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Decisione

80.2017.110

Deduzioni: premi e contributi per assicurazioni contro le malattie, assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera, deduzione limitata

8 giugno 2017Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 ha lavorato fino

al 30 settembre 2015 alle dipendenze della __________ SA di __________. Dal 4

ottobre al 31 dicembre 2015 ha percepito delle indennità giornaliere per

incapacità lavorativa, erogate dalla compagnia di assicurazione __________.

Nella dichiarazione

d’imposta per il periodo fiscale 2015, presentata insieme alla moglie RI 2, il

contribuente ha indicato di aver percepito indennità giornaliere per malattia

per un ammontare di fr. 11'705.–, avendo dedotto dalle prestazioni percepite i

premi pagati all’assicurazione.

B. L’RS 1 ha notificato

ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2015, con decisione del 29 marzo 2017,

commisurando il reddito imponibile in fr. 64'500.– per l’IC ed in fr. 67'900.–

per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale ha in

particolar modo stabilito in fr. 19'508.– l’ammontare delle indennità giornaliere,

basandosi sul certificato rilasciato dalla compagnia di assicurazioni.

C. Con reclamo del 4

aprile 2017, i contribuenti hanno contestato fra l’altro l’imposizione delle

indennità giornaliere dell’assicurazione contro le malattie, argomentando che,

quando RI 1 aveva lasciato l’impiego presso la __________ SA, si era trasferito

dall’assicurazione collettiva all’assicurazione individuale della __________.

Aveva di conseguenza dovuto assumersi il pagamento dei relativi premi, per un

importo annuo di fr. 9’963.20. A loro avviso, i premi dovevano pertanto essere

dedotti dal reddito percepito.

L’Ufficio di tassazione ha

respinto il reclamo su questo punto, sostenendo che “il reddito da

assicurazione per perdita di guadagno in caso di malattia collettiva o

individuale è da imporsi integralmente considerato che tale assicurazione copre

il rischio di mancato guadagno in caso di malattia (in ossequio all’obbligo del

datore di lavoro (art. 324a C[C]S), inoltre tale copertura è temporanea e

prevede un indennizzo in considerazione di un guadagno assicurato”, con la

conseguenza che “la natura di tale reddito esclude… l’ammissibilità della

deduzione per rendite vitalizie derivanti da fonti previdenziali”. L’autorità

fiscale sottolineava altresì che i premi per l’assicurazione collettiva o

individuale per perdita di guadagno in caso di malattia sono ammessi solo “fino

a concorrenza dei limiti massimi previsti ossia CHF 10'500.– per imposta

cantonale e CHF 3'500.–“.

D. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 postulano

nuovamente la deduzione dal reddito imponibile dei premi pagati alla __________

per l’assicurazione individuale per perdita di guadagno in caso di malattia. I

ricorrenti sottolineano che al marito è in seguito stata riconosciuta una

rendita dell’assicurazione invalidità, che ha comportato anche una riduzione della

prestazione dell’assicurazione contro le malattie.

Diritto

1. 1.1.

I ricorrenti sostengono

che i premi versati da RI 1 alla __________ per l’assicurazione individuale

d’indennità giornaliera dovrebbero essere dedotti dal loro reddito imponibile,

in considerazione del fatto che il loro pagamento è funzionale al conseguimento

delle indennità giornaliere percepite negli ultimi mesi del periodo fiscale

litigioso. Di diverso avviso l’autorità di tassazione, secondo cui i premi

sarebbero deducibili solo entro i limiti previsti dalla legge per la deduzione

dei premi assicurativi, insieme a quelli per l’assicurazione privata contro le

malattie.

1.2.

In tutti i casi in cui il

lavoratore è impedito senza sua colpa di lavorare, il datore di lavoro deve

pagargli per un tempo limitato il salario (art. 324a cpv. 1 CO). Si

tratta della rimunerazione che il lavoratore avrebbe ricevuto se non fosse

stato impedito di lavorare durante tale lasso di tempo. L'obbligo di pagare il

salario non è tuttavia assoluto, quale che sia la durata dell'incapacità lavorativa;

invece, il lasso di tempo durante il quale il datore di lavoro deve pagare il

salario integrale varia in funzione della durata dei rapporti di lavoro.

Il cpv. 4 dell'art. 324a

CO consente di prevedere per iscritto accordi derogatori; in particolare, si

può convenire di affiliare i lavoratori a un sistema di assicurazione che copra

la perdita di guadagno in caso di malattia e invalidità. Numerose convenzioni

collettive di lavoro hanno fatto uso di tale facoltà ed organizzano imperativamente

l’affiliazione dei lavoratori ad assicurazioni collettive che coprono la

perdita di guadagno, secondo le disposizioni imposte dalla convenzione collettiva

di lavoro. Altri settori, non soggetti a disciplina convenzionale, concludono pure

assicurazioni collettive per i loro dipendenti. In simili casi, l’affiliazione,

la designazione dell’assicurazione, la natura e l’estensione delle prestazioni,

nonché l’ammontare e la ripartizione dei contributi devono figurare in un

accordo scritto, firmato dal lavoratore, o in un allegato che accompagna il

contratto di lavoro. La sostituzione dell’obbligo legale di pagare il salario

con una copertura assicurativa giova sia al datore di lavoro, che può

preventivare esattamente gli oneri dovuti alle assenze per malattia, sia al

lavoratore, che può cambiare lavoro senza perdere i vantaggi legati all’anzianità

e può affrontare senza problemi impedimenti lavorativi ripetuti o prolungati (cfr.

p. es. Longchamp, Commentaire du contrat de travail, Berna 2013; n. 39 ss. ad art.

324a CO, p. 219 ss.; Streiff / von

Kaenel / Rudolph, Arbeitsvertrag - Praxiskommentar zu Art. 319-362 OR, 7a

ediz., Zurigo 2012, n. 13 ad art.324a CO, p. 428 ss.).

Le

parti sono libere di scegliere sia di stipulare un’assicurazione sociale

d’indennità giornaliera secondo gli articoli da 67 a 77 della Legge federale

del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) sia di

concludere un’assicurazione d’indennità giornaliera soggetta alla Legge

federale del 2 aprile 1908 sul contratto d’assicurazione (LCA; RS 221.229.1).

Quest’ultimo è il caso più frequente e i contratti si ispirano, per ragioni

pratiche, al sistema previsto dalla LAMal (Longchamp,

op. cit., n. 42 s. ad art. 324a CO, p. 220 s.).

1.3.

Le persone

domiciliate in Svizzera o che vi esercitano un'attività lucrativa e aventi

compiuto i 15 anni ma non ancora i 65 anni possono stipulare un'assicurazione

d'indennità giornaliera con un assicuratore (art. 67 cpv. 1 Legge

federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]). Esse possono scegliere un assicuratore diverso da quello scelto per

l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 67 cpv. 2 LAMal)

e l’assicurazione d'indennità giornaliera può essere stipulata nella forma

d'assicurazione collettiva (art. 67 cpv. 3 LAMal).

L’assicurato

che esce dall’assicurazione collettiva perché cessa di appartenere alla cerchia

degli assicurati definita dal contratto oppure perché quest'ultimo è disdetto,

ha diritto al trasferimento nell’assicurazione individuale dell’assicuratore.

Se nell'assicurazione individuale l'assicurato non assicura prestazioni più

elevate, non possono essere formulate nuove riserve e dev'essere mantenuta

l'età d'entrata determinante nel contratto collettivo (art. 71 cpv. 1 LAMal).

Considerandi

2.

2.1.

Secondo gli art. 15 cpv. 1

LT e 16 cpv. 1 LIFD, la totalità dei proventi, periodici e unici, sottostà

all’imposta sul reddito. Il legislatore ha in tal modo fatto proprio il

principio dell’imposizione del reddito netto globale, completato da una lista

esemplificativa di diverse componenti reddituali (art. 16 a 22 LT e 17 a 23

LIFD) e da un elenco tassativo di redditi esenti dall’imposta (art. 23 LT e 24

LIFD). Per gli articoli 23 lett. a LIFD e 22 lett. a LT, è in

particolare imponibile qualsiasi provento sostitutivo di provento da attività

lucrativa, cioè ogni prestazione che si sostituisce ai redditi ordinari del

lavoro presso un contribuente che ha cessato durevolmente o temporaneamente,

volontariamente o meno, interamente o parzialmente, la sua attività lucrativa

(cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n.2C_903/2012 e 2C_904/2012

del 12 febbraio 2013, in RDAF 2014 II p. 23, consid. 4.1 con riferimenti). Le

indennità giornaliere dell’assicurazione contro le malattie rientrano fra i proventi

sostitutivi del reddito da attività lucrativa e sono pertanto pienamente

imponibili (Maute / Steiner / Rufener / Lang,

Steuern und Versicherungen, 3a ediz., Muri/Berna 2011, p. 269; Noël, in: Noël / Aubry Girardin [a cura

di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz..

Basilea 2017, n. 7 ad art. 23 LIFD, p. 568).

2.2

Ne consegue che la

decisione impugnata, nella misura in cui ha assoggettato all’imposta sul

reddito in misura integrale le indennità giornaliere versate al ricorrente, è

legittima.

3.

3.1.

Sono deducibili dal

reddito imponibile, fra l’altro (articoli 33 cpv. 1 LIFD e 32 cpv. 1 LT):

·

il 40 per cento delle rendite vitalizie versate,

nonché gli oneri permanenti (lett. b);

·

i premi e i contributi versati per le indennità per

la perdita di guadagno, per l'assicurazione contro la disoccupazione e per

l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (lett. f);

·

i versamenti, premi e contributi per assicurazioni

sulla vita, contro le malattie e, in quanto non compresa sotto la lettera f,

contro gli infortuni, nonché gli interessi dei capitali a risparmio del

contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede (lett. g);

la deduzione è peraltro limitata ad un importo di 3’500.–

franchi per l’IFD e di 10'500 franchi per l’IC, per i coniugi che vivono in

comunione domestica, e di 1’700 franchi per l’IFD e di 5'200.– franchi per l’IC, per gli altri contribuenti.

3.2

Questa Corte ha già avuto

modo di decidere che non possono essere dedotti dal reddito a titolo di contributi

di legge – e in particolare quali premi e contributi versati per le indennità

per la perdita di guadagno – i premi per l’assicurazione per la perdita di

guadagno a causa di malattia, poiché tale assicurazione non rientra nel campo

delle assicurazioni sociali bensì in quello dell’assicurazione complementare

contro la malattia (CDT n. 80.96.00159 dell’11.10.1996, in RDAT I-1997 n. 7t).

Il Tribunale federale, da

parte sua, ha negato che, per un disoccupato, i premi pagati per

l’assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera sia deducibile a titolo di

spesa per il conseguimento del reddito, sebbene tale assicurazione possa essere

strettamente legata all’assicurazione contro la disoccupazione (sentenza n.2C_681/2008

e 2C_682/2008 del 12.12.2008, in RF 64/2009 p. 380 = RDAF 2009 II p. 422,

consid. 3.5.5).

I premi

pagati dal lavoratore e dal disoccupato per l’assicurazione facoltativa

d’indennità giornaliera sono deducibili entro i limiti previsti dagli articoli

33.

cpv. 1 lett. g LIFD e 32 cpv. 1 lett. g LT, poiché rientrano

fra i “versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro le

malattie e, in quanto non compresa sotto la lettera f, contro gli

infortuni” (cfr. la sentenza del Tribunale federale (cfr. la sentenza del Tribunale

federale n.2C_36/2011 del 24.5.2011 consid. 3.2; inoltre Maute / Steiner / Rufener / Lang, op.

cit., p. 268 e p. 283; Laffely Maillard,

in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt

fédéral direct, 2a ediz.. Basilea 2017, n. 81 ad art. 33 LIFD, p.

754).

3.3

Neppure può entrare in

considerazione, come richiesto dai ricorrenti, la deduzione degli “oneri

permanenti” (articoli 33 cpv. 1 lett. b LIFD e 32 cpv. 1 lett. b

LT). In questa nozione rientrano infatti obblighi, imposti dal contribuente

dalla legge, da un contratto o da una disposizione per causa di morte, che

colpiscono un elemento della sua sostanza privata per un periodo più o meno lungo

e ne diminuiscono il valore d’uso (p. es. Laffely Maillard, in: Noël / Aubry Girardin

[a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a

ediz.. Basilea 2017, n. 14 ad art. 33 LIFD, p. 723). Di solito, gli

oneri permanenti sorgono in relazione alla proprietà fondiaria; vi rientrano in

particolare gli oneri fondiari di diritto privato (articoli 782-792 CC) o di

diritto pubblico (art. 784 CC), come pure le servitù prediali e personali (Laffely Maillard, op. cit., n. 15 ad

art. 33 LIFD, p. 723).

È immediatamente evidente

che il pagamento di un premio assicurativo non rientra nella nozione di onere

permanente.

3.4

Tornando al caso in esame,

con la decisione impugnata, l’autorità di tassazione ha elevato la deduzione

degli oneri assicurativi e degli interessi di capitali a risparmio, per

l’imposta cantonale, da fr. 8'968.– a fr. 10'500.–, proprio per tener conto del

pagamento dei premi in discussione. Tale importo rappresenta peraltro il

massimo previsto dalla legge cantonale (art. 32 cpv. 1 lett. g

LT). Per l’imposta federale diretta, la deduzione è per contro stata confermata

all’importo massimo di fr. 3'500.– (art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD).

La decisione dell’Ufficio

di tassazione si rivela conforme al diritto applicabile.

4.

Visto l’esito del

ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei

ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 500.–

b. nelle spese di cancelleria

di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 580.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: