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Decisione

80.2017.12

Imposta sull’utile delle persone giuridiche: distribuzione dissimulata di utile, rinuncia da parte della società a rivendicare compensi per prestazioni effettuate, incassati direttamente dall’azionist

26 marzo 2018Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

A. __________ è una

società il cui scopo consiste nell’esercizio di ogni attività di carattere

fiduciario (ed in particolare l'organizzazione e la tenuta di contabilità, la

consulenza e l'assistenza amministrativa, la consulenza aziendale e fiscale; la

costituzione, trasformazione, fusione e liquidazione di società,

l'intermediazione in genere, segnatamente di compra-vendita, di attività

commerciali e di beni mobili, la mediazione in genere, la consulenza in ambito

assicurativo, le ricerche di mercato e di partners commerciali).

__________ è

l’amministratrice unica. Il 13 novembre 2015 la società ha trasferito la sede a

__________, nel Canton __________.

B. Con decisioni dell’11

luglio 2016, l’RS 1 (UTPG) ha notificato alla contribuente le tassazioni IC/IFD

per i periodi fiscali 2013 e 2014.

Per il periodo fiscale

2013, l’utile imponibile è stato commisurato in fr. 20'600.- (a fronte di un

utile netto d’esercizio dichiarato di fr. 1'311.-) mentre il capitale

imponibile in fr. 138'000.-. La motivazione della decisione era la seguente:

Sui prestiti attivi non saranno fiscalmente ammessi né

perdite né ammortamenti.

Fattori

aggiunti all’utile:

Spese

non documentate o eccessive.

Accantonamenti

eccessivi.

Prestazioni

(valutabili in denaro) ad azionisti o persone vicine:

Uso

privato auto.

Interessi

attivi insufficienti.

Vantaggi

vari.

Aggiunte

nella determinazione del capitale imponibile:

Ammortamenti

e accantonamenti tassati quali utile.

Per il periodo fiscale

2014, l’utile imponibile è stato stabilito in fr. 66'100.- e il capitale

imponibile in fr. 146'000.-. All’utile netto d’esercizio dichiarato di fr.

5'299.-, l’UTPG aveva aggiunto spese non documentate o eccessive ed

accantonamenti eccessivi. Inoltre evidenziava l’esistenza di prestazioni

(valutabili in denaro) ad azionisti o persone vicine: l’utilizzo privato

dell’autovettura, gli interessi attivi insufficienti, vantaggi vari. Nella

determinazione del capitale imponibile venivano aggiunti ammortamenti e accantonamenti

tassati quali utile.

C. Con reclamo

4/5.8.2016 RI 1 censurava le decisioni IC/IFD 2013 e 2014 (notifiche di

tassazione ricevute il 4.8.2016 tramite invio raccomandato). Nel gravame si

contestavano le riprese sull’utile effettuate da parte dell’UTPG e veniva richiesto

il dettaglio specifico per le spese non documentate o eccessive, per gli

accantonamenti eccessivi, per i vantaggi vari, per gli interessi attivi

insufficienti per l’utilizzo privato delle autovetture. La ricorrente chiedeva

che le venisse trasmesso il dettaglio per procedere nel reclamo contro tutte le

riprese effettuate.

D. Con scritto

29/30.8.2016 RI 1 indicava di non essere d’accordo con le riprese sull’utile

operate dall’UTPG.

Contestava in primo luogo la

ripresa per il mancato ricavo della pigione del cliente __________.

Quest’ultima società aveva “un contratto determinato per l’utilizzo

dell’ufficio con la __________” (società della quale __________ già era stata

anche amministratrice unica) per un importo annuo di fr. 9'600.- (che per i periodi

fiscali qui ritenuti era una società inattiva e non utilizzava gli uffici).

Veniva inoltre contestata

la ripresa nell’utile, per mancato ricavo da parte di RI 1, di una fattura che __________

(amministratrice unica di RI 1) aveva emesso nei confronti della __________ e

riguardante la segnalazione di vendita di un oggetto immobiliare e di un corso

di istruzione di contabilità analitica alla segretaria di quella società. La

reclamante sottolineava come essa non si occupasse di intermediazione immobiliare

né di formazione in materia di contabilità, ragione per cui tale ricavo non

costituiva “concorrenza sleale nei confronti della società né tanto meno un

mancato ricavo”. L’importo in questione sarebbe stato inserito da __________

nella propria dichiarazione fiscale quale reddito da attività accessoria.

Anche la ripresa di fr.

17'038.- relativa ad una compensazione tra i lavori che la ditta __________

avrebbe dovuto effettuare alla casa di __________, con prestazioni che RI 1

avrebbe dovuto svolgere a favore di __________, non sarebbe stata giustificata.

In effetti, la compensazione non sarebbe mai avvenuta e __________ avrebbe

versato personalmente la somma relativa ai lavori effettuati presso la sua

abitazione.

In merito ai vantaggi per

l’utilizzo del telefono, nell’allegato veniva indicato che RI 1 si occupa

anche di “compra-vendita di attività alla quale sono stati assegnati dei

numeri di telefono”. I numeri di telefono in questione sono intestati alla

società, per cui i relativi costi devono essere accettati. A carico della

società vi sarebbe inoltre anche il costo dell’abbonamento telefonico della

casa di __________ in cui abita __________, siccome l’amministratrice lavora

anche da casa.

Per quanto atteneva ai

vantaggi legati all’utilizzo dell’autovettura veniva specificato come sino al

periodo fiscale 2013 fosse stata sempre presa in considerazione anche la quota

parte per l’utilizzo dei veicoli intestati all’azienda da parte

dell’amministratrice. Nel 2014 __________ avrebbe utilizzato unicamente i suoi

veicoli per le tratte private (una __________ __________ ed una __________)

mentre i veicoli aziendali rimanevano posteggiati presso la sede legale della

società.

Nel gravame si concludeva

indicando come l’utile imponibile per l’IC/IFD 2013 dovesse essere definito in

fr. 8'700.- ed in fr. 13'500.- quello per il 2014. Il capitale doveva essere

stabilito in fr. 138'856.- per il 2013 ed in fr. 146'816.- per il 2014.

E. a. Decisione su

reclamo IC/IFD 2013

Con decisione del

9.12.2016, l’UTPG ha respinto il gravame dell’insorgente. In particolare si

indicava che RI 1 era stata oggetto di verifica per gli anni 2013 e 2014. I

fattori imponibili erano quindi stati discussi con la rappresentante della

società e potevano così essere riassunti:

Risultato dichiarato fr.

1'311.-

Interessi attivi

finanziamento APA fr. 395.-

Interessi attivi

correntisti fr. 453.-

RT Delcredere fr.

2'250.-

Costi non ammessi fr.

914.-

Adeguamento CA (locazione __________) fr.

9'600.-

Vantaggi telefono fr.

3'000.-

Vantaggi rappresentanza fr.

1'500.-

Vantaggi auto fr.

1'200.-

Utile imponibile IC/IFD fr.

20'623.-

Nella decisione veniva

indicato come il 14.11.2016 si fosse tenuta un’udienza nel corso della quale

erano state discusse le posizioni più importanti. Nella motivazione veniva

indicato come la ripresa di fr. 9'600.- per locazione a __________ era

giustificata siccome era un trasferimento di cifra d’affari a favore della

società __________, società inattiva che non aveva possesso immobiliare, né

spazi in locazione da affittare. L’utile imponibile veniva pertanto stabilito

in fr. 20'600 per l’IC e l’IFD 2013 ed il capitale in fr. 138'000.-.

b. Decisione su reclamo

IC/IFD 2014

Con decisione dello stesso

giorno, l’UTPG ha respinto il reclamo anche per il periodo fiscale 2014

Ribadito che la reclamante era stata oggetto di verifica per gli anni 2013 e

2014, ha rilevato che i fattori imponibili erano quindi stati discussi con la

rappresentante della società e potevano così essere riassunti:

Risultato dichiarato fr. 5'299.-

Interessi attivi

finanziamento APA fr. 395.-

Interessi attivi

correntisti fr. 1'158.-

RT Delcredere fr.

2'660.-

Costi non ammessi fr.

582.-

Adeguamento CA fr.

46'638.-

Vantaggi telefono fr.

3'000.-

Vantaggi rappresentanza fr.

1'500.-

Vantaggi auto fr. 4'950.-

Utile imponibile IC/IFD fr. 66'182.-

L’UTPG indicava come, a

seguito della discussione tenutasi il 14.11.2016 l’UTPG avesse mantenuto la

propria decisione. L’utile imponibile veniva pertanto definito in fr. 66'100.-

per l’IC/IFD 2014 ed il capitale in fr. 146'100.-.

F. Con tempestivo

ricorso 9/10.1.2017 alla Camera di diritto tributario la RI 1 impugna le

decisioni su reclamo IC/IFD 2013 e 2014. Dopo aver censurato l’operato dell’UTPG

durante l’udienza del 14.11.2016, la ricorrente ripropone le contestazioni già

esposte in sede di reclamo. In particolare contesta la ripresa di fr. 17'893.-,

relativa alla compensazione fra la mercede dovuta da __________ a __________ SA

per i lavori da quest’ultima effettuati nella casa d’abitazione della prima e

il compenso dovuto dalla __________ SA alla ricorrente per l’amministrazione. Dopo

aver ripercorso l’iter dei lavori presso la casa privata dell’amministratrice

ad __________ ed indicato che, durante lo svolgimento degli stessi, nei

confronti della __________ era stata avviata la procedura di fallimento (tanto

da doversi rivolgere ad un’altra società per portare a termine i lavori),

l’insorgente indica che dall’inizio della collaborazione al giorno del

fallimento nessuna prestazione di RI 1 era stata compensata con i lavori

eseguiti da __________.

Per quanto riguarda

la provvigione per un’intermediazione immobiliare prestata da __________ ad __________

come anche un corso di contabilità analitica eseguito per istruire la

segretaria di __________, RI 1 indica come questo reddito fosse già stato

compreso nella dichiarazione fiscale di pertinenza di __________. A RI 1 non

può essere imputato alcun mancato ricavo. In merito alla ripresa di fr. 9'600.-

(relativa al canone di locazione) la stessa viene accettata dalla contribuente.

Per il resto vengono riconfermati gli argomenti a censura della ripresa per i

vantaggi legati all’utilizzo del telefono come anche quelli per l’uso delle

autovetture intestate alla società.

G. Con osservazioni al

gravame 24.1.2017, l’UTPG chiede di respingere il ricorso.

In merito alla ripresa di

fr. 17'893.- (compensazione __________), l’autorità fiscale ricorda che, in

sede di audizione del 14.11.2016, aveva specificato come fosse necessaria la

produzione della prova inconfutabile che __________ ed il marito non avessero

beneficiato delle prestazioni di RI 1 e di __________ (ditta subentrata nei

lavori alla __________) e aveva pertanto chiesto di produrre copia dei preventivi

e delle fatture come pure copia della corrispondenza e di tutto quanto avessero

ritenuto utile a tale scopo. In data 24.11.2016 l’UTPG aveva invitato la

contribuente a completare la documentazione (in particolare i contratti di

appalto ed i dettagli del conto di costruzione). La contribuente aveva

replicato di non voler produrre più alcuna documentazione in quanto quella

trasmessa era a suo avviso sufficiente. In particolare l’UTPG ha rilevato anche

che da una verifica effettuata nell’incarto delle persone fisiche (di __________

e del marito) sono emerse alcune fatture di __________ per i lavori

dell’abitazione di __________ (diverse da quelle fornite da RI 1 all’UTPG) che,

a differenza di altre dello stesso fornitore e per la stessa causa, non portano

il timbro della banca dell’avvenuto pagamento a carico del conto costruzione.

Il totale delle fatture ammonta a fr. 65'340.- a fronte delle quali è stato

fornito copia di un bonifico (non meglio dettagliato) di fr. 45'340.-. Secondo

l’UTPG __________ deve ancora dimostrare il pagamento a favore di __________ di

fr. 20'000.-.

In merito alla ripresa di

fr. 20'000.- relativa alla provvigione per l’intermediazione immobiliare,

l’autorità fiscale ritiene giustificata la ripresa di questo importo presso RI

1 in quanto trattasi di attività di fatto ed economicamente strettamente legata

all’attività fiduciaria svolta dalla contribuente in virtù del principio del

divieto di concorrenza; la causale del versamento rilevabile dal bonifico

bancario è inoltre esplicita: “pratiche di contabilità”; l’intermediazione in

genere è anche prevista dallo scopo della società.

Per i vantaggi legati

all’utilizzo del telefono, l’UTPG indica che la ripresa è stata ritenuta

corretta e che ad ogni modo l’intestazione fiduciaria di numeri telefonici non

è fattibile dal profilo legale né dal relativo promemoria AFC.

Per i vantaggi legati

all’utilizzo dell’autovettura, l’UTPG la ritiene giustificata e visti

l’importante onere di accertamento e di tempo già investiti nella pratica,

l’autorità fiscale si rimette al giudizio della Camera. L’UTPG contesta da

ultimo le illazioni della contribuente circa lo svolgimento dell’udienza del

14.11.2016.

H. All’udienza del 6

ottobre 2017, la ricorrente ha sottolineato che la fattura di fr. 20'000.–,

emessa personalmente da __________, si riferisce ad un’attività che non rientra

fra quelle svolte dalla società. Inoltre il compenso non si riferiva unicamente

alla provvigione, ma anche all’istruzione in materia di contabilità. Si è

impegnata comunque a produrre la documentazione in merito al contratto di

mediazione a cui si riferisce questa fattura.

L’UTPG, da parte sua, ha

ribadito che a suo avviso si tratterebbe di un ricavo che è legato comunque

all’attività della società della quale __________ è azionista e amministratrice.

Per quanto concerne la

ripresa dell’importo di fr. 17'983.–, la ricorrente ha sostenuto che, a causa

del sopravvenuto fallimento, la __________ SA non avrebbe pagato quanto le

doveva. L’UTPG ha allora chiesto per quale ragione, se la società vantava

ancora un credito nei confronti della __________ SA, non abbia insinuato tale

credito nel fallimento di questa società, che è avvenuto poco dopo. I

rappresentanti della ricorrente si sono impegnati a prendere posizione anche su

questo aspetto.

La ricorrente ha poi

prodotto copia di una ricevuta, firmata dalla __________ SA, a comprova del

pagamento dell’importo di fr. 20'000.– per le prestazioni intraprese nella

proprietà immobiliare di __________. Tale versamento spiegherebbe a suo avviso le

discrepanze, messe in evidenza dall’UTPG, fra le fatture della __________ SA

contenute nell’incarto fiscale delle persone fisiche e della persona giuridica.

I rappresentanti della ricorrente si sono anche impegnati a produrre ulteriore

documentazione a comprova dell’avvenuto pagamento di tutto quanto fatturato

dalla __________ SA.

I. Il 16 ottobre 2017

l’insorgente ha informato la Camera di diritto tributario di non essere

riuscita a recuperare i dati relativi alla mediazione per cui sarebbe stata

corrisposta la provvigione di fr. 20'000.–. Ha chiesto nondimeno di rinunciare

alla ripresa di tale importo, non trattandosi di “concorrenza sleale” di __________

nei confronti della sua società.

La società contribuente ha

prodotto invece una lettera del 28 gennaio 2015, con la quale ha insinuato un

credito di fr. 27'662.35 nel fallimento della __________ SA, precisando che in

tale importo sarebbe compreso l’ammontare litigioso di fr. 17'983.–, che non

sarebbe quindi mai stato compensato.

Per quanto attiene alla

discrepanza di fr. 20'000.– fra le fatture della __________ SA presenti

nell’incarto fiscale personale di __________, da una parte, e della RI 1,

dall’altra, la ricorrente ha prodotto l’ordine di bonifico di fr, 45'340.– con

le relative fatture di fr. 65'340.–, sottolineando che con la ricevuta di

20'000 franchi prodotta in udienza vi sarebbe corrispondenza.

L’insorgente ha infine

ribadito la contestazione relativa alla ripresa dei vantaggi per l’uso

dell’automobile aziendale nel periodo fiscale 2014, argomentando che

l’azionista __________ avrebbe utilizzato la sua vettura privata per il

tragitto da casa al lavoro, “per diminuire i costi privati e societari”.

La Divisione delle

contribuzioni ha preso posizione con scritto del 9 novembre 2017. Da un lato,

ha sottolineato che la ricorrente non ha fornito alcuna indicazione in merito

alla pretesa provvigione che avrebbe percepito __________. Dall’altro, ha preso

atto dell’insinuazione di credito nel fallimento della __________ SA,

chiedendosi tuttavia “come la signora __________ possa aver dimenticato un

pagamento a contanti di ben fr. 20'000.–“ e “per quale ragione la stessa

avrebbe sottoscritto il 1° aprile 2014 un contratto di appalto con la __________

SA per una mercede totale di fr. 168'500.– (+ IVA fr. 13'480.–) e due settimane

più tardi, il 17 aprile 2017, un’offerta per il prezzo di ‘soli’ fr. 148'500.–

(+ IVA fr. 11'880.–)”.

La contribuente ha

replicato in data 20 novembre 2017, lamentando la malafede dell’autorità fiscale,

per aver messi in dubbio l’esistenza del contratto di mediazione concluso

dall’azionista con terzi. Circa la differenza fra la mercede indicata nel

contratto di appalto e quella che emerge dall’offerta di due settimane più

tardi, argomenta che “nelle trattative con le imprese di costruzione capita più

volte che i preventivi/contratti stilati all’inizio vengano corretti in base a

dei fattori che portano a rettificare i lavori”.

L. Con scritto del 5

marzo 2018, questa Corte si è rivolta alla ricorrente, sottoponendole le

seguenti domande:

1. All’udienza

del 6 ottobre 2017 avete prodotto una ricevuta del 25 aprile 2014,con la quale

la __________ SA conferma di ricevere da __________ “un acconto a contanti di

CHF 20'000.00 a scalare sulle fatture a margine”. A tale riguardo, vogliate

fornire le seguenti precisazioni.

·

Da dove proveniva l’importo di CHF

20'000 versato a contanti? Vogliate allegare i giustificativi necessari (p. es.

addebito bancario).

·

Per quali ragioni il versamento è

avvenuto a contanti?

·

Chi ha ricevuto l’importo in

questione per conto della __________ SA e ha quindi firmato la ricevuta?

Considerandi

2.

Con la

vostra lettera del 13 ottobre 2017, avete prodotto la “notifica di credito”,

inoltrata all’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ il 28 gennaio 2015,

unitamente a 40 fatture da voi emesse nei confronti della __________ SA.

·

Ritenuto che la maggior parte

delle fatture si riferiscono all’attività di amministrazione della __________

SA, da voi prestata, vogliate produrre il contratto di amministrazione su cui

le prestazioni sono fondate.

·

Per quali ragioni l’onorario a

partire dal mese di aprile del 2014 è passato da CHF 2'000 a CHF 1'100?

3.

A

proposito della ricevuta del 6 agosto 2014, con la quale viene convenuta la

compensazione fra gli onorari dovuti dalla __________ SA alla RI 1 per

l’amministrazione contabile, da una parte, e la mercede dovuta da __________

alla __________ SA per i lavori nella sua proprietà immobiliare, vogliate

produrre il contratto con cui RI 1 ha ceduto a __________ il suo credito nei

confronti della __________ SA. Vi invitiamo inoltre a voler produrre l’allegato

a cui si fa riferimento nella citata ricevuta, laddove si commisura l’ammontare

delle prestazioni compensate.

La

contribuente ha risposto con lettera del 12 marzo 2018, nella quale ha

sostenuto che “tutti gli atti sono stati discussi, giustificati e commentati

dalle parti”, ragione per cui chiedeva “di voler procedere alla decisione sul

[suo] ricorso”, richiamando uno scritto del 13 novembre 2017, nel quale questa

Corte, notificandole le osservazioni del 9 novembre 2017 della Divisione delle

contribuzioni, aveva affermato che, in caso di mancata risposta, avrebbe deciso

“senza ulteriori formalità”. L’insorgente ha anche annunciato l’intenzione di

procedere “a [sua] tutela nel caso in cui ci sia ancora una volta un modo di

agire di denegata giustizia nei [suoi] confronti”.

Diritto

1.

1.1.

Gli articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT

prevedono, con riferimento all’imposta sull’utile delle persone giuridiche, che:

1.

Costituiscono

utile netto imponibile:

a.

il saldo del conto profitti e

perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente;

b.

tutti i prelevamenti fatti prima

del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla

copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:

- ...[omissis]...

- gli ammortamenti e gli accantonamenti non giustificati

dall’uso commerciale;

- le

distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate

dall’uso commerciale.

Quanto all’imposizione

delle persone fisiche, gli articoli 19 cpv. 1 LT e 20 cpv. 1 LIFD prevedono da

parte loro che:

1.

Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare,

segnatamente:

c. i

dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni

valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere

(comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).

1.2

La dottrina ha così

riassunto la nozione di “distribuzione dissimulata di utili” che si può

ricavare dalla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht,

Berna 1986, p. 398 s.; Höhn/Waldburger,

Steuerrecht, 8a ediz., vol. I, Berna 1997, n. 82 al § 18, p. 456 s.;

Oberson, Droit fiscal suisse,

Basilea/Francoforte 1998, n. 28 ad § 10, p. 172; inoltre CDT n. 80.2000.00031

del 2 maggio 2000, in RDAT II-2000 n. 8t; sentenza TF 2C_798/2015 del

26.9

, consid. 2.1.):

Ø

una prestazione da parte della società, senza una corrispondente

controprestazione;

Ø

il fatto che la prestazione si traduca in un vantaggio per l’azionista

o una persona a lui vicina, cioè che essa non sarebbe stata concessa ad un

terzo alle stesse condizioni;

Ø

il fatto che il menzionato carattere della prestazione (di avvantaggiare,

cioè, un azionista rispetto ai terzi) sia riconoscibile da parte degli organi

societari.

1.3

Quali

prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni

dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a

determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina,

con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel

conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene

definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile (Gewinnvorwegnahme;

cfr. Bernardoni/Bortolotto, La

fiscalità dell’azienda, Mendrisio 2010, p. 432). Essa sussiste per l’appunto

quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza,

che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando

quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un

terzo, ad esempio la vendita di un bene del patrimonio sociale ad un prezzo di

favore. La differenza fra il valore che sarebbe stato possibile ottenere da un

terzo e il valore pattuito con l’azionista rappresenta una distribuzione

mascherata di utile (Bernardoni/ Bortolotto,

op. cit., p. 423; sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno

2007, consid. 6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 p. 660,

consid. 2.2; sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).

2.

2.1.

Come risulta dal rapporto

di verifica dell’Ispettorato fiscale, nel 2014 __________ SA ha versato su un

conto bancario privato inestato a __________ un importo di fr. 20'000.–, che

corrisponderebbe ad una provvigione per la sua intermediazione nella vendita di

un immobile. La causale del pagamento sarebbe tuttavia descritta come “Fattura

onorario consulenza contabile e amministrazione / corso contabilità 2013/2014”.

Tenuto conto della circostanza che la __________ SA è una cliente della RI 1,

l’Ispettorato fiscale ha ritenuto che la prestazione in questione fosse di

pertinenza della società.

2.2

Come già ricordato,

costituisce un prelevamento anticipato di utile la rinuncia, da parte della

società, a rivendicare introiti di sua competenza, che vengono così incassati

direttamente dall’azionista.

Secondo l’Ispettorato

fiscale, la prestazione incassata dall’azionista sarebbe spettata alla società,

trattandosi di un onorario per consulenza contabile, amministrazione e per un

corso di contabilità, cioè per attività espletate dalla società ricorrente.

L’insorgente contesta

tuttavia che la prestazione sia legata a tali attività. A suo avviso, sarebbe __________

ad aver personalmente fornito delle prestazioni alla __________ SA, in settori

estranei all’attività della società. In particolare, si tratterebbe di una

provvigione per attività di intermediazione immobiliare e dell’onorario per la

tenuta di un corso di contabilità analitica per la segretaria della società

mandante. L’indicazione contrastante che emerge dalla documentazione bancaria

sarebbe frutto di un errore (“presumibilmente la persona che ha inserito il

pagamento con la dicitura ha fatto un copia e incolla di qualche altro

pagamento”).

Nel corso dell’udienza del

6.

ottobre 2017, la ricorrente si è impegnata a produrre la documentazione in

merito al contratto di mediazione a cui si riferisce la fattura in discussione.

Nella sua lettera del 13/16 ottobre 2017, la contribuente ha comunicato di non

essere riuscita a recuperare i dati relativi al contratto di mediazione.

In queste circostanze, non

si può che convenire con l’Ispettorato fiscale e con l’UTPG, che hanno

ravvisato nel versamento dell’importo litigioso su un conto privato di __________

un prelevamento anticipato di utile.

Del resto, come ha

sottolineato la stessa autorità fiscale, non è ammesso che un dirigente di una

società di capitali possa esercitare attività in concorrenza con la società.

2.3

A tale riguardo, la

giurisprudenza del Tribunale federale ha infatti ravvisato una distribuzione

dissimulata di utili anche nel caso in cui una persona con responsabilità

dirigenziali all’interno di una società eserciti un'attività in concorrenza con

la medesima. Rilevato che le persone fisiche possono operare per conto di una

società anonima sulla base di un contratto di lavoro oppure in particolare come

mandatari commerciali, procuratori, direttori o membri del consiglio di

amministrazione, il Tribunale federale ha osservato che tutte queste funzioni

implicano un dovere di fedeltà verso la società e l'obbligo legale di astenersi

dall'esercizio di attività che le fanno concorrenza. Si tratta infatti di

vincoli imposti dagli art. 321a e 321b CO per i lavoratori, dall'art.

464.

cpv. 1 CO per i procuratori ed i mandatari commerciali e dall’art. 717 cpv.

1.

CO per gli amministratori (cfr. la sentenza 2C_222/2009 del 24 luglio 2009 consid.

2.2

e giurisprudenza citata). Ne ha quindi dedotto che una società anonima con

scopi economici (cfr. art. 620 cpv. 3 CO) in generale non permette ai propri

lavoratori, procuratori, mandatari commerciali, direttori o membri del

consiglio di amministrazione di esercitare un’attività in concorrenza con la

sua. Se al contrario consente una simile attività, rispettivamente se rinuncia

ad esigere da queste persone il rimborso dei guadagni conseguiti grazie ad

affari che per loro natura sarebbero di sua pertinenza, essa fornisce una

prestazione valutabile in denaro ogni qualvolta la rinuncia agli introiti che

le spetterebbero per legge trova fondamento nei rapporti di partecipazione.

Questa situazione si verifica in particolare nel caso di un azionista unico o

maggioritario che conclude per proprio conto singoli affari che rientrerebbero

di per sé nel campo d'attività della società. Ad un collaboratore senza diritti

di partecipazione non verrebbe infatti concesso di svolgere un simile impiego,

atto a comportare una diminuzione dell'utile della società (sentenza

2C_222/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.2 e giurisprudenza citata).

2.4

Tornando all’esame della

fattispecie, non si può ammettere che l’importo di fr. 20'000.– versato da __________

SA, cliente della RI 1, su un conto privato dell’azionista di quest’ultima,

rappresenti un compenso per attività da lei prestate a titolo personale. La

ricorrente non ha portato alcuna prova dell’esistenza di un contratto di

mediazione immobiliare concluso fra __________ e __________ SA. Tutti gli

elementi a disposizione conducono del resto alla conclusione che l’importo

versato da quest’ultima sia di competenza della ricorrente.

3.

3.1.

L’Ispettorato fiscale ha

inoltre prestato attenzione a delle fatture emesse dalla ricorrente nei

confronti della stessa __________ SA per contabilità, per un importo di fr.

17'038.–. Quest’ultimo importo infatti non sarebbe stato pagato dalla __________

SA, ma sarebbe stato compensato con un debito personale di __________, la quale

aveva commissionato alla società debitrice ai lavori di ristrutturazione della

sua casa d’abitazione. In effetti, agli atti figura una “ricevuta” su carta

intestata della RI 1, così formulata:

Mapp. __________

__________ – Contatto del 01.04.2014

Con la presente confermiamo

che le fatture della RI 1 per amministrazione contabile nei confronti della

spettabile __________ SA, di __________, fino al 31 luglio 2014 per CHF

17'038.29 (vedi allegato), vengono compensate quale acconto sulle prossime fatture

di lavori ancora da eseguire come da contratto di appalto a margine per conto

della signora __________ di __________.

Per

conferma e accettazione: Per conferma e

accettazione:

__________

SA RI 1

Amministratrice

unica: Amministratrice unica:

__________ __________

__________, 6 agosto 2014

3.2

Dagli atti risulta che la

compensazione di cui si discute è stata indicata da __________ nel “Rendiconto

di costruzione”, prodotto all’Ufficio di tassazione competente per la sua

tassazione personale il 6 agosto 2015. Allo scopo di giustificare il

finanziamento dei lavori intrapresi sulla sua proprietà immobiliare, la

contribuente ha indicato che il capitale proprio proveniva, per fr. 19'941.71,

da un “ricavo straordinario provvigione” e, per fr. 17'038.29, dalla

compensazione in questione. In una nota sullo stesso formulario, __________ ha

osservato quanto segue:

La

compensazione di CHF 17'038.29 non ha potuto essere effettuata perché la __________

SA è fallita il 16.12.2014. Sarà versato nel 2015.

Col ricorso, la

contribuente ha prodotto un contratto di appalto, sottoscritto il 1° aprile

2014, per opere da capomastro sul mappale n. __________ RFD di __________, per

una mercede di fr. 181'980.– IVA inclusa. La licenza edilizia è stata rilasciata

dal Comune di __________ il 3 giugno 2015. Nel frattempo, tuttavia l’impresa

appaltatrice sarebbe fallita (il 16 dicembre 2014), obbligando la committente a

rivolgersi a un’altra impresa. Un nuovo contratto è così stato sottoscritto con

la __________ SA di __________, che ha realizzato le opere progettate per un

compenso di fr. 145'706.95.

3.3

Ora, la versione dei fatti

fornita dalla ricorrente è lacunosa e anche in contrasto con la documentazione

che emerge dal dossier relativo alla tassazione di __________. Come rilevato

dall’UTPG nelle sue osservazioni al ricorso, dalle fatture prodotte

dall’azionista nella procedura di tassazione che la concerne risulta che il

bonifico ordinato alla banca che aveva concesso il credito di costruzione non

copre l’ammontare delle fatture.

Nel ricorso, la RI 1 ha infatti

indicato che la committente ha proceduto al pagamento di tre acconti alla __________

SA, facendo capo al finanziamento bancario ricevuto:

·

fr. 45'340.– il 4.6.2014;

·

fr. 15'120.– il 26.6.2014;

·

fr. 18'360.– il 25.7.2014.

Il primo bonifico, in

particolare, fa riferimento alle fatture 22-2014, 23-2014, 24-2014, 25-2014,

26-2014 e 27.2014. Tuttavia, l’autorità fiscale ha fatto notare che le fatture

inviate dalla __________ SA nel mese di aprile del 2014 ammontavano a più di

45'340 franchi, sicché il versamento finanziato con il bonifico bancario del 4

giugno 2014 non copriva l’intero importo fatturato:

acconto 22-14 del

15.4.2014

fr. 23'760.–

acconto 23-14 del

18.4.2014

fr. 2'160.–

acconto 24-14 del

20.4.2014

fr. 10'800.–

acconto 25-14 del

25.4.2014

fr. 4'320.–

acconto 26-14 del

25.4.2014

fr. 7'020.–

acconto 27-14 del

30.4.2014

fr. 17'280.–

totale acconti aprile 2014 fr. 65'340.–

La discrepanza fra

l’ammontare delle fatture e il bonifico bancario del 4.6.2014 corrisponde

esattamente a 20'000 franchi. La spiegazione fornita dalla ricorrente

all’udienza del 6 ottobre 2017 è che vi sarebbe stato un ulteriore versamento a

contanti, proprio di 20'000 franchi, da parte di __________, come provato da

una ricevuta datata 25 aprile 2014, prodotta solo in udienza.

Prendendo posizione sui

nuovi documenti prodotti, nella lettera del 9 novembre 2017, la Divisione delle

contribuzioni constata che la ricorrente ha in tal modo giustificato “la differenza

fra le fatture emesse dalla __________ SA (fr. 65'340.–) e l’ordine di bonifico

di fr. 45'340.–“, prodotto il 13 ottobre 2017. L’autorità fiscale si domanda

tuttavia come __________ “possa aver dimenticato un pagamento a contanti di ben

fr. 20'000.–“.

La ricorrente ha replicato

in data 20 novembre 2017, osservando di non capacitarsi “del pensiero di mala

fede da parte dell’Ufficio tassazione delle persone giuridiche unicamente per

il fatto che la contribuente non si sia ricordata immediatamente della ricevuta

di CHF 20'000.00 pagata”.

3.4

Un’altra incongruenza

rilevata dall’UTPG concerne l’ammontare del preventivo della __________ SA per

le opere commissionate da __________.

Nella sua lettera del 9

novembre 2017, con cui prende posizione sulla documentazione prodotta

dall’insorgente dopo l’udienza del 6 ottobre 2017, l’autorità di tassazione si

chiede “per quale ragione la stessa [cioè __________] avrebbe sottoscritto il

1° aprile 2014 un contratto di appalto con la __________ SA per una mercede

totale di fr. 168'500.– (+ IVA fr. 13'480.–) e due settimane più tardi, il 17

aprile 2014, un’offerta per il prezzo di “soli” fr. 148'500.– (+ IVA fr.

11'880.–)”.

A tale riguardo, la

ricorrente ha replicato, in data 20 novembre 2017, sostenendo che “nelle

trattative con le imprese di costruzione capita più volte che i

preventivi/contratti stilati all’inizio vengano corretti in base a dei fattori

che portano a rettificare i valori”.

Anche in questo caso, la

differenza ammonta a 20'000 franchi.

3.5

Rimane da chiarire anche

l’altro debito che sarebbe stato compensato. La ricorrente ha infatti fatturato

alla __________ SA le prestazioni per l’amministrazione di quest’ultima. A

detta dell’insorgente, il successivo fallimento della __________ SA avrebbe

reso impossibile la compensazione.

All’udienza del 6 ottobre

2017, l’autorità fiscale ha chiesto alla ricorrente perché, se vantava ancora

un credito nei confronti della __________ SA, non lo avesse insinuato nel

fallimento di quest’ultima, avvenuto poco dopo. La contribuente si è riservata

di prendere posizione.

Con scritto del 13 ottobre

2017, la RI 1 ha prodotto copia di una “notifica di credito”, inoltrata

all’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ il 30 gennaio 2015, con

riferimento a 40 fatture (relative al periodo dal 31.10.2013 al 5.12.2014) per

un importo complessivo di fr. 25'933.45 più interessi. In tale importo, a suo

dire, sarebbe compreso anche il credito di fr. 17'983.–, che dunque non sarebbe

mai stato compensato.

3.6

Ora, è difficile negare

che una compensazione sia intervenuta. L’accordo concluso il 6 agosto 2014 fra

la __________ SA e la RI 1 fa chiaramente riferimento a un credito che

quest’ultima aveva già maturato nei confronti della prima, per la sua attività

di “amministrazione contabile”. Dal tenore dell’accordo non si accenna infatti

all’intenzione di compensare futuri crediti, ma si indica in modo

inequivocabile che le prestazioni della ricorrente che sono oggetto

dell’accordo sono quelle relative all’amministrazione effettuata “fino al 31

luglio 2014 per CHF 17'038.29”. Per quanto attiene invece ai crediti della __________

SA che vengono compensati, si tratta delle “prossime fatture di lavori ancora

da eseguire come da contratto di appalto a margine”.

In queste circostanze, non

si vede perché il successivo fallimento della __________ SA dovrebbe aver

vanificato questo accordo, tanto più che la ricorrente sostiene di non aver

“avuto assolutamente alcuna possibilità… di venire preventivamente a conoscenza

di tale procedura esecutiva che avrebbe portato al fallimento”.

Il fatto – peraltro

documentato per la prima volta dopo l’udienza tenutasi dinanzi a questa Corte –

che la ricorrente abbia insinuato dei crediti nel fallimento della __________

SA non basta a sovvertire le conclusioni che scaturiscono dalla lettura dell’accordo

del 6 agosto 2014. Per sapere in quale misura il credito notificato all’Ufficio

dei fallimenti di __________ il 30 gennaio 2015 includa anche l’importo che è

oggetto della compensazione, sarebbe necessario conoscere l’ammontare preciso

di tutti i debiti che la __________ SA aveva nei confronti della RI 1. Dalle 40

fatture insinuate nel fallimento della __________ SA, peraltro, si evince che

l’onorario mensile per l’amministrazione della società ammontava a 2'000

franchi al mese fino al mese di marzo del 2013 e ammonta invece solo a 1'100

franchi dal mese di aprile del 2013.

A tale riguardo, nella

lettera del 5 marzo 2018, questa Corte ha chiesto alla ricorrente di produrre

il contratto di amministrazione stipulato con la __________ SA e di spiegare

come mai l’onorario sia sceso da 2'000 a 1'100 franchi a partire dal mese di

aprile del 2014. Come già ricordato, l’insorgente non ha risposto alla domanda,

limitandosi a chiedere una sollecita decisione sul suo ricorso.

Del resto, la convenzione

del 6 agosto 2014 aveva anche un allegato, che verosimilmente indicava con

precisione quali fossero i debiti della __________ SA che venivano compensati (“vedi

allegato”). L’insorgente non ha tuttavia mai prodotto tale documento, che

avrebbe certamente fornito indicazioni utili. Anche su questo aspetto, la

Camera di diritto tributario ha chiesto spiegazioni alla RI 1, invitandola a

produrre il contratto con cui quest’ultima ha ceduto a __________ il suo

credito nei confronti della __________ SA, come pure l’allegato a cui si fa

riferimento nella citata ricevuta, laddove si commisura l’ammontare delle

prestazioni compensate. La ricorrente si è tuttavia rifiutata di produrre i

documenti richiesti.

La tesi secondo cui

“dall’inizio della collaborazione al giorno del fallimento nessuna prestazione

della RI 1 è stata compensata con i lavori della __________ SA tante (sic)

vero che nella contabilità della RI 1 non c’è la trasformazione della

compensazione a nome della contribuente” non è dunque provata né la sua

verosimiglianza appare preponderante rispetto a quanto risulta dallo stesso

accordo del 6 agosto 2014.

Anche tutte le

incongruenze in merito ai pagamenti che sarebbero stati fatti da __________ alla

__________ SA inducono alla medesima conclusione. L’aspetto più problematico,

in questo contesto, come rilevato dalla stessa autorità di tassazione, è

senz’altro rappresentato dal pagamento di 20'000 franchi, evocato da __________

per la prima volta all’udienza tenutasi davanti a questa Corte. Il fatto che

questo pagamento sarebbe avvenuto a contanti, e che non vi sia pertanto alcuna

prova dell’effettivo passaggio di denaro, non contribuisce evidentemente ad

agevolare la prova. Per cercare di chiarire lo svolgimento dei fatti, nella più

volte ricordata lettera del 5 marzo 2018, questa Camera ha chiesto alla

ricorrente di documentare la provenienza dell’importo di 20'000 franchi, di

spiegare per quali ragioni lo stesso sarebbe stato versato a contanti e di indicare

chi avrebbe ricevuto l’importo in questione per conto della __________ SA e

avrebbe quindi firmato la ricevuta. Non avendo la RI 1 dato seguito alla

richiesta di collaborazione ad essa sottoposta, si deve constatare che l’ammontare

dei pagamenti complessivamente fatti da __________ alla __________ SA non è

stato provato.

3.7

Deve conseguentemente

essere condivisa la decisione dell’UTPG, che ha ritenuto che __________ abbia

proceduto ad un prelevamento anticipato di capitale dalla società ricorrente.

Le prestazioni legate all’amministrazione della __________t SA erano infatti

state fatte dalla RI 1 e non dalla sua azionista. È poi stata la società stessa

a fatturarle. Dal tenore della “ricevuta” del 6 agosto 2014 si evince che in

precedenza la RI 1 SA deve aver ceduto alla sua azionista il suo credito nei

confronti della Edil Project SA. Il contratto in questione, richiesto alla

ricorrente da questa Corte nella lettera del 5 marzo 2018, non è tuttavia stato

prodotto. Non si conoscono pertanto le condizioni alle quali è stata pattuita

questa cessione. Fatto sta che, in base alla documentazione agli atti, __________

ha compensato i suoi debiti personali con i crediti della sua società.

In queste circostanze, è

indubbio che la RI 1 abbia effettuato una prestazione valutabile in denaro alla

sua azionista.

4.

4.1.

Restano infine litigiosi i

pretesi vantaggi concessi dalla ricorrente a __________ per l’uso dei telefoni

e delle automobili aziendali.

Per spese telefoniche la RI

1.

ha conteggiato ben fr. 11'112.– nel 2013 e fr. 10'690.– nel 2014. Nel suo

rapporto del 27 giugno 2016, l’Ispettorato fiscale ha constatato che, oltre a

una linea di telefonia fissa, la società ha registrato i costi per 5 utenze

mobili. Per un ulteriore numero di cellulare, impiegato da un cliente, la

società rifatturava le spese relative. L’UTPG ha proceduto a una ripresa di

3'000 franchi all’anno.

In relazione alle spese

per l’uso dei veicoli aziendali, l’Ispettorato fiscale ha evidenziato che la

società insorgente ha iscritto a bilancio due automobili acquistate mediante

contratto leasing. Ha pertanto commisurato la quota privata seguendo le

indicazioni fornite dall’Amministrazione federale delle contribuzioni nel suo

Promemoria n. 1/2007. In base al valore dei veicoli, la quota privata ammonta a

fr. 9'100.– all’anno. Siccome nel periodo fiscale 2013 la società ha già

provveduto a registrare i vantaggi per l’uso dell’automobile (fr. 8'711.–), la

ripresa si limita a fr. 1'200.–. Per il periodo fiscale successivo, invece, la

ripresa è stata dimezzata (fr. 4'950.–), per tener conto del fatto che __________

non era più alle dipendenze della società come pure dell’acquisto, da parte dei

coniugi __________, di due automobili private.

4.2

Quando la distribuzione

anticipata di utili si manifesta nella forma dell’uso di mezzi della società

per scopi privati (auto, telefono, riscaldamento ecc.) o del prelevamento di

beni dalla società da parte dell’azionista, la valutazione della prestazione

avviene con gli stessi criteri che valgono per le aziende personali (Bernardoni/Bortolotto, La fiscalità

dell’azienda nel nuovo diritto federale e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p.

433; Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 129 ad art. 58 LIFD, p. 741;

v. anche p. es. la sentenza CDT n. 80.2003.95 dell’8 settembre 2003; inoltre

sentenza del Tribunale federale del 4 luglio 2013 n.6B_755/2012 consid.

2.4

).

Per quanto concerne l’uso

privato di un’automobile, il Promemoria n. 1/2007 dell’Amministrazione federale

delle contribuzioni, concernente la stima dei prelevamenti in natura e delle

quote private alle spese generali dei titolari di aziende, prevede che, se il

totale delle spese effettive dell’automobile parzialmente usata per scopi privati

e i chilometri percorsi per motivi professionali e privati possono essere

stabiliti in base a un libro di bordo, le spese effettive sono da ripartire in

modo proporzionale tra i chilometri percorsi per motivi professionali e quelli

percorsi per motivi privati. Se invece non è possibile servirsi di un libro di

bordo, si procede alla determinazione forfetaria, che consiste nel dichiarare

al mese lo 0,8% del prezzo di acquisto (IVA esclusa), ma almeno 150 franchi

(cfr. anche le Istruzioni della Conferenza fiscale svizzera e

dell’Amministrazione federale delle contribuzioni del 20 gennaio 2010 per la

compilazione del certificato di salario risp. dell’attestazione delle rendite,

cifra 2.2, par. 21).

4.3

La ricorrente non contesta

in linea di principio l’esistenza di vantaggi imponibili, ma ne censura il

calcolo.

In relazione alle spese

per le automobili, argomenta che nel 2014, diversamente dall’anno precedente,

“l’amministratrice ha utilizzato i due veicoli a lei intestati… che utilizza

per il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa”, mentre “i veicoli aziendali restano

posteggiati presso la sede legale della società e non più utilizzati per tale

tragitto”.

Nonostante l’acquisto dei

veicoli privati della famiglia __________, una ripresa si giustifica anche nel

periodo fiscale 2014. Proprio per tener conto della nuova situazione, venutasi

a creare con l’uscita di __________ e l’acquisto dei due automezzi privati,

l’UTPG ha già dimezzato la ripresa. Ciò riflette anche l’evoluzione delle spese

per la benzina, che si sono dimezzate a loro volta dal 2013 (fr. 6'421.–) al

2014.

(fr. 3'268.–).

Per quanto concerne le

spese telefoniche, la stessa RI 1, nel ricorso, riconosce di aver registrato

anche costi legati a utenze private, chiedendo di ridurre la ripresa a fr.

1'831.30 nel 2013 e fr. 1'878.50 nel 2014, cioè a quanto pagato per la casa di

abitazione della famiglia __________ ad __________. Alla luce di questa

precisazione, la contestata ripresa di 3'000 franchi appare persino

prudenziale. Le spiegazioni fornite dall’insorgente per il numero insolito di

collegamenti telefonici a disposizione non sono del resto particolarmente

convincenti. Non si spiega in particolare che la società paghi degli abbonamenti

“predisposti per l’attivazione dell’attività di recupero crediti che la RI 1 ha

in ‘grembo’ di attivare”. Si tratta infatti di un’attività che la società non

esercita.

4.4

La ripresa dei contestati

vantaggi per l’uso del telefono e delle automobili è pertanto a sua volta

confermata.

5.

Il ricorso è integralmente

respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della

ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 5’000.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 5’100.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di .

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: