80.2017.108
Procedura: tassazione d’ufficio, calcolo delle entrate e delle uscite, ammanco di liquidità, reddito d’altra fonte, aumento del patrimonio
25 settembre 2017Italiano16 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2017.108
80.2017.109
Lugano
25 settembre 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi, vicecancelliera
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 4 maggio 2017 contro la decisione del 5 aprile 2017 in materia di IC/IFD
2013.
Fatti
A. RI 1 è gerente e
unico socio della __________, società di consulenza assicurativa, da lui
fondata nel 2004, con sede in via __________ a __________ (Comune di __________),
che è anche il suo luogo di domicilio.
Per il periodo fiscale
2013, egli dichiarava redditi per complessivi fr. 58'725.-, così suddivisi: fr.
51'183.- da attività dipendente percepiti dalla sua società (la __________),
fr. 490.- da attività indipendente, fr. 2'052.- da titoli e capitali e fr.
5'000.- di valore locativo.
B. Con scritto
21.10.2014 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) trasmetteva al
contribuente il calcolo entrate/uscite dell’anno 2013, dal quale risultava
un’insufficiente disponibilità finanziaria per il suo sostentamento e gli impartiva
un termine scadente l’11.11.2014 per presentare osservazioni in merito ed
indicando anche che ogni rettifica apportata al calcolo allestito avrebbe dovuto
essere debitamente comprovata.
C. Con scritto 4.11.2014
RI 1 presentava le sue osservazioni al calcolo delle uscite/entrate allestito
dall’UT per il 2013, indicando di aver anche allegato “parti di estratto conto
bancario”. In particolare, il contribuente indicava di aver ricevuto, nel 2013,
una restituzione d’imposta per fr. 857.05, un’indennità quale consigliere
comunale per il 2012, ma versata nel 2013, di fr. 700.-, un accredito __________
di fr. 13.50 nonché un “aumento conto correntista / rimborso spese forfettarie”
di fr. 8'000.- per un totale di fr. 9'570.55. Egli indicava in conclusione
come, con tali precisazioni, l’eccedenza negativa riportata nel calcolo entrate/uscite
divenisse positiva per l’importo di fr. 5'955.-. Da ultimo specificava di non
avere figli, di avere mantenuto con cura gli indumenti acquistati nei periodi
precedenti e di mangiare e acquistare alimenti presso amici e famigliari.
D. Con decisione di
tassazione del 24.12.2014 l’ UT aggiungeva ai redditi dichiarati dal
contribuente fr. 3'000.- a titolo di “altri redditi della sostanza mobiliare” e
fr. 20'000.- di “altri redditi”. Gli aumenti di redditi venivano giustificati
indicando rispettivamente per i fr. 3'000.- “aggiunta
di vantaggi goduti in ambito Sagl” e i fr. 20'000.- “Prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra
fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”.
Per l’IC 2013 il
reddito imponibile veniva accertato in fr. 59'900.- (medesimo importo
determinante per l’aliquota) e la sostanza in fr. 105'000.-. Per l’IFD il
reddito imponibile veniva fissato in fr. 63'400.- (medesimo importo
determinante per l’aliquota).
E. Con reclamo
8/9.1.2015 RI 1 si aggravava avverso la decisione di tassazione IC/IFD 2013.
L’insorgente censurava l’aggiunta di fr. 20'000.- per l’insufficienza di
disponibilità finanziaria e faceva riferimento al precedente scritto di precisazioni
presentato il 4.11.2014. Con il gravame il contribuente richiedeva che il reddito
imponibile complessivo venisse accertato in fr. 39'900.-.
F. Con scritto 10.3.2017
l’UT si rivolgeva nuovamente a RI 1 convocandolo presso i propri uffici il
20.3.2017. In allegato alla convocazione veniva altresì trasmesso il nuovo
calcolo entrate/uscite dal quale si riscontrava comunque un’insufficiente disponibilità
finanziaria del contribuente. Il reclamante veniva anche invitato a voler comprovare
e giustificare con la relativa documentazione a sostegno ogni cambiamento del
calcolo sottopostogli.
G. Con decisione del
5.4.2017 l’UT respingeva il reclamo presentato da RI 1, riconfermandosi nella
precedente decisione IC/IFD 2013. L’autorità fiscale indicava, a sostegno del
proprio giudizio:
“Con lettera del 4.11.2014 viene contestata la
tassazione 2013 nei termini di legge. Nel merito viene richiesto lo stralcio
del reddito d’altra fonte esposto dall’ufficio in considerazione
dell’insufficiente disponibilità finanziaria. Si è provveduto a sentire il
contribuente in sede di audizione il quale afferma di non aver avuto altre
entrate, oltre a quelle indicate nella dichiarazione fiscale, riconfermandosi
nel suo gravame. Dal riesame della documentazione emerge quanto meno il quesito
di come abbia(no) potuto far fronte al proprio mantenimento. Evidentemente
l’imposizione di un reddito d’altra fonte in considerazione dei minimi vitali è
di certo sostenibile anche in considerazione del fatto che conformemente alle
disposizioni previste dall’art. 15 LT è imponibile la totalità dei proventi
periodici e unici di ogni genere, ivi compresi ogni prestazione valutabile in
denaro. Per tale motivo l’autorità fiscale si vede costretta a riconfermarsi
nella decisione di prima istanza”.
H. Con tempestivo
ricorso 5.5.2017 RI 1 impugna la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD
2013, invocando i medesimi argomenti fatti valere nella precedente sede. In
particolar modo aggiunge che, in occasione dell’udienza del 20.3.2017 con l’UT,
avrebbe fatto notare che il calcolo del dispendio teneva in considerazione la
variazione del conto correntista __________ senza aver approfondito in modo
inequivocabile tutti gli elementi che avrebbero generato una variazione.
Secondo l’insorgente
uno degli elementi più evidenti sarebbe la registrazione contabile del
25.12.2013 di fr. 8'000.- relativa alla rifusione delle spese professionali che
viene riportata nel certificato di salario. Altro elemento che secondo il
ricorrente sarebbe da menzionare è che durante l’udienza, egli avrebbe fatto notare
al funzionario incaricato che i pranzi consumati presso i genitori, come anche
i regali ricevuti in occasione del compleanno o per le festività natalizie fossero
esenti da imposizione sino a fr. 10'000.- per l’art. 155 LT e che non fossero
quindi imponibili, come indicato dall’agente del fisco.
Un terzo elemento da
considerare secondo il contribuente, sarebbe la stretta connessione contabile
tra due diversi attori, lui e la sua società. In particolar modo, secondo il
ricorrente, l’autorità fiscale non avrebbe tenuto in considerazione, per il
2013, una perdita d’esercizio di fr. 19'415.-, correggendola in fr. 9'000.-. RI
1 sostiene che, per motivi diversi, a suo tempo la società non aveva ricorso
contro tale modifica.
Il contribuente postula
anche in questa sede lo stralcio degli altri redditi per fr. 20'000.-.
Diritto
1. 1.1.
Secondo l’art. 204 cpv. 2
LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID,
l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una
valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere
accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il
motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e
indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per
cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità
dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato
provare che la stessa è manifestamente inesatta (sentenza TF 2C_419/2010 del
13.10.2010, consid. 2.1.).
1.2.
Giurisprudenza e dottrina
tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo
laddove il contribuen-te, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi
procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua
situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004
del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª
ediz. Basilea 2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, Zurigo 2009, 2ª ediz., n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 1123).
L’autorità
fiscale deve agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo co-scienza professionale,
conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere
tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare
eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente
deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più
vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).
Considerandi
2.
Nella fattispecie,
come visto, l’UT si è discostato dalla dichia-razione presentata dal ricorrente
ed ha rivalutato il suo reddito, ritenendo che quello da lui dichiarato non
fosse sufficiente per poter coprire il suo sostentamento per il periodo fiscale
2013.
In sostanza l’UT ha
ritenuto che la disponibilità per il 2013 fosse al di sotto dei minimi di
esistenza e fosse quindi giustificato aggiungere altri redditi.
Pur ritenendo che la
dichiarazione presentata dal contribuente non fosse corretta, l’autorità ha
rinunciato ad una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto
dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte
del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3
LIFD). Con decisione del 24.12.2014 ha infatti notificato a RI 1 una tassazione
ordinaria, con la conseguenza che l’obbligo di effettuare indagini d’ufficio,
nell’intento di ricostruire la verità materiale, non è mai venuto meno. Come ha
stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, la rinuncia alla tassazione
d’ufficio non impedisce tuttavia all’autorità di tassazione di determinare gli
elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative
all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n.
2A.561/2005 consid. 3).
3.
3.1.
Il contribuente deve
essere tassato, nella misura del possibile, secondo la sua capacità
contributiva reale. L’autorità di tassazione, chiamata a valutare d’ufficio il
reddito imponibile di un contribuente deve tener conto, secondo il suo apprezzamento,
di tutti i dati disponibili al momento di prendere la sua decisione. Non si può
esigere dall’autorità fiscale che effettui inchieste oppure proceda a dei chiarimenti
troppo dettagliati, in particolar modo quando non dispone di elementi probatori.
Quando le uniche indicazioni verificabili si basano sull’evoluzione della situazione
della sostanza, l’autorità fiscale può basarsi sulla differenza tra lo stato
della sostanza all’inizio e alla fine del periodo fiscale e aggiungere le spese
private ed il tenore di vita stimati alla cifra così ottenuta per determinare
il reddito imponibile (sentenza TF inc.2A.442/2001 del 19.6.2002 consid. 2.1.).
3.2
Nel calcolo entrate
/uscite sottoposto a RI 1 da parte dell’UT, l’autorità fiscale ha accertato le
seguenti “uscite” per il 2013:
·
Aumento del conto correntista di __________:
fr. 31'687.-
·
Aumento dei titoli e capitali: fr.
12'291.-
·
Spese professionali: fr.
2'090.-
·
3° pilastro A: fr.
6'739.-
·
Oneri assicurativi: fr.
5'015.-
·
Spese di amministrazione dei
titoli: fr. 280.-
·
Interessi passivi: fr.
1'888.-
·
Spese di manutenzione degli
immobili fr. 5'484.-
·
Versamenti a partiti politici fr.
100.
-
·
Totale uscite fr.
65'574.-
Per
quanto concerne le entrate, l’UT ha indicato:
·
Numerario: fr.
2'000.-
·
Salario netto: fr.
51'673.-
·
Indennità per il Consiglio
comunale fr. 700.-
·
Accredito SwissLife fr. 14.-
·
Imposte fr. 6'234.-
·
Totale entrate fr. 62'673.-
3.3
3.3.1
Questo calcolo è stato
allestito dall’UT anche sulla base delle informazioni fornite dal contribuente
con lettera del 4.11.2014, con la quale prendeva posizione relativamente al
precedente calcolo. Già da tale primo accertamento, inviato all’insorgente, l’autorità
fiscale lo rendeva attento in merito al fatto che le entrate dichiarate non erano
sufficienti per coprire le uscite, che erano state ricostruite anche sulla base
della situazione finanziaria della __________ (in particolare il conto correntista).
Nella decisione su
reclamo, l’UT si è riconfermato nel precedente giudizio. Come visto, in
considerazione del calcolo uscite/entrate l’UT ha rilevato un ammanco di
disponibilità finanziaria, che ha stimato in fr. 20'000.-. A questo importo
l’autorità fiscale è giunta ritenendo sia la differenza tra le entrate
dichiarate e le uscite accertate, sia gli importi dei minimi vitali.
3.3.2
Ora, risulta che, nel
periodo 2013, il qui ricorrente fosse domiciliato in via __________ nel Comune
di __________ (__________) e che fosse proprietario della PPP __________ del
fondo n. __________ RFD __________ (____________________) (con diritto
esclusivo d’uso dell’appartamento n. 3, comprensivo di camera, soggiorno, cucina,
bagno, balcone, atrio). Nel medesimo immobile abitano anche i suoi genitori.
Secondo la tabella per il
calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93
LEF, consultabile anche sul sito internet http://www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desistenza/)
per il debitore che vive da solo l’importo base mensile è di fr. 1'200.-. A
tale importo base va aggiunto il canone di locazione, rispettivamente gli
interessi ipotecari (già presi in considerazione nel calcolo entrate /uscite),
il riscaldamento e i costi accessori, gli oneri sociali (già tenuti in considerazione
nel calcolo), le spese indispensabili connesse con l’esercizio di una
professione (già prese in considerazione nel calcolo), le imposte (già
considerate).
3.3.3
Ora volendo sommare la
differenza tra le entrate e le uscite cifrata in fr. 2'901.- all’importo di
base del minimo vitale per 12 mesi, ossia fr. 14'400.- (12 x fr. 1'200.-) al
quale devono essere sommati anche i costi per il riscaldamento e costi accessori,
con una media di fr. 200.- al mese, per complessivi fr. 2'400.- in un anno, si giunge
alla cifra di fr. 19'700.-. Questo importo combacia con il calcolo allestito
dall’UT, che ha quantificato un reddito d’altra fonte in fr. 20'000.-.
Secondo la giurisprudenza,
peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è
obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a
scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si
deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli
elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica
debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica
per motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p.
670.
consid. 3b).
3.4
Da parte sua, il
contribuente, invitato ad esprimersi sul calcolo entrate ed uscite e reso
attento dell’ammanco di disponibilità finanziaria non ha prodotto elementi che
giustificassero una situazione economica diversa da quella descritta da parte
del fisco.
In particolare non ha fornito
alcuna spiegazione per l’aumento del conto correntista di __________ passato da
fr. 89'901.- il 1°1. a fr. 121'588.- al 31.12. (differenza di fr. 31'687.-),
conto che viene dichiarato nella propria dichiarazione fiscale nei “beni non soggetti
all’imposta preventiva”, come neppure ha giustificato la crescita dei suoi
titoli e capitali, passati da fr. 2'604.- al 1°.1. a fr. 14'895.- al 31.12. (differenza
di fr. 12'291.-).
L’unico argomento addotto
per cercare di ridurre la sproporzione fra le entrate e le uscite è
rappresentato dal riferimento alla “registrazione contabile del 25.12.2013 di
CHF 8'000.– relativa alla rifusione delle spese professionali che viene
riportata anche nel certificato di salario”. Secondo l’insorgente, tale importo
dovrebbe comportare un aumento delle entrate nella misura di fr. 8'000.–. L’indennità
forfetaria riconosciuta al ricorrente dal suo datore di lavoro, conformemente
al Regolamento delle spese approvato dalla Divisione delle contribuzioni, non è
considerata reddito imponibile per il fatto che ha lo scopo di coprire le spese
che il contribuente affronta nell’esercizio della sua attività lucrativa. In
altre parole, queste spese sono state riconosciute dall’autorità fiscale come
spese professionali deducibili secondo l’art. 26 LIFD (e, per l’imposta
cantonale, l’art. 25 LT). Se il datore di lavoro versa al dipendente un’indennità
per le spese da lui sostenute, si deve presumere che tale indennità copra le spese
effettivamente affrontate (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale del
23.9.2008
n.2C_326/2008, in RDAF 2008 II p. 519, consid. 4.1). Ne consegue
che, se si volesse aggiungere alle entrate l’importo in discussione, lo stesso
ammontare dovrebbe poi essere inserito fra le uscite, aumentando nella stessa
misura le spese professionali.
Non avendo inoltre
indicato di aver beneficiato di donazioni o successioni per quel periodo
fiscale, si deve partire dall’assunto che il contribuente non abbia fatto capo
a altri redditi o beni patrimoniali.
Non si comprende infine in
quale modo il calcolo della sua disponibilità finanziaria dovrebbe essere
influenzato dalla circostanza che l’Ufficio di tassazione delle persone
giuridiche abbia commisurato in fr. 9'000.– la perdita d’esercizio della __________
Sagl, mentre quest’ultima aveva dichiarato una perdita di fr. 19'415.–. A tale
riguardo, si rileva unicamente che la società in questione non ha pagato alcuna
imposta sull’utile, proprio perché in perdita, con la conseguenza che essa non
sarebbe neppure stata legittimata ad interporre reclamo contro la decisione di
tassazione che la concerneva. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
infatti, quando un contribuente riceve una decisione di tassazione che
stabilisce un utile nullo, con la conseguenza che non vi è alcun debito
d’imposta, l’ammontare delle perdite che hanno portato a stabilire l’utile nullo
costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione. Il contribuente
non ha pertanto un interesse attuale degno di tutela ad impugnare tale
decisione (cfr. p. es. le sentenze 2C_973/2012 e 2C_974/2012 del 4 ottobre
2013, in RDAF 2014 II p. 34 = RF 69/204 p. 65, consid. 4.2;2C_91/2012 del 17
agosto 2012, in RF 68/2013 p. 158, consid. 1.3.3 e giurisprudenza citata).
Si ricorda infine che,
secondo un consolidato principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è
ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di
elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente
la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario
(DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
3.5
Ne discende che l’UT ha
sicuramente agito, nel determinare la situazione fiscale del qui ricorrente, in
maniera prudente e seguendo la coscienza professionale che s’impone in casi
simili.
Come visto nel precedente
considerando (cfr. 3.3.3.) l’autorità fiscale è riuscita a dimostrare
l’esistenza di un reddito d’altra fonte e a comprovarne l’ampiezza. D’altro
lato il contribuente non ha prodotto alcuna prova o giustificazione in senso
contrario.
4.
Il ricorso è
respinto. Le tasse di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del
ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 400.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 500.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: