettera del 4.11.2014 viene contestata la

tassazione 2013 nei termini di legge. Nel merito viene richiesto lo stralcio

del reddito d’altra fonte esposto dall’ufficio in considerazione

dell’insufficiente disponibilità finanziaria. Si è provveduto a sentire il

contribuente in sede di audizione il quale afferma di non aver avuto altre

entrate, oltre a quelle indicate nella dichiarazione fiscale, riconfermandosi

nel suo gravame. Dal riesame della documentazione emerge quanto meno il quesito

di come abbia(no) potuto far fronte al proprio mantenimento. Evidentemente

l’imposizione di un reddito d’altra fonte in considerazione dei minimi vitali è

di certo sostenibile anche in considerazione del fatto che conformemente alle

disposizioni previste dall’art. 15 LT è imponibile la totalità dei proventi

periodici e unici di ogni genere, ivi compresi ogni prestazione valutabile in

denaro. Per tale motivo l’autorità fiscale si vede costretta a riconfermarsi

nella decisione di prima istanza”.

H. Con tempestivo

ricorso 5.5.2017 RI 1 impugna la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD

2013, invocando i medesimi argomenti fatti valere nella precedente sede. In

particolar modo aggiunge che, in occasione dell’udienza del 20.3.2017 con l’UT,

avrebbe fatto notare che il calcolo del dispendio teneva in considerazione la

variazione del conto correntista __________ senza aver approfondito in modo

inequivocabile tutti gli elementi che avrebbero generato una variazione.

Secondo l’insorgente

uno degli elementi più evidenti sarebbe la registrazione contabile del

25.12.2013 di fr. 8'000.- relativa alla rifusione delle spese professionali che

viene riportata nel certificato di salario. Altro elemento che secondo il

ricorrente sarebbe da menzionare è che durante l’udienza, egli avrebbe fatto notare

al funzionario incaricato che i pranzi consumati presso i genitori, come anche

i regali ricevuti in occasione del compleanno o per le festività natalizie fossero

esenti da imposizione sino a fr. 10'000.- per l’art. 155 LT e che non fossero

quindi imponibili, come indicato dall’agente del fisco.

Un terzo elemento da

considerare secondo il contribuente, sarebbe la stretta connessione contabile

tra due diversi attori, lui e la sua società. In particolar modo, secondo il

ricorrente, l’autorità fiscale non avrebbe tenuto in considerazione, per il

2013, una perdita d’esercizio di fr. 19'415.-, correggendola in fr. 9'000.-. RI

1 sostiene che, per motivi diversi, a suo tempo la società non aveva ricorso

contro tale modifica.

Il contribuente postula

anche in questa sede lo stralcio degli altri redditi per fr. 20'000.-.

Diritto

1. 1.1.

Secondo l’art. 204 cpv. 2

LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID,

l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una

valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa

i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il

motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e

indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per

cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità

dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato

provare che la stessa è manifestamente inesatta (sentenza TF 2C_419/2010 del

13.10.2010, consid. 2.1.).

1.2.

Giurisprudenza e dottrina

tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo

laddove il contribuen-te, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi

procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua

situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004

del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura

di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª

ediz. Basilea 2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, Zurigo 2009, 2ª ediz., n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 1123).

L’autorità

fiscale deve agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo co-scienza professionale,

conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere

tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare

eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente

deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più

vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

Considerandi

2.

Nella fattispecie,

come visto, l’UT si è discostato dalla dichia-razione presentata dal ricorrente

ed ha rivalutato il suo reddito, ritenendo che quello da lui dichiarato non

fosse sufficiente per poter coprire il suo sostentamento per il periodo fiscale

2013.

In sostanza l’UT ha

ritenuto che la disponibilità per il 2013 fosse al di sotto dei minimi di

esistenza e fosse quindi giustificato aggiungere altri redditi.

Pur ritenendo che la

dichiarazione presentata dal contribuente non fosse corretta, l’autorità ha

rinunciato ad una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto

dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte

del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3

LIFD). Con decisione del 24.12.2014 ha infatti notificato a RI 1 una tassazione

ordinaria, con la conseguenza che l’obbligo di effettuare indagini d’ufficio,

nell’intento di ricostruire la verità materiale, non è mai venuto meno. Come ha

stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, la rinuncia alla tassazione

d’ufficio non impedisce tuttavia all’autorità di tassazione di determinare gli

elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative

all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n.

2A.561/2005 consid. 3).

3.

3.1.

Il contribuente deve

essere tassato, nella misura del possibile, secondo la sua capacità

contributiva reale. L’autorità di tassazione, chiamata a valutare d’ufficio il

reddito imponibile di un contribuente deve tener conto, secondo il suo apprezzamento,

di tutti i dati disponibili al momento di prendere la sua decisione. Non si può

esigere dall’autorità fiscale che effettui inchieste oppure proceda a dei chiarimenti

troppo dettagliati, in particolar modo quando non dispone di elementi probatori.

Quando le uniche indicazioni verificabili si basano sull’evoluzione della situazione

della sostanza, l’autorità fiscale può basarsi sulla differenza tra lo stato

della sostanza all’inizio e alla fine del periodo fiscale e aggiungere le spese

private ed il tenore di vita stimati alla cifra così ottenuta per determinare

il reddito imponibile (sentenza TF inc.2A.442/2001 del 19.6.2002 consid. 2.1.).

3.2

Nel calcolo entrate

/uscite sottoposto a RI 1 da parte dell’UT, l’autorità fiscale ha accertato le

seguenti “uscite” per il 2013:

·

Aumento del conto correntista di __________:

fr. 31'687.-

·

Aumento dei titoli e capitali: fr.

12'291.-

·

Spese professionali: fr.

2'090.-

·

3° pilastro A: fr.

6'739.-

·

Oneri assicurativi: fr.

5'015.-

·

Spese di amministrazione dei

titoli: fr. 280.-

·

Interessi passivi: fr.

1'888.-

·

Spese di manutenzione degli

immobili fr. 5'484.-

·

Versamenti a partiti politici fr.

100.

-

·

Totale uscite fr.

65'574.-

Per

quanto concerne le entrate, l’UT ha indicato:

·

Numerario: fr.

2'000.-

·

Salario netto: fr.

51'673.-

·

Indennità per il Consiglio

comunale fr. 700.-

·

Accredito SwissLife fr. 14.-

·

Imposte fr. 6'234.-

·

Totale entrate fr. 62'673.-

3.3

3.3.1

Questo calcolo è stato

allestito dall’UT anche sulla base delle informazioni fornite dal contribuente

con lettera del 4.11.2014, con la quale prendeva posizione relativamente al

precedente calcolo. Già da tale primo accertamento, inviato all’insorgente, l’autorità

fiscale lo rendeva attento in merito al fatto che le entrate dichiarate non erano

sufficienti per coprire le uscite, che erano state ricostruite anche sulla base

della situazione finanziaria della __________ (in particolare il conto correntista).

Nella decisione su

reclamo, l’UT si è riconfermato nel precedente giudizio. Come visto, in

considerazione del calcolo uscite/entrate l’UT ha rilevato un ammanco di

disponibilità finanziaria, che ha stimato in fr. 20'000.-. A questo importo

l’autorità fiscale è giunta ritenendo sia la differenza tra le entrate

dichiarate e le uscite accertate, sia gli importi dei minimi vitali.

3.3.2

Ora, risulta che, nel

periodo 2013, il qui ricorrente fosse domiciliato in via __________ nel Comune

di __________ (__________) e che fosse proprietario della PPP __________ del

fondo n. __________ RFD __________ (____________________) (con diritto

esclusivo d’uso dell’appartamento n. 3, comprensivo di camera, soggiorno, cucina,

bagno, balcone, atrio). Nel medesimo immobile abitano anche i suoi genitori.

Secondo la tabella per il

calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93

LEF, consultabile anche sul sito internet http://www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desistenza/)

per il debitore che vive da solo l’importo base mensile è di fr. 1'200.-. A

tale importo base va aggiunto il canone di locazione, rispettivamente gli

interessi ipotecari (già presi in considerazione nel calcolo entrate /uscite),

il riscaldamento e i costi accessori, gli oneri sociali (già tenuti in considerazione

nel calcolo), le spese indispensabili connesse con l’esercizio di una

professione (già prese in considerazione nel calcolo), le imposte (già

considerate).

3.3.3

Ora volendo sommare la

differenza tra le entrate e le uscite cifrata in fr. 2'901.- all’importo di

base del minimo vitale per 12 mesi, ossia fr. 14'400.- (12 x fr. 1'200.-) al

quale devono essere sommati anche i costi per il riscaldamento e costi accessori,

con una media di fr. 200.- al mese, per complessivi fr. 2'400.- in un anno, si giunge

alla cifra di fr. 19'700.-. Questo importo combacia con il calcolo allestito

dall’UT, che ha quantificato un reddito d’altra fonte in fr. 20'000.-.

Secondo la giurisprudenza,

peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli

elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica

debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica

per motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p.

670.

consid. 3b).

3.4

Da parte sua, il

contribuente, invitato ad esprimersi sul calcolo entrate ed uscite e reso

attento dell’ammanco di disponibilità finanziaria non ha prodotto elementi che

giustificassero una situazione economica diversa da quella descritta da parte

del fisco.

In particolare non ha fornito

alcuna spiegazione per l’aumento del conto correntista di __________ passato da

fr. 89'901.- il 1°1. a fr. 121'588.- al 31.12. (differenza di fr. 31'687.-),

conto che viene dichiarato nella propria dichiarazione fiscale nei “beni non soggetti

all’imposta preventiva”, come neppure ha giustificato la crescita dei suoi

titoli e capitali, passati da fr. 2'604.- al 1°.1. a fr. 14'895.- al 31.12. (differenza

di fr. 12'291.-).

L’unico argomento addotto

per cercare di ridurre la sproporzione fra le entrate e le uscite è

rappresentato dal riferimento alla “registrazione contabile del 25.12.2013 di

CHF 8'000.– relativa alla rifusione delle spese professionali che viene

riportata anche nel certificato di salario”. Secondo l’insorgente, tale importo

dovrebbe comportare un aumento delle entrate nella misura di fr. 8'000.–. L’indennità

forfetaria riconosciuta al ricorrente dal suo datore di lavoro, conformemente

al Regolamento delle spese approvato dalla Divisione delle contribuzioni, non è

considerata reddito imponibile per il fatto che ha lo scopo di coprire le spese

che il contribuente affronta nell’esercizio della sua attività lucrativa. In

altre parole, queste spese sono state riconosciute dall’autorità fiscale come

spese professionali deducibili secondo l’art. 26 LIFD (e, per l’imposta

cantonale, l’art. 25 LT). Se il datore di lavoro versa al dipendente un’indennità

per le spese da lui sostenute, si deve presumere che tale indennità copra le spese

effettivamente affrontate (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale del

23.9.2008

n.2C_326/2008, in RDAF 2008 II p. 519, consid. 4.1). Ne consegue

che, se si volesse aggiungere alle entrate l’importo in discussione, lo stesso

ammontare dovrebbe poi essere inserito fra le uscite, aumentando nella stessa

misura le spese professionali.

Non avendo inoltre

indicato di aver beneficiato di donazioni o successioni per quel periodo

fiscale, si deve partire dall’assunto che il contribuente non abbia fatto capo

a altri redditi o beni patrimoniali.

Non si comprende infine in

quale modo il calcolo della sua disponibilità finanziaria dovrebbe essere

influenzato dalla circostanza che l’Ufficio di tassazione delle persone

giuridiche abbia commisurato in fr. 9'000.– la perdita d’esercizio della __________

Sagl, mentre quest’ultima aveva dichiarato una perdita di fr. 19'415.–. A tale

riguardo, si rileva unicamente che la società in questione non ha pagato alcuna

imposta sull’utile, proprio perché in perdita, con la conseguenza che essa non

sarebbe neppure stata legittimata ad interporre reclamo contro la decisione di

tassazione che la concerneva. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,

infatti, quando un contribuente riceve una decisione di tassazione che

stabilisce un utile nullo, con la conseguenza che non vi è alcun debito

d’imposta, l’ammontare delle perdite che hanno portato a stabilire l’utile nullo

costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione. Il contribuente

non ha pertanto un interesse attuale degno di tutela ad impugnare tale

decisione (cfr. p. es. le sentenze 2C_973/2012 e 2C_974/2012 del 4 ottobre

2013, in RDAF 2014 II p. 34 = RF 69/204 p. 65, consid. 4.2;2C_91/2012 del 17

agosto 2012, in RF 68/2013 p. 158, consid. 1.3.3 e giurisprudenza citata).

Si ricorda infine che,

secondo un consolidato principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è

ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di

elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente

la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario

(DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

3.5

Ne discende che l’UT ha

sicuramente agito, nel determinare la situazione fiscale del qui ricorrente, in

maniera prudente e seguendo la coscienza professionale che s’impone in casi

simili.

Come visto nel precedente

considerando (cfr. 3.3.3.) l’autorità fiscale è riuscita a dimostrare

l’esistenza di un reddito d’altra fonte e a comprovarne l’ampiezza. D’altro

lato il contribuente non ha prodotto alcuna prova o giustificazione in senso

contrario.

4.

Il ricorso è

respinto. Le tasse di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del

ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 400.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 500.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: