80.2017.110
Deduzioni: premi e contributi per assicurazioni contro le malattie, assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera, deduzione limitata
8 giugno 2017Italiano11 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2017.110
80.2017.111
Lugano
8 giugno 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi, vicecancelliera
parti
RI 1
RI 2
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 4 maggio 2017 contro la decisione del 3 maggio 2017 in materia di IC e IFD
2015.
Fatti
A. RI 1 ha lavorato fino
al 30 settembre 2015 alle dipendenze della __________ SA di __________. Dal 4
ottobre al 31 dicembre 2015 ha percepito delle indennità giornaliere per
incapacità lavorativa, erogate dalla compagnia di assicurazione __________.
Nella dichiarazione
d’imposta per il periodo fiscale 2015, presentata insieme alla moglie RI 2, il
contribuente ha indicato di aver percepito indennità giornaliere per malattia
per un ammontare di fr. 11'705.–, avendo dedotto dalle prestazioni percepite i
premi pagati all’assicurazione.
B. L’RS 1 ha notificato
ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2015, con decisione del 29 marzo 2017,
commisurando il reddito imponibile in fr. 64'500.– per l’IC ed in fr. 67'900.–
per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale ha in
particolar modo stabilito in fr. 19'508.– l’ammontare delle indennità giornaliere,
basandosi sul certificato rilasciato dalla compagnia di assicurazioni.
C. Con reclamo del 4
aprile 2017, i contribuenti hanno contestato fra l’altro l’imposizione delle
indennità giornaliere dell’assicurazione contro le malattie, argomentando che,
quando RI 1 aveva lasciato l’impiego presso la __________ SA, si era trasferito
dall’assicurazione collettiva all’assicurazione individuale della __________.
Aveva di conseguenza dovuto assumersi il pagamento dei relativi premi, per un
importo annuo di fr. 9’963.20. A loro avviso, i premi dovevano pertanto essere
dedotti dal reddito percepito.
L’Ufficio di tassazione ha
respinto il reclamo su questo punto, sostenendo che “il reddito da
assicurazione per perdita di guadagno in caso di malattia collettiva o
individuale è da imporsi integralmente considerato che tale assicurazione copre
il rischio di mancato guadagno in caso di malattia (in ossequio all’obbligo del
datore di lavoro (art. 324a C[C]S), inoltre tale copertura è temporanea e
prevede un indennizzo in considerazione di un guadagno assicurato”, con la
conseguenza che “la natura di tale reddito esclude… l’ammissibilità della
deduzione per rendite vitalizie derivanti da fonti previdenziali”. L’autorità
fiscale sottolineava altresì che i premi per l’assicurazione collettiva o
individuale per perdita di guadagno in caso di malattia sono ammessi solo “fino
a concorrenza dei limiti massimi previsti ossia CHF 10'500.– per imposta
cantonale e CHF 3'500.–“.
D. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 postulano
nuovamente la deduzione dal reddito imponibile dei premi pagati alla __________
per l’assicurazione individuale per perdita di guadagno in caso di malattia. I
ricorrenti sottolineano che al marito è in seguito stata riconosciuta una
rendita dell’assicurazione invalidità, che ha comportato anche una riduzione della
prestazione dell’assicurazione contro le malattie.
Diritto
1. 1.1.
I ricorrenti sostengono
che i premi versati da RI 1 alla __________ per l’assicurazione individuale
d’indennità giornaliera dovrebbero essere dedotti dal loro reddito imponibile,
in considerazione del fatto che il loro pagamento è funzionale al conseguimento
delle indennità giornaliere percepite negli ultimi mesi del periodo fiscale
litigioso. Di diverso avviso l’autorità di tassazione, secondo cui i premi
sarebbero deducibili solo entro i limiti previsti dalla legge per la deduzione
dei premi assicurativi, insieme a quelli per l’assicurazione privata contro le
malattie.
1.2.
In tutti i casi in cui il
lavoratore è impedito senza sua colpa di lavorare, il datore di lavoro deve
pagargli per un tempo limitato il salario (art. 324a cpv. 1 CO). Si
tratta della rimunerazione che il lavoratore avrebbe ricevuto se non fosse
stato impedito di lavorare durante tale lasso di tempo. L'obbligo di pagare il
salario non è tuttavia assoluto, quale che sia la durata dell'incapacità lavorativa;
invece, il lasso di tempo durante il quale il datore di lavoro deve pagare il
salario integrale varia in funzione della durata dei rapporti di lavoro.
Il cpv. 4 dell'art. 324a
CO consente di prevedere per iscritto accordi derogatori; in particolare, si
può convenire di affiliare i lavoratori a un sistema di assicurazione che copra
la perdita di guadagno in caso di malattia e invalidità. Numerose convenzioni
collettive di lavoro hanno fatto uso di tale facoltà ed organizzano imperativamente
l’affiliazione dei lavoratori ad assicurazioni collettive che coprono la
perdita di guadagno, secondo le disposizioni imposte dalla convenzione collettiva
di lavoro. Altri settori, non soggetti a disciplina convenzionale, concludono pure
assicurazioni collettive per i loro dipendenti. In simili casi, l’affiliazione,
la designazione dell’assicurazione, la natura e l’estensione delle prestazioni,
nonché l’ammontare e la ripartizione dei contributi devono figurare in un
accordo scritto, firmato dal lavoratore, o in un allegato che accompagna il
contratto di lavoro. La sostituzione dell’obbligo legale di pagare il salario
con una copertura assicurativa giova sia al datore di lavoro, che può
preventivare esattamente gli oneri dovuti alle assenze per malattia, sia al
lavoratore, che può cambiare lavoro senza perdere i vantaggi legati all’anzianità
e può affrontare senza problemi impedimenti lavorativi ripetuti o prolungati (cfr.
p. es. Longchamp, Commentaire du contrat de travail, Berna 2013; n. 39 ss. ad art.
324a CO, p. 219 ss.; Streiff / von
Kaenel / Rudolph, Arbeitsvertrag - Praxiskommentar zu Art. 319-362 OR, 7a
ediz., Zurigo 2012, n. 13 ad art.324a CO, p. 428 ss.).
Le
parti sono libere di scegliere sia di stipulare un’assicurazione sociale
d’indennità giornaliera secondo gli articoli da 67 a 77 della Legge federale
del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) sia di
concludere un’assicurazione d’indennità giornaliera soggetta alla Legge
federale del 2 aprile 1908 sul contratto d’assicurazione (LCA; RS 221.229.1).
Quest’ultimo è il caso più frequente e i contratti si ispirano, per ragioni
pratiche, al sistema previsto dalla LAMal (Longchamp,
op. cit., n. 42 s. ad art. 324a CO, p. 220 s.).
1.3.
Le persone
domiciliate in Svizzera o che vi esercitano un'attività lucrativa e aventi
compiuto i 15 anni ma non ancora i 65 anni possono stipulare un'assicurazione
d'indennità giornaliera con un assicuratore (art. 67 cpv. 1 Legge
federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]). Esse possono scegliere un assicuratore diverso da quello scelto per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 67 cpv. 2 LAMal)
e l’assicurazione d'indennità giornaliera può essere stipulata nella forma
d'assicurazione collettiva (art. 67 cpv. 3 LAMal).
L’assicurato
che esce dall’assicurazione collettiva perché cessa di appartenere alla cerchia
degli assicurati definita dal contratto oppure perché quest'ultimo è disdetto,
ha diritto al trasferimento nell’assicurazione individuale dell’assicuratore.
Se nell'assicurazione individuale l'assicurato non assicura prestazioni più
elevate, non possono essere formulate nuove riserve e dev'essere mantenuta
l'età d'entrata determinante nel contratto collettivo (art. 71 cpv. 1 LAMal).
Considerandi
2.
2.1.
Secondo gli art. 15 cpv. 1
LT e 16 cpv. 1 LIFD, la totalità dei proventi, periodici e unici, sottostà
all’imposta sul reddito. Il legislatore ha in tal modo fatto proprio il
principio dell’imposizione del reddito netto globale, completato da una lista
esemplificativa di diverse componenti reddituali (art. 16 a 22 LT e 17 a 23
LIFD) e da un elenco tassativo di redditi esenti dall’imposta (art. 23 LT e 24
LIFD). Per gli articoli 23 lett. a LIFD e 22 lett. a LT, è in
particolare imponibile qualsiasi provento sostitutivo di provento da attività
lucrativa, cioè ogni prestazione che si sostituisce ai redditi ordinari del
lavoro presso un contribuente che ha cessato durevolmente o temporaneamente,
volontariamente o meno, interamente o parzialmente, la sua attività lucrativa
(cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n.2C_903/2012 e 2C_904/2012
del 12 febbraio 2013, in RDAF 2014 II p. 23, consid. 4.1 con riferimenti). Le
indennità giornaliere dell’assicurazione contro le malattie rientrano fra i proventi
sostitutivi del reddito da attività lucrativa e sono pertanto pienamente
imponibili (Maute / Steiner / Rufener / Lang,
Steuern und Versicherungen, 3a ediz., Muri/Berna 2011, p. 269; Noël, in: Noël / Aubry Girardin [a cura
di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz..
Basilea 2017, n. 7 ad art. 23 LIFD, p. 568).
2.2
Ne consegue che la
decisione impugnata, nella misura in cui ha assoggettato all’imposta sul
reddito in misura integrale le indennità giornaliere versate al ricorrente, è
legittima.
3.
3.1.
Sono deducibili dal
reddito imponibile, fra l’altro (articoli 33 cpv. 1 LIFD e 32 cpv. 1 LT):
·
il 40 per cento delle rendite vitalizie versate,
nonché gli oneri permanenti (lett. b);
·
i premi e i contributi versati per le indennità per
la perdita di guadagno, per l'assicurazione contro la disoccupazione e per
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (lett. f);
·
i versamenti, premi e contributi per assicurazioni
sulla vita, contro le malattie e, in quanto non compresa sotto la lettera f,
contro gli infortuni, nonché gli interessi dei capitali a risparmio del
contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede (lett. g);
la deduzione è peraltro limitata ad un importo di 3’500.–
franchi per l’IFD e di 10'500 franchi per l’IC, per i coniugi che vivono in
comunione domestica, e di 1’700 franchi per l’IFD e di 5'200.– franchi per l’IC, per gli altri contribuenti.
3.2
Questa Corte ha già avuto
modo di decidere che non possono essere dedotti dal reddito a titolo di contributi
di legge – e in particolare quali premi e contributi versati per le indennità
per la perdita di guadagno – i premi per l’assicurazione per la perdita di
guadagno a causa di malattia, poiché tale assicurazione non rientra nel campo
delle assicurazioni sociali bensì in quello dell’assicurazione complementare
contro la malattia (CDT n. 80.96.00159 dell’11.10.1996, in RDAT I-1997 n. 7t).
Il Tribunale federale, da
parte sua, ha negato che, per un disoccupato, i premi pagati per
l’assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera sia deducibile a titolo di
spesa per il conseguimento del reddito, sebbene tale assicurazione possa essere
strettamente legata all’assicurazione contro la disoccupazione (sentenza n.2C_681/2008
e 2C_682/2008 del 12.12.2008, in RF 64/2009 p. 380 = RDAF 2009 II p. 422,
consid. 3.5.5).
I premi
pagati dal lavoratore e dal disoccupato per l’assicurazione facoltativa
d’indennità giornaliera sono deducibili entro i limiti previsti dagli articoli
33.
cpv. 1 lett. g LIFD e 32 cpv. 1 lett. g LT, poiché rientrano
fra i “versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro le
malattie e, in quanto non compresa sotto la lettera f, contro gli
infortuni” (cfr. la sentenza del Tribunale federale (cfr. la sentenza del Tribunale
federale n.2C_36/2011 del 24.5.2011 consid. 3.2; inoltre Maute / Steiner / Rufener / Lang, op.
cit., p. 268 e p. 283; Laffely Maillard,
in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt
fédéral direct, 2a ediz.. Basilea 2017, n. 81 ad art. 33 LIFD, p.
754).
3.3
Neppure può entrare in
considerazione, come richiesto dai ricorrenti, la deduzione degli “oneri
permanenti” (articoli 33 cpv. 1 lett. b LIFD e 32 cpv. 1 lett. b
LT). In questa nozione rientrano infatti obblighi, imposti dal contribuente
dalla legge, da un contratto o da una disposizione per causa di morte, che
colpiscono un elemento della sua sostanza privata per un periodo più o meno lungo
e ne diminuiscono il valore d’uso (p. es. Laffely Maillard, in: Noël / Aubry Girardin
[a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a
ediz.. Basilea 2017, n. 14 ad art. 33 LIFD, p. 723). Di solito, gli
oneri permanenti sorgono in relazione alla proprietà fondiaria; vi rientrano in
particolare gli oneri fondiari di diritto privato (articoli 782-792 CC) o di
diritto pubblico (art. 784 CC), come pure le servitù prediali e personali (Laffely Maillard, op. cit., n. 15 ad
art. 33 LIFD, p. 723).
È immediatamente evidente
che il pagamento di un premio assicurativo non rientra nella nozione di onere
permanente.
3.4
Tornando al caso in esame,
con la decisione impugnata, l’autorità di tassazione ha elevato la deduzione
degli oneri assicurativi e degli interessi di capitali a risparmio, per
l’imposta cantonale, da fr. 8'968.– a fr. 10'500.–, proprio per tener conto del
pagamento dei premi in discussione. Tale importo rappresenta peraltro il
massimo previsto dalla legge cantonale (art. 32 cpv. 1 lett. g
LT). Per l’imposta federale diretta, la deduzione è per contro stata confermata
all’importo massimo di fr. 3'500.– (art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD).
La decisione dell’Ufficio
di tassazione si rivela conforme al diritto applicabile.
4.
Visto l’esito del
ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei
ricorrenti, soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di cancelleria
di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 580.–
sono a carico dei
ricorrenti.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-;
-.
Copia per conoscenza:
-
municipio di.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: